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giovedì 6 agosto 2026

La Vergogna “Eterna” di Nagasaki e Hiroshima

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Così va il mondo! Sono in guerra paesi i quali hanno bombe atomiche che possono radere al suolo in una frazione di secondo il pianeta e quello che un tempo era un deterrente per scongiurare un qualsiasi conflitto armato, è diventato il pretesto per incrementare ulteriormente ogni tipo di strumento atto a uccidere senza esagerare il maggior numero di persone, consentendo a chi sopravvive di poter godere di una pausa interlocutoria prima di riprendere il contenzioso. (Toba60)

Nagasaki e Hiroshima

A quasi 80 anni dall’esplosione di Hiroshima la corsa all’atomica è in pieno svolgimento sviluppandosi con diverse modalità: le potenze nucleari investono in armi più sofisticate, i Paesi con arsenali non dichiarati si dotano di vettori più efficienti e poi ci sono quelli che inseguono in segreto “la bomba”. 

 Il disarmo nucleare fra Stati Uniti e Russia, protagonista degli Anni 90 dopo la fine della Guerra Fredda, procede oramai a stento.

Washington e Mosca hanno ridotto la somma delle loro testate schierate da 23000 nel 1989 a 3500 nel 2014 ma – come attesta uno studio della Federazione degli scienziati americani (FAS) – ha bruscamente rallentato: fra il 2004 e il 2008 gli Usa hanno tagliato 3287 testate strategiche e dal 2008 al 2014 appena 500 mentre la Russia, negli stessi periodi, è passata da 2500 a 1500. 

E le altre tre potenze nucleari indicate nel Trattato di non proliferazione del 1968 – Gran Bretagna, Francia e Cina – non hanno compiuto riduzioni significative. 

Ciò significa che le cinque «Nazioni nucleari» danno, nel complesso, maggiore importanza all’arsenale atomico oggi rispetto a 20 anni fa, a dispetto di proclami e dichiarazioni in senso contrario.  

Basti pensare che solo gli Stati Uniti pianificano di spendere nell’arco dei prossimi 10 anni circa 350 miliardi di dollari per modernizzare il proprio arsenale strategico. 

L’ammodernamento delle armi nucleari è una caratteristica che accomuna anche le potenze atomiche non indicate nel Trattato di non proliferazione: India, Pakistan, Nord Corea e Israele. 

«New Delhi e Islamabad stanno accelerando la corsa nucleare con la realizzazione di vettori da trasporto sempre più perfezionato» spiega Oliver Meier, dell’Istituto di Affari Internazionali e di Sicurezza di Berlino, secondo il quale si tratta di una «gara a tre»; perché la Cina si considera direttamente minacciata e «risponde con ingenti risorse investite nello sviluppo di vettori a testata multipla» che aumentano le opzioni militari. 

Per Israele, che mantiene una politica di ambiguità nucleare, l’ammodernamento dell’arsenale riguarda soprattutto l’acquisto di sottomarini tedeschi di classe Dolphin. 

«Ne hanno già cinque e il sesto è in arrivo – afferma Bruce Riedel, ex consigliere della Casa Bianca sull’Intelligence ora in forza alla Brookings Institution – sono capaci di trasportare missili nucleari e potrebbero colpire l’Iran lanciandoli dal Mediterraneo o dal Mar Arabico».  

La Nord Corea ha gia testato il suo primo missile nucleare sottomarino, sorprendendo tutti nel riuscire a farlo affiorare dall’acqua correttamente, seppur per una corsa assai breve. 

Si è trattato di un vecchio vettore sovietico, con gittata di 2400km capace di portare tre testate nucleari e poiché Pyongyang ha effettuato tre test sotterranei negli ultimi 10 anni ciò conferma la volontà di essere potenza atomica. Tantopiù che non cela la produzione di uranio e plutonio per realizzare degli ordigni.  

Ancora più allarmante la decisione, in Giappone, del governo di Shinzō Abe, ha annullato dalla Costituzione, l’articolo nove della Costituzione. 

Il fatto è grave, pericoloso e paradossale. Da oggi il Giappone potrebbe riarmarsi e tornare, anche egli, a minacciare il mondo.

C’è poi un’area grigia di Paesi sospettati o intenzionati a ottenere l’arma atomica, e questi, dall’Iran all’Arabia Saudita. 

I quali investono cifre da capogiro nella realizzazione di vettori balistici, silos e basi necessarie all’eventuale uso.

Come riassume Joe Cirincione, del Centro Studi Ploughshares Fund di Washington: «le potenze nucleari ufficiali investono in testate sempre più sofisticate mentre le altre nazioni atomiche o presunte tali fanno altrettanto per diversificare e migliorare i vettori di lancio».

Ma non è tutto perché l’AIEA con il proprio «Indice su incidenti e traffici illeciti» di materiali radioattivi tasta il polso a quanto avviene annualmente sul mercato clandestino. 

I dati dell’ultimo rapporto, pubblicato nel 2014, documentano 1461 «incidenti» di cui 6 avvenuti per «possesso inerente ad attività criminali», 47 per «furto o perdita» e 95 per «attività non autorizzate». 

Ciò significa che criminalità organizzata, gruppi terroristi o altri tipi di gruppi illegali continuano a tentare di impossessarsi di materiale che potrebbe essere adoperato per realizzare, vendere o adoperare una «bomba sporca» ovvero un ordigno in grado di diffondere radioattività. 

«Tali episodi di traffici illeciti continuano e vengono registrati grazie alla collaborazione di oltre 100 Paesi» spiega Francesco Marelli, esperto di lotta alla proliferazione dell’”Unità Crimine e Giustizia” dell’ONU (UNICRI), in Italia, sottolineando la particolare attenzione e il costante monitoraggio data l’importanza di un momento così «pericoloso». 

Fonte: Archivio Privato

Pubblicato sul sito web: https://toba60.com/

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mercoledì 1 giugno 2022

Mao Tse-tung - Chiang kai-shek: la Storia dimenticata dalla Storia

Biden, Taiwan e Cina, un ménage à trois da pazzi!
"Se la Cina invadesse Taiwan, l’America interverrebbe?
Sì. E’ un impegno che abbiamo preso!"

