Sperimentazioni di geoingegneria: gli effetti disastrosi sono reali

martedì 21 novembre 2017

Il cliente iperteso

 

Moriremo tutti ipertesi 
Marcello Pamio - 18 novembre 2017

La stavo attendendo con trepidazione da molti anni e finalmente l’agognata revisione è arrivata.

Dopo ben due settenni le linee guida del JNC7 (settimo rapporto del Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure) per l’ipertensione decise dalle società scientifiche di cardiologia americane sono state ritoccate. Ovviamente in ribasso. 

La nuova «soglia di normalità» è stata fissata a 120/80 mmHg.

Forse non tutti conoscono i valori soglia e pochi masticano i milligrammi di mercurio (mmHg), ma con questi nuovi criteri 1 americano su 2 rientrerà nella categoria degli ipertesi! Ennesimo e memorabile regalo alle lobbies del farmaco durante il recentissimo congresso dell’American Heart Association.

La pubblicazione delle nuove linee è avvenuta quasi in contemporanea su Hypertension e Journal of the American College of Cardiology. 

Rispetto all’ultima edizione del 2003 del JNC scompare la categoria «pre-ipertensione», precedentemente indicata da valori di 120-139 mmHg per la sistolica e 80-89 mmHg e il livello di «normalità» non è più 140/90 ma addirittura 120/80.

Non tremano solo i polsi col battito arterioso, ma è tutto il mondo a tremare. Della serie tutti i pre-ipertensivi, cioè quelli col piede sull’ipertensione sono diventati di punto in bianco malati a tutti gli effetti.
Malati naturalmente da curare con le droghe.
 

Hanno già fatto dei conti: con il nuovo «valore di normalità» la schiera degli ipertesi schizzerà in su di un 14%, portando gli interessati solo negli States dal 32% al 46% della popolazione.

A triplicare saranno soprattutto gli ipertesi sotto i 45 anni, mentre le donne in questa fascia d’età raddoppieranno “soltanto”...

Su una popolazione di 320 milioni circa 150 milioni sono malati. Le industrie godono. 

LA NUOVA CLASSIFICAZIONE
Oggi la pressione è «normale» se risulta inferiore a 120 su 80 mmHg.

- pressione elevata: sistolica 120-129 mmHg e diastolica < a 80 mmHg.
- ipertensione di Stadio 1: sistolica 130-139 mmHg o diastolica 80-89 mmHg.
- ipertensione di Stadio 2: sistolica ≥ 140 mmHg o diastolica ≥ 90 mmHg.
 

La nuova classificazione è una vera e propria ecatombe che non riguarderà solo l’America ma tutto il mondo, perché i parametri del Comitato JNC7 vengono poi accolti dall’intera comunità scientifica globale e applicati in tutti i paesi, Italia compresa.

Quindi anche qui da noi assisteremo ad una epidemia di ipertensione in persone sanissime e senza alcun problema cardiovascolare. 

CONFLITTO D' INTERESSI

I «valori di normalità» vengono decisi da gruppi di medici, ricercatori, professori ed esperti, detti panel, che si riuniscono in un simposio o un congresso.
Sulle spalle di questi medici grava una responsabilità enorme, e cioè la salute di miliardi di persone, visto che i colleghi di tutto il mondo si baseranno sui parametri decisi da loro.

Per cui sarebbe molto importante sapere se coloro che decideranno se siamo «sani» o «malati» abbiano o meno collegamenti con le industrie che producono farmaci. Purtroppo li hanno sempre. 

Partiamo dal capo del panel: il dottor Aram V. Chobanian ha ricevuto finanziamenti da Bristol-Myers Squibb, Boehringer Ingelheim, Merck, Pfizer e Pharmacia. Inoltre è stato consulente per Abbott, AstraZeneca, Bristol-Myers Squibb, GlaxoSmithKline, Merck, Pfizer e Pharmacia.

Il dottor Barry L. Carter del Comitato NCJ 7 è stato un consulente di Brystol-Meyer Squibb.

