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venerdì 25 marzo 2022

La sostituzione del nemico

Dalla sottomissione alla guerra: basta non farsi domande

Si comincia in modo semplice: basta non farsi domande. E si finisce per accettare il peggio. Si accetta che per 24 mesi non si parli che di Covid, e si arriva a subire la nuovissima, orrenda narrazione quotidiana.

Si accettano equazioni indirettamente suggerite, in modo subdolo: se il Covid è cattivo (e ci mancherebbe altro), allora anche i russi sono cattivi. Non solo il loro bieco presidente: anche i loro scrittori, i loro scienziati, i loro artisti, i loro musicisti. Persino i loro atleti disabili, paralimpici; persino i loro gatti.

Sembra di vivere in un manicomio a cielo aperto, affollatissimo di ciechi. Un brutto giorno divampa una patologia insidiosa, che semina il panico. In capo a nemmeno due mesi, però, si trovano le cure. Ma – anziché renderle disponibili, le terapie – si continua con l’orchestrazione panica (lockdown, coprifuoco) per poi arrivare all’esito programmato, la campagna “vaccinale” a tappeto con sieri sperimentali. Era la premessa obbligatoria per giungere alla meta: la libertà condizionata, vincolata al possesso di un lasciapassare.

La notizia non è l’ovvia iniquità del male, il leggendario talento di chi organizza l’ingiustizia e la sua massima espressione visibile, la guerra, con le sue stragi sanguinose e intollerabili, antiche eppure sempre tragicamente attuali.
 
No, la notizia è altrove: ci vive accanto, respira in mezzo a noi. La novità consiste nel cinismo diffuso, nell’indifferenza ignorante per chi soffre, nella stolidità ottusa di chi pensa veramente di passarla liscia, se solo si rassegna a sottomettersi a qualsiasi disposizione, anche le più folli e incostituzionali, senza capire di esserne la prima vittima e senza vedere che il precipizio, quando si obbedisce sempre, è virtualmente senza fondo.
 
Questo è il paese che non si è fermato, nell’autunno 2021, davanti all’imposizione del Green Pass. E’ il paese che non si è ribellato, a questa mostruosa discriminazione, nel modo che sarebbe stato il più pacifico ed efficace. Ovvero: astenendosi dal continuare a lavorare e studiare, usare mezzi di trasporto, frequentare bar e ristoranti. E’ il paese che, ai signori della guerra, è come se avesse detto: prego, fate pure. Fate di noi quello che volete. Siamo ostaggi inoffensivi, debolissimi e creduloni.

Carne da macello, si sarebbe detto un tempo. E dunque, esaurita la nebbia virale, perché non passare alla macelleria più classica? Ed ecco riattivare l’intero macchinario della propaganda: è sufficiente cambiare indirizzo e sostituire il nemico.

Ieri era il No-Vax, o meglio il No Green Pass, e oggi è il Perfido Russo, il No-Nato. Ebbene: cui prodest, tutto questo? A chi interessa, organizzare l’ennesima guerra (economica, sociale, psicologica, antropologica) di portata mondiale? Sembra un conflitto oscuramente e ferocemente definitivo, per spaccare in due l’umanità: senza una sola ragione geopolitica di una qualche serietà (non era certo insormontabile la tensione nel Donbass, così come la richiesta russa di smilitarizzare l’Ucraina).

Il buio è fittissimo, dunque. A meno che non si vogliano ricordare le parole di Giulietto Chiesa, che disse: all’impero occidentale, ormai declinante, per restare al centro del gioco resta una sola possibilità. E cioè: scatenare una guerra globale.

Oggi la osserviamo dispiegarsi sciaguratamente, la mattanza, in mezzo alle frottole quotidiane dei nostri Covid-media, allineati al nostro Covid-governo. Staremo tutti peggio, pare: si annunciano tempi durissimi, con tanto di razionamenti e crisi alimentari.

Contro chi è, la guerra? Contro di noi, diceva Giulietto Chiesa. Lo si può non vedere, questo? Sì, certo. Specie in Italia. Basta continuare a non farsi domande, convinti ancora di vivere in un universo speciale e privilegiato, chiamato Occidente, considerato la culla della democrazia.

Si continua come prima, anche se la democrazia è stata praticamente sospesa. Si continua a non fiatare, nonostante la strage nazionale aggravata delle terapie negate, nonostante l’imposizione del Green Pass e quindi il suicidio più che scontato di interi comparti economici, a partire da quello turistico. Basta non farsi domande – mai – e il baratro si spalanca improvvisamente, dietro l’angolo: trascinando tutti verso il buio, e senza sapere perché.