Gelo totale in aula. Giornalisti giapponesi sbigottiti. Cala il sipario.

Ecco cosa è accaduto pochi giorni fa durante un viaggio di Joe Biden in Giappone. Alla domanda, ormai di rito, su Cina e Taiwan, il presidente americano ha lasciato tutti di stucco, dicendo ciò che nessuno aveva mai osato dire.

Gli Stati Uniti interverranno in caso di attacco cinese contro Taiwan!

Le reazioni a questa dichiarazione sono state immediate sia da parte cinese sia dalla parte degli stessi americani.

La Cina ha immediatamente fatto sapere che non tollererà ingerenze straniere in affari interni alla loro nazione, mentre la Casa Bianca, o meglio i vice di Biden, sono subito corsi ai ripari, smentendo il loro presidente come ormai fanno ad ogni uscita di Spleepy Joe…

Ma perché proprio adesso si parla di Cina e Taiwan, e soprattutto, cosa accade in quei territori?

Facciamo chiarezza.

Sebbene sia conosciuto come Taiwan (che in realtà è solo il nome dell’isola più grande che compone l’arcipelago), il nome esatto è Repubblica di Cina. Sì, avete capito bene.

La nostra storia ha inizio nel 1949. In quel momento storico la Cina era divisa tra due fazioni, una con a capo Mao Tse-tung di fede comunista, e l’altra con a capo Chiang kai-shek di stampo di ideali liberali e capitalisti. Lo scontro vide prevalere i comunisti di Mao e Chiang fu costretto a fuggire con i suoi fedelissimi rifugiandosi proprio sull’isola di Taiwan.

Ciascuna delle due entità, da quel momento in poi, si proclamava come il vero stato cinese ma il mondo gradualmente riconobbe come stato legittimo la Repubblica Popolare di Cina (la Cina che noi tutti abbiamo in mente oggi).

Taiwan rimase perciò uno stato non stato, nel senso che non è mai stato riconosciuto né dalla Cina continentale né dai 4 membri permanenti dell’Onu (tra cui ricordiamo anche gli Usa).

Tale riconoscimento non esiste nemmeno oggi, tanto per essere chiari…

Malgrado ciò, gli Usa hanno sempre operato con Taiwan in modo ambiguo. Se da un lato, infatti, non lo hanno mai riconosciuto quale stato sovrano, dall’altro hanno inviato aiuti, risorse e persino ambasciate, cosa che di norma avviene solo verso gli stati riconosciuti.

La Cina vede a Taiwan come un suo territorio ribelle da far rientrare, con le buone o con le cattive, nello stato. Esistono oggi una serie di protocolli cinesi che prevedono l’invasione di Taiwan nel caso in cui questa si dichiarasse indipendente. Sembra strano, ma ad oggi l’isola ribelle non si è mai formalmente dichiarata tale.

In ogni caso, la Cina ha dato tempo a Taiwan di rientrare alla madrepatria entro e non oltre il 2049 (in pratica 100 anni dopo il distacco), poi sarà ripresa con ogni mezzo necessario.

Parrebbe a questo punto di trovarsi effettivamente in una questione interna cinese, ma allora perché agli Usa interessa tanto Taiwan? E’ semplice, vi basta guardare una cartina geografica.

Taiwan si trova proprio al largo delle coste cinesi ed è circondata dall’oceano, un punto strategico fondamentale per contenere e monitorare la Cina. Se qualcuno di voi vi legge delle similitudini con l’Ucraina, non vi sbagliate.

Entrambi sono stati a contatto col mare e ai confini di potenze avverse agli Usa, è chiaro quindi perché la Casa Bianca abbia tanto interesse.

Se qualcuno pensa che gli statunitensi siano spinti da valori quali la libertà, la democrazia, il libero arbitrio o la bontà, beh vi cito una sola parola: Tibet.

Il Tibet era uno stato sovrano ai confini occidentali della Cina, invaso e conquistato agli inizi dl 1900. Il suo sovrano deposto, nonché leader spirituale, il Dalai Lama è una figura conosciuta e apprezzata in tutto il mondo; eppure, nessuno ha mai mosso un dito per rivendicarne l’indipendenza. Gli Usa non si sono mai sognati di intraprendere una crociata per liberare il Tibet. Perché? Perché è una terra montuosa, povera di risorse rivelanti e strategicamente non influente. Quindi che stiano pure sotto un governo straniero.

Tornando a Taiwan, esso è un caso particolare in quanto, se è effettivamente un territorio non riconosciuto, la sua riconquista da parte della Cina sarebbe lecita secondo i trattati internazionali. Al contrario, se si volesse considerarla uno stato invaso, prima si dovrebbe riconoscerla come stato sovrano, cosa che nessuno dei paesi più importa del mondo si sogna di fare.

In definitiva, questa questione è soltanto l’ennesimo tentativo americano di interferire su questioni che riguardano altri stati. Biden e le sue uscite da squilibrato ci fanno rimpiangere persino Trump il quale, seppur nei modi era certamente un personaggio eccentrico, nel concreto ha dimostrato sempre un certo equilibrio.

Restiamo in attesa di vedere come si evolverà la questione ma, nel frattempo, non possiamo non domandarci il perché di queste dichiarazioni. Prima Svezia e Finlandia nella Nato, ora Taiwan…

Tutto sembra essere fatto per far aumentare la tensione internazionale ed esasperare gli animi, ma a chi giova questo? Non certo ai popoli del mondo che, come sempre, saranno gi unici a pagare per le follie dei propri governanti.
 
 
 

venerdì 1 aprile 2022

Una carestia globale mortale è in arrivo

Siamo solo a due settimane di distanza adesso
 
Siamo a poco meno di due settimane da eventi drammatici, facilmente impattanti come gli eventi dell'ultima settimana di febbraio, quando l'esercito russo è entrato in forze in Ucraina.

