mercoledì 20 settembre 2017

Magaldi - Nascerà il Pdp, Partito Democratico Progressista



Magaldi: smascheriamo insieme i bari della politica italiana
 
Smascherare i bari della politica? Facilissimo: basta vedere chi votò per Mario Monti, il devastatore dell’Italia inviato a Roma nel 2011, tramite Napolitano. Una missione speciale, la sua, per conto dei super-poteri oligarchici che hanno fatto dell’Ue una fabbrica di diktat, trasformando i Parlamenti in “bivacchi di manipoli” dormienti, ancora impegnati a recitare la liturgia di una democrazia che ormai non esiste più, non conta, non decide più niente.
 
Se ne vergognano, gli ex sostenitori di Monti? «Certamente se ne vergogna Bersani, che infatti nella sua nuova formazione politica ha inserito un riferimento all’articolo 1 della Costituzione “fondata sul lavoro”, ben sapendo di aver votato a favore della riforma Fornero, massimo attentato politico nella storia recente contro il mondo del lavoro e dei lavoratori».
 
Parola di Gioele Magaldi, autore del bestseller “Massoni” e presidente del Movimento Roosevelt, che ora annuncia un conto alla rovescia: quello della nascita di un nuovo soggetto politico destinato, spera, a sconvolgere la “palude” italiana, intasata di replicanti finto-progressisti e finto-ribellisti, per fornire agli elettori una vera chance di cambiamento in senso sovranistico e democratico, lontano dalla “dittatura” di Bruxelles e dei suoi corifei nazionali.

Berlusconi? Ancora una volta incerto e ambiguo, nell’elogiare – forse in funzione anti-Salvini – la Pax Europea di cui avremmo beneficiato. Niente di più falso, sostiene Magaldi, in collegamento con David Gramiccioli ai microfoni di “Colors Radio”: questa Ue, che doveva unire il continente – accusa il leader del Grande Oriente Democratico – ha letteralmente frantumato l’Europa, provocano una feroce crisi economica e pericolose rivalità tra Stati. Il Pd renziano? Minestra riscaldata: lo stesso Renzi ha commesso errori madornali come quello sul referendum, e il suo destino è comunque segnato.
 
In ogni caso, aggiunge Magaldi, anche una quota rilevante di elettorato Pd è delusa e disorientata, nonostante l’overdose di camomilla somministrata dal Gentiloni di turno, vero e proprio clone del dimenticabile Enrico Letta.
 
«In Italia – sostiene Magaldi – esistono praterie sconfinate, sul piano politico, per chi voglia provare a cambiare davvero il corso delle cose: manca solo uno strumento chiaro e preciso, finalmente a disposizione degli elettori». Proprio per questo, aggiunge, nascerà il Pdp, Partito Democratico Progressista: un programma netto, destinato a smascherare l’ipocrisia generale e la reticenza dei partiti di oggi, incluso il Movimento 5 Stelle.

«A Roma il movimento di Grillo non ha dato buona prova di sé, e c’è da temere che sarebbe così anche su scala nazionale, se dovesse governare l’Italia». Per un motivo semplice, dice Magaldi: «I 5 Stelle non avevano un vero programma per la capitale, così come non hanno un vero programma per il paese».
 
Per “vero programma”, spiega Magaldi, si intende qualcosa di esplicito e inequivocabile: aprire una vertenza storica con l’Ue, minacciando di sbattere la porta. Obiettivo: ripristinare la democrazia in modo sostanziale, quella dei diritti del lavoro, svuotata dalla tecnocrazia euro-tedesca, che Magaldi definisce “paramassonica”, dettata dalle strutture di potere apolidi che hanno fabbricato l’attuale globalizzione asimmetrica, che concentra i poteri e fa sparire i diritti, spingendo i cittadini verso una precarietà universale, senza speranza.
 
Un esito inaccettabile, da rovesciare a partire dalle fondamenta, riscrivendo le regole: l’economista Nino Galloni è uno dei cervelli del movimento fondato da Magaldi per sollecitare il risveglio della politica italiana, di cui però ancora non si vede traccia. E dunque, se i partiti continuano a dormire, non resta che scendere in campo direttamente: è questo il ragionamento alla base del varo (imminente, pare) del Pdp, aperto a «chiunque ami sinceramente la democrazia, cioè la legittima quota di sovranità assegnata ad ogni cittadino».
 
In figura un mio breve schema dell’evoluzione storica della medicina scientifica, con alcuni importanti personaggi e i concetti-chiave.
 
Pillole di storia della medicina
 
Pubblicato anche sul blog "Disinformazione"
 
Ai miei tempi l’immunologia non esisteva. Dico ai miei tempi intendendo quando studiavo medicina, anni ‘70. Ora sono appena andato in pensione (come docente, mentre continuo a fare ricerca in università). Quando mi sono iscritto all’Università di Trieste, nessuno insegnava Immunologia, la disciplina proprio non esisteva.
 
L’anno in cui mi sono laureato (1976) in alcune università cominciavano a dare i corsi. Cosa è successo? I sistemi di difesa dalle malattie, fino ad allora, erano di competenza della Patologia Generale (la “MIA” materia), quella disciplina che per vocazione indaga le cause e i meccanismi delle malattie e delle reazioni ad esse.
 
Poi, alcuni patologi generali hanno capito che antigeni, anticorpi e linfociti erano un argomento “emergente” e vi ci sono buttati a tuffo, sviluppando una nuova branca, che presto si è resa autonoma. Come si sa, l’università genera cattedre ed è sempre in evoluzione. Nulla di male, anzi. Ma quello che qui interessa è il “successo” dell’Immunologia e il contemporaneo “declino” della Patologia generale.
 
