giovedì 30 maggio 2019

La teta y la Luna

 

Gruppo Bilderberg 2019: Lilli Gruber, Matteo Renzi e Stefano Feltri tra gli ospiti… 

Marcello Pamio
 
Ogni anno, tra maggio e giugno, il Gruppo Bilderberg si riunisce in qualche prestigiosissimo albergo europeo per decidere le sorti del globo, dal punto di vista economico, finanziario e politico.

Il «Bilderberg Group» è una conferenza “non ufficiale” che prevede circa 130 invitati, tra personalità influenti e potenti dell’economia, media, politica, tecnologia, banchieri, intelligence, Segretari di stato, primi ministri, ecc. Tutti in forma privata, dicono. 

Il nome deriva dal loro primo incontro che risale al 1954, avvenuto nell’Hotel de Bilderberg in Oosterbeek nei Paesi Bassi. 

Si tratta di una creatura della Guerra Fredda, o per meglio dire, del RIIA britannico, del Royal Institute of International Affaire, un istituto nato il 30 maggio 1919 a Londra, come capitolo locale della Round Table fondata invece con proiezioni transnazionali. 

Il RIAA è noto anche come Chatam House, con sede al numero 10 di St. James Square a Londra, nel 1979 contava su un Consiglio di 33 persone alla guida di circa 3000 membri. 

L’idea della nascita del Gruppo Bilderberg venne a Joseph Retinger, che al tempo si occupava della crescita dell’anti-americanismo in Europa Occidentale. Personaggio chiave della politica mondiale per quasi mezzo secolo, Retinger manteneva strette relazioni con il Colonnello House, con la potentissima famiglia ebraica Warburg, con i banchieri internazionali Lehman, Baruch. Era anche membro della Pilgrim’s Society e del CFR statunitense (il corrispondente del RIIA negli Stati Uniti, detto anche «governo ombra»). 

L’influenza di Joseph Retinger sui circoli mondialisti era tale da meritarsi il soprannome di «His Grey Eminence», Sua Eminenza Grigia! 

Lo scopo iniziale del Bilderberg era quello di rinforzare l’unità dei Paesi Occidentali contro la «minaccia comunista», ma poi con il collasso del Patto di Varsavia, il gruppo, con a capo l’America, si è concentrato sul rafforzamento e sviluppo della globalizzazione. 

Dall’11 settembre 2001, a seguito degli attacchi su New York, è diventato di primaria importanza lo «scontro tra civiltà» o «scontro di religioni». 

Quest’anno la nazione scelta è la Svizzera, per la precisione all’Hotel Montreux Palace di Vaud, a Montreux una cittadina affacciata sul lago di Ginevra, e il periodo va dal 30 maggio al 2 giugno. 

Non poteva mancare ovviamente Lilli Gruber, la «rossa col gomito appoggiato» (come la definiva Giorgio Gaber) ospite fisso da molto tempo, ma la grandissima novità è che tra gli invitati c’è Matteo Renzi! 

Avete letto bene, il Mr. Bean della politica italiana è stato invitato alla riunione, e questo fa ben sperare, perché se sono arrivati a invitare nullità politiche simili, allora il Gruppo è spacciato e ha i giorni contati! 

Gli argomenti chiave della discussione saranno i seguenti:
  1. Un ordine strategico stabile
  2. Cosa dopo l’Europa?
  3. Cambiamenti climatici e sostenibilità
  4. Cina
  5. Russia
  6. Il futuro del capitalismo
  7. Brexit
  8. L’etica dell’intelligenza artificiale
  9. La militarizzazione dei social media
  10. L’importanza dello spazio
  11. Cyber terrorismo
Sotto l’elenco completo di tutti i partecipanti, ma in sintesi, come ogni anno i media non mancano mai, e infatti tra gli invitati figurano personaggi del «Financial Times», «The New York Times», «The Washington Post», «Bloomberg», «The Economist», «L’Echo». Per l’Italia Stefano Feltri, vice-caporedattore de «Il Fatto Quotidiano»…

Tra i pezzi da novanta il Segretario Generale della NATO, il CEO della Microsoft, il vice direttore della Roche, il CEO della Goldman Sachs e di altre banche e assicurazioni, il presidente del World Economic Forum, il governatore della Banca d’Inghilterra e addirittura il consulente capo del Presidente degli Stati Uniti d’America!

Il tutto questo, riuscite ad immaginare Matteo Renzi che tra i corridoi dell’albergo cerca di far ridere il decrepito Henry Kissinger mentre lo spinge sulla sua sedia a rotelle? Oppure mentre cerca di comunicare in un anglotoscano da film comico, con il direttore della Sicurezza Nazionale americano?
Queste sono le cose che rendono stupenda la vita….
 

Elenco completo dei partecipanti al meeting: 

IL COLLEGIO

Castries, Henri de (FRA), Chairman, Steering Committee; Chairman, Institut Montaigne
Kravis, Marie-Josée (USA), President, American Friends of Bilderberg Inc.; Senior Fellow, Hudson Institute
Halberstadt, Victor (NLD), Chairman Foundation Bilderberg Meetings; Professor of Economics, Leiden University
Achleitner, Paul M. (DEU), Treasurer Foundation Bilderberg Meetings; Chairman Supervisory Board, Deutsche Bank AG
 

