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venerdì 11 febbraio 2022

Lasciate che facciano quello che vogliono; cominciate voi a decidere che cosa volete fare

Orbs of Light Attunement - YouTube

Giovagnoli ai cristiani: sveglia, è il Vaticano a schiacciarci

Eternamente grazie, professor Luc Montagnier: eternamente grazie. Non è una brutta notizia, quella che è arrivata. Sapete, funziona così: dobbiamo educarci al trascorrere delle cose, alla fine della bellezza fisica, al tramonto del sole, alla vecchiaia, così come ci meravigliamo della nascita, del sorgere, della giovinezza, e poi della barba che si imbianca. Si chiama vita: è così. La vita si può soltanto accettare. Si può soltanto consegnarsi, alla vita: perché, se ci si consegna alla vita, allora ci si consegna anche all’immortalità. Montagnier ha lasciato un solco indelebile, dentro ognuno di noi. E si è andato ad annidare dentro ognuno di noi. Da bravissimo virologo, è diventato un virus d’amore. E questo rende decisamente immortale la sua essenza, il suo passaggio qui su questa Terra. Tutti siamo destinati a morire, ma in pochi riescono a morire – e a farsi luce – come si è fatto luce il professor Luc Montagnier: dedicando la sua vita alla verità, che è il precursore di ogni giustizia.

MontagnierContinuiamo la sua opera; “siamo” la sua opera. Siamo tutti parte di questa grande opera, noi che abbiamo deciso di sacrificare la nostra vita a un ideale più alto, a un valore più alto. Non siamo venuti qui per sopravvivere: “Fatti non foste a viver come bruti”. Virtù e conoscenza, dunque. Tempo fa, parlando con una carissima amica, parlavo dello sguardo di quest’uomo. E avevamo notato che, dentro questo sguardo, risiedeva già la fermezza di chi ci parla ormai da un altro luogo: di chi non è già più qui. Arriva qui, ma non è più qui: perché ha già superato l’esistenza terrena. E’ lo stesso sguardo che avevamo colto in Giulietto Chiesa; lo stesso sguardo che vedevi nella bellezza, nell’umiltà del dottor De Donno. Questo sguardo lo descrive bene Gabriele La Porta in un libro bellissimo, dedicato a Giordano Bruno, raccontando i momenti che precedono il patibolo, prima che venisse consegnato alle atrocità viste da tutti. Gabriele La Porta si sofferma invece sulle atrocità che soltanto lui aveva visto. E dice: nei suoi occhi si vedeva già quell’assenza, tipica della santità. Gli occhi di Giordano Bruno brillavano già di una luce che arrivava da un altro mondo.

Giordano BrunoAnche durante l’ordinarietà di questa vita, è possibile prendere in prestito delle schegge di quella luce. Succede ogni volta che ci mettiamo al servizio di questa verità suprema, e quindi decidiamo che la nostra vita sia qualcosa di molto più alto. Così ci stacchiamo da tutte quelle perplessità, quelle paure che la vita ordinaria propone: la precarietà, la paura di non avere successo, la paura di morire di fame, la paura di essere visti come “sbagliati”. Ecco, tutto questo è bassamente umano. E quindi viene totalmente sciolto, spazzato via – da questi atteggiamenti – con una speciale freschezza, un profumo, una giovinezza d’animo. L’invito che rivolgo innanzitutto a me stesso, tutti i giorni, è sempre questo: diventa la cosa più bella che tu possa diventare, lo strumento d’amore più potente; immolati dentro questo grande flusso: solo così potrai avere (e toccare con mano) un senso superiore, di questa vita. Altrimenti avrai semplicemente abitato una macchina, e da quella macchina avrai preso ordini.

Io non prendo ordini da nessuno, neanche dalla mia macchina. Io sono al servizio di una forza che è più grande di me. E quando la sento, sento di essere in tutte le cose: è questo stato, questo “sentirsi in Dio”. Quando mi domandano, “tu credi in Dio?”, rispondo: io non credo in niente; io sento che posso entrare in uno stato. La divinità è uno stato, dove tu senti di essere dentro qualunque cosa. E senti di non essere più te stesso; perché, quando sei te stesso, parlano le tue eredità; parla la tua macchina, parlano la tua vecchiaia, la tua paura; parla il tuo ego. “Sentirsi Dio” significa trasmutare, letteralmente, quella che è la tua espressione esistenziale, e diventare qualcos’altro. Quando ti senti “in Dio”, allora ricevi le facoltà per poter compiere grandi opere: per poterti staccare, e per poter raggiungere gli altri, per dare un contributo, per “far atterrare” su questa Terra questa parola, che altrimenti non vale niente, se rimane soltanto dentro le preghiere e dentro le confessioni. Non vale niente, se rimane dentro le istituzioni: la parola Dio, se non diventa opera, non vale niente. Questi “Dio” che sono rimasti nelle parole hanno generato mostri, e lo vediamo anche oggi.

