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lunedì 13 luglio 2015

Sulle tracce degli Anunnaki


Ma dove sono le tracce degli stessi Anunnaki? 

Questa è la domanda che si pongono gli scettici. Facciamo ora un altro salto, per andare a esaminare le critiche rivolte a confutare l'esistenza degli Anunnaki stessi. Essi sarebbero stati una civiltà superiore, tecnologicamente avanzata. Ci si chiede, dove siano i loro contenuti tecnologici. Perché non se ne trova traccia? Possibile sia rimasto niente, ma solo edifici di pietra?

Tutto ciò parte dall'idea preconcetta e non oggettiva: ci si aspetta che gli Anunnaki avessero dovuto utilizzare e abbandonare tutte queste cose "tecnologiche" sul nostro pianeta. Ma perché? Come ci si aspetta che fossero costruiti i porti spaziali?

Perché costruire delle moderne Cape Canaveral per lanciare razzi quando evidentemente ciò che avevano a disposizione andava già bene per lo stesso scopo? Ricordiamo che attualmente, per esempio, la Cina  utilizza basi di lancio scavate nella roccia.

Perché gli Anunnaki avrebbero dovuto costruire città simili alle nostre? Niente nei testi parla di questo né si è autorizzati a utilizzare per loro il nostro metodo di giudizio o pensiero.

Loro avevano uno scopo, l'estrazione di minerali, per il quale ciò che avevano evidentemente era già più che sufficiente. Nonostante ciò avevano sicuramente mezzi volanti (chiamati nei testi Sumeri MA.AN.NA, cioè "barche del cielo") e attrezzature da scavo e armi (il testo "Uno shir sud per Ninurta" ne cita varie).

Inoltre, se gli Anunnaki come sostiene Sitchin sono andati via, perché avrebbero dovuto lasciare in giro la loro roba? Oppure: chi ci dice che non sia sepolta sotto metri e metri di fango, o nascosta da qualche parte in montagne, o sott'acqua in qualche oceano o lago?

La verità è che molti testi ci raccontano delle "avventure" degli Anunnaki, e non sempre queste sono messe in relazione agli uomini. Ci viene raccontato da molti testi come sono nate le prime città, come questi Anunnaki lavoravano in miniere, come facevano viaggi in terre lontane (che i Sumeri non avrebbero nemmeno dovuto conoscere), ecc.

Insomma, dalla mitologia sumera e accadica abbiamo fin troppi segnali che attestano la presenza di questi Anunnaki. Troppi perché qualcuno utilizzi considerazioni così superficiali per asserire che non esistevano e che siano il frutto di fantasia di Sitchin, o, come fanno molti che essi fossero delle figure utilizzate per spiegare  i fenomeni naturali.

Infatti un altro filone di critica, tipicamente antropologico, cerca di spiegare i "miti" riguardanti gli Anunnaki come dei racconti in cui i Sumeri cercavano di spiegare fenomeni che non comprendevano. Questa visione, completamente asettica e priva di fondamento, parte dal principio di una civiltà capace di costruire edifici alti 60 metri perfettamente allineati in maniera equinoziale e solstiziale, una società che ha inventato il primo calendario, che aveva nozioni di medicina, di matematica, di legislazione, che aveva scuole ecc, non fosse capace di conoscere fenomeni come la pioggia, il Sole o altro, e si fosse inventata inventata degli esseri sovrannaturali per spiegarli.

Insomma secondo questi antropologi questa popolazione registrava su pietra il movimento della Luna, ma non capiva che cosa fosse e aveva bisogno di inventarsi una figura sovrumana antropomorfa, Nanna, e per spiegarla si inventarono tutta una genealogia, se ne inventarono gli attributi,  se ne scrisse un mito sulla nascita e via dicendo.

In seguito sarà necessario fare una breve carrellata sulla parte linguistica. Anche in questo caso i critici di Sitchin (sumerologi) tentano di smentire le sue traduzioni. Nessuno però fa un solo nome. Infatti non esiste un sumerologo accademico che abbia mai apertamente analizzato o criticato le traduzioni di Sitchin. Forse l'unico, sumerologo ortodosso a discutere la teoria di Sitchin, in maniera molto marginale e assolutamente senza affrontare le sue traduzioni, è John Halloran, autore del monumentale Sumerian Lexicon.

Un dizionario sumero utilizzato in molti studi accademici e che i critici di Sitchin nominano a sproposito, sostenendo che sia proprio in base a questo che le traduzioni di Sitchin vengano smentite. Ma ... ne parleremo più avanti in un nuovo post.

Dalle mie letture "Oltre la Mente di Dio"
di Alessio e Alessandro De Angelis
p. 158-159-160  

http://ningishzidda.altervista.org/    

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