I PARTICIPANTI 

Abrams, Stacey (USA), Founder and Chair, Fair Fight
Adonis, Andrew (GBR), Member, House of Lords
Albers, Isabel (BEL), Editorial Director, De Tijd / L’Echo
Altman, Roger C. (USA), Founder and Senior Chairman, Evercore
Arbour, Louise (CAN), Senior Counsel, Borden Ladner Gervais LLP
Arrimadas, Inés (ESP), Party Leader, Ciudadanos
Azoulay, Audrey (INT), Director-General, UNESCO
Baker, James H. (USA), Director, Office of Net Assessment, Office of the Secretary of Defense
Balta, Evren (TUR), Associate Professor of Political Science, Özyegin University
Barbizet, Patricia (FRA), Chairwoman and CEO, Temaris & Associés
Barbot, Estela (PRT), Member of the Board and Audit Committee, REN (Redes Energéticas Nacionais)
Barroso, José Manuel (PRT), Chairman, Goldman Sachs International; Former President, European Commission
Barton, Dominic (CAN), Senior Partner and former Global Managing Partner, McKinsey & Company
Beaune, Clément (FRA), Adviser Europe and G20, Office of the President of the Republic of France
Boos, Hans-Christian (DEU), CEO and Founder, Arago GmbH
Bostrom, Nick (UK), Director, Future of Humanity Institute, Oxford University
Botín, Ana P. (ESP), Group Executive Chair, Banco Santander
Brandtzæg, Svein Richard (NOR), Chairman, Norwegian University of Science and Technology
Brende, Børge (NOR), President, World Economic Forum
Buberl, Thomas (FRA), CEO, AXA
Buitenweg, Kathalijne (NLD), MP, Green Party
Caine, Patrice (FRA), Chairman and CEO, Thales Group
Carney, Mark J. (GBR), Governor, Bank of England
Casado, Pablo (ESP), President, Partido Popular
Ceviköz, Ahmet Ünal (TUR), MP, Republican People’s Party (CHP)
Champagne, François Philippe (CAN), Minister of Infrastructure and Communities
Cohen, Jared (USA), Founder and CEO, Jigsaw, Alphabet Inc.
Croiset van Uchelen, Arnold (NLD), Partner, Allen & Overy LLP
Daniels, Matthew (USA), New space and technology projects, Office of the Secretary of Defense
Davignon, Etienne (BEL), Minister of State
Demiralp, Selva (TUR), Professor of Economics, Koç University
Donohoe, Paschal (IRL), Minister for Finance, Public Expenditure and Reform
Döpfner, Mathias (DEU), Chairman and CEO, Axel Springer SE
Ellis, James O. (USA), Chairman, Users’ Advisory Group, National Space Council
Feltri, Stefano (ITA), Deputy Editor-in-Chief, Il Fatto Quotidiano
Ferguson, Niall (USA), Milbank Family Senior Fellow, Hoover Institution, Stanford University
Findsen, Lars (DNK), Director, Danish Defence Intelligence Service
Fleming, Jeremy (GBR), Director, British Government Communications Headquarters
Garton Ash, Timothy (GBR), Professor of European Studies, Oxford University
Gnodde, Richard J. (IRL), CEO, Goldman Sachs International
Godement, François (FRA), Senior Adviser for Asia, Institut Montaigne
Grant, Adam M. (USA), Saul P. Steinberg Professor of Management, The Wharton School, University of Pennsylvania
Gruber, Lilli (ITA), Editor-in-Chief and Anchor "Otto e mezzo", La7 TV
Hanappi-Egger, Edeltraud (AUT), Rector, Vienna University of Economics and Business
Hedegaard, Connie (DNK), Chair, KR Foundation; Former European Commissioner
Henry, Mary Kay (USA), International President, Service Employees International Union
Hirayama, Martina (CHE), State Secretary for Education, Research and Innovation
Hobson, Mellody (USA), President, Ariel Investments LLC
Hoffman, Reid (USA), Co-Founder, LinkedIn; Partner, Greylock Partners
Hoffmann, André (CHE), Vice-Chairman, Roche Holding Ltd.
Jordan, Jr., Vernon E. (USA), Senior Managing Director, Lazard Frères & Co. LLC
Jost, Sonja (DEU), CEO, DexLeChem
Kaag, Sigrid (NLD), Minister for Foreign Trade and Development Cooperation
Karp, Alex (USA), CEO, Palantir Technologies
Kerameus, Niki K. (GRC), MP; Partner, Kerameus & Partners
Kissinger, Henry A. (USA), Chairman, Kissinger Associates Inc.
Koç, Ömer (TUR), Chairman, Koç Holding A.S.
Kotkin, Stephen (USA), Professor in History and International Affairs, Princeton University
Kramp-Karrenbauer, Annegret (DEU), Leader, CDU
Krastev, Ivan (BUL), Chairman, Centre for Liberal Strategies
Kravis, Henry R. (USA), Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co.
Kristersson, Ulf (SWE), Leader of the Moderate Party
Kudelski, André (CHE), Chairman and CEO, Kudelski Group
Kushner, Jared (USA), Senior Advisor to the President, The White House
Le Maire, Bruno (FRA), Minister of Finance
Leyen, Ursula von der (DEU), Federal Minster of Defence
Leysen, Thomas (BEL), Chairman, KBC Group and Umicore
Liikanen, Erkki (FIN), Chairman, IFRS Trustees; Helsinki Graduate School of Economics
Lund, Helge (GBR), Chairman, BP plc; Chairman, Novo Nordisk AS
Maurer, Ueli (CHE), President of the Swiss Federation and Federal Councillor of Finance
Mazur, Sara (SWE), Director, Investor AB
McArdle, Megan (USA), Columnist, The Washington Post
McCaskill, Claire (USA), Former Senator; Analyst, NBC News
Medina, Fernando (PRT), Mayor of Lisbon
Micklethwait, John (USA), Editor-in-Chief, Bloomberg LP
Minton Beddoes, Zanny (GBR), Editor-in-Chief, The Economist
Monzón, Javier (ESP), Chairman, PRISA
Mundie, Craig J. (USA), President, Mundie & Associates
Nadella, Satya (USA), CEO, Microsoft
Netherlands, His Majesty the King of the (NLD)
Nora, Dominique (FRA), Managing Editor, L’Obs
O’Leary, Michael (IRL), CEO, Ryanair D.A.C.
Pagoulatos, George (GRC), Vice-President of ELIAMEP, Professor; Athens University of Economics
Papalexopoulos, Dimitri (GRC), CEO, TITAN Cement Company S.A.
Petraeus, David H. (USA), Chairman, KKR Global Institute
Pienkowska, Jolanta (POL), Anchor woman, journalist
Pottinger, Matthew (USA), Senior Director, National Security Council
Pouyanné, Patrick (FRA), Chairman and CEO, Total S.A.
Ratas, Jüri (EST), Prime Minister
Renzi, Matteo (ITA), Former Prime Minister; Senator, Senate of the Italian Republic
Rockström, Johan (SWE), Director, Potsdam Institute for Climate Impact Research
Rubin, Robert E. (USA), Co-Chairman Emeritus, Council on Foreign Relations; Former Treasury Secretary
Rutte, Mark (NLD), Prime Minister
Sabia, Michael (CAN), President and CEO, Caisse de dépôt et placement du Québec
Sanger, David E. (USA), National Security Correspondent, The New York Times
Sarts, Janis (INT), Director, NATO StratCom Centre of Excellence
Sawers, John (GBR), Executive Chairman, Newbridge Advisory
Schadlow, Nadia (USA), Senior Fellow, Hudson Institute
Schmidt, Eric E. (USA), Technical Advisor, Alphabet Inc.
Scholten, Rudolf (AUT), President, Bruno Kreisky Forum for International Dialogue
Seres, Silvija (NOR), Independent Investor
Shafik, Minouche (GBR), Director, The London School of Economics and Political Science
Sikorski, Radoslaw (POL), MP, European Parliament
Singer, Peter Warren (USA), Strategist, New America
Sitti, Metin (TUR), Professor, Koç University; Director, Max Planck Institute for Intelligent Systems
Snyder, Timothy (USA), Richard C. Levin Professor of History, Yale University
Solhjell, Bård Vegar (NOR), CEO, WWF - Norway
Stoltenberg, Jens (INT), Secretary General, NATO
Suleyman, Mustafa (GBR), Co-Founder, Deepmind
Supino, Pietro (CHE), Publisher and Chairman, Tamedia Group
Teuteberg, Linda (DEU), General Secretary, Free Democratic Party
Thiam, Tidjane (CHE), CEO, Credit Suisse Group AG
Thiel, Peter (USA), President, Thiel Capital
Trzaskowski, Rafal (POL), Mayor of Warsaw
Tucker, Mark (GBR), Group Chairman, HSBC Holding plc
Tugendhat, Tom (GBR), MP, Conservative Party
Turpin, Matthew (USA), Director for China, National Security Council
Uhl, Jessica (NLD), CFO and Executive Director, Royal Dutch Shell plc
Vestergaard Knudsen, Ulrik (DNK), Deputy Secretary-General, OECD
Walker, Darren (USA), President, Ford Foundation
Wallenberg, Marcus (SWE), Chairman, Skandinaviska Enskilda Banken AB
Wolf, Martin H. (GBR), Chief Economics Commentator, Financial Times
Zeiler, Gerhard (AUT), Chief Revenue Officer, WarnerMedia
Zetsche, Dieter (DEU), Former Chairman, Daimler AG


mercoledì 29 maggio 2019

Shemsu Hor - ultima parte

 

Shemsu Hor, gli architetti celesti della grande Sfinge, un monumento di 800.000 anni

by Ancient Code

C'è qualcosa che ci dice che la cronologia ufficiale della storia umana è completamente sbagliata. Ci sono scoperte che incriminano, c'erano altre civiltà dprima di noi sulla terra, civiltà che avevano conoscenza e tecnologia di gran lunga superiore a quello che abbiamo oggi, una società sofisticata che potrebbe rispondere ai numerosi enigmi che circondano le nostre civiltà e la storia antica.

Detto questo, devo dire che senza dubbio i seguaci di Horus restano come uno dei più grandi e misteriosi enigmi per i ricercatori e gli storici quando si tratta della storia egiziana. Questi esseri mitici, citati nel papiro di Torino, nella stele di Palermo e in altri testi antichi, raccontano la storia inquietante che alcuni ricercatori mainstream hanno classificato solo come "inquietante" e nient'altro che racconti i mitologici vuoti, la
sorprendente verità però è più lontana.

