Nessuna delle Apocalissi Allarmistiche sul Clima si è presentata o è addirittura possibile

domenica 22 maggio 2011

NIKOLA TESLA, UN GENIO DIMENTICATO

 

Ecco a voi un contributo di Piero Cammerinesi sull’enigmatico personaggio di Nikola Tesla,

personaggio che ha lasciato molti più doni di quanti ne possiamo
immaginare o conoscere. Nella speranza che in futuro vengano utilizzati
per migliorare la vita di tutti, vi lasciamo alla lettura.
di Piero Cammerinesi (pierocammerinesi@hotmail.com)
Los Angeles, 29 settembre 2009.  
In questo inizio autunno 2009 i dibattiti sui media americani si dividono
equamente tra i grandi temi del momento, vale a dire la crisi
finanziaria – che non si sa bene se sia stata superata o se il peggio
debba ancora venire – e la dura battaglia di Obama per la riforma
sanitaria negli USA che, anche lei, non si sa bene se sarà una vittoria
o una disfatta.


Ma tra un’ intervista,
un’inchiesta ed un talk show su tali argomenti, ogni tanto si fa strada
qualche cosa di nuovo, qualche notizia veramente stimolante che
meriterebbe di essere approfondita. Una di queste riguarda il futuro
wireless dell’elettricità; c’è chi pensa che entro un anno una nuova
era potrebbe aver inizio: quella della trasmissione dell’elettricità
senza cavi.


Lo afferma, in una recente intervista
alla CNN, Eric Giler, CEO di WiTricity, una azienda già in grado di
accendere delle lampadine ad alcune decine di centimetri trasmettendo
l’elettricità senza cavi. Il sistema è semplice: l’elettricità viene
trasformata in un campo magnetico e trasmessa su una particolare frequenza sino all’apparecchio che deve utilizzarla.

Ilprocedimento va ancora perfezionato e testato ma, secondo Giler, tra
cinque anni sarà ormai un fatto acquisito ricevere elettricità nello
stesso modo in cui oggi riceviamo una telefonata sul nostro cellulare.
Già nel 2003 un’altra ditta, la Powercast, aveva acceso lampadine LED
ad oltre due chilometri di distanza.


Il problema è che ad oggisi riescono a trasmettere cariche elettriche limitate a grande distanzao cariche alte a breve distanza, ma non ancora quantità elevate agrande distanza, tuttavia gli esperti sono ottimisti. Dal prestigioso
MIT trapelano infatti notizie di un nuovissimo progetto denominato
Magnetically coupled resonance, che consisterebbe nell’inviare un campo magneticoenergia


È facile immaginare come ciò potrebbe cambiare la nostra vita e molte
nostre abitudini: non più prese né spine, niente più batterie da
utilizzare e gettare, auto elettriche che si ricaricano in garage o
vicino a delle ‘torrette’ di ricarica, senza parlare delle ricadute
positive per l’ambiente; solo le batterie che oggi vengono prodotte (e
consumate) ogni anno al mondo sono oltre 40 miliardi, poi ci sono i
cavi, il petrolio usato dalle auto e così via. Beh, non si tratta
davvero di cosa da poco, in particolare in un momento storico in cui le
preoccupazioni per l’ambiente, per la produzione di petrolio e per il
futuro dell’ economia sono recepite da settori crescenti dell’opinione pubblica e delle istituzioni internazionali.

Tutto bello, davvero interessante, no? Un grande e smagliante futuro…non c’è che dire…Poi però, nel corso dell’ intervista, il giornalista della CNN fa un riferimento ad un personaggio curioso, Nikola Tesla,
i cui studi – risalenti ad oltre un secolo fa – avrebbero, pare, dato
l’avvio a queste moderne promettenti ricerche… Solo poche battute,
s’intende, non sia mai che qualcuno vada poi a pensare che il futuro
possa venire…dal passato!O che prenda le mosse da personaggi bizzarri come Nikola Tesla, uno degli innumerevoli uomini dimenticati dalla storia, quella
ufficiale, ovviamente. 


La storia che ci dice sempre la verità, omeglio, quella di chi la scrive. Ma lo  ‘zampino’ di Tesla non si limita all’elettricità wireless; anche l’automobile del futuro, guarda caso, affonda le sue radici nel passato, riportandoci a questo oggi semi-sconosciuto personaggio. Fu lui, infatti, il primo a sostituire -
nel 1931 – il motore a benzina di una vettura dell’epoca con un motore
elettrico a corrente alternata da 80 cavalli, e lo fece, oltretutto,
senza una fonte di energia esterna né batterie, installando sull’auto un circuito collegato a distanza ad un’antenna che trasmetteva energia nell’etere.