Fonte: https://www.libreidee.org/

®wld

martedì 16 novembre 2021

Venti mesi di ...


Ripartiamo.

Venti mesi e, alle nostre spalle, le riflessioni e le emozioni che hanno accompagnato il tempo, oscillando fra orrore, paura, dolore, disperazione, umiliazione e stupore:

per il tradimento subito da un Ceto politico, nel quale pur s’era voluto credere;

per la solitudine entro la quale ciascuno di noi è stato ricacciato e condannato a rivisitare e a rinunciare ad affetti e relazioni parentali ed amicali;

per la sofferenza impotente generata dal dover prendere doloroso atto d’aver coltivato legami effimeri, travolti dall’onda di piena dell’odio inculcato da un Establishment irresponsabile e corrotto;

per la paura di un morbo che non era tale, ma che era solo lo strumento di morte gestito da spregiudicati Avventurieri asserviti alle logiche del più abietto mondialismo di ispirazione malthusiana.

Venti mesi alimentati dal sospetto; dalla delazione e dall’odio sollecitati dal Governo; dal rifiuto dell’altro; dalla propaganda di un Regime che ha prostituito il Paese per rincorrere rendite fondate su sconsiderato e servile arrivismo.

Venti mesi di morte e di Morti. 

Venti mesi di Vittime: di suicidio; di povertà; di disoccupazione; di droga; di incidenti stradali, raccontate come Vittime di un Virus al quale si è opposta la sperimentazione di un “vaccino” killer giusto alla pianificazione dei lutti; al ridimensionamento demografico e ad una società patologizzata e come tale gestibile.

Venti mesi di menzogne veicolate da una Stampa asservita e prestata ad un crimine epocale.

Venti mesi di soppressione dei Diritti, delle Libertà, della Costituzione stuprata con sistematico cinismo da Chi era ed è ancora pagato per onorarla; rispettarla; applicarla e coniugarla con l’Etica pubblica.

Venti mesi di sottrazione confessionile: di negazione di quel Dio inviso ed invidiato da orde di Soggetti senza scrupoli, senza anima, senza sentimenti: gusci vuoti il cui sguardo malvagio denuncia l’assenza di quella Umanità che intendono ribaltare in una Transumanità senza speranze.

Venti mesi di accesso negato alla Scuola, ai Tribunali, alla Giustizia comminata solo in danno dei più deboli.

Venti mesi responsabili del fallimento e della chiusura definitiva di centinaia di migliaia di piccole Imprese.

Venti mesi di esposizione della nudità ripugnanti di questi Mostri, peraltro rozzi e semianalfabeti, bollati dalle stimmate del satanismo e destinati a quell’inferno insufficiente alla espiazione di colpe inenarrabili.

Venti mesi di sofferenza e privazioni imputate ad un Morbo il cui nome oggi echeggia da un territorio all’altro delle nostre coscienze col vero suo nome: malvagia follìa.
Un’arma rivolta anche sui Bambini, la cui innocenza è insultata da Genitori subornati e irresponsabili, mentre oscenamente il panico sociale si è trasformato in affare: l’affare/ m@scherine; l’affare/ v@xxini; l’affare/ t@mponi, regolati dall’abiezione del ricatto e dalla opzione a senso unico: scegliere fra morire di siero o morire di fame.

Comunque morire.

E tuttavia, dal settimo di quei ventuno mesi cominciarono a fiorire le prime gemme di una primavera difficile ma comunque foriera di un risveglio in grado di estrarre dalla contaminazione Quanti aggiogati; avvelenati; corrotti; fiaccati nello spirito e nel fisico.

  • E fu l’inizio della fine dell’eclisse della ragione.
  • E fu la consapevolezza delle Piazze.
  • E fu il fermento delle coscienze.
  • E fu l’espressione del coraggio.

E fu la rivolta del Bene contro il Male, poiché come Lazzaro, la Verità prese lentamente ad alzarsi ed a gridare, con tutta la sua forza dirompente, voglia di vita e voglia d’amore e voglia d’abbracci e voglia di Libertà.

Cominciò così quella stagione in cui i Tiranni vivono l’incubo che quel Gregge amorfo diventi Branco e che dalle macerie di uno straziante dopoguerra estragga l’Italia.

L’Italia che vogliamo e che rilanci le proprie radici ed il proprio prestigio,

L’Italia in grado di mantenere memoria dei propri Martiri e dei propri carnefici.