Quest’ultimo presto si spiega: la Patologia Generale è una materia difficilissima perché ha a che fare con la complessità dell’organismo visto come un “sistema” ed è costretta, però, ad un approccio sperimentale riduzionista e per questo dedicato ai dettagli.
 
Altrimenti non si pubblica e non si fa carriera, visto che ai concorsi “pesano” più il numero dei lavori fatti che la qualità (tirando un velo pietoso sugli altri "requisiti" necessari per vincere un concorso universitario).
 
Mangiata la foglia, i patologi si sono buttati a gruppi in settori molto più applicativi e quindi remunerativi in termini di pubblicazioni e di cattedre: oncologia, patologia molecolare, tossicologia, patologia clinica o, appunto, immunologia.
 
L’Immunologia era nata in realtà alla fine del Settecento con gli esperimenti di Jenner (in Cina molto prima!), ma era rimasta come “prassi” piuttosto che come “scienza” finché la chimica del Novecento non consentì di scoprire gli “Anticorpi”.

Ecco il primo grande successo mediatico: trovare un bel nome per un nuovo meccanismo. Un nome facile da capire e da diffondere. E un nemico da combattere: gli “Antigeni”.
 
Nel successo di una teoria medica, come in quello di un prodotto commerciale, pesa moltissimo l’immagine che ne viene fornita. Poco conta se la teoria sta in piedi o il prodotto vale, quel che conta è l’immagine. Gli “anticorpi” erano diventate le armi del nostro corpo che ci proteggono dal “nemico”, il batterio o il virus.
 
Poco conta che lo stesso Pasteur aveva messo in guardia: “il microbo è molto, ma il terreno è tutto”: tale concetto ovvio a dirsi era difficilissimo da mettere in pratica dai patologi. Costoro, come me, si sono dedicati a studiare i meccanismi di base con cui i leucociti uccidono i microbi, ma è veramente un settore poco... remunerativo! Meglio prendersela col microbo, anche con l’aiuto delle case farmaceutiche molto “prolifiche”.
 
Qualche successo pratico ovviamente ci voleva ed era facilmente dimostrabile con antibiotici e, in immunologia, con i sieri e i vaccini.
 
Poi sono venuti i “Linfociti killer”, le “Citochine”, le “Allergie” e via dicendo. Tutti campi in cui l’Immunologia ha guadagnato la sua grande popolarità e la sua fetta di “consumatori”. Tutte parole magiche che spiegavano e divulgavano il verbo della altrimenti arcana scienza moderna. Come non credere che se troviamo il mezzo di aumentare gli anticorpi saremo protetti da tutte le malattie? 
 
Certo, molti problemi clinici, se non tutti, coinvolgono il sistema immunitario e quindi la figura dell’immunologo o allergologo diventa preziosa (anche se “stretta” da altre figure specialistiche come il laboratorista, il dermatologo, il reumatologo ecc...).
 
Per restare sui vaccini, argomento della attualità, il campo si è dimostrato talmente appetibile da attrarre persino figure di scienziati diverse, che prima non se ne erano mai occupate, come i... virologi!
 
Questi avrebbero dovuto occuparsi dei fatti loro (capire i virus e le loro caratteristiche positive e negative nella evoluzione umana) ma a stare solo nei laboratori è faticoso e, a meno che non si faccia il bingo di una nuova grande scoperta da Nobel (esempio l’HIV), non si ricava molto.
 
Quindi i vaccini sono il nuovo business degli immunologi, dei virologi e della farmacologia (il servizio regionale di sorveglianza del Veneto è gestito da immunologi e farmacologi).
 
I poveri medici di base, che fanno un lavoro già di per se difficile, non sono degli scienziati (checché se ne dica) e devono attenersi a quel poco che ricordano dalle lezioni universitarie e “credere” alle società scientifiche che con periodici proclami passano loro il “verbo scientifico”, invero un poco annacquato e semplificato.
 
Purtroppo, o per fortuna, la Natura non si lascia facilmente incanalare negli slogan e nei giochi di parole o di potere. E la Scienza, quella vera, ha sviluppato l’immunologia scoprendo che gli anticorpi non sono così “buoni” come si pensava e che il nostro corpo, proprio per questo, produce SEMPRE degli anticorpi anti-anticorpi, per controllare il pericolo di ogni eccesso!

Poi ha scoperto che non ci sono solo i linfociti “killer” ma ci sono anche quelli “Helper”, “Soppressori” e mille altri tipi diversi che fanno cose diverse. 
 
Poi ha scoperto l'autoimmunità e che buona parte delle malattie del mondo moderno riconoscono come meccanismo patogenetico una eccessiva attivazione del sistema immunitario (e della infiammazione).
 
Poi ha scoperto che gli adiuvanti sono necessari per far funzionare i vaccino ma sono anche usati come benzina sul fuoco in precedenti focolai infiammatori dovuti a molte altre cause.
 
Ma i medici, poveretti, ormai non ci capiscono molto e sono costretti a rivolgersi alla “medicina basata sulle prove di efficacia”; il che significa (semplificando): “se un farmaco funziona statisticamente più di un placebo, inutile chiedersi perché funziona, quello si deve dare” a tutti, pena gravi sanzioni legali. E quindi: giù cortisone, giù antibiotici, giù antivirali, giù anti-TNF, farmaci di "nuova generazione", che funzionano sempre meglio di quelli vecchi e meno costosi.
 
Guai dubitare della “Scienza”, la quale però timidamente alza la manina e dice: la prova di efficacia su popolazioni omogenee di malati non trova applicazioni facili nella pratica dove le persone sono vere, diverse, e non cavie.
 
Se poi ci si mettono di mezzo gli Ordini dei Medici, che in realtà non hanno alcuna competenza scientifica, a dettar legge e minacciare espulsioni, allora si capisce come i poveri medici siano poco inclini a riprendere criticamente le nozioni di base di immunologia e di farmacologia, così difficili.
 