Il riferimento ai misteriosi 'esseri' può essere trovato in diversi testi. Impariamo la loro esistenza nell'antico Egitto prima della prima dinastia di Faraoni. Per gli egittologi, questi esseri sono entità mitologiche, il risultato di 'storie selvagge' che sono state prese fuori dal contesto da molti, eppure la loro esistenza sembra essere di estrema importanza.

Un recente studio "controverso" della grande Sfinge d'Egitto ha sfidato i principali reperti archeologici sulla sua età, origine e costruttori. Lo studio presentato alla conferenza internazionale di Geoarcheologia e Archaeomineralogia tenutasi a Sofia intitolato: aspetto geologico del problema di datazione la grande costruzione della Sfinge egiziana, suggerisce una teoria controversa e rivoluzionaria indicando che la grande Sfinge d'Egitto potrebbe avere almeno 800.000 anni. (Fonte)

Secondo Manichev e Parkhomenko, gli autori dello studio, "Il problema della datazione della costruzione della grande Sfinge egiziana è ancora valido, nonostante la storia a lungo termine della sua ricerca. L'approccio geologico in connessione ad altri metodi scientifici-naturali permette di rispondere alla domanda circa l'età relativa della Sfinge. L'indagine visiva condotta della Sfinge ha permesso la conclusione circa l'importante ruolo dell'acqua da grandi corpi idrici che parzialmente allagato il monumento con formazione di cavità a taglio d'onda sulle sue pareti verticali." (Fonte)

"La morfologia di queste formazioni ha un'analogia con simili cavità formate dal mare nelle zone costiere. La somiglianza genetica delle forme di erosione confrontata e la struttura geologica e la composizione petrografica dei complessi rocciosi sedimentari portano alla conclusione che il fattore decisivo di distruzione del monumento storico è l'energia delle onde piuttosto che l'abrasione del
la sabbia nel processo eolico. La voluminosa letteratura geologica conferma il fatto dell'esistenza di laghi di acqua dolce di lunga durata in vari periodi del Quaternario dal Pleistocene inferiore all'Olocene. Questi laghi sono stati distribuiti nei territori adiacenti al Nilo. Il segno assoluto della cavità superiore grande erosione della Sfinge corrisponde al livello di superficie dell'acqua che ha avuto luogo nel Pleistocene precoce. La grande Sfinge egiziana era già in piedi sull'altopiano di Giza da quel tempo geologico (storico)."

Ciò significa che la storia come la conosciamo, quando si tratta dell'antico Egitto ha bisogno di un aggiornamento urgente, un aggiornamento che può accogliere le nuove teorie e prove postulati dai ricercatori che hanno deciso di interrogare le opinioni ufficiali e cercare spiegazioni alternative.

Ci sono numerosi ricercatori che non sono d'accordo con le opinioni mainstream sull'egittologia. Questi "pensatori alternativi" credono che l'antica civiltà egizia sia molto più vecchia di quella che ci sta dicendo la storia tradizionale, e Gaston Maspero, una delle personalità più influenti dell'Egittologia, ha sollevato una domanda importante nelle vedute principali della storia degli antichi egizi.

Da dove provengono gli antichi egiziani? Qual è la loro vera origine? Maspero è stato in grado di combinare con incredibile abilità un profilo di esploratori con quello di archeologi esperti e ha concluso che le persone che hanno creato questo sofisticato 'corpus di credenze' erano già presenti nel moderno Egitto molto prima delle prime dinastie dei faraoni 'mortali' governatori delle terre dell'antico Egitto.

Per comprendere l'origine, le credenze e le incredibili storie che stanno dietro agli antichi egiziani, dobbiamo cambiare i nostri metodi di pensiero e guardare la nostra storia da una prospettiva completamente diversa.

Gaston Maspero, ha visitato l'Egitto nel 1880 come parte della missione francese nel paese, e come molti altri prima e dopo di lui, Maspero è stato ipnotizzato dalla bellezza immensa dell'altopiano di Giza, le piramidi e soprattutto la grande Sfinge, un monumento che lo sconcertato. Dopo questo viaggio, Maspero ha fatto enormi sforzi per studiare tutto ciò che riguarda l'antica civiltà egizia...

"... La grande Sfinge Harmakhis ha montato la guardia sulla sua estremità settentrionale fin dai tempi dei seguaci di Horus. Scavata dalla
solida roccia all'estremo margine dell'altopiano, sembra alzare la testa in modo che possa essere il primo a vedere attraverso la valle il sorgere del padre, il sole. Solo il generale out-line del leone può ora essere tracciato nel suo corpo indossato dal tempo. La parte inferiore della testa è caduta, in modo che il collo appare troppo sottile per sostenere il peso della stessa testa. - L'alba della civiltà: Egitto e Chaldea, 1894 (fonte)

Alcune delle credenze di Maspero potrebbero sembrare sorprendenti per molti archeologi e ricercatori, ma Maspero semplicemente rifletteva le credenze e gli antichi egiziani in relazione ai loro antenati, sottolineando l'importanza dell'Egitto pre-dinastico e il tempo dei Seguaci di Horus, la razza di esseri semi-divini che governavano le terre dell'antico Egitto prima dei faraoni mortali.

Ma molto prima di Maspero, altri hanno guardato indietro alla storia degli antichi egizi da un punto di vista completamente diverso.

Manetho (III secolo A.C.), era un sacerdote e storico egiziano che visse durante il Regno di Tolomeo I e Tolomeo II. Egli, come molti altri dopo di lui, si riferì a questi dèi e semidei che governarono l'Egitto nella sua opera Aegizitiaca (storia dell'Egitto).

Manetho stabilì quattro dinastie prima di Menes, due degli dei, semidei e una quarta transizione che suggerisce l'origine della civiltà egiziana può essere attribuita a 7 divinità principali: Ptah, RA, Shu, geb, Osiride, Seth e, Horus, che governarono le terre dell'Egitto per un periodo di 12.300 anni. Dopo di loro, una seconda dinastia governò l'antico Egitto guidato da Toth, composto da 12' faraoni divini' che governarono più di 1500 anni e dopo di che 30 semidei salivano al potere, questi erano di solito identificati con i seguaci di Horus e sono stati simbolizzati come Falconi e governarono le terre dell'antico Egitto per un periodo di 6.000 anni. Dopo la venuta di questi esseri "ultraterreni", Chaos governò le terre d'Egitto fino a quando Menes riuscì a ristabilire l'ordine e unificò la terra dell'antico Egitto.

I seguaci di Horus... veri esseri divini che governavano l'antico Egitto? Immagine di credito yigitkoroglu DeviantArt

Il più noto riferimento ai seguaci di Horus si trova nel canone reale di Torino, un papiro frammentato che ci dice, che questi esseri misteriosi governarono l'Egitto per circa 6.000 anni, in un periodo intermedio tra il Regno degli dei e le prime dinastie dei faraoni. Questo prezioso testo antico conservato nel Museo Egizio di Torino, in Italia è anche indicato come il papiro reale di Torino e contiene letteralmente una lista di governanti dell'antico Egitto, prima e dopo 'i seguaci di Horus' che hanno governato le terre dell'antico Egitto. L'antico documento contiene una lista dei governanti dell'antico Egitto da Menes (o Narmer) alla travagliata XVII dinastia. Anche se l'inizio e la fine della lista è persa, sul retro del papiro c'è un elenco dettagliato degli
antichi governanti Egizi dove vengono visualizzati (prima del 'primo faraone mortale'), governanti dell'antico Egitto che erano 'divini' o 'semi-divini' e non erano esseri umani mortali come Menes.

È interessante notare che, secondo il sito Web Gigalresearch, è stato il ricercatore e filosofo Schwaller de lubicz (1887-1961) che, generalmente ha "imposto" la traduzione degli "shemsu Hor" come "seguaci di Horus", che è stato ripreso allora da migliaia di altri. Egli ha così capito che le persone molto avanzate arrivarono in Egitto in epoca preistorica e improvvisamente hanno portato tutta la conoscenza.

