venerdì 22 marzo 2013

La regola del “silenzio-assenso”

IL CORPO UMANO: MONOPOLIO DELLO STATO




Il corpo dell’essere umano non è intangibile, non è sacro, e non è di proprietà della persona che lo indossa. Infatti, in Italia dal 1999, grazie alla legge numero 91, si prelevano gli organi al momento della morte, anche se da vivi non è stato mai espresso l’assenso: è sufficiente non averlo rifiutato espressamente. In altri termini, il consenso si presume, giacché vale la norma grottesca, anzi  incostituzionale, appunto, del silenzio-assenso. E non vale l’eventuale opposizione dei familiari all’espianto di organi, da un corpo nel quale batte ancora il cuore, pur essendone stata dichiarata la morte cerebrale. Insomma, va in scena in camera operatoria un crimine legalizzato a tutti gli effetti dall’Autorità per eccellenza che detiene anche e soprattutto, il monopolio “legale” della violenza.

Anche in Gran Bretagna (dal 1986), Stati Uniti d’America e Svezia (dal 1987) è possibile espiantare organi, ma là, almeno, è obbligatorio il consenso ineludibile dei parenti.

Beata ignoranza - Il popolo italiano nella stragrande maggioranza non è a conoscenza di questa normativa. Pochi conoscono i loro diritti in una materia così essenziale. E non tutti sono d’accordo sul principio del silenzio-assenso, come non tutti accettano il dogma della morte cerebrale. In effetti, questo abusato teorema risponde ad una ragione commerciale: serve a consentire i trapianti di cuore. Singolare coincidenza: la definizione di morte legata all’esaurimento di tutte le funzioni del cervello è stata enunciata dalla Commissione di Harvard nel 1968: esattamente l’anno successivo alla prima operazione eseguita a Città del Capo il 3 dicembre 1967 da Christian Barnard.
 
In ambito scientifico c’è chi contesta con argomenti seri la validità del principio imperante in occidente: ad esempio il dottor Cicero Galli Coimbra del dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia dell’università di San Paolo. Prima di questa aberrazione il terminale della vita umana era considerato l’ultimo battito cardiaco (il parametro vigente in Giappone). In questa linea affaristica emerge addirittura il cinico criterio “mors tua vita mea” avallato nel Belpaese, a metà degli anni Novanta dalla Corte costituzionale tricolore.
 
 

Predazione disumana - La regola del “silenzio-assenso” cancella il principio del corpo come bene esclusivo dell’individuo, lo sottrae alla comunità ed alla famiglia e lo consegna allo Stato come cosa (res) utilizzabile. In tal modo, il corpo umano all’insaputa della maggioranza silenziosa è diventato una proprietà esclusiva dell’autorità istituzionale italiota, arrogatosi il diritto di disporne.
 
Va ricordato che l’articolo 5 del Codice Civile vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Diverse leggi sono state emanate in deroga a questa disposizione: oltre alla citata legge 458/1967, disciplinante il trapianto del rene tra persone viventi, vanno ricordate la legge 301/1993, recante norme in materia di prelievi ed innesti di cornea, e la legge n. 483/1999, che detta norme per consentire il trapianto parziale di fegato.

Nemesi medica - Due esempi a portata di memoria. Nel 1995 Martin Branch, un giovane turista tedesco in vacanza in Italia viene investito da un’automobile. Ricoverato a Napoli, i medici lo predispongono per prelevargli gli organi e avvertono i genitori che per fortuna si precipitano nello Stivale. I due strappano dalle grinfie dei sanitari il ragazzo e lo portano in Germania. Martin dopo un pò si risveglia dal coma, si laurea e diventa uno sportivo. Di casi simili gronda la cronaca. Basta scandagliare. Ricordate lo scandalo scoperto casualmente nell’estate dell’anno 2000 all’Alder Hey di Liverpool? Ben 8 mila cuori di bambini morti sotto i ferri e una quantità incredibile di organi prelevati all’insaputa dei genitori e conservati negli scantinati ospedalieri per fini di sedicente ricerca.

E come tralasciare il traffico di organi tra vivi. Soprattutto di migranti speciali: i clandestini ingannati, impacchettati e vivisezionati. Le maggiori vittime sono i bambini, rapiti, narcotizzati e fatti a pezzi, anche per rituali satanici di cui poco o nulla si parla in Italia.

Il pretesto ufficiale della legge italiana è sottrarre questa materia alla logica brutale del mercato. In realtà, questa normativa rivela un volto autoritario e antidemocratico, motivato dai chirurghi che pretendono di risolvere ogni malanno con un trapianto, occultando le vere ragioni del profitto e della ricerca di notorietà a tutti i costi.


Il retroscena - La legge del silenzio/assenso, della schedatura dei cittadini, dell'organizzazione della macellazione umana, dei finanziamenti, della promozione degli espianti/trapianti, dell'import-export, è nata nell'inganno. Il 19 gennaio di 14 anni fa, il ministro della Salute, tale Rosy Bindi ed il Presidente della Camera, al secolo Luciano Violante  rimettevano al vaglio e voto della Camera il Testo Unificato. Ebbene, i primi 5 articoli approvati del disegno di Legge, venivano trascritti in Commissione Affari Sociali, sotto la presidenza di Marida Bolognesi, privi della specifica “a scopo di trapianto”, cosicché risultava che l'espianto era senza vincoli, ossia funzionale a qualsiasi sperimentazione.   
 