Il dottor William C. Cushman ha ricevuto finanziamenti da Astra-Zeneca, Merck, Pfizer, Aventis, dalla GlaxoSmithKline e Boehringer Ingelheim, e ha fatto da consulente per Bristol-Myers Squibb, Sanofi, GlaxoSmithKline, Novartis, Pfizer, Solvay, Pharmacia, Takeda.

Il dott. Joseph L. Izzo del Comitato Esecutivo è stato relatore di Boehringer-Ingelheim, Merck, Pfizer, Astra-Zeneca, Solvay, Novartis, Forest e Sankyo. Ha ricevuto finanziamenti da Boehringer-Ingelheim, Merck, Astra-Zeneca, Novartis, GlaxoSmithKline, ed è stato consulente per Merck, Astra-Zeneca, Novartis.

Altri due medici del Comitato Esecutivo, i dottori Daniel W. Jones e Barry J. Materson, figurano intrallazzati con le industrie. Il primo ha fatto il consulente per Pfizer, Bristol-Myers Squibb, Merck e Novartis, il secondo per Merck, GlaxoSmithKline, Novartis, Bristol-Myers Squibb, Pfizer, Pharmacia, Boehringer-Ingelheim e Solvay.

Anche la dottoressa Suzanne Oparil, sempre del Comitato Esecutivo, ha ricevuto finanziamenti da Abbott Laboratories, Astra-Zeneca, Aventis, Boehringer-Ingelheim, Bristol-Myers Squibb, Eli Lilly, GlaxoSmithKline, Novartis, Merck, Pfizer, Sanofi, GD Searle, Wyeth-Ayerst, Solvay. E’ stata consulente di Bristol-Myers Squibb, Merck, Pfizer, Sanofi, Novartis e WyethAyerst e tra le altre cose figura anche nel Consiglio di Amministrazione della Texas Biotechnology Corporation.

Il dottor James R. Sowers ha ricevuto finanziamenti da Novartis e Astra-Zeneca, mentre il medico Jackson T. Wright ha ricevuto onorari come relatore da Aventis, Bayer, Bristol-Myers Squibb, Merck, Norvartis, Pfizer, GlaxoSmithKline e Solvay e finanziamenti direttamente da Aventis, Bayer, Bristol-Myers Squibb, Merck, Norvartis, Pfizer, GlaxoSmithKline e Solvay. Puntualmente, come sempre accade, una buona parte degli esperti che decidono vita e morte delle persone non risultano scevri da conflitti di interessi economici e finanziari con le industrie che vendono farmaci! 

I colleghi in camice bianco questo non lo sanno, e se anche lo sapessero lo ignorerebbero in automatico perché oggi non è permesso mettere in discussione il paradigma della Scienza ufficiale, quella «basata sull’evidenza», cioè quella fagocitata e controllata dalle lobbies.

Uno lo fa a proprio rischio e pericolo, perché verrà escluso dal Sistema oppure radiato. 

L’altro grosso problema è il popolo-gregge.

Purtroppo la maggior parte delle persone prende per oro colato quello che simili Comitati decidono, anche perché è stato inoculato dentro l’inconscio collettivo che la prevenzione è fare esami diagnostici da mattina a sera (i cui parametri sono decisi da loro e sono sempre in ribasso).

Il risultato di questa diabolica strategia di marketing è che le persone saranno convinte di essere malate, anche quando non lo sono!

Attualmente centinaia di milioni di persone sanissime stanno prendendo farmaci tossici e pericolosi perché convinti dal Sistema (e dagli esami diagnostici che questo mette a disposizione) di essere ammalate.

Una volta lo schiavo aveva la catena al piede o era rinchiuso in una gabbia, ed era consapevole della propria condizione. Oggi le persone respirano e trasudano paura da ogni cellula, immersi tra esami, screening e visite mediche.


Moderni schiavi che non sanno di esserlo perché la catena e le sbarre sono nella loro mente. 