Una delle domande più grandi è... come gli studiosi dovrebbero interpretare il canone reale di Torino? E gli esseri misteriosi che governarono l'Egitto prima del tempo dei faraoni? Erano questi esseri veri,
governanti in carne e ossa? O erano solo dei governanti mitologici che non esistevano?

Gli archeologi tradizionali sembrano minare il significato storico di questo testo antico incredibilmente prezioso, ignorando completamente i contenuti che non rientrano nelle loro opinioni della storia. La ragione dietro è semplice, se il testo antico non è d'accordo con la loro versione della storia, deve essere irrilevante, falso, o costituito.

Questo, tuttavia, non è esclusivo di testi antichi che sfidano la storia, la stessa cosa è fatta con i ricercatori che mettono in discussione le viste archeologiche mainstream, in quella lista possiamo trovare i ricercatori come Robert Schoch, John Anthony West, Robert Bauval, Graham Hancock e Semir Osmanagic che hanno interrogato non solo la storia, ma i fondamenti fondamentali della nostra società.

Mentre oggi, nessuno può dire con precisione chi ha costruito le piramidi di Giza né la grande Sfinge, è fermamente creduto e accettato da molti che questi incredibili monumenti dell'altopiano di Giza anteriori l'antica civiltà egiziana da migliaia se non, centinaia di migliaia di anni. È molto possibile, secondo molti ricercatori, che i seguaci di Horus e coloro che hanno governato prima di loro avrebbero potuto creare alcuni dei monumenti più enigmatici che vediamo oggi in Egitto.

Se abbiamo imparato qualcosa dagli antichi testi e autori menzionati in questo articolo è che gli studiosi di oggi sono diventati estremamente selettivi, accettando solo ciò che si inserisce nella loro visione 'stretta' della storia umana, rifiutando e rassicurando potenziali teorie che potrebbero rivoluzionare tutto ciò che conosciamo sulla storia dell'umanità. La prova dell'approccio selettivo degli studiosi mainstream è il fatto che gli egittologi di oggi usano ancora la datazione di Manetho, che è considerata perfettamente affidabile per tutto ciò che riguarda le dinastie riconosciute "ufficialmente", evitando qualsiasi cosa che si riferisce alle dinastie preistoriche. 

Fonte e riferimenti:

QUI QUI QUI QUI QUI QUI

Pubblicato su https://www.ancient-code.com/

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SHEMSU-HOR II PARTE
SHEMSU-HOR PARTE III
"Zep Tepi"
 
CHI SEI? - WHO ARE YOU? 

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martedì 28 maggio 2019

Oltre il 5G, verso il 6G e si parla già del 7G

 

OLTRE IL 5G – VERSO IL 6G E GIÀ SI PARLA DEL 7G
“Presto condiremo (we will salt) gli oceani, la terra e il cielo con un numero incalcolabile di sensori invisibili agli occhi, ma visibili l’uno all’altro e ad una varietà di dispositivi di raccolta dati. I vasti flussi di dati sempre più accurati si combinano e interagiscono per produrre cache sempre più significativi di conoscenza” (1).
Esther Dyson, figlia di Freeman Dyson

LA CINA GUARDA OLTRE IL 5G. VA VERSO IL 6G E GIÀ SI PARLA DEL 7G 

Alcuni ingegneri cinesi sostengono che la diffusione della rete 5G non sarà in grado di coprire le profondità di mari e oceani. Invece la rete 6G promette di fare proprio la copertura subacquea.


Anche se ancora non è possibile trovare sul mercato telefoni 5G, in Cina già si parla di 6G.

Su Xin, capo del gruppo di lavoro sulla tecnologia 5G al Ministero dell’Industria e dell’Information Technology cinese, rivela che la Cina ha iniziato a fare ricerca sul 6G già dal 2018. Il Paese è uno dei primi al mondo a farlo. Questo attesta il fatto che la Cina voglia imporsi sempre di più come leader nel settore tecnologico e delle grandi trasformazioni digitali.


(L’articolo è tratto dall’eBook gratuito di Key4biz ‘Tech Trend 2019’.) 

LEGGI L’EBOOK TECH TREND 2019

Lo sviluppo effettivo della rete 6G avverrà nel 2020, con applicazione nel 2030, ma intanto si iniziano a fare le prime ricerche proprio come sta avvenendo in Finlandia con il varo del programma 6genesis.

Cosa cambierà dal così tanto atteso 5G al 6G?


Per prima cosa la velocità, 1TB al secondo per scaricare dati. Inoltre, sarà una rete ancora più capillare che raggiungerà aree che il 5G ancora non è in grado di coprire.

Alcuni ingegneri cinesi sostengono infatti che la diffusione della rete 5G non sarà in grado di coprire le profondità di mari e oceani. Cosa che la rete 6G invece si prospetta di fare è proprio la copertura subacquea.

Ci sono esperti però che ritengono sia ancora troppo presto per parlare di sviluppo di rete 6G, non essendo ancora iniziata la diffusione della 5G.

Quello che però vale la pena di sottolineare è che il Paese di mezzo sta investendo realmente e consistentemente nella tecnologia. Dal 2015, secondo Deloitte, la Cina ha speso più degli Stati Uniti nelle infrastrutture di comunicazione wireless per circa 24 miliardi di dollari.

Tutto questo dove trova la sua applicazione all’interno del Paese?

Sicuramente renderà sempre più forti e competitive aziende cardini come ZTEHuawei e Tencent che attuano una continua ricerca e sviluppo.

A livello statale invece queste moderne tecnologie porteranno lo Stato ad avere un controllo più forte e dettagliato sui cittadini con l’utilizzo delle telecamere di sorveglianza con riconoscimento facciale. Queste telecamere già ad oggi sono collegate con la polizia e nel 2019 verrà rafforzato il Social ranking system, dove i cittadini vengono premiati o puniti in base alle loro azioni, controllate attraverso questi vigili digitali.

Nella metà di novembre di quest’anno il Chief Architect di rete Neil McRae della British Telecom (BT), in un forum di settore argomentava sulla prospettiva della rete 6G anche di quella di settima generazione, il 7G.

Per McRae, se il 6G sarà un potenziamento del 5G con la rete satellitare, la rete 7G sarà suddivisa in “7G base” e 7.5G, in cui la versione base sarà sostanzialmente 6G + lo spazio di roaming della rete satellitare.

Inoltre, secondo l’analisi di Neil McRae, la rete 5G, e ancor più il 6G, sarà integrata con la rete satellitare, per esempio la rete di navigazione satellitare, che ad oggi conta tre diversi sistemi globali di rete di navigazione, GPS degli Stati Uniti, Beidou (Compass) della Cina, GLONASS russo, porterà al 6G questa grande sfida di come far interagire e come muoversi tra i diversi sistemi satellitari, che sarà una sfida da risolvere proprio nell’era del 7G.

Ma non solo la Cina guarda oltre il 5G. Ecco il video con cui l’Università di Oulu in Finlandia, che ha iniziato la ricerca sulle reti mobili 6G, mostra la società nel 2030.