La vettura aveva anch’essa un’antenna posizionata all’esterno e collegata
ad una scatola che si trovava nella parte anteriore del veicolo che
riceveva l’ energia da un trasmettitore di energia, che era allora situato nei pressi delle cascate del Niagara. E, a proposito di auto, tre anni or sono, proprio qui a Los Angeles – per la precisione in un hangar dell’aeroporto di Santa Monica – il Governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha presentato un veicolo eccezionale per le sue caratteristiche tecnologiche, in grado di cambiare il volto del trasporto su ruote, così come oggi lo conosciamo, il cui nome è – guarda un po’ – Tesla Car.

Si tratta del primo esempio di una serie di veicoli totalmente elettrici, ad emissioni zero (non hanno neppure il tubo di scappamento), di assoluta silenziosità, e per di più con una autonomia di circa 400 chilometri
(http://www.teslamotors.com) anche se, diversamente dal progetto
originario di Tesla, questa dispone di batterie ricaricabili. È un
progetto da oltre 40 milioni di dollari con degli sponsor d’eccezione
come Larry Page e Sergey Brin, padri di Google. Eppure, anche tre anni
fa, ricordo perfettamente che furono pochi i giornali che approfondirono adeguatamente la notizia; evidentemente la lobby dei
petrolieri ci sa fare…


A chi gli chiedeva dove fosse la fonte d’ energia che faceva muovere la sua vettura, Tesla rispondeva che essa era "nell’etere intorno noi". Egli riuscì a sfruttare il campo magnetico che avvolge la terra ed a convogliarlo verso il veicolo, o meglio, fece in modo di amplificare l’ energia che è presente nell’aria per spingerla verso un dato oggetto. 

I risultati delle sue ricerche non furono divulgate all’epoca e di questa
invenzione – così come di altre – si appropriò, alla sua morte,
il governo degli Stati Uniti, che pose su molti progetti del geniale
inventore – si era in piena seconda guerra mondiale – il Top Secret.
Su di lui da allora è calata una cortina di silenzio.

La sua breve autobiografia è da tempo fuori catalogo ed il suo nome viene
al massimo associato all’unità di misura elettromagnetica – tesla,
appunto – o alla bobina Tesla. Ma egli non fu uno scienziato qualunque;
si devono a lui (1856-1943) ben 700 brevetti, collegati a tutte le
invenzioni più significative del secolo scorso. Fu uno dei più
straordinari inventori – o scopritori, come lui amava considerarsi -
che il mondo abbia mai conosciuto, secondo solo a Leonardo da Vinci, ed
è al suo genio che dobbiamo, oltre alla turbina, tra gli altri, la
corrente alternata, la radio, la lampadina, gli studi per gli aerei a
decollo verticale, il telegrafo ed il progetto del radar e della
corrente wireless.


Il suo carattere di ricercatore ‘puro’, per nulla incline ad interessi egoistici fece sì che molte delle sue invenzioni fossero attribuite ad altri, come la radio – egli brevettò il dispositivo di sintonia radio ben sei anni prima che Marconi
brevettasse la prima radio – o la trasmissione dell’ energia
elettrica, attribuita poi ad Edison. La ricerca fu per lui sempre una
missione “al servizio della specie umana”; il nostro non fu mai
interessato al danaro o al successo personale; tanto che rifiutò anche
grosse somme di danaro – che gli avrebbero consentito di portare avanti
importanti ricerche – perché non accettava le condizioni di tali
finanziamenti.


Nato nel 1856 nell’odierna Croazia, fin dall’infanzia Nikola sperimenta esperienze del tutto particolari: vede costantemente immagini accompagnate da lampi di luce che si sovrappongono alla visione fisica. Da adolescente – narra nella sua autobiografia – inizia a percepire intimamente una straordinaria forza delle immagini interiori che vivono in lui di forza propria.
 

Tali immagini nascono da esperienze collegate al mondo che lo circonda ma
che ben presto si fa troppo stretto per il giovane Nikola, cosicché
egli inizia, durante la notte, a viaggiare in luoghi sconosciuti, nei
quali studia ed incontra personaggi ignoti che sperimenta in tutto e
per tutto come reali.


“Presto scoprii che ottenevo il miglior conforto se, semplicemente, seguivo la mia visione sempre più lontano, ottenendo nuove impressioni, così io cominciai a viaggiare;naturalmente, nella mia mente.
Ogni sera, (e qualche volta durante il giorno), quando ero solo,
partivo per i miei viaggi – vedere nuovi luoghi, città e paesi; vivere
là, incontrare persone, fare amicizie e conoscenze e, anche se può non
essere credibile, è un fatto che quelle persone mi erano care proprio
come quelle della vita reale, e non meno intense nelle loro
manifestazioni”.