Anagrammando e contestualizzando il grandissimo Goethe: il miglior suddito per il Sistema è lo schiavo che pensa di essere libero, mentre per l’industria farmaceutica il miglior cliente è il sano che pensa di essere ammalato…

Per maggiori informazioni sulla strategia di marketing che crea milioni di malati ogni anno, si rimanda al libro: “La fabbrica dei malati”. 

sabato 18 novembre 2017

Una dipinta realtà: la CO2. Tutto qui

 

Il cosiddetto “cambiamento climatico”: 
non è la CO2 il problema!
 

AllaCOP23 di Bonn c’è qualche cosa che non va  ha commentato nel suo blog il Colonello Guido Guidi. E ha ragione. Mentre le previsioni catastrofiche invadono nuovamente e puntualmente il mainstream – CO2..a livelli mai raggiunti da 3 milioni di anni etc etc – la COP pare che non abbia nulla di rilevante da offrire per contrastare il pericolo planetario proclamato.  Qualcosa non va di certo. Se il problema fosse davvero la CO2, ci sarebbero molte possibilità di rimediare, di facile applicazione e perfino senza effetti collaterali. La messa in atto potrebbe piuttosto avviare un ampio risanamento di molte situazioni, come evidenziano le proposte di: riforestazione, agricoltura bio e realmente sostenibile, cambiamenti di stile di vita delle persone ispirate dal senso di responsabilità verso l’ambiente e verso sé stessi (un effetto collaterale sarebbe un aumento di benessere generale), abbassamento dell’inquinamento adoperando molteplici tecnologie che lo permettono etc etc. Questa lista di proposte è senza dubbio da completare ed è uno sforzo che merita di essere fatto. Proveremo in un secondo momento a stilare questo elenco, magari chiedendo aiuto ai lettori del blog. L’apparato propagandistico è funzionante in direzione opposta ad un risanamento e non ci sono segnali di cambiamento di rotta per salvare il mondo e noi stessi. Comprate, consumate, divertitevi! Consumate più che potete e riempite questo meraviglioso mondo di spazzatura a tutti i livelli!
 
La messa in scena dei vari COP pare che abbia soprattutto la funzione di gettare fumo negli occhi, dando l’occasione per campagne ben orchestrate mainstream sul ‘grande impegno’ dei migliaia di scienziati, politici e lobby presenti, ‘allarmati’ dallo stato delle cose. I risultati di questi incontri sono sempre stati scarsi e lo saranno anche a Bonn (VEDI QUI ). E’ stato denunciato da chi era presente agli incontri in passato il carattere ipocrita e di ‘greenwashing’. Le sigle esposte sono veri e propri inganni e celano spesso l’antitesi di quanto promettono.
  
In concomitanza con la COP23 si è visto un incremento delle divulgazioni e pubblicizzazioni di una misura ‘forse necessaria’ per salvare il mondo minacciato dalla CO2. La Geoingegneria sta entrando nelle teste dell’uomo comune e entro il 2018 sarà sulla bocca di tutti, promette qualcuno. E qualcuno saprà unire i puntini tra ‘modelli’ presentati e cieli reticolati? 

Le critiche di esperti rispetto alle operazioni ‘proposte’ non mancano. Ma nonostante la pericolosità della ‘cura chemioterapica’, le irrorazioni in atmosfera saranno presto una realtà ufficializzata? 

L’operazione sarà resa obbligatoria in seguito ad un disastro ambientale di grande impatto. Diranno ‘IT MUST BE DONE’, così è stato pronosticato da Pat Mooney (coordinatore dell’ETC-Group) in un’intervistanel 2012.
  
 Il cosiddetto “cambiamento climatico”: 
non è la CO2 il problema!


 

Un commento della Prof.ssa.Dr. Claudia von Werlhof
presidente del “Movimento Planetario per la 
Madre Terra”, Innsbruck.

