SPID..dy Gonzales ve lo ricordate il super veloce
topolone messicano? Nel video, va a rubare il formaggio
per i suoi poveri amici.
Talmente veloce che diventa quasi
invisibile!
Ai nostri folli tempi “finali” i poveracci che vanno a chiedere cibo
nella striscia di Gaza vengono bersagliati dall’esercito israeliano! Dopo ritorno sulle fiamme
medio-orientali.
Il Sistema Pubblico di Identità
Digitale (SPID), è diventato un qualcosa che se non hai, non puoi accedere a
servizi pubblici essenziali, tipo rilascio passaporti e patenti e molto altro.
Soprattutto fatto dalle Poste Italiane,
che sarebbe o lo è stato un punto di riferimento da secoli, soprattutto per le
persone anziane, con libretti di risparmioe pensioni.
Visto che la nostra società ha deciso
di spopolare principalmente gli anziani pagando meno pensioni, chi se ne frega
del nonnino o nonnina; tanto ci sono i nipoti che armati
dell’oggetto del desiderio telefonico smartato interverranno.
Pensate che io ho dovuto farlo poiché
altrimenti non riuscivo a scaricarmi i contributi della pensione, che da quest’anno
si fanno appunto solo con …S Gonzales.
Una ingiustizia enorme di uno Stato
che non prevede che una persona abbia un cellulare non smart od il telefono
fisso o non abbia nessun telefono.
Un’altra sberla tra le tante che i nostri amministratori ci schiaffano
addosso.
Tutte le riduzioni di sportelli aperti
al pubblico, Poste, banche etc. etc. avevano il preciso obbiettivo di arrivare
ai nostri giorni alla dittatura dei chip e Smart!
E un giorno vi spegneranno!
E lo meritate, perché il 99% di voi se
ne è sempre sbattuto le palle e ha creduto e crede a tutte le fregnaccie che vi
propinano i media della sienzaaa official!
Pensate che l’app delle Poste NON è
scaricabile su Pc! Ho hai l’androide o ...fottiti!
Poste italiane, una Istituzione dello
Stato italico.
Minchia ma sai como es chico, nos
tenemos che conoscer todas las informaziones della pecorella smarrita, del già
fu Codice Fiscale ….
Auguri italici e un pensiero di amore
per i nostri vecchiotti; se alla dipartita riescono a non farsi
reincarnare in questo pianeta, troveranno altri spazi LIBERI!
Torniamo all’inferno in atto.
Se si pappano anche l’Iran, la vecchia
ideologia degli Usa pre 11 settembre degli stati demoniaci
e cattivoni va quasi in porto: poi mancherà forse Cina e Corea del
Nord.
Ho visto una foto del figlio del
vecchio Scia Reza Pahlavi al muro del pianto col cappellino sulla cabesa e quindi
hanno già deciso.
L’Iran ha la quinta riserva terrestre
del petrolio e …. Nel frattempo ci hanno spezzato in
Europa con l’elettrico, popoli idiotizzati dalla propaganda ambientalista che
ci sta portando alla rovina.
Comunque, vi è in atto un colpo di
Stato interno in Iran, poiché è impossibile che tutti i vertici siano stati
azzerati.
E’ impossibile che un solo aereo o
drone iraniano non stia controllando lo spazio aereo, almeno è quel che ci
raccontano.
Mossad e Cia devono aver lavorato alla
grande in questi anni.
Alla Siria ci avevan pensato pochi
mesi fa, reintegrandola anche nel sistema Swift bancario.
Si prospetta in futuro il grande sogno
di Israel, dal fiume Giordano all’Eufrate.
Gaza è spianata e lì davanti, sotto il
mare, pullulano i deposti di gas e petrolio.
Arabia ed Israel, grandi vecchi
nemici, sono d’accordo, è logico, e tolto di mezzo l’Iran guideranno la
regione per molte decine di anni, fino al prossimo reset voluto dai potenti.
Magari il pianeta non esisterà più,
dipenderà magari dal grande Architetto!
Vedremo se veramente ci saranno grossi
bombardamenti degli Usa, come parrebbe dai movimenti di aerei cisterna etc.
etc.
Partiranno anche dall’Italia, da
Sigonella e Aviano se servirà!
