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venerdì 25 marzo 2022

La sostituzione del nemico

Dalla sottomissione alla guerra: basta non farsi domande

Si comincia in modo semplice: basta non farsi domande. E si finisce per accettare il peggio. Si accetta che per 24 mesi non si parli che di Covid, e si arriva a subire la nuovissima, orrenda narrazione quotidiana.

Si accettano equazioni indirettamente suggerite, in modo subdolo: se il Covid è cattivo (e ci mancherebbe altro), allora anche i russi sono cattivi. Non solo il loro bieco presidente: anche i loro scrittori, i loro scienziati, i loro artisti, i loro musicisti. Persino i loro atleti disabili, paralimpici; persino i loro gatti.

Sembra di vivere in un manicomio a cielo aperto, affollatissimo di ciechi. Un brutto giorno divampa una patologia insidiosa, che semina il panico. In capo a nemmeno due mesi, però, si trovano le cure. Ma – anziché renderle disponibili, le terapie – si continua con l’orchestrazione panica (lockdown, coprifuoco) per poi arrivare all’esito programmato, la campagna “vaccinale” a tappeto con sieri sperimentali. Era la premessa obbligatoria per giungere alla meta: la libertà condizionata, vincolata al possesso di un lasciapassare.

La notizia non è l’ovvia iniquità del male, il leggendario talento di chi organizza l’ingiustizia e la sua massima espressione visibile, la guerra, con le sue stragi sanguinose e intollerabili, antiche eppure sempre tragicamente attuali.
 
No, la notizia è altrove: ci vive accanto, respira in mezzo a noi. La novità consiste nel cinismo diffuso, nell’indifferenza ignorante per chi soffre, nella stolidità ottusa di chi pensa veramente di passarla liscia, se solo si rassegna a sottomettersi a qualsiasi disposizione, anche le più folli e incostituzionali, senza capire di esserne la prima vittima e senza vedere che il precipizio, quando si obbedisce sempre, è virtualmente senza fondo.
 
Questo è il paese che non si è fermato, nell’autunno 2021, davanti all’imposizione del Green Pass. E’ il paese che non si è ribellato, a questa mostruosa discriminazione, nel modo che sarebbe stato il più pacifico ed efficace. Ovvero: astenendosi dal continuare a lavorare e studiare, usare mezzi di trasporto, frequentare bar e ristoranti. E’ il paese che, ai signori della guerra, è come se avesse detto: prego, fate pure. Fate di noi quello che volete. Siamo ostaggi inoffensivi, debolissimi e creduloni.

Carne da macello, si sarebbe detto un tempo. E dunque, esaurita la nebbia virale, perché non passare alla macelleria più classica? Ed ecco riattivare l’intero macchinario della propaganda: è sufficiente cambiare indirizzo e sostituire il nemico.

Ieri era il No-Vax, o meglio il No Green Pass, e oggi è il Perfido Russo, il No-Nato. Ebbene: cui prodest, tutto questo? A chi interessa, organizzare l’ennesima guerra (economica, sociale, psicologica, antropologica) di portata mondiale? Sembra un conflitto oscuramente e ferocemente definitivo, per spaccare in due l’umanità: senza una sola ragione geopolitica di una qualche serietà (non era certo insormontabile la tensione nel Donbass, così come la richiesta russa di smilitarizzare l’Ucraina).

Il buio è fittissimo, dunque. A meno che non si vogliano ricordare le parole di Giulietto Chiesa, che disse: all’impero occidentale, ormai declinante, per restare al centro del gioco resta una sola possibilità. E cioè: scatenare una guerra globale.

Oggi la osserviamo dispiegarsi sciaguratamente, la mattanza, in mezzo alle frottole quotidiane dei nostri Covid-media, allineati al nostro Covid-governo. Staremo tutti peggio, pare: si annunciano tempi durissimi, con tanto di razionamenti e crisi alimentari.

Contro chi è, la guerra? Contro di noi, diceva Giulietto Chiesa. Lo si può non vedere, questo? Sì, certo. Specie in Italia. Basta continuare a non farsi domande, convinti ancora di vivere in un universo speciale e privilegiato, chiamato Occidente, considerato la culla della democrazia.

Si continua come prima, anche se la democrazia è stata praticamente sospesa. Si continua a non fiatare, nonostante la strage nazionale aggravata delle terapie negate, nonostante l’imposizione del Green Pass e quindi il suicidio più che scontato di interi comparti economici, a partire da quello turistico. Basta non farsi domande – mai – e il baratro si spalanca improvvisamente, dietro l’angolo: trascinando tutti verso il buio, e senza sapere perché.

Fonte: https://www.libreidee.org/

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mercoledì 8 dicembre 2021

Sei una App, hai un pass ma non una vita

Ora sei un’App, senza una vita e con la data di scadenza

Quand’ero adolescente, come figlio e nipote di operai Fiat, sapevo che il mio destino era segnato: sarei stato un operaio Fiat, un privilegio. Poi, anni dopo, se meritevole, avrei potuto diventare “impiegato Fiat” (“travet”, in piemontese). A parità di salario, non avrei più respirato gli odori degli olii esausti, dei trucioli di ferro del mio tornio, del sudore acido dei colleghi. Sarei stato parcheggiato in un non luogo, come lo erano i cosiddetti “uffici della palazzina”. Qua, al posto della tuta blu, avrei indossato un abito Gft, stante il prezzo, già liso all’acquisto; avrei fatto un lavoro idiota e guardato gli operai dall’alto in basso, pur essendo uno di loro. Alcuni travet, per sottolineare la loro differenza di status, si facevano crescere l’unghia del mignolo sinistro in modo abnorme. Era un Green Pass ante litteram che ti certificava, al contempo, “travet doc” e idiota in purezza.