Motivata dalla lettura di “Dose giornaliera” del 7 di novembre (ndr articolo che definisce i ‘negazionisti’ del cambiamento climatico e critici della tesi CO2 come causa del GW una setta) vorrei far riflettere: 

E’ sorprendente quanta gente, gente anche molto critica, abbocca e ci casca e prende per oro tutto ciò che viene dall’alto – da Al Gore all’IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change in tedesco spesso definito ‘Consiglio globale del clima’), dai Verdi fino alla Merkel, dall’ultimo vertice sul clima a Parigi a quello attualmente in Bonn, e perfino dal Papa: tutti sostengono che la CO2 industriale sia la causa di un cosiddetto cambiamento climatico, e distruggerà la terra se non si interviene su di esso. Come è possibile che queste persone trovano così facilmente credito? Perché non ci si chiede il motivo per cui all’unisono, proprio tutti – e Trump si unirà prima o poi – fanno queste affermazioni? Perché non ci si chiede quale progetto ci sta dietro? Perché non si ascoltano gli scienziati che la vedono in modo diverso? Nessuno ha un’idea di come la Terra realmente “funziona”? La realtà è dipinta così: la CO2 è inquinamento atmosferico, è sporcizia. Tutto qui.

In realtà il cosiddetto riscaldamento globale e cambiamento climatico è un aumento di meteo estremo: fluttuazioni oltre la norma delle temperature e oltre le stagioni, aumento di catastrofi ‘naturali’ come i tsunami, terremoti oltre i sei gradi della scala Richter, periodi di siccità per anni, incendi che devastano peggio di guerre con le bombe, ma anche ondate di freddo fuori stagione o regioni, ripetersi di inondazioni record, tempeste di grandi dimensioni anche fuori dai tropici, aumento di attività vulcanica e cambiamenti delle correnti oceaniche, nonché il rapido scongelamento dei poli e dei ghiacciai – ed è proprio lì dove accade un riscaldamento che conta il doppio o più del presunto incremento delle altre temperature. 

Come potrebbe tutto questo derivare dalla CO2 industriale, presente in atmosfera ben al di sotto dello 0,5% – e peraltro giù, vicino alla terra? 

Non deriva da questo. Questi cambiamenti provengono da decenni di geoingegneria militare, dalla seconda guerra mondiale. 

La convenzione ENMOD delle Nazioni Unite (Environemental Modification – Modificazione Ambientale) ha identificato il problema dell’utilizzo di tecnologie ambientali già nel 1977 in seguito alla guerra del Vietnam, dove molte delle tecniche erano già state implementate. E da allora, naturalmente, sono proseguiti gli esperimenti e le innovazioni, dalla distruzione dello strato di ozono e di altre parti dell’atmosfera, con i test delle bombe atomiche o razzi nello spazio, allo sviluppo di armi “al plasma” alle tecnologie di “guerra meteorologica” a “Armi energetiche dirette” simili al laser, tutte leggibili in Rosalie Bertell: War Planet Earth, 3a edizione 2016.

Si tratta di sviluppare armi ambientali per nuove guerre, “e i militari sono 50 anni più avanti di noi” (Bertell). 

Strano quanto a lungo regge il mito della CO2, lasciando non riconosciuti gli inquinatori o recentemente perfino invitandoli a continuare ufficialmente con la distruzione della terra – con il loro presunto “salvataggio” via geoingegneria! Quest’ultima appare improvvisamente in un abito “civile” e come una “nuova” geoscienza. Questo è stato propagandato sempre più sfacciatamente da Parigi nel 2015 e prevede attualmente di spruzzare sul pianeta presumibilmente bollente niente meno che acido solforico, per raffreddarlo come se fosse scoppiato un super-vulcano e come propagandato dal noto geoingegnere di Harvard, David Keith. Lui stesso ammette che questa potrebbe essere la fine della vita sulla terra, ma lo lasciano fare …?

Dettagli disponibili sul sito web del movimentoplanetario per la Madre Terra che abbiamo elaborato per buone ragioni 7 anni fa. Strano davvero in che modo persone che hanno a cuore il bene della terra possono lasciarsi ingannare così completamente. 

Come è spiegabile tutto questo, a parte la generale mancanza di conoscenza del pianeta terra come essere cosmico e l’essere in vendita della scienza e della politica di oggi? Sono venduti anche i movimenti sociali e le ‘Alternative’ o hanno disimparato a usare il loro cervello?
  