E poi, i dubbi sono sciolti (anche) dal fatto che medici di medicina generale e pediatri sono specificamente remunerati per l’attività vaccinale e sono controllati dal “sistema sanitario nazionale” che sa esattamente quanti vaccini somministrano. Se ne fanno pochi, rischiano di passare per famigerati anti-vax.
 
A questo punto la storia si complica quando entrano in gioco la politica, la finanza e l'“informazione”: la gente, che paga cospicue tasse, vuole protezione, vuole certezze, vuole sicurezze. Bisogna sfruttare i vaccini! I nostri eroi al potere, ex rottamatori, partono con la campagna per rassicurare che lo stato “c’è” e per salvare posti di lavoro.
 
L’"informazione" viene quindi mobilitata da una parte per instillare paure di epidemie disastrose, dall’altra per far credere che la “Scienza” non sia "democratica" (sic) e che quindi gli oppositori tra la gente, che sospettano istintivamente l’inganno e cominciano a capire cosa ha mosso tutta la manovra (qui mi fermo per non sembrare un complottista), siano dei poveri ignoranti, o... politicamente di destra. Si diffonde, persino negli autogrill, un famoso libro con l'opinione che il vaccino non è un'opinione, altrimenti presentato come l'illuminato parere di un futuro premio Nobel.
 
Si annunciano in TV duecento morti di morbillo in Inghilterra (mai esistiti), i tre poveri morticini italiani da morbillo (contagiati in ospedale, morti non di morbillo ma di altre malattie complicate naturalmente da un’infezione) sono esibiti come trofei ai politici in Senato, pronti a votare secondo ordini di scuderia (in giugno persino si riesuma la notizia di un morto di aprile). Si diffonde la voce che per la pertosse non c’è cura.
 
Si riportano sui mass-media 18.000 (diciottomila) morti di influenza, “nonni” che sarebbero morti perché non si sono vaccinali.
 
Si inventa una nuova parola: il fatidico “gregge”. Parola magica che dovrebbe far capire ancora meglio che chi si rifiuta di vaccinarsi fa il male del popolo. Senza la benché minima prova che la soglia di copertura proclamata (95%) sia valida e applicabile ai 14 vaccini lorenziniani (10 obbligatori e 4 “raccomandati”).
 
Persino Grillo per un po’ viene imbambolato. Ma tant’è: anche se la scienza non è democratica, il gregge deve essere riguardato dai nostri politici democratici.
Si inventano pericoli provenienti dall’immigrazione, quando basterebbe controllare meglio gli immigrati.
 
I medici dubbiosi sono effettivamente minacciati o radiati, i vaccini sono imposti per legge, e chi non si adegua è reietto dalla società di cui la scuola è l’emblema più progredito.
 
I bambini sani non vaccinati sono considerati degli untori, quelli vaccinati che dovrebbero starsene a casa per non infettare gli altri, invece col loro bravo certificato entrano trionfalmente in classe.
 
Il tutto senza uno straccio di prova scientifica che di questi vaccini ci sia veramente bisogno, oggi, in Italia. E che siano efficaci per lo scopo che si propaganda.
 
Questo è un frammento della storia della medicina italiana. Historia magistra vitae. Detto in altri termini: la storia insegna, se ben studiata, ad apprezzare i progressi e non ripetere gli errori.
 
Post scriptum. Ho sempre insegnato anche l'immunologia e che i vaccini sono utili e necessari. Per la cronaca, i dubbi mi sono venuti quando gli Ordini hanno inquisito dei colleghi che avevano perplessità sui vaccini indiscriminati. Allora ho cominciato a ri-studiare l'argomento... 
 

martedì 19 settembre 2017

Uragani, un soggetto mondiale dominante dei nostri tempi

 

La NASA ha mostrato accidentalmente nelle immagini satellitari LE PROVE della Manipolazione Meteo su grandi dimensioni
  
È forse una enorme cospirazione? O è possibile che la NASA stia giocando con il nostro tempo sulla Terra?

Molte persone sarebbero probabilmente d'accordo che stiamo guardando una complessa massa, mentre altri ritengono che le prove siano proprio davanti a noi.

Quest'anno la stagione degli uragani caraibici ha trasformato 'il tempo' in un soggetto dominante mondiale.

Danni catastrofici si sono verificati nei Caraibi, dove isole intere furono spazzate via dall'incredibile potere di madre natura. Tuttavia, è questo il lavoro di madre natura, o c'è qualcosa che sta accadendo?
Da decenni vengono formulate e circolano su internet "teorie di cospirazione" sul controllo del tempo, e così le voci sul controllo del tempo da parte del governo sono diventate popolari.

Ciò è stato considerato come un'impresa impossibile, invece oggi è possibile grazie agli sforzi della geoingegneria, in dieci anni hanno dato la possibilità di controllare il tempo: dando luogo a due vie, una che può distruggere il nostro pianeta, l'altra che lo può aiutare.

L'ingegneria climatica comunemente indicata come geoingegneria, nota anche come intervento sul clima, è un 'intervento' deliberato e fatto su larga scala nel sistema climatico della Terra allo scopo di influenzare negativamente il riscaldamento globale.

Quindi dove è quella prova? Dove posso vedere con i miei occhi che il nostro tempo viene in realtà manipolato?

Beh, guarda tu stesso

Situato appena fuori dalla costa africana. Cambiare il tempo è diventata realtà per l'umanità, ma sembra che questa realtà non siano in grado di controllarla, vero? 