Queste esperienze inizialmente gli procurano
ansia ed angoscia, ma la loro vivezza gli fa sempre escludere che quanto sperimenta sia dovuto a semplici allucinazioni. Le sue esperienze di viaggio astrale proseguono fino ai 17 anni, quando i suoi pensieri si rivolgono alle invenzioni che iniziano a presentarsi alla sua mente; egli vede e sente come reale qualsiasi concetto gli venga sottoposto, riuscendo altresì a raffigurarsi interiormente anche meccanismi complessi, che solo successivamente va a disegnare o progettare.


“Quando una parola mi era detta, l’immagine dell’oggetto che la designava era presente così vividamente nella mia mente che qualche volta ero anche incapace di distinguere se ciò che vedevo fosse reale o meno.” Così, invece di seguire il tradizionale modus operandi degli scienziati, sviluppa un metodo di lavoro tutto suo: “Quando ho un’idea, comincio per prima cosa a costruirla nella mia immaginazione.

Io cambio la costruzione, opero miglioramenti e metto in funzione l’apparecchiatura nella mia mente. È assolutamente eguale per me sia che faccia girare la mia turbina nel pensiero sia che la provi nel mio laboratorio. Riesco anche a vedere se è bilanciata o meno. Non c’è differenza alcuna; i risultati sono imedesimi”. Allora procede nella visualizzazione dell’invenzione, apportandovi tutti i miglioramenti del caso, mettendo in forma concreta il prodotto finale, ma ancora solo nella sua mente.
 

Se l’invenzione funziona come deve, solo a questo punto egli passa alla
realizzazione vera e propria. Durante tutta la sua fanciullezza Nikola
progetta ed inventa ogni sorta di strumenti e attrezzi, sempre grazie a
tale sua peculiare capacità di raffigurazione mentale.

Studia e lavora con ritmi disumani, che gli procurano più volte problemi di
salute, crisi ed esaurimenti nervosi; da studente passa tutto il suo
tempo tra scuola e biblioteche, fine-settimana compresi. 


Se un professore sostiene che una sua invenzione non funziona, lui non si dà
pace finché non riesce a dimostrare il contrario. Accetta la sfida e ci si tuffa senza esitazioni, riuscendo a sorprendere tutti con i risultati, invariabilmente positivi. Scrive ancora nella sua autobiografia: “…l’istinto è qualcosa che trascende la conoscenza.
 

Abbiamo, indubbiamente, certe fibre più fini che ci permettono di percepire la verità quando la deduzione logica o qualsiasi altro sforzo intenzionale del cervello, risulta futile”. Uscendo da un periodo profondamente difficile della sua vita, dal quale teme di non riuscire a risollevarsi, sempre alle prese con la realizzazione di una invenzione rivoluzionaria, improvvisamente scopre di saper risolvere l’enigma in un modo completamente diverso da quello degli altri uomini.
 

Così descrive questa esperienza: “Per me era un voto sacro, una questione di vita o di morte. Sapevo che sarei morto se non fossi riuscito. In quel momento sentii che la battaglia era vinta. Nelle profonde rientranze del cervello c’era la soluzione, ma non ero ancora in grado di esternarla. Un pomeriggio, che sarà sempre presente nel mio ricordo, mi stavo godendo una passeggiata con un mio amico nel parco della città e recitavo una poesia. A quell’età, conoscevo interi libri a memoria, parola per parola. Uno di questi era il "Faust" di Goethe. Il sole stava appena tramontando e mi ricordò il passaggio glorioso: Il giorno sta morendo; il sole se ne va, si affretta laggiù, a destare nuova vita.
Ah, nessuna ala mi solleva dal suolo, perché possa protendermi per sempre ad inseguirlo! (…)
 

Un bel sogno, ma intanto il sole si dilegua. Difficilmente, ah! le ali della mente
possono dare ali al nostro corpo. Come pronunciai queste parole ispiratrici l’idea venne come un lampo di luce e in un istante la verità mi si rivelò. Disegnai con un bastone sulla sabbia lo schema mostrato sei anni dopo nella conferenza tenuta presso l’American Institute of Electrical Engineers e il mio
compagno lo capì perfettamente. Le immagini che vedevo erano meravigliosamente nette e chiare e avevano la solidità del metallo e
della pietra, tanto che gli dissi: ‘Guarda il mio motore, qui, guardami mentre lo invento!’”


La sua attività di inventore lo porta a scoperte straordinarie, rendendolo all’epoca famoso e rispettato in tutta la comunità scientifica. Basti pensare che è il 1882 quando progetta il motore ad induzione, dando vita a diversi dispositivi che usano il campo magnetico rotante, per i quali otterrà i relativi brevetti nel 1888. Nel 1884 si trasferisce negli Stati Uniti e nel 1891 brevetta il System of Electric Lighting, un trasmettitore di elettricità che si basa sulle onde radio.
 

