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giovedì 31 marzo 2011

PREDATOR

Gheddafi, Finmeccanica, petrolio, acqua e Dinaro...
Marcello Pamio - 30 marzo 2011

Gheddafi e la Francia
Per circa 3 anni il presidente sionista francese, Nicolas Sarkozy, si è occupato personalmente, assieme al suo staff, di due colossali affari con la Libia: la vendita di una intera flotta aerea da combattimento e un mega investimento per costruire centrali atomiche a Tripoli e dintorni. Tutto ovviamente di marca francese! Stiamo parlando di affari da centinaia di miliardi di euro.
Questi contratti nessuno di noi ovviamente li ha visti, né tantomeno Sarkò.
Di volta in volta infatti il dittatore libico ha sostituito le aziende francesi con aziende russe e anche italiane, facendo schiumare dalla rabbia il presidente francese.
Ecco perché a fine novembre scorso, il presidente francese inizia una controffensiva mediatica verso Gheddafi.
Casualmente, proprio in quei giorni, arriva a Parigi con tutta la famiglia, uno degli uomini più vicini al colonnello libico, Nouri Mesmari, capo del protocollo di Gheddafi.
Mesmari chiedendo asilo politico per sé e la famiglia è diventato, da allora, il più prezioso collaboratore di Sarkò, svelando segreti militari ed economici della Libia…
A guerra iniziata, sempre casualmente, il primo obiettivo dei caccia francesi è stata la flotta aerea libica, composta da 20 aerei tutti russi (Mig21-23 e Sukhol22), come pure da 40 elicotteri, sempre di produzione russa...

Gheddafi e l’oro
Dopo che la Cina ha annunciato il conio dello Yuan d’oro si sono alzate strane voci sul sistema aureo del Medio Oriente.
Non a caso il principale iniziatore e fautore del pagamento senza dollari né euro è stato proprio Gheddafi, il quale ha fatto appello al mondo arabo per adottare una valuta unica: il dinaro d’oro!
Il colonnello libico ha anche proposto di creare uno Sato Africano Unito che conti 200 milioni di persone!
Questo ovviamente non s’ha da fare e infatti secondo il sionista Sarkò: “i libici hanno attaccato la sicurezza finanziaria del genere umano”!
Gheddafi in pratica ha deciso di ripetere i tentativi del generale francese De Gaulle, di abbandonare l’uso della carta igienica americana, chiamata dollaro, e tornare all’oro.
Verso la metà degli anni 60 infatti il generale De Gaulle con l’aiuto di un influente monetarista francese, Jacques Rueff, denunciò la pericolosa egemonia del dollaro, proponendo per questo il ritorno all’oro come mezzo di regolazione delle transizioni internazionali (abbandonò anche la NATO).
Molto probabilmente Gheddafi stava attaccando il principale potere della moderna democrazia sionista: il sistema bancario internazionale!

Gheddafi e l’oro nero
Secondo le ultime ricerche, la Libia risulta avere un capitale incalcolabile di greggio e gas.
Non solo, il petrolio che possiede è di ottima qualità perché raffinarlo costa pochissimo, cosa questa rarissima in natura. Stiamo parlando di circa 44 miliardi di barili.[1]
Inoltre la Libia, a differenza degli altri paesi africani non è indebitata con la Banca Mondiale o con il Fondo Monetario Internazionale, quindi Gheddafi può dettare le condizioni e non subirle.
Il petrolio della Libia finirà nelle mani dell’inglese British Petroleum (che dopo il disastro ambientale non naviga in buone acque), della francese Total e dell’americana Chevron.
L’italiana ENI è fuori! L’Eni infatti perde le concessioni a favore della BP, Chevron e Total.

Gheddafi e l’oro blu
La Libia, oltre all’oro nero e al gas è ricchissima di acqua, l’oro blu.
Sotto i piedi di Gheddafi, sembra esservi un mare grande quanto la Germania, una riserva blu grande almeno 35.000 chilometri cubi.[2]

Gheddafi & Unicredit
La Central Bank of Libya, ha in portafoglio il 4,99% delle azioni dell’Unicredit e insieme alla Libyan Investment Authority – che detiene il 2,59% di Finmeccanica di cui è il secondo azionista - ha raggiunto il 7,58% del capitale di Unicredit[3]
Per tanto oggi, la Libia è il primo azionista di Unicredit![4]

Gheddafi & Finmeccanica
Non tutti sono al corrente che Finmeccanica è una delle principali aziende mondiali che si aggiudica ogni anno miliardi in commesse con i vari governi occidentali.
Nel 2007 il Pentagono, sede della Difesa statunitense, ha commissionato a Finmeccanica la fornitura del valore di 6 miliardi di dollari per la costruzione di 145 velivoli per l’esercito e l’aeronautica.[5] Nel quinquennio 2011-2016 sempre Finmeccanica si è aggiudicata un contratto del valore di circa 570 milioni di sterline con il Ministero della Difesa Britannico.[6]
Dal 2008, dopo l’acquisizione dell’americana Drs, Finmeccanica è uno dei principali fornitori del Pentagono[7] e dal 2009 Gheddafi è entrato nel gioco acquistando le azioni di Finmeccanica.
Gli Stati Uniti d’America sono molto preoccupati per questa pesantissima ingerenza libica nei loro sporchi affari economici e guerrafondai!

Conclusione
Dopo tutto questo, viene da sé, che il colonnello non poteva rimanere nel suo trono d’orato per molto tempo ancora.
A questo punto è importante non farsi confondere le idee dalla propaganda vergognosa del Regime mediatico: in Libia non c’entrano nulla le sommosse popolari, i movimenti o le rivolte.
La Libia NON è la Tunisia, NON è il Marocco o l’Egitto!
L’intervento criminale guerrafondaio di Francia, Inghilterra Usa e Italia era in programma da tempo e non dopo le recenti sommosse radiocomandate.
I motivi sono assai diversi, ma il filo conduttore è sempre lo stesso: interessi economici!
Da una parte Gheddafi ha commesso il grosso errore di ficcare il naso negli affari sporchi anglostatunitensi mediante Finmeccanica, dall’altra il colonnello nel corso degli ultimi anni si è fatto alcuni potenti nemici tra cui Israele, Usa, Francia e Inghilterra.
Non si può scardinare il sistema monetario internazionale senza pagarne conseguenze pesantissime.
Ultimo ma non per importanza, la Libia possiede allettanti e ricchi giacimenti (petrolio di ottima qualità, gas, acqua dolce e perfino uranio nel sahara libico). Tutto questo, per gli squali e gli avvoltoi mascherati da banchieri internazionali, è grasso che cola.
Ricordiamo che i banchieri internazionale sono gli unici che guadagnano miliardi di dollari da guerre, carestie, disastri naturali e artificiali, attentati, terremoti.

Per approfondimenti:
La Libia viene bombardata perché Gheddafi vuole introdurre il Dinaro d’oro?” http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8108
Ma quale Gheddafi, Sarkò ha dichiarato guerra all’Italia”, Franco Bechis, fbechis.blogspot.com

[1] “Breve analisi sulle motivazioni della guerra e il probabile dopo Gheddafi”, http://www.agoravox.it/Breve-analisi-sulle-motivazioni.html
[2] “Libia, acqua dolce sotterranea grande come la Germania”, Paolo della Sala, “Il Secolo XIX” del 25 marzo 2011
[3] “Unicredit, Finmeccanica, i capitali libici e le armi italiane” di Giorgio Beretta, Unimondo
[4] “Gheddafi entra in Finmeccanica”, “La Repubblica”, 22 gennaio 2011
[5] “Finmeccanica: commessa dal Pentagono per 6 miliardi di dollari”, www.corrispondenti.net/index.php?id=18983
[6] “Finmeccanica si aggiudica commessa da 570 milioni di sterline”, http://www.investireoggi.it/news/finmeccanica-si-aggiudica-commessa-da-570-mln-di-sterline/
[7] “Gheddafi entra in Finmeccanica i libici al 2%, gli USA in allarme” http://www.dirittiglobali.it

NAIF


"Naif" (Ingenuo)
 
Ho raccolto questo piccolo fiore, l’ho preso senza esitazioni senza indugi, prima che il tempo lo appassisca, temo che il giorno finisca, temo il chiudersi dei tuoi petali nell’avvicinarsi della notte, temo di non odorare più il tuo inebriante profumo, temo che sia solo un sogno, temo la tempesta e bramo la quiete, quella quiete che solo nell’azzurro cielo dei tuoi occhi posso trovare.
 
In punta di piedi ho camminato nel verde prato della tua vita, senza indugi ti sei fatta amare piccolo fiore,
del tuo profumo hai inondato il mio cuore, dei tuoi cromatici colori hai illuminato il mio cammino.