Michele GiovagnoliOrmai sono di fronte a un ulteriore scarto, in quello che è il mio cammino. Lo sapete, io sono un alchimista. E noi alchimisti siamo stati sempre bruciati, sempre: ma non da chi animava e faceva “atterrare” il messaggio cristico, non da chi diventava espressione diretta di un Dio che, altrimenti, è solo il vuoto contenitore di una parola sterile. Siamo stati bruciati vivi da chi aveva creato un’istituzione, da chi sfruttava quella cosa. Noi li abbiamo avuti sempre contro: sono stati sempre avversi alla verità che portiamo. E’ normale: l’unico modo per spegnere gli effetti di una lampadina che offre luce è coprirla, altrimenti la luce annienta qualunque ombra, qualunque buio. E abbiamo giocato, nei secoli, questo gioco che si chiama vita. Siamo cresciuti. E oggi viviamo un momento straordinario: abbiamo un mese e mezzo di tempo, per meritarci questa libertà. Insieme, in questi mesi, ci siamo fortificati e preservati; abbiamo tenuta viva la fiamma, la speranza di trasformare qualcosa.

“Speranza”: questa parola è anch’essa priva di significato, se non diventa opera. La speranza non ha senso, se non diventa volontà: è per questo che scriviamo sempre “né fede né speranza”, nei nostri studi di alchimisti. La speranza diventa una conseguenza naturale, se ci metti la volontà: se tu diventi la volontà, se tu entri nel flusso della volontà. E siamo arrivati a questo punto, a questi giorni cruciali e definitivi, nei quali io darò tutto quello che ho. Perché adesso non è più pensabile fare spettacolo, dedicarsi allo show, pensare ai follower. Guardate Andrea Colombini: più gli bloccano i profili sui social e più lui va avanti, stoico, imperterrito. Perché l’unica cosa che possiamo perdere è quella che molti hanno già perso: il senso di quest’esistenza. O siamo al servizio della luce, o la nostra esistenza non vale niente. O siamo al servizio della verità, o la nostra esistenza – ripeto – non vale assolutamente niente. Rimaniamo incastrati dentro una macchina che ci dice cosa fare e poi, a un certo punto, si spegne. E si rimane lì, si muore così. Si dice: quindi? Tutto qui? Ma dov’era, la bellezza della vita?

BergoglioDobbiamo dare un senso, alla vita, altrimenti il senso è questa stupidità. In questi mesi, quindi, mi giocherò tutto. Mi sono domandato cosa fare, adesso: come ottimizzare tutta questa forza che abbiamo preservato. Stiamo fermi: siamo arrivati fin qui, ormai non ci smuove più nessuno. Però le cose non stanno cambiando. O meglio: stanno maturando, ma devono essere accompagnate. Cosa manca? Quali sono gli ingredienti che mancano? Me lo domando, non ci dormo la notte: perché devo dare un senso a questa potenza, a questa vita. Devo darle un senso, altrimenti non mi sento compiuto. E allora ho pensato a come è stato possibile costruire questo grande inganno, come ci si è arrivati, quali sono stati i personaggi che hanno giocato la loro dote. Si è mossa la finanza, si è mossa la politica, si sono mossi tutti i tentacoli del male. E si sono mosse anche queste istituzioni religiose. Si sono mosse: e hanno fagocitato quello che era un messaggio. Loro si sono fatti portavoce di quello che, in Italia, è il messaggio cristico: un messaggio fatto di fratellanza, di uguaglianza, di solidarietà, di aiuto, di comprensione, di crescita.

Un messaggio che è arrivato con una volontà, ma viene trasformato: viene reso l’esatta antitesi. L’istituzione che se ne fa portavoce è la più ricca, la più occulta possibile. E’ l’istituzione intoccabile alla quale è permesso fare tutto: benedice le bombe atomiche e benediceva i fascisti, quando c’era il fascismo. E si mette a fianco del più grande dittatore. E continua, ancora oggi, a muoversi in questo regime di falsità. Quando un personaggio così benedice – come atto d’amore – tutto quello che si sta facendo, allora il gioco s’incarta. Perché c’è qualcosa che si va a infilare nella matrice sociale, bloccandola. Perché in Italia la gente non riesce a fare quel salto in più? Perché lo fanno in Canada, con dieci gradi sotto zero, e lo fanno in tutto il mondo, mentre in Italia non si riesce a raggiungere quella determinazione? Perché c’è un’infezione. C’è una falsità, che si è infiltrata nel contesto sociale. In questo anno lo abbiamo capito: il messaggio di Cristo è una cosa, la Chiesa cattolica è ben altra cosa.

La messa è finitaE allora, fino a quando il contesto sociale rimane prigioniero dei dettami imposti da questa realtà, che tradisce appieno il messaggio di fratellanza, di umiltà e di verità, noi non andremo da nessuna parte. Perché l’Italia ha una matrice cristiana potentissima. E se i cristiani italiani continuano a rimanere inerti, e a non trasformare il Verbo in azione, se non diventano essi stessi le mani del loro Dio, non abbiamo la forza per muovere un passo in più, mancherà sempre qualcosa. E loro lo sapevano che, facendo prendere questa posizione all’uomo vestito di bianco, la situazione si sarebbe totalmente “impallata”. Manca una spinta, una collaborazione, un’unità di intenti. E’ stato annichilito il più grande dei messaggi: che non ha più bandiere, se si parla di solidarietà, perché altrimenti non ha senso più niente. Se non troviamo un intento comune, nel nome di questa verità – un intento che porti a termine questa persecuzione – allora è finita l’umanità.