Le date dell'11-12 aprile 2022 sono importanti dal punto di vista astrologico e numerologico e fanno presagire grandi eventi che scuotono/modificano il sistema mondiale a venire. Resta da vedere esattamente cosa accadrà, ma almeno una parte delle basi e del contesto per ciò che tra poco avverrà è già stata fissata: 
a) la Russia ha in questi giorni ancorato il valore della sua moneta nazionale da un grammo d'oro a 5.000 rubli, oltre ad annunciare che 
 
b) dal 31 marzo tutti i paesi "ostili", tra cui USSA, Canada, UE, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e altri dovranno pagare per il gas naturale e il petrolio russi in rubli, non in petrodollari o euro.
La risposta dell'UE non si è fatta attendere: il presidente francese ha annunciato all'inizio di questa settimana che i paesi dell'UE non pagheranno in rubli le esportazioni di energia russa.

E così il palcoscenico è pronto per eventi politico-economici molto grandi, del prossimo futuro, in aprile. Se la Russia si attiene alle sue armi, allora le economie dell'UE e dell'USSA sono state, volente o nolente, tagliate in ginocchio dalle suddette manovre politiche russe, che in tandem equivalgono a un lancio de facto di un oro sostenuto, petro-ruble, in concorrenza diretta con il petrodollaro e l'euro, a condizioni commerciali favorevoli alla Russia.

O l'UE e l'USSA: 
a) acconsentiranno pacificamente a questo ordine economico radicalmente nuovo e diverso che è stato apertamente dichiarato dalla Russia; oppure 
 
b) dovranno entrare in guerra per cercare di preservare con la forza militare la quota di mercato mondiale del petrodollaro e dell'euro.
Dal mio punto di vista la situazione è così cruda e semplice.

Alla luce dell'odio rabbioso e antirusso e della febbre di guerra che ha preso il sopravvento sui governi e le popolazioni occidentali negli ultimi mesi (ma che in realtà ha una storia lunga, violenta, di nuovo in corso, ribollente di secoli), la guerra dell'USSA/ NATO/UE contro la Russia è molto possibile. Pertanto, ritengo che un famigerato attacco sotto falsa bandiera all'inizio di aprile avviato da USSA/NATO/UE e falsamente accusato la Russia di casus belli fraudolento per una terza guerra mondiale, o qualche altro incidente spettacolare e violento, sia uno spiacevole possibilità nelle prossime settimane o due.

SITREP in Ecuador
 
Come molti dei miei lettori sanno, vivo in Ecuador, uno dei paesi dell'America Latina che usa il petrodollaro come valuta nazionale, quindi l'imminente crollo del petrodollaro avrà molto probabilmente un impatto enorme e caotico qui. Inoltre, l'Ecuador esporta in Russia banane, fiori recisi, cioccolato, cacao, frutti di mare, legno e altri prodotti, per un importo di oltre 900 milioni di dollari all'anno. Le esportazioni in Ucraina ammontano a circa 120 milioni di dollari.
 
Quindi l'attuale guerra in Ucraina sta, finora, minacciando di chiudere poco più di un miliardo di dollari di esportazioni ecuadoriane, con conseguenti impatti negativi sul lavoro, sull'industria e sulla bilancia dei pagamenti dell'Ecuador. Un miliardo di dollari è un sacco di soldi ovunque, ma soprattutto in un piccolo paese latinoamericano che sta già vacillando da due anni molto distruttivi dal punto di vista economico della pandemia CV-19 che ha chiuso molte migliaia di attività per sempre, lanciato innumerevoli migliaia di persone senza lavoro, e ha gravemente degradato le prospettive finanziarie di milioni di persone, in un paese che era già povero all'inizio.
 
Più a lungo continua la guerra, peggio è per l'Ecuador. Se la guerra si estenderà e inghiottirà i paesi dell'Unione Europea, sarà ancora peggio per l'Ecuador, in quanto l'Ecuador ha esportato annualmente nell'UE prodotti per un valore di circa 4 miliardi di dollari negli ultimi anni. Le esportazioni dell'Ecuador ammontano a circa 20 miliardi di dollari all'anno, quindi se dovesse perdere il 25% del suo reddito annuale da esportazione - tra l'UE, l'Ucraina e la Russia - questo farebbe vacillare questo piccolo paese. Sarebbe un colpo clamoroso.

Se la guerra si estendesse anche all'USSA e potenzialmente includesse EMP paralizzanti o attacchi nucleari che chiudessero l'economia e le infrastrutture dell'USSA, ciò eliminerebbe un altro 24% delle esportazioni globali dell'Ecuador, pari a un taglio di circa il 50% dei mercati persi in l'USSA/Russia/Europa - o entrate annue perse per l'economia ecuadoriana di circa 10 miliardi di dollari - un colpo da urlo per questo piccolo paese e senza dubbio la fine del moderno stato dell'Ecuador. Sfortunatamente, con la guerra tra Russia e Ucraina, questo terribile scenario ha già iniziato a manifestarsi; le esportazioni hanno già iniziato a diminuire.

Per questo motivo, ritengo che la probabilità di gravi disordini sociali e instabilità politica in Ecuador nei prossimi 12 mesi sia estremamente alta. C'è già un alto livello di malcontento sociale e di privazioni economiche nel paese, una grande ondata di disoccupazione, un'ondata crescente di criminalità di strada e criminalità organizzata, nonché un livello preoccupante di corruzione politica e incompetenza. Non ci vorrà molto di più perché il paese esploda in una rivolta nazionale che spazzi via l'attuale governo e lo sostituisca con --- cosa? Non lo so. Vivo in Ecuador e non lo so. Sono tempi insoliti, imprevedibili.

La questione della produzione agricola e della disponibilità di cibo e dei prezzi è un'altra questione complicata.
La Russia e l'Ucraina sono i principali esportatori mondiali di grano e fertilizzanti agricoli. Con il grano e i fertilizzanti russi e ucraini fuori dal mercato globale quest'anno, la produzione agricola e l'approvvigionamento alimentare in molti paesi saranno seriamente ridotti, con conseguenti gravi implicazioni per la disponibilità di cibo e i prezzi.