Voglio solo te, soltanto te semplicemente te, unicamente te, per sempre te … respiro di vita, te piccolo e prezioso dono, allo schiudersi dei tuoi petali …
ogni mattino ti voglio sempre a me vicino.

"Precisazioni Tecniche sulle Scie Anomale"

Scie chimiche 

(parla l'esperto meteo dell'Aeronautica Militare Domenico Azzone)



SCHIAVI DEGLI DEI

ANIMA E COSCIENZA

mercoledì 30 marzo 2011

Martin Jacques: Comprendere il decollo della Cina

Confucio
Il mondo sta cambiando ad una velocità notevole nel 2025, da proiezioni della Goldman Sachs, ci suggeriscono che l'economia cinese sarà quasi della stessa dimensione di quella Americana, per il 2050 le proiezioni dicono che l'economia Cinese, sarà il doppio di quella Americana, e che quella Indiana sarà quasi come quella americana.

Dovremmo tenere a mente che queste proiezioni sono state redatte prima della crisi finanziaria occidentale.
Un paio di settimane fa, stavo osservando le proiezioni più aggiornate della BNP Paribas di quando la Cina avrebbe avuto un'economia più grande di quella degli Stati Uniti.
La Goldman Sachs ha stimato per il 2027, le proiezioni post crisi sono per il 2020, si tratta solo di un decennio. La Cina cambierà il mondo su due aspetti fondamentali, prima di tutto, la Cina è un enorme paese in via di sviluppo con una popolazione di 1,3 miliardi di persone,  che è andata aumentando per più di 30 anni di circa il 10% all'anno.

Nell'arco di un decennio,  avrà la più grande economia del mondo.  Durante l'era moderna, non è mai successo  che la più grande economia mondiale fosse quella di un paese in via di sviluppo, piuttosto che un paese sviluppato.

In secondo luogo, per la prima volta nell'era moderna il paese dominante nel mondo ... quello che penso la Cina diventerà ... non sarà un paese occidentale e con radici culturali molto, ma molto diverse.
Sono consapevole del fatto che vi sia una certa convinzione nell'occidente che mentre i paesi si modernizzano, contemporaneamente si occidentalizzano. Si tratta di un'illusione. Che la modernità sia solo un prodotto di competizione, mercato e tecnologia, è un presupposto.

Non lo è; poiché è influenzata allo stesso modo dalla storia e dalla cultura. La Cina non è come l'Occidente e non diventerà come l'Occidente. Rimarrà, nei suoi aspetti più fondamentali, molto diversa. Il grande quesito, qui, diventa ovvio; come diamo senso alla Cina?  come diamo senso alla Cina? Il problema che abbiamo oggi in occidente, in linea di massima, è quello dell'approccio convenzionale che vede tutto attraverso una mentalità occidentale, attraverso idee occidentali. Non possiamo farlo. Vorrei proporvi, ora, tre elementi base per comprendere quello che è la Cina -- tanto per iniziare. Il primo è, che la 
 Dinastia Qin
Cina non è un vero e proprio stato-nazione. Ok, si è fatta chiamare così negli ultimi cento anni. Eppure, chiunque sappia qualcosa sulla Cina sa che è molto più antica di così. L'aspetto della Cina con la vittoria della dinastia Qin nel 221 A.C., alla fine del periodo delle guerre -- la nascita della Cina moderna. La si può confrontare con i confini della Cina moderna. O con quelli della successiva dinastia Han, sempre 2000 anni fa. Si può vedere come già allora occupi la maggior parte dei territori conosciuti come la Cina Orientale, dove vivevano la maggior parte dei Cinesi e dove vivono tuttora.
Dinastia Han
La cosa più straordinaria di tutto ciò è che quello che da alla Cina il suo senso, quello che da ai cinesi il senso di essere cinesi non scaturisce dagli ultimi cent'anni né tantomeno dal periodo dello stato-nazione, com'è accaduto in occidente, ma dal periodo, se vogliamo metterla così, dello stato-civilizzazione. Sto pensando, per esempio, a usanze come l'adorazione ancestrale, a una concezione di stato molto peculiare, a una concezione di stato molto peculiare, alle relazioni sociali come le "guanxi", ai valori del 

Confucianesimo e così via. Tutte queste cose hanno origine durante il periodo dello stato-civilizzazione. La Cina, a differenza degli stati occidentali e della maggior parte degli Stati nel mondo, è plasmata dal proprio senso di civiltà, dalla propria esistenza come stato-civilizzazione, piuttosto che come stato-nazione. C'è un'altra cosa da aggiungervi ed è questa: Di certo sappiamo che la Cina è grande e immensa, sia demograficamente che geograficamente, con una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Quello di cui spesso non siamo tanto consapevoli è che la Cina è estremamente diversa e molto pluralistica, e per molti aspetti molto decentralizzata. Non è possibile controllare un posto di una tale portata semplicemente da Pechino, anche se la pensiamo così. Non è mai stato così.
 
Quindi questa è la Cina, uno stato-civilizzazione, piuttosto che uno stato-nazione. Cosa vuol dire? Credo che abbia molte profonde implicazioni. Vi faccio due esempi. Il primo è che il valore politico più importante per i Cinesi è l'unità, è la conservazione della civiltà Cinese.
 
Lo sappiamo tutti com'è andata 2000 anni fa in Europa: crollo, la scissione del Sacro Romano Impero. Si è diviso ed è rimasto tale da allora. La Cina, nell'arco dello stesso periodo di tempo, si è spinta esattamente nella direzione opposta, tentando dolorosamente di tenere insieme questa enorme civiltà, questo stato-civilizzazione. Il secondo è forse più prosaico e si tratta di Hong Kong. Vi ricordate la restituzione di Hong Kong alla Cina da parte della Gran Bretagna nel 1997? Forse vi ricorderete qual era la proposta costituzionale cinese. Uno stato, due sistemi. Potrei scommettere che pochi nell'Occidente ci avevano creduto. "E' solo uno specchietto per le allodole. Quando la Cina metterà mano su Hong Kong, non sarà così." Dopo 13 anni, i sistemi politico e legale di Hong Kong sono tanto diversi quanto lo erano nel 1997. Avevamo torto. Ma perché? Avevamo torto perché ragionavamo, naturalmente, in termini di stato-nazione. Pensate all'unificazione della Germania, nel 1990.
 
Cos'è successo? Fondamentalmente, l'Est è stato inglobato dall'Ovest. Una nazione, un sistema. Questa è la mentalità dello stato-nazione. Ma non si può governare un Paese come la Cina, uno stato-civilizzazione, sulla concezione di una civiltà, un sistema. Non funziona. Quindi la reazione della Cina alla questione Hong Kong -- come lo sarà anche per la questione Taiwan -- è stata del tutto naturale: una civiltà, diversi sistemi.

Permettetemi di offrirvi un altro elemento base per tentare di capire la Cina -- forse uno non molto rassicurante. I Cinesi hanno una concezione di razza molto ma molto differente dalla maggior parte degli altri Paesi. Sapete, dei 1,3 miliardi di Cinesi il 90% crede di appartenere alla stessa razza, gli Han. Questo fatto è completamente differente dalla maggior parte dei Paesi più popolati nel mondo. India, Stati Uniti, Indonesia, Brasile -- tutti questi Paesi sono multirazziali. I cinesi non si sentono tali, la Cina è multirazziale solo marginalmente. E la domanda è, come mai? Credo che la domanda si debba nuovamente ricercare nello stato-civilizzazione. Una storia di almeno 2.000 anni, una storia di conquista, occupazione, assorbimenti, assimilazioni e così via, a portato al processo con cui, nel tempo, questa concezione degli Han è emersa -- naturalmente, nutrita da un crescente e potente senso di identità culturale.

Ora il grande vantaggio di questa esperienza storica è stato che, senza gli Han, la Cina non avrebbe mai potuto stare insieme. L'identità degli Han è stata il cemento Il grande svantaggio è che gli Han hanno una concezione molto limitata delle differenze culturali. Credono veramente nella loro superiorità, e sono irrispettosi nei confronti di chi non lo è. Da qui il loro atteggiamento, per esempio, nei confronti degli Uyghurs o dei Tibetani. O lasciatemi dare il terzo blocco base, lo stato Cinese. La relazione tra lo stato e la società Cinese è molto diversa da quella Occidentale.

Noi in Occidente per la maggior parte sembra che pensiamo -- almeno in questi ultimi giorni che l'autorità e la legittimità dello Stato è in funzione della Democrazia. Il problema di questa proporzione è che lo stato Cinese gode di maggiore legittimità e più autorità tra i Cinesi di quello che succede in un qualunque paese Occidentale. E il motivo è che -- in realtà, ci sono due motivi, credo. E ovviamente non ha niente a che fare con la democrazia, perché secondo i nostri criteri i Cinesi di certo non hanno una democrazia. E la ragione è che, in primo luogo, perché lo stato Cinese ha un significato molto particolare come rappresentante, come corpo e guardia della civiltà Cinese, dello stato-civilizzazione. Questo è il livello a cui arriva la Cina a un ruolo quasi spirituale.