FONTE https://www.key4biz.it/la-cina-guarda-gia-oltre-il-5g-va-verso-il-6g-e-gia-si-parla-del-7g/239331/ 

VEDI ANCHE: 
SMART DUST IN ARRIVO: I SENSORI CHE TRACCIANO TUTTO, OVUNQUE

UNO SPOT PER IL FUTURO



Fonte: http://www.nogeoingegneria.com/

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sabato 25 maggio 2019

Frammenti di Comete e altri corpi Alieni

 

ROSCOSMOS, CHIAMA LA NASA PER DIFENDERSI DAGLI ASTEROIDI 

l CV ha avvistato questo e, naturalmente, questa settimana è finita in cima alla mia cartella finale di articoli su cui scrivere nel blog. Come vi ricordate, ieri ho scritto sul Memorandum of Understanding tra gli Stati Uniti e il Granducato di Lussemburgo sulle risorse spaziali. Una delle cose su cui ho costantemente parlato e bloggato riguardo alla commercializzazione delle risorse dello spazio profondo è che inevitabilmente, nel bene e nel male, ciò richiederà la militarizzazione e l'armamento dello spazio per proteggere quei beni da "chiunque". E se segui questo sito per un po', saprai anche che io sono una di quelle persone che credono alla dottoressa Carol Rosin quando sostiene che il dott. Werhner von Braun le ha detto quale fosse il "piano" per mettere le armi nello spazio. Sarebbe stato fatto, le disse, in fasi distinte, con ogni fase denotata da un nuovo "nemico" che richiedeva quell'armamentazione: prima il comunismo, poi i terroristi, poi le nazioni che più preoccupano, gli asteroidi e infine, "chiunque", o extra-terrestri. Quando ha fatto queste affermazioni per la prima volta, è stata denunciata circolarmente in alcuni ambienti, ma è rimasta fedele alle sue affermazioni, ed eccoci qui:  
La minaccia di collisioni di asteroidi con la terra è molto reale e fornisce una base molto seria per la cooperazione internazionale sugli obiettivi comuni e nell'interesse dell'umanità.
Quello che trovo interessante qui è il "tempo di latenza" e il modo in cui questa storia si è svolta. In primo luogo, ricorderete, circa un mese prima dell'incidente meteorologico di Chelyabinsk, il premier russo Dmitri Medvedev è andato in televisione russa e ha chiesto uno sforzo internazionale per la difesa planetaria contro gli asteroidi, ma ha anche aggiunto che, se la Russia non riuscisse a ottenere ciò, avrebbe "fatto da sola". Interrogato su come la Russia si difenderebbe contro gli asteroidi, Medvedev ha affermato che potrebbe utilizzare il suo arsenale di armi missilistiche e termonucleari, e che aveva "altri mezzi" per farlo, che ovviamente ha lasciato opportunamente non specificato. Poi, proprio al momento giusto, la meteora di Chelyabinsk si presenta, esplode, e in pochi giorni dell'evento, un "qualcosa" viene mostrato alla televisione russa visto nei video presi dai media locali. Il "qualcosa" appare dietro la meteora, che successivamente convenientemente esplode. E naturalmente la televisione russa stava prevedibilmente intrattenendo idee che forse l'UFO aveva eliminato l'astroide / meteora ribelle. Poi, come ho scritto sul blog la scorsa settimana, l'attuale direttore della NASA Jim Bridenstine, ha dichiarato che, sì, in effetti, la NASA aveva rintracciato un "qualcosa" dietro la meteora di Chelyabinsk e - wow! - meno male che non'è "atterrata".

È come qualcosa uscito dal dottor Stranamore:

"Messaggio ricevuto Dmitri ... parliamo ... potresti abbassare la musica?"

O per dirla in Bridenstinese e Rogozinese:
"Bridenstine, che è stata a lungo sostenitrice della collaborazione USA-Russia-Cina sulla scienza, ha descritto la sua esperienza in Russia in quel periodo affermando "quando ero finito in Russia, il capo di Roscosmos Dimitri Rogozin ha detto che era in cima alla sua agenda. Come potete immaginare con Chelyabinsk e Tunguska, la Russia è stata significativamente influenzata da questi eventi, quindi hanno una profonda consapevolezza e intensità su ciò che ritengo sia importante".

Nel 2011 Rogozin ha fatto notizia chiedendo una politica che ha definito "La difesa strategica della terra (SDE)". Come suggerisce il nome, l'SDE è stato un revival della Strategic Defense Initiative (SDI) che il presidente Reagan aveva fatto per la prima volta ai russi nel 1983, mediato dall'affascinante figura di Lyndon LaRouche. A differenza della versione unilaterale del SDI di George Bush Sr in seguito, questa prima versione era basata sulla collaborazione congiunta USA-Russia di un sistema terrestre e spaziale di tecnologie laser avanzate basate sul plasma che avrebbero reso la guerra nucleare strategicamente impossibile. Mentre i russi rifiutavano l'offerta, l'idea della riattivazione di Rogozin tre decenni dopo fu un colpo di ironia poetica.

Il nuovo progetto di Rogozin non si chiamava solo per la collaborazione internazionale attorno a una politica di guerra anti-nucleare, ma includeva anche la difesa degli asteroidi. Nel 2011 Rogozin è stato molto chiaro sul fatto che questa politica avrebbe ri-canalizzato i trilioni di dollari di hardware militare creati dallo scudo antimissile balistico intorno alla Russia (e alla Cina) in una funzione che protegge piuttosto che distruggere la vita. Poco conosciuto nell'ovest, Russia Today ha riportato nell'ottobre 2011 che il programma si concentra su "combattere le minacce provenienti dallo spazio piuttosto che i soli missili. ... Sarebbe un'integrazione di difese antiaeree, missilistiche e spaziali. Il sistema sarebbe mirato contro possibili minacce alla Terra provenienti dallo spazio, inclusi asteroidi, frammenti di comete e altri corpi alieni ... Il sistema dovrebbe essere in grado sia di monitorare lo spazio che di distruggere qualsiasi oggetto pericoloso mentre si avvicina al nostro pianeta."
Si noti che il signor Rogozin, con il quale il signor Bridenstine ha apparentemente "idee condivise", chiede una difesa contro "possibili minacce provenienti dallo spazio, inclusi asteroidi ... e "altri corpi estranei". Il linguaggio qui è deliberatamente provocatorio e, naturalmente, se affermasse che "possibili minacce spaziali" include asteroidi, ciò significa che non sono limitati agli asteroidi. In effetti, il linguaggio di Rogozin con la menzione di "altri corpi alieni" lascia la porta spalancata per una transizione verso la fase finale della dichiarazione giurata del Dr. Rosin: extra-terrestri.

Ci vuole poca immaginazione per vedere come tutto questo potrebbe essere srotolato. La scorsa settimana, ad esempio, ho parlato della storia degli anni '90 del professore di Oxford che ha accoppiato "visite aliene" con "riscaldamento globale", uno sviluppo intrigante poiché ha fornito un "modello di azione" per il futuro: due coppie apparentemente non correlate "problemi
globali" insieme ma assicuratevi che almeno uno di questi problemi riguardi lo spazio / UFO / Ets / asteroidi, qualunque cosa. Nel caso della griglia di difesa degli asteroidi planetari di Mr. Rogozin e Mr Bridenstine, si può prevedere che un modello simile verrà proposto per costruire il sistema: le tasse sul carbonio e così via da utilizzare per costruire quei generatori elettrostatici che distruggono i pianeti e generatori di onde gravitazionali ... hai l'idea.

E per le persone a cui partecipare, dovranno avere una falsa bandiera di dimensioni planetarie, forse un altro incidente di Chelyabinsk, che implicherebbe che abbiano la tecnologia per gettare asteroidi intorno (come io e alcuni altri abbiamo ipotizzato al momento di l'incidente). Qualche tempo fa, quando stavo bloggando sulla "razza spaziale" e "Asgardia", ho ipotizzato che sembrava che il signor Globaloney avesse abbandonato lo sforzo di introdurre un governo globale dal "bottom up", e che ora sembrava che il L'approccio "dall'alto verso il basso" spazio-terra sembrava essere all'ordine del giorno e questo sembra essere certamente l'implicazione di questo sviluppo.

E, naturalmente, per fare tutto questo saranno necessari un sacco di soldi, molto più che tassare te e me a morte potremmo aumentare (anche se certamente lo useranno come una scusa per raccogliere più soldi da noi). E a tale riguardo, forse, ora, ci viene detto il motivo di quei nuovi regolamenti di rendicontazione finanziaria FASB 56, che effettivamente consentono all'intero budget federale di diventare "oscuro".