Siamo tutti chiamati a dare un senso, una forza, alle parole di cui ci riempiamo la bocca. Premetto: io ho sempre tenuto le distanze, da quella realtà. Ma nelle piazze incontro sempre più gente che mi dice: «Guarda, io sono un cristiano; e questa Chiesa non mi piace, e nemmeno questo Papa: non mi risuona». Bene. Quanti sono, questi cristiani? Quanti siete? Siete tantissimi, sapete. Venite nelle piazze e vi confidate di nascosto, quando finisco un intervento. A volte mi consegnate un pensierino, un santino. E io li ricevo, da apostata, perché mi sono anche “sbattezzato”: non si può far convivere un’espressione di verità e di amore con chi invece usa il verbo della verità e dell’amore per poi mettere in campo una volontà che è tutt’altro che verità e amore. E allora il mio gesto, adesso, è quello di chiamare a una grande alleanza trasversale, che non deve più guardare in faccia a niente. Faccio un passo avanti io, per primo, che sono l’eretico per eccellenza e ho scritto anche un libro (“La messa è finita”, ndr) che mi ha procurato un dossier sulle spalle e l’impossibilità di lavorare con certe realtà.

Faccio un passo io perché non me ne faccio niente, di Michele: devo essere oltre Michele, più avanti di Michele; perché Michele è un essere finito; e invece, l’espressione che Michele può abitare è eterna: e io sono dentro quell’espressione, come lo è ognuno di voi. Siamo chiamati a creare un’alleanza trasversale, in questi ultimi giorni che abbiamo a disposizione: perché poi non ne avremo più. E allora avrà senso che ognuno faccia i conti con se stesso. In questi giorni, insisto, siamo chiamati a creare questa grande alleanza. Ci sono dei movimenti; ci sono degli albori, lo vedo. Non ci “state dentro” nemmeno voi, dall’altra parte; avete bisogno, non vi sentite più rappresentati; volete vivere una realtà spirituale sana, come la vuole vivere chiunque. Non si può più stare dietro al dettame impartito dal “grande capo”. Se sentite che quelle parole hanno sempre animato la vostra fede, che vi hanno fatto riconoscere in un certo modo, se cioè siete dei cristiani, se sentite che quel messaggio è universale, allora è arrivato il momento di trasformare quel messaggio in una volontà: senza più guardare a quello che si può perdere, a come si verrà giudicati, e soprattutto a chi camminerà al tuo fianco.

Don Emanuele PersoneniLo dico pubblicamente: io camminerò a fianco di qualunque cristiano che voglia trasformare la propria energia in una volontà, in un’azione concreta. Il periodo è troppo serio, abbiamo un incendio in casa: non possiamo più metterci a discutere sul colore del tavolo. Poi magari torneremo a dividerci, ma oggi viviamo un momento di una serietà totale: non c’è mai stato un periodo più serio di questo. Ci serve un’unità di intenti, una volontà comune. Penso a don Emanuele Personeni: lo ringrazio, dal profondo del cuore. Un sacerdote coraggioso, di quelli che trasformano le parole in fatti. Don Emanuele ha iniziato un cammino, un pellegrinaggio in nome della verità; ha dichiarato apertamente che il suo intento è quello di far togliere qualunque obbligo di “pozione magica”, qualunque schedatura, e vuole andare di parrocchia in parrocchia. Se non ho capito male, dall’alto hanno intimato alle parrocchie di non riceverlo. Mi auguro che non sia vero: sarebbe la conferma del fatto che sta facendo qualcosa di davvero importante. Confido in tutte le persone che lo affiancheranno, in questo cammino: qualcosa che porti le idee nelle piazze e le renda visibili. Bisogna dichiararsi, e questa persona sta compiendo un gesto veramente degno.

E’ un’anticipazione di un’era nuova, dove si esce da questa sterilità delle parole e si diventa realmente fatto, opera. A voi cristiani dico: date forza alle parole del vostro Dio, altrimenti rimangono aria fritta e il vostro Dio rimane impotente. Perché il vostro Dio si manifesta tramite voi, tramite la vostra espressione, tramite quello che fate. E’ inutile predicare e recitare in un angolo della vostra stanza, avendo paura di dire come la pensate. Quel Dio lì scappa; non viene più, a trovarvi. E allora, diventate l’espressione di quel Dio. Io ho il mio concetto di divinità, e sono stato sempre al suo servizio. Quando la natura mi insegna a essere sincero, onesto e palese, io cerco di esserlo il più possibile. E quando mi insegna che un’era è finita e che bisogna anticipare una stagione nuova, non tengo chiuse le mie gemme. Ecco, date senso – trasformandole in opera – alla vostre parole. Io mi unirò a don Emanuele Personeni nel suo percorso, intreccerò il suo cammino e farò un po’ di strada con lui. E sono disposto a fare spazio e dare energia: siamo una comunità di 150.000 persone; in parallelo c’è la realtà di “Essere Solare”, quasi 25.000 persone; e c’è un gruppo Telegram di altre 50.000 persone (il canale YouTube me invece l’hanno censurato, quindi non lo posso più usare).

