lunedì 21 agosto 2017

Supplemento Almanacco di agosto 2017

Crociata contro la rete. Ministro Orlando: "Via i profili sgraditi".

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Nessuno doveva sopravvivere
 
Era disarmato, aveva le mani alzate, urlava no. Non opponeva resistenza. L’uccisione non sembrava affatto necessaria. Ma evidentemente questi terroristi devono sempre morire. La loro sopravivenza non è contemplata. ” (Alba Giusi)
 
Il video è stato pubblicato da El Pais e mostra l’uccisione del “quinto terrorista” a Cambrils.
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Stiamo perdendo la capacità di ragionare


Se si può trarre una conclusione dopo questo ennesimo attentato terrorista, è la seguente: il mondo sta perdendo la ragione. Intendo quello che ho detto in senso letterale: la gente non è più in grado di ragionare.

Già di per sé il terrorismo scatena paure ancestrali, che a loro volta producono pulsioni di odio assolutamente irrazionali. A questo si aggiunga il ruolo della TV, che fa assolutamente di tutto per evitare di portarci a ragionare. Lo scorso venerdì ho assistito ad un intero telegiornale di RAI2, che ha dedicato tutti i 30 minuti a disposizione all'attentato di Barcellona. Le notizie confuse sul numero delle vittime si alternavano alle notizie confuse sul numero degli attentatori e sulla loro possibile identità. Ma mai che per un solo secondo sia affiorata, fra le righe del notiziario, la fatidica domanda del "perché?" Segue QUI
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Un nuovo progetto Manhatten (1) 
 
Il progetto Manhattan per la realizzazione della bomba atomica venne avviato dal Presidente F.D.Roosevelt, nel 1942. Il nome in codice del progetto americano era “Manhattan Engineer District”, MED. L’operazione si svolse nella massima segretezza, la maggior parte dei capi militari americani furono tenuti all’oscuro.(Qui un elenco dei partecipanti) L’articolo che segue, parte da questo momento storico ed evidenzia l’evolversi del progetto negli anni a seguire.
 
Il complesso militare/industriale/accademico, impegnato nel progetto originale, secondo l’autore Peter Kirby, diventa parte integrante di un altro progetto globale, la modificazione e il controllo del tempo. Kirby ritiene che si possa chiamarlo un Nuovo Progetto Manhattan.
 
I ‘cieli nuovi’ sono motivo di indagine e Kirby insieme a molti altri si è accorto del moltiplicarsi di scie persistenti e dei cieli modificati da questi rilasci. Nei primi anni settanta si iniziò ad usare il termine ‘persistent contrail’ (scie persistenti), più tardi si fa strada il termine ‘chemtrails’ (scie chimiche), ma non in ambito scientifico e militare. Kirby ha scelto di utilizzare il popolare termine (purtroppo – vedi qui), il quadro che disegna però ci è sembrato molto importante. Ringraziamo Marina per il suo grande lavoro di traduzione.
Segue QUI
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TECH-GLEBA ANCHE PER TE, BISTURIMAN, MEDICO. 
(noi civili ammalati crepiamo, punto.)
 

Sorridi chirurgo, sorridi medico, si chiamano: Freenome, Cloud Medx, Zebra, Enlitic, Two&AR, Babylon, ICarbonX, Atomwise, Deep Genomics, BenevolentAI, Lunit... 

Sono le principali Start-Up di Artificial Intelligence (A.I) che oggi stanno viaggiando nell’iperspazio del tuo futuro. E il tuo futuro, bisturiman, o medico, sarà in queste fasi: 

Fase Iniziale: Elettrizzante entusiasmo, senso di potere, perché i nuovi giocattoli da sala operatoria o da diagnosi che BIG-TECH & A.I. (di JP Morgan o Goldman, o Accenture o BoC) ti metteranno in mano saranno fighi da matti. Ti sentirai bisturiman, medico da Star Trek. 