Appena fuori dalla costa australiana, queste immagini mostrano quanto possano essere cattive. L'immagine di cui sopra spiega in modo perfetto quello che Dane Wigington, ha scritto per Wakeup-World e Davide Wolfe, la descrizione di come "molte varianti impattano sulle radiofrequenze"

Queste immagini mostrano la costa della California. Forse è il momento di interrompere i progetti di modifica del tempo prima di sconvolgere il clima della Terra per sempre

Fuori la costa occidentale dell'Africa. Siamo in pericolo e stiamo per perdere il controllo?

Un'altra immagine dalla costa occidentale dell'Africa.

Controllo del tempo fuori dalla costa spagnola. Stanno cambiando il tempo, e non certo per il bene della popolazione umana.

Sopra, un'altra immagine ripresa fuori dalla costa africana.

Le regioni costiere dell'Africa sono una zona calda per gli sforzi fatti dalla  geoingegneria del tempo, anche se vengono riferiti dai media mainstream come nient'altro che il risultato di "polvere" nell'aria, nella nota Dane Wigington cita un estratto da un articolo di Fox9 News:
"Adesso, gran parte del Golfo del Messico e dalle parti dei Caraibi sono leggermente più calde delle normali temperature dell'oceano che normalmente aiuterebbero allo sviluppo tropicale.
"Ma c'è molta polvere e aria secca nell'atmosfera e le tempeste sono soffocanti prima ancora di iniziare".

Dane indica come le trasmissioni delle radiofrequenze possono alterare le formazioni cloud e che è il risultato della "spruzzatura di metalli pesanti veicolati elettricamente da conduttori elettrici". Ora prova ad immaginare e indovinare tutto quello che respiriamo.

HAARP è veramente responsabile dei cambiamenti climatici? nell'immagine sopra, Dane sottolinea chiaramente che l'insieme enigmatico di nuvole si è formato vicino a una stazione HAARP, che ha generato eventuali altri modelli di nuvole agglomerandoli in una sola unica nuvola. 

Infine guarda questo video e prova a darti delle risposte:



Fonte e riferimenti: DavidWolfe - Wakeup-World - Fox9 News 

Link diretto: https://www.ancient-code.com/

Traduzione e adattamento: http://ningishzidda.altervista.org/

domenica 17 settembre 2017

d. Marco Belleri: una deriva pericolosa...


Vaccini: sacerdote attacca Avvenire e Famiglia Cristiana 
«Mondo scientifico cattolico è una vergogna»
 
Seggiano 20 agosto 2017
alla Pontificia accademia per la Vita
all’ufficio della Pastorale della Salute della CEI
all’Associazione dei Medici Cattolici Italiani
e per conoscenza
a mons Parolin
a Famiglia Cristiana, ad Avvenire
a vari fratelli nella fede e nella nostra comune umanità
 
Quando ho scritto a mons Parolin il 17 luglio riguardo alle vaccinazioni, non l’ho fatto perché mi aspettassi una risposta. Sentendo che una larga parte del mondo cattolico appoggiava le derive autoritarie della ministra Lorenzin, ho voluto far sapere a tanti cristiani, perplessi e increduli di fronte a queste posizioni, che la Chiesa è ben più grande e che il pensiero di Dio non si esaurisce in quello espresso da Famiglia Cristiana o da Avvenire o, ora, da voi e vanno considerati altri punti di vista. Vi scrivo con lo stesso spirito, sperando comunque in una risposta.

Già c’è un senso di impotenza di fronte allo strapotere ideologico-economico che sta devastando la terra e umiliando l’umanità a tutti i livelli; vedere la Chiesa, ‘maestra di umanità’, ‘luce per il mondo’, che su tante questioni concrete della vita rischia di accodarsi al pensiero del Principe di questo mondo, è motivo di sofferenza per tanti cristiani impegnati e motivati dall’ascolto del Vangelo.

La vostra ‘Nota congiunta per fare chiarezza sulla posizione della Chiesa riguardo l’uso dei vaccini obbligatori’ avrebbe bisogno di una riflessione prima di tutto scientifica, ma anche, e non di meno, morale e teologica, sociale e pastorale, senza dimenticare il ‘cuore’ di tutto questo: l’interesse economico (che non è un aspetto extra-scientifico, come spesso viene detto, perché muove e indirizza e plagia gran parte della ricerca scientifica, come sa chiunque distingue almeno il giorno dalla notte; tutti sanno che il giro di soldi per questo affare planetario è colossale). La mia riflessione non andrà in profondità in tutti questi campi, sarà breve, ma pronta ad allargarsi in corrispondenza di un vostro sincero desiderio di dialogo, anche correttamente critico.

Non sono un medico, ma mi sono confrontato con tanti medici, pediatri, specialisti, non meno qualificati di quelli che dicono di essere la ‘comunità scientifica’ e di rappresentare ‘il pensiero della scienza’. Prima di diventare prete ero un semplice ingegnere; da questo ho ereditato una serietà nel metodo di lavoro che credo sia utile in tutti i campi. Prima di tutto la tendenza a conoscere bene i fatti, a mettere in fila le cose, a confrontare le varie opinioni, a valutare con serietà quello che non torna; e poi a fare in modo che le cose stiano in piedi senza puntelli da tutte le parti, con materiali non scadenti, con visioni che tengano conto di vari aspetti.

Mi limiterò ai punti che avete trattato nella vostra nota, senza ripetere tutte le questioni tecnico-scientifiche di cui ho parlato nella lettera a mons Parolin, che potete trovare facilmente; anche se avrebbe bisogno di qualche correzione e precisazione, quella lettera rimane riferimento imprescindibile, introduzione e completamento per quello che vi scriverò. Importanti sono anche la lettera aperta al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità SCIENZA E VACCINI sottoscritta da centoventi tra medici, pediatri e specialisti, e il documento della SIPNEI (Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), entrambe documentate scientificamente, rispettose ed equilibrate. I medici che condividono queste posizioni sono migliaia e molti altri non hanno il coraggio di esporsi perché hanno famiglia e non possono permettersi di perdere il lavoro.