E la seconda ragione è perché, mentre in Europa e Nord America, il potere di stato viene continuamente sfidato -- intendo nella tradizione Europea, storicamente contro la chiesa, contro altri settori dell'artistocrazia, contro i commercianti e così via -- per 1.000 anni, il potere dello stato Cinese non è mai stato messo alla prova. Non ha mai avuto seri rivali. Quindi potete vedere che il modo in cui il potere in Cina è stato costruito è molto diverso dalla nostra esperienza nella storia Occidentale. Il risultato, comunque, è che i Cinesi hanno una visione diversa dello stato.

Dove noi tendiamo a vederlo come un intruso, uno straniero, certamente un organo i cui poteri vanno limitati o definiti o costretti, i Cinesi non vedono per niente lo stato in questo modo. I Cinesi vedono lo stato come una persona stretta -- in realtà non solo come una persona stretta, come un membro della famiglia -- non solo come un membro della famiglia, ma come il capo famiglia, il patriarca della famiglia. Questa è la visione Cinese dello stato -- molto, molto diversa dalla nostra. E' incorporata nella società in un modo diverso da quello che succede in Occidente.

E vorrei suggerirvi che quello con cui abbiamo a che fare qui, nel contesto Cinese, è una specie di nuovo paradigma, che è diverso da qualunque altra cosa a cui abbiamo pensato nel passato. Dovete sapere che la Cina crede nel mercato e nello stato. Voglio dire, Adam Smith, già scriveva alla fine del 18esimo secolo, "Il mercato Cinese è più grande e più sviluppato e più sofisticato di qualunque altro in Europa." E, eccetto nel periodo di Mao" è rimasto più o meno così da allora. Ma si combina con uno stato estremamente forte e pervasivo. In Cina lo stato è ovunque. Voglio dire, controlla le aziende, molte sono ancora in mano pubblica. Le aziende private, anche grandi, come Lenovo, dipendono in molti modi dal patronato dello stato. Gli obiettivi economici e così via sono fissati dallo stato. E lo stato, ovviamente, la sua autorità pervade molte altre aree -- abbiamo familiarità con -- con una cosa come la politica del figlio unico. Non solo, è una tradizione statale molto antica, una tradizione molto antica di concezione statale. Voglio dire, se volete un'illustrazione di tutto questo, la
Canale del V° secolo a.C che collega  
Pechino con Hangzhou e Shangai
Grande Muraglia ne è un esempio. Il Gran Canale, che è stato costruito in primo luogo nel quinto secolo A.C. ed è stato infine completato nel settimo secolo. Scorre per 1.794 chilometri, collegando Pechino con Hangzhou con Shangai. Quindi c'è una lunga storia di progetti infrastrutturali statali in Cina, che suppongo aiuti a spiegare quello che vediamo oggi, che è qualcosa come la Diga delle Tre Gole e molte altre espressioni ei compiti dello stato in Cina.

Quindi qui abbiamo tre blocchi base per cercare di capire quanto è diversa la Cina -- lo stato-civilizzazione, la nozione di razza e la natura dello stato e la sua relazione con la società.
E ancora insistiamo, in linea di massima, nel pensare che possiamo capire la Cina semplicemente basandoci sull'esperienza Occidentale, guardando con gli occhi da Occidentali, utilizzando concezioni Occidentali. Se volete sapere perché infallibilmente interpretiamo la Cina nel modo sbagliato --  le nostre predizioni su cosa succederà in Cina non sono corrette -- questo è il motivo.

Sfortunatamente credo, devo dire che credo che l'atteggiamento verso la Cina è quella di una mentalità da 'piccolo Occidentale'. E' quasi arrogante. E' arrogante nel senso che pensiamo di essere migliori, e quindi abbiamo la misura universale. E in secondo luogo, è da ignoranti. CI rifiutiamo di affrontare il problema della differenza.

Sapete, c'è un passaggio molto interessante in un libro di Paul Cohen, lo storico Americano. E Paul Cohen sostiene che il pensiero Occidentale è probabilmente il più cosmopolita di tutte le culture. Ma non lo è. In molti modi, è il più parrocchiale, perché per 200 anni, l'Occidente è stato così dominante in tutto il mondo che non è stato realmente necessario capire le altre culture, altre civilizzazioni.

Perché, in fin dei conti, potrebbe, se necessario, ottenere tutto con la forza. Mentre quelle culture -- virtualmente il resto del mondo, di fatto -- che è stato in una posizione molto più debole, rispetto all'Occidente, è stato costretto a capire l'Occidente, a causa della presenza dell'Occidente in queste società. E quindi, sono di conseguenza, più cosmopoliti rispetto all'Occidente in molti modi. Voglio dire, prendete la questione dell'Estremo Oriente. Estremo Oriente: Giappone, Corea, Cina, ecc... -- un terzo della popolazione mondiale vive lì, ora la regione del mondo economicamente più grande. E ora vi dirò, la gente dell'Estremo Oriente, è molto più preparata sull'Occidente di quanto lo sia l'Occidente sull'Estremo Oriente. Ho paura che questo punto sia particolarmente appropriato, oggi. Perché cosa sta succedendo? Ritornando a Goldman Sachs. Quello che succede è che, molto rapidamente in termini storici, il mondo è guidato e formato, non dagli storici paesi più sviluppati, ma dai paesi in via di sviluppo. Abbiamo visto che in termini di G20 -- che rapidamente stanno scalzando il G7, o il G8.

E ci sono due conseguenze. Primo, l'Occidente sta perdendo rapidamente la sua influenza sul mondo. C'era un'illustrazione lampante di questa situazione un anno fa -- Copenaghen, la conferenza sul cambio climatico. L'Europa non era al tavolo negoziale finale. Quand'è successo l'ultima volta? credo che sia stato più o meno 200 anni fa. Ed è quello che capiterà in futuro. E la seconda implicazione è che il mondo inevitabilmente, come conseguenza, ci diventa sempre meno familiare, perché sarà basato su culture ed esperienze e storie che non ci sono familiari, o di cui non siamo pratici.
E alla fine, ho paura -- prendete l'Europa, l'America è leggermente diversa -- ma gli Europei devo dire, sono largamente ignoranti, sono ignari del modo in cui sta cambiando il mondo.
Stazione per treni ad alta velocità
Alcune persone -- ho un amico Inglese in Cina, e dice, "Il continente è un sonnambulo, vive in un limbo." Beh, forse è vero, forse è un'esagerazione. Ma c'è un altro problema che va di pari passo -- che l'Europa è sempre meno in contatto con il mondo -- ed è una specie di perdita del senso del futuro. Voglio dire, l'Europa una volta, certo, guidava il futuro basandosi sulla fiducia. Prendete il 19° secolo per esempio. Ma questo, sfortunatamente, non è più vero. Se volete sentire il futuro, se volete provare il futuro, provate la Cina -- c'è il vecchio Confucio. Ci sono  stazioni ferroviarie che non sembrano nemmeno stazioni, la stazione di Guangzhou, ha dei treni ad alta velocità che si muovono in tutta la Cina con reti ferroviarie più grandi di qualsiasi paese del mondo e presto ne avrà una più grande di tutto il resto del mondo messo insieme.
 Bus che viaggia su rotaia capienza 2000 persone

In un sobborglo di Pechino viaggia un autobus gigante, al piano superiore porta circa 2.000 persone. Viaggia su rotaia su una strada suburbana, e le macchine viaggiano sotto. E viaggia alla velocità di circa 160 km/h.
Ecco come si muoveranno le cose, perché la Cina ha un problema specifico, che è diverso da quell'Europeo e diverso da quello degli Stati Uniti. La Cina ha una popolazione enorme e poco spazio. Quindi questa è una soluzione a una situazione laddove la Cina avrà molte, molte, molte città che superano 20 milioni di abitanti.
Ok, come vorrei finire? Beh, quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso il mondo che vediamo svilupparsi rapidamente di fronte a noi? Credo che ci saranno cose positive e cose negative. Ma sostengo, prima di tutto, una fotografia positiva per il mondo. Per 200 anni, il mondo è stato essenzialmente governato da una piccola parte della popolazione umana. Questo è quello che ha rappresentato l'Europa e il Nord America.
L'arrivo di paesi come la Cina e l'India -- 38 per cento della popolazione mondiale in due -- e altri come l'Indonesia e il Brasile e così via, rappresentano la parte più importante di un singolo atto di democrazia negli ultimi 200 anni. Civilizzazioni e culture, che sono state ignorate, senza una voce, che non abbiamo ascoltato, che non erano conosciute, avranno un destino diverso nel rappresentare il mondo. Come Umanisti, dobbiamo dare il benvenuto, sicuramente, a questa trasformazione.
E dovremo imparare qualcosa sulle civilizzazioni.
Guardate il paragone con la nave di Colombo (Caravella) 
con una nave del 1492 Cinese.