In Ecuador, i prezzi dei fertilizzanti sono aumentati nettamente dal 30% al 40% quest'anno, abbastanza facilmente da mettere fuori servizio alcuni produttori. Chi resta in attività dovrà necessariamente trasferire sui consumatori il maggior costo di produzione.

https://www.expreso.ec/actualidad/economia/agricultor-mira-opciones-fertilizar-124274.html


I prezzi dei generi alimentari hanno già iniziato a salire. Per citare solo un esempio, le lenticchie che di recente sono stato in grado di acquistare all'ingrosso nei mercati del cholo per 50 o 55 centesimi per libbra, ora corrono da 85 centesimi a un dollaro o più per libbra. In altre parole, il prezzo è aumentato dal 60% al 100% in un mese o due. Le lenticchie sono un alimento base, ampiamente consumato in Ecuador, in particolare come menestra . Con l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari di base come le lenticchie, l'effetto sui poveri, di cui ci sono milioni in Ecuador, sarà selvaggio.

Milioni di persone in Ecuador vivono con meno di $ 5.000 all'anno; moltissimi si accontentano anche di meno di $ 2.000. Non è raro nelle zone rurali che un lavoratore lavori tutto il giorno sgombrando la terra dalle erbacce e spazzolando con un machete per soli $ 3, $ 4 o $ 5. Nonostante lo stipendio base qui ufficialmente sia di circa $ 400 al mese - anche se, come ho osservato, molte persone scendono ben al di sotto di quel livello di reddito - da cui una famiglia deve acquistare cibo, vestiti, prodotti sanitari e per la pulizia, pagare il trasporto, servizio elettrico ed idrico, gas per cucinare, ed altri vari.

Indubbiamente, con l'aumento dei prezzi dei generi alimentari, milioni di persone non potranno permettersi di acquistare una dieta adeguata o sufficiente. Per mettere le cose in una prospettiva brutale, in Ecuador circa il 25% della popolazione infantile soffre attualmente di malnutrizione. Man mano che il cibo diventa più costoso, quella percentuale aumenterà sicuramente. Il risultato è che molti bambini moriranno di fame.

Ma vedi, non sarà solo l'Ecuador. Anche altri paesi dell'America Latina, dei Caraibi, del Medio Oriente, dell'Africa e altrove saranno duramente colpiti da aumenti dei prezzi alimentari che molti milioni di persone non potranno permettersi, e anche da una produzione agricola fortemente ridotta, che inevitabilmente portare a molto meno cibo disponibile a qualsiasi prezzo.

La realtà dolorosa, quindi, è che una carestia globale mortale è in arrivo, che ridurrà le persone a milioni di persone mentre ci muoviamo attraverso il 2022 e il 2023. Un sacco di persone moriranno per mancanza di cibo, e per mancanza di denaro per acquistare cibo.

Il mondo intero sarà scosso molto duramente, direttamente o indirettamente, dal parallelo: 
a) il crollo del sistema economico globale basato sul petrodollaro; e 
b) lo scoppio e la conduzione di una terza guerra mondiale molto violenta, distruttiva e mortale, che è già iniziata.
L'attuale guerra in Ucraina non è che le scaramucce di apertura di un conflitto molto più grande a venire.

Gli allineamenti astrologici e il significato numerologico dell'11-12 aprile 2022 indicano grandissimi cambiamenti in arrivo. Per quanto movimentati siano stati gli ultimi due anni, i due anni a venire saranno incommensurabilmente più tumultuosi, tanto che molte persone non sopravviveranno loro fisicamente.

L'ho già detto, ma è vero, il tasso di mortalità aumenterà in modo orribile -- a causa di carestie, povertà estrema, catastrofi naturali, guerre, colpi di m-R-N-A, collasso economico, massicci guasti alle infrastrutture, malattie e altro ancora. Vorrei che fosse diversamente, ma non sarà così. Questo è il sentiero lungo il quale l'umanità sta per precipitare a capofitto. Sarà terribilmente brutale.
 
 

martedì 5 ottobre 2021

Quando la corrente si spegne

INTERRUZIONI BANCARIE IN TUTTO IL MONDO

Di

Ieri potresti ricordare che ho scritto sul blog dell'ultima trovata dei banchieri centrali nella loro spinta per le valute digitali della banca centrale (CBDC) come valute digitali programmabili, una tecnologia che dà loro effettivamente il controllo non solo su come viene speso il "denaro", ma anche valore di quel denaro, caso per caso. In quel blog ho sottolineato che il problema con un tale sistema è la sua dipendenza dalla tecnologia elettronica.

Immagina, ad esempio, un negozio di ferramenta negli anni '30 e la corrente si spegne improvvisamente proprio mentre i clienti si mettono in fila alla cassa per fare alcuni acquisti. Non è un problema per il proprietario del nostro negozio di ferramenta. Accende semplicemente una o due lampade a cherosene dal suo inventario, fa registrare gli acquisti nei suoi registratori di cassa a manovella, prende i soldi e conta il resto. Immagina lo stesso proprietario di un negozio di ferramenta, diciamo, nel 2030.

La corrente si spegne, il suo registratore di cassa è spento e non funziona, quindi accende le sue lampade a cherosene, tira fuori il suo pallottoliere, calcola i costi totali degli acquisti, ma nessuno può comprare qualcosa perché il sistema è spento.

Poche ore dopo, la corrente è tornata (temporaneamente, perché l'energia utilizzata dalle banche centrali per le loro valute digitali sta consumando molta energia). Le persone fanno la fila per acquistare lampade a cherosene per illuminare le loro case, solo per scoprire che non sono autorizzate ad acquistare le lampade a cherosene perché, dopo tutto, questi sono segni che gli acquirenti potrebbero essere "prepper" e pianificare una sorta di "insurrezione".

Hai reso l'idea.