Originariamente pubblicato da: https://kenfm.de/tagesdosis/

VEDI ANCHE 




Scrive RosalieBertell: “Nell’ambito degli Accordi di Vladivostock, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica presero la decisione congiunta di sciogliere la calotta polare artica.  Non si tratta di un accordo bilaterale registrato dell’ONU, perciò non divenne mai accessibile a coloro i quali – più tardi – furono messi in allarme dal rapido scioglimento dei ghiacci e delle nevi polari, e dalla situazione degli orsi polari che ne è risultata. Per il pubblico, lo scioglimento della calotta polare artica è diventato un segnale forte e inquietante del cambiamento climatico, talmente forte che negli Stati Uniti ai media è stato richiesto di non parlare mai di orsi polari! A causa del segreto militare la gente è stata indotta a pensare che il controllo industriale delle emissioni di CO2 riporterebbe tutto a posto nell’Artico! “VEDI QUI

Neve nera al Polo Nord

 

venerdì 17 novembre 2017

Combattere il cancro alla prostata

 

Più male che bene: la maggior parte degli uomini sta meglio NON trattando il cancro alla prostata - la maggior parte dei tumori non causerà danni


Tutti abbiamo sentito che la diagnosi precoce è vitale per molte condizioni mediche, ma quando si parla di cancro alla prostata, un accademico di Oxford ha affermato che migliaia di uomini che hanno la malattia starebbero effettivamente meglio se non fossero mai stati diagnosticati.

Secondo il professor Freddie Hamdy, molti uomini con tumori a crescita lenta che non si erano diffusi subirono un trattamento di cui non avevano bisogno per pura ansia per la presenza del tumore.
Ha detto che una diagnosi ha spinto molti uomini a sentirsi preoccupati e depressi, optando per il trattamento anche quando non era nel loro interesse. 

Il professor Hamdy ha detto: "Puoi sovra-rilevare [il cancro alla prostata] nelle persone, quando non causerebbe loro alcun danno. Il sovra-trattamento è una conseguenza della sovra-rilevazione perché quando dici a un paziente che ha un cancro, gli dai una nuova identità, gli dai un nuovo passaporto che dovrà portare per il resto della sua vita.

La radioterapia e la terapia del cancro alla prostata possono avere gravi effetti collaterali, tra cui l'incontinenza e la perdita della vita sessuale di un uomo.

Al momento, il professor Hamdy sta conducendo uno studio nel Regno Unito che esamina 82.400 pazienti con cancro alla prostata di età compresa tra i 50 e i 69 anni per confrontare i risultati e i costi tra i pazienti che optano per radioterapia, chirurgia o nessun trattamento al di là di follow-up regolari.

In una precedente ricerca, il professor Hamdy ha studiato 500 uomini con tumore prostatico localizzato. Questo tipo di tumore alla prostata rappresenta circa la metà di tutti i casi e si riferisce a un tumore a crescita lenta che non si è diffuso a nessun altro organo.

I pazienti che ha studiato hanno ottenuto scansioni regolari, ma non hanno subito alcun trattamento in un approccio noto come "sorveglianza attiva". All'inizio l'80% degli uomini ha accettato di non sottoporsi a nessun trattamento e di continuare il monitoraggio, ma questa percentuale è scesa al 75% dopo tre anni. Un decennio dopo, solo il 44% non aveva subito trattamenti. Solo l'1% era morto a causa del loro cancro, mentre un altro 10% era deceduto a causa di altre cause.

La maggior parte dei pazienti ha deciso di farsi curare non perché il loro tumore si fosse diffuso, ma a causa dell'ansia per la possibilità che si diffondesse in futuro.

Il direttore della ricerca del cancro alla prostata nel Regno Unito, il dott. Matthew Hobbs, ha detto che i risultati sono molto positivi per gli uomini che vengono diagnosticati prima che il cancro si diffonda al di fuori della prostata poiché il 99% degli uomini ha vissuto per almeno un decennio indipendentemente dal trattamento. Ha sottolineato che dimostra che quando la sorveglianza attiva viene portata a un livello elevato, può dare agli uomini le stesse probabilità di sopravvivenza in dieci anni di coloro che optano per la radioterapia o la chirurgia.