MeluzziLa mia forza, in ogni caso, è al servizio di tutte che le persone che, adesso, vogliono trasformare le belle parole in fatti. Ho quest’immagine di questa espressione cristiana, dove ci siano dei preti che si ricordano di cosa son venuti a fare, nel mettersi dentro quell’abito. Possono avere mille limiti, perché ognuno fa la sua scelta. Però, se mi parli d’amore, fallo “atterrare”, questo amore. E’ un invito rivolto a tanti sacerdoti: e ne ho incontrati. Alcuni mi hanno chiesto anche scusa. Una volta, a Riva del Garda, uno mi ha detto: «Guarda, tu hai chiesto scusa alle donne, a nome di tutti gli uomini, per quello che è successo nella storia; hai chiesto scusa in nome del dolore che hanno provato. E io, in qualità di sacerdote e a nome dell’istituzione che rappresento, ti chiedo scusa per il dolore che abbiamo fatto provare alle anime come te, nei secoli». Mi sono commosso. Abbiamo spremuto qualche lacrima, insieme, stretti in un abbraccio. E se mi ascolta, quel sacerdote lo ringrazio anche adesso. E che sia l’inizio, questo.

Ho avuto questa visione, dicevo, dei sacerdoti che cominciano a scendere in piazza, a girare per le strade, e raccolgono tutte le persone di buona volontà. Mi auguro che si crei, finalmente, un’alleanza trasversale che dia espressione anche a chi è ai livelli più alti. Mi sono immaginato pure altri personaggi, che hanno manifestato la loro fede in questi valori e quindi cercano di dare un senso a quelle parole (altrimenti, non ha senso niente). Ho seguito alcune persone, sto seguendo Meluzzi, sto seguendo monsignor Viganò. Siamo chiamati a fare questo passo avanti: dobbiamo giocare tutte le carte, anche se questo richiede di fare un passo indietro e di sospendere certi attriti. Siamo chiamati a farle, queste mosse: non possiamo permetterci di arrivare alla fine di questo periodo, tra un mese e mezzo, senza aver tentato di stringere tutte le alleanze possibili. Invito tutti: date un senso alle parole d’amore che finora avete ospitato. O gli date un senso, o smettere di parlare a nome di chi ha portato certi messaggi: perché se quello che ha portato certi messaggi si affacciasse adesso, sicuramente non sarebbe contentissimo di quello che stanno facendo le istituzioni; ma chiederebbe a voi cristiani, uno ad uno: perché continuate a nascondervi?

Mi auguro che il mio gesto sia compreso e sia supportato. Lo ripeto: io sono un eretico apostata, mi sono “sbattezzato” e ho scritto anche un testo, ben nutrito, contro le istituzioni cattoliche. E sono qui, in prima persona, a mettere la mia energia al servizio di tutti i cristiani di buona volontà. Confido nella luce che vi illumina (da dentro, non da fuori). Nel frattempo, lo so, gli altri non si fermano. Hanno cambiato la Costituzione? Certo: continueranno a fare tutto quello che è possibile, per portare a termine il loro disegno. Voglio ricordare che, come è stata cambiata, la Costituzione si può ri-cambiare. La nostra Costituzione parlava di diritti, di discriminazioni, di come non arrivare a certe situazioni; e invece è stata ampiamente superata. La Costituzione è come una bella preghiera, un bellissimo enunciato, un epitaffio straordinario, un testamento insuperabile. Ma se non viene trasformato in volontà, non vale niente: è carta straccia. Quindi, sì: possono cambiare anche la Costituzione. Ma non allarmatevi troppo: lasciate che facciano quello che vogliono; cominciate voi a decidere che cosa volete fare: perché abbiamo un mese e mezzo di tempo. Siamo arrivati liberi, su questa Terra: liberi torneremo a casa.

(Michele Giovagnoli, dal video trasmesso su Facebook il 10 febbraio 2022).

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/2022/02/giovagnoli-ai-cristiani-sveglia-e-il-vaticano-a-schiacciarci/

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venerdì 15 luglio 2016

Il segreto di pulcinella

"Questa fotografia sopra esposta fatta con un semplice smartphone,
l'ho ricevuta l'11 di questo mese da mia nipotina di dodici anni 
dalla Baviera Germania dove vive."

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Giulietto Chiesa: Brennan, l’informatore mal informato



Giulietto Chiesa introduce un intervento del direttore della CIA, John Brennan, il quale afferma nitidamente l’esistenza di esperimenti di geoignegneria. La possibilità di rallentare il riscaldamento del pianeta e di modificare il clima sono tra gli effetti descritti da Brennan. Ma la cosa più grave è che Brennan sembra essere male informato su ciò che sta dicendo… 
Link al video originale: https://www.youtube.com/watch?v=uIQDqxl9FtM

VEDI ANCHE

GIULIETTO CHIESA : ANOMALIE IN CIELO

Giulietto Chiesa: ci troviamo di fronte a una operazione militare segreta

 Inchiesta-shock dell’Independent: la CIA lavora al controllo del clima attraverso la geoingegneria!

Fonte diretta Link:  http://www.nogeoingegneria.com/tecnologie/sunradiation-management/giulietto-chiesa-brennan-linformatore-mal-informato/

Per saperne di più, il sito più esaustivo (su questa piaga del mondo globale) visita il blog italiano http://www.tankerenemy.com/

In lingua tedesca: http://www.sauberer-himmel.de/

In lingua inglese:  http://www.geoengineeringwatch.org/

"       "         "       : http://globalskywatch.com/

 http://ningishzidda.altervista.org/

sabato 23 aprile 2016

Si pubblichino, suvvia, le 28 pagine

Giulietto Chiesa: Negli USA si riapre il caso 11 settembre 
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11 Settembre: Trump adotta la nuova versione ufficiale. Ed è nuovo anche lui.