Ebbene, sembra in un certo senso che quest'ultimo scenario stia già accadendo, secondo questo articolo condiviso da B.:

Le banche di tutto il mondo stanno subendo grandi interruzioni, lasciando milioni di clienti in difficoltà nel peggior momento possibile

Nota questo:

Non c'è mai un buon momento per il sistema IT della tua banca di andare giù. Ma pochi possono essere peggiori che nel bel mezzo di un blocco. È difficile uscire di casa, la tua filiale locale potrebbe non essere aperta e di conseguenza sei più dipendente che mai dai servizi bancari digitali.

In Nuova Zelanda, giunta alla sua settima settimana di blocco a livello nazionale, martedì uno dei maggiori istituti di credito del paese,  Kiwibank, è andato in tilt, lasciando molti dei suoi clienti nei guai. È uno di una serie di interruzioni IT che la banca ha subito nelle ultime tre settimane, dopo che un  attacco DDoS al terzo provider Internet della Nuova Zelanda ha  causato crash IT a numerosi istituti di credito, tra cui Commonwealth Bank e Anz Bank.

In un attacco DDoS, gli hacker sopraffanno un sito facendo in modo che un numero enorme di bot si connettano ad esso tutto in una volta, rendendolo inaccessibile. I server non vengono violati, i dati non vengono rubati, ma possono comunque causare molte interruzioni.

La Nuova Zelanda non è l'unico paese ad aver subito gravi interruzioni all'interno del proprio sistema bancario nelle ultime settimane. Altri paesi includono Regno Unito, Giappone, Sud Africa, Venezuela e Messico, anche se non ci sono dubbi (se ne conosci, sarebbe fantastico se potessi fornire dettagli nella sezione commenti).

Il 12 settembre,  i fallimenti operativi  della più grande banca del Messico, BBVA Mexico, hanno lasciato 24 milioni di titolari di conti incapaci di utilizzare i 13.000 bancomat della banca, la sua app mobile o i pagamenti in negozio per quasi 20 ore.

Essendo domenica, i clienti non potevano nemmeno usufruire dei servizi di cassa in filiale del prestatore. La banca ha attribuito l'interruzione a un errore di aggiornamento del sistema e si è offerta di risarcire i clienti con bonus in contanti sugli acquisti quando utilizzano le loro carte di credito o di debito. La banca si è anche preoccupata di assicurare loro che i loro dati finanziari non fossero stati compromessi.

"Non aveva nulla a che fare con il mondo esterno", ha  affermato  Jorge Terrazas, direttore della comunicazione e dell'identità aziendale della banca. “Le informazioni della banca e dei suoi clienti sono al sicuro. Quello che abbiamo fatto è stato annullare le modifiche al sistema e riportare tutto com'era".

Meno di una settimana dopo l'interruzione di BBVA, Santander Mexico, un'altra banca messicana di proprietà spagnola, ha  subito un'interruzione  che ha impedito ai clienti di tutto il paese di utilizzare le proprie carte di debito presso l'ATM o nei negozi. Ancora una volta, è stata attribuita a problemi interni ...

A quasi 5.000 miglia di distanza dal Regno Unito, dall'altra parte dell'Atlantico, 16 milioni di clienti della più grande banca del Venezuela, Banco de Venezuela, hanno recentemente dovuto sopportare cinque giorni senza la piattaforma online della banca. Come tende ad accadere in questi casi, l'interruzione è diventata evidente quando i clienti delle banche hanno iniziato a sfogare la loro rabbia sui social media.

Quando la piattaforma è stato finalmente restaurato, il 20 settembre, il vice presidente del Venezuela Delcy Rodríguez  posato la colpa  sul governo degli Stati Uniti, che ha accusato di lanciare un attacco informatico “intensa e aggressiva” contro il sistema IT della banca.

L'attacco è stato apparentemente un tentativo di far fallire i piani di Caracas di lanciare una nuova valuta, che è stata pubblicata oggi (1 ottobre) con sei zeri in meno. Se le accuse di Rodríguez siano vere o meno è impossibile dirlo, ma Washington ha certamente la capacità e la forma. Inoltre, è impegnata in una guerra economica senza esclusione di colpi contro il Venezuela.

A volte è la frequenza piuttosto che la durata delle interruzioni a essere il problema più grande per i clienti delle banche. Ieri (30 settembre) Mizuho Bank, una delle tre mega banche del Giappone,  quest'anno ha subito l'ottavo guasto del sistema IT, quasi uno ogni mese. Nell'ultimo episodio un problema tecnico del sistema ha causato un ritardo in alcune transazioni in valuta estera.

Le interruzioni del sistema a Mizuho risalgono a quasi due decenni e sono state ampiamente attribuite alla sua incapacità di integrare culture e sistemi dalla fusione a tre vie di Dai-ichi Kangyo Bank, Fuji Bank e IBJ che ha dato vita alla banca, tutti 21 anni fa. La banca ha già speso 3,6 miliardi di dollari per cercare di risolvere i problemi, ma con scarsi risultati. (Evidenziazione in grassetto aggiunta_

Si noti l'implicazione della parte enfatizzata: gli attacchi denial of service possono essere utilizzati come strumento di guerra economica e finanziaria, non solo dai paesi, ma presumibilmente dalle banche. E con questo in mente, poniti una semplice domanda: pensi ancora che le valute digitali, e in particolare le valute digitali della banca centrale, siano una buona idea?

Per me la risposta è un netto e clamoroso NO, e in realtà mi chiedo se, con tutte queste interruzioni, qualcuno potrebbe provare a inviare quel messaggio...

Pubblicato su: https://gizadeathstar.com/2021/10/bank-outages-worldwide/

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martedì 24 marzo 2020

L'Italia vuole nuovi partner commerciali e l'Asia è la risposta

   

PUTIN: LA RUSSIA PER INVIARE AIUTI IN ITALIA 

By Prof Michel Chossudovsky 

In un'intervista con Catherine Austin Fitts la scorsa settimana (pubblicata nell'area dei membri su questo sito), una cosa che entrambi abbiamo concluso provvisoriamente è stata che la plandemia del virus corona era che uno dei principali obiettivi era quello di colpire la Cina e isolarla, facendo un duro colpo al suo progetto sulla via della seta. Di conseguenza, un corollario geopolitico a questo sarebbe isolare la Russia dal suo alleato cinese e costringerla a "scegliere" tra Europa e Cina. 