L’Italia che, alimentata dallo spirito irriducibile di lotta, confini nell’isolamento i Profeti del Dio denaro e riaffermi il Valore dell’Etica; della Famiglia; del Lavoro, della Cultura, della Informazione ed impugni l’arma della Verità, rinata dalla sue stesse ceneri.
Dalla drammatica ordalia è riemerso il gusto delle piccole, grandi cose: la capacità di riconoscersi al di là del conoscersi; la capacità di isolare Mistificatori; Manipolatori; Truffatori; Affaristi e valvole che il Regime usa per sorvegliare il dissenso, ovvero nuovi Profeti della vecchia menzogna ai quali sfugge la realtà lo sgranarsi graduale delle maglie della rete: non ci saranno rattoppi possibili e credibili.
 
Venti mesi, dunque, a margine dei quali insopprimibile esplode un rigurgito di dignità e di sopravvivenza che ha trovato il terreno più fertile nella replica stessa del Virus: una Variante giusta a favorire le variabili della Storia.

Quella Variante oggi si chiama DATABASE ITALIA: uno strumento di comunicazione insostituibile e prezioso, tanto più per il suo avere affidato l’Informazione ad una squadra forte di Personaggi di indiscusso spessore umano, culturale e professionale come Ilaria Bifarini, Nicola Bizzi, Fabio G.C. Carisio, Andrea Cecchi, Umberto Ciauri, Valentina Cidda Maldesi, Livia Colonna, Valentina Ferranti, Carlo Freccero, Nino Galloni, Antonietta Gatti, Il Ficcanaso, Valentino Infuso, Gianmarco Landi, Ornella Mariani, Giulio Marini, Bruno Marro, Alessandro Meluzzi, Stefano Montanari, Enrica Perucchietti, Claudia Rigacci, Armando Savini, Paolo Sceusa, Stefano Scoglio, Anna Tsyba.

E con DATABASE ITALIA, forte del contributo dei citati Intellettuali, ripartiremo.

Anzi: ripartiamo.

Per donare una speranza di serenità ai nostri Connazionali anziani
per garantire una prospettiva di stabilità alla Generazione giovane, sedotta dall’artificio e condannata al  precariato;

per restituire all’Infanzia i valori negati;per dare voce a Chi non è in grado di esigere il proprio diritto;

per assicurare  il lavoro a Chi lo ha perduto;

per liberare questo sgangherato Paese dai tentacoli della mostruosa piovra mondialista;

per rivendicare la nostra orgogliosa ragione identitaria.
Ripartiamo.

Tutti insieme: con il contributo di Chiunque di Voi vorrà leggerci, seguirci, sostenerci e condividerci, ce la faremo.

Sarà la Crociata del terzo Millennio e sarà valsa la pena combatterla.

Grazie, Ornella Mariani

Fonte: https://www.databaseitalia.it/ripartiamo/

®wld 

mercoledì 7 ottobre 2020

Messaggi dall'aldiquà


  

Non è stato il COVID ad ingabbiarvi dietro a mascherine. Il Virus ha portato alla luce maschere e corazze che già indossavate.

Non è stato il COVID ad impedirvi di toccare a mani nude l'altro.
La sua frequenza ha evidenziato la nudità che avevate perduto, da tempo.

Non è stato lui ad alterare certi equilibri.
Quegli equilibri erano già minati, resi precari da una mancanza di buon senso.

Non è stato il COVID ad isolarvi.
L'isolamento era già in atto, da qualche decennio; visi separati da schermi, dita sulle tastiere, parole ridotte a messaggi abbreviati, emozioni sostituite da faccine colorate.

Non è stato il contagio a produrre MORTE.
La morte era già in atto nei cieli soffocati da metalli, nella terra sporcata dai rifiuti, nei fiumi inondati di plastica, tra le foreste rase al suolo dal fuoco, tra gli animali nei macelli.

Non è stato un nemico invisibile a mettervi addosso la “paura dell'altro”.
Avevate paura anche prima della pandemia, per chi vuole chiamarla così.

La grave crisi dell’affettività che caratterizza il vostro tempo nasce dalla difficoltà di vivere l'Amore come dono di Se'. Surrogati dell’Amore come il sesso, la passione, l’erotismo, i legami superficiali...non richiedono autenticità né confronto.

Solo l’affettività senza maschere mantiene vivo l'Amore per l’altro, non i corpi mercificati, né le strategie di seduzione.

Tante sono le donne e gli uomini che rifuggono alla chiamata; l'atteggiamento più comune poi è svalutare l’altro.