Però il lavoro, allora, aveva una sua autentica dignità sociale, ed era ben retribuito. Un operaio Fiat guadagnava molto più di un impiegato comunale, e in società (al Circolo delle Bocce, of course) aveva uno status appena sotto quello dei negozianti e dei piccoli professionisti. Il miracolo economico, le scelte strategiche e sociali di Vittorio Valletta permisero agli operai Fiat di avere un welfare privato di prim’ordine, di far studiare i figli, di comprarsi, oltre alla 600, il classico “camera, tinello, cucinino” nella periferia estrema e, ai più risparmiosi, uno identico a Borghetto Santo Spirito. Neppure pensabile per un operaio o un travet di oggi, costui è un miserabile che non va oltre l’acquisto a rate di un frullatore a immersione o di un iPhone nel Black Friday.

Settant’anni dopo, nell’era del Ceo Capitalism imperante, il lavoro ha perso dignità, il salario è diventato un contributo di sussistenza, per non parlare dell’ascensore sociale, in disuso da anni. Nessuno, dotato di un minimo di intelligenza e di consapevolezza, crede alla frase mito del Presidente-Nobel: «Se ti impegni puoi farcela». “Puoi farcela”, sì, ma per fare cosa? Il rider? Il “pacchista Amazon”? Il driver Uber? Le famiglie medio-povere hanno accettato, dando fondo ai loro risparmi e sbagliando clamorosamente, di allevare i figli permettendo loro di “consumare senza lavorare”. Se cominci a consumare prima di produrre sei destinato alla povertà definitiva, così come se non hai il sogno di migliorarti, di combattere per avere un futuro diverso dal presente. Nulla di tutto questo può avvenire nel mitico mondo del Ceo Capitalism, che ha trasformato il futuro in presente, proiettando la vita lavorativa direttamente verso il divano di cittadinanza.

Riccardo RuggeriTutto è già pianificato, la tua vita è già scritta, a te spetta solo di fingere di viverla; mai potrai entrare nel merito della modalità ammesse o vietate, devi semplicemente attenerti al protocollo che ti è stato dato. Sarà una vita senza sorprese, non ti succederà mai niente, perché tu sei una App; hai sì un Pass, ma non hai una vita. Mamma e papà mi dicevano: «La felicità non ti viene incontro, devi essere tu a inseguirla». Oggi questa grande verità è del tutto superata. Molti non sanno cosa sia la felicità e, intellettualmente abbruttiti come sono, neppure interessati a saperlo. Se sei un “loser” della globalizzazione la felicità non è prevista nel tuo protocollo di vita, se sei un “winner” (lo sai che sono quattro gatti?) la felicità fa già parte del tuo patrimonio genetico. Così la morte.

Per tutta la vita ti hanno venduto che eri a-mortale, che dovevi pensare positivo, che dovevi essere resiliente (non facevi in tempo a cadere che già dovevi rimbalzare in piedi, come le ginnaste dell’Est), così ti eri convinto di allontanare la morte dai tuoi pensieri. Come? Ogni sera, un tempo rivolgevi la tua preghiera a Gesù, ora non più; i tuoi dèi erano la Tecnologia, la Scienza. Incremato di prodotti anti-age fisici e mentali, prima di dormire ascolti rapito in tv lo “Scienziato”, il “Politico”, il “Giornalista” che ti “somministrano”, come da protocollo, fake truth. Poi, un giorno, improvvisamente, ti scopri vecchio, sul display è comparsa la tua “data di scadenza”. Tu ti senti ancora vivo, ma l’algoritmo ha deciso che sei vecchio, devi andartene, e pure in punta di piedi, per non disturbare i manovratori. Buon Natale!

(Riccardo Ruggeri, “Sei una App, hai un pass ma non una vita. Finché arriverà la tua data di scadenza e dovrai andartene. Ma in punta di piedi”; editoriale pubblicato da “Zafferano.news” e ripreso da “Linea Italia Piemonte” il 7 dicembre 2021. Operaio Fiat per 40 anni e poi Ceo di New Holland, Ruggeri è stato manager e imprenditore, ora attivo come giornalista, editore e scrittore).

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/2021/12/ora-sei-unapp-senza-una-vita-e-con-la-data-di-scadenza/

Articolo correlato: Il governo sta cercando di far crescere quel pubblico pre-controllato

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lunedì 2 agosto 2021

Lo Scientismo della religione

 
Scientismo: quando la scienza diventa religione
Lo scientismo è alla radice sia della tecnocrazia che del transumanesimo, indicando che la rivoluzione intrapresa contro il mondo è di natura religiosa. Storicamente, tutte le guerre di religione si sono concluse alla fine con la pura forza e il dominio totale. Editor TN

Lo slogan popolare oggi è "Credi nella scienza". È spesso usato come arma contro le persone che rifiutano non la scienza in linea di principio, ma piuttosto l'una o l'altra proposta scientifica di spicco, che si tratti del v-a-c-c-i-n-o C-O-V-I-D-1-9, del cambiamento climatico, della nutrizione (mangiare a basso contenuto di grassi o a basso contenuto di carboidrati), per citare alcuni.