Mentre chiunque immagina in questa situazione è buono come il nostro, c'è stato uno sviluppo interessante secondo questo articolo su Reuters, condiviso da MG: 
Ciò che è notevole qui è che questo aiuto non è una semplice goccia nel secchio:
Putin ha parlato sabato con il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte, ha detto il Cremlino, aggiungendo che il leader russo ha offerto il suo supporto e il suo aiuto sotto forma di veicoli mobili e specialisti nella disinfezione per aiutare le regioni italiane più colpite.
L'Italia ha registrato un aumento delle morti per coronavirus di quasi 800 sabato, portando il bilancio nel paese più colpito del mondo a quasi 5.000.
Il ministero della Difesa russo ha affermato che gli aerei da trasporto militari consegneranno otto brigate mobili di medici militari, veicoli speciali per la disinfezione e altre attrezzature mediche da domenica. (Enfasi aggiunta)
Sì, hai letto bene, otto brigate o circa quattro divisioni di medici specialisti. L'articolo continua menzionando che ci sono focolai di virus in Russia e uno ha riferito la morte.

Ciò che è interessante da contemplare qui sono le implicazioni geopolitiche. In primo luogo, dal lato italiano dell'equazione, ci si chiede esattamente perché l'Italia non abbia fatto appello ai suoi vicini europei, o agli Stati Uniti, né, in tal caso, si sia appellata alla Cina, cosa che ci si poteva aspettare visto il precedente accordo di quel governo con la Cina per partecipare al progetto Silk Road, garantendo alla Cina un accesso speciale ai grandi porti italiani. Forse il fiore è fuori dalla rosa e sospetto che potrebbe essere parte del quadro. Forse, guardando la risposta - e l'offuscamento (per scegliere una parola gentile) - del governo di Xi ha causato un po' di rivalutazione agli alti livelli di Roma. L'Italia vuole nuovi partner commerciali e l'Asia è la risposta.

Ma se, come sospetto, il virus del corona riporterà i piani della Cina di diversi anni, allora dove altro ci si può rivolgere a quell'impegno a lungo termine per il commercio asiatico?

In Russia. Dopotutto, Putin ha annunciato le sue intenzioni di costruire l'infrastruttura della Siberia, compreso il potenziamento della ferrovia transiberiana e la costruzione di reti ferroviarie di linea per aiutare l'espansione dell'agricoltura russa nella regione. Diverse settimane fa, i giapponesi sono stati invitati a eseguire test su parti della linea. Traduzione: se stiamo per convertire la Transiberiana in ferrovia ad alta velocità, ci sono due paesi che sanno come farlo e hanno l'esperienza, la Cina e, ovviamente, il Giappone. In altre parole, con o senza la Cina, la Russia è impegnata nella propria versione del progetto Silk Road.

Inserisci gli aiuti russi non inconsistenti all'Italia: una ovvia conseguenza di ciò è la creazione di buona volontà geopolitica tra i due paesi. A lungo termine, dopo che questa storia è un brutto ricordo, cerca alcuni colloqui bilaterali molto interessanti tra Roma e Mosca, due delle più grandi economie in Europa, e catturati tra loro, saranno i Balcani ...  


giovedì 5 marzo 2020

Sebbene il COVID-19 sia stato scoperto per la prima volta in Cina, ciò non significa che provenga dalla Cina

Coronavirus cinese: un aggiornamento scioccante. Il virus è nato negli Stati Uniti? 

Rapporti di Giappone, Cina e Taiwan sull'origine del virus 

Di Larry Romanoff

I media occidentali salirono rapidamente sul palco e presentarono la narrativa ufficiale per lo scoppio del nuovo coronavirus che sembrava essere iniziato in Cina, sostenendo che si era originato con animali in un mercato umido a Wuhan.
In effetti l'origine era sconosciuta da molto tempo, ma sembra probabile ora, secondo i resoconti cinesi e giapponesi, che il virus abbia avuto origine altrove, da più sedi, ma abbia iniziato a diffondersi ampiamente solo dopo essere stato introdotto sul mercato.

Più precisamente, sembra che il virus non sia originario della Cina e, secondo quanto riferito dai media giapponesi e di altri media, potrebbe essere nato negli Stati Uniti. 

Ricercatori cinesi concludono che il virus è nato fuori dalla Cina 

Dopo aver raccolto campioni del genoma in Cina, i ricercatori medici hanno prima dimostrato in modo conclusivo che il virus non ha avuto origine nel mercato del pesce ma aveva più fonti non identificate, dopo di che è stato esposto al mercato del pesce da dove si è diffuso ovunque. (1) (2) (3)
 
 

Secondo il Global Times:
Un nuovo studio di ricercatori cinesi indica che il nuovo coronavirus potrebbe aver iniziato la trasmissione da uomo a uomo a fine novembre da un luogo diverso dal mercato ittico huanano di Wuhan.
Lo studio pubblicato su China Xiv, un repository cinese aperto a ricercatori scientifici, rivela che il nuovo coronavirus è stato introdotto nel mercato ittico da un'altra posizione e poi si è diffuso rapidamente dal mercato a causa dell'elevato numero di contatti stretti. I risultati sono stati il ​​risultato di analisi dei dati del genoma, delle fonti di infezione e della via di diffusione delle variazioni del nuovo coronavirus raccolte in tutta la Cina.
Lo studio ritiene che i pazienti a zero hanno trasmesso il virus ai lavoratori o ai venditori nel mercato ittico di Huanan, il mercato affollato che facilita facilmente l'ulteriore trasmissione del virus agli acquirenti, il che ha causato una diffusione più ampia all'inizio di dicembre 2019. (Global Times, febbraio 22, 2020, enfasi aggiunta (2)
Le autorità mediche cinesi - e le "agenzie di intelligence" - hanno quindi condotto una rapida e ampia ricerca dell'origine del virus, raccogliendo quasi 100 campioni del genoma da 12 paesi diversi nei 4 continenti, identificando tutte le varietà e le mutazioni. Durante questa ricerca, hanno stabilito che l'epidemia di virus era iniziata molto prima, probabilmente a novembre, poco dopo i Giochi militari di Wuhan.