Fase Media: Smarrimento, perché sti nuovi giocattoli A.I. diventeranno così ‘foxy’ che sarai in seria difficoltà a stargli al passo. Inoltre pochi uomini sul pianeta avranno in mano le chiavi con cui farli funzionare, quindi sarete loro servi – tu, l’amministrazione sanitaria e il tuo Stato – e i giocattoli stessi cominceranno, più spesso che no, a dirti di levarti dalle balle perché sei solo un impiccio in sala operatoria, o in corsia. Segue QUI
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Limitati a vivere in un falso paradigma o limitante 

B y Paul A Philips
Luglio 2017
Dal sito NewParadigm 
 
La gente si sta svegliando dal gregge, ma la maggioranza continua ad essere giocata dal sistema di controllo da parte della élite dominante, ignara del fatto che quasi tutti i soggetti sotto il sole sono manipolati:
In effetti siamo limitati a vivere in un paradigma falso o limitante.
  • Contro le "probabilità insormontabili"
  • Ci sarà mai una nuova esperienza paradigmatica?
  • Avendo visto attraverso il grande inganno, i risvegliati cambieranno mai il sistema di controllo?
  • Possiamo in qualche modo continuare a coltivare nuove teorie e pratiche per una nuova umana esperienza paradigmatica, che davvero crea un mondo che fa la differenza per tutti?
Prima di rispondere, qui ci sono solo alcuni dei modi in cui la maggioranza delle persone nella loro ignoranza è manipolata dal sistema di controllo da parte della élite dominante nell'attuale falso paradigma o limitante:
1. scienza falsa
La pseudo-scienza sponsorizzata da Corporazioni / Banchieri per molto tempo ha avuto una imponente presa sull'umanità, guidata da scienziati e guru molto dogmatici.
Provate a raccontare ad alcuni di questi seguaci della chiesa della scienza che questi cosiddetti Gurus sono falsi e sbagliati; Possono guardarti come se avessi 3 teste, non importa quanto siano competenti o bravi per comunicare la vera scienza.
(Un esempio: Perché non ci hanno insegnato o molto poco a scuola su chi era Nikola Tesla ...?)
2. Fasulli fallimenti politici
Infatti, i risvegliati sanno che a prescindere da chi è al potere tutti i principali capi di partito politico sono solo burattini al servizio dei maestri della élite governante.
Così, l'élite dominante prende tutte le principali decisioni politiche a prescindere da chi è al potere, rendendo irrilevanti le parti e i loro leader.
Le masse sono distratte dal risvegliarsi fino alla realizzazione di questo:
Ad esempio, uno dei trucchi più recenti utilizzato per aiutare le masse a dare il loro sostegno è stato quello di far sembrare il leader di un partito politico un "outsider" che non seguirà la linea bianca della politica dettata.
Come nel caso di Trump durante la sua campagna elettorale presidenziale, si è trovato come un "outsider", dicendo alle masse quello che volevano sentire.
Si è imbattuto come un anti-istituzionalizzato.
Ma alla fine, le sue lunghe liste di promesse anti-istituzionalizzate non sono state possibili da realizzare e/o rese insoddisfacenti:
Le false promesse non erano altro che truffe per vincere voti, mentre il vecchio ancora continua ...
Segui QUI In lingua inglese o QUI in lingua spagnola 

venerdì 18 agosto 2017

Almanacco agosto 2017


La nostra era verrà definita l’epoca della grande cecità
Spesso usiamo metafore che hanno a che fare con gli occhi, come “l’uomo non riesce a vedere oltre il suo naso” e tante altre. Ma nel caso della geoingegneria e di chi se ne occupa in senso ‘teorico’ queste metafore non bastano più. Pare addirittura che si tratti di una cognizione dissociativa, qualcuno ama definire con questi termini la condizione di chi guarda e non vede, ascolta ma non sente, si accorge ma non comprende.

L’articolo dell’ETC-Group che segue ne è un chiaro esempio, ma per ironia della sorte lo è anche il libro, molto pubblicizzato, dal quale abbiamo ‘rubato’ il titolo per presentare il lavoro dell’ETC.
All'interno dell'articolo:
Cambiamento climatico, i fumo e specchi
Cos’ è la geoingegneria?
Perché la geoingegneria è così pericolosa?
Tecniche di geoingegneria Rimozione dell’ effetto serra
Fertilizzazione dell’oceano (OF)
La risalita delle acque profonde
Cattura e stoccaggio del carbonio (CCS)
L’ uso della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCUS)
Cattura diretta di aria (DAC)
Miglioramento del clima (EW) 
Biochar (carbone vegetale)
Controllo delle radiazioni solari
Iniezioni di gas pressurizzato nella stratosfera (SAI)
Sbiancamento delle nuvole marine (MCB) o miglioramento della riflessività delle nuvole
L’ assottigliamento delle nuvole cirro
Creazione di Alto-Albedo e Sbiancamento delle Foreste Innevate
Modifica del clima
La governance della geoingegneria
Ma non dovremmo almeno fare esperimenti per saperne di più?
Per prima cosa politiche e precauzioni
 