http://www.ted.com/talks/view/id/1059

sabato 26 marzo 2011

Ib.ru.um il nippuriano

Abramo (secondo la Bibbia, in origine il suo nome Abram, "Padre Amato" oppure "Amato dal Padre"): Primo patriarca ebreo al quale si attribuisce la religione monoteistica, la fede in un solo Dio, che la Bibbia chiama "Yahweh".Secondo la Genesi, Dio stipulò con lui un patto per garantire alla sua discendenza le terre tra il fiume d'Egitto (un fiume che scorre in inverno nella penisola del Sinai) e il fiume Eufrate, nella Mesopotamia settentrionale.
Questo patto era la ricompensa per la sua incrollabile fede nell'unico Dio per aver portato a termine il compito citato nel capito 14 della Genesi, Guerre dei re.
In guerre atomiche degli dèi (di Zecharia Sitchin) ha messo in relazione questi eventi a quelli descritti nelle tavolette conosciute come i Testi di Khedorla' omer, e ha sincronizzato il momento storico e gli spostamenti di Abramo con le cronologie di Mesopotamia ed Egitto, giungendo alla conclusione che Abramo era nato nel 2123 a.C. a Nippur (Ne.Ibru), centro religioso di Sumer: ecco perché nella Bibbia ebraica viene identificato come Ibri - "un nippuriano"; secondo Zecharia Sirchin ilsuo nome in numero era Ib.ru.um. 
Obbedendo all'ordine di Dio, Abramo si trasferì a Ur, capitale di Sumer, insieme a suo padre, il sacerdote Terah; in seguito si spostò ad Haram (nell'odierna Turchia) e infine a Canaan ( ora Israele). ZS ha dimostrato che quelle migrazioni coincisero con gli eventi riportati nei testi sumeri e babilonese, di epoca successiva. 
Tutti quei documenti narrano anche la Guerra dei re, quando Abramo difese il Porto spaziale situato nella penisola de Sinai. Dopo l'attacco con armi nucleari al Porto spaziale (la distruzione di Sodoma e Gomorra  citata nella Bibbia) e la conseguente fine di Sumer, il nome di Abramo venne cambiato nell' Abrhaam semitico; quello di sua moglie Sarai a Sarah (Sara). 
I due ebbero un figlio, Isacco. Abramo e Sara vennero sepolti ad Hebron. Vedi Guerra dei re Harran, Nippur, patriarchi Porto spaziale, Testi di Khedorla'omer, Ur.     

venerdì 25 marzo 2011

PRIMAVERA MILANESE


Milano è tutto un cantiere
stanno allestendo le piste ciclabili, per i pm10 che inquinano.





                                                       Poveri ciclisti destinati a respirare un'aria piena di inquinamenti ancora peggiori degli stessi pm10, nanoparticelle che si annidano nel sistema immunitario.
Gli inquinatori si sono fatti furbi hanno inventato modi diversi per spargere gli aerosol senza fare scie, in special modo alla notte e alla mattina presto il rombo degli aerei a bassa quota si sente distintamente anche con le persiane chiuse.




C'è ancora gente che esce alla mattina presto a fare footing
ignari di quello che respirano.








Alzare gli occhi al cielo non costa niente, 
fatevi delle domande e datevi delle risposte
se siete capaci, e chiedetevi perché il sole da molto tempo è offuscato da una coltre lattiginosa
e chi è responsabile di tutto ciò...

ADULTA UMANITA'

Sono in molti che vorrebbero la società futura basta sulla massoneria, nella convinzione che conceda illuminazione spirituale e sociologica ai suoi membri: ossia, con pochissime eccezioni, ai maschi. le idee massoniche sulle donne sono decisamente arretrate, oscurantiste e nel migliore di casi paternalistiche.

Ancora una volta ci troviamo di fronte alla possibilità che la nostra società venga rifatta a immagine del predominio maschile, perpetuando così molte delle tendenze meno lodevoli della storia dell'Occidente e nei fatti ostacolando l'avvento di un autentico progresso spirituale, che-se vogliamo prendere minimamente sul serio l'antico sapere egizio-deve sempre basarsi sull'equilibrio di opposti e uguali come principi maschile e femminile.
Risulta un insulto che la religione dell'antico Egitto sia stata cinicamente sfruttata dai cospiratori, specialmente ciò che impegnava, sopratutto, era la necessità dell'equilibrio: luce e ombra, maschile e femminile, come è semplificato dalla coppia della dea buona Iside e dalla sua sorella oscura Nefti e da Iside il suo consorte Osiride. Anche se i suoi fedeli potevano avere i propri favoriti, gli dèi stessi erano visti su un piano di assoluta parità, mantenendo eternamente il divino equilibrio.
Tutto ciò è stato ignorato da quelli che si sono appropriati della religione eliopolitana, riconfermandola per un mercato di massa e usando con irriverenza gli dèi come marchi per il loro nuovi prodotti spazzatura. I nomi potranno essere gli stessi, ma questa Iside non è che una nuova etichetta che nasconde gli stessi annosi e profondamente pericolosi atteggiamenti patriarcali.

Non si nega che l'umanità debba affrontare enormi problemi, dei quali è in larga misura responsabile. Ma proprio perché dobbiamo prendere delle decisioni non possiamo abdicare alla nostra responsabilità e consegnare la nostra autonomia, individuale e collettiva, a quelli che si fanno avanti recando messaggi di divinità spaziali (new age), ma che sono manovrati da cinici burattinai di cricche governative e di agenzie militari spionistiche.
Rinunciare al nostro potere, ne siamo convinti, significa mancare l'obbiettivo di esseri umani. Gli extraterrestri ricevono l'intero merito di tutti i successi della civilizzazione umana, ma scaricano su di noi la responsabilità dei fallimenti. Altrimenti perché dovrebbero venire in nostro soccorso, a bordo delle loro astronavi? Anche se all'inizio la razza umana era inferiore a loro, possiamo dire di averli superati, certamente nelle questioni fondamentali  di morale: almeno noi oggi in linea di principio conosciamo la differenza tra il bene e il male, tra l'unità e la divisione - o almeno dovremmo, ormai. 

Se fosse vero che la terra è stata colonizzata da abitanti delle stelle, sicuramente ora è il momento di rivendicare la nostra indipendenza, non accoglierli ammaliati e ignoranti come membri di un galattico cargo cult che ricevono i piloti di aerei carichi di merci.

Forse non c'è tempo migliore di questo per capire che tutti gli uomini e donne sono eroi divini dotati di potenzialità pressoché illimitate. E se un messaggio c'è, per il Nuovo Millennio in corso, è che per l'umanità l'ora di diventare adulta è scoccata da tempo.

Tratto dalle mie letture: "Il Complotto Stargate"

mercoledì 23 marzo 2011

"ANIMA-KARMA"


                                                       ANIMA
La nostra anima è imprigionata nel corpo, diceva il Maestro, formulando questa regola col celebre adagio: «Sôma Sêma», «il corpo è una tomba». Nel corpo, l’anima lotta costantemente contro le nostre tendenze inferiori. L’essere umano è dunque duplice, è al tempo stesso materia e spirito. Ognuno di questi elementi ha la propria originalità e la propria natura caratteristica. 

L’anima è composta da una particella di etere caldo e da una di etere freddo; una di esse è eterna. La nostra anima si nutre di sangue, e persino quelle dei morti ne bramano ancora la vitalità: è così che si spiegano i fenomeni di ossessione, di vampirismo, le apparizioni ed i fantasmi che certe persone hanno potuto percepire. L’anima è legata al corpo dai bronchi, non dal cervello, ed entra in noi col primo atto di respirazione, abbandonandoci all’ultimo respiro. Di notte, acquisisce un’espansione maggiore, e durante il sonno non si può spostare fino a distanze considerevoli. E’ in questo modo che vengono spiegati i fenomeni di telepatia, di chiaroveggenza e di premonizione.

La vita umana partecipa del calore universale ed è in risonanza col sole, portatore di vita; come la pioggia discende dal cielo, entra in terra e poi risale verso il sole, per l’evaporazione del mare, allo stesso modo le anime discendono dal cielo, entrano nella prigione della carne e risalgono verso il Sole al momento della morte. Gli occhi sono le porte del Sole: essi hanno in sé un elemento igneo ed emettono raggi che vanno a cogliere l’oggetto esterno. Ciò spiega le immagini degli specchi. La visione è possibile solo attraverso l’acqua e l’aria, che sono fredde. La nostra voce è formata dall’etere freddo e invisibile.