Sono poi giunti alle stesse conclusioni indipendenti dei ricercatori giapponesi - che il virus non è iniziato in Cina ma è stato introdotto lì dall'esterno.
Il 27 gennaio, il più grande specialista respiratorio cinese Zhong Nanshan ha dichiarato
"Sebbene il COVID-19 sia stato scoperto per la prima volta in Cina, ciò non significa che provenga dalla Cina"
"Ma questo è cinese per" è nato da qualche altra parte, in un altro paese". (4)
Ciò ovviamente solleva interrogativi sull'effettiva posizione di origine. Se le autorità hanno proseguito la loro analisi attraverso 100 campioni di genoma provenienti da 12 paesi, devono aver avuto un motivo convincente per cercare la fonte originale al di fuori della Cina. Questo spiegherebbe perché ci fosse una tale difficoltà nel localizzare e identificare uno "zero paziente". 

I media giapponesi: il coronavirus potrebbe essere nato negli Stati Uniti
Nel febbraio del 2020, il rapporto giapponese Asahi (stampa e TV) affermava che il coronavirus era nato negli Stati Uniti, non in Cina, e che alcuni (o molti) dei 14.000 decessi americani attribuiti all'influenza potrebbero in effetti essere stati causati dal coronavirus. (5)

 

Un rapporto di una stazione televisiva giapponese che svela il sospetto che alcuni di quegli americani possano aver contratto in modo sconosciuto il coronavirus è diventato virale sui social media cinesi, alimentando paure e speculazioni in Cina secondo cui il nuovo coronavirus potrebbe aver avuto origine negli Stati Uniti.
Il rapporto, della TV Asahi Corporation del Giappone, ha suggerito che il governo degli Stati Uniti potrebbe non essere riuscito a capire quanto dilagante il virus è andato sul suolo americano.
Tuttavia, non è noto se gli americani che sono già morti per l'influenza abbiano contratto il coronavirus, come riportato dalla TV Asahi. (People's Daily, inglese, 23 febbraio 2020, enfasi aggiunta)
Il 14 febbraio, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno dichiarato che inizieranno a testare le persone con malattia simil-influenzale per il nuovo coronavirus nei laboratori di sanità pubblica di Los Angeles, San Francisco, Seattle, Chicago e New York Città.

La rete TV Asahi ha presentato documentazione scientifica per le loro affermazioni, sollevando il problema che nessuno avrebbe saputo la causa della morte perché gli Stati Uniti hanno trascurato di testare o non sono riusciti a pubblicare i risultati. Il Giappone ha evitato le domande di natura naturale o artificiale e accidentale o deliberata, affermando semplicemente che l'epidemia di virus potrebbe essersi verificata per la prima volta negli Stati Uniti. Sembra che Internet occidentale sia stato cancellato da queste informazioni, ma i media cinesi le fanno ancora riferimento.

Queste affermazioni hanno suscitato un nido di calabroni non solo in Giappone ma in Cina, diventando immediatamente virali sui social media cinesi, soprattutto da quando i Giochi del mondo militare si sono svolti a Wuhan in ottobre, e si era già ampiamente discusso che il virus avrebbe potuto essere trasmesso a quel tempo - da una fonte straniera.
"Forse i delegati statunitensi hanno portato il coronavirus a Wuhan e si è verificata una mutazione del virus, rendendolo più mortale e contagioso e causando un diffuso focolaio quest'anno". (People's Daily, 23 febbraio 2020) (1)
Shen Yi, professore di relazioni internazionali presso l'Università Fudan di Shanghai, ha dichiarato che i virologi globali "comprese le agenzie di intelligence" stavano monitorando l'origine del virus. Anche di interesse, il governo cinese non ha chiuso la porta su questo. Il rapporto di notizie affermava:
"I netizen sono incoraggiati a partecipare attivamente alle discussioni, ma preferibilmente in modo razionale."
In Cina, questo è significativo. Se i rapporti fossero spazzatura, il governo lo dichiarerebbe chiaramente e direbbe alla gente di non diffondere false voci.
Il virologo di Taiwan suggerisce che il coronavirus è nato negli Stati Uniti 

Quindi, Taiwan ha lanciato un programma di notizie TV il 27 febbraio (fare clic qui per accedere al video (cinese), che ha presentato diagrammi e diagrammi di flusso che suggeriscono che il coronavirus è nato negli Stati Uniti. (6)
 
 

Di seguito è riportata una traduzione approssimativa, un riepilogo e un'analisi del contenuto selezionato di quel telegiornale. (vedi mappa sotto)

L'uomo nel video è un grande virologo e farmacologo che ha eseguito una lunga e dettagliata ricerca della fonte del virus. Trascorre la prima parte del video spiegando i vari aplotipi (varietà, se vuoi), e spiega come sono correlati tra loro, come uno deve essere venuto prima di un altro e come un tipo deriva da un altro. Spiega che si tratta semplicemente di scienza elementare e non ha nulla a che fare con le questioni geopolitiche, descrivendo come, proprio come con i numeri in ordine, 3 debba sempre seguire 2.

 

Uno dei suoi punti principali è che il tipo di infezione di Taiwan esiste solo in Australia e negli Stati Uniti e, poiché Taiwan non è stata infettata dagli australiani, l'infezione a Taiwan potrebbe provenire solo dagli Stati Uniti.

La logica di base è che la posizione geografica con la più grande varietà di ceppi di virus deve essere la fonte originale perché un singolo ceppo non può emergere dal nulla. Ha dimostrato che solo gli Stati Uniti hanno tutti e cinque i ceppi noti del virus (mentre Wuhan e la maggior parte della Cina ne hanno solo uno, così come Taiwan e Corea del Sud, Thailandia e Vietnam, Singapore e Inghilterra, Belgio e Germania), costituendo una tesi che gli aplotipi in altre nazioni potrebbero aver avuto origine negli Stati Uniti.