Le richieste fatte al governo (e totalmente ignorate), hanno un’intelligenza, un’onestà e un valore scientifico tale che dovrebbero essere quelle portate avanti dagli organi scientifici cattolici. Viene chiesto l’utilizzo molto maggiore di vaccini singoli (passato con riserve in Parlamento e già troncato); vengono chiesti controlli che non siano fatti, direttamente o indirettamente, dalle case farmaceutiche stesse (che sono invece la grande maggioranza, come ammetteva anche un articolo di qualche tempo fa sull’Osservatore Romano), un’anamnesi più seria e approfondita che faccia valutare caso per caso (sia riguardo alle persone che riguardo al singolo vaccino, senza fare pericolosi minestroni), una corretta informazione che permetta ai genitori di svolgere nel modo migliore il loro compito di scelta per la salute del proprio bambino e ai pediatri di fare il loro lavoro; c’è infine l’invito a ripensare e a fare una seria ricerca (che assurdamente non esiste) sugli effetti di questi bombardamenti di agenti patogeni su bambini di pochi mesi con sistema immunitario immaturo e a innalzare l’età delle vaccinazioni. Tutte cose che una conoscenza scientifica non condizionata da montature ideologico-economiche riconoscerebbe legittime e veramente scientifiche.

Vengono stigmatizzati, anche da giornali cattolici, singoli casi con situazioni estreme (senza rispetto per chi le vive), vengono evidenziate ‘bufale’ e articoli falsi o superficiali solo per svalutare obiezioni serie, competenti e motivate a cui invece non si danno risposte. Spero non siate anche voi quelli che fanno di ogni erba un fascio ma proviate a interrogarvi su obiezioni tutt’altro che banali. Ricordando che dietro le sigle che vengono loro appioppate, no-vax, free-vax, ci sono centinaia di migliaia di genitori che amano i loro figli infinitamente più di un generico sistema sanitario, persone intelligenti e serie, spesso provate dalla vita in questo campo. Tanto più chele notizie false e parziali, insieme ai silenzi su questioni essenziali da parte del sistema sanitario ufficiale sono ‘bufale’ ben peggiori, perché si ammantano dell’arroganza autoreferenziale dell’autorità, rasentando la frode.

Venendo ad alcuni punti concreti, voglio partire da una delle malattie che è stata usata come spauracchio: il rischio del morbillo (la meningite ha perso di mordente e di visibilità sugli organi di informazione pubblica, dopo che la gente ha cominciato a verificare che in realtà i numeri non erano per niente eccezionali e soprattutto che si ammalavano i vaccinati nella stessa misura dei non vaccinati, se non di più).

Chi non è più giovane ma non è ancora vecchio ricorda bene che i medici di famiglia invitavano i genitori a esporre i bambini al contagio, perché da piccoli c’erano meno problemi e per renderli più forti. Tra le tante persone che conosco che hanno preso morbillo e varicella da adulti non ci sono stati particolari problemi. E’ importante notare che i grafici sulla diminuzione della mortalità per il morbillo, e per tante altre malattie infettive, non mostrano variazioni significative di tendenza all’introduzione della vaccinazione; questo perché ciò che più ha condizionato la resistenza alle malattie è stato il cambiamento delle condizioni di vita.

Si parla di rischio per la diminuzione della copertura vaccinale, ma non si dice che nel 2011, periodo della più alta copertura vaccinale ci sono stati più casi di quelli che probabilmente ci saranno quest’anno. Accanto a questo ci sono dati da tutto il mondo che mostrano come qualcosa non quadra e che il discorso sull’effetto gregge fa acqua da tutte le parti. Infatti in Paesi ad altissima copertura vaccinale ci sono stati focolai di morbillo in cui si sono ammalati sia vaccinati che non vaccinati: vedi Cina, Vallonia, USA, Portogallo, Repubblica Ceca, Mongolia. Il morbillo rimane pericoloso dove ci sono condizioni di vita difficili; medici impegnati in Africa parlano di morti per morbillo, ma tanti dei quali vaccinati (questo non vale solo per il morbillo ma anche per altre malattie infettive).

A questo si aggiunga che la vera immunizzazione si ha solo prendendo la malattia, che l’immunizzazione artificiale si instaura in non più del 70% delle persone e, per ammissione delle stesse case farmaceutiche, la risposta anticorpale non sempre funziona e si perde nel tempo. Alla luce di tutto questo, come possa essere seriamente scientifico parlare di copertura del 95% lo lascio decidere a ogni persona che ragiona. Tutto questo fa anche scricchiolare il discorso sulla protezione degli immunodepressi (già di per sé stiracchiato e discutibile). Ma ci conduce anche a una drammatica riflessione sulla riduzione della forza reattiva del sistema immunitario, che diventa sempre più dipendente dai medicinali, che non sono bravi come il sistema immunitario inventato da Dio, come voi dovreste ricordare bene. 

Senza drammatizzare tanto, per le donne in gravidanza il rischio maggiore è la rosolia; basta disporre di un vaccino singolo per la rosolia in previsione di una gravidanza, se non si già avuta la malattia.

Sentirvi ripetere la solita interessata storia sulla sicurezza dei vaccini, parlando solo di complicazioni di lieve entità, spingerà le migliaia di persone che hanno visto i loro figli subire gravi danni o anche la morte a causa dei vaccini, a essere giustamente disgustati da coloro che dovrebbero cercare seriamente la verità e invece si vendono mani e piedi ad altri interessi. Nemmeno i bugiardini delle case farmaceutiche sono così arroganti nell’affermare questa stupida sicurezza e parlano, sia pure in modo incompleto, delle possibili conseguenze (che regolarmente si verificano). La scienza è utile, quando è umile. 