Il mio scopo qui non è difendere o negare una particolare posizione scientifica, ma mettere in discussione il modello di scienza da cui sembrano lavorare i più clamorosi credenti nella scienza. Il loro modello fa sembrare la scienza quasi identica a ciò che intendono per religione e la attaccano. Se è così, non dovremmo ascoltarli quando danno lezioni a tutti noi sull'ascolto della scienza.

Il problema più chiaro con l'ammonimento a "credere nella scienza" è che non è di alcun aiuto quando scienziati ben accreditati - cioè esperti in buona fede - si trovano su entrambi (o tutti) i lati di una data questione empirica. Le parti dominanti dell'intellighenzia potrebbero preferire che non lo sappiamo, ma esistono esperti dissenzienti su molte questioni scientifiche che alcuni dichiarano allegramente come "risolte" da un "consenso", cioè fuori discussione.

Questo è vero per quanto riguarda la natura precisa e le probabili conseguenze del cambiamento climatico e gli aspetti del coronavirus e del suo v-a-c-c-i-n-o. Senza prove reali, i maverick accreditati sono spesso diffamati come corrotti dall'industria, con la tacita fede che gli scienziati che esprimono la posizione stabilita siano puri e incorruttibili. È come se la ricerca del denaro del governo non potesse di per sé influenzare la ricerca scientifica. Inoltre, nessuno, nemmeno gli scienziati, è immune dal pensiero di gruppo e dai pregiudizi di conferma.

Quindi il coro "credi alla scienza" non dà alcun preavviso agli anticonformisti accreditati a meno che non sia per diffamarli. Apparentemente, secondo il modello di scienza dei credenti, la verità scende da un secolare Monte Sinai (Monte Scienza?) grazie a una serie di scienziati unti, e quelle dichiarazioni non devono essere messe in discussione. I dissidenti possono essere ignorati perché sono al di fuori degli eletti.

In che modo gli eletti hanno raggiunto la loro posizione elevata? Spesso, ma non sempre, è avvenuto attraverso il processo politico: ad esempio, la nomina a un ente governativo o l'assegnazione di prestigiosi contributi. Può essere che uno scienziato si sia semplicemente conquistato l'adorazione dell'intellighenzia progressista perché le sue opinioni si allineano facilmente con una particolare agenda politica.

Ma questa non è scienza; è la religione, o almeno è lo stereotipo della religione a cui si oppongono i “credenti della scienza” in nome dell'illuminismo. Ciò che produce è dogma e, in effetti, accuse di eresia.

Nella vera scienza non esistono eletti e non esistono Mount Science. La vera scienza è un processo approssimativo di ipotesi, test pubblici, tentativi di replica, formazione di teorie, dissenso e confutazione, confutazione (forse), revisione (forse) e conferma (forse).

È un processo senza fine, come ovviamente deve essere. Chissà cosa c'è dietro l'angolo? Nessuna questione empirica può essere dichiarata risolta per consenso una volta per tutte, anche se nel tempo una teoria ha resistito a sfide abbastanza competenti da garantire un alto grado di fiducia.

(In un mondo di scarse risorse, compreso il tempo, non tutte le questioni possono essere perseguite, quindi devono essere fatte delle scelte.) Il potere istituzionale di dichiarare le questioni risolte per consenso apre la porta a tutti i tipi di malizia che violano lo spirito della scienza e potenzialmente danneggiare il pubblico finanziariamente e in altro modo.

La cosa strana è che i "credenti nella scienza" a volte mostrano di capire la scienza correttamente. Alcuni atei famosi, ad esempio, usano un modello di scienza corretto quando insistono con le persone religiose che non possiamo mai raggiungere la "verità assoluta", con la quale intendono che l'infallibilità è irraggiungibile. Ma presto dimenticano questo principio quando si tratta delle loro proposte scientifiche preferite. Poi improvvisamente suonano come le persone che stavano attaccando nell'ora precedente.

Un altro problema con i dogmatici "credenti nella scienza" è che presumono che una corretta politica di governo, che è una questione normativa, fluisca senza soluzione di continuità dalla "scienza", che è una questione positiva. Se si conosce la scienza, allora si sa cosa dovrebbero fare tutti, o almeno così pensano i dogmatici scientifici. È come se gli scienziati fossero qualificati in modo univoco in virtù della loro esperienza per prescrivere la migliore risposta di politica pubblica.

Ma questo è completamente falso. La politica pubblica riguarda il giudizio morale, i compromessi e l'uso giustificabile della coercizione. Gli scienziati naturali non sono né unicamente informati su queste questioni né unicamente capaci di prendere le giuste decisioni per tutti.

Quando gli scienziati medici hanno consigliato un blocco dell'attività economica a causa della #pandemia, non stavano parlando come scienziati ma come moralisti (in veste di scienziati). Quali sono i loro la nostra speciale qualifiche per quel ruolo? Come avrebbero potuto quegli scienziati aver preso in considerazione tutte le gravi conseguenze di un blocco – psicologico, domestico, sociale, economico, ecc. – per i diversi individui umani che sarebbero soggetti alla politica?

Cosa qualifica gli scienziati naturali per decidere che le persone che necessitano di screening per il cancro o le malattie cardiache devono aspettare indefinitamente mentre le persone con una malattia ufficialmente designata non devono? (I politici emettono i divieti formali, ma i loro consulenti scientifici forniscono un'apparente credibilità.)