                                                  KARMA
Una legge divina di assoluta giustizia regge il mondo. È la legge del Karman, definita anche legge di Causalità. Ogni atto è un anello in una catena infinita di cause e di effetti, nella quale ogni effetto diventa una causa ed ogni causa è stata un effetto. In altre parole, ogni atto produce un effetto che si manifesterà in futuro. Ad ogni azione deriva una reazione uguale e contraria: della stessa intensità che ritorna verso l’autore dell’opera. Pensieri, parole ed azioni sono i responsabili dei debiti karmici. Il risultato karmico non è una ricompensa od una punizione, ma un effetto inerente all’azione medesima. Non è, quindi, una legge morale, bensì una conseguenza inevitabile.

Tratta dal mio vecchio blog  (wordpress.com) del 26 agosto 2008

lunedì 21 marzo 2011

GILGAMESH THE KING


"Di colui che vide ogni cosa", è il primo verso del poema epico di
Gilgamesh, grazie ai cataloghi trovati nella biblioteca di
Assurbanipal, si può riferire all‘Autore che lo ha scritto,
Sin-leqi-unnini, chiamato il poeta esorcista, (2700 a.C.) e consigliere
del re di Uruk "Gilgamesh"
Gilgamesh, figlio di una dea e di un mortale uomo, era alla ricerca della vita eterna; non voglio qui entrare nel poema che conosco molto bene ma solo un riferimento alla vita stessa che è stata negata a Gilgamesh e a tutto il genere umano.

Utnapishtim, "il lontano", il Noè Biblico (che per grazia degli dèi fu concessa la
vita eterna) incontro per ordine degli dèi Gilgamesh avventuriero, sovrano di Uruk, giudice dell’oltretomba, fratello di Ishtar dea dell’amore, ecc. le parole del Noè biblico furono precise:
"Non cercare la vita eterna perché agli esseri umani non è stata concessa, godi dei doni della terra, lavati ogni giorno con acqua fresca, indossa vesti pulite, gioisci dei piaceri della tua compagna, e porta per mano il figlio frutto dell’unione del tuo accoppiamento, e sappi che dopo la vita terrena non vi sarà più Nulla…già il Nulla" …

Voglio riportare qui sotto alcune considerazioni fatte nelle mie ricerche:

"L’umanità conta i suoi giorni e qualunque cosa faccia è vento. Nessuno può oltrepassare i limiti della vita, e si sa dall’etimologia che limite è in corrispondenza biunivoca con necessità. La necessità (ananke) non è una divinità vera e propria, quanto piuttosto il riconoscimento di una forza cosmica superiore alle cose, superiore allo stesso destino di uomini e dèi (fato = Namtar in Mesopotamia, la Moira in Grecia, poi personificata in tre entità: Atropo che fila, Cloto che avvolge e Lachesi che recide il filo della vita umana).

Il Nulla … sarà questa la nostra sorte?
Cui prodest? ("a chi giova?"), quale è il senso della vita?

sabato 19 marzo 2011

GLI DEI RITORNERANNO?

 
Come procederemmo se gli dèi si riprendessero il controllo della Terra? Arriveranno in masse su flotte di dischi volanti, oppure informeranno del loro arrivo tramite la Routers? E come convinceranno le popolazioni scettiche di essere quello che diranno di essere? Chiunque allora potrà farsi avanti di essere Gesù o Yhaweh.

Sarebbe poco utile per gli dèi presentarsi immediatamente alle masse. La notizia del loro ritorno verrebbe fatta anzitutto filtrare negli ambienti opportuni e solo alcuni capi delle nazioni potrebbero inizialmente avvicinarli. Tutto potrebbe sembrare come sempre, ma cambierebbero gli obiettivi politici. Potremmo intuire la loro presenza a motivo di avvenimenti inesplicabili, nei mutamenti delle politiche governative o in atti di guerra altrimenti poco logici, e forse anche in un incremento nella segretezza di stato.

Pian piano le loro attività mascherate aprirebbero la via alla loro presenza evidente, ma solo quando fosse arrivato il momento giusto. Dovremmo stare attenti alla manipolazione di avvenimenti per rendere più agevole il passaggio del potere agli dèi. il procedimento migliore sarebbe quello di portare di portare la Terra a un momento di crisi che vedrebbe poi l'intervento degli dèi come salvatori.
Potremmo dunque attenderci un decadimento nell'ordine sociale e una sempre più eccentuata delusione delle istituzioni che ora reggono il genere umano: governi, religioni, industrie. Poi, quando le masse fossero sufficientemente frustrate, disperate e vulnerabili, verrebbero riunite al nuovo grido di un nuovo ordine mondiale retto dagli dèi.

Dobbiamo dunque temere oppure sperare il ritorno degli dèi? Le attività del governo americano paiono indicare una precisa preoccupazione. Nel 1966 il Pentagono annunciò un progetto, sponsorizzato dall'Aviazione Militare degli Stati Uniti, per salvare il mondo mediante uno spiegamento di missili in grado di intercettare degli "asteroidi" nello spazio profondo.
Gli esponenti politi hanno dichiarato di voler delle leggi che costringerebbero gli Stati Uniti a predisporre entro il 2003 d.C questo sistema difensivo missilistico (oggi già attivo) a cui è stato dato il nome in codice "Clementine2". Come mai tutta questa improvvisa fretta? Fa parte di quel medesimo programma segreto che tenta di collocare telescopi indicibilmente sensibili nello spazio profondo?

Nel difficile tempo che si prospetta davanti a noi, molti potrebbero essere tentati di attendere, semplicemente, il ritorno dei nostri antichi dèi. Sarebbe un atteggiamento assai pericoloso, giacché quel ritorno non è affatto certo e non possiamo sperare solo negli dèi per salvare il nostro pianeta da tutti i suoi problemi. Inoltre, molti di noi vedranno nel periodo che sta aprendosi l'opportunità di ristabilire la fede in un Dio spirituale, in un Creatore che può finanche aver creato Lui gli dèi che hanno creato noi. Ma qualunque siano le nostre interiori convinzioni religiose, è meglio tenere gli occhi aperti su ciò che si svilupperà sia sulla Terra sia nello spazio. 
Può ben essere che il genere umano stia per incontrare i propri creatori: un appuntamento che rappresenta il più grande segreto scientifico dell'epoca moderna.

mercoledì 16 marzo 2011

IL BAPHOMET E SUMER

di Alessandro Demontis

Dopo la puntata dela trasmissione “Mistero” del 1 Marzo 2011, con il servizio di Adam Kadmon sul Baphomet, mi son sentito rivolgere due richieste di chiarimento su alcune cose che Kadmon, forse volendo fare un discorso narrativo e ampio, non ha spiegato adeguatamente. Prendo lo spunto da queste domande per chiarire l’ argomento Baphomet.
Il Baphomet, simbolo rappresentante una figura cornuta, seduta, dal viso di capra, era una sorta di ‘idolo’ che si ritiene venerato dai templari. In realtà quella dei templari non era una venerazione, ma un modo di incarnare alcune loro conoscenze in un simbolo. Insomma il Baphomet è un disegno che racchiude tantissime nozioni, legate tutte all’ origine di Dio nella sua accezione di ‘onnisciente’.

Questa origine, come ho discusso molte volte (per esempio nell' articolo 'La nascita di Yahweh '), rimanda senza ombra di dubbio a Sumer, e i templari, vivendo in medioriente, dovevano averlo scoperto e voluto rendere testimonianza di questa scoperta in una maniera ‘codificata’ da tramandare all’ interno dell’ Ordine.
Scelsero la figura di un dio caprino dando il primo indizio: una divinità pagana del medioriente.

A questa figura, però, associarono tutti gli elementi che rimandano a coloro che furono i ‘donatori della Sapienza’, le divinità di Sumer, e due di esse in particolare: Enki e Ningishzidda. Infatti il termine Baphomet significa ‘Battesimo di Sapienza’.
Quali sono questi elementi?

-La luna
-Le corna
-Le ali
-Il protocaduceo (i due serpenti intrecciati a un bastone)
-Il pentacolo

Per capire bene il discorso questi elementi non si possono analizzare singolarmente, se ne perderebbe la visione di insieme, allora paragoniamo il Baphomet alle fonti mediorientali, precisamente SUMERE, che questo ‘idolo’ vuole omaggiare.

Il protocaduceo era il simbolo con cui veniva rappresentato Ningishzidda, il ‘mago degli dei’, lo ‘psicopompo’ che aveva le chiavi del ‘mondo di sotto’. Ningishzidda nella mitologia sumera era una sorta di scienziato associato alla Luna, all’ astrologia, alla medicina, ma anche alla progettazione di templi e al loro orientamento.
Un vaso rinvenuto a Lagash, risalente a circa il 2160 a.C., mostra appunto questo suo sigillo.

