Sperimentazioni di geoingegneria: gli effetti disastrosi sono reali

giovedì 16 ottobre 2014

Articolo 11

Art. 11. Della "Nostra" Costituzione
Emblema della RepubblicaL'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (La Costituzione della Repubblica Italiana che fine ha fatto?)

Ecco le 70 bombe nucleari in Italia
Un'immagine satellitare della base di Ghedi mostra parte dell'infrastruttura nucleare
C'è un angolo della provincia di Brescia dove la Guerra Fredda non è mai finita. Negli hangar dell'aeroporto di Ghedi ci sono ancora oggi caccia italiani pronti al decollo per andare all'attacco con bombe nucleari sotto le ali. Incredibile? Non è la sola rivelazione sull'arsenale atomico attivo nel nostro Paese. Una ricerca della Fas, Federation of American Scientists, documenta come l'Italia custodisca il numero più alto di armi nucleari statunitensi schierate in Europa: 70 ordigni su un totale di 180. E siamo gli unici con due basi atomiche: quella dell'Aeronautica militare di Ghedi e quella statunitense di Aviano (Pordenone). Due primati che comportano spese pesanti a carico del governo di Roma: spese che, a 25 anni dalla fine della Guerra fredda e degli incubi nucleari, appaiono ingiustificabili. Continua a leggere QUI



 

In attesa che il Tar spenga il Muos


Sarà il Tar di Palermo ad esprimersi, il prossimo 25 novembre, sulla legittimità delle autorizzazioni concesse dalla Regione Siciliana alla Marina militare Usa per realizzare il terminale MUOS all’interno della riserva naturale di Niscemi. L’accensione del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari è già stato effettuata, ma un verdetto che faccia proprie le ragioni dei comitati No MUOS e dei Comuni siciliani costituitisi contro il devastante progetto bellico potrebbe riaprire la partita.

 

Il 12 settembre scorso, è stata depositata la relazione firmata da uno degli esperti italiani più accreditati in tema di elettromagnetismo, l’ingegnere Marcello D’Amore, professore emerito di Elettrotecnica dell’Università “La Sapienza”, incaricato dal Tar di verificare l’attendibilità degli studi sulle criticità sociosanitarie del MUOS dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’ISPRA e dell’ENAV, l’Ente nazionale che gestisce e controlla il traffico aereo. Grazie a questi studi, il governatore della Regione, Rosario Crocetta, ha autorizzato la conclusione dei lavori del sistema satellitare chiamato a dirigere le guerre automatizzate e disumanizzate del XXI secolo, con i droni, le unità navali, i sottomarini e i carri armati robot.

 

Per il prof. D’Amore non ci sono dubbi: le differenti problematiche sul campo elettromagnetico generato dalle parabole del MUOS sono state trattate da ISS, ISPRA ed EVAV “in maniera non esaustiva e come tale suscettibile di ulteriori doverosi approfondimenti”. Nella sua relazione, il perito del Tar annota che “l’Istituto Superiore di Sanità, a causa del tempo limitato previsto per svolgere le proprie valutazioni non è stato in grado di procedere all’acquisizione né dei codici di calcolo, né dei dati dettagliati necessari, per cui è dovuto ricorrere a procedure di calcolo semplificate”. Questo modo di operare, per il prof. D’Amore, rende in parte erronee oinattendibili le considerazioni favorevoli al MUOS espresse dall’Istituto di Sanità. “I valori di picco della densità di potenza e del campo elettrico lungo l’asse del fascio calcolati nella verificazione, contrariamente a quanto stimato dall’ISS, risultano superiori ai limiti previsti”, scrive il docente. “Inoltre non è condivisibile l’affermazione di danno trascurabile conseguente all’esposizione di una persona agli elevati valori della densità di potenza e del campo elettrico lungo l’asse del fascio a 1600W e 31 GHz, nel caso di malfunzionamenti dei sistemi di puntamento o di eventi sismici. Al contrario si ritiene che tale evento debba essere evitato”. Il prof. D’Amore rileva poi come l’ISS non abbia sufficientemente analizzato le pericolose interferenze dei campi elettrici del MUOS sugli apparecchi elettromedicali esistenti o da installare nei presidi sanitari prossimi alla grande installazione della Marina militare Usa. Continua a leggere QUI

Sardinya IL DEPUTATO DI UNIDOS PILI: IN GRAN SEGRETO A TEULADA SI COSTRUISCE LA PISTA PER I DRONI..