Ecco la distinzione rilevante: mentre dovremmo favorire la scienza, dovremmo rifiutare scientismo, l'errata convinzione che le uniche domande degne di essere poste siano quelle riconducibili ai metodi delle scienze naturali e quindi tutte le domande debbano essere riformulate in modo appropriato o liquidate come incomprensibili. FA Hayek, in La contro-rivoluzione della scienza, definito scientismo come “imitazione servile del metodo e del linguaggio della Scienza”.

Mi piace come l'ha messo il filosofo Gilbert Ryle Il concetto di mente: “Un giorno i fisici potrebbero aver trovato le risposte a tutte le domande fisiche, ma non tutte le domande sono domande fisiche. Le leggi che hanno trovato e troveranno possono, in un senso del verbo metaforico, governare tutto ciò che accade, ma non ordinano tutto ciò che accade. Infatti non ordinano nulla di ciò che accade. Le leggi di natura non sono fiat”.

"Come dovremmo vivere?" non è una di quelle domande a cui gli scienziati naturali sono particolarmente qualificati per rispondere, ma vale certamente la pena porsi. Allo stesso modo, "Quali rischi dovremmo correre o evitare?" C'è un mondo di differenza tra il detto di un medico esperto, "Il v-a-c-c-i-n-o X è generalmente sicuro ed efficace" e "La #vaccinazione dovrebbe essere obbligatoria.” (Uno dei grandi critici dello scientismo fu Thomas Szasz, MD, che dedicò la sua vita a combattere la crociata della professione medica, e specialmente della psichiatria, per riformulare le questioni morali come questioni mediche e quindi controllare le persone in nome della scienza disinteressata.)

La maggior parte delle persone non è qualificata per giudicare la maggior parte delle conclusioni scientifiche, ma è qualificata per vivere la propria vita in modo ragionevole. Sono molto fiducioso che la terra sia una sfera e che una molecola d'acqua sia composta da due parti di idrogeno e una parte di ossigeno. Ma non so come confermare quelle proposizioni. Quindi abbiamo tutti bisogno di fare affidamento su autorità scientifiche e mediche, non nel senso di potere ma nel senso di competenza e reputazione. (Anche le autorità di un'area si affidano alle autorità di altre.)

Ma dobbiamo anche ricordare che le affermazioni empiriche di quelle autorità sono annullabili; cioè, sono in linea di principio aperti alla confutazione e forse alla confutazione, cioè al processo scientifico. A parte gli assiomi indispensabili e autoconvalidanti della logica, tutte le pretese sono aperte in questo senso. Questo processo è ciò che ci porta alla verità. Come ha sottolineato John Stuart Mill in Sulla libertà, anche un dissenziente che ha una visione palesemente sbagliata su una domanda potrebbe sapere qualcosa di importante proprio su quella domanda che è stata trascurata. A nostro rischio e pericolo chiudiamo le persone o le chiamiamo eretiche. Questo è dogma, non scienza.

Leggi la storia completa qui ...

Pubblicato sul sito web: https://it.technocracy.news/scientismo-quando-la-scienza-diventa-religione/

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mercoledì 15 gennaio 2020

I Campi Elisi della Società

 
(Foto: / ColumbusDispatch)
 
Globalizzazione, disuguaglianza, segregazione economica e sociale 


L'agglomerato della diversità umana è stato quello che ha accelerato il processo di innovazione, invenzioni come l'alfabeto, la valuta, il marciapiede, la ruota e la navigazione. 

Nelle città, persone diverse vivono in luoghi diversi: si chiama segregazione urbana. La segregazione può verificarsi per diversi motivi, come etnia o stili di vita, ma il fattore più recente e più importante è economico. Tutti possono vederlo in una grande metropoli come New York City, dove le politiche liberali trasformano Gotham in un nido per i ricchi.

Coloro che hanno più soldi possono scegliere dove vivono, per i più poveri la scelta non è così chiara. I primi vivono in quartieri migliori, con servizi migliori, migliore costruzione e qualità ambientale. In California, la presidente della Camera degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, vive in una zona sicura del suo distretto, in una tenuta murata circondata da guardie di sicurezza e sistemi TVCC. Non troppo lontano dalla sua proprietà, gli americani vivono, mangiano, dormono e muoiono per le strade.

I poveri devono rassegnarsi a vivere in quartieri dove tutto è un po' più precario e persino l'aspettativa di vita di qualche anno più breve. L'influenza della segregazione residenziale sulla traiettoria di vita delle persone, spesso tradotta in fallimento scolastico, disuguaglianza e mancanza di opportunità è chiamata "effetto di vicinato".

Studi ed esperti concordano sul fatto che la segregazione sta aumentando, in correlazione con le crescenti disuguaglianze causate dall'attuale modello economico, che può causare problemi nelle megalopoli verso le quali ci stiamo dirigendo.

Le Nazioni Unite prevedono che il 68% della popolazione mondiale vivrà in città nel 2050. Le città sono e saranno la scena di conflitti sociali presenti e futuri, in cui spazi più piccoli e crescente povertà causeranno conflitti sociali stimolati dal crimine.

"I ricchi e i poveri vivono a distanze crescenti l'uno dall'altro, e questo può essere disastroso per la stabilità sociale e il potere competitivo delle città", afferma uno studio intitolato "Segregazione socio-economica nelle capitali europee", condotto durante il primo decennio di questo secolo da diverse università europee.

Tra le cause principali vi sono la globalizzazione, che ha diretto la ristrutturazione del mercato del lavoro, le differenze di reddito e altre.

La gentrificazione e il turismo sono anche processi che contribuiscono a questa separazione tra persone che, in base alle loro condizioni vitali, smettono di vivere con altri gruppi.