Il Dr. Hobbs ha detto che questi risultati dovrebbero essere trasmessi agli uomini con carcinoma prostatico localizzato in modo che possano fare scelte informate su come procedere.


Guarda la tua dieta per aiutare a combattere il cancro alla prostata

È comprensibile che gli uomini a cui viene diagnosticato un cancro alla prostata si sentano obbligati a fare qualcosa al riguardo, ma il trattamento non necessario è chiaramente la strada sbagliata da scegliere. Invece, gli uomini possono prendere il controllo della loro salute migliorando la loro dieta, eliminando cibi trattati e conservanti chimici. Forse ancora più importante, ci sono alcuni alimenti chiave che dovrebbero aggiungere alla loro dieta.

La ricerca ha dimostrato che mangiare mele e uva è un ottimo modo per combattere il cancro alla prostata. In uno studio dell'Università del Texas ad Austin, i ricercatori hanno scoperto che il resveratrolo nell'uva e l'acido ursolico nelle bucce di mela erano tra i composti più efficaci quando si trattava di affamare le cellule del cancro alla prostata e di arrestarne la proliferazione. La combinazione dei due ha inoltre impedito alle cellule cancerose di consumare la glutammina di cui hanno bisogno per crescere.

Secondo l'American Cancer Society prevede che un uomo su sette possa sviluppare il cancro alla prostata, è importante per tutti gli uomini procedere con cautela seguendo una diagnosi ed evitare trattamenti inutili. Segui ulteriori notizie sui pericoli degli interventi medici su: DangerousMedicine.com.

Le fonti includono: 

Fonte diretta:  

Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

Per saperne di più: 
http://prostatainforma.com/blog/prostata-e-erezione/ 
http://prostatainforma.com/blog/cancro-alla-prostata/

Tassa di scopo & sciocchezzuole di sinistra

 

La tassa di scopo:
 È giusta una tassa di scopo sul tabacco? 

È giusto tassare il tabacco per sviluppare farmaci contro le malattie ad esso legate? Sì. La risposta parrebbe scontata. Siamo proprio sicuri? Siccome il fumo può essere causa di malattie e perciò incide sul sistema sanitario, si dice, sarebbe moralmente auspicabile che l’industria del tabacco contribuisse a sovvenzionare un fondo per l’acquisto di medicinali. Un ragionamento del genere imposta la questione in termini di morale, più precisamente la morale rispetto a comportamenti individuali. Si affida così allo Stato il compito di stabilire la morale e quindi quelle azioni da perseguire, con la tassa nel nostro caso.

Siamo ancora d’accordo? No. È sufficiente preferire per un momento il metodo scientifico all’emotività per produrre una risposta diversa, e quindi negativa, alla nostra domanda iniziale. Chi fa le leggi antepone spesso l’emotività delle scelte istintive al metodo sperimentale fondato sulla libertà individuale (che tutela). Seppure l’Italia è ben lontana dall’essere una solida Democrazia Liberale, è prassi che le nostre leggi non siano fondate sulla morale quanto sulla necessità di governare la convivenza tra cittadini al fine di favorire l’estensione delle loro libertà. Questo approccio al diritto che si fonda sulle libertà soggettive ed oggettive, e non sull’etica o la morale, riguarda naturalmente anche la fiscalità.
Una tassa morale non avrebbe senso di esistere nel nostro ordinamento perché contrasterebbe con la libertà di ciascuno. Essa equivarrebbe alla tassazione del comportamento legittimo di un cittadino in questo caso, visto che il consumo di tabacco è consentito dalla legge. Il tabacco può essere tassato come qualsiasi altro bene e così succede, dato che già oggi lo Stato incassa 14 miliardi di tasse da questo settore. Ma non è dato sapere quanto di questo denaro abbia una “destinazione morale”, per esempio in ricerca e prevenzione.
Il tabacco non può invece essere (ulteriormente) tassato ad hoc per una questione morale. Se valesse la questione morale, allora dovremmo tassare anche molti altri comportamenti che possono avere conseguenze negative sulla salute o sull’ambiente. Perché non imponiamo una (ulteriore) imposta ad hoc sulla benzina, sulle automobili, sulle caldaie a gasolio, sulla carne, sui grassi, sugli alcolici, sugli zuccheri, sui giochi e su tutto ciò che può generare malattie o costi per il sistema sanitario? Perché non li tassiamo per creare un fondo per l’acquisto di farmaci o (meglio ancora) la ricerca?