Dai giornali americani: “Il genero di Donald Trump pubblica un articolo sui cospirazionisti sull’11 Settembre: ‘Idioti deleteri, scemi e ciarlatani che teorizzano su Internet su come le Twin Towers siano stata ‘in realtà’ distrutte dagli ebrei, dagli Illuminati,o dagli extraterrestri”. Notizia che assume il suo sapore se si viene informati che il genero di Trump (che ha sposato sua figlia Ivanka) si chiama Jared Kushner, e (da Wikipedia) “è cresciuto in una famiglia ebraica nel New Jersey, s’è diplomato alla Frisch School, una jeshiva privata a Paramus, New Jersey, e allo Harvard College nel 2003 con laurea in sociologia”.

Harvard, e sia pure lo Harvard College è un nome prestigioso di una difficile università. Notizia che assume tutto il suo sapore quando si viene informati (cito da Wiki): “secondo il giornalista Daniel Golden, Kushner e sua fratello Joshua Kushner vi sono stati ammessi nonostante le modeste credenziali accademiche dopo che suo padre ha fatto una donazione di 2,5 milioni di dollari all’università”. Un professore ha descritto l’ammissione di Jared “una scelta insolita per Harvard”, essendo il ragazzo “per nulla al vertice della sua classe”. Papà Kushner, Charles, un immobiliarista di lusso (ha l’ufficio a 666 Fifth Avenue) che ha fatto la ricca donazione, “è stato arrestato per evasione fiscale e donazioni elettorali illegali”.

Questo per sfatare al mito, diffuso tra i goy, che “gli ebrei siano più intelligenti della media”. Jared è la prova incarnata che esistono ebrei stupidi, anche con laurea ad Harvard. E conferma la sua stupidità col farsi saltare i nervi nel mezzo di una finissima operazione di depistaggio in corso nella Washington che conta: la minaccia o decisione di render pubbliche le 28 pagine del rapporto del Congresso Usa sugli attentati dell’11 Settembre, che a suo tempo George Dubya Bush fece segretare, e che provano che fu l’Arabia Saudita, e specificamente la famiglia reale Saud, ad architettare il mega-attentato e pagare la compagnia di attentatori guidata da Mohamed Atta e il suo gruppo di piloti della domenica. Segreto di Pulcinella, perché quelle 28 pagine (sulle oltre 800 del Rapporto della Commissione) sono sì “classificate”, ma qualunque senatore Usa ha potuto leggerle, se voleva. Molti le hanno lette e già da anni vanno sussurrando che incastrano i sauditi. L’ex senatore Bob Graham, che co-presiedeva quella Commissione, lo disse quasi subito.
Poi, per 15 anni, silenzio.

E’ stato proprio Trump, il suocero, a tirar fuori di nuovo le 28 pagine. A febbraio, durante un comizio in South Carolina, ha detto: se mi fate presidente scoprirete chi ha tirato giù davvero il World Trade Center…potete scoprire che sono stati i sauditi, OK?”. Allora parve un colpo quasi diretto a Jeb Bush, il fratello del presidente segretatore, che difatti s’è subito ritirato dalla corsa.

I ‘grandi’ media, che di solito hanno irriso come buffonesche le altre uscite di Trump, questa invece non l’hanno lasciata cadere. Anzi l’hanno ripresa e amplificata, e i politici più in vista l’hanno avallata: il candidato Bernie Sanders (J) ha dichiarato: “Era tempo che si guardasse al coinvolgimento saudita nell’11 Settembre”…La tesi è salita alla luce mediatica sempre pù accreditata, fino alla consacrazione definitiva della trasmissione “60 Minutes” della CBS, il più ufficioso e mainstream dei talk, ed anche uno dei più ebraici (tale è il conduttore, il celebre Dan Hewitt) che ha invitato l’ex senatore Bob Graham, il quale ha confermato: sì, sono stati i sauditi. Adesso tutti i media invocano la pubblicazione delle 28 pagine; la casa regnante saudita minaccia che se quelle pagine vengono rese pubbliche, svenderà i 750 miliardi di Buoni del Tesoro americano che detiene; insomma questa sta per diventare la nuova versione ufficiale: “Sono stati i sauditi”.

Il tutto in coincidenza non casuale col fatto che i rapporti fra i Saud e Washington sono al punto più basso: i monarchi detestano Obama per la pacificazione con l’Iran e per non aver “esportato la democrazia” in Siria rovesciando Assad, e se la sono legata al dito per la nascente industria dello shale oil, che renderebbe gli Usa meno dipendenti dal greggio del Golfo; e Washington ha motivi di vendetta per i conati di politica indipendente dal Protettore che il principino ereditario, “l’impulsivo” Bin Salman, ha provato a mettere a segno di testa sua. Obama, in visita a Ryad, ha consigliato ai Saud e agli emiri del Golfo di introdurre ‘riforme democratiche’ nei loro possedimenti (il che è quasi una minaccia di “esportarvela”) e di ridurre il loro “settarismo”, ossia annacquare la dose di fanatismo nel wahabismo.