Se la cosa interessante delle città era il loro melting pot di persone e culture, questa caratteristica potrebbe finire. 

La fine dei vasi di fusione 

Le cose non sono sempre state così. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, gli edifici, per quanto maestosi fossero, potevano ospitare officine al piano terra, poi alcuni alloggi, dove abitava la borghesia e piani più alti, che erano peggio e più piccoli, dove vivevano umili operai.

C'erano attriti tra le classi sociali, la segregazione avveniva nello stesso edificio, non tanto su scala urbana. Ma con l'arrivo dei trasporti, come il tram, non era più necessario che le classi popolari vivessero al fianco dei ricchi.

La produzione industriale fu portata fuori: la città operava come una centrifuga che separava spazialmente le classi.

L'ascensore ha permesso ai ricchi di vivere ai piani alti senza dover salire le scale e ora gli attici di lusso sono di moda, qualcosa di impensabile allora.
Perché la segregazione urbana è indesiderabile?

La segregazione è dannosa dal punto di vista dell'innovazione, le città altamente segregate espellono i lavoratori che non possono viverci e hanno difficoltà a crescere in futuro.

L'agglomerato della diversità umana nelle prime città, 7.500 anni fa, è stato quello che ha accelerato il processo di innovazione con invenzioni simultanee come l'alfabeto, la valuta, il marciapiede, la ruota o la navigazione.

La segregazione impedisce ad alcune persone di vedere i problemi degli altri, quindi è difficile comprendere le differenze nella prospettiva e nel contesto corretti. Le persone con redditi più alti possono opporsi alle politiche sociali a causa della loro scarsa comprensione delle realtà altrui.

Secondo la ricerca nelle neuroscienze sociali, quando non abbiamo alcun contatto con altri gruppi, perdiamo la capacità di entrare in empatia con loro e persino le aree del cervello che si occupano di comprensione o identificazione sono disattivate. Disumanizziamo le differenze e sorgono i pregiudizi.

È vero che il quartiere in cui viviamo è importante, ma è anche vero che trascorriamo fino all'80% del nostro tempo lontano da casa, quindi anche i luoghi che frequentiamo durante il giorno sono importanti.

Ad esempio, la segregazione si verifica anche nei negozi o nei ristoranti, nei bar, nei parrucchieri, nei centri commerciali, ed è sempre più legata al consumo, o in declino rispetto alle relazioni digitali non avviene né a casa né al lavoro. I poveri non frequentano gli stessi posti dei ricchi. 

The Elysium Society 

Film come Elysium mostrano il tipo di società in cui gli umani potrebbero vivere in futuro. I ricchi vivono su un satellite artificiale, lontano dalla superficie terrestre dove le persone lasciate alle spalle affrontano condizioni post-apocalittiche. Nel frattempo, i ricchi godono di acqua pulita, aria pulita e tutti i comfort che desiderano.

Anche se sembra estremo, un fenomeno non molto diverso sta accadendo sulla Terra oggi. Le cosiddette comunità gated sono in aumento, specialmente nei paesi più disuguali: comunità gated dove i privilegiati vivono circondati da mura, telecamere di sorveglianza e godono dei propri servizi. Un altro film ritrae una di queste comunità.

In Europa, le capitali sono anche esempi di segregazione. A Madrid, la segregazione si verifica notoriamente sull'asse nord-sud: a nord-ovest, con eccezioni, le persone ricevono i redditi più alti. I quartieri tradizionali della classe operaia sono più in basso, a sud-est. A nord è il privilegio, a sud, la vulnerabilità, rivela il suddetto studio paneuropeo.

Oggi Madrid è la capitale più segregata in Europa e la seconda per disuguaglianza sociale. In questo tipo di capitale, la forza che separa le classi sociali è maggiore a causa del costante arrivo di visitatori e lavoratori, molti dei quali altamente qualificati, alla ricerca di opportunità nelle grandi aziende.

Il sociologo Saskia Sassen ha battezzato questi nodi globali di capitale e informazione come "città globali" e, sebbene molti luoghi vogliano diventare globali, ciò non deve comportare il bene della maggioranza della loro popolazione. 

Chi vuole vivere nelle grandi città? 

La nuova agenda urbana delle Nazioni Unite, nata dal suo vertice sull'Habitat III per l'edilizia abitativa e lo sviluppo sostenibile, indica la segregazione come una delle grandi sfide delle città.

Le ingiustizie sociali si riflettono nelle questioni spaziali: segregazione, gentrificazione, speculazione si manifestano nel modo in cui le persone vivono.
La precarizzazione ha una componente fondamentale nella espropriazione dei mezzi di sussistenza più elementari, come l'alloggio.

Cosa si può fare per alleviare la segregazione? I guerrieri della giustizia sociale chiedono un "diritto ad una città" e la definizione di politiche che possano essere non solo locali ma soprannaturali e trasversali, non solo migliorano lo spazio pubblico o l'accessibilità, ma tutte le aree della vita dei cittadini.

Tra le soluzioni proposte vogliono investire nell'istruzione, nei trasporti pubblici, nella mobilità sociale e nella pianificazione urbana, regolare il mercato immobiliare in aree stressate con prezzi di affitto esorbitanti, aumentare l'edilizia popolare e, soprattutto, intravederlo in città senza creare ghetti.