La morale del legislatore è spesso doppia, cioè la si impone aggirandola, e rischia di sconfinare nella demagogia. Così ci si è inventati la tassa di scopo, una sorta di paravento per celare una mentalità statalista e paternalista. Si vuole una fiscalità non volta a fornire i servizi pubblici con le risorse a disposizione, bensì finalizzata ad escogitare mezzi sempre nuovi per spremere ulteriormente i contribuenti ed imporre comportamenti ritenuti moralmente “giusti”, salvaguardando naturalmente i privilegi (nessuno si è chiesto chi potrebbe beneficiare di un fondo per l’acquisto di medicinali? Non sarebbe “più etico e morale” finanziare la ricerca pubblica?) e gli sprechi annidati nei meccanismi dei servizi pubblici esistenti.

Anche la tassa di scopo è facilmente smontabile. Le imposte sul tabacco sono già state ritoccate con la riforma del 2015 e aumentate nel mezzo del 2017, portando molti meno milioni (-224 milioni entrate gennaio-settembre; meno 1 miliardo di gettito rispetto alle previsioni per il 2017) nelle tasche di uno Stato disperatamente alla ricerca di risorse ma che spesso dimentica di valutare a monte l’impatto di nuove tasse.

Una nuova imposta come quella che il Parlamento vorrebbe far passare rischierebbe di non garantire l’effettivo aumento di gettito e non farebbe altro che peggiorare la situazione: (i) la tassazione già regressiva (cioè, i prodotti di fascia medio–bassa pagano in proporzione più tasse di quelli di fascia alta) distorcerebbe ulteriormente l’assetto concorrenziale neutro del mercato; (ii) i volumi già in calo si ridurrebbero ulteriormente portando meno gettito, e la mancanza di una relazione tecnica circa l’impatto sul mercato di questa ulteriore tassa non aiuterebbe; (iii) il contrabbando che oggi è moderato potrebbe tornare ad esplodere nuovamente, con buona pace delle entrate sperate e della salute dei cittadini; e infine (iv) si complicherebbe la burocrazia, visto che il legislatore come sempre ha partorito la tassa ma non il suo funzionamento, lasciandolo ai burocrati, appunto.

Prima di agire di istinto, i nostri parlamentari dovrebbero provare ad affidarsi al metodo sperimentale delle Democrazie Liberali. Capirebbero allora che questa tassa oltre ad essere immorale per la libertà individuale, farebbe solo danni. Per finanziare la ricerca (quella pubblica, s’intende) ci sono altri modi, meno populisti. 


Foto da Shutterstock

Fonte:


LUIGI DI MAIO, CON LUI AL POTERE SIAMO FREGATI 
NE AZZECCASSE UNA 

Tenete lontano quell’ignorantello di Luigi di Maio dal Mein Kampf. Vista la bestialità da lui sostenuta dagli USA, quella secondo la quale “bisogna operare nel sistema di tassazione come Trump”, c’è da temere che leggendo la “battaglia di Hitler” se ne innamori.
Ci sarà qualche grillino che non abbia studiato su internet?
O tempora, o mores! 

R 

PS. Già che ci sono una noterella sul bullo ignorante di Rignano sull'Arno. 

Qualcuno gli dica che i radicali non sono di sinistra ma liberisti di destra.
Gli aggiunga che lo "Ius Soli", le "Unioni Civili", il "Fine vita" sono provvedimenti importantissimi ma fanno parte di una cultura liberale, non di sinistra.
Quel personaggio se vuole parlare di sinistra deve parlare di lavoro, sanità, pensioni, scuola, diritti. E non per attaccare e distruggere (come ha fatto) ma per difendere e incrementare queste sciocchezzuole "di sinistra".