Così facendo annullano dell'altro la capacità di produrre sofferenza ma anche il suo potere di toccare, di travolgere, di condurre altrove, magari nel nucleo più profondo del Sé.

E così rinunciano alla straordinaria possibilità di cambiare e di trasmutare in chi sono realmente.

Non è stato il COVID a relegarvi in Casa. 

No.

Proteggevate il vostro giardino da un po', intenti ad abbellire il vostro spazio, incuranti degli altri giardini.

Non è stata la Politica, non sono stati i Governi e i Capi di Stato a tenervi sotto scacco attraverso la Paura, la Menzogna e l'Ignoranza, eravate già in balia delle vostre ansietà, del vostro sentirvi impotenti, del vostro usare la menzogna per ottenere consensi e riconoscimenti, della vostra non conoscenza di chi realmente siete.

Non è giunto il Lupo cattivo con le fauci insanguinate per mangiarvi tutti, ma è arrivato il cacciatore che vi salva e che estrae dal ventre dell'Inconscio tutto ciò che viveva all'ombra della vostra cecità.

In un tempo caratterizzato dal troppo e dall'eccesso, ogni emozione parassita ora emerge lasciando spazio al nuovo Sé. Gli automatismi, in questa quarantena, hanno subito un crollo, un arresto, una rottura.

La Coscienza Assoluta non poteva permettere che si impadronissero dell'Essenza poiché non c'era più spazio sufficiente per crescere, zeppi come eravate di armature arrugginite e di schemi comportamentali obsoleti.

Lasciate che la vecchia fortezza crolli.

Abbassate la guardia, abbassate la maschera. … il nemico è nudo ...

Da Martina: Messaggi dall'aldiquà. 

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mercoledì 13 novembre 2019

La quasi estinzione in contrapposizione alla totale estinzione

 

Lo studio suggerisce che (come si potrebbe pensare) le persone non sono infastidite dall'estinzione umana

Di John Vibes / Teoria della verità

Un recente studio di Oxford pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha scoperto che le persone non sono affatto infastidite dalla possibilità dell'estinzione umana. Nello studio, 2.500 persone negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono state intervistate sui loro sentimenti riguardo alla possibilità di un'apocalisse.

Agli intervistati è stato chiesto di classificare quanto pensavano fossero potenziali scenari per il giorno del giudizio. In un test molto semplice, sono stati dati tre scenari, uno in cui l'intera specie umana è stata spazzata via da una catastrofe globale, un'altra in cui solo l'80% delle specie è stata spazzata via, e un'altra in cui non accade nulla e la vita continua normalmente.

Come previsto, la scelta più popolare è stata quella di continuare la vita come se nulla fosse successo, ma le altre risposte hanno sorpreso i ricercatori. Le persone che hanno partecipato al sondaggio sembravano avere più paura di vivere in un mondo in cui l'80% delle specie erano state spazzate via rispetto all'idea che l'umanità si fosse completamente estinta.

I ricercatori hanno scritto che " Quando è stato chiesto nel modo più semplice e non qualificato, i partecipanti non trovano l'estinzione umana unicamente cattiva".

Stranamente, quando le domande sono state leggermente modificate per valutare le opinioni delle persone sull'estinzione degli animali, gli intervistati hanno concordato in modo schiacciante che una perdita totale di una specie animale era peggiore di una riduzione dell'80%.
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I ricercatori hanno avuto diverse teorie sul perché le persone si sentissero in questo modo e non hanno trovato alcuna spiegazione per i loro risultati, ma sembra che gli intervistati abbiano risposto alle domande in base a come avrebbero vissuto la situazione come umani. È molto facile per la maggior parte degli umani considerare le morti degli animali come una statistica e dare la risposta fredda e calcolata che il 20% delle zebre nel mondo che sopravvivono a un'estinzione è meglio per il pianeta e per la biodiversità che osservare l'intera specie morire.

Tuttavia, quando si considera questa stessa domanda per la nostra stessa specie, la questione diventa molto più complicata ed emotiva. Di fronte alla questione dell'estinzione umana, la maggior parte delle persone vuole che sia rapida e indolore se accadrà, vogliono una sofferenza minima. Se accadesse qualcosa in cui l'80% della popolazione umana veniva improvvisamente spazzata via, ci sono buone probabilità che comporterebbe molta sofferenza per coloro che sono morti e anche per quelli che sono rimasti indietro.
"Concludiamo che un motivo importante per cui le persone non trovano l'estinzione in modo univoco negativo è che si concentrano sulla morte e sulla sofferenza immediate che le catastrofi causano per i compagni umani, piuttosto che sulle conseguenze a lungo termine " , afferma l'abstract dello studio.
Tuttavia, ci sono stati alcuni casi in cui gli intervistati del sondaggio hanno optato per la quasi estinzione in contrapposizione alla totale estinzione, ed è stato allora che hanno detto che le persone rimaste avrebbero creato un mondo "migliore di oggi in ogni modo immaginabile".