Si può avere fiducia nella scienza quando è onesta, staccata dagli interessi economici, quando riconosce sia i passi in avanti che gli errori, quando è capace di una visione unitaria in cui accetta il suo posto tra altri modi di conoscenza della realtà, quando riconosce se quello che fa è per il bene dell’uomo o per altri interessi. Ma quando si chiude nella sua arroganza a dispetto delle evidenze sotto gli occhi di tutti, come può pensare di mantenere la sua autorevolezza? Se è calata la fiducia nella scienza non si può sempre scaricare la responsabilità sull’ignoranza degli altri. Ho conosciuto tante persone che hanno subìto la difficile esperienza dei traumi da vaccini, in loro o nei loro figli; ho potuto verificare, insieme alla loro sofferenza, il loro impegno, il loro desiderio di una conoscenza onesta.

Ci sono un’infinità di casi, anche di importanti ospedali per i bambini, in cui i medici ufficiosamente riconoscono il legame di varie malattie con le vaccinazioni, ma non vogliono mettere niente per scritto; solo voi non vedete questo? D’altronde se si ammettesse una realtà di conseguenze negative dei vaccini enormemente superiori a quelle ammesse ufficialmente, e molto superiori anche a quelle denunciate, troppe cose crollerebbero, oltre agli affari miliardari; e si aprirebbe un’immensa voragine sulle conseguenze impreviste e inspiegabili che possono verificarsi quando l’uovo è incrinato, di cui i casi reali (le uova rotte) sono solo la punta dell’iceberg. Ora, che questo lo portino avanti la Lorenzin e i suoi soci con i loro intrallazzi fa parte purtroppo delle vicende di un mondo ormai alla deriva, ma che il mondo scientifico cattolico si accodi è una vergogna.

La questione forse più grave è legata all’assoluta mancanza di una seria valutazione scientifica dell’effetto dei vaccini, specie quelli multipli, sul sistema immunitario dei bambini di pochi mesi, immaturo sia dal punto di vista neurologico e cerebrale, sia da quello immunitario. In questa situazione le vaccinazioni non stimolano il sistema immunitario, ma, a differenza delle vere malattie dell’infanzia, creano il caos nel sistema immunitario. Non è un caso che in questi ultimi decenni si siano sviluppati nuovi tipi di patologie nei bambini e nei ragazzi legati appunto a queste sfere: infezioni a ripetizione e allergie, insieme a problemi psicomotori, del linguaggio, del comportamento; e poi depressioni, anoressia, aggressività, difficoltà di concentrazione, soglia inibitoria bassa o inesistente. Nell’adulto l’immunità cellulare e quella anticorpale sono in equilibrio dinamico. Questo equilibrio è alterato dalle forti sollecitazioni a un sistema immunitario immaturo. Anche qui non è un caso che siano in aumento le malattie allergiche e autoimmuni, conseguenza della prevalenza dell’una o dell’altra delle risposte immunitarie alterate.

Certo, ci sono anche altri fattori a determinare tutto questo, ma come si fa a fare un confronto tra benefici e danni quando non si sa nulla dell’alterazione del sistema immunitario a lungo termine? Nonostante questa immensa carenza si è andati avanti a tappeto vaccinando centinaia di milioni di bambini, in ogni situazione ambientale e sociale. E ora si fa un passo avanti con un mix di dieci agenti patogeni. Spero che non ripetiate le banalità riguardo al fatto che il bambino ogni giorno incontra centinaia di antigeni senza danni; qui si tratta di aggressivi agenti infettivi di malattie rarissime o quasi assenti, che il bambino comunque non incontrerà mai tutti insieme e che vengono messi in circolo direttamente senza alcun filtro delle difese esterne del bambino. Tra l’altro almeno due dei vaccini (Bexsero per il meningococco C e l’esavalente Hexyon) sono soggetti a monitoraggio addizionale, cioè i bambini sono ancora di più le cavie.

Avete parlato dell’uso di cellule ricavate da organi di bambini abortiti. La questione, già grave di per sé, è aggravata dalla vostra posizione, che sostanzialmente elimina ogni questione etica. Giornali cattolici sottolineano come questo aspetto sia stato utilizzato in modo strumentale, scorretto, come tante altre notizie. Può esserci del vero in questo, ma quando ci si trova di fronte a una corazzata armata fino ai denti per difendere la sua ideologia e i suoi interessi, inattaccabile da piccoli uomini, può succedere che le persone facciano quello che possono per difendere i loro figli da questi pescicani.

Intanto un minimo di onestà; sapete benissimo che quelle due linee cellulari non sono le sole, ce n’è almeno un’altra, più efficiente, preparata dai cinesi partendo da una bambina abortita a tre mesi e scelta tra altri. Sapete altresì che c’è una enorme quantità di vaccini, forse la maggioranza, in cui sono presenti queste linee cellulari.

Non mi interessano le vostre acrobazie mentali sulla coscienza, mi interessa il vostro silenzio su fatti perfettamente verificabili e che è impossibile non conosciate. Organi, tessuti, sangue, plasma di bambini abortiti sono un affare mondiale (forse più di quello della tratta degli organi dai Paesi poveri); centinaia di migliaia di bambini abortiti ogni anno vengono venduti alle case farmaceutiche, con un legame stretto tra pianificazione familiare e industria. Ma allora perché solo così pochi bambini sono utilizzati per le vaccinazioni? Semplice, perché non ne servono di più; se ne servissero cento, mille, centomila, si utilizzerebbero senza problemi. Ma a voi basta sapere che se ne utilizzano solo due o tre e magari le cui fonti si perdono nei decenni. Può darsi che voi agiate secondo la vostra coscienza, ma tutto dipende da come si costruisce la propria coscienza.