Che ..azzo c’entra l’atomica, è solo una scusa come fu per
appropriarsi l’Iraq 20 anni fa.
Stanno ridisegnando una nuova Yalta i
vincitori del secondo conflitto mondiale, non c’è alcun dubbio.
La gente non capisce quasi nulla, ma
forse è meglio cosi per tanti, donne e buoi dei paesi tuoi.
Tra poche decine di anni le donne e
buoi saranno meticci.
Ordine mondiale ja, piano Kalergi ja e
chi ne può, più ne metta.
I buoni dicono, ci sarà un nuovo
processo di Norimberga.
Intanto a Norimberga furono pochissimi
i nazisti processati, perché la grande massa, compreso il baffetto, erano già
scappati nelle Americhe.
E se un giorno accadrà, ma lo dubito
fortemente, sarà lo stesso giochetto, tanto più ora che gli Stati non comandano
più e comandano le multinazionali.
Ma i miracoli esistono…non si sa mai.
Che dire oltre, notate questa accelerazione
violenta alla Speedy Gonz, nei punti strategici del pianeta.
E’ in arrivo il Messia, si mormora….quale? L’ebraico, il cristiano, il mussulmano
?? O tutti e tre insieme?
L’Armageddon, lo scontro finale?
In ultimo, se continuano a rompere las
balotas negli Usa a Donaldo e soci, preparatevi a qualche fattaccio di
ritorsione Usa nelle telecomunicazioni europee, tipo fondali marini o a qualche
terremoto o maremoto, probabilmente più nei mari nordici.
Internet è proprietà del Dip di Stato
Usa, ricordatevi!
L’asse franco-tedesco di Davos tenterà
le ultime, per mantenere il potere coloniale europeo, che ha già causato
svariate guerre in Europa.
I vari infiltrati nelle manifestazioni
Usa anti King, molto probabilmente hanno sede nel Wef ed associati.
Il punto del non ritorno è già passato,
ora si può solo sperare ad eventi meno catastrofici possibili.
Un buon pensiero vostro per aiutare
tutta la situazione, senza incazzarsi col mondo potrebbe essere
“la realtà esiste nella mente umana e
non altrove“
Joanna Gillan è co-proprietaria, redattrice e scrittrice di Ancient Origins. Joanna
ha conseguito una laurea in Scienze (Psicologia) in Australia e ha
pubblicato ricerche nel campo della psicologia dell'educazione.
Ha
una carriera ricca e variegata, che spazia dall'insegnamento di un
programma di intervento precoce a bambini con autismo, al possesso e
alla gestione di un'attività di insegnamento dell'inglese online, al
lavoro come responsabile della ricerca e del progetto presso l'ufficio
di TRH Il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia. e assistente
nell'ufficio del principe William e del principe Harry, oltre ad essere
comproprietario di una società di progettazione e sviluppo di siti Web. Joanna ha co-fondato Ancient Origins con suo marito, il dottor Ioannis Syrigos.
Il riconoscimento di "stella più luminosa del cielo visto dalla Terra" va alla famosa stella Sirio, popolarmente chiamata la Stella del Cane per via del suo ruolo di stella dominante nel Canis Major, che significa la costellazione del "cane maggiore".
Essendo
un corpo celeste così visibile, è stato oggetto di meraviglia e
venerazione da parte dei popoli antichi nel corso della storia umana.
Canis Maggiore come raffigurato sul globo Manuchihr realizzato a Mashhad nel 1632-33 d.C.
Sirio - Il cane stella delle culture antiche di tutto il mondo
È interessante notare che culture antiche totalmente separate senza
alcuna comunicazione apparente hanno messo in relazione il brillante
Sirio con un lupo o un cane.
Nell'antica Caldea (l'attuale Iraq ) la stella era chiamata la "Stella del Cane che Guida", mentre nell'antica Cina la stella era identificata come un lupo celeste.
La stella del cane Sirio era conosciuta come "il cane del sole" in Assiria e Accadia.
Nel frattempo, anche le tribù indigene nordamericane si riferiscono alla stella in termini canini.
Le tribù Seri e Tohono O'odham del sud-ovest descrivono Sirius come un "cane che segue le pecore di montagna", mentre i Cherokee accoppiarono Sirius con Antares come cane-stella guardiano del "Sentiero delle Anime".