CREDITO IMMAGINE: Razvan Ionut Dragomirescu


domenica 12 maggio 2019

Meditazione & Consapevolezza

 
La meditazione non è il paradiso di pace e tranquillità che alcuni promettono. 

Negli ultimi anni, la meditazione ha guadagnato terreno nella cultura occidentale, in una certa misura perché è stata presentata come una sorta di "antidoto" ad alcuni degli effetti più dannosi dello stile di vita prevalente nelle nostre società. 

La fretta in cui viviamo, il desiderio di avere tutto sotto controllo, l'ossessione di essere sempre impegnati sono alcune delle situazioni proprie del nostro modo di vivere in Occidente che conducono a stati come irrequietezza, rabbia o ansia. Di fronte a tutto ciò, la meditazione è stata offerta come una sorta di rifugio di pace e tranquillità, un metodo che, si dice, ci permette di rimanere calmi anche nel mezzo della tempesta delle nostre vite. 

Ma è reale o è solo un modo piacevole per presentare la pratica della meditazione? La meditazione porta necessariamente o automaticamente a stati mentali o benessere pacifici? 

Secondo i risultati di uno studio recentemente pubblicato, almeno 2,5 persone su 10 che meditano regolarmente affermano che questa attività ha causato emozioni come angoscia o paura. 

La ricerca è stata condotta da un team guidato da Marco Schlosser, uno psichiatra collegato all'University College di Londra e, in termini generali, consisteva nel sondaggio di 1232 persone che affermavano di aver meditato almeno una volta alla settimana negli ultimi due mesi. Oltre alle domande sugli stati emotivi, il questionario distribuito tra i volontari includeva anche domande sul tipo di meditazione praticata e sulle condizioni per eseguirlo. 

Durante l'analisi dei risultati, Schlosser ei suoi colleghi hanno scoperto che circa il 25% di detta popolazione aveva "esperienze spiacevoli" che si riferivano specificamente alla meditazione, tra cui quella di provare emozioni come angoscia, paura e altre associate a disturbi psicologici. 

Secondo lo studio, questa esperienza negativa con la meditazione era ancora più probabile nelle donne, persone religiose, persone che, prima di meditare, avevano pensieri negativi ricorrenti e persone che avevano frequentato un ritiro il cui unico scopo era quello di meditare.   

Infine, i risultati suggeriscono un'altra associazione tra il tipo di pratica praticata e questa esperienza negativa. Sembra che le forme di meditazione considerate "decostruttiviste" (come la meditazione Zen o Vipassanā) siano più inclini a "risvegliare" il lato oscuro di una persona, rispetto ad altre forme di pratica come la consapevolezza. 

Su quest'ultimo punto, Schlosser nota che la meditazione in cui invita a considerare l'impermanenza di tutte le cose (la sua transitorietà, la transitorietà del mondo) può condurre alcune persone a uno stato mentale disturbante, dominato da pensieri di paura e annientamento. A questo proposito, il ricercatore chiede se la meditazione è davvero su questo o se è in grado di generare sofferenza inutile nel professionista. 

Tuttavia, varrebbe la pena di porre questa domanda: quei pensieri "negativi" che i volontari hanno detto di aver provato, erano una conseguenza della meditazione o erano già lì prima? E in questo senso, di fronte a ciò che è dentro di noi, a quelli che ci costituiscono come persone ed è espresso quotidianamente nelle nostre azioni e nelle nostre decisioni, cosa è meglio, sapendolo o ignorandolo? 