Una cosa che colpisce in questa legge è il suo disprezzo dei valori fondamentali della Costituzione (in cui La Pira ha avuto una parte non marginale), togliendo l’autorità dei genitori con una obbligatorietà che non ha nessuna giustificazione. L’obbligo per questi dieci vaccini è assolutamente infondato sul piano scientifico; lo Stato eventualmente può chiederlo alla persona se dimostra il rischio per la collettività per tutti i singoli vaccini.

Nella realtà nessuno ha osato dire, nemmeno l’Istituto Superiore di Sanità, che esista epidemia o urgenza per alcuna delle malattie per cui è scattato l’obbligo. Allora perché, se non sono in atto epidemie, non dilagano pandemie, bisogna fare una sperimentazione mai provata su neonati, bambini e adolescenti sani? Gli ‘impegni internazionali’ presi, che permettono di passare sopra al bene della popolazione e alla stessa Costituzione, da chi e a che scopo sono stati firmati?

A completare l’opera la tragica farsa dell’esclusione da scuola dei piccoli che in tre mesi si ritrovano a essere diventati pericolosi untori, grazie alla diabolica campagna che anche voi sostenete; chiaro ricatto per i genitori, senza alcuna attenzione e rispetto per i bambini. Multe per i genitori nelle scuole dell’obbligo; dopo il pagamento i ragazzi non sono più untori? E i ragazzi stranieri che non possono essere obbligati a vaccinarsi? Tutti sanno che a scuola è ben peggiore l’aumento di virus di ogni genere il cui unico contrasto sono le difese immunitarie aspecifiche che voi vi state impegnando a indebolire (La salute si difende in altri modi, la maggior parte dei quali ha il principale difetto di non far crescere il PIL).

Tra l’altro tutto questo genera tensioni sociali assurde che alla Lorenzin non interessano; a lei interessano solo i suoi affari. Ma a voi? Anche voi vi piegate di fronte agli stessi interessi? Anche voi volete la dittatura? Anche voi siete per la presunta lotta del bene contro il male come gli americani? 

E’ molto probabile che dopo la campagna intimidatoria del governo, dei media e dei giornali cattolici, la gente abbia paura e la maggioranza della popolazione stia con voi, con atteggiamenti ostili verso i vicini che con piena consapevolezza (di cui ho mostrato alcune motivazioni in questa e nell’altra lettera) fanno altre scelte.

Ma questo non è assolutamente garanzia di verità per quello che dite. Anche la maggioranza dei tedeschi era con Hitler, ma ciò non era una garanzia della verità delle sue parole; era solo il risultato della sua capacità di plagiare le persone. Famiglia Cristiana dice che bisogna avere più fiducia nella Scienza. Mi ricorda uno dei dialoghi di Franz Jagerstatter con dei membri importanti della Chiesa austriaca; di fronte al suo rifiuto di combattere per Hitler, gli dicevano che lui non sapeva tutte le motivazioni della guerra come invece li conoscevano il governo e il Fuhrer.

Per qualche amico dovrei essere meno duro, più ‘politico’, altrimenti non mi ascoltano. Mi viene in mente la storia di tanti profeti; all’inizio hanno provato a far capire con pazienza dove stava il male, come d’altronde ha fatto Gesù, ma quando hanno visto che era superata la possibilità dell’ascolto, hanno detto quello che dovevano anche con durezza.

Spero che almeno qualcuno di voi capisca la gravità della situazione e faccia qualcosa rapidamente contro questa deriva pericolosa per la salute ma anche per la dignità umana. Chi sono io per dirvelo? Solo un prete qualsiasi senza nessuna autorità. Le mie parole, se valgono, valgono perché hanno valore in se stesse, non per l’autorità di chi le pronuncia.

Spero che il Signore mi dia la forza di continuare l’impegno per la dignità dell’uomo in questo e in tanti altri campi in cui, spesso senza particolare distinzione del mondo cattolico, le indicazioni di Dio Creatore e Padre sono solo un vago ricordo che non porta a cambiare la propria vita nella loro direzione.
Un fraterno saluto

d. Marco Belleri, via Roma 1, 58038 Seggiano GR tel 3408694904

sabato 16 settembre 2017

Minority Report - Un mondo smart è clean

L’artista Nickolay Lamm ha creato mappe 3D dei campi elettromagnetici emessi dai cellulari

Le radiazioni 5G fanno male, 170 scienziati per la moratoria

Le radiazioni non ionizzanti sono considerate un possibile cancerogeno dall’OMS. Gli esperti chiedono valutazioni indipendenti prima di commercializzare il nuovo standard 5G 

Con le connessioni 5G aumenta 
l’esposizione ai campi elettromagnetici 

(Rinnovabili.it) – Una moratoria sulla realizzazione della rete di quinta generazione, l’attesissimo 5G. È la richiesta contenuta in una lettera aperta firmata da 170 scienziati di 37 paesi, tra cui l’Italia. Gli esperti avvertono che l’arrivo della nuova rete causerebbe un aumento massiccio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF), con la conseguente maggiore esposizione degli esseri umani ad un flusso di radiazioni non ionizzanti – definito anche elettrosmog – che non è privo di controindicazioni. 

«Devono essere condotti studi di impatto sanitario e ambientale seri e indipendenti prima di qualsiasi immissione sul mercato», scrivono i 170 scienziati. Il loro appello segue un altro richiamo del 2015, nel quale si chiedeva all’ONU e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di promuovere misure preventive per limitare l’esposizione alle onde elettromagnetiche. Le preoccupazioni, fino a qualche anno fa liquidate con un’alzata di spalle e portate avanti da pochi esperti, sono oggi una realtà conclamata. Il passaggio discriminante è avvenuto nel 2011 con la classificazione da parte della IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) delle radiofrequenze come «possibile cancerogeno» per l’uomo. 