Se queste storie sono collegate, allora mi sembra che "loro" abbiano molta fretta, e questo implica che "loro" sanno qualcosa ...



venerdì 24 maggio 2019

Le sequoia della politica italiana

 

Quelli di +Europa hanno già governato. Ecco come andò


Il 2011 sembra ieri, ma se da un lato gli italiani hanno una memoria politica cortissima, dall’altro alle elezioni europee di domenica 26 maggio andranno a votare molti giovanissimi, che nel 2011 erano undicenni alle prese con gli insiemi di matematica ed i primi turbamenti ormonali. Dunque, meglio rinfrescare a tutti la memoria. I partiti europeisti che si presentano all’agone politico delle prossime europee fanno proposte, analisi e dichiarazioni come se fossero appena arrivati sulla scena. Invece, dietro il trucco nominalistico di sofistica memoria e l’italica abitudine al trasformismo non solo poggiano i loro culi nei parlamenti di tutta Europa da decenni, ma in Italia hanno proprio governato, e persino senza esserne eletti come maggioranza (!)

La formazione più europeista di tutte, +Europa, che per la prima volta si presenta alle elezioni europee, è rappresentata sui manifesti di propaganda da Emma Bonino, già Minstro per il Commercio Internazionale con Prodi e con Letta Ministro degli Esteri (…), è stata commissaria europea. Deputata all’europarlamento per 4 legislature, è stata nel parlamento italiano per ben 7 legislature. A Palazzo Chigi entrò a 28 anni ed oggi ne ha 71. In pratica stiamo parlando di una sequoia della politica italiana ed internazionale con più poltrone che denti. Roba da far impallidire Andreotti.

Il Segretario nazionale della neonata formazione +Europa è Benedetto Della Vedova. Anche per lui un curriculum politico lunghissimo che parte dai radicali (movimento cuore di +E) e passa per il Governo Monti, il g,Montioverno tecnico voluto da Bruxelles e che arrivò alla maggioranza in parlamento nel novembre del 2011 dopo aver rovesciato il governo precedente con la vetusta tecnica della Rivoluzione Parlamentare. Tecnica usata per la prima volta in Italia da Agostino De Pretis nel 1876 e che consiste nel condizionari i parlamentari a formare governi diversi da quelli indicati dai cittadini col voto.

Della Vedova, oggi leader con la Bonino di +Europa, fu sostenitore di Monti ed eletto nel 2013 tra le fila del suo partito, poi continuò la carriera come sottosegretario agli esteri nei governi europeisti di Renzi e Gentiloni.

Questi i nomi più noti della lista, ma che annovera tantissimi altri politicanti che hanno esercitato già la loro attività come decisori di cose pubbliche, da Pizzarotti a Taradash.

Ebbene, come andò l’italia negli anni di Mario Monti e Letta che governarono grazie all’appoggio ideologico +Europeista?

Secondo diversi media, con l’arrivo dell’austerità voluta dai tecnici, Monti in primis, in Italia aumentarono i suicidi economici. I dati non sembrano confermare questa convinzione, che sarebbe dunque in linea con quanto avveniva purtroppo anche negli anni precedenti. Ciò che è fuori discussione, invece, sono gli altri dati macroeconomici.

Il Prodotto Interno Lordo, cioè la ricchezza del paese, con Monti calò drasticamente fino a far parlare qualche economista di depressione stile 1929.

Se escludiamo il calo del 2008/2009 che riguardò tutte le economie avanzate dell’Occidente causa bolla americana, nel 2012, anno di governo europeista di Monti, mentre tutti i paesi risalivano la china, l’Italia fece un capitombolo a – 2,4 (reale – 2,8 secondo la fonte AMECO)

La produzione industriale risulta essere in calo da anni, e non è questo il momento di andare a vedere il perchè. Ma se il calo era stato contenuto, con una media di circa -1,8, è con Mario Monti ed Enrico Letta che arriva il disastro: -3,6 per cento di produzione industriale con Monti e -2,7 con Letta.

La tendenza all’aumento della disoccupazione risale all’ultimo governo Berlusconi, ma lo scettro spetta ancora una volta a Monti. E’ con lui che abbiamo il più grande (e grave) contributo alla disoccupazione italiana. Con il governo dell’austerità, infatti, la disoccupazione aumentò dell’1,3 in media all’anno e del 3,7 per il settore giovanile. Con Monti e Letta (da aprile 2012 a fine 2013) la disoccupazione giovanile raggiunse il picco della storia superando abbondantemente il 40 per cento. Tanto per fotografare meglio il dato sulla disoccupazione, basta osservare che oggi gli italiani disoccupati sono il 10,8 per cento, mentre con Monti sfioravano il 12. Tra i giovani era disoccupato il 40 per cento, mentre oggi lo è il 32.

“Già, ma Monti fu nominato per risolvere il problema dello spread”. Già mi sembra di sentire la solita solfa europeista sul terrore (immotivato) dello spread. Ma accettiamo la sfida e vediamolo nel dettaglio. Il rapporto deficit/pil prima del governo piùeuropeista era del 116%. Quando Monti si dimetterà, nel 2013, era al 131%. Lo spread tra i titoli di stato italiani btp ed i bund tedeschi aveva sfondato i 500 punti a novembre 2011 ed era stato il dato macroeconomico che aveva convinto i parlamentari italiani a rovesciare il governo politico ed a sostituirlo con quello tecnico di Monti. Monti governò circa un anno e mezzo e per tutti quei mesi lo spread oscillò tra 300 punti ed i 500 punti. Per molti mesi, anzi, per tutto l’inizio del mandato, lo spread “di Monti” sarà più verso quota 500 che 300, ma a luglio 2012 Draghi pronunciò un famoso discorso durante il quale sostenne che i titoli dei paesi in difficoltà sarebbero comunque stati acquistati, ed ecco che allora (e solo allora) lo spread cominciò un lento calo.

Persino l’inflazione non andò bene con quei governi, perchè ci furono tasse per i consumatori (aumento dell’Iva) e gabelle per i risparmiatori (bollo sui depositi).

Secondo molti analisti, e soprattutto secondo i numeri, che non hanno colore, i governi piùeuropeisti della prima metà del decennio sono stati di gran lunga i peggiori della storia Repubblicana. I danni che hanno fatto in termini occupazionali, di relazioni tra gli italiani, di produzione e di welfare li stiamo ancora pagando cari, a cinque anni di distanza. +Europa per entrare nel Parlamento Europeo dovrebbe superare la quota di sbarramento del 4 per cento. E non ce la farà perchè gli italiani sono smemorati si, ma non stupidi.
 

®wld

giovedì 23 maggio 2019

1984: un mondo che sembra molto simile al libro

 

1984 compie 70 anni in un mondo che sembra molto simile al libro  

di John Vibes 
12 maggio 2019
dal sito web TruthTheory

Questo mese, il leggendario romanzo di George Orwell Nineteen Eighty-Four ("1984") compie 70 anni e gli avvertimenti contenuti nella storia sono ora più importanti che mai ...

Le previsioni di Orwell erano così azzeccate su questo sembra quasi che fosse usato come un qualche tipo di manuale di istruzioni accidentali per aspiranti tiranni.

Nel mondo di Nineteen Eighty-Four, c'è uno stato di sorveglianza onnicomprensivo che tiene d'occhio tutti, alla ricerca di possibili ribelli e punti di resistenza.

La censura è la norma in questo mondo, ed è così estrema che gli individui possono diventare "impersonali" che sono essenzialmente cancellati dalla società perché le loro idee erano considerate pericolose dall'establishment.

Questa è un'idea molto familiare agli attivisti e ai giornalisti indipendenti che vengono rimossi dalla conversazione pubblica per parlare del governo e della corruzione aziendale sui social media.