Le città europee stanno ora approvando piani in cui ogni nuovo sviluppo immobiliare è obbligato a includere il 30% di alloggi a prezzi accessibili. Pertanto, persone di diversi strati condivideranno le scale e si immergeranno, il che è ciò che dicono questi sostenitori trasformerà le città in diversi melting pot in cui le persone hanno interagito naturalmente solo un decennio fa circa. 

Fonte Articolo: https://real-agenda.com/

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lunedì 27 luglio 2015

"psicopatici"

 

La via degli psicopatici ... Se la conosci la eviti
 
by Duncan Mac Martin
fonte: LINK
traduzione Cristina Bassi, 

per The Living Spirits 

Gli esseri umani sono stati addomesticati come bestiame per millenni, da predatori-parassiti, spietati e insidiosi, che camminano tra noi molto comodamente. La loro natura predatoria è stata ampiamente ammorbidita e camuffata da secoli di nostra invidiosa tolleranza e dalla nostra codarda accettazione.

Quasi tutte le nostre grandi idee istituzionali sono state pervertite e corrotte  e persino radicalmente trasformate in ambienti che favoriscono grandemente le tattiche e modalità degli psicopatici.

L’economia, l'arte del governo, l’istruzione, i servizi sociali, la salute, ora sono poco più che facciate di quelle idee originali, ricolme di trappole di pensiero, sfruttamento e frustrazione di un potenziale che è all’opera esclusivamente per arricchire e dare il potere ai predatori, che su di essi hanno il controllo.

Ora, grazie a molti ricercatori che si sono dedicati al tema, questi predatori vengono alla luce e sono descritti come “psicopatici di successo”: sono costituiti da quel 5% di umanità, che con successo ha potuto evitare la diagnosi clinica e non è stata colta in attività criminose o immorali e quindi è stata istituzionalizzata.

“I modi” degli psicopatici sono semplicistici e facili da osservare quando finalmente impariamo a distinguere il ramo dell’albero e impariamo che molte cose che ci vengono date dal nostro sistema sociale, critico ed economico, sono di fatto dei reperti evolutivi, che derivano dalle influenze che gli psicopatici hanno avuto per millenni, sulle nostre culture e società.

Ci hanno detto, come fossimo bestiame domestico, che abbiamo bisogno dei loro recinti (controlli) e della loro supervisione (sorveglianza) per proteggerci dai lupi (terroristi) che arriverebbero a decimare noi e i nostri figli e ci hanno detto che il mondo è un luogo terribile e ostile e che la vita è piena di avversari: una profezia che si auto-realizza, quando le società e le culture sono governate da psicopatici.

Queste loro misure in realtà esistono per renderci difensivi, terrorizzati e facilmente influenzabili e alla fine questa paura ci rende infantili intellettualmente, ci divide e ci rende gregge come il bestiame, per un controllo ed uno sfruttamento sistematico ancora più completo.

Lo psicopatico, cognitivamente funziona con ciò che il Premio Nobel per l’Economia Daniel Kahneman, ha definito “Sistema 1”, ovvero pensiero veloce. Questo è un modello cognitivo messo in opera nell’infanzia, i cui processi si trovano ampiamente nel sistema limbico, che si basa sulla memoria ed è controllato emozionalmente. 

Questo tipo di pensiero, veloce e primitivo, quando viene amplificato attraverso prove ed esperienze di errori, è ideale per funzionare in contesti caotici  e fondati sul conflitto, come sui campi di battaglia o nei videogames.
“Il Sistema 2”, pensare o pensare lentamente, invece, è razionale, sollecito e logico, è sia analitico che costruttivo. Gli serve tempo. Il processo cognitivo “Sistema 2”, avviene ampiamente a livello corticale, nelle aree della funzione cerebrale superiore, che quando completamente evolute utilizzano quelle funzioni cognitive superiori, che si acquisiscono solo quando si cercano relazioni reciprocamente benefiche con gli altri e l’ambiente. Questo tipo di pensiero empatico, avanzato e lento, è l’ideale per gestire relazioni, creatività e complessità.

Il “Sistema 1” o il “pensiero intuitivo (piu’ probabilmente una presunzione) utilizza formule, ricette, scenari e copioni per le azioni che sono memorizzate e in parte ricordate da esperienze passate oppure vengono imitate attraverso le osservazioni delle “azioni di successo” degli altri, in simili circostanze.

Come fa rilevare Kahneman, questo modo è ricco di impulso, errore e pregiudizio. I suoi SOLI e veri vantaggi sono per risposte di riflesso veloci, in conflitto e competizione, basate su contesti di sopravvivenza, dove è essenziale essere immediati. 

Non identifichiamo gli psicopatici solo dai loro modi senza empatia, coscienza, perché sono spietati, manipolativi, narcisistici e opportunistici, ma anche perché mancano totalmente di applicare il “sistema 2” di pensiero. Significa che hanno una grave inabilità a gestire la complessità, il benessere degli altri o qualsiasi altro effetto legato alle loro azioni, che sia oltre un obiettivo immediato e autoreferenziale.

Per capire come gli psicopatici hanno influenzato morfologicamente gli organi della società e la cultura, dobbiamo essere consapevoli di quei processi di pensiero che ho elencato sopra. Non è scienza d'avanguardia arrivare alla conclusione che se gli psicopatici vogliono avere vantaggio continuo e prevalere, devono trasformare ogni tipo di interazione e gestione umana, in un conflitto o in una competizione. Sì, creare tali sistemi così avverarsi è semplice, ma questi sistemi sono estremamente non intelligenti, inefficienti e funzionano su strutture e processi fallati, i cui veri costi, purtroppo, sono sulle spalle del resto di noi e del pianeta e raramente dello psicopatico. 