Va detto, infine, che ci sono molti sistemi di pensiero che parlano di "morire prima di morire" per rinascere in questa stessa vita. Questa è una considerazione in cui le stesse scuole filosofiche come le religioni o le correnti spirituali coincidono. Forse l'angoscia non è piacevole, ma è necessaria. La paura che in Occidente di solito dobbiamo morire (che evitiamo a tutti i costi, con distrazioni di ogni genere) ci impedisce di renderci conto che spesso l'angoscia che ci sveglia è il fuoco che lo spirito ha bisogno per purificare la sua visione e guardare con chiarezza il valore autentico della vita. 


lunedì 18 febbraio 2019

IGNAVI: uomini nudi che inseguono una bandiera senza stemma

 

Ricevo dall'amico Lino e pubblico  

Il tempo dei criminali e degli ignavi
 
Credo che oggigiorno il delitto più grande sia e sarà per un bel pò di tempo l'ignavia della gente di fronte a tanta sofferenza di anime sorelle. 
L'ignavo è colui che pur intuendo, per vigliaccheria, non vuole conoscere la realtà, non sapendo che così facendo altro non farà che posporre la necessità esperienziale ad altre generazioni ed in altre sue incarnazioni. I delitti verso i bambini sono i più odiosi è la condanna ad una vita di terrore qual é quella di tanti bambini e giovani autistici (malattia pressoché inesistente prima dei vaccini) è un delitto ad ogni alba. 
E' come uccidere la stessa anima ogni giorno nel tentativo di privarla di ogni bellezza, di ogni energia, di ogni sogno e distruggendo anche la vita di quanti malauguratamente accompagnano questi disgraziati nella loro vita di stenti.
E la quintessenza della crudeltà. Così tanto devono e dobbiamo soffrire? Ed a quanti dicono che è il nostro destino, il nostro karma, dico che lo può essere nella misura in cui l'ignavia di tanta gente crea una aridità delle anime e condensa e indirizza nella energia della mente umana i più reconditi baratri di sofferenza. Questa sofferenza in seguito si avvererà e accompagnerà l'anima che verrà ospitata nel futuro contenitore umano. 
Ecco perché l'ignavia è così terribile, perché reitera recidivandolo un dolore assoluto al quale la mente, lo spirito e l'anima umani sono resi impotenti schiavi. ... senza andare a leggere le cifre enormi, vi anticipo che si parla di 8 milioni in prevalenza bambini, di persone scomparse ogni anno nel mondo. (vedere documentazione in Sulatesta di G. Lannes ed altre rivelazioni di Missing Children e in siti di lingua inglese che parlano degli utilizzi osceni di queste persone)... E' il caso di dire "Difendiamoci dagli dei!" come dal titolo del libro di Salvador Frexeido" Sapendo che siamo noi i creatori della nostra realtà, dobbiamo riuscire a staccarci emotivamente da questo immenso dolore, che può nuocerci non poco e vedere e vivere del bello che ancora ci circonda. Non dimenticheremo però che l'ignavia di tanta gente dovrà essere vaporizzata come la nebbia quando il sole inizia a scaldare. 
Si lo so che è un esercizio difficilino, ma credetemi, ci si può riuscire, anzi è bene sapere che siamo nati per questo. Un abbraccio caloroso a tutti Lino
danni da vaccini
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L’Umana Commedia – Il peccato di chi non sceglie: gli Ignavi

Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto.
Gli occhi di chi ha letto la Commedia, insieme a quelli di Dante, hanno attraversato le atrocità dell’Inferno in tutti i suoi gironi e hanno osservato le pene inflitte a chi si è macchiato dei peggiori peccati. La lussuria, la sodomia, il tradimento. 

Ma prima di camminare tra chi ha scelto di fare o farsi del male, il Poeta incontra chi, nella vita, non ha mai scelto, mai voluto, mai fatto. Gli ignavi, i primi dannati che incontra nel suo cammino, sono anime indegne tanto delle pene dell’Inferno quanto delle gioie del Paradiso: non avendo mai preso una posizione, non hanno mai fatto né azioni buoni né tanto meno quelle cattive nella loro vita. Per questo motivo, quindi, Dante li pone all’Antinferno, tra il fiume Acheronte e la porta del mondo degli Inferi.


Gli ignavi, comunque, non sono risparmiati dal contrappasso: per un uomo come Dante, così accorato nelle questioni soprattutto politiche, chi non ha scelto in vita è come se non avesse vissuto mai. Anche se non sono posizionati nei gironi infernali, il poeta non riserva loro certo un trattamento migliore di quello degli altri dannati, tutt’altro.