Orwell è famoso per aver coniato il termine "doppio linguaggio", che è un modo per descrivere,
il linguaggio eufemistico che il governo usa per iripulire le loro azioni più sporche.
Ad esempio, nella storia di Orwell,
il ministero della propaganda era chiamato il Ministero della Verità, proprio come oggi l'agenzia governativa che era nota come "Il Dipartimento della Guerra" è ora chiamata "Dipartimento della Difesa".
C'era anche una guerra senza fine nella storia di Orwell, le cui condizioni sarebbero cambiate regolarmente, mantenendo la popolazione generale confusa sui conflitti, così hanno rinunciato a cercare di capire cosa sta realmente accadendo.

Alcune di queste predizioni erano semplicemente riconoscimenti di modelli nella storia umana, dal momento che l'idea di "impersonalità" e di propaganda di guerra non è una novità.

Tuttavia, Orwell ha avuto un'incredibile comprensione di come la tecnologia avrebbe progredito nel corso del ventesimo secolo, e fu in grado di immaginare in che modo la tecnologia sarebbe stata utilizzata da coloro che erano al potere per controllare le masse.

Le previsioni tecnologiche fatte nel libro erano davvero inquietanti, dato che forniscono una descrizione abbastanza accurata del nostro mondo moderno.

Orwell descrisse i "teleschermi", che fungevano sia da dispositivo di intrattenimento che da dispositivo di comunicazione a due vie.

Questo tipo di tecnologia era predetto da molti futuristi all'epoca, ma la previsione di Orwell era unica perché suggeriva che questi dispositivi sarebbero stati usati dal governo per spiare le persone, attraverso microfoni e telecamere incorporate nei dispositivi.

Sfortunatamente, proprio come nel libro di Orwell, le persone nel mondo moderno sono così distratte dall'intrattenimento e divise dalla politica da non avere idea di vivere in un tirannico stato di polizia.

Questo stato di polizia era anche un forte deterrente nel mondo di Ottantaquattro, perché sebbene molti dei cittadini nel libro avessero un'opinione positiva del "Grande Fratello", era ancora qualcosa che temevano, ed era una forza che li ha tenuti sotto controllo.

Naturalmente, questo non è molto diverso dall'atteggiamento che l'americano o l'europeo medio ha di fronte,
  • brutalità della polizia
  • corruzione del governo...
Molte delle idee sul potere e l'autorità che sono state espresse nel classico di Orwell sono senza tempo e vecchie come la storia, ma la sua analisi di come la tecnologia avrebbe amplificato la natura distruttiva del potere era incredibilmente unica, specialmente per il suo tempo ...

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

martedì 21 maggio 2019

La Caduta degli Imperi - Molto prima del riscaldamento globale

 

GRANDI MINIMI SOLARI E LA CADUTA DEGLI IMPERI

Di Capp Allon – 11 Ottobre 2018 

La Terra sta gradualmente scivolando nella sua prossima era glaciale – e lo ha fatto negli ultimi 10.000 anni – ora la civiltà moderna è al culmine di una caduta stratosferica, e ha tutto a che fare con il sole.

Le società prosperano durante i periodi caldi e di alta attività solare – i periodi di riscaldamento minoico, romano e medievale ne sono una testimonianza.

Le civiltà sono costruite su un presunto clima costante e prevedibile che arriva con i grandi massimi solari, e la dipendenza dell’uomo dalle proprie fragili infrastrutture cresce solo con il trascorrere dal periodo di clima affidabile.

Ma quando la costante si spezza, si spezza velocemente e il sistema non può adattarsi abbastanza velocemente per far fronte al freddo incombente.

La sovrapposizione del picco delle civiltà passate in cima ai dati GISP2 Ice Core illustra chiaramente lo schema:


ASCESA E CADUTA DELL’IMPERO ROMANO

Se guardiamo all’impero romano, è evidente che il sole era al centro di tutto.
Il periodo che va dal 200 aC al 150 dC – quando il progetto romano era più salutare – coincideva anche con quello che viene spesso definito come il “Clima romano ottimale”, quando il clima si riscaldava a causa dell’elevata attività solare.

Plinio il Vecchio, scrivendo nel primo secolo dopo Cristo, descrisse come i faggi, che crescevano solo nelle pianure, iniziarono a scalare le montagne quando la temperatura iniziò ad aumentare. Olive e viti furono coltivati più lontano e più a nord. L’impero divenne una gigantesca serra.

Ma il tempo si è drasticamente deteriorato nel 150-400 d.C. quando la produzione di energia solare è caduta – il “Periodo di transizione romano” – ha toccato i minimi di temperatura nella “tarda antichissima piccola era glaciale” del 450-700 d.C.

Le stagioni crescenti furono abbreviate, ne seguì la penuria di cibo, le malattie divennero dilaganti, milioni di persone morirono e l’impero cadde a pezzi.

RISCALDAMENTO MEDIEVALE

Il periodo caldo medievale – da circa il 900 dC al 1300 d.C. – fu un periodo in cui le temperature globali risultarono di almeno +1,4 ° C rispetto ai livelli attuali.

Gli studi sugli isotopi di ossigeno in Groenlandia, Irlanda, Germania, Svizzera, Tibet, Cina, Nuova Zelanda e altre zone, più i dati sugli anelli degli alberi provenienti da molti siti in tutto il mondo confermano la presenza di un periodo globale medievale caldo.

Il periodo coincise con un Grande Massimo Solare, un periodo di elevata produzione solare prolungata, e gli umani prosperarono ancora una volta.

Don J. Easterbrook scrive in Evidence Climate Science:
I suoi effetti furono evidenti in Europa, dove le coltivazioni di grano fiorivano, le linee degli alberi alpini salivano, molte nuove città sorsero e la popolazione fu più che raddoppiata.

I Vichinghi approfittarono del miglioramento climatico per colonizzare la Groenlandia, e le uve da vino furono coltivate fino a nord come ad esempio in Inghilterra, dove la coltivazione di uva non è ora attuabile fino a circa 500 km a nord degli attuali vigneti in Francia e Germania.

Attualmente le uve vengono coltivate in Germania fino a un’altitudine di circa 560 m, ma dal 1100 dC al 1300 dC circa, i vigneti si estendevano fino a 780 m, con temperature più elevate di circa 1,0-1,4 ° C (Oliver, 1973).
Il grano e l’avena crebbero fino intorno a Trondheim, in Norvegia, suggerendo climi di circa 1 ° C più caldi del presente (Fagan, 2000).

LA PICCOLA ERA GLACIALE

Alla fine del Periodo Caldo Medievale, ~ 1300 d.C., le temperature calarono drasticamente e il periodo freddo che seguì è noto oggi come la Piccola Era Glaciale.

La popolazione europea era diventata dipendente dai cereali durante il Periodo Caldo Medievale, e il clima più freddo, le prime nevicate, le violente tempeste e le inondazioni ricorrenti provocavano un drastico fallimento delle colture, carestie e malattie diffuse (Fagan, 2000; Grove, 2004).

Don J. Easterbrook continua:
La piccola era glaciale non fu un periodo di clima freddo continuo, ma piuttosto periodi ripetuti di raffreddamento e riscaldamento, ognuno dei quali si verificava durante i periodi di minimi solari, caratterizzato da bassi numeri di macchie solari, bassa irradianza solare totale (TSI), diminuzione del magnetismo solare, aumento dell’intensità dei raggi cosmici e aumento della produzione di radiocarbonio e berillio nell’atmosfera superiore.

Secoli di osservazioni del sole hanno dimostrato che le macchie solari, l’irradiamento solare e il magnetismo solare variano nel tempo e questi fenomeni si correlano molto bene con i cambiamenti climatici globali sulla Terra.
Sono stati riconosciuti numerosi Grandi Minimi Solari, periodi di ridotta produzione di energia solare:

Il minimo del Wolf fu un periodo di bassi numeri di macchie solari e TSI tra il 1300 d.C. e il 1320 d.C.

Si è verificato durante il periodo freddo che ha segnato la fine del Periodo Caldo Medievale e l’inizio della Piccola Era Glaciale circa nel 1300 d.C.
Il passaggio dal caldo del Periodo Caldo Medievale al freddo della Piccola Era Glaciale fu brusco e devastante, portando alla Grande Carestia dal 1310 al 1322.