Tutti noi prima o poi, probabilmente spesso, siamo stati personalmente vittime di uno psicopatico. Dovendoci confrontare con uno di loro, viene di riflesso assumere il “sistema 1”, la posizione difensiva e competitiva, ma nel far questo, la nostra empatia e senso di giustizia ci sono di svantaggio contro la battaglia dello psicopatico, affinata con vie traverse, opportunistica e spietata.

È persino più semplice per lo psicopatico seminare, nutrire e avvantaggiarsi della divisione tra famiglia, amici, comunità, comitati, culture e persino paesi.

La grande questione antica e perenne, diventa quindi: “in un conflitto o competizione preferiresti avere uno psicopatico al tuo fianco o contro di te?”.
In tali situazioni naturalmente non sono i possibili “guadagni” a breve termine, c'è invece una inevitabile distruzione e un contesto di conflitto perpetuo, sia dentro che fuori.

Conflitto/competizione è la linfa vitale dello psicopatico. Il contagio psicologico finale può essere sradicato solo attraverso la chiarezza, la comprensione e l’evitare i ciclici processi tra psicopatia/sociopatia e competizione come dinamica umana.

Dobbiamo scegliere invece una via diversa, sviluppando consapevolmente mutua empatia e una conseguente maturazione del “sistema di pensiero 2”, ovvero della creatività e del pensiero complesso che gradualmente avanzano quando si fa questa scelta.

Gli psicopatici e i loro costrutti (multinazionali, partiti politici) hanno bisogno di essere identificati, evitati e isolati in modo tale da non avere più ulteriori influenze distruttive su luoghi di controllo o dove si operano decisioni importanti.

La competizione genera pochi vincitori e molti perdenti e una gerarchia insidiosa di sfruttamento. Gli organi della società, che sono stati pervertiti al punto da riflettere i modi psicopatici e i loro obbiettivi, vanno sradicati insieme alla competizione e va usata invece la nostra intelligenza superiore acquisita, per concentrarci su un beneficio reciproco, che abbia alla basa una vera sinergia con l’ambiente e la  creatività.

Per comprendere pienamente l'effetto dello psicopatico, dobbiamo renderci conto della natura infantile e stupida del suo pensiero e comportamento, e della sua incapacità di un'impresa creativa, cose che lo tengono in uno stato infantile dipendente. 

Costui può solo prendere oppure, vuole che gli si dia cosa vuole e necessita, ecco perché si concentra così tanto sulle sue capacità infantili di manipolare gli altri per soddisfare i suoi bisogni. Costui fa tutto ciò in modo amplificato e sofisticato, grazie ad anni di tentativi ed errori, in cui ha spinto i pulsanti emozionali della gente, usato tattiche emotive di seduzione, il rifiuto e la minaccia in tutte le sue varianti.

Sfortunatamente gli attributi di controllo dello psicopatico, sono di successo in un contesto competitivo come quello politico ed economico, in cui intere popolazioni sono state soppresse nel loro sviluppo, sia intellettualmente che empaticamente, dalla culla alla tomba, applicando la competizione. 

La gran parte di noi, per poter competere, è stata costretta a cercare di applicare il “sistema 1” seriamente difettoso, in tutti gli aspetti della nostra vita. Come risultato, abbiamo abbandonato i nostri potenziali cognitivi complessi e fertili.

L’educazione scolastica, è ora stata distorta, poiché la sua funzione principale è quella di prepararci all'impiego in contesti molto competitivi e sotto la direzione degli psicopatici. Quindi, per default, la pedagogia si concentra sul “sistema 1” semplicistico, basato sul modello cognitivo della memoria limbica e sulle tattiche competitive dello psicopatico. Che più esso si basa, (anche se non lo si dice espressamente), sull’assunto che la vita lavorativa sia nel prendere istruzioni dalle autorità in forma di ricette, formule, copioni e scenari, ricordandoli in dettaglio e poi seguendoli il modo accurato, per ottenere il risultato che l'istruttore ha richiesto.

Il prezzo che paghiamo per una educazione basata quasi esclusivamente sul “sistema 1 di pensiero” è quello di aver, seriamente sottosviluppato le nostre potenzialità cognitive, al punto che la gran parte di noi non è in grado di concettualizzare o costruire matrici proprie di comprensione su qualsiasi tema e non è quindi in grado di andare a creare delle mappe integrate della realtà. 

Al contrario, ci fidiamo di supposte autorità come quelle dei media mainstream, dei politici, delle fonti accreditate perché ci informino sui loro valori e la loro visione del mondo e ciò che loro pensano che noi dovremmo considerare importante nella vita. E queste autorità nella gran parte dei casi, sono controllate dagli psicopatici. 

Fonte:LINK
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Traduzione curata da Cristina Bassi 

http://ningishzidda.altervista.org/

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sabato 25 luglio 2015

libertàaaaa


La libertà consiste nel fare tutto quello che permette la lunghezza della catena.

