sabato 9 aprile 2016

Almanacco di aprile 2016


Opening Earth – La Terra sprofonda Opening Earth – La Terra Sprofonda, film integrale. Un interessante documentario senza il parlato sul crescente fenomeno delle voragini che si aprono inaspettatamente in giro per il mondo. Immagini davvero angoscianti.
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In guerra contro Al Sisi. Ce lo chiede Regeni. Anzi Obama
 

“Gentiloni ritira l’ambasciatore dal Cairo. La mamma di Regeni: non ci fermeremo”. Bombarderemo l’Egitto per mamma Regeni? Niente di impossibile dati i precedenti: dopotutto, la politica estera anti-siriana l’hanno dettata al paese le due Vanesse, obbligandoci a finanziare i terroristi loro amici con 6 milioni (e forse più). Eppure la cosa non cessa di apparire demenziale. Un amico giornalista mi chiedeva l’altro ieri: “Perché secondo te continuano menarla con Regeni, in tv, radio giornali? Non l’hanno mai fatto..”. 
 
Adesso si sta chiarendo. Un articolo di Guido Rampoldi su Il Fatto (un giornalista amerikano per un giornale sempre più amerikano sotto Peter Gomez) sunteggia: Al Sisi , il mostro fascista, il Pinochet cairota, è debole, non forte. Ha deluso la sua stessa borghesia. L’Occidente ha deciso che restituire l’Egitto ai Fratelli Musulmani è meglio. D’accordo, i Fratelli Musulmani non sono democratici né tanto civili, però loro al potere “sbarreranno la strada all’IS”.
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Al referendum sulle trivelle vota NI!
 
“Fermiamo le trivelle”. “Il mare non si tocca”. “L’Italia non si trivella”. Questi sono alcuni degli slogan di chi si fa portavoce del referendum del 17 Aprile “sulle trivelle”, invitando a votare un deciso SI.
Peccato sia una colossale pagliacciata.
 
Con questo referendum non si dice “no alle trivellazioni” ma solo si decide se l’estrazione di giacimenti già trivellati da parte di trivelle già esistenti, a meno di 12 miglia dalla costa, continuerà dopo la fine delle concessioni a prescindere dal fatto che sia o no ancora presenza di risorse nel giacimento trivellato. Quindi c’è molta disinformazione: non si fermano le trivellazioni nel mediterraneo, non si dice no al petrolio, non si protegge il “nostro mare”, non si diminuisce l’attività delle navi da carico, non si decide nulla riguardo alla protezione dell’ambiente, all’inquinamento o allo sfruttamento delle risorse. Solo si fermano le estrazioni di siti già trivellati.

La conseguenza di un SI a questo referendum non ferma nulla: le compagnie possono tranquillamente costruire altre trivelle (a 13 miglia dalla costa anziché 12) e, paradossalmente, continuare a sfruttare lo stesso giacimento che sarebbero costrette ad abbandonare con l’aggiunta di dover di nuovo trivellare per raggiungere lo stesso giacimento. Considerando che è proprio la trivellazione ad essere la fase più inquinante e pericolosa per l’ambiente, dire SI al referendum sarebbe come incentivare nuove trivellazioni. Il tutto senza contare che lasciare un giacimento trivellato non è un’operazione semplice e priva di rischi, tutt’altro, e dovremmo quindi sperare che le compagnie costrette a lasciare il lavoro a metà eseguano l’operazione con tutti i crismi necessari… Già, le stesse compagnie che vorremmo far smettere di trivellare perché sono insensibili all’ecologia. Continua QUI
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Il falso problema dell’invecchiamento della popolazione 
 
Da più parti, tra blogger, economisti, commentatori e anche comuni cittadini è abbastanza diffusa e condivisa la tesi dell’insostenibilità del sistema pensionistico, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e quindi da più parti si ipotizzano e spesso si concretizzano ricette più o meno condivisibili, come innalzare continuamente l’età pensionabile, ridurre le pensioni, altri come la Boldrini aprono a massicce migrazioni di immigrati per arrivare in futuro a 66 milioni (poi mi chiedo perché dovremmo arrivare per forza a quella cifra), altri ancora chiedono politiche favorevoli all’incremento demografico e si spingono ad ipotizzare un’Italia con 100 milioni di anime (vorrei ricordare che l’Italia ha già una densità della popolazione superiore alla Cina ad esempio). Continua QUI
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La Neolingua
 
Viviamo in un`epoca in cui e` difficile distinguere la verità dalla falsità a causa di una feroce propaganda mediatica. Con il termine inglese doublespeak si possono intendere termini eufemistici (espressioni progettate per nascondere significati piu` duri o spiacevoli), ambigui (espressioni progettate per nascondere la verità) o totali inversioni della realtà (bugie che affermano il contrario della verità). Anche se non ha mai usato il termine doublespeak (o linguaggio ambiguo), nel suo libro, 1984, molti associano tale termine a George Orwell. Dopo tutto, è stato Orwell a scrivere il motto del partito totalitario in 1984: “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza” – un perfetto esempio di inversione. Orwell ha tuttavia usato il termine “neolingua” per riferirsi a un nuovo tipo di linguaggio che ha drasticamente ridotto le parole e i termini disponibili, in modo da ridurre contemporaneamente ogni forma di liberta` di pensiero nel popolo governato. Continua QUI
 

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