L’inverno del 1309-1310 d.C. fu eccezionalmente freddo. Il fiume Tamigi si congelò e i poveri furono particolarmente colpiti.

Il minimo di Sporer si è verificato da circa il 1410 al 1540 e, come il Minimo di Wolf, il Minimo di Sporer coincise con un periodo di freddo brutale.

Durante il Minimo di Maunder le temperature minime crollarono in Europa, la stagione di crescita diventò più breve di oltre un mese, il numero di giorni nevosi aumentò da pochi a 20-30 giorni, il terreno ghiacciava, i ghiacciai alpini avanzarono in tutto il mondo, i ghiacciai nelle Alpi Svizzere invasero fattorie e villaggi seppellendoli, i confini di crescita degli alberi nelle Alpi scesero, i porti marittimi vennero bloccati dal ghiaccio marino che circondò l’Islanda e l’Olanda per circa 20 miglia, i raccolti di uva da vino diminuirono e i raccolti di cereali non arrivavano a maturazione, portando a carestie di massa (Fagan, 2007).
Il fiume Tamigi, canali e fiumi dei Paesi Bassi si congelarono durante l’inverno.
La popolazione islandese diminuì di circa la metà.

In alcune zone della Cina, le colture a clima caldo che erano state coltivate per secoli furono abbandonate.

E in Nord America, i primi coloni europei sperimentarono inverni eccezionalmente rigidi.

IlL
MODERNO MASSIMO E IL PROFILARSI DI UN MINIMO IMMINENTE

Tutti i segnali indicano la stessa strada, potenzialmente entro i prossimi anni.
Abbiamo avuto il nostro Grande Massimo Solare, il nostro periodo di caldo sostenuto e di un clima prevedibile – e l’uomo ha prosperato.

Ma la Total Solar Irradiance è ora prevista in caduta libera.
E anche il “mainstream” è d’accordo, anche se con il loro modello CMIP6 sono leggermente più ottimisti:


Le macchie solari, un grande barometro per l’attività solare, sono state ampiamente assenti nel 2018 e lo saranno nel 2019.

L’analisi della Professoressa Valentina Zharkova ci fa entrare nel prossimo Grande Minimo Solare nel 2020, dato che tutti e quattro i campi magnetici del sole sono sfasati – clicca qui per saperne di più.

 

Il freddo risultante getterà la società moderna nel caos, proprio come ha fatto con i precedenti GSM.

Le stagioni crescenti si accorceranno, i raccolti falliranno, milioni periranno (per fame/malattie) e l’Impero si sgretolerà.

LA GRANDE CADUTA INCOMBE

I mercati azionari sono già scricchiolanti, con diversi noti economisti e distinti investitori che avvertono di un imminente crollo del mercato azionario del 70%.
Quanto segue è tratto da un articolo Banyanhill dell’11 ottobre 2018:
C’è un avvertimento ben distinto che dovrebbe far venire i brividi lungo la schiena … quello del famoso economista Ted Bauman. Bauman e il suo team hanno previsto correttamente il collasso del 1999 e del 2007.

Bauman ora avverte: “Ci sono tre indicatori economici chiave che urlano di VENDERE. Implicano che un collasso del 70% si profila, è già alle nostre porte”.
E se Bauman chiede una correzione del mercato del 70%, si dovrebbe prestare attenzione.

In effetti, negli ultimi trent’anni ha previsto con precisione la crisi finanziaria del 2008, il crollo delle dot.com del 2000, la recessione dei primi anni ’90 e il crollo del 1987.


Il riscaldamento moderno è finito.
I grandi giochi del cosmo contribuiscono al sorgere e alla caduta degli imperi.
Alla fine, l’uomo è eternamente fallibile e nessun impero dura per sempre. 

Grand Solar Minimum + Pole Shift
Fonte: Electroverse

Si ringrazia Maurizio per la segnalazione


**********************************

   

Molto prima del riscaldamento globale, un "consenso" di scienziati avvertiva che il RAFFREDDAMENTO globale era responsabile di eventi meteorologici estremi

(Natural News) Prima dell'era del riscaldamento globale, iniziata nel corso degli anni '80, c'era una teoria diversa che avevano gli scienziati di tutto il mondo che si agitavano nei loro stivali: il raffreddamento globale e l'imminente "era glaciale". La paura del raffreddamento globale degli anni '70 ora è proclamato di essere nient'altro che un mito urbano, ma una volta era davvero una preoccupazione molto reale.

Il Centro nazionale per la ricerca atmosferica è la massima autorità del governo federale statunitense in materia di scienze climatiche. E nel 1974 Steven Schneider era al timone. A quel tempo, Schneider era un sostenitore del "raffreddamento globale", affermando che la discesa delle temperature avrebbero portato a una massiccia mancanza di cibo. Sembra familiare, giusto? Una soluzione proposta all'epoca era quella di sciogliere la calotta polare artica. La narrativa degli anni '70 rispecchia quella della discussione sul riscaldamento globale di oggi: la temperatura del pianeta sta cambiando, la gente morirà di fame e solo un intervento umano estremo può salvarci da un destino pericoloso. Solo oggi, gli scienziati stanno esplorando opzioni forse ancora più terrificanti - come bloccare i raggi del sole per raffreddare artificialmente la temperatura della Terra.

Nonostante i tentativi degli allarmisti sul clima di far finta che la "paura del raffreddamento globale" non sia mai esistita, rimangono le prove della sua esistenza

Il raffreddamento globale viene spesso descritto come "falso" e una rapida ricerca rivela che molte fonti di informazione mainstream ora affermano che c'era poco supporto per l'ipotesi della comunità scientifica. Un articolo del 2014 di Gizmodo afferma che la maggior parte degli scienziati era convinta che il riscaldamento globale fosse il vero problema e che la teoria del raffreddamento globale fosse stata respinta in modo schiacciante. ma è proprio vero? Come riporta Breitbart, "[la] grande maggioranza di articoli scientifici (220 su 264) sosteneva la tesi di raffreddamento." I documenti interni rivelano che negli anni '70 persino il governo federale stava esaminando il problema del raffreddamento globale.

La storia revisionista è più un problema che mai. Come rivela Kenneth Richard della No Tricks Zone, c'era un consenso dell'86 per cento tra la comunità scientifica che la terra era su un percorso di raffreddamento, nel corso della giornata.

L'eliminazione della "teoria del raffreddamento globale" ha uno scopo: legittimare la teoria del riscaldamento globale. Naturalmente, come spiega Mike Adams in un recente articolo (e video), l'idea che il biossido di carbonio causa il riscaldamento globale è una farsa totale. Non solo l'anidride carbonica è a un livello globale basso, ma è essenziale per la vita delle pianteper farle prosperare.

Adams scrive: "Mentre gli allarmisti del cambiamento climatico affermano assurdamente che la CO2 è un inquinante, trascurano di dirti che senza CO2, moriremo tutti di fame perché ogni ecosistema del pianeta collasserebbe quasi all'istante. Se la CO2 fosse lasciata cadere a zero, la Terra diventerebbe un arido deserto globale di morte completamente incapace di sostenere la vita umana."

Nonostante i tentativi degli allarmisti sul clima di manipolare la scienza per scioccare le popolazioni del mondo alla sottomissione, il fatto è che il riscaldamento globale e il raffreddamento globale fanno tutti parte della stessa truffa - sono solo a due estremità dello spettro. Il riscaldamento globale è diventato la teoria prevalente nella scienza del clima semplicemente perché è più conveniente. I sostenitori del riscaldamento globale hanno bisogno che la "paura del raffreddamento globale" sia percepita come "falsa" per mantenere la loro autorità e credibilità.

Le fonti includono:  


®wld 

LETTERA INEDITA DI ROSALIE BERTELL ALLE NAZIONI UNITE – SENZA RISPOSTA

LA GRANDE TRUFFA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Leggi il breve articolo postato da nogeoingegneriaQUI
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