Nel 1893, all’esposizione mondiale di Chicago, accende a distanza una
lampada elettrica da lui stesso disegnata, mentre, appena un anno dopo,
accende delle lampade ad incandescenza nel proprio laboratorio di New
York con un sistema di induzione elettrodinamica.


Nel 1896 annuncia la scoperta dei raggi cosmici mentre, appena quattro anni
dopo, nel 1900, formula le basi per la comunicazione wireless. Un anno
dopo deposita il primo brevetto di base della radio. L’anno successivo
offre all’esercito degli Stati Uniti un’imbarcazione radio-controllata
sviluppando la Art of Telautomatics, una forma di primitiva robotica.
Nello stesso anno ottiene la Pat.No. 609250 Electrical Igniter for Gas
Engines, per una ‘candela elettrica’, la Spark plug, per motori a
combustione interna a benzina.


Ma la sua scoperta più straordinaria è senza dubbio l’ Energia
del Cosmo, che, nelle sue intenzioni, doveva essere resa disponibile a
tutti gratuitamente grazie ad un sistema di trasmissione via etere,
basata su di uno strumento in grado di ottenere elettricità a costo
zero ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico
terrestre. Secondo la sua teoria, infatti, la terra stessa costituisce un conduttore naturale che può essere utilizzato per indirizzare le onde elettriche emesse da un trasmettitore centrale.


Tali onde, nell’ambizioso progetto di Tesla, dovevano poi venir catturate da
ricevitori posti ovunque nel pianeta. A Colorado Springs, vicino a
Denver, realizza, nel 1899, un trasmettitore – che funzionava anche da
ricevitore – in grado di inviare nell’etere un’onda elettrica per poi
riceverla potenziata creando così fulmini artificiali con scariche di
milioni di volt lunghe anche 40 metri. Naturalmente il fatto che lui
sostenga che tale energia debba venir distribuita gratuitamente, gli vale la rottura con il suo finanziatore, J.P.Morgan, che aveva intenzione di impiantare su tale scoperta un business milionario e che, di conseguenza, gli taglia i
fondi e di fatto fa fermare le ricerche, cambiando, come è facile
immaginare, il corso della storia.


Nel 1943, alla sua morte, gli agenti dell’FBI si impossessano di tutti i suoi progetti, tra i quali c’era anche una invenzione che può venir usata militarmente con effetti devastanti in un raggio di oltre 320 chilometri e che oggi è alla base del segretissimo progetto HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, con il quale si ritiene che gli USA stiano
progettando nuove armi geofisiche integrali, in grado di influenzare –
grazie ad onde radio ad alta frequenza – gli elementi naturali e di
modificare a distanza il clima di intere aree geografiche.


Un uso aggressivo delle sue scoperte che il nostro non avrebbe mai approvato, visto che Nikola Tesla, oltre che un geniale precursore dei suoi tempi, fu sempre uomo di pace che dedicò tutta la vita al progresso dell’umanità. Basti solo ricordare un paio di citazioni tratte dai suoi quaderni per rendere
giustizia alla sua eccezionale figura e per non dimenticarne la
statura: “La scienza non è nient’altro che una perversione se
non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’
umanità….” “Il progressivo sviluppo dell’uomo dipende dalle invenzioni.
Esse sono il risultato più importante delle facoltà creative del cervello umano. 


Lo scopo ultimo di queste facoltà è il dominio completo della mente
sul mondo materiale, il conseguimento della possibilità di incanalare
le forze della natura così da soddisfare le esigenze umane” Parole di grande profondità, pronunciate da un genio in possesso di qualità straordinarie; eppure Nikola Tesla è stato mal compreso quando non denigrato, per finire infine dimenticato dalla storia. Un destino condiviso, il suo, da uno stuolo
di altri geni, profeti, filosofi o saggi, i quali, non piegandosi alla cultura dominante, coerentemente con la propria ricerca interiore, mirante alla costruzione del futuro, sono stati di fatto cancellati
dalla memoria collettiva.


Un’ennesima conferma che fa molto comodo a chi governa il mondo dimenticare – e far dimenticare – gli uomini che, se compresi e seguiti, avrebbero potuto cambiare ilpercorso della storia.

Vedi:

Nessun commento:

Posta un commento

Tutti i commenti sono sottoposti a moderazione prima della loro eventuale pubblicazione.

TANKER ENEMY TV

TANKER ENEMY TV
La Guerra del Clima
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Nin.Gish:Zid.Da

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Torna all'inizio

Torna all'inizio
Home page