Qui, nel III canto, tra gli uomini «sanza ‘nfamia e sanza lodo», incontra un personaggio del suo tempo: Celestino V. Il pontefice è condannato per contrappasso a correre nudo per l’eternità insieme ai suoi compagni, tormentato da vespe, mosconi e vermi, inseguendo una insegna,  una bandiera, senza posa. Questa pena umiliante unisce tutti coloro «che mai non fur vivi» compreso Pietro Angelerio, eletto 192° Papa nel 1294. Il conclave per la sua elezione durò quasi due anni e una volta incoronato con il nome di Celestino V, l’ex eremita, si rese conto di non essere adatto al suo ruolo e per questo decide di abdicare al suo ruolo dopo circa tre mesi. La scelta ebbe un impatto enorme sulla comunità, sulla chiesa e sullo stato.

Pochissimi giorni dopo le sue dimissioni il conclave fu riunito a Napoli in Castel Nuovo e qui elesse il nuovo papa nella persona del cardinal Benedetto Caetani. Aveva 64 anni circa ed assunse il nome di Bonifacio VIII. Un nome che diventerà molto famoso nella storia, soprattutto attraverso la voce di Dante.

La figura di Celestino V sembra sbiadire dietro l’ombra ingombrante del suo successore, spietato e ingiusto, tanto grande quanto pericoloso.
 
In molti sostengono che l’orribile pena che il Sommo Poeta infligge all’ignavo sia in realtà tutta rivolta alla mancanza di coraggio del singolo che ha poi portato a un dramma per molti: l’elezione di Bonifacio VIII, grande nemico di Dante. Come sempre all’interno della Divina Commedia infatti bisogna cercare di leggere le citazioni e gli incontri cercando di districarsi tra il livello analogico, quello allegorico e quello morale.


Il pontefice a cui è inflitta questa pena diventa simbolo di un non-peccato dai risvolti gravissimi che si inserisce in un canto fatto di paure divise tra la porta infernale e l’Acheronte. L’incapacità di decidere, è comunque una decisione, sembra suggerirci il Dante personaggio, che camminando tra i peggiori peccatori si ferma a un passo dall’ingresso dell’Inferno e medita su chi pur di non vivere ha scelto di morire anticipatamente. Un tratto che sarà poi ripreso in tutta la storia della letteratura e che compare nella nostra quotidianità più di trecento anni dopo.


Il più celebre tra gli ignavi è sicuramente quel celebre vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro: il Don Abbondio dei Promessi Sposi. Chi più di lui vive per interesse senza scegliere mai, adeguandosi al facile più che al giusto?


Non è poi cambiato molto da quella schiera di uomini nudi che inseguono una bandiera senza stemma, così tanti e così poveri di spirito. Nel mondo odierno si sono persi anche molti valori di riferimento e, perciò, l’ignavia sta trovando terreno ancor più fertile. La gente cerca il compromesso, vive di egoismo, di guadagno.

Se Ulisse peccherà di presunzione e di curiosità malsana bruciando nel suo desiderio, agli ignavi è riservato un destino senza nome e senza senso, ben peggiore di quello dell’eroe epico.

 

Ieri come oggi, i peccati sono molti, ma non scegliere resta il peggiore di tutti. Uomini che non cercano nemmeno la loro passione, camminando sulla facile strada del guadagno, politici che saltellano tra i partiti politici come nel gioco della campana, giovani svogliati sul divano della rassegnazione. Lì si può vedere tutti passeggiare sulla via delle scelte non prese, in una immagine non così diversa da quella che raccontò Dante. 

Celestino V nei secoli si è quindi fatto perfetta metafora di un peccato fatto di persone normali, di sbadigli senza sogni, di opportunismo. Il peccato di chi non sa nemmeno di peccare, il peccato di chi non è.


Giulia Toninelli per MIfacciodiCultura (Articolo inviatomi dall'amico Lino)

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mercoledì 25 luglio 2018

Il primordiale sistema gerarchico

 

La chiave Omerica e il grande segreto de Il Potere nell’Ombra

di Francisco Callejas 
16 giugno 2018 
dal Sito Web DondeLaVerdadNosLleva 
traduzione di Nicoletta Marino  

(nda) premessa: l'articolo è stato copiato in forma integrale senza modifiche volutamente, pertanto, il maiuscolo è stile originale dell'autore nel suo blog

In molte occasioni ti sarai chiesto cosa rende il mondo quello che è. Perché la nostra civiltà si basa sulla menzogna, l'inganno, la violenza e la sofferenza continua? 

Il sistema di per sé è una grande menzogna "un grande velo di Iside" socio economico e religioso messo davanti a te per mantenerti sottomesso in maniera continua. 

IL SISTEMA GERARCHICO PIRAMIDALE BASATO SULLA SOFFERENZA E L'ABUSO RITUALE SATANICO É UN PERFETTO MECCANISMO DI CONTROLLO SOCIALE. 