Insomma: la nuova versione ufficiale è pronta per l’accettazione generale, dal Presidente ai politici ai media: “I mandanti sono stati i sauditi”. Ma allora perché il genero si scaglia contro gli “idioti scemi e ciarlatani” che non l’accettano? Forse perché l’operazione di revisione della versione ufficiale di prima è comunque un’operazione ad alto rischio. Risveglia cani che dormono: i segugi cacciatori della ‘verità sull’11 settembre’, che raccolte decine di prove del coinvolgimento israeliano nell’attentato, s’erano assopiti per stanchezza. E adesso, svegli, latrano in coro: “No, è stata la Cia col Mossad”.

L’assopimento è scusabile. Son passati 15 anni. La versione ufficiale di prima (“E’ stato Bin Laden”) è stata difesa dai media in modo da almeno, scoraggiare e demoralizzare le critiche dei “complottisti”. Chi oggi ha, poniamo, 25 anni, allora ne aveva dieci: allora non ne capì molto, ed oggi è per lui storia antica. Proprio per loro rievoco qui i tre o quattro fatti accertati, che saranno seppelliti dalla nuova versione ufficiale, se si affermerà.

Larry Silverstein (J) , immobiliarista, amico personale di Netanyahu, il 24 luglio 2001 rileva dal proprietario (la New York Port Authority) l’intero complesso del World Trade Center. E’ un contratto d’affitto per 99 anni, per il quale Silverstein s’impegna a pagare 3,2 miliardi di dollari; naturalmente a rate. Paga la prima (essenzialmente con prestiti bancari) e intanto assicura il complesso di grattacieli con 23 compagnie di assicurazione, per un totale di 3,55 milioni.

Dopo l’attentato e il crollo delle Twin Towers, Silverstein chiederà agli assicuratori il doppio – 7,1 miliardi – pretendendo che i sinistri sono stati due, due essendo gli aerei che hanno colpito le Towers. Ne nacque una battaglia legale, assai complessa, in cui 10 assicuratori poterono dimostrare che il sinistro era stato uno; altri dieci dovettero anno sostenuto che la IM accettare la tesi dei due sinistri. Alla fin fine, Silverstein ha incassato 4,577 miliardi di dollari.

 Secondo alcuni, non senza l’aiuto del giudice Alvin Hellerstein (J), davanti al quale sono passate quasi tutte le cause legali concernenti l’11 Settembre. Il figlio di Hellerstein ha fatto alyah in Israele, abita fra i coloni fanatici nei Territori Occupati, ed è l’avvocato che rappresenta la ICTS ( International Consultants on Targeted Security) la ditta israeliana che gestisce la sorveglianza degli aeroporti, fra cui quelli dove l’11 settembre sono passati i pretesi attentatori islamici.

ZIM Shipping: grossa compagnia di navigazione cargo, per metà posseduta dallo Stato d’Israele, aveva 250 dipendenti, per sistemare i quali aveva preso in affitto l’intero sedicesimo piano e parte del 17mo della Torre 1. Il 4 settembre 2001, la compagnia trasloca con tutto il personale in una nuova sede, a Norfolk Virginia; per risparmiare, aveva poi spiegato la ditta. 

I cospirazionisti han sostenuto che la ZIM in realtà aveva pagato l’affitto della North Tower fino alla fine del 2001, quindi non aveva risparmiato nulla; torme di debunker si sono lanciati a smentire questa circostanza, dicendo che i cospirazionisti se l’erano inventata. Alla fine, questi hanno obbligato la New York Port Authority, in forza del Freedom of Information Act, ad esibire il contratto d’affitto che la ZIM aveva firmato: e così s’è scoperto di peggio. Ossia che la ditta aveva firmato nel 1996 un contratto decennale d’affitto, che spirava nel febbraio 2006. Ossia poteva stare lì altri quattro anni e mezzo.

Invece se ne va il 4 settembre 2001. E la ZIM non aveva interrotto il contratto, né aveva cercato di subaffittare quello spazio che abbandonava, quindi in teoria avrebbe dovuto continuare a pagare l’affitto fino al 2006; si stima, sugli 8 milioni di dollari. Per fortuna sua, la distruzione della Torre Nord l’ha liberata da quell’impegno. Una armatrice preveggente e fortunata.

Gli Israeliani Danzanti. Il giorno 11 settembre, una cameriera segnò alla polizia dei giovanotti che, sul tetto di un furgone parcheggiato al Liberty State Park di Jersey City, “esultavano” , “saltavano su e giù di gioia”, e si fotografavano a vicenda con le Torri in fiamme sullo sfondo, facendo il gesto di “V” con le dita. Fermati col loro furgone, sono risultati israeliani, di nome Sivan e Paul Kurzberg, Yaron Shmuel, Oded Ellner e Omer Marmari. 

Lavoravano (illegalmente) per l’agenzia di traslochi Urban Moving Systems, a cui apparteneva il furgone; al momento del fermo, hanno farfugliato scuse come “Non siamo noi i vostri nemici, i vostri nemici sono anche i nostri: gli arabi”. Naturalmente anche su questo evento si sono lanciati i “debunker” per cercre di farlo svanire, di dimostrare che è “un mito complottista”. Ma non è un mito che il proprietario della Urban Moving System, di nome Dominik Suter, israeliano, appena quei suoi lavoranti (tutti ex militari israeliani) sono stati presi, è fuggito in Israele; e in gran fretta, lasciando anche i computer accesi negli uffici; e ricercato dall’FBI, non è più tornato.