Leggi QUI i vari inserti sopra menzionati

Fonte: http://www.yabasta.it/spip.php?article2312

 

Le emissioni degli aerei influiscono su monsoni e ozonosfera   
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L'epidemia di influenza del 1918 è stata causata dai vac

Pochissime persone sanno che la peggiore epidemia che ha mai colpito l'America, l'influenza spagnola del 1918, è il risultato di una massiccia campagna di vaccinazione a livello nazionale (e mondiale).

I medici hanno detto alla gente che l'influenza è stata causata da germi. I virus non erano noti in quel momento altrimenti sarebbero stati accusati. Germi, batteri e virus, insieme ai bacilli e ad alcuni altri organismi invisibili sono i capri espiatori, che i medici amano biasimare per le cose che non capiscono.

Se il medico fa una diagnosi e un trattamento sbagliato e uccide il paziente, può sempre accusare i germi e dire che il paziente non ha avuto una diagnosi precoce e che si è rivolto a lui troppo tardi.

Se ritorniamo indietro a quel periodo storico, all'influenza del 1918, vedremo che ha colpito improvvisamente subito dopo la fine della prima guerra mondiale quando i nostri soldati tornavano a casa d'oltremare. 
Continua a leggere QUI  Articolo correlato QUI
 
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Chi e perché ha organizzato la tragica farsa di Barcellona

C’è una sola cosa che mi sento di dirvi senza timore di smentita: anche dopo la peggior notte di bisboccia, il mattino dopo ho sempre fornito versioni dell’accaduto più lineari e credibili di quelle degli inquirenti spagnoli. Sempre. Magari sbiascicando ma mai inondando di cazzate il mio interlocutore come il fiume in piena di non-sense che arriva a getto continuo dalla Catalogna. Riassumo, per quanto sia riuscito a capirci qualcosa, per sommi capi. Attorno alle 5 del pomeriggio di ieri, un furgone entra nella rambla all’altezza di Plaza de Catalunya e falcia 13 persone, lasciandone ferite sul selciato oltre un centinaio. Schiantatosi contro un chiosco, dal van esce una persona con una camicia bianca a righe azzurre, qualcuno dice che stia ridendo e si dilegua.

Prima certezza. chi guidava il furgoncino della strage, l’esecutore materiale, è sparito. In compenso, fioccano i comprimari come in un film di Woody Allen: prima è un solo complice, con il quale il guidatore fuggitivo si sarebbe asserragliato in un ristorante turco con alcuni ostaggi, pare il personale. Balla. Poi, gli attentatori diventano quattro: uno in fuga, due arrestati e un morto. Poi, altro colpo di scena: nella migliore tradizione, dentro il furgone viene trovato un passaporto, spagnolo ma con identità araba: si tratterebbe di un cittadino di origine maghrebina ma residente a Marsiglia. Et voilà, compare all’orizzonte la pista del radicalismo francese. Continua a leggere QUI

giovedì 17 agosto 2017

I giornalisti davvero liberi continuano ad aver ragione

 

I blogger avevano ragione, la grande stampa torto. 
Vogliamo dirlo?

di Marcello Foa

Ebbene sì, i blogger, i “liberi pensatori”, i giornalisti davvero liberi continuano ad aver ragione e la grande stampa mainstream torto, nel senso che quest’ultima tradisce da troppo tempo quella che dovrebbe essere la sua funzione primaria e irrinunciabile, di voce critica e coraggiosa della società democratica.

Mettiamoci nei panni di un analista – politico o finanziario o strategico – che vuole capire come va il mondo. Se si fosse limitato ai principali media internazionali o di grandi Paesi come Francia, Gran Bretagna, Germania o Italia, i suoi report sarebbero stati lacunosi e, soprattutto, per nulla preveggenti. 

Le analisi più accurate e le denunce più coraggiose non le avrebbe infatti trovate su quelle colonne, bensì sui blog e sui siti della cosiddetta stampa alternativa, di qualunque orientamento politico, che negli ultimi anni ha saputo leggere molto meglio la realtà.