La Luna era il simbolo premevo del dio Enki, successivamente passò a rappresentare il dio Nanna / Suen. Enki era il padre di Ningishzidda, ed era anche lui rappresentato dai serpenti. Infatti, nel sigillo che lo mostra mentre comunica a Ziusudra dell’ imminente diluvio, egli viene rappresentato con torso e testa umani, ma con corpo di serpente. E sopra di lui sta una Luna, esattamente come nel sigillo che ho usato per la mia immagine esplicativa.

Le Corna erano il segno distintivo degli dei di Sumer, così come le Ali, che venivano mostrate sia nella schiena di figure umane sia nella schiena degli animali che ‘rappresentavano’ gli dei sumeri (es: Ninurta rappresentato da un’ aquila).

Se ciò non fosse abbastanza, il Pentacolo è la chiave che rimanda a Sumer. Infatti nell’ antica Sumer (3100 – 2800 a.C.) la stella a 5 punte era un glifo che si leggeva UB / UP e significava ‘Angolo’. Non è il significato (fuori dal contesto) a rimandare a Sumer, ma il suo stesso utilizzo.

 


















Ora osserviamo le scritte sulle braccia del Baphomet: ‘Solve’ e ‘Coagola’. Sono i principi chiave dell’ Alchimia, l’ antica Chimica. Bene chi era il ‘sapiente ’ per gli alchimisti? Hermes Trismegistus. Quale era il suo simbolo? Il caduceo. Ma chi era Hermes Trismegistus? Era la versione greca di Ningishzidda, derivante dalla sua personificazione egiziana (Thot). Così come l’ altrettanto venerato Asclepio non era altro che Enki.

I templari dunque, nel creare il Baphomet, ci hanno voluto tramandare questo messaggio: Tutta la conoscenza viene da Sumer, da due divinità in particolare: Enki e Ningishzidda

Fonte:
http://gizidda.altervista.org/site.html

martedì 15 marzo 2011

COLLEGAMENTI

QUESTO ARGOMENTO POTREBBE...

COLLEGARSI A QUESTO?

QUELLO CHE LA NASA CI NASCONDE

Costruzioni rinvenute sulla Luna che rappresentano probabili cunicoli di entrata per i mezzi volanti extraterrestri - Ingrandimento

Nel fare delle scoperte inoppugnabili che riguardano l’esistenza di una civiltà sul nostro satellite, ci si domanda se gli scienziati, gli astronomi, anche dilettanti, non si siano accorti di una presenza così vitale e ingombrante, testimoniata senza dubbio da segni inoppugnabili che rappresentano tutto quello che il potere temporale non vorrebbe mai riconoscere né tanto meno divulgare a livello ufficiale. Spesso si dice: se c’è fumo, ci dovrà pur essere dell’arrosto!
Da quando sono cominciate le spedizioni lunari, si è avuto poi un altro potente dubbio: perché la NASA e il Governo degli Stati Uniti hanno speso e stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari per una semplice e pura curiosità scientifica?

Dall’altra parte, l’Unione Sovietica aveva ingaggiato una lotta simile per la conquista dello spazio, soprattutto della Luna, che aveva soltanto uno scopo apparentemente politico e militare.
Mi viene logico pensare che doveva esserci qualche cosa in più. Qualche cosa che il popolo non doveva assolutamente sapere ma che il potere doveva fare o conoscere ad ogni costo.
Nel documentarmi sulla storia della ricerca lunare, ebbi occasione di leggere uno dei più dettagliati libri sull’argomento. Si trattava di quello scritto da Antonio Ribera, dal titolo “I dischi volanti esistono…?”. In appendice vi compariva una lista delle osservazioni e dei fatti che riguardavano la Luna da far rimanere sconcertati, perché il nostro satellite non è mai stato un mondo morto, come ci hanno fatto conoscere con l’educazione scolastica.
Dal XVIII Secolo, in effetti, sono stati segnalati alcuni episodi inverosimili:



 La Luna è davvero un luogo incontaminato?

* Il 22 ottobre 1790, Herschel, durante un’eclisse totale di Luna, vide diversi punti brillanti e luminosi, piccoli e rotondi.
* Il 7 Marzo 1794, il dottor William Wilkins, di Norwich, vide una luce simile ad una stella sulla parte scura del disco lunare; durò 15 minuti ed era visibile ad occhio nudo.
* Nel 1783,1787 e 1821, Herschel vide luci brillanti sopra la Luna ed intorno ad essa.
* Il 7 Settembre 1820, molti osservatori francesi videro, durante un’eclisse lunare, strani oggetti che si muovevano in linea retta, come se stessero compiendo movimenti, tipo manovre militari per la loro precisione degli spostamenti e delle evoluzioni.
* Il 9 Aprile 1867, Thos G. Elger comunicò all’”Astronomical Register” di aver visto fiammeggiare improvvisamente una parte scura della Luna come una stella di settima grandezza. Il fenomeno durò dalle 7,30 della sera fino alle 9,30. Secondo il testimone, non era la prima volta che vedeva luci sulla Luna, ma mai erano state così chiare.
* 7 Agosto 1869, il prof. Swift di Matton (Illinois), vide durante un’eclisse di Sole alcuni oggetti attraversare la Luna 20 minuti prima della totalità dell’eclisse. In Europa, i professori Hines e Zentmayer comunicarono a Les Mondes di Parigi, di aver visto anch’essi tali oggetti che sembravano viaggiare in linee rette parallele. Il “Journal of the Franklin Institute” registrò un’osservazione identica.
* 13 Maggio 1870, luci che variavano in numero, secondo gli osservatori inglesi, furono viste sul cratere Platone. Le luci si accendevano e si spegnevano alternativamente.
* 1874, il signor Lamey, in l’”Annèe Scientifique”, descrive un gran numero di corpi neri attraversare la Luna.
* 1874, Rankin testimonia di aver osservato punti luminosi durante l’eclisse di Sole.
* 24 Aprile 1877, il professor Schafarik, di Praga, osservò un oggetto di un bianco accecante che attraversava lentamente il disco lunare e usciva da esso.
* 20 Febbraio 1877, il signor Trouvelot, dell’”Osservatorio di Meudon” (Parigi) vide nel cratere Eudoxus una sottile linea luminosa, come un filo teso sul cratere.
* marzo 1877, sull’”Astronomical Register” inglese fu riportato di una luce brillante sopra il disco lunare nel cratere Proclus; lo stesso mese ne apparve un’altra nel cratere Picard.
* 21 marzo 1877, C. Barrett, astronomo inglese, vide una luce brillante sul cratere Proclus.
* 21 Marzo 1877, il professor Henry Harrison di New York, vide una luce sulla parte oscura della Luna. Contemporaneamente Frank Dennett dall’Inghilterra, vide un piccolo punto luminoso nel cratere di Bessel.
* 23 Novembre 1877, il dottor Klein comunicò al quotidiano scientifico francese “L’Astronomie”: “Vidi un triangolo luminoso sul fondo del cratere Platone”. La stessa notte dell’osservazione di Klein, alcuni astronomi statunitensi videro misteriosi punti di luce dirigersi verso Platone da altri crateri lunari, che si disposero a triangolo sopra il cratere Platone.
* 27 Settembre 1881, oggetto luminoso si muove attraversando la Luna. È stato visto dal dottor Prescott in Arizona, dal dottor Warren E. Davy e da G.O. Scott, sempre in Arizona il 7 Marzo.
* Tra il 21 Febbraio 1885 e il 19 Dicembre 1919, i fenomeni visti in vari crateri lunari comprendono: fumo rossiccio; un oggetto curvo come uno scudo; una zona nera che diventa bianca; qualcosa come un cavo luminoso nel cratere Aristarco; due luci l’11 Maggio 1885 che ripetono esattamente l’11 Maggio dell’anno seguente macchia nerissima con bordo bianco; macchia nera nel centro del cratere Copernico; oggetto nero come l’inchiostro sul bordo del cratere Aristarco; macchie nerissime sui crateri Lexall e Littrow.
* 15 Novembre 1899, da Dourite nella Dordogna (Francia), fu vista alle sette del pomeriggio un’enorme “stella” bianca, rossa e azzurra che si muoveva come una cometa vicino alla Luna.
* 10 Maggio 1902, il colonnello Markwick dal Devon meridionale vide molti oggetti colorati, come piccoli soli, che si muovevano in cielo vicino alla Luna.
* 26 Novembre 1910, da Besancon fu visto come un imponente razzo partire dalla Luna durante un’eclisse di questa (La Nature-Francia). Nello stesso giorno, il “Journal of the British Association for the Advancement of Science” comunicò che era stata vista una macchia luminosa sopra la Luna durante l’eclisse.
* 27 Gennaio 1912, F.B. Harris comunicò alla rivista inglese “Popular Astronomy” di aver visto sulla Luna un oggetto scurissimo di circa 250 metri di lunghezza e 150 di larghezza, simile ad un immenso corvo posato.
* 29 Agosto 1917, oggetto brillante che si muove sopra il disco lunare (Bollettino della Società Astronomica di Francia).
* 14-21 Giugno 1959, per varie notti consecutive Francesco Almor, illustre membro della “Società Astronomica Aster” di Barcellona, e molti altri suoi colleghi osservarono il passaggio di uno strano oggetto, o meglio un’ombra ellittica sul disco della Luna. 