La valutazione della IARC ha ammesso possibili effetti biologici, non soltanto termici, delle radiazioni non ionizzanti. La lettera degli scienziati alle istituzioni europee raccomanda che tutti i paesi membri seguano la risoluzione 1815 del Consiglio d’Europa sui potenziali danni dei campi elettromagnetici e informino cittadini, insegnanti e medici sui rischi per la salute delle radiazioni RF-EMF. 

Gli esperti avvertono che la progressiva diffusione del cosiddetto internet delle cose (IoT) porterà a creare dalle 10 alle 20 miliardi di nuove connessioni, incrementando l’esposizione umana all’elettrosmog in maniera esponenziale. Con essa crescerebbero i rischi di cancro al cervello, morbo di Alzheimer, infertilità o sintomi di elettro-ipersensibilità (forte mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza). 

La tecnologia 5G è in fase di sperimentazione in diversi paesi. Svezia e Finlandia tirano la volata in Europa, con Francia e Germania che hanno già lanciato le aste per le frequenze. Il Giappone punta a offrire servizi di connessione già per le Olimpiadi 2020 di Tokyo. In Italia il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato il bando “Città in 5G” lo scorso maggio, con l’intenzione di arrivare ad una copertura commerciale entro il 2022.  FONTE  

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LA CO2 COME CAPRO ESPIATORIO E LA VIA 
VERSO UN ‘ MONDO NUOVO’

IL MONDO SMART – IL BRAVE NEW WORLD 


In nome dell’abbattimento della CO2 il mondo cambierà. L’Unione Europea prevede di spendere 270 miliardi di Euro l’anno per  “tutelare il clima”. Queste sono le cifre nei prossimi 40 anni secondo Connie Hedegaard. L’obiettivo sarebbe di ridurre le emissioni di gas serra tra l’80 e il 90 per cento entro il 2050 favorendo la creazione di Smart Cities. 

La Smart Grid consiste nell’installazione di una rete capillare di controllo elettronico in grado di monitorare e coordinare la vita nella società. In nome della ‘sicurezza e della sostenibilità’ saranno applicati dei dispositivi di controllo e misurazione negli apparecchi di uso quotidiano (lavatrice, frigo, termosifone, caldaie, lampadine…contatori). Tutte le attività, in luoghi pubblici e privati, saranno inseriti in una estesa rete di sorveglianza. Ogni attività collegata ad un dispositivo elettronico (sensori) sarà identificata e registrata. BIG DATA. Dati su abitudini e attività quotidiani delle persone saranno raccolti, registrati e conservati in una banca dati. 

La commissione europea ha lanciato l’iniziativa Smart Cities & Communities European Innovation Partnership (SCC). 

Smart Cities & Communities diventa una parte fondamentale del nuovo programma dedicato alla ricerca Horizon 2020. Uno dei principali motori che spinge verso questa evoluzione sono gli obiettivi Europei di eco-sostenibilità “20-20-20”, che entro il 2020 prevedono la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l’aumento dell’efficienza energetica del 20% e la provenienza del 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili. 

La rivoluzione arriva poi nelle case di tutti. La case di ognuno deve diventare ‘intelligente e green’. Il convincimento è il seguente: è fondamentale per ridurre le emissioni diCO2 nell’atmosfera che diventi una priorità per tutte le persone. Tutti quindi ‘devono necessariamente diventare responsabili’ nei confronti dell’ambiente, partendo dal nostro piccolo. E cosa significa? La nostra casa deve diventare smart. Per facilitare il passaggio ci sono belle promesse: sarà gestito al meglio comfort, benessere, sicurezza, riduzione costi e consumi. Le valanghe di articoli che pubblicizzano le case smart dicono questo. 

C’è un piccolo inconveniente. 



Saremo spiati, seguiti, controllati. Sapranno ancora di più dove ci troviamo e con chi siamo. Conosceranno ancora meglio i nostri gusti, le nostre abitudini, le preferenze politiche, i prodotti che ci piacciono e quelli che odiamo. Di noi conoscono tutto ormai. Grazie al cellulare, tablet o pc siamo costantemente filtrati, scannerizzati, analizzati.  Qualsiasi informazione possa essere raccolta dalle nostre abitudini è merce preziosa. Oggi 10 miliardi di computer, smartphone e tablet si scambiano continuamente in tutto il mondo flussi di dati.
L’enorme mole di dati che si raccoglie sui singoli individui permettono alle agenzie di intelligence di compiere un’analisi predittiva dei comportamenti dei singoli, questo anche per ‘individuare i potenziali soggetti pericolosi’.
Un mondo smart è clean e sostenibile? Non lo è. 

Saremo (ancora di più) immersi nelle microonde, giorno e notte. Sono ormai sempre più numerose le prove e le testimonianze, internazionali e nazionali, sui danni prodotti da “elettrosmog”, cioè da campi elettromagnetici (EM) nocivi per la salute umana, prodotti da antenne, cellulari, cordless, Wi-Fi e altri prodotti similari.  Numerosi studi dimostrano che la radiazione da radiofrequenza danneggia l’ambiente, sia la flora che la fauna. E non avremo via di scampo.Nemmeno George Orwell nel suo libro “1984” si era spinto tanto, era più avanzato Huxley nel suo Brave New World. Pare che abbia scritto un copione per il futuro. La “dittatura dolce” è cominciata. E noi, in nome dellaCO2 e del Global Warming, l’abbiamo accettata? 



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