Ecco qualche esempio:

– per anni economisti alla Bagnai o alla Sapir, quelli che partecipano ai convegni di A/Simmetrie, hanno denunciato l’assurdità, per evidente inefficacia e crudeltà sociale, delle cosiddette misure di salvataggio della Grecia. In perfetta solitudine, perché la stampa “ortodossa” ripeteva la solita litania. A distanza di anni il FMI ha ammesso i propri errori e oggi veniamo a scoprire che gli unici ad arricchirsi sono stati i tedeschi, che non solo hanno evitato di sopportare i costi di un default greco ma hanno poi lucrato 1.34 miliardi sui bond della salvezza.

Idem sull’euro: era un tabù persino parlarne in maniera dubitativa. La grande stampa ha negato spazio alle voci critiche, come invece avrebbe dovuto, salvo ricredersi… a distanza di 16 anni. Ora, timidamente, anche sui giornali color salmone si odono voci critiche.

in Siria i grandi media hanno evidenziato denunce clamorose come quelle su “esecuzioni di massa e corpi bruciati nei forni crematori di Saydnaya“, subito messe in dubbio da diversi blogger, esperti di politica estera e di comunicazione. Era chiaramente un’operazione di spin, ma chi dubitava veniva ignorato o tacciato di complottiamo. Dopo qualche settimana il Dipartimento di Stato Usa ha rettificato la notizia, che però è stata comunicata in sordina dalla stampa mainstream.

– Il flop mediatico sulla vittoria di Trump e sul sì Brexit è ormai noto a tutti

- Immigrati e ONG: c’è voluto un giovane di 23 anni, Luca Donadel, per documentare un fenomeno sconcertante per la sua vastità, quello delle navi delle ONG che vanno a prendere gli immigrati al largo della Libia. Nessun giornalista se n’era accorto e per settimane i grandi media hanno ignorato lo scoop del bravo Donadel (a proposito: dargli un premio di giornalismo, no?) rompendo il silenzio solo quando il rumore mediatico sul web è diventato così alto da non poter essere più ignorato. 

Potrei continuare con tanti altri esempi ma mi fermo qui. Mi limito a due considerazioni.

La prima: la grande stampa internazionale si segnala soprattutto per conformismo e per eccessiva compiacenza con l’establishment. Quando diventa coraggiosa lo fa sempre in coro e sempre in modo strumentale, sapendo di avere le “spalle coperte”. Quel che accade negli Stati Uniti è emblematico: Washington Post e New York Times sono diventate delle “caselle postali”, in cui mani compiacenti depositano anche documenti coperti dal segreto di Stato, con una disinvoltura senza precedenti, che sarebbe stata denunciata come scandalosa e perseguita legalmente con qualunque altro presidente, ma che diventa bene accetta se è frutto di un’evidente saldatura tra il cosiddetto Deep State e il 90% della stampa. 

Una saldatura che, peraltro, non riguarda solo gli Usa, ma quasi tutte le grandi democrazie occidentali, che è nefasta per la democrazia ed è una delle ragioni della crescente sfiducia di ampie fasce di lettori. La stampa non rinascerà se non recupererà il senso della propria missione e tornerà a servire innanzitutto i lettori, anziché l’establishment.

La seconda: l’ho già scritto e lo ribadisco. La polemica sulle fake news mira non a garantire un’informazione più corretta ma, innanzitutto, a mettere a tacere le voci davvero libere, quelle che rompono la narrativa ufficiale. Ogni proposta di regolamentazione in realtà punta a imporre una censura, a intimidire chi esercita davvero la propria funzione critica, ignorando, e questo è davvero gravissimo, che a generare fake news e disinformazione sono, troppo spesso, gli spin doctor al servizio delle istituzioni.

Quelle proposte vanno respinte. E il giornalismo davvero libero, davvero coraggioso va difeso con forza.

domenica 13 agosto 2017

VELATURE - ECCOLE DI NUOVO


Dopo una giornata di cielo libero da nubi, pioggia, grandine grande come palline da golf, con temperature sotto i 15°, ecco le famose velature, al satanico "Lucifero" non sono bastati i 38/42° (di giorno e di notte senza escursione termica), ci stiamo preparando ad un nuovo forno a microonde?