Fonte:   

giovedì 16 novembre 2017

Frammenti dal passato


I 5 libri antichi "controversi" 
che potrebbero distruggere le fondamenta della storia

Nel corso degli anni, gli archeologi hanno incontrato incredibili scoperte. Alcune di queste scoperte sono manoscritti antichi che sono stati trovati per ritrarre la storia da un diverso punto di vista. Un punto di vista controverso.

Nemerosi libri antichi raccontano un lato diverso della storia. Un lato diverso delle origini umane e un lato diverso delle capacità umane. Questi testi antichi, di solito considerati di natura mitologica, si oppongono a quasi tutti gli studiosi e la storia moderna.

Alcuni di loro sono parzialmente accettati, mentre alcune delle loro pagine sono state soprannominate miti perché scuotono le fondamenta stesse di ciò che sappiamo della nostra civiltà.


Purtroppo, mentre questi libri sono reali e fanno parte della storia, la storia che ci è stata insegnata nel corso degli anni li ha ignorati del tutto.

Questo è il motivo per cui in questo articolo ti porterò in un viaggio e ti presenterò cinque libri antichi che sono sia controversi che affascinanti e potrebbero scuotere la comprensione stessa della storia umana.

Li trovo oltremodo affascinanti.


Uno dei miei libri preferiti è il cosiddetto libro di Thoth. È un libro sacro che, secondo le antiche credenze egizie, non solo offre una conoscenza illimitata, ma la leggenda dice che chiunque legga il contenuto può contenere i mezzi per decifrare i segreti e dominare la terra, il mare, l'aria e i corpi celesti. I documenti storici ci dicono che il libro era una raccolta di antichi testi egizi scritti da Thoth, l'antico dio egizio della scrittura e della conoscenza.

Il libro di Thoth appare frammentato in vari papiri, la maggior parte del secondo secolo al periodo tolemaico.

 
La Bibbia di Kolbrin è un altro affascinante libro antico che si ritiene sia stato scritto circa 3.600 anni fa.

Questo antico libro è indicato come il primo documento giudaico / cristiano che spiega la comprensione dell'evoluzione umana, del creazionismo e del design intelligente. Alcuni studiosi sostengono che questo antico libro fu scritto insieme all'Antico Testamento.

Vari autori hanno partecipato alla sua creazione e la Bibbia di Kolbrin è composta da due parti principali che costituiscono un totale di 11 libri antichi.



Il libro di Enoch è un altro libro che molti autori hanno inserito nella categoria dubbia o controversa. Il libro di Enoch è un antico manoscritto religioso ebraico che viene fatto risalire a Enoch, il bisnonno di Noè.

Il Libro di Enoch è considerato da molti uno degli scritti apocrifi non canonici più influenti.

Inoltre, si ritiene che questo libro abbia influenzato in modo significativo le credenze cristiane. 


Si ritiene che il cosiddetto Libro dei Giganti sia stato composto circa 2000 anni fa. È stato trovato nelle grotte di Qumran dove i ricercatori hanno trovato i rotoli del Mar Morto. Nello specifico, il Libro dei Giganti parla di creature che hanno abitato il nostro pianeta nel lontano passato e di come sono state distrutte. Secondo il testo antico, i Giganti - I Nephilim - si sono resi conto che, a causa dei loro violenti atti, affrontarono un'imminente distruzione. Chiesero a Enoc di parlare a nome loro a Dio.



L'Ars Notoria è uno dei libri più controversi e misteriosi mai creati.

Secondo la leggenda, questo antico libro è una miscela di contenuti mistici, storici e sensazionali che promette di insegnare le abilità sovrumane a coloro che seguono ciò che è scritto. L'Ars Notoria appartiene alla Chiave Minore di Salomone. È un grimorio anonimo (o libro degli incantesimi) sulla demonologia. I suoi centoquarantaquattro incantesimi furono creati a metà del XVII secolo, per lo più da materiali vecchi di secoli. L'Ars Notoria contiene una serie di preghiere e sono state scritte in diverse lingue, tra cui ebraico, greco e latino.


Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.Da

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