Successivamente il 2 febbraio la Camera approvava la legge della macellazione umana. Su 630 deputati, assenti 221, presenti in aula 409, di cui 105 astenuti, votanti 304: favorevoli 276, contrari 28.  L'11 febbraio il Testo Unificato veniva assegnato al Senato, dove il Presidente della Commissione Sanità Franco Carella (Verdi) tentava una votazione in Commissione legislativa. 40 firme riportavano il testo all'Aula, ma i capigruppo imponevano il voto redigente, blindato, ovvero senza possibilità di emendamenti. Il 25 marzo nel pomeriggio venivano espresse le dichiarazioni di voto, seguiva la votazione nominale a scrutinio simultaneo elettronico che subito dopo, stranamente, veniva annullata per mancanza del numero legale e rinviata (forse non piaceva l'esito?).  
 
Il 31 marzo a sorpresa, interrompendo il dibattito sulle quote latte, veniva introdotta la votazione estemporanea: pochi minuti e le lobby trapiantistiche ebbero partita vinta. Legge approvata in via definitiva con 139 si, 20 no e 16 astenuti su 325 senatori di cui presenti 184, assenti 141. Il primo di aprile 1999, il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, firmava la legge in tutta fretta, sottoscritta dall'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema, dal Guardasigilli Oliviero Diliberto, e dalla Ministra della Sanità Rosy Bindi. Nel frattempo La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi nel frattempo presentava al Presidente della Repubblica Istanza di sospensione della promulgazione e rinvio alle Camere ai sensi dell'articolo74 della Costituzione, in quanto la legge era ed è palesemente incostituzionale. Il 15 aprile la legge 91/99 veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 87.


Macellazione umana - Nerina Negrello, presidente del predetto sodalizio che ha contestato questa normativa non ha dubbi: «I Ministri della sanità che si sono succeduti: Rosy Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace, Livia Turco, si sono ben guardati dall'emettere il Decreto attuativo per la manifestazione di volontà dei cittadini, previsto dalla L.91/99 articolo5. Hanno preferito la confusione alimentata dalle Disposizioni transitorie, sulle quali Bindi ha sovrapposto il Decreto ministeriale 8/04/2000 temporaneo per favorire le schedature illegali presso le Asl e i tesserini ingannevoli delle associazioni procacciatrici di organi. 
 
Questa legge cavalca la frode scientifica della “morte cerebrale” a cuore battente, imposta dai protocolli di Stato, e sviluppa il mercato della carne umana, seminando angoscia del vivere.  C'è anche un'altra obiezione: il fatto che gli organi  vengono espiantati da corpi ancora vivi, irrorati dal cuore autonomamente pulsante, corpi così reattivi da richiedere farmaci paralizzanti per facilitare l'operazione di espianto. La persona è dichiarata morta sulla base di esami controversi, in quanto non possono escludere la persistenza di alcune funzioni cerebrali e non sono praticati quei test che potrebbero evidenziare la vita in qualche parte del cervello. 
 
Le lobby trapiantistiche hanno ottenuto la Legge 91/1999, detta del silenzio-assenso, ma in realtà non è stato ancora emanato il decreto attuativo per la manifestazione della volontà individuale al fine di schedare donatori e non, nonostante siano trascorsi 9 anni. Non è quindi in atto il silenzio-assenso, ma qualcosa di peggio. Infatti, gli inviti del Centro nazionale trapianti a porre la "X" sul "Sì" o sul "No" dei prestampati Asl sono ingannevoli, così come le varie forme liberalizzate di volontà che offrono spazio a facili contraffazioni come i tesserini on line compilabili da chiunque o il fasullo tesserino della Bindi che si può trovare in tasca senza saperlo. Siamo in una giungla, dove si espiantano più organi, proprio perché la legge non viene attuata. Le autorità sanitarie hanno paura che i cittadini, messi alle strette con le notifiche previste dalla legge,vadano a dichiarare in massa: "No" ».
  
Anche il Governo dell'eterodiretto Monti ci ha messo lo zampino, con il decreto legislativo numero 216, varato in extremis l'11 dicembre 2012, mascherato con la dicitura "Disposizioni urgenti volte a evitare l'applicazione di sanzioni dell'Unione europea".

Tutto è manipolato: le notizie, il cibo, l'istruzione pubblica, la sanità, il fisco. Soprattutto la cura della salute: il business per eccellenza. Il sistema di assistenza sanitario è intenzionalmente progettato non per curare i malati ma per tenerli sospesi tra salute e malattia, e bloccarli in un processo che arricchisce le multinazionali farmaceutiche. 
In attesa di un governo farsa, si approssima un altro allucinante traguardo: la clonazione umana. 
 

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