Questa mattina alle ore 7:00 il cielo era completamente terso e senza una nuvola, un azzurro che ricordo solo negli anni passati della mia gioventù, inoltre la notte completamente sgombra da nuvole, "velature" e inquinamento luminoso, ho visto dopo molto tempo il firmamento pieno di stelle e la luna raggiante (non più velata) al centro di esso.


Queste sono fotografie fatte dal mio portatile questa mattina; non mi stancherò mai di fotografare lo scempio che viene perpetrato ormai da oltre 15 anni, da quando è stato firmato quel fatidico documento.


Sullo sfondo di questa fotografia sono visibili i cumulonembi naturali sotto attacco da quelle che oggi vengono definite "velature", (velature non esistenti in natura) partorite dalla mente compiacente di chi è complice volontario/involontario della élite votata alla satanica "Geoingegneria"
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 Il regime di Geoingegneria solare progettato 
per bloccare il tuo sole
Di Matt Landman
"Un gruppo di scienziati del clima sta attualmente sostenendo una mossa preventiva contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, anche se probabilmente non hai mai sentito molto a questo proposito. Il piano è quello di bloccare il sole, simile a quello di imitare un'eruzione vulcanica, per questo motivo è chiamato Effetto del Monte Pinatubo che verrebbe attuato con una campagna di iniezione aerosolica già in atto per velare la LUCE del SOLE."

"Le basi ingenue di questo approccio sono TRE assimilazioni e costituiscono quanto segue:"
"1) Conosciamo tutto quello che c'è da sapere sul riscaldamento globale
2) Possiamo risolvere il problema
3) Dovremmo risolvere il problema 
Continua QUI all'interno del blog" 

sabato 12 agosto 2017

Sulle false notizie Onida si domanda: «Ma chi verifica?»

Onida e Scorza: Ddl Gambaro, il bavaglio al web è illegale 

Lotta alle fake news, o meglio alla libertà d’opinione: il decreto legge firmato da Adele Gambaro arriva in Senato (commissioni giustizia e affari costituzionali) e riapre la polemica sulla legge-bavaglio, tra profili di incostituzionalità, correttivi legislativi parziali e grossolani, pericoli per la libertà di pensiero.

Costituzionalisti, giornalisti e attivisti, scrive “Terra Nuova”, sono in rivolta contro il Ddl, che vorrebbe regolamentare la circolazione delle informazioni “non veritiere” online. «Proposito teoricamente nobile, ma occorre definire molto bene i confini per non sconfinare nella censura travestita». A proporre una interessante analisi del testo di legge è Valerio Onida, ex giudice della Corte Costituzionale e già presidente della stessa corte, nonché docente universitario, ex presidente della Scuola superiore della magistratura nonché membro del team di “saggi” reclutato da Napolitano per ridisegnare l’assetto costituzionale. «Si tratta di un testo superficiale e non idoneo a normare ciò su cui si propone di intervenire, cioè la “rete”, perché va addirittura a modificare i criteri di punibilità dei reati solo perché il mezzo usato è differente», spiega Onida.

«L’articolo 21 della Costituzione è chiaro, parla di mezzi di diffusione del pensiero, quindi la rete, come la carta stampata, la televisione o la radio, deve avere gli stessi limiti e le stesse garanzie. 
Peraltro – ricorda Onida – le norme esistono già, si tratta solo di individuare tecnicamente le modalità più idonee di applicazione». L’articolo 1 del Ddl Gambaro crea un nuovo tipo di reato, quello riconducibile alla circolazione di informazioni attraverso piattaforme informatiche o mezzi telematici, che viene differenziato nel trattamento rispetto all’analogo reato dell’articolo 656 del codice penale che colpisce “chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico”. Poi nel testo si introduce la novità della pena anche per informazioni che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi. «Ma chi verifica?», si domanda Onida. «Qui si introduce il “controllo pubblico” sulla verità o falsità dei dati ed è inaccettabile. Sulla base di quali criteri assoluti mai si potrà effettuare la verifica? Peraltro, sempre l’articolo 1 introduce una disciplina speciale per la diffamazione, che però è già normata da codici e leggi. Anche qui ci si chiede il perché». 