La traiettoria dell’oggetto andava da sud a nord e oscillava ogni 15 secondi esatti ricomparendo esattamente ogni 35 minuti. Probabilmente l’oggetto si trovava ad una distanza dalla Luna di circa 2000 Km ed aveva un diametro di circa 35 Km. Ci fu gran sorpresa e meraviglia tra tutti gli studiosi. Così come bruscamente era apparso, allo stesso modo l’oggetto scomparve dopo il 21 Giugno
Il ponte lunare sul "Mare Crisium". La presenza dell’arco è resa evidente dalla sua ombra con illuminazione proveniente da est.

Non c’è dubbio, dunque, sul fatto che la Luna sia stata teatro di strani avvenimenti e che probabilmente costituisca già da molto tempo una base d’appoggio per le civiltà extraterrestri. Ma l’episodio più interessante, proposto dagli astronomi, risale all’anno 1954.Proprio in quel periodo la Luna salì sugli onori della stampa quotidiana poiché il noto selenologo H.P. Wilkins, in una trasmissione radiofonica nazionale inglese, ebbe modo di intrattenere gli ascoltatori su vari aspetti del nostro satellite e nell’occasione rivelò la scoperta di un gigantesco ponte “naturale”.

La notizia era abbastanza insolita ma acquistò notevole valore perché il dottor Wilkins era ben noto nel campo scientifico per la sua grande mappa lunare (7,5 metri di diametro) che gli era costata ben 25 anni di lavoro. Questo fatto “marginale” gli diede la notorietà, giacché il dettaglio lunare innescò una serie di rappresentazioni tanto pittoresche quanto immaginose da attribuirgli dimensioni fantastiche e né mancò chi pensò di addossare la sua costruzione ai Seleniti, gli antichi abitatori lunari.

Il ponte era stato localizzato sulle rive orientali del “Mare Crisium”, situato presso il bordo occidentale della Luna e ben noto per la sua forma regolare. A metà circa delle sue rive orientali, in prossimità del luminoso cratere Proclus, che diffonde la sua corona di larghi raggi su gran parte del fondo cupo e vellutato del “mare”, si notano due prominenze rocciose che si fronteggiano, che nei piccoli strumenti appaiono rigorosamente simmetriche e che prendono il nome di “Promontorium Olivium” e “Promontorium Lavinium”.

Il paesaggio intorno non è molto tormentato. Ad ovest affiorano, dalla coltre scura del “Mare Crisium”, ruderi di un piccolo circolo parzialmente sepolto, “Yerkes”, accompagnato da una bassa scogliera diretta al nord che lo collega ad un piccolo cratere, ma assai profondo, “Yerkes E”.
I due promontori non sono nettamente separati: un gruppo di dettagli molto delicati li congiungono ed uno di questi è il ponte.
Pochi giorni dopo la Luna Piena, secondo le osservazioni di Wilkins, l’ombra del ponte si proietta nettamente sul tratto scuro ed uniforme che sta tra i promontori e Yerkes.

Com’era nata questa scoperta? Wilkins, ai primi di Agosto del 1953, ricevette una lettera da J.J. O’Neill, redattore scientifico del “New York Herald Tribune”, che gli annunciava di aver scoperto il 28 Luglio, per mezzo di un rifrattore di 100 mm, un gigantesco ponte naturale sulle rive del Mare Crisium, collegante due montagne separate da un intervallo di circa due miglia. O’Neill chiedeva conferma della sua scoperta e Wilkins non poté far altro che confermare, nonostante fosse abbastanza scettico inizialmente.

Anche l’astronomo P. Moore, coinvolto nella questione, confermò la presenza del ponte.
Sta di fatto che Wilkins diede altri dettagli: il ponte era una formazione chiara, lineare, molto sottile, avente un’arcata di circa tre chilometri di lunghezza, aderente ad una formazione ad essa parallela dal lato orientale, che sembrava essere una parte di un anello semidistrutto e che è considerevolmente più alta del “ponte” stesso.

L’osservazione del ponte è assai difficoltosa data la brevità d’illuminazione del Sole, che permette di individuare i dettagli ma soprattutto le ombre.
Naturalmente non mancarono le critiche alla scoperta e la più bellicosa fu formulata dall’autorevole rivista americana “Sky and Telescope” che cercò proprio di smentire la notizia.

Non c’è da meravigliarsi se all’epoca gli americani cercassero di contrastare qualsiasi notizia che potesse far credere nell’esistenza di altre civiltà, anche se la maggior parte di coloro che si espressero sul ponte non dettero certezze assolute. Si limitarono ad affermare che il ponte presentava un interesse eccezionale dal punto di vista selenologico, che sarebbe dovuto sfociare in un enigma riguardante proprio la sua costruzione, da ritenersi essenzialmente d’origine vulcanica.
Certo che questo è un caso significativo, ma non è il solo. Vediamo altre interessanti anomalie:

* Il 29 Marzo 1939, viene osservato un debole bagliore all’interno del cratere Copernico ed il gruppo di collinette vicino al centro non mostra i soliti contorni ben definiti, ma offuscati come se ci fosse della nebbia.
* Il 19 Ottobre 1945, ancora Patrick Moore vide due punti luminosi brillare come stelle sulla parete del cratere Darwin, di solito molto scura.
* Il 20 Giugno 1948, nel cratere Philolaus, verso nord-ovest, Raurn osservò, per oltre 15 minuti, dei bagliori con una tenue colorazione rossastra.
* Il 2 Agosto 1948, Patrick Moore se ne stava a guardare il “Mare Crisium”, con lo scopo di disegnare una mappa dettagliata, quando si accorse che nel lato occidentale, presso Capo Agarurn, la cosa gli si presentò abbastanza difficile. Con grande stupore notò che la zona era ricoperta da una sostanza luminescente simile a nebbia.
* Il 28 Ottobre 1963, Barr e Greenacre osservarono tre punti nella zona dei crateri Herodotus e Aristarcus: brilleranno di una luce rosso-arancio per cinque minuti.
* Il 17 Luglio 1969, in contemporanea con l’Osservatorio di Bochum, gli astronauti Armstrong e Aldrin, a bordo dell’Apollo 11, osservarono un punto luminoso accendersi nella zona del cratere Aristarcus.

Ci sono state poi notizie di cambiamenti topografici del suolo lunare.
Sempre vicino al bordo del “Mare Crisium”, il noto ricercatore Schröeter aveva osservato un cratere di circa 36 Km di diametro, che chiamò “Alhazeen”, mentre al giorno d’oggi si possono notare nient’altro che depressioni mal definite tra due picchi, ma nessuna traccia di “Alhazeen”.
Le sorprese però non finiscono qui perché ci sono anche le scomparse di altri crateri.

Ad esempio c’è la famosissima storia del cratere “Linneo”.
Nel 1788 Schröeter descrisse Linneo come una piccolissima macchia rotonda, luminosa e senza una struttura craterica evidente.
Riccioli, nella sua mappa del 1652, lo descrisse però come un riconoscibile cratere di dimensioni apprezzabili.
Nel 1824 Lohrmann gli attribuì un diametro di ben 7 Km, mentre J. Schmidt, nel 1843, lo descrisse con un diametro di ben 11 Km e addirittura nel 1866 ne annunciò la sparizione.
Nel corso degli anni il diametro di Linneo viene osservato avere 880 metri sino al valore attuale, stimato in circa 1200 metri.

Queste continue variazioni hanno certamente creato un nuovo enigma negli studiosi lunari, ma ammontano oramai a più di 1500 i casi del genere che possono essere spiegati con ipotesi non naturali.
Il mondo astronomico li ha catalogati col nome di “Fenomeni Lunari Temporanei” (FLT) e si pensa che essi possano essere causati da eruzioni vulcaniche o da semplici fuoriuscite di gas dovute a smottamenti del suolo come conseguenza della forte variazione di temperatura tra le zone in ombra e quelle esposte al sole.

Nel Novembre del 1958 l’astronomo sovietico Kozyrev, mentre svolgeva la sua attività presso l’Osservatorio Astrofisico della Crimea, notò che il picco centrale del cratere “Alphonsus” divenne molto lucido e di colore rossastro. Dopo circa due ore il picco assunse un aspetto bianco brillante e poi tornò alla normalità.