Israeliani danzanti, alla tv israeliana
Israeliani danzanti, alla tv israeliana

I cinque ragazzoni sono stati detenuti a lungo dal FBI. Poi sono stati espulsi per aver lavorato in Usa senza permesso, e quindi sottratti a ulteriori indagini, da Michael Chertoff, che il giorno 11 Settembre era il capo della divisione penale nel Dipartimento della Giustizia, e si trovava in New Jersey: qui avocò a sé tutte le prime indagini sull’attentato e guidò le polizie (locale e federale) dove era opportuno. Ne 2005 Chertoff fu elevato da Bush a ministro: capo del nuovo ministero della sicurezza interna, Department of Homeland Security. Michael Chertoff è figlio del rabbino Gherson Baruk, e di Livia Eisen, israeliana, hostess della compagnia di bandiera El Al, e divenuta famosa a suo tempo per aver sventato un dirottamento aereo da parte di palestinesi. 

Michael_Chertoff,_official_DHS_photo_portrait,_2007
Chertoff
Philip Zelikow (la cui identità J è negata da alcuni, sostenuta da altri) è stato il capo del ‘transition team” di Bush jr.; dopo il mega-attentato Bush l’ha nominato direttore esecutivo della Commissione senatoriale sull’11 Settembre: quella dove sono le 28 pagine. In quella veste, è stato lui che ha deciso quali informazioni sulle indagini e d’intelligence passare ai senatori della Commissione, e quali non far loro vedere; anzi, secondo il giornalista Philip Shenon del New York Times, è stato lui, Zelikov, a scrivere, se non ampie parti del Rapporto della predetta Commissione, almeno la “scaletta” di esso, prima ancora che la Commissione si radunasse effettivamente.


Zelikow
Zelikov, che si è auto-definito “un esperto nella creazione e mantenimento di mitologie pubbliche”, nel 1998 scrisse (con Ashton Carter, il ministro della Giustizia l’11 Settembre, e l’ex capo della Cia nonché J John Deutsch) un articolo su Foreign Affairs, la rivista del Council on Foreign Relations, dal titolo: “Catastrophic Terrorim”, in cui speculava sulle conseguenze politiche di un attentato grosso come quello di Pearl Harbor, per esempio la distruzione del World Trade Center. Una vera profezia.  


Nel 2004, Zelikow ha riconosciuto pubblicamente che le guerre ingaggiate nel mondo islamico dagli Usa non erano la risposta ad una minaccia contro gli Usa, ma “Per la sicurezza di Israele; una minaccia che non osa dire il suo nome, perché francamente gli europei non sono molto preoccupati di questa minaccia, e quanto al governo americano, non la dichiara troppo, perché non è una causa popolare”.

http://www.vdare.com/articles/philip-zelikow-and-the-iraq-threat-that-dare-not-speak-its-name 

Difficile essere più espliciti di così.

Chi vuole, può controllare ciò che ho rapidamente riportato su “history commons”, sito collettivo che titanicamente raduna, in ordine cronologico, tutte le prove della versione ’non ufficiale”, con a fianco le fonti. Fatelo prima che scompaia.

http://www.historycommons.org/project.jsp?project=911_project

La nuova versione ufficiale è vantaggiosa per tutti. Il senatore Chuck Schumer, J, democratico di New York, ha fatto passare una legge su misura, secondo cui “l’immunità diplomatici di cui godono i capi politici stranieri non si applica se la nazione che guidano ha ucciso cittadini americani sul suolo americano”: così le famiglie delle vittime dell’11 Settembre potranno trascinare in giudizio i Saud par farsi pagare profumati risarcimenti. Soldi li hanno.

Washington potrà operare un “cambio di regime” a Ryad, magari tramite i classici bombardamenti. Anche se non credo: i Saud “faranno le riforme” (come Renzi o Monti) , e pagheranno una multa colossale di decine di miliardi alla giustizia federale Usa, come già ha dovuto fare Volkswagen. 


Il furgone dei danzanti

Il New York Times ha già preconizzato come andrà a finire nel suo editoriale del 22 aprile: “Il ristabilimento delle relazioni, ora rotte, con l’Arabia Saudita, richiede che tutti i fatti siano conosciuti”. Si pubblichino, suvvia, le 28 pagine.  
Anche l’Establishment, specie quello repubblicano, ha cessato di essere terrorizzato da Trump, e non cercherà più di sbarragli il passo verso la Casa Bianca con tutti mezzi e colpi bassi possibili. E’ molto tranquillizzato. Donald ha persino detto che tutta la storia degli israeliani danzanti è un mito complottista. Antisemita.

“Mister Trump ha riconosciuto la necessità di rimodellare il suo personaggio, e che la sua campagna deve cominciare collaborare con l’Establishment politico; poiché è vincente, non è interessato a cambiare le regole”, ha detto Paul Manafort, il manager della sua campagna, lobbista di grandi qualità (faceva lobby anche per i Saud, pensate).