L’articolo 2, poi, per Onida «introduce aspetti pericolosi di controllo pubblico sulle opinioni e sulle idee. Si legge infatti che la pena (reclusione non inferiore a 12 mesi e ammenda fino a 5.000 euro) è prevista anche per chi “svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica, anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online”. Di qui la preoccupazione di numerosi attivisti, associazioni e movimenti nazionali, aggiunge “Terra Nuova”. «Temo che ci sia il tentativo da parte di un soggetto istituito di silenziare la società civile e le sue iniziative di controinformazione», dice Monica Di Sisto, vicepresidente dell’osservatorio sul commercio e il clima Fairwatch, che sta guidando la campagna Stop Ttip in Italia. «Per punire il procurato allarme o per combattere le notizie false le leggi esistono già». Attenzione: i trattati-capestro come il Ttip, o il suo clone euro-canadese Ceta appena ratificato, hanno testi inaccessibili, riservati, nonostante i trattati coinvolgano pesantemente la vita di tutti, stravolgendo le regole su alimentazione, salute, sicurezza, ecologia.

«Nemmeno i Parlamenti e i governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti nell’andamento delle trattative», aggiunge Di Sisto. «Anche la senatrice Gambaro, per il suo ruolo istituzionale, è chiamata a garantire i diritti costituzionali nella sua forma più ampia e piena». Ritornando al disegno di legge, il professor Onida si sofferma anche sull’articolo 6, che fa riferimento al potenziamento della formazione professionale per i giornalisti per “prevenire il rischio di distorsione delle informazioni o di manipolazione dell’opinione pubblica”. 

«Anche in questo caso si rischia di definire informazione solo ciò che sta bene al potere pubblico, che decide pure come presentarla», aggiunge Onida. E pure l’articolo 7 «ripropone un inaccettabile controllo dall’alto di verità», visto che «si mette in carico ai gestori delle piattaforme informatiche l’obbligo di verificare l’attendibilità e la veridicità dei contenuti diffusi: ma com’è pensabile?».

Per il costituzionalista, «è uno strumento di controllo autoritario e illegittimo». Idem l’articolo 8, l’ultimo, che prevede che la commissione parlamentare per la vigilanza sui servizi radiotelevisivi monitori “gli standard editoriali delle piattaforme informatiche destinate alla pubblicazione e diffusione di informazione con mezzi telematici delle emittenti radiotelevisive pubbliche”. 

«Le ricette proposte dai firmatari del disegno di legge sono anacronistiche, inattuabili, inefficaci e soprattutto ad alto rischio di deriva liberticida», ha scritto dal suo blog sul “Fatto quotidiano” Guido Scorza, docente di diritto delle nuove tecnologie. «Difficile astenersi dal ricordare ai firmatari del disegno di legge – aggiunge Scorza – che era il 2000 quando l’Unione Europea stabilì un principio che è caposaldo di civiltà, libertà e democrazia online diametralmente opposto a quello che loro vorrebbero veder introdotto nel nostro ordinamento: il divieto, per tutti i paesi membri dell’Unione Europea di imporre ai cosiddetti “intermediari della comunicazione” qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti pubblicati dai propri utenti». Un divieto, scrive Scorza, che ha una spiegazione semplice e di straordinaria importanza: «Se lo Stato chiede a un soggetto privato di verificare ciò che i propri utenti pubblicano attraverso i propri servizi, questo soggetto, a tutela del proprio portafoglio, inizierà a limitare e restringere la libertà dei propri utenti di dire ciò che pensano online, sacrificando così l’idea che Internet possa rappresentare quella grande agorà democratica – che non significa né Far West, né zona franca senza regole – della quale tutti avvertiamo un gran bisogno».

Giovanni Ziccardi, docente di informatica giuridica all’università di Milano, ritiene il disegno di legge «inopportuno, pericoloso e censorio» perché «nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso». Ziccardi lo trova soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico: «Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni utenti e provider. Dall’altra parte “salva”, per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a “fake news”, a espressioni che istigano all’odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro». 

Vede una «chiara deriva autoritaria» anche Federico Pistono, informatico con master alla Nasa, scrittore e co-fondatore di “Axelera”, che si occupa di divulgazione nell’ambito delle nuove tecnologie. Dice: «O sanno come funziona Internet e vogliono censurarlo o non sanno come funziona e sono incompetenti; in entrambi i casi non va bene: di fatto, si prevedono pene per chi esercita il senso critico». Per esempio, «chi mette un dato vero e una propria opinione che magari molti altri condividono ma che non è mainstream, può venire processato e condannato per quello. Tutto ciò non ha nulla a che fare con l’educazione e la sensibilizzazione della popolazione a verificare le fonti di ciò che legge e a pensare con la propria testa»
http://www.libreidee.org/

mercoledì 9 agosto 2017

Il Faraone Gigante

 

5.000 anni fa, un 'gigante' dominò l'Antico Egitto

Un antico faraone egiziano chiamato Sa-Nakht, dalla terza dinastia, era l'antico gigante dell'Egitto.

Sa-Nakht governò la civiltà del fiume Nilo circa 1.000 anni prima che Ramses II salisse al trono. Ramses, era considerato estremamente alto migliaia di anni fa, con un'altezza di circa 1,75 m, ma, era "sovrastato" dalla dimensione del faraone Sa-Nakht.

Sa-Nakht o Sanakht da anni è rimasto un enigma per gli esperti, dato che le informazioni riguardanti la sua dominazione, quando ha assunto la carica, quando è morto e su che tipo di faraone era, è rimasto ambiguo nel tempo. Quello che si sa di questo faraone è dovuto a diversi esperti che sono riusciti a raccogliere nel corso degli anni alcune reliquie che sono sopravvissute per più di 5000 anni.

Se si da un occhio ai registri dell'antico e storico egiziano Manetho (Manetone) e nella lista dei re di Torino, Sa-Nakht ha governato l'antico impero egiziano per 18 anni, ma molti archeologi sostengono che il periodo di tempo esatto rimasto sul trono rimane un mistero. La sua esistenza è attestata da frammenti di guarnizioni trovati a nella mastaba K2 a Beit Khallaf e un graffito - un marchio deliberato fatto da graffiti o incisioni su una grande superficie come un muro.

Negli ultimi anni, grazie a numerose scoperte archeologiche ad Abydos, la posizione di Sa-Nakht come fondatore dell'antica dinastia egiziana regnante d'Egitto, registrata da Manetho e dalla Roya Torino Canon, è stata seriamente minata, creando come mai prima d'ora più confusione intorno all'antico faraone egiziano.


Ok, quindi cosa sappiamo? Quello che sappiamo è che era un vero GIGANTE per il suo tempo. Si ritiene che nel 1901, nel piccolo villaggio di Beit Khallaf gli archeologi hanno scavato i resti di Sa-Nakht. I resti scheletrici appartenevano ad un uomo che si levava in piedi a 6 metri e di larghezza 1,6 pollici, quasi 2,00 metri. Questo avrebbe reso il faraone Sa-Nakht un vero gigante.

Secondo studi precedenti, l'altezza media per gli uomini intorno a questo tempo era di circa 5 metri secondo il co-autore dello studio Michael Habicht. Secondo Charles S. Myers, nel libro "Le ossa di Hen Nekht, un re egiziano della terza dinastia", il cranio di Sa-Nakht era piuttosto grande e capiente.

Anche se la sua capienza cranica era insolitamente ampia e quasi brachicefalo, le proporzioni delle sue lunghe ossa erano regolate tropicamente come quelle di molti altri antichi egiziani in quel momento.

 

L'altezza di Sa-Nakht era diversa da qualsiasi cosa precedentemente vista. Infatti, era così alto che avrebbe torreggiato sopra Ramesses II, il più alto registrato antico faraone egiziano, alto circa 9 piedi (1,75 m), che governò l'antico Egitto 1000 anni dopo Sa-Nakht. Uno studio pubblicato su The Lancet: Diabetes & Endocrinology, indica come l'antico faraone egiziano possa aver sofferto di Gigantismo.

Gli esperti dell'Università di Zurigo che hanno analizzato accuratamente i resti ritengono che questo è il più antico esempio di gigantismo nella storia umana. Contrariamente alla credenza popolare, l'altezza di Sa-Nakht non gli avrebbe concesso alcun vantaggio sociale, come di fatto vengono raffigurate le statue nelle antiche dinastie dell'Egitto, sono preferite statue più piccole, dal momento che c'erano "molte piccole persone nel servizio regale", così concludevano gli esperti dello studio.

"Le ragioni di questa inclinazione non sono sempre certe", ha concluso il coautore dello studio Michael Habicht, un egittologo dell'Istituto di Medicina Evoluzionistica dell'Università di Zurigo.

https://www.ancient-code.com/ 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

CURIOSITÀ
 

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