Attraverso studi comparati, Kozyrev dedusse che si era verificato un fenomeno di vulcanesimo, con espulsione di polveri ed emissione di gas d’origine magmatica. Il tutto corrispondeva a poche centinaia di migliaia di metri cubi.
Molti anni più tardi la NASA ammise che la Luna fosse un “pianeta” relativamente morto per quanto riguardava il vulcanesimo attuale. Allora quali spiegazioni si possono dare a questo tipo di evento?

Gli scienziati continuarono a scervellarsi, cercando disperatamente di trovare una spiegazione naturale del FLT. Viene però spontaneo chiedersi se si fosse trattato di un fenomeno naturale, non ancora conosciuto alla nostra scienza.
Cerchiamo ora di esporre altri fatti misteriosi tratti da osservazioni lunari, in particolare con l’avvento dell’astronautica. Per arrivare a quest’obiettivo reputo il libro, scritto da George H. Leonard, “Qualcun altro è sulla Luna”, una pietra miliare di sicuro interesse, anche perché l’autore analizza le numerose foto acquisite con le esplorazioni lunari. Inizia la sua ricerca con una scoperta clamorosa: nell’area compresa tra i crateri Bullialdus e Lubinicky vi è una macchina gigante straordinaria, accompagnata da un’incastellatura che ha tutta l’aria di essere un generatore che potrebbe sfruttare l’energia solare o energie a noi sconosciute. Leonard inoltre elenca e discute tutta una serie d’anomalie riscontrate nelle varie foto:

Il 26 Agosto 1966 la sonda americana “Orbiter 1″ scattò una serie di foto sulla faccia nascosta della Luna. In una di queste si evidenziava la presenza di un cratere largo una cinquantina di Km fuso con le pareti di un cratere più piccolo. I crateri in discussione avevano indiscutibilmente la forma di un ottagono.L’autore ha scoperto attività di vaporizzazione e nebulizzazione in prevalenza sulla faccia nascosta della Luna. Un esame più ravvicinato dell’area “Bullialdus-Lubinicky” e di “Tycho”, rivela la presenza di più servomeccanismi a X, di più di un cratere ad imbuto in corso di lavorazione e naturalmente di più segnali a croce sul bordo del cratere. 

Egli trae, da questi fatti, alcune conclusioni interessanti ed in particolare pensa che crateri di determinate dimensioni e con una forma caratteristica non si siano formati per impatto meteorico, o per fenomeni vulcanici o per altre cause naturali, ma grazie all’attività consapevole ed intelligente dei Seleniti. Precisa, infine, che parte del terreno che presenta il cosiddetto “effetto stagno” non è una reliquia di un remoto passato ma l’effetto dell’azione vaporizzante dei servomeccanismi fatti a X.Con un insieme d’attrezzature aventi un raggio d’azione che supera almeno 40 volte quelle usate sulla Terra, i Seleniti sono impegnati a polverizzare una montagna alta quasi 5800 metri. Di questo fatto Leonard dà spiegazioni dettagliate.Analizzando con molta cura le foto realizzate dalla sonda “Ranger VII”, 

Leonard si è accorto che il suo impatto lunare (31 Luglio 1964) era avvenuto a circa 350 chilometri dal cratere “”Bullialdus”, guarda caso dove era stata già notata un’imponente apparecchiatura collegata ad un generatore e dove si era registrata un’intensa attività sismica. Una delle foto, che aveva sconcertato gli scienziati della NASA, mostrava sei oggetti costruiti con notevole maestria ed una nuvola di foschia o di vapore che fuoriusciva da una protuberanza a forma di torretta. Leonard ha dedotto subito che la sonda 

“Ranger VII” fosse stata programmata per individuare proprio questo bersaglio e scoprire così il grande mistero. Ha dichiarato poi che la zona era molto probabilmente un parcheggio per cosmoaerei all’esterno di una delle entrate principali di una città sotterranea. Egli afferma ancora che esaminando più da vicino un determinato tratto di terreno lunare, ha la sensazione di trovarsi davanti a lavori di mimetizzazione, a contraffazioni, ad una messinscena, probabilmente perché i Seleniti non vogliono presentarci la superficie lunare com’è veramente.Lo studio di molte foto lunari lo porta a considerare il fenomeno dei solchi scavati dai massi che sono rotolati lungo il pendio di qualche rilievo. La NASA stessa ha ammesso di non poter dare alcuna spiegazione sulla causa che ha fatto rotolare i massi. 

Leonard si chiede: ma sono stati proprio quei massi a scavare i solchi? Nel continuare la ricerca egli ha scoperto che nella foto 67-H-1135 l’oggetto più piccolo che vi compare ha lasciato una scia, che è la più lunga di tutte, ed è uscito da un cratere prima di continuare la corsa giù per la collina. E sul masso in questione s’intravede un disegno simmetrico. Un messaggio dei Seleniti?La foto 67-H-758 rappresenta un edificio, un veicolo o una forma di vita.Uno degli enigmi più difficili da spiegare riguarda i raggi bianchi che fuoriescono da molti crateri e si diffondono in tutte le direzioni. Ci sono raggi così larghi che non è possibile distinguerli singolarmente perché formano una massa bianca intorno al cratere; altri sono stretti come linee di gesso. E nessuno sa come si sono formati.I Fenomeni transienti Lunari potrebbero essere prodotti da un’attività industriale che elimina i gas per pompaggio, quindi ci devono essere momenti in cui i termofusori interrompono l’attività e i bagliori si spengono.Leonard è dell’opinione che il cratere “Tycho” sia una zona di notevole interesse: in un’area di circa 1800 ettari vi é un’intensa attività e vi è presenza d’enormi costruzioni.Ci sono poi i “terreni raschiati” visibili all’estremità di alcuni crateri più piccoli. Il terreno raschiato ha sempre forma di un quadrato o di un rettangolo. 

Nella maggior parte dei casi le aree raschiate e livellate si trovano ad intervalli di 90° intorno al cratere. Sembra abbastanza credibile che questi terreni raschiati e livellati siano il risultato di un’attività intelligente. Forse stanno ad indicare i luoghi dove alcuni oggetti si poserebbero durante i lavori di vaporizzazione del cratere?
Disegno scaturito dalla foto NASA 67-H-327 ("Qualcun altro è sulla Luna" di G. H. Leonard)

La foto 67-H-327 mostra un cratere il cui orlo è indubbiamente a forma d’esagono. Nel punto culminante si trova l’oggetto appollaiato all’interno dell’orlo e sembra una campana subacquea sui trampoli: questo presenta una somiglianza straordinaria con alcuni veicoli terrestri destinati all’allunaggio. La Luna ha una superficie piena di contrassegni assai interessanti. C’è una presenza di geroglifici, di segni o contrassegni dei quali quello che si ripete di più è quello dell’albero della vita. E sempre è chiuso in un cerchio o in un ovale. Sulla Luna si trovano pure segnali o frecce direzionali. L’esempio più significativo si trova sugli altipiani nei pressi del cratere “King”.Sulla Luna è visibile una struttura interessante che assume la forma di una torre esile e slanciata, alta un chilometro e mezzo e forse più. 

È una delle prove più chiare ed evidenti della presenza d’esseri intelligenti. Le torri sono invariabilmente diritte ed allungate e, cosa ancor più interessante, quando si trovano su un rilievo o su un massiccio montuoso, si trovano sempre nel punto più alto. Si possono così riassumere:

* Antenne in cima alle montagne
* Torri collegate da un cavo o da un filamento
* Torri isolate che si ergono verticalmente dal terreno
* Strutture anomale:strutture a S che si alzano verso il cielo,torri a zig-zag e parallele
* Ci sono fenomeni che sfuggono ad una precisa classificazione per la loro eccentricità

Il libro termina con un’affermazione di Sam Wittcomb, ex dipendente della NASA, dopo aver espressamente affermato che gli addetti alle ricerche spaziali non possono assolutamente parlare di quanto sanno sulla Luna e su altre missioni nei vari pianeti:”Nella primavera del 1975 si sono riuniti scienziati provenienti da molti paesi. 

L’incontro si è svolto in Inghilterra. Volevano parlare con calma degli extraterrestri e delle loro attività. Molti responsabili politici però si sono spaventati. Hanno invitato un fisico del Colorado, un certo Joachim Kuetner, che aveva lavorato al programma lunare e sapeva quello che accade lassù. Aveva notizie di prima mano sulla frenetica attività edilizia e sugli scavi in corso, sulla vaporizzazione dei crateri e sui lavori d’incisione e rifinitura dei rilievi e delle creste dei crateri. Non so esattamente di cosa abbiano parlato. Ma puoi scommettere che sanno benissimo che la Luna non appartiene più al popolo della Terra, se mai lo è stata. La Luna è Loro.”

Fonte:
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