La tribù Skidi del Nebraska lo chiamò "Stella del Lupo", e più a nord gli Inuit dell'Alaska dello Stretto di Bering lo chiamarono "Cane della Luna".
Raccolto di "Canis Major, Lepus, Columba Noachi e Cela Sculptoris", tavola 30 nello Specchio di Urania.
La stella del cane Sirio in millenni di astronomia e mitologia Il sistema Sirio, situato a soli 8,6 anni luce dalla Terra, è il quinto sistema stellare conosciuto più vicino all'umanità.
Derivato da,
dall'antico greco Seirios, che significa "ardente" o "ardente", il suo nome ha un significato profondo.
Questa
stella brillante ha svolto per millenni un ruolo cruciale
nell'astronomia, nella mitologia e nell'occultismo, come evidenziato
dalla sua raffigurazione su antichi manufatti.
Negli antichi Veda del subcontinente indiano, questa stella era conosciuta come la stella del Capo.
In altri scritti indù, viene chiamato Sukra, il dio della pioggia o la stella della pioggia.
I movimenti celesti della Stella del Cane Sirio avevano un immenso significato nel segnare e predire gli eventi sulla Terra.
In
un esempio, la levata eliaca di Sirio era strettamente legata alle
inondazioni del Nilo nell’antico Egitto, a significare l’inizio di un
nuovo ciclo agricolo.
Allo stesso modo, per gli antichi greci, questo sorgere di Sirio coincideva con la “canicola” dell'estate, che
rappresentava i giorni più caldi e scomodi della stagione.
I Polinesiani
, invece, consideravano l'apparizione di Sirio come un indizio
dell'inverno e facevano affidamento su di essa per la navigazione
attraverso il vasto Oceano Pacifico.
In varie civiltà, inclusi i Sumeri e i Babilonesi, la traiettoria di Sirio veniva osservata e venerata. Il suo viaggio celeste ispirava un senso di reverenza e soggezione, portandolo a classificarlo come entità sacra.
L'apparizione
di Sirio nel cielo notturno era spesso accompagnata da grandi feste e
gioiose celebrazioni, che rendevano omaggio alla sua profonda influenza e
al suo splendore celestiale.
La stella del cane Sirio non aveva rivali come il corpo celeste più significativo nel cielo dell'antico Egitto.
In
effetti, fungeva da pietra angolare del loro intero sistema religioso,
con la maggior parte delle loro divinità strettamente legate a questa
stella luminosa.
Il sistema del calendario egiziano , cruciale per la pianificazione agricola e sociale, ruotava attorno alla levata eliaca di Sirio...
Questo
evento annuale, che ebbe luogo poco prima delle piene estive del Nilo,
segnò un momento cruciale nelle loro vite e plasmò la loro comprensione
del tempo e dei cicli della natura.
Un manoscritto astronomico del IX secolo, inclusa un'illustrazione della costellazione "Sirio".
I Dogon africani possedevano una misteriosa conoscenza stellare? Il mistero di Sirius, un libro stimolante scritto da Robert Temple, suscitò polemiche dopo la sua pubblicazione.
Temple affermò sorprendentemente che i Dogon, un'antica tribù africana del Mali, possedevano una conoscenza su Sirio che sembrava impossibile da ottenere senza una tecnologia telescopica avanzata .
Secondo le sue affermazioni, i Dogon avevano una comprensione della natura binaria di Sirio, che consiste in:
due stelle conosciute come Sirio A e Sirio B...
L'immagine a raggi X di Chandra di Sirio A e B, un sistema stellare doppio situato a 8,6 anni luce dalla Terra,
mostra una fonte luminosa e una fonte fioca. Questo non è visibile ad occhio nudo.
Nel
suo libro, Temple propose che la consapevolezza dei Dogon di Sirio B,
una stella nana bianca compagna di Sirio A, indicasse una profonda
connessione antica o addirittura un contatto extraterrestre.
Queste
affermazioni hanno scatenato ampie discussioni e dibattiti tra studiosi
e ricercatori, esplorando le origini e la portata delle conoscenze
astronomiche dei Dogon.