E i media? Ormai non vedono più in Donald Trump l’impresentabile pagliaccio, il ridicolo rozzo sessista, razzista, politicamente scorretto; di colpo ravvisano in lui  le doti intellettuali dell’Uomo di Stato,  la dignità, l’eleganza, la allure adeguata al prossimo inquilino della Casa Bianca. Anche la Botteri, nel suo piccolo, comincia a descrivercelo nella nuova veste dignificata di Statista.  Un nuovo presidente per una nuova versione ufficiale: cosa volete di più?


sabato 10 gennaio 2015

LA TRAPPOLA

La miccia è accesa ...
"Il massacro di Parigi è la spallata finale che punta a trascinare l'Europa in guerra. Una trappola ben congegnata, quasi perfetta, come altre che sono scattate in passato. il massacro di Parigi è stato pensato proprio per accendere la miccia. Il Punto di Giulietto Chiesa: Parigi, trappola sanguinosa." Giulietto Chiesa




Il Punto di Giulietto Chiesa: Parigi, trappola sanguinosa. 

"Francois Hollande il presidente francese, ha detto attentato alla nostra libertà, Giulietto chiesa pensa si sia trattato ad un attentato alla pace mondiale, agli equilibri internazionali, a quei pochi, precari equilibri che ancora esistono, a quel poco che resta della sovranità dell'Europa."

"Il massacro di Parigi è la strattonata, forse quella finale che punta a trascinare l'Europa in guerra; l'ISIS è una trappola ben congegnata (mia precisazione: "il terrorista non ha parlato di ISIS ma di "Al Qaeda"), quasi perfetta, come altre trappole che sono già scattate in passato, ma moltio non hanno ancora capito la lezione."

"Giulietto lo ha già detto e scritto altre volte, lo stato islamico è creatura molto inquinata e, molto dubbia, le frequentazioni di Al-Baghdadi con i servizi segreti americani con il senatore McCain si sposano con la domanda a cui molti nostri commentatori in questi mesi non hanno nemmeno provato a dare risposta: "chi paga! Chi paga un esercito di oltre cinquantamila uomini, le loro armi, gli stipendi, le comunicazioni, tutto questo chi lo paga?"

"E, poiché non è la Russia, perché nessuno può dire che lo sia, non è nemmeno l'Iran, perché lo stato islamico è nato proprio contro l'Iran; allora rimangono pochi mecenati in questo ruolo di terrorismo cosi detto islamico e, quindi tutto quello che viene da quella parte, Giulietto Chiesa  ritiene giusto,legittimo e pertinente considerarlo inquinato."

"Pochi comprendono che i servizi segreti, quelli occidentali (in particolare quelli occidentali) ormai diventati creature potentissime, senza nessun controllo che agiscono 24 ore su 24, il cui scopo è quello di sfuggire al controllo perfino agli stessi dirigenti politici; quanti dovrebbero riflettere su quali sono i gradi di libertà dei dirigenti europei, perfino il povero Hollande è permanentemente sotto controllo e permanentemente sotto minaccia se non obbediscono agli ordini."

"Ma la "trappola" è ben congegnata, anche in un altro senso, c'è un esercito di cani arrabbiati qui in Europa, qui in Italia, pronti a mordere dove ordina il padrone, sono come tori infuriati con la schiuma alla bocca verso il nemico di turno, messo in bella vista perché debba essere esecrato, senza chiedersi chi e perché e come è riuscito a metterlo in bella vista."

"Giulietto Chiesa, piange i colleghi giornalisti uccisi e, anche amici della satira che lo hanno accompagnato nella sua giovinezza politica; ma, c'è una muta di stupidi imbestialiti perché cerco di porgli la solita unica legittima domanda: a chi giova tutto questo, chi è stato; imbestialiti oggi ma sono gli stessi, perché cerco di comprendere quello che è successo a Parigi, così perché sono imbestialiti perché ho chiesto che si facesse luce sul colpo di stato di Kiev, su chi lo aveva aiutato, organizzato, finanziato e, imbestialiti perché cerco di tirare fuori le vere responsabilità sull'abbattimento del Boing malaysiano del 17 luglio 2014."

"Loro, e sono milioni, lo sanno già chi è stato, purtroppo, per loro non c'è bisogno di nessuna spiegazione, sanno già tutto, vittime poveretti in massa della sindrome di "Stoccolma", amano il "grande fratello", che ha già incatenato da tempo i loro cervelli."

Giulietto continua dicendo: "io ho paura non solo degli attentatori, quelli che abbiamo potuto vedere con quanta freddezza e abilità sono andati all'attacco e poi sono fuggiti, non sono kamikaze, riflettiamo anche su questo; ho paura anche però dell'esercito di imbestialiti manipolati in Europa, già pronti ad entrare in guerra, non è ben chiaro contro chi, ma sicuramente in guerra."

"E in più mi sento gridare, sia da costoro sia quelli che a Parigi hanno voluto che si sentisse ben chiaro inneggiare ad Hallà, più penso sentendo gli uni e gli altri, che il massacro di Parigi è stato pensato proprio per accendere la miccia, per questo sono inquieto, tanti sono inquieti, bisogna vedere se riusciamo a governare la nostra inquietudine per capire esattamente chi muove le pedine e dove ci vuole portare."

"Lo dico da tempo e oggi è un giorno che lo conferma, "il viaggio intorno al sole diventa sempre più pericoloso" Giulietto Chiesa per: www.pandoratv.it"

Video trascritto:


Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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