mercoledì 21 settembre 2011

BEROSO


Beroso (greco da Bel-Re'ushu, "Il Signora (Bel=Marduk) è il suo pastore"): sacerdote e storico babilonese al quale, nel II secolo a.C., i successori seleucidi di Alessandro Magno affidarono l'incarico do compilare un riassunto dei testi sumerici/accadici che parlavano degli Anunnaki, del loro arrivo sulla Terra e degli eventi successivi fino alla caduta di Babilonia e Assiria.

Anche se i tre volumi che aveva composto sono andati perduti, ne sono stati ritrovati alcuni frammenti - citati o ricopiati da altri storici ed eruditi dell'antichità. Sappiamo perciò che gli eventi di grande portata narrati nella Bibbia, come la creazione dell'uomo, il Diluvio (il protagonista che viene chiamato Sisistro in greco), la "confusione delle lingue" a seguito dell'episodio della Torre di Babele, ecc. erano universalmente noti in Mesopotamia.

Un aspetto ancora più importante degli scritti di Beroso, in seguito confermati dalla scoperta di tavolette cuneiformi, era l'uso di 3600 anni come unità di tempo degli Anunnaki quando giunsero sulla Terra - fornendo a Zacharia Sitchin l'indizio che si trattava del periodo orbitale del loro pianeta Nibiru (un "anno Anunnaki").

I suoi scritti sono la prima fonte che datava l'arrivo degli Anunnaki 432.000 anni (120 sars) prima del Diluvio. Secondo Beroso, il mondo è soggetto a cataclismi periodici, che lui metteva in relazione alla ere zodiacali.


Storia/ciclica:
il concetto di storia come una serie di ère comuni a tutte le civiltà antiche - già trovato negli scritti di Beroso - è un aspetto della nozione che "la storia si ripete"; è legato alla concezione biblica della storia come Principio e come Fine, dove l'uno conduce all'altro e ne è seguito.

<<Io, il Signore, sono il primo e io stesso sono l'ultimo>> disse Dio al profeta Isaia. <<Io sono l'Alpha e l'Omega, dice il Signore, il primo e l'ultimo secondo l'Apocalisse; e poiché  Dio è eterno, non solo la Fine è un nuovo Principio, ma era anche tutto previsto, programmato: <<Io dal principio annunzio la fine, e molto prima, quando non è ancora stato compiuto>> ha rivelato il Signore a Isaia (46,10).

ZS, ritiene che una visione così ciclica della storia escluda le considerazioni relative alla "Fine dei Tempi" secondo i calendari lineari (come quello che usiamo noi, o quello maya) e che le ipotesi relative alla fine dei tempi si possano fare solo in termini di calendario ciclico, come quello delle ère zodiacali.


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