MA C'É QUALCOSA DI PIU', IL "DEEP STATE" DI CUI PARLAVA IL COLONNELLO PROUTY. 

E' L'ORGANO SUPERVISORE DEL SISTEMA DEL POTERE MA NON LA FONTE DEL SISTEMA. 

PER CONOSCERE LA FONTE E I MOTIVI DELL'AUTENTICO "POTERE OSCURO" BISOGNA SAPER INTERPRETARE I DATI CHE I VASSALLI DEL POTERE OSCURO CI FORNISCONO. 

PIU' ANDIAMO INDIETRO NEL TEMPO E MENO CONTAMINATA É LA FONTE DELL'INFORMAZIONE SIMBOLICA CHE L'ÉLITE HA FILTRATO NELLA "CAPPA ESTERNA" DI QUESTA STRUTTURA PIRAMIDALE CHIAMATA CIVILTA'. 

UNA DELLE CHIAVI CHE CI CONDURRANNO AI PADRONI LA TROVIAM NEGLI SCRITTI DI OMERO CONSIDERATO IL PADRE DELLA LETTERATURA OCCIDENTALE. 

TI HANNO INSEGNATO CHE OMERO FU UN IMPORTANTE SCRITTORE DELL'ANTICA GRECIA, ANCORA UNA VOLTA…FALSO. 

HOMERO É UNO PSEUDONIMO, UN "VELO DI ISIDE" SOTTO IL QUALE AGIVANO LE SOCIETA' SEGRETE DELL'EPOCA. 

LO STESSO É LO PSEUDONIMO "SHAKESPEARE". 

O GLI STESSI SCRITTI BIBLICI, UN'AUTENTICA FRODE COME ABBIAM RIPETUTO FINO ALLA NAUSEA DANDOVENE PROVE SU QUESTO BLOG. 

NON É CURIOSO IL FATTO CHE AL LORO TEMPO "L'ILIADE" E "L'ODISSEA", ERANO CONSIDERATE COME 'PROVE' DI FATTI REALI. 

ESPERTI INTELLIGENTI E ALTI RAPPRESENTANTI DELL'EDUCAZIONE DELL'EPOCA CONFERMAVANO LA VERIDICITA' DI QUEI TESTI COME ‘STORICI' E COSI LO INSEGNAVANO AL POPOLO. 

VI DICE NIENTE TUTTO QUESTO? 

E' LA STESSA COSA CHE STANNO FACENDO ADESSO CON LE RELIGIONI DEL NOSTRO TEMPO. 

E QUEGLI ERUDITI PARTE INTEGRANTE DI QUELLE SOCIETA' SEGRETE NEI SECOLI CHE AFFERMANO CHE 'CRISTO' O 'MOSE' SONO STATI PERSONAGGI STORICI.

I TESTI OMERICI COME QUELLI BIBLICI VANNO INTERPRETATI IN CHIAVE SIMBOLICA, NON STORICA.
QUESTE SOCIETA' SEGRETE CHE DOMINAVANO LA CULTURA E LA POLITICA GRECA CI DICONO CHE ATTRAVERSO DELLO PSEUDONIMO "OMERO" CHE L'EROE ULISSE COMUNICAVA CON GLI SPETTRI CHIAMATI "PSICHE" PER MEZZO DI SACRIFICI DI SANGUE. 

IL SANGUE DELLE VITTIME FACEVA SI CHE GLI PSYCHE SI MATERIALIZZASSERO NEL MONDO DEGLI UMANI. 

QUESTA AFFERMAZIONE CI PORTA AD UNA CHIAVE CRUCIALE. 

COME HO GIA' DETTO IN UN ARTICOLO, STUDI SCIENTÍFICI RECENTI HANNO RIPORTATO CHE I PROCESSI BIOCHIMICI DEL DNA SONO COORDINATI E TUTELATI DA UNA DETERMINATA FREQUENZA VIBRATORIA CHE É DIVERSA IN TUTTI GLI ESSERI VIVI E CHE DETERMINA LA LORO STRUTTURA GENETICA.

QUESTO SIGNIFICA CHE CAMBIANDO LA FREQUENZA VIBRATORIA MODIFICHIAMO UN EMBRIONE O QUELLO CHE SAREBBE UNA RANA DIVENTA UNA SALAMANDRA. 

COME SPIEGA L'ÉLITE NELLA SUA FILOSOFIA ERMETICA, L'ESISTENZA NELLA SUA IMMENSITA' É IN COSTANTE MOVIMENTO E VