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sabato 10 maggio 2025

Da Ippona, un berbero

 

di Dottor Roberto Slaviero 09.05.25

Credo che molti siano abbastanza sorpresi dal Conclave romano che ha eletto un agostiniano al soglio di Pietro.

I primi messaggi di Leone XIV sono perfetti per chi si professa cristiano:

- Cristo risorto

- Maria, la Vergine

- Michele Arcangelo

rientriamo nei ranghi della religione cristiana quindi.

Inoltre oggi alla prima messa ai cardinali:

- chi pensa a Cristo come ad un super uomo, è ateo!

Ci voleva tanto?

Mentre i mussulmani e le altre religioni seguono il loro antico protocollo, il cattolicesimo ha sbandato violentemente negli ultimi decenni.

E lo sbandamento del cattolicesimo è ben visibile nella nostra società, società con valori insignificanti fatta di social e narcisismo patologico per auto affermazione.

Diventiamo piccoli, perché Cristo E‘! E’ e basta, chi ci crede ci crede e gli altri seguiranno altre correnti religiose.

Doppio passaporto, Usa e peruviano del nuovo Papa.

Io ho avuto la fortune di viaggiare in Perù, sulle sue montagne principalmente, gente umile, semplice, simpatica e felice  anche possedendo una capra.

S. Agostino, il berbero del nord-Africa, è stato un lottatore con tutte le sue tribolazioni, di uomo e di religioso. Di Ippona, di cui poi divenne vescovo dopo il suo passaggio alla religione cristiana

E Leone?

Leone I, Magno, un grande combattente in una fase nella quale le dispute interpretative del Cristianesimo erano incredibili

E Leone XIII?

Il Papa della più grande enciclica sul mondo del lavoro, per gli sfruttati operai nel sorgere del capitalismo.

S. Agostino e Leone, un buon avvio per rimettere in sesto un cattolicesimo ferito e anche dissacrato! Gli agostiniani

Anche se nei secoli il Pontefice romano è stato ed è un Re, e ieri abbiamo visto gli onori militari a lui dedicati, il Papa di Pietro è un salvatore di anime!

Se mescoliamo troppi pensieri e pensiamo troppo alla materialità, le confusione regnerà per sempre.

A Cesare quel che è di Cesare e a Dio….

Umiltà, cosi dice Leone XIV! E dovrà pensare alle anime ed anche alla Curia e le sue distorsioni tossiche, auguri.

Pensate sia facile gestire Stati o il più grande Stato mondiale che è il Vaticano? Quanti demoni nascosti ci sono? Quanti doppiogiochisti?

Vi racconto qualcosa se vi interessa sul famoso “peccato originale“, che da centinaia di anni crea dissidi e frange in ambito religioso. E che è alla base delle nostre religioni.

Il XX.mo secolo ha avuto due grandi personaggi religiosi nella provincia di Belluno.

Don Albino Luciani, divenuto Papa Giovanni Paolo I, il Papa del sorriso che è durato poco e

Don Guido Bortoluzzi, che ha ricevuto visioni e rivelazioni da Dio.

Il peccato originale sarebbe dovuto ad una ibridazione tra l’umano “Adamo“, bel ragazzotto alto e ben strutturato con capelli lisci e neri, con una specie di “femmina” di bassa statura, senza narici e con orecchie tipo pecora appartenente ad una specie “non umana”, ma più scimmiesca.

Da questa unione si generò in seguito la nostra razza oggi conosciuta. Una razza potremmo dire “impura”, Cainita, ma figlia della volontà del Creatore, alla quale Adamo non ubbidì! 

Creatore, che in seguito mandò il Figlio per la redenzione! Farneticazioni, fantasie, allucinazioni?!

Se la Chiesa le sta tenendo segrete, sapete com’è…più facile che siano verità, scomode, ma verità!

Comunque, personalmente, dopo la  Pachamama del suo amato predecessore, un ritorno ad una certa dogmatica, potrebbe rigenerare una parte di una società malata di egocentrismo e del potere senza limiti dei potenti.

Il fumo di Satana entrò prepotentemente nella Chiesa negli anni 60, col Concilio Vaticano, che tra l’altro abolì la preghiera finale nelle messe all’Arcangelo Michele, protettore contro i demoni.

Arcangelo, che nell’Urbi et Orbi di Leone di ieri, rientra, in lingua latina, fantasticamente nel teatro di guerra umana.

E che dire della fantastica “eggregora” dell’Ave Maria cantata ieri ed ascoltata da, credo, miliardi di persone in tutto il pianeta?

Ne ho già parlato nei miei articoli di come la religione ebraica crea eggregore uniche nel pianeta, perché ha una sola preghiera comune in tutti i suoi seguaci.

E i mussulmani?

E le eggregore creano, creano  forme di pensiero e materia!

Non facciamo sempre i buonisti che cercano gli accordi con tutti, senza affermare che il Cristianesimo ha indicato la via per una vita onesta, rispettosa del prossimo e per la redenzione umana dai peccati.

Sempre chini ai vari faccendieri miliardari a cui interessa solo vendere, vendere e vendere qualsiasi cosa soprattutto agli stupidi occidentali smartizzati o comunque alle pecore idiotizzate.

O alle stupidaggini della new-wave e del pensiero positivo e cazzate varie, create dai dissociatori mentali che pianificano, secondo le regole demoniache.

E le Chiese, senza il fumo demoniaco, MAI più chiuderle come è successo nella pantomima pandemica; neanche ai tempi della peste vennero chiuse e questa è una grave decisione imperdonabile presa 5 anni fa ed avvallata dalla Chiesa romana.

In ultimo,  le cose importanti a cui dobbiamo puntare:

- i bambini non si toccano e chi li tocca va gettato a mare

- agli umili e diseredati, quelli veri, aiuto e misericordia

- ai fattucchieri e ai falsi manipolatori, agli ipocriti, agli ingannatori...il fuoco eterno.

Facciamo girare la ruota di nuovo nel verso giusto e diamo credito alla nuova linea, speriamo, che il pontificato di Leone prenderà.

Attendiamo le sue decisioni e non continuiamo, come molti  critici del sistema, a trovare sempre un pelo nell’uovo del tipo … e lui è un attore e lui è stato messo lì da tizio caio e sempronio etc. etc.

Ripeto e lo sapete, il teatro nel quale viviamo è questo e tutti siamo attori, chi più e chi meno.

Non per questo dobbiamo sempre essere complottisti o complottologhi che si dica!

Se poi tutto sarà una farsa per non cambiare nulla, allora ne parleremo.

L’uomo è simpatico, il suo sguardo è vivace ed intelligente, si emoziona e la sua preparazione canonica e missionaria è grandiosa.

Se siete sapienti e critici provateci voi a portare amore, cibo ed istruzione ai diseredati del pianeta.

“per scrivere sulla vita, devi prima viverla" Ernest Emingway

Salutoni cari

FONTE

®wld 

domenica 26 giugno 2022

100 anni di ingiustizia e oppressione che sono state inflitte al popolo palestinese

L'assoluta inutilità delle Chiese mondiali
La cristianità occidentale perde ogni credibilità mentre il furto della Terra Santa continua - By Stuart Littlewood -

di Stu Littlewood, VT Scozia

[Nota del redattore: Stu rivisita una causa persa che è scomparsa nella tan del coniglio mentre nuove, inclusa una potenziale Terza Guerra Mondiale, sono all'orizzonte. Le Nazioni Unite sembrano aver perso il loro fascicolo palestinese e i media mondiali sembrano aver perso interesse.

L'ultima storia che ha avuto visibilità è stata la giornalista palestinese che si è presa una pallottola in testa mentre seguiva un'operazione di "sicurezza" israeliana in Cisgiordania.

Michel Sabbah

Stu ha concentrato la sua carne oggi non sull'ONU o sui media, ma il Consiglio Mondiale delle Chiese, che ha contribuito solo al livello più basso possibile, invita gli altri a fare qualcosa per la difficile situazione dei palestinesi.

Il WCC ha un enorme pulpito prepotente che sembra salvare per altri problemi che possono essere risolti più facilmente, mentre prende un passaggio sul nodo gordiano palestinese / israeliano che rimane indisturbato fino ad oggi senza sanzioni imposte a Israele che attirerebbe la sua attenzione molto velocemente.

Ricordo la citazione che ho ricevuto da un'intervista con il patriarca latino di Gerusalemme due decenni fa ad Atlanta con Jim Clancy, una buona dichiarazione conclusiva del patriarca Michel Sabbah : "I palestinesi, non piangono per niente", una descrizione semplice ma concisa della loro tragedia.

A quel tempo, lui ed io concordammo che Gerusalemme avrebbe dovuto essere una città internazionale amministrata dalle Nazioni Unite, con accesso a tutti coloro che erano sotto la sua protezione. Ma tali soluzioni pratiche sono spesso respinte di mano dai pretendenti all'ONU ... Jim W. Dean]

Pubblicato per la prima volta il 25 giugno 2022

Esattamente 5 anni fa la Coalizione nazionale delle organizzazioni cristiane in Palestina (NCCOP) ha lanciato un'ultima richiesta di aiuto in una lettera aperta al Consiglio ecumenico delle Chiese e al movimento ecumenico. È stato firmato da oltre 30 organizzazioni a Gerusalemme, in Cisgiordania ea Gaza.

Riassumeva la situazione crudele e illegale in Terra Santa.

"Stiamo ancora soffrendo per 100 anni di ingiustizia e oppressione che sono state inflitte al popolo palestinese a partire dalla dichiarazione illegale di Balfour, intensificata attraverso la Nakba ["catastrofe" palestinese] e l'afflusso di rifugiati, seguita dall'occupazione israeliana dell'Occidente Banca che include Gerusalemme Est e Gaza e la frammentazione del nostro popolo e della nostra terra attraverso politiche di isolamento e confisca, e la costruzione di insediamenti per soli ebrei e il Muro dell'Apartheid.

Cento anni dopo e ancora non c'è giustizia! Discriminazione e disuguaglianza, occupazione militare e oppressione sistematica sono la regola…. Nonostante tutte le promesse, i vertici senza fine, le risoluzioni dell'Onu, le chiamate di leader religiosi e laici, i palestinesi bramano ancora la loro libertà e indipendenza e cercano giustizia e uguaglianza”.

Il messaggio si è concluso con queste parole inquietanti:

“Le cose sono oltre l'urgenza. Siamo sull'orlo di un crollo catastrofico. L'attuale status quo è insostenibile. Questa potrebbe essere la nostra ultima possibilità di raggiungere una pace giusta. Come comunità cristiana palestinese, questa potrebbe essere la nostra ultima opportunità per salvare la presenza cristiana in questa terra”.

'Assenza di ogni speranza'

Dieci anni prima avevamo avuto la "Chiamata di Amman" alla conferenza internazionale per la pace del WCC Chiese insieme per la pace e la giustizia in Medio Oriente tenutasi in Giordania. Conteneva una serie di imperativi. Si sono ridotti a questo: “Basta. Non più parole senza fatti. È tempo di agire".

Questo è stato seguito nel 2009 dal Documento di Kairos che si definisce un “grido di speranza in assenza di ogni speranza”. Diceva di aver "raggiunto un vicolo cieco" nella tragedia del popolo palestinese e che i decisori "si accontentano di gestire la crisi piuttosto che impegnarsi nel serio compito di trovare un modo per risolverla".

I fedeli si chiedevano: cosa fa la comunità internazionale? Cosa stanno facendo i leader politici in Palestina, in Israele e nel mondo arabo? Cosa fa la Chiesa?

“Il problema non è solo politico. È una politica in cui gli esseri umani vengono distrutti e questo deve interessare la Chiesa».

Kairos ha detto senza mezzi termini alla comunità internazionale di smettere di praticare i "doppi standard" e di iniziare ad attuare risoluzioni internazionali. “L'applicazione selettiva del diritto internazionale minaccia di lasciarci vulnerabili a una legge della giungla. Legittima le affermazioni di alcuni gruppi armati e afferma che la comunità internazionale comprende solo la logica della forza”.

Inoltre, Kairos ha chiesto l'applicazione di un sistema di sanzioni economiche e di boicottaggio contro Israele, non come tattica di vendetta, ma come azione per raggiungere una pace giusta e definitiva.

Ha inoltre esortato le chiese a rivedere le posizioni fondamentaliste utilizzate per sostenere le politiche malvagie imposte al popolo palestinese ea smettere di fornire una copertura teologica per le ingiustizie che subisce.

Che cosa ha effettivamente ottenuto il WCC da allora? È fantastico nel fare affermazioni e poco altro. Ne hanno appena emesso uno. È il solito woffle in cui il WCC "si rammarica profondamente" e fa molto sollecitazione e appello ad altri organismi (come i governi), ma c'è poca azione oltre una calda vasca di parole sdolcinate.

Non si rendono conto che la soluzione dei due stati – che incredibilmente è ancora una “politica consolidata del WCC” – è morta da 20 anni? E quel dialogo interreligioso di cui fanno tanto tesoro è un cinico stratagemma?

La Gran Bretagna è ancora ufficialmente un paese cristiano. Non penseresti che 26 vescovi della Chiesa d'Inghilterra siedono nella Camera Alta del nostro Parlamento – la Camera dei Lord – e…. fare?

Nel frattempo la Terra Santa, la sorgente della loro fede, viene rubata da sotto i loro nasi annusati.

Stuart Littlewood
25 giugno 2022

Pubblicato sul sito web: https://www.veteranstoday.com/2022/06/25/the-utter-uselessness-of-world-churches/

®wld 

venerdì 11 febbraio 2022

Lasciate che facciano quello che vogliono; cominciate voi a decidere che cosa volete fare

Orbs of Light Attunement - YouTube

Giovagnoli ai cristiani: sveglia, è il Vaticano a schiacciarci

Eternamente grazie, professor Luc Montagnier: eternamente grazie. Non è una brutta notizia, quella che è arrivata. Sapete, funziona così: dobbiamo educarci al trascorrere delle cose, alla fine della bellezza fisica, al tramonto del sole, alla vecchiaia, così come ci meravigliamo della nascita, del sorgere, della giovinezza, e poi della barba che si imbianca. Si chiama vita: è così. La vita si può soltanto accettare. Si può soltanto consegnarsi, alla vita: perché, se ci si consegna alla vita, allora ci si consegna anche all’immortalità. Montagnier ha lasciato un solco indelebile, dentro ognuno di noi. E si è andato ad annidare dentro ognuno di noi. Da bravissimo virologo, è diventato un virus d’amore. E questo rende decisamente immortale la sua essenza, il suo passaggio qui su questa Terra. Tutti siamo destinati a morire, ma in pochi riescono a morire – e a farsi luce – come si è fatto luce il professor Luc Montagnier: dedicando la sua vita alla verità, che è il precursore di ogni giustizia.

MontagnierContinuiamo la sua opera; “siamo” la sua opera. Siamo tutti parte di questa grande opera, noi che abbiamo deciso di sacrificare la nostra vita a un ideale più alto, a un valore più alto. Non siamo venuti qui per sopravvivere: “Fatti non foste a viver come bruti”. Virtù e conoscenza, dunque. Tempo fa, parlando con una carissima amica, parlavo dello sguardo di quest’uomo. E avevamo notato che, dentro questo sguardo, risiedeva già la fermezza di chi ci parla ormai da un altro luogo: di chi non è già più qui. Arriva qui, ma non è più qui: perché ha già superato l’esistenza terrena. E’ lo stesso sguardo che avevamo colto in Giulietto Chiesa; lo stesso sguardo che vedevi nella bellezza, nell’umiltà del dottor De Donno. Questo sguardo lo descrive bene Gabriele La Porta in un libro bellissimo, dedicato a Giordano Bruno, raccontando i momenti che precedono il patibolo, prima che venisse consegnato alle atrocità viste da tutti. Gabriele La Porta si sofferma invece sulle atrocità che soltanto lui aveva visto. E dice: nei suoi occhi si vedeva già quell’assenza, tipica della santità. Gli occhi di Giordano Bruno brillavano già di una luce che arrivava da un altro mondo.

Giordano BrunoAnche durante l’ordinarietà di questa vita, è possibile prendere in prestito delle schegge di quella luce. Succede ogni volta che ci mettiamo al servizio di questa verità suprema, e quindi decidiamo che la nostra vita sia qualcosa di molto più alto. Così ci stacchiamo da tutte quelle perplessità, quelle paure che la vita ordinaria propone: la precarietà, la paura di non avere successo, la paura di morire di fame, la paura di essere visti come “sbagliati”. Ecco, tutto questo è bassamente umano. E quindi viene totalmente sciolto, spazzato via – da questi atteggiamenti – con una speciale freschezza, un profumo, una giovinezza d’animo. L’invito che rivolgo innanzitutto a me stesso, tutti i giorni, è sempre questo: diventa la cosa più bella che tu possa diventare, lo strumento d’amore più potente; immolati dentro questo grande flusso: solo così potrai avere (e toccare con mano) un senso superiore, di questa vita. Altrimenti avrai semplicemente abitato una macchina, e da quella macchina avrai preso ordini.

Io non prendo ordini da nessuno, neanche dalla mia macchina. Io sono al servizio di una forza che è più grande di me. E quando la sento, sento di essere in tutte le cose: è questo stato, questo “sentirsi in Dio”. Quando mi domandano, “tu credi in Dio?”, rispondo: io non credo in niente; io sento che posso entrare in uno stato. La divinità è uno stato, dove tu senti di essere dentro qualunque cosa. E senti di non essere più te stesso; perché, quando sei te stesso, parlano le tue eredità; parla la tua macchina, parlano la tua vecchiaia, la tua paura; parla il tuo ego. “Sentirsi Dio” significa trasmutare, letteralmente, quella che è la tua espressione esistenziale, e diventare qualcos’altro. Quando ti senti “in Dio”, allora ricevi le facoltà per poter compiere grandi opere: per poterti staccare, e per poter raggiungere gli altri, per dare un contributo, per “far atterrare” su questa Terra questa parola, che altrimenti non vale niente, se rimane soltanto dentro le preghiere e dentro le confessioni. Non vale niente, se rimane dentro le istituzioni: la parola Dio, se non diventa opera, non vale niente. Questi “Dio” che sono rimasti nelle parole hanno generato mostri, e lo vediamo anche oggi.

Michele GiovagnoliOrmai sono di fronte a un ulteriore scarto, in quello che è il mio cammino. Lo sapete, io sono un alchimista. E noi alchimisti siamo stati sempre bruciati, sempre: ma non da chi animava e faceva “atterrare” il messaggio cristico, non da chi diventava espressione diretta di un Dio che, altrimenti, è solo il vuoto contenitore di una parola sterile. Siamo stati bruciati vivi da chi aveva creato un’istituzione, da chi sfruttava quella cosa. Noi li abbiamo avuti sempre contro: sono stati sempre avversi alla verità che portiamo. E’ normale: l’unico modo per spegnere gli effetti di una lampadina che offre luce è coprirla, altrimenti la luce annienta qualunque ombra, qualunque buio. E abbiamo giocato, nei secoli, questo gioco che si chiama vita. Siamo cresciuti. E oggi viviamo un momento straordinario: abbiamo un mese e mezzo di tempo, per meritarci questa libertà. Insieme, in questi mesi, ci siamo fortificati e preservati; abbiamo tenuta viva la fiamma, la speranza di trasformare qualcosa.

“Speranza”: questa parola è anch’essa priva di significato, se non diventa opera. La speranza non ha senso, se non diventa volontà: è per questo che scriviamo sempre “né fede né speranza”, nei nostri studi di alchimisti. La speranza diventa una conseguenza naturale, se ci metti la volontà: se tu diventi la volontà, se tu entri nel flusso della volontà. E siamo arrivati a questo punto, a questi giorni cruciali e definitivi, nei quali io darò tutto quello che ho. Perché adesso non è più pensabile fare spettacolo, dedicarsi allo show, pensare ai follower. Guardate Andrea Colombini: più gli bloccano i profili sui social e più lui va avanti, stoico, imperterrito. Perché l’unica cosa che possiamo perdere è quella che molti hanno già perso: il senso di quest’esistenza. O siamo al servizio della luce, o la nostra esistenza non vale niente. O siamo al servizio della verità, o la nostra esistenza – ripeto – non vale assolutamente niente. Rimaniamo incastrati dentro una macchina che ci dice cosa fare e poi, a un certo punto, si spegne. E si rimane lì, si muore così. Si dice: quindi? Tutto qui? Ma dov’era, la bellezza della vita?

BergoglioDobbiamo dare un senso, alla vita, altrimenti il senso è questa stupidità. In questi mesi, quindi, mi giocherò tutto. Mi sono domandato cosa fare, adesso: come ottimizzare tutta questa forza che abbiamo preservato. Stiamo fermi: siamo arrivati fin qui, ormai non ci smuove più nessuno. Però le cose non stanno cambiando. O meglio: stanno maturando, ma devono essere accompagnate. Cosa manca? Quali sono gli ingredienti che mancano? Me lo domando, non ci dormo la notte: perché devo dare un senso a questa potenza, a questa vita. Devo darle un senso, altrimenti non mi sento compiuto. E allora ho pensato a come è stato possibile costruire questo grande inganno, come ci si è arrivati, quali sono stati i personaggi che hanno giocato la loro dote. Si è mossa la finanza, si è mossa la politica, si sono mossi tutti i tentacoli del male. E si sono mosse anche queste istituzioni religiose. Si sono mosse: e hanno fagocitato quello che era un messaggio. Loro si sono fatti portavoce di quello che, in Italia, è il messaggio cristico: un messaggio fatto di fratellanza, di uguaglianza, di solidarietà, di aiuto, di comprensione, di crescita.

Un messaggio che è arrivato con una volontà, ma viene trasformato: viene reso l’esatta antitesi. L’istituzione che se ne fa portavoce è la più ricca, la più occulta possibile. E’ l’istituzione intoccabile alla quale è permesso fare tutto: benedice le bombe atomiche e benediceva i fascisti, quando c’era il fascismo. E si mette a fianco del più grande dittatore. E continua, ancora oggi, a muoversi in questo regime di falsità. Quando un personaggio così benedice – come atto d’amore – tutto quello che si sta facendo, allora il gioco s’incarta. Perché c’è qualcosa che si va a infilare nella matrice sociale, bloccandola. Perché in Italia la gente non riesce a fare quel salto in più? Perché lo fanno in Canada, con dieci gradi sotto zero, e lo fanno in tutto il mondo, mentre in Italia non si riesce a raggiungere quella determinazione? Perché c’è un’infezione. C’è una falsità, che si è infiltrata nel contesto sociale. In questo anno lo abbiamo capito: il messaggio di Cristo è una cosa, la Chiesa cattolica è ben altra cosa.

La messa è finitaE allora, fino a quando il contesto sociale rimane prigioniero dei dettami imposti da questa realtà, che tradisce appieno il messaggio di fratellanza, di umiltà e di verità, noi non andremo da nessuna parte. Perché l’Italia ha una matrice cristiana potentissima. E se i cristiani italiani continuano a rimanere inerti, e a non trasformare il Verbo in azione, se non diventano essi stessi le mani del loro Dio, non abbiamo la forza per muovere un passo in più, mancherà sempre qualcosa. E loro lo sapevano che, facendo prendere questa posizione all’uomo vestito di bianco, la situazione si sarebbe totalmente “impallata”. Manca una spinta, una collaborazione, un’unità di intenti. E’ stato annichilito il più grande dei messaggi: che non ha più bandiere, se si parla di solidarietà, perché altrimenti non ha senso più niente. Se non troviamo un intento comune, nel nome di questa verità – un intento che porti a termine questa persecuzione – allora è finita l’umanità.

Siamo tutti chiamati a dare un senso, una forza, alle parole di cui ci riempiamo la bocca. Premetto: io ho sempre tenuto le distanze, da quella realtà. Ma nelle piazze incontro sempre più gente che mi dice: «Guarda, io sono un cristiano; e questa Chiesa non mi piace, e nemmeno questo Papa: non mi risuona». Bene. Quanti sono, questi cristiani? Quanti siete? Siete tantissimi, sapete. Venite nelle piazze e vi confidate di nascosto, quando finisco un intervento. A volte mi consegnate un pensierino, un santino. E io li ricevo, da apostata, perché mi sono anche “sbattezzato”: non si può far convivere un’espressione di verità e di amore con chi invece usa il verbo della verità e dell’amore per poi mettere in campo una volontà che è tutt’altro che verità e amore. E allora il mio gesto, adesso, è quello di chiamare a una grande alleanza trasversale, che non deve più guardare in faccia a niente. Faccio un passo avanti io, per primo, che sono l’eretico per eccellenza e ho scritto anche un libro (“La messa è finita”, ndr) che mi ha procurato un dossier sulle spalle e l’impossibilità di lavorare con certe realtà.

Faccio un passo io perché non me ne faccio niente, di Michele: devo essere oltre Michele, più avanti di Michele; perché Michele è un essere finito; e invece, l’espressione che Michele può abitare è eterna: e io sono dentro quell’espressione, come lo è ognuno di voi. Siamo chiamati a creare un’alleanza trasversale, in questi ultimi giorni che abbiamo a disposizione: perché poi non ne avremo più. E allora avrà senso che ognuno faccia i conti con se stesso. In questi giorni, insisto, siamo chiamati a creare questa grande alleanza. Ci sono dei movimenti; ci sono degli albori, lo vedo. Non ci “state dentro” nemmeno voi, dall’altra parte; avete bisogno, non vi sentite più rappresentati; volete vivere una realtà spirituale sana, come la vuole vivere chiunque. Non si può più stare dietro al dettame impartito dal “grande capo”. Se sentite che quelle parole hanno sempre animato la vostra fede, che vi hanno fatto riconoscere in un certo modo, se cioè siete dei cristiani, se sentite che quel messaggio è universale, allora è arrivato il momento di trasformare quel messaggio in una volontà: senza più guardare a quello che si può perdere, a come si verrà giudicati, e soprattutto a chi camminerà al tuo fianco.

Don Emanuele PersoneniLo dico pubblicamente: io camminerò a fianco di qualunque cristiano che voglia trasformare la propria energia in una volontà, in un’azione concreta. Il periodo è troppo serio, abbiamo un incendio in casa: non possiamo più metterci a discutere sul colore del tavolo. Poi magari torneremo a dividerci, ma oggi viviamo un momento di una serietà totale: non c’è mai stato un periodo più serio di questo. Ci serve un’unità di intenti, una volontà comune. Penso a don Emanuele Personeni: lo ringrazio, dal profondo del cuore. Un sacerdote coraggioso, di quelli che trasformano le parole in fatti. Don Emanuele ha iniziato un cammino, un pellegrinaggio in nome della verità; ha dichiarato apertamente che il suo intento è quello di far togliere qualunque obbligo di “pozione magica”, qualunque schedatura, e vuole andare di parrocchia in parrocchia. Se non ho capito male, dall’alto hanno intimato alle parrocchie di non riceverlo. Mi auguro che non sia vero: sarebbe la conferma del fatto che sta facendo qualcosa di davvero importante. Confido in tutte le persone che lo affiancheranno, in questo cammino: qualcosa che porti le idee nelle piazze e le renda visibili. Bisogna dichiararsi, e questa persona sta compiendo un gesto veramente degno.

E’ un’anticipazione di un’era nuova, dove si esce da questa sterilità delle parole e si diventa realmente fatto, opera. A voi cristiani dico: date forza alle parole del vostro Dio, altrimenti rimangono aria fritta e il vostro Dio rimane impotente. Perché il vostro Dio si manifesta tramite voi, tramite la vostra espressione, tramite quello che fate. E’ inutile predicare e recitare in un angolo della vostra stanza, avendo paura di dire come la pensate. Quel Dio lì scappa; non viene più, a trovarvi. E allora, diventate l’espressione di quel Dio. Io ho il mio concetto di divinità, e sono stato sempre al suo servizio. Quando la natura mi insegna a essere sincero, onesto e palese, io cerco di esserlo il più possibile. E quando mi insegna che un’era è finita e che bisogna anticipare una stagione nuova, non tengo chiuse le mie gemme. Ecco, date senso – trasformandole in opera – alla vostre parole. Io mi unirò a don Emanuele Personeni nel suo percorso, intreccerò il suo cammino e farò un po’ di strada con lui. E sono disposto a fare spazio e dare energia: siamo una comunità di 150.000 persone; in parallelo c’è la realtà di “Essere Solare”, quasi 25.000 persone; e c’è un gruppo Telegram di altre 50.000 persone (il canale YouTube me invece l’hanno censurato, quindi non lo posso più usare).

MeluzziLa mia forza, in ogni caso, è al servizio di tutte che le persone che, adesso, vogliono trasformare le belle parole in fatti. Ho quest’immagine di questa espressione cristiana, dove ci siano dei preti che si ricordano di cosa son venuti a fare, nel mettersi dentro quell’abito. Possono avere mille limiti, perché ognuno fa la sua scelta. Però, se mi parli d’amore, fallo “atterrare”, questo amore. E’ un invito rivolto a tanti sacerdoti: e ne ho incontrati. Alcuni mi hanno chiesto anche scusa. Una volta, a Riva del Garda, uno mi ha detto: «Guarda, tu hai chiesto scusa alle donne, a nome di tutti gli uomini, per quello che è successo nella storia; hai chiesto scusa in nome del dolore che hanno provato. E io, in qualità di sacerdote e a nome dell’istituzione che rappresento, ti chiedo scusa per il dolore che abbiamo fatto provare alle anime come te, nei secoli». Mi sono commosso. Abbiamo spremuto qualche lacrima, insieme, stretti in un abbraccio. E se mi ascolta, quel sacerdote lo ringrazio anche adesso. E che sia l’inizio, questo.

Ho avuto questa visione, dicevo, dei sacerdoti che cominciano a scendere in piazza, a girare per le strade, e raccolgono tutte le persone di buona volontà. Mi auguro che si crei, finalmente, un’alleanza trasversale che dia espressione anche a chi è ai livelli più alti. Mi sono immaginato pure altri personaggi, che hanno manifestato la loro fede in questi valori e quindi cercano di dare un senso a quelle parole (altrimenti, non ha senso niente). Ho seguito alcune persone, sto seguendo Meluzzi, sto seguendo monsignor Viganò. Siamo chiamati a fare questo passo avanti: dobbiamo giocare tutte le carte, anche se questo richiede di fare un passo indietro e di sospendere certi attriti. Siamo chiamati a farle, queste mosse: non possiamo permetterci di arrivare alla fine di questo periodo, tra un mese e mezzo, senza aver tentato di stringere tutte le alleanze possibili. Invito tutti: date un senso alle parole d’amore che finora avete ospitato. O gli date un senso, o smettere di parlare a nome di chi ha portato certi messaggi: perché se quello che ha portato certi messaggi si affacciasse adesso, sicuramente non sarebbe contentissimo di quello che stanno facendo le istituzioni; ma chiederebbe a voi cristiani, uno ad uno: perché continuate a nascondervi?

Mi auguro che il mio gesto sia compreso e sia supportato. Lo ripeto: io sono un eretico apostata, mi sono “sbattezzato” e ho scritto anche un testo, ben nutrito, contro le istituzioni cattoliche. E sono qui, in prima persona, a mettere la mia energia al servizio di tutti i cristiani di buona volontà. Confido nella luce che vi illumina (da dentro, non da fuori). Nel frattempo, lo so, gli altri non si fermano. Hanno cambiato la Costituzione? Certo: continueranno a fare tutto quello che è possibile, per portare a termine il loro disegno. Voglio ricordare che, come è stata cambiata, la Costituzione si può ri-cambiare. La nostra Costituzione parlava di diritti, di discriminazioni, di come non arrivare a certe situazioni; e invece è stata ampiamente superata. La Costituzione è come una bella preghiera, un bellissimo enunciato, un epitaffio straordinario, un testamento insuperabile. Ma se non viene trasformato in volontà, non vale niente: è carta straccia. Quindi, sì: possono cambiare anche la Costituzione. Ma non allarmatevi troppo: lasciate che facciano quello che vogliono; cominciate voi a decidere che cosa volete fare: perché abbiamo un mese e mezzo di tempo. Siamo arrivati liberi, su questa Terra: liberi torneremo a casa.

(Michele Giovagnoli, dal video trasmesso su Facebook il 10 febbraio 2022).

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/2022/02/giovagnoli-ai-cristiani-sveglia-e-il-vaticano-a-schiacciarci/

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domenica 17 ottobre 2021

Quirinale: quale Diavolo/Demonio siederà in quel luogo?

"Porta dell'Inferno" di Auguste Rodin.

La Vera Storia della Porta dell'Inferno al Quirinale

di Redazione dal Sito Web MePiu Informazione di NM

Il 17 settembre a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, è arrivato il modello di fusione in gesso della celebre "Porta dell'Inferno" di Auguste Rodin.

Pezzo da novanta tra i capolavori della mostra "Inferno", a cura di Jean Clair, in programma dal 15 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

 

L'opera è alta ben 7 metri.
Che sia un messaggio subliminale abbastanza esplicito l'entrata a Roma di tale scultura?

 

Che siano soltanto teorie?
Al momento rimane un forte dibattito.

 

Abbiamo chiesto un parere ad Professor Emanuele Palmieri, già ospite qui su MePiù in un podcast con Eugenio Miccoli.

 

Servizio di Francesco Mastrobattista, e Leonardo Rosi.
Il 17 settembre a Roma (2021), alle Scuderie del Quirinale, è arrivato il modello di fusione in gesso della celebre "Porta dell'Inferno" di Auguste Rodin.Pezzo da novanta tra i capolavori della mostra "Inferno", a cura di Jean Clair, in programma dal 15 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022 
L'opera, concessa in prestito dal Musée Rodin di Parigi, è alta ben 7 metri. 
Il portale è interamente ricoperto di altorilievi raffiguranti parti dell'opera di Dante Alighieri, esclusivamente sull'Inferno. 
Immediate sono state sui social le tesi e i parallelismi tra il significato simbolico della scultura, ovvero il regno delle tenebre, e ciò che socialmente si sta verificando in Italia. 
Negli ultimi due giorni è stato soprattutto diffuso sui social un video del canale YouTube "Libreria Esoterica Cavour" dal titolo "Le porte dell'inferno al Quirinale", in cui a parlare è Giorgio Rossi, il quale ha subito ipotizzato una relazione di natura quasi rituale tra la venuta della porta nel cuore della cristianità e l'entrata in vigore del nuovo decreto, arrivando persino ad ipotizzare che in quel quirinale a cui fa riferimento il titolo, siederà proprio il "Demonio" in persona. 
Che sia dunque un messaggio subliminale abbastanza esplicito l'entrata a Roma di tale scultura? Che siano soltanto teorie?
In ogni caso è una tesi che sta dilagando sui social, sta affascinando molti appassionati di esoterismo ed allarmando i più ferventi cattolici e religiosi. 
C'è 
a dire che l'argomento si dimostra scottante a causa del dibattito ancora caldo dovuto al video di Monsignor Carlo Maria Viganò
Persino la scrittrice Ilaria Bifarini, autrice di un libro che ha fatto molto parlare "Il Grande Reset", si sofferma sulla non casualità della questione. Così scrive sui social: 
"Ormai non hanno più bisogno di nascondere i propri intenti, anzi li esibiscono sfacciatamente: 
la porta dell'inferno di Rodin da Parigi viene portata a Roma, non a caso davanti al Quirinale. 
Macron passa la staffetta a Draghi. 
A dir poco, emblematico". 
Insomma, tra chi verso questo oggetto ha una visione di matrice più metafisica, e chi invece reputa sia una semplice opera d'arte, si è dato il via a molteplici riflessioni. 
A tal proposito abbiamo chiesto il parere anche ad Emanuele Palmieri, Formatore e ricercatore, creatore della disciplina di crescita personale "Matrice Interiore", fondatore del canale YouTube "Infinito".

 
 

giovedì 4 luglio 2019

Persi per sempre per la follia umana

 

4 siti biblici distrutti e saccheggiati dall'ISIS

Negli ultimi anni, quando l'ISIS ha distrutto e saccheggiato vari siti nella loro roccaforte di Siria e Iraq; importante per quasi ogni religione e cultura - e poi ha iniziato a vendere oggetti su Facebook - ha rattristato molti storici, archeologi e leader religiosi in tutto il mondo. Molti di questi siti sono siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO e importanti per il loro significato storico e culturale.

L'idea di saccheggiare è più antica di quanto sappiamo, con gli incisivi che saccheggiano le cose sepolte come i defunti che nel tempo hanno avuto una storia, e con alcuni resoconti che risalgono ad almeno 1.700 a.C., se non prima. La culla della civiltà - quella che era conosciuta come Mesopotamia - fu
dilagantemente saccheggiata, e continua ancora oggi da persone colpite dalle guerre regionali e dallo stress economico.

Dura-Europos

Fondata nel 303 a.C. e sede di una chiesa paleocristiana risalente al 230 CE, il primo ad essere conosciuto, Dura-Europos, che si traduce in Fort Europos, fu costruito in cima a una scogliera sulle sponde del fiume Eufrate. All'interno della chiesa c'è un battistero, un cortile e una sala riunioni, mentre si mostrano una varietà di scene cristiane nei dipinti. Un dipinto veramente importante è quello del miracolo di Gesù che camminava sull'acqua.

  


Un altro sito che l'ISIS ha catturato nel 2014, è stato l'obiettivo di "saccheggi estremamente pesanti". Un'altra vittima della guerra siriana, l'esercito siriano è stato in grado di riconquistare il sito nel 2017, anche se i ricercatori non sono sicuri di quanto sia danneggiato, e quanta parte della chiesa attuale si trova ancora oggi. Fortunatamente, più di 12.000 reliquie sono state conservate dopo che l'Accademia francese delle iscrizioni e lettere e le squadre di Yale le hanno scavate tra il 1920 e il 1940 e sono ospitate presso la Galleria d'Arte dell'Università di Yale.

Nimrud

Nimrud è un'antica città assira situata nell'attuale Iraq. Alla fine divenne la capitale dell'impero assiro, dopo che Ashurnasirpal II trasferì il governo lì da Ashur. Evidenziato nel Libro della Genesi, Nimrud (chiamato anche Kalah o, nella Bibbia ebraica, Calah) era uno dei centri commerciali più importanti dell'Impero. Oltre ad essere intitolato a Nimrod, il pronipote di Noè - sì, lo stesso Noè che ha costruito l'Arca - si ritiene che Nimrud sia stata "una delle prime città costruite dopo il Diluvio Universale".




Intorno al 630 aEV, Nimrud si fratturò, si spezzò, fu invaso dai Babilonesi, dai Medi, dai Persiani e dagli Sciti nel 625 aEV, e poi bruciata nel 612 aEV, quando fu abbandonato per più di 2.000 anni. Gli archeologi hanno scoperto Nimrud e iniziato a scavare la città nel 1845, ma inizialmente credevano che fosse Ninive.

Andando avanti velocemente al 2003, quando gli Stati Uniti invasero l'Iraq e tutti i tipi di persone, locali e non, saccheggiarono la città. Secondo alcuni reperti è stato saccheggiato anche il Museo Nazionale iracheno. Più tardi nel 2014, l'ISIS invase e conquistò la città, distruggendola e saccheggiandola nel processo fino al 2016, quando le forze irachene la riconquistarono.

Ninive

Ninive è un'altra città assira in quello che è l'odierna Mosul, in Iraq, esistendo almeno dal 6000 a.C. Perché Ninive si trova su una linea di faglia, spesso soccombe ai terremoti - e la fa ancora - danneggiando molti degli edifici antichi. Ninive subì lo stesso destino di Nimrud nel 625 e nel 612 aEV, quello che fu invaso dalle stesse forze efacendo terra bruciata.

Ninive è biblicamente importante per una serie di motivi. La Bibbia menziona la città in una profezia del Libro di Nahum che presumibilmente prevedeva la distruzione della città. Nahum disse della città che era:

"... La città del sangue, piena di bugie, piena di saccheggi, mai senza vittime."
Anche la tomba di Giona si trova a Ninive, e il Libro di Giona descrive come la città fu "risparmiata dall'ira di Dio". Anche Ninive compare nei libri di Sofonia e Tobia, così come i Vangeli di Matteo e Luca.
 


L'ISIS invase e occupò Ninive nello stesso momento in cui Nimrud cadde da parte del gruppo terroristico. Ma il gruppo mantenne la città fino al 2017, un anno dopo che le truppe irachene riprendevano il controllo di Nimrud. I terroristi hanno saccheggiato e distrutto la tomba durante la loro occupazione. Ma questa potrebbe essere stata una benedizione sotto mentite spoglie, mentre i saccheggiatori scavavano tunnel hanno scoperto un palazzo e antiche iscrizioni.

Raqqa

La prima città conquistata dall'ISIS nel 2013, una coalizione guidata dagli Stati Uniti è stata in grado di riconquistare Raqqa, la città che è stata la loro capitale fino al 2017. Pur non essendo tecnicamente un sito biblico - almeno non per i cristiani - Raqqa è un sito religioso importante all'Islam. In particolare, la moschea Ammar bin Yasir e tre dei suoi santuari ed importanti figure religiose sono stati distrutti. Questa moschea è "un sito di pellegrinaggio sciita". Sono state danneggiate anche parti della città vecchia, importanti per la cultura perché serviva come capitale abbaside durante il 796 e l'809 CE, così come il museo di Raqqa.




Ospitato in un sito storico costruito nel 1861, il museo stesso è stato fondato nel 1981 e ospitava oltre 7.000 reperti antichi provenienti dalla Siria e dalle aree circostanti. L'ISIS non era gentile con il museo. Secondo i rapporti, il gruppo ha saccheggiato "praticamente ogni artefatto e prezioso ... (sic)" il museo ha tenuto e li ha venduti per aiutare a finanziare le loro operazioni.

Altri siti culturali antichi distrutti e saccheggiati dall'
ISIS
 
Sebbene l'ISIS sia stato cacciato da molte delle sue antiche roccaforti, la devastazione lasciata alle spalle è quasi inimmaginabile. Siti come Palmyra, uno dei più antichi e importanti siti commerciali della regione, e parte della Via della Seta, sono stati fatti saltare in aria e ora non sono altro che macerie.

Correlati: 5 siti biblici distrutti dai saccheggi negli ultimi anni. 

Anche Hatra, una città con un'influenza di influenza romana e greca, faceva parte della Via della Seta. Servì come la capitale di uno stato indipendente (regno) al tempo e fu distrutto dall'ISIS con le mazze - e l'ISIS pubblicò video per dimostrare il loro lavoro.  



Tra le guerre civili e l'ISIS, sembra che potremmo perdere per sempre questi importanti siti archeologici e biblici. Per ulteriori informazioni, consultare il nostro secondo articolo, 5 siti biblici distrutti dai saccheggi negli ultimi anni.  

Immagine in primo piano: Screenshot tramite video di YouTube 


sabato 30 dicembre 2017

Alarico Re di tutti


 

Il Re Cristiano: Alarico era giudeo, chi glielo spiega a Hitler? 

Gettate la rete dall’altra parte della barca, e troverete. E’ una pesca miracolosa quella che il redivivo Gesù, nel Vangelo di Giovanni, promette agli apostoli increduli: se volete pesce, calate le vostre reti sul fianco destro dell’imbarcazione. Linguaggio cifrato: la verità ti attende dove mai avresti pensato che fosse – magari dentro di te, nell’emisfero destro del cervello? Tra le pagine (romanzesche) dedicate a un personaggio devotissimo all’uomo di Betlemme – il “Re Cristiano”, appunto, in azione trecento anni dopo gli eventi evangelici – Gianfranco Carpeoro avverte: li state cercando dalla parte sbagliata, i resti del mitico sovrano dei Visigoti, l’autore del primo Sacco di Roma.

Lui, Alarico, recava scritto già nel suo nome il proprio destino: “Re di tutti”, in lingua norrena proto-germanica. “Re di tutti”, tant’è vero che non voleva affatto radere al suolo Roma: al contrario, ambiva a diventarne l’imperatore. Per questo, lasciata la città (non saccheggiata da lui, ma dai detenuti liberati) si portò via l’augusta principessa discendente della “gens Flavia”, Galla Placidia, sua promessa sposa, insieme a cui si spinse in Calabria per poi attraversare il Mediterraneo: diretto in Africa o a Gerusalemme? Morì a Cosenza, di malaria o avvelenato. Fu sepolto insieme al suo tesoro, a lungo inutilmente cercato – anche da Hitler. E adesso chi glielo spiega, al Führer, che forse il suo Alarico era addirittura un giudeo?

Avete sempre scavato dalla parte sbagliata, scrive Carpeoro, perché Alarico non era un barbaro germanico: era romanizzato e cristiano, sia pure di confessione ariana. E forse addirittura ebreo, discendente nientemeno che dalla Maddalena e da Giuseppe di Arimatea, il misterioso armatore che riscattò il corpo di Cristo da Pilato.

L’oscuro Giuseppe d’Arimatea, cioè l’uomo che poi, si racconta, nel Primo Secolo guidò la spedizione navale che portò in Europa il Cristianesimo, tramite lo sbarco in Provenza delle “Marie venute dal mare” guidate proprio da Maria di Magdala, il cui vero nome – Miriam – è quello che tuttora i Gipsy attribuiscono alla loro regina, consacrata ogni anno a Saintes-Marie-De-La-Mer, in Camargue. Ma che c’entrano, i Goti, con i profughi palestinesi di origine semitica, probabilmente giudei, che raggiunsero le coste meridionali della Francia dopo i fatti di cui parlano i Vangeli? C’entrano eccome, se è vero che i Goti discesi dal Baltico e spintisi a ovest del Danubio – i Derving – poi cambiarono nome, secondo l’abate calabrese Gioacchino da Fiore, adottando la “M” di Miriam per diventare Merovingi, dinastia regale.

E’ così strano pensare che un popolo erratico di origine baltica, poi attestatosi in Francia, sia entrato in contatto con i proto-cristiani di Palestina? Certo che no, se si pensa che i Goti furono in gran parte cristianizzati, già nel Quarto Secolo. Ma attenzione: non erano cattolici, erano seguaci di Ario.

Corrente gnostica, secondo cui Cristo è “figlio di Dio” esattamente quanto noi, ciascuno avendo in sé la propria quota di divinità, l’Arianesimo (bocciato nel 325 dal Concilio di Nicea insieme a tutti gli altri cristianesimi non cattolici) ebbe un vastissimo seguito, specie nell’Europa balcanica popolata dai Goti, all’epoca reduci dal Medio Oriente turco: il loro primo vescovo, Wulfila, a partire dall’anno 348 tradusse la Bibbia in lingua gotica.

E’ proprio lui, Ulfila, che apre il romanzo meta-storico di Carpeoro, svelando al giovane Alarico il senso profondo e segreto della sua missione: conquistare la regalità nella giustizia, proprio nel nome della mitica antenata Miriam. Simbologo e studioso dei Rosacroce, Carpeoro fa discendere quel “mandato ancestrale” (il governo terreno illuminato dall’alto) direttamente dalla Bibbia: è il compito che Abramo riceverebbe dal misterioso Melchisedek, “Re di Giustizia”, al quale chiede di essere autorizzato a regnare sugli ebrei.

E’ il mandato che poi Giuda riceverà a sua volta da Giacobbe-Israele, che descrive le doti del figlio con i tre colori della bandiera italiana. Nella tradizione, proprio il bianco, il rosso e il verde designeranno il contenuto simbolico della discendenza di Davide, fino a tradursi nelle virtù teologali cristiane (fede, speranza e carità). Valori che il potere del mondo ha bandito, ma che qualcuno – in nome di Cristo – ha provato a restaurare? Anche indossando i panni, germanici ma romanizzati, dell’inquieto sovrano dei Goti dell’Ovest?

E’ la tesi attorno a cui si interroga Carpeoro, avvicinando il lettore ai primissimi secoli attraverso l’espediente letterario del noir, impersonato dall’anomalo ricercatore milanese Giulio Cortesi, appassionato di musica e soprattutto di cucina.

Come già nel “Volo del Pellicano” e poi in “Labirinti”, Cortesi è vegliato dal suo ruvido angelo custode, il commissario Amedeo Bertossi, il cui mestiere non è inseguire fantasmi del passato, ma brutali assassini in carne e ossa. Killer contemporanei, che questa volta fanno fuori un professore – tedesco – che aveva scoperto qualcosa di sconcertante sulla vera identità di Alarico. Un’intuizione fondamentale, imbarazzante e molto pericolosa, che porta dritto anche alla precisa ubicazione della leggendaria sepoltura del condottiero.

Se Cosenza è tuttora alla ricerca del Tesoro di Alarico su quella che era la riva pagana del Busento, Carpeoro – che è cosentino di nascita – cita il conterraneo Vincenzo Astorino per suggerire che le spoglie del sovrano vanno cercate sulla sponda opposta del fiumicello, quella che all’epoca era cristiana, dove sorgeva l’antichissima chiesetta di San Pancrazio, oggi interrata dai detriti alluvionali. Secondo la leggenda – e la poesia di August von Platen, tradotta da Carducci –quel piccolo corso d’acqua avrebbe addirittura sommerso il Re dei Goti, inumato (come poi Attila) insieme al suo cavallo nel letto del torrente, deviato per l’occasione.

A decrittare anche quei versi ottocenteschi – scomponendoli, in un gioco enigmistico – provvede, nel romanzo, la favolosa équipe di cui si avvale Cortesi: il professore torinese e il suo amico simbologo, l’anziano architetto milanese che tiene in casa un Caravaggio non censito, e poi il vero “aiutante magico”, Fra’ Tommasino, il decano dell’Abbazia di Chiaravalle, “coadiuvato” (in sogno) da Cecilia, la ragazza amata dall’immenso pittore Giorgione, sulla cui “Tempesta” la critica non ha finito di arrovellarsi.

Una trama agile e avvincente, piena di colpi di scena giocati tra Milano e la Calabria, riesce a trasportare il lettore tra le brume meno esplorate degli ultimi decenni dell’Impero Romano, dato già per morto quando invece era ancora enorme l’impronta di un grande imperatore come Teodosio. E’ proprio nella guerra di successione che si inserisce l’apparente outsider “germanico” Alarico, che contende Galla Placidia al figlio del suo altrettanto apparente antagonista, il generale Stilicone, accanto al quale ha anche combattuto per difendere Roma. Alarico? Era sì il Re dei germanici Dervingi, ma anche un cittadino romano, promosso addirittura governatore dell’Illiria. E non era pagano: era cristiano. Di più: era ariano, devoto al vescovo Ulfila.

Se poi il termine “ariano” ha assunto tutt’altro significato, lo si deve all’Uomo Nero, Hitler, che – in nome del mito della purezza razziale – spedì a Cosenza gli archeologi di Himmler e cercare, inutilmente, le spoglie (e il tesoro) del loro presunto campione germanico. Quello è il modo in cui la lettura distratta della storia può deviare dalla verità, coniando stereotipi e luoghi comuni che poi innescano dinamiche che finiscono sempre nello stesso modo, cioè con una strage di massa.

Ne sa qualcosa il sinistro Rudolf von Sebottendorff , il vero fondatore del nazismo “etnico”, il cui spettro si presenta puntuale all’appuntamento coi lettori di Carpeoro – che non è uno storico, ma un simbologo: nella storia, cerca quello che gli storici non dicono, e forse non vedono. Per esempio: perché Alarico, conquistata Roma, porta con sé Galla Placidia? E perché, se voleva dirigersi in Africa, non è salpato da qualsiasi porto tirrenico, spingendosi invece fino a Reggio Calabria, cioè verso la rotta ionica del Medio Oriente? Aveva forse con sé qualcosa di prezioso, che – come poi i Templari – doveva essere “rimesso al suo posto”, cioè nel Tempio di Salomone a Gerusalemme, simbolo dell’unità pacifica di tutti i popoli della Terra?  

“Il Re Cristiano” (l’acronimo è R+C, Rosacroce) è un romanzo per chi ama le domande, più che le risposte. E’ il sequel della storia che lo precede, “Labirinti”, e in fondo disegna un altro dedalo: come Teseo ha bisogno dell’amore di Arianna per uscire vivo dal labirinto del Minotauro, il valoroso Alarico deve avere al suo fianco Galla Placidia. 

Non riuscirà a portare a termine la missione, morendo ancora giovane senza poter instaurare il suo “regno di giustizia” a Roma? Ma la storia non finisce lì, avverte Carpeoro. 

Vi siete mai chiesti chi fosse, davvero, Galla Placidia? Perché era così ambita, importante, decisiva? Vi siete mai domandati perché si fece erigere lo spettacolare mausoleo funebre a Ravenna, poi scegliere di essere sepolta altrove? Cosa nasconde, allora, il Mausoleo di Galla Placidia? E perché proprio lì, a due passi – come fosse un “guardiano della soglia” – volle farsi seppellire Dante Alighieri, amico dei Càtari e dei Templari, nonché capo della confraternita iniziatica dei Fidelis in Amore? Sono solo domande, non risposte. 

Ma quelle, del resto, spesso mancano anche agli storici. E appunto, a proposito di Goti: qualcuno s’è mai chiesto perché si chiamino “gotiche” le meravigliose cattedrali che ornano le capitali europee, erette mille anni dopo Alarico? E dunque: cosa salterebbe fuori, magari proprio a Cosenza, se qualcuno prima o poi si decidesse a gettare la rete “dall’altra parte”?

(Il libro: Giovanni Francesco Carpeoro, “Il Re Cristiano”, Melchisedek, 272 pagine, 22 euro).

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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