La Corea e Taiwan hanno un aplotipo diverso del virus rispetto alla Cina, forse più infettivo ma molto meno mortale, il che spiegherebbe un tasso di mortalità solo 1/3 di quello cinese.

Né l'Iran né l'Italia sono stati inclusi nei test di cui sopra, ma entrambi i paesi hanno ora decifrato il genoma localmente prevalente e li hanno dichiarati di varietà diverse da quelle in Cina, il che significa che non sono originari della Cina ma sono stati necessariamente introdotti da un'altra fonte. Vale la pena notare che la varietà in Italia ha approssimativamente lo stesso tasso di mortalità di quello cinese, tre volte più grande di altre nazioni, mentre l'aplotipo in Iran sembra essere il più mortale con un tasso di mortalità tra il 10% e il 25%. (7) (8) (9)

A causa dell'enorme quantità di copertura mediatica occidentale focalizzata sulla Cina, gran parte del mondo crede che il coronavirus si sia diffuso in tutte le altre nazioni dalla Cina, ma questo sembra ora essere stato smentito. Con circa 50 nazioni sparse in tutto il mondo che hanno identificato almeno un caso al momento della stesura, sarebbe molto interessante esaminare campioni di virus di ciascuna di queste nazioni per determinare la loro posizione di origine e le fonti e i modelli di diffusione in tutto il mondo.

Il virologo ha inoltre affermato che gli Stati Uniti hanno recentemente avuto più di 200 casi di "fibrosi polmonare" che hanno provocato la morte a causa dell'incapacità dei pazienti di respirare, ma le cui condizioni e sintomi non possono essere spiegati dalla fibrosi polmonare. Ha detto di aver scritto articoli che informano le autorità sanitarie statunitensi di considerare seriamente quelle morti come risultanti dal coronavirus, ma hanno risposto incolpando le morti sulle sigarette elettroniche, quindi hanno messo a tacere ulteriori discussioni. ...
Il medico taiwanese ha quindi dichiarato che l'epidemia di virus è iniziata prima del previsto, dicendo: "Dobbiamo guardare a settembre 2019".

Ha dichiarato il caso nel settembre del 2019 in cui alcuni giapponesi hanno viaggiato alle Hawaii e sono tornati a casa infetti, persone che non erano mai state in Cina. Questo è stato due mesi prima delle infezioni in Cina e subito dopo che il CDC ha improvvisamente e completamente chiuso il laboratorio di bio-armi di Fort Detrick affermando che le strutture erano insufficienti per prevenire la perdita di agenti patogeni. (10) (11)

Ha detto che ha indagato personalmente su questi casi con molta attenzione (come hanno fatto i virologi giapponesi che sono giunti alla stessa conclusione). Ciò potrebbe indicare che il coronavirus si era già diffuso negli Stati Uniti ma dove i sintomi venivano ufficialmente attribuiti ad altre malattie, e quindi probabilmente mascherato.

L'importante sito di notizie cinese Huanqiu riferiva un caso negli Stati Uniti in cui i medici riferivano a un parente di una donna che era morto di influenza, ma in cui il certificato di morte elencava il coronavirus come causa di morte. Il 26 febbraio, l'affiliata della ABC News KJCT8 News Network ha riferito che una donna ha recentemente riferito ai media che sua sorella è morta a causa di infezione da coronavirus. Almeta Stone, residente a Montrose, in Colorado, ha dichiarato: "Loro (il personale medico) ci hanno tenuti informati che si trattava dell'influenza e quando ho ottenuto il certificato di morte, c'era un coronavirus nella causa della morte." (12) 

Non possiamo accertare il numero di tali casi negli Stati Uniti, ma dal momento che il CDC apparentemente non ha kit di test affidabili e sta conducendo test poco o niente per il virus, potrebbero essercene altri.
*** 
Solo per informazione
Negli ultimi due anni (durante la guerra commerciale) la Cina ha subito diverse pandemie:
  • 15 febbraio 2018: influenza aviaria H7N4 . Malati almeno 1.600 persone in Cina e uccisi più di 600. Molti polli uccisi. La Cina deve acquistare prodotti avicoli statunitensi.
  • Giugno 2018: influenza aviaria H7N9 . Molte galline uccise. La Cina deve acquistare prodotti avicoli statunitensi.
  • Agosto 2018: focolaio di influenza suina africana . Stessa varietà della Russia, dalla Georgia. Milioni di maiali uccisi. La Cina deve acquistare prodotti di carne di maiale negli Stati Uniti.
  • 24 maggio 2019: massiccia infestazione di lombrichi in 14 regioni a livello di provincia in Cina, che distruggono la maggior parte delle colture alimentari. Diffuso rapidamente a oltre 8.500 ettari della produzione di grano cinese. Producono un numero sorprendente di uova. La Cina deve acquistare prodotti agricoli statunitensi: mais, soia.
  • Dicembre 2019: l'apparizione del Coronavirus mette in crisi l'economia cinese.
  • Gennaio 2020: la Cina è colpita da un ceppo "altamente patogeno" di influenza aviaria nella provincia di Hunan . Molti polli sono morti, molti altri uccisi. La Cina deve acquistare prodotti avicoli statunitensi.
L'adagio standard è che la sfortuna accade in tre, non in sei.

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Larry Romanoff è un consulente di gestione in pensione e uomo d'affari. Ha ricoperto posizioni dirigenziali in società di consulenza internazionali e possedeva un'attività di import-export internazionale. È stato professore ospite presso l'Università Fudan di Shanghai, presentando casi di studio in affari internazionali a classi EMBA senior. Il signor Romanoff vive a Shanghai e sta attualmente scrivendo una serie di dieci libri generalmente legati alla Cina e all'Occidente. Può essere contattato all'indirizzo: 2186604556@qq.com. Collabora frequentemente con Global Research. 

Appunti 

(9) Coronavirus has Mutated, Iran attacked by a Different Strain from Wuhan

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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