Tuttavia,
è
importante notare che queste affermazioni sono state accolte con
scetticismo e critiche da parte di alcuni "esperti", che suggeriscono
spiegazioni alternative come la diffusione culturale o l'errata
interpretazione delle tradizioni Dogon.
Il mistero di Sirio
continua ad essere oggetto di interesse e controversia, spingendo a
ulteriori esplorazioni delle affascinanti credenze cosmologiche dei
Dogon e delle origini della loro presunta conoscenza del sistema
stellare di Sirio.
La stella del cane Sirio come fonte di conoscenza e potere In questi giorni, Sirio continua a occupare un posto significativo nelle credenze religiose e nelle pratiche spirituali.
Nelle varie società segrete che persistono oggi, la Stella del Cane è considerata,
il punto focale centrale dei loro insegnamenti e del loro simbolismo...
Nel
corso della civiltà umana, dai tempi antichi ai giorni nostri, Sirio ha
mantenuto la sua associazione con la divinità ed è stato venerato come
una profonda fonte di grande conoscenza e potere.
La
stella che brilla più luminosa per noi qui sulla Terra ha
innegabilmente portato con sé un significato simbolico speciale per
l’umanità nel corso della storia.
Ti sei mai chiesto come la distruzione del nostro passato influenzi il nostro futuro?
La
storia del mondo è piena di storie incredibili di innovazione, successo
e trionfo, ma è anche piena di storie di distruzione, perdita e
devastazione.
Nel
corso della storia, molti siti archeologici, monumenti e manufatti
inestimabili sono stati distrutti a causa di guerre, disastri naturali e
negligenza umana.
Queste
tragedie culturali non solo ci privano del nostro patrimonio, ma
privano anche le generazioni future dell'opportunità di imparare dal
passato.
Queste
sono alcune delle distruzioni archeologiche più devastanti della
storia, alcune delle quali sono tentativi deliberati di cancellare il
passato.
1. I Buddha di Bamiyan - Distrutti dai talebani Gli estremisti religiosi hanno una formidabile reputazione per aver distrutto importanti pezzi di storia.
Un primo e tragico esempio di ciò è la distruzione dei Buddha di Bamiyan da parte dei talebani nel 2001.
I Buddha erano due enormi statue del VI secolo che erano state scolpite sul fianco di una scogliera nella valle di Bamiyan nella regione di Hazarajat dell'Afghanistan.
Il più grande dei due era alto 55 metri (180 piedi) mentre il più piccolo era alto 38 metri (125 piedi).
I
Buddha erano considerati un tesoro culturale e religioso dai buddisti
di tutto il mondo ma nel tempo erano stati adottati anche dagli attuali
abitanti della regione che li avevano chiamati Salsal e Shamama, legandoli alle loro credenze locali.
Buddha di Bamiyan di 38 metri (125 piedi), prima e dopo la distruzione.
(Minahatithan/ CC BY-SA 4.0)
Sfortunatamente, dopo che i talebani presero il controllo della regione, decisero che i Buddha dovevano andarsene.
Il loro ragionamento?
Consideravano le statue idolatriche e una violazione della loro rigida interpretazione della legge islamica...
La demolizione è iniziata il 2 marzo 2001.
Tuttavia, i Buddha non caddero senza combattere e la demolizione richiese molto più tempo del previsto.
I
talebani iniziarono usando cannoni antiaerei e fuoco di artiglieria,
che causarono gravi danni ma non distrussero completamente i due Buddha.
Successivamente i talebani hanno provato a collocare mine anticarro alla base dei due monumenti.
In questo modo, quando le macerie cadevano a terra, facevano esplodere le mine e causavano danni ancora più pesanti.
Ha funzionato fino a un certo punto, ma i Buddha erano ancora in piedi.
Alla
fine, i talebani ricorsero a calare in corda doppia gli uomini lungo la
parte anteriore delle statue e a mettere la dinamite nei fori praticati
dai loro sforzi precedenti.
Il
processo è durato diverse settimane ma entro il 21 marzo 2001 i
talebani erano riusciti a distruggere un importante monumento storico.
Non è stata solo una tragedia per i buddisti, ma per tutti coloro che apprezzano la conservazione della storia e dell'arte.
Non sorprende che ci sia stata una massiccia protesta internazionale.
Da
allora molti paesi e organizzazioni hanno compiuto sforzi per
ricostruire le statue o creare repliche, ma nulla può sostituire le
opere d'arte originali.
2. L'antica città di Palmyra - Demolita dall'ISIS
Un altro importante sito distrutto dai fanatici religiosi, Palmyra era
un'antica città situata nella Siria centrale famosa per le sue rovine
ben conservate dell'architettura romana e persiana.
Era (ed è tuttora) un sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO ed è considerato uno dei punti di riferimento culturali più importanti del Medio Oriente.
La
città, che si ritiene risalga in una forma o nell'altra al periodo
neolitico, è sopravvissuta a numerose conquiste ed è passata di mano
numerose volte nel corso della storia.
Sebbene sia stato danneggiato più volte nel corso dei secoli, nessuno ha causato tanti danni storici quanto l'ISIS.
Veduta aerea dell'antica città di Palmyra (Tadmur), 2008, che mostra l'ormai distrutto complesso del Tempio di Bel, il Colonnato e l'Arco Monumentale. (CC BY 2.0)
Quando l'ISIS ha conquistato la città nel 2015 durante la guerra civile siriana, inizialmente hanno promesso che non avrebbero effettuato alcun attacco alle rovine della città.
Hanno infranto la loro promessa solo pochi giorni dopo...
Hanno iniziato il 23 maggio 2015, distruggendo il Leone di Al-lāt e altre statue.
Un
mese dopo hanno fatto saltare in aria il Tempio di Baalshamin e una
settimana dopo l'ISIS ha distrutto la cantina del Tempio di Bel.
Ma non si sono fermati qui.
A
settembre di quell'anno, divenne chiaro che l'ISIS aveva distrutto tre
delle tombe a torre meglio conservate della città, inclusa la famosa Torre di Elahbel.
A
ottobre, i media hanno iniziato a riferire che l'ISIS si era
allontanato dagli edifici con connotazioni religiose e ora ne stava
distruggendo altri.
La distruzione continuò nei due anni successivi...
La
distruzione di Palmyra è stata vista come un deliberato tentativo
dell'ISIS di cancellare punti di riferimento culturali e storici
ritenuti incompatibili con la loro ideologia estremista.
Il
mondo è stato indignato da questi atti di vandalismo culturale e molti
paesi e organizzazioni hanno condannato la distruzione e chiesto la
protezione dei siti del patrimonio culturale.
Dopo
che la città è stata riconquistata dall'ISIS, sono iniziati i lavori di
ristrutturazione, ma il danno è stato in gran parte fatto.
Nel 2022 una manciata di siti è stata riaperta al pubblico dopo il restauro, ma il processo sarà lungo e arduo.
3. La distruzione della Biblioteca di Alessandria - Un processo lento La Biblioteca di Alessandria era una delle biblioteche più grandi e significative del mondo antico, situata nella città di Alessandria, in Egitto.
Fu fondato nel III secolo aC e conteneva centinaia di migliaia di manoscritti e libri, che lo rendevano un centro di apprendimento e cultura.
La
convinzione ampiamente accettata oggi è che la biblioteca sia stata
bruciata da un enorme incendio scoppiato durante la conquista romana
della città. Le persone tendono a credere che la sua distruzione sia stata rapida, ma in realtà è vero il contrario.
La biblioteca fu distrutta gradualmente, nel corso dei secoli.
La Grande Biblioteca di Alessandria prima della sua distruzione. (CC BY SA 4.0)
Il primo danno noto alla biblioteca avvenne nel 48 a.C. quando Giulio Cesare incendiò accidentalmente la città di Alessandria.
Mentre
è vero che una parte sostanziale dell'antica conoscenza della
biblioteca è stata distrutta, gran parte della biblioteca è
sopravvissuta al suo primo incendio. Nei secoli successivi la biblioteca subì ulteriori danni a causa di guerre, invasioni e incuria.
L'Impero Romano conquistò l'Egitto nel I secolo
aC e, sebbene fossero interessati a preservare la conoscenza contenuta
nella biblioteca, si ritiene che molti dei libri siano andati perduti o
distrutti a causa della mancanza di cure.
Il successivo grande attacco alla biblioteca avvenne durante il IV secolo d.C.
In questo periodo l'Impero Romano si convertì al cristianesimo e molte istituzioni pagane, come la Biblioteca di Alessandria, furono chiuse o distrutte.
Fonti
antiche mostrano che la biblioteca fu distrutta o definitivamente
chiusa in questo momento per ordine dell'imperatore cristiano Teodosio I. Negli
anni che seguirono la biblioteca fu ripetutamente attaccata dai
cristiani e il contenuto al suo interno fu lentamente distrutto.
Tuttavia, la biblioteca ha continuato a resistere in una forma o nell'altra.
Il colpo finale alla biblioteca, un tempo grande, arrivò nel 640 d.C. dopo che Alessandria passò sotto il dominio musulmano.
Il nuovo sovrano della città, il califfo Omar, decise che la biblioteca doveva essere distrutta.
Il suo ragionamento era un po' bizzarro.
O
gli antichi testi all'interno della biblioteca contraddicevano il
Corano e dovevano essere distrutti, oppure erano d'accordo con esso ed
erano superflui (il che significava che dovevano essere distrutti).
Si dice che ci siano voluti sei mesi per bruciare tutti i materiali all'interno.
Sebbene
i dettagli esatti della distruzione della biblioteca non siano noti, è
chiaro che la perdita della biblioteca e dei suoi contenuti fu un duro
colpo per il patrimonio intellettuale e culturale del mondo antico.
Molte
delle opere contenute nella biblioteca sono andate perdute nella
storia, e la loro perdita rappresenta una perdita irreparabile per la
conoscenza e la cultura umana.
4. L'incendio della Biblioteca di Nalanda in India - Rasa al suolo La Biblioteca di Nalanda era un tempo uno dei più importanti centri di apprendimento in India e si trovava nell'attuale stato del Bihar.
La Biblioteca faceva parte della famosa Università di Nalanda, fondata nel V secolo d.C. e considerata una delle università più antiche e prestigiose del mondo intero.
I resti del Biblioteca dell'Università di Nalanda. (Wonderlane/CC BY 2.0)
Proprio come la biblioteca di Alessandria, la Biblioteca di Nalanda era un enorme deposito di antiche conoscenze e testi.
Ospitava
una vasta collezione di manoscritti che coprivano di tutto, dalla
scienza, matematica e medicina alla filosofia e alla religione.
Era un centro di apprendimento che attirava studiosi e studenti da tutto il mondo, tra cui Cina, Tibet e Corea
Sfortunatamente,
la Biblioteca fu distrutta quando le truppe della dinastia Ghurid (una
dinastia persiana che si pensa provenisse dall'Iran orientale) guidate
da Bakhtiyar Khalji invasero l'area e iniziarono ad attaccare l'Università di Nalanda e i monasteri che la circondavano. La
Biblioteca fu molto probabilmente bruciata dall'esercito invasore e
molti degli studiosi e degli studenti che erano presenti all'università
furono messi a morte.
La distruzione della Biblioteca da parte degli invasori musulmani
è supportata da tre fonti che sono in disaccordo su alcuni dettagli ma
generalmente concordano su chi ha effettuato la distruzione e grosso
modo quando.
A
causa dell'entità del danno e del fatto che le fonti che coprono la
distruzione tendono a non essere d'accordo, l'esatta entità del danno e
il numero di manoscritti persi non è noto.
Tuttavia, si stima che la Biblioteca contenesse oltre 9 milioni di volumi di manoscritti...
Nei
tempi moderni sono stati compiuti sforzi per far rivivere l'Università
di Nalanda ed è stata ricostruita come una moderna istituzione di
apprendimento.
Tuttavia,
la perdita dell'antica Biblioteca e della sua vasta collezione di
conoscenza e cultura rimane una perdita insostituibile per la storia
umana.
5. La distruzione della città di Persepoli - bruciata dai greci ubriachi Mentre la distruzione di molti dei grandi monumenti della storia è stata intenzionale, a volte le cose sfuggono di mano.
Persepoli era la capitale dell'impero persiano, situata nell'attuale Iran. La città era nota per i suoi magnifici edifici, palazzi e sculture ed era un simbolo del potere e della cultura persiani.
Nella storia antica, l'antica Grecia e la Persia hanno avuto una lunga e complicata rivalità. In particolare, i Greci non perdonarono mai ai Persiani la distruzione di Atene nel 480 a.C. per mano del reSerseI.
Quando Alessandro Magno salì al potere per la prima volta, fece della sua missione condurre una massiccia guerra contro la Persia.
Ebbe un enorme successo e nel 330 a.C. invase la Persia e conquistò la sua capitale, Persepoli.
Se intendesse o meno distruggere la città è ancora oggetto di molti dibattiti.
Quello
che sappiamo, tuttavia, è che poco dopo che Alessandro conquistò la
città, fu ridotta in cenere e gran parte di essa e dei suoi tesori
furono distrutti.
Dopo aver preso la città, Alexander disse essenzialmente ai suoi uomini di scatenarsi e di lasciarsi andare.
Erano lontani da casa e combattevano quasi senza sosta da diversi anni.
Alcuni storici ritengono che durante tutta la baldoria degli ubriachi sia scoppiato un incendio che ha distrutto la città.
Alcuni
altri storici ritengono che l'incendio sia stato appiccato
intenzionalmente da Alessandro o dalle sue truppe per vendicarsi
dell'incendio di Atene.
Tuttavia, ci sono poche prove per questa teoria ed è più probabile che l'incendio sia stato di natura accidentale .
Indipendentemente dalla causa, la distruzione di Persepoli fu un duro colpo per la cultura e la storia persiana. Molti degli edifici e dei tesori della città andarono perduti, compresi i suoi magnifici complessi di palazzi e sculture.
Per
fortuna, a causa della natura della sua costruzione, alcune parti
dell'antica città sono sopravvissute ed è ancora oggi una popolare
attrazione turistica.
Le rovine di Persepoli, in Iran. (A.Davey/CC BY 2.0)
6. The Destruction of Baghdad Museum - A Victim of Negligence
Il Museo di Baghdad, noto anche come Museo dell'Iraq, è uno dei musei
più importanti del Medio Oriente e ospita una vasta collezione di
manufatti dell'antica Mesopotamia, tra cui il Museo Sumero, Babilonese, e
le civiltà assire.
Purtroppo, la sua magnifica collezione ha subito gravi danni durante la guerra in Iraq nel 2003. Dopo la caduta di Saddam Hussein è scoppiato il caos in gran parte di Baghdad ei saccheggiatori hanno colto l'occasione per colpire.
Hanno fatto irruzione nel museo in gran parte indifeso e hanno rubato molti manufatti inestimabili, tra cui il famoso Vaso Warka e la Maschera di Warka.
Manufatti recuperati: La maschera di Warka (a sinistra) e il Vaso votivo di Warka (a destra) risalente al 3000-2900 a.C. (Osama Shukir Muhammed Amin FRCP - Glasg/ CC BY-SA 4.0 ) e (Osama Shukir Muhammed Amin FRCP - Glasg/ CC BY-SA 4.0)
Il
saccheggio è stato accolto con diffusa condanna da parte della comunità
internazionale e ci sono state richieste alle forze armate statunitensi
di fare di più per proteggere il museo.
L'esercito
americano in seguito ha riconosciuto di non aver preso le misure
necessarie per mettere in sicurezza il museo e i suoi manufatti.
Per
fortuna negli anni successivi molti dei manufatti perduti sono stati
recuperati e c'è stato un massiccio sforzo internazionale per restaurare
il museo e le sue collezioni.
Sebbene
il museo abbia riaperto nel 2015, mancano ancora migliaia di reperti e
ci vorranno anni prima che la collezione si riprenda completamente.
Conclusione
Le storie di devastanti distruzioni archeologiche nel corso della storia
ci ricordano la fragilità del nostro passato e l'importanza di
preservare il nostro patrimonio culturale per le generazioni future.
La
perdita di inestimabili manufatti, monumenti e antiche città a causa di
guerre, disastri naturali e negligenza umana è una tragedia che non può
essere annullata.
Questi
tragici eventi servono a ricordare la necessità di proteggere il nostro
patrimonio e il ruolo che ciascuno di noi svolge nel preservare la
nostra storia collettiva.
Comprendendo e rispettando il passato, possiamo imparare da esso, trarne ispirazione e costruire un futuro migliore.