(Cavanna)

Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.
La vita senza libertà, è come un corpo senza lo spirito.  
(Khalil Gibran)

La libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica.
(Ignazio Silone)

La metà della vita di un uomo è passata a sottintendere, a girare la testa e a tacere.
(Albert Camus)

Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi.
(Charles Hughes) 

È dubbio se gli oppressi abbiano mai lottato per la libertà. Essi lottano per l’orgoglio e il potere – potere di opprimere gli altri. Gli oppressi vogliono soprattutto imitare i loro oppressori; vogliono vendicarsi.
(Eric Hoffer)

L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.
(Erich Fromm)

Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi.
(Leo Longanesi) 

Io so questo: che chi pretende la libertà, poi non sa cosa farsene.
(Pier Paolo Pasolini)

Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù.
(Fëdor Michajlovič Dostoevskij) 

Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire.
(George Orwell) 

Il bambino nasce libero come una farfalla, anche se non ha chiesto di divenire in questo mondo, sono le corde invisibili della sua specie a legarlo per tutta la vita, appena tagliato il cordone ombelicale ci sono le prime imposizioni della schiavitù, fino alla sua morte, pochi hanno scelto "liberamente" il momento del trapasso alla vera libertà dopo una vita psicologicamente impostata da altri.
wlady 

http://ningishzidda.altervista.org/ 

®wld

giovedì 18 ottobre 2012

"mondo finito"


Se credete che il 21/12/2012 sia la fine del mondo, state sbagliando di grosso, la fine del mondo è già in corso da molto tempo e in questo momento è vicina all'ora stabilita, se prendiamo un orologio nelle sue 24 ore noi siamo posizionati a poco meno di 30 secondi.

Il male che in questi tempi affliggono l'umana esistenza sono fondamentalmente tre:

1) Crisi sociale
2) Crisi economica
3) Crisi politica

La crisi sociale 
è voluta da 1400 super miliardari che detengono l'economia mondiale, appropriandosi di tutte le risorse ricche del sud del mondo, espropriando terreni e depredando ogni ricchezza, impoverendo e facendo soffrire la fame tre miliardi di persone.

Questo ora sta succedendo anche in Europa, ottanta milioni di persone sono sotto la soglia di povertà, in Italia è il 33% che si rivolge alla Caritas per avere un pasto caldo, la maggior parte della popolazione non ha il minimo sostentamento per avere una vita dignitosa, mentre nel mondo spendiamo 1740 miliardi di $. per gli armamenti, una forma demenziale che non può più essere tollerata in un mondo finito, per l'Italia 20 miliardi di €. siamo il nono paese mondiale per esportazione di armi.

Crisi economica, 
voluta dagli speculatori, ma in prima linea dalle banche private; se pensate che la crisi del 1930 sia stata la peggiore delle crisi economiche, fate un altro sbaglio, questa crisi economica è ancora peggio, è stata creata a tavolino dopo che abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria (che comunque non è mai stata nostra, nonostante si dica che la lira era della Repubblica Italiana), a delle Società private che stampano i loro soldi e poi li prestano agli stati che ne pagano gli interessi. 

FED, FMI, BCE, sono banche private in mano a quei ricchi che sopra menzionavo con a capo Rothschild, Rockefeller, Bilderberg, CFR, Trilaterale, e tutte le Holding di capitale approvate da Moody's, Standard & Poor's, Fitch, che decidono chi deve fallire e chi invece deve stare sul mercato, queste società sono tutte presenti nelle stesse banche private, se la cantano e se la suonano.

Crisi politica,
la corruzione politica ha raggiunto livelli intollerabili, non rappresentano più il popolo sovrano (?), sono autoreferenziali, super pagati, arroganti, ma sopratutto una larga parte di questi individui rimane inconsapevole della vera natura del popolo che credono di rappresentare, vivono nel loro mondo dorato senza problemi di spesa perché tutto è dovuto loro, non conoscono il loro elettore perché si spartiscono i voti a loro piacimento e compromesso, regnano per molti anni come una corte di conti e baroni a partire dal colle scendendo giù nella piramide al senato fino alla camera dei deputati, regioni, province, comuni, consigli di zona, senza contare gli enti che sono una miriade di scatole dentro le scatole, ed infine, uno stato dentro uno stato il vaticano che dirige e detta l'agenda dietro le quinte.

Una classe dirigente impresentabile, che ha portato al 45% della popolazione ad astenersi dal voto e dalle urne, il rimanente 55% è polverizzato in tanti condomini, in balia del marasma generale; ecco perché l'attuale presidente del consiglio può fare quello che gli pare, ha in mano i gioielli di famiglia di tutti i partiti che lo sostengono per loro incapacità e con la paura.

La storia non ha insegnato nulla, sono passati 60 dal fascismo e dal nazismo, stanno portando la società europea verso una destabilizzazione che porterà ai governi della vecchia Europa, dei fondamentalismi che innescheranno un nuovo conflitto, poveri contro poveri che si autodistruggeranno, con sommosse popolari ad ampio raggio un incendio che già ora è difficile da spegnere.

I romani per conquistare i popoli barbari europei di allora usavano le legioni con soldati pagati dai tiranni di turno, come Giulio Cesare, Ottaviano Augusto, oggi in forma moderna l'élite bancaria dell'economia che controlla il mondo si avvale di una polizia sovranazionale tutta vestita di nero come le SS senza rendere conto a nessuno, possono gettare in galera chiunque e pestarli a sangue, e avvalersi della giustificazione segreto di stato.    

Il breve video qui sotto postato ci dice chiaramente dove siamo diretti, senza ma e senza se, (come si suol dire), questi avvenimenti di disperazione si sono già verificati in Grecia, anche in Italia li abbiamo visti, quando i servi giornalisti, pagati dalla politica e da noi, si sono degnati di mandarli in onda su quella malefica e mentitrice scatola chiamata TV.

Questo è quello che è successo in Spagna: 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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