AVVIATI NELLE ULTIME ORE I LAVORI PER COSTRUIRE LA MEGA PISTA NESSUNA AUTORIZZAZIONE E SILENZIO ASSOLUTO SULLE PROCEDURE
 
di Mauro Pili 
Sperimentateli nelle colline toscane di Renzi e compagni


A bombardare Teulada non saranno più solo i carri armati, le navi e gli elicotteri. Tra non molto nel poligono decolleranno i droni militari. Aerei sperimentali sofisticatissimi, senza pilota, capaci di guerre aeree efferate senza l’ausilio di piloti ma tutto attraverso lo schermo di un video game.

Il ministero della Difesa mostra l’arroganza di chi non ha più nessun argine e non solo non chiude le basi militari ma raddoppia senza pudore. In queste ore dentro il poligono di Teulada è iniziata la costruzione di un vero e proprio aeroporto per il decollo dei droni militari di ultima generazione.
Decine di camion da 72 ore scaricano dentro la base migliaia di metri cubi di sterile, accumulati in prossimità dell’area individuata per realizzare una rampa per il decollo e l’atterraggio dei velivoli senza pilota, i droni.
Vere e proprie montagne di sterili, non si conosce la provenienza, sono ormai dentro la base e da qualche ora è iniziata la movimentazione del materiale che dovrà servire per realizzare la struttura portante della rampa.
La quantità così rilevante di materiale lascia comprendere che i vertici militari abbiano optato per l’utilizzo dell’area di atterraggio degli elicotteri per realizzare una grande rampa di lancio, cioè un sistema cosiddetto “a catapulta” per questi velivoli ormai sempre più utilizzati per le attività militari.
Una pista con oltre un ettaro di nuova superficie destinata a base operativa per i droni. Si tratta di un progetto senza alcuna autorizzazione edilizia, urbanistica, paesaggistica, di sicurezza e soprattutto in totale dispregio di quanto sta avvenendo in Sardegna sulle basi militari. Un ministero della Difesa che considera la Regione un suppellettile da ignorare sotto ogni punto di vista. 
Sia il Ministro della Difesa che i vertici militari hanno detto più volte che avrebbero voluto trattare una nuova intesa. Tutto falso e comunque smentito dai fatti. E’ di una gravità inaudita che nonostante la mancata firma dell’accordo la Difesa decisa di realizzare a Teulada una struttura invasiva non solo l’impatto sull’area ma anche e soprattutto per il tipo di velivolo che si intende sperimentare proprio in Sardegna. Per quale motivo non lo sperimentano nelle colline toscane? O nella val padana? E’ evidente che si vuole ancora una volta pensare alla Sardegna in termini di terra di nessuno dove poter fare di tutto e di più senza alcun tipo di controllo. Tutto questo deve essere impedito”.
Lo ha rivelato il deputato sardo, Mauro Pili, che annuncia un’interrogazione urgente alla Camera lo ha inoltre pubblicato sul suo profilo Facebook con foto di enormi cumuli di inerti dentro la base militare di Teulada e lo schema grafico del progetto che si sta realizzando.
“Accettare ulteriori pesantissimi aggravi nel territorio di Teulada – ha detto Mauro Pili - significa mortificare ulteriormente quel territorio ignorando la grande mobilitazione dei sardi e il parere del CoMiPa che aveva più volte negato l’autorizzazione a nuovi insediamenti militari. Un uso sempre più indiscriminato del territorio a questo punto alla mercè anche di mezzi senza ausilio di uomini. 
Non è dato sapersi quali saranno le nazioni che utilizzeranno quella rampa ma sono diverse quelle che hanno messo a punto i micidiali droni a partire dal prototipo top-secret del drone inglese da guerra senza pilota “Taranis”, che ha recentemente completato la seconda serie di prove di volo in una località segreta. Un progetto anglo-francese noto come Future Combat Air System(FCAS) che potrebbe essere destinato a sperimentazioni in ambito Nato con l’obiettivo di sviluppare un nuovo drone da combattimento.  
Il drone ha dimostrato la sua capacità di rullare autonomamente verso la pista per il decollo, decollare e volare sino alla zona di destinazione, individuare un bersaglio e ritornare alla base. Tutto questo sulla testa dei sardi e della Sardegna senza che nessuno dica niente e con una regione inesistente che lascia fare il Ministero della Difesa.Una regione succube e incapace di qualsiasi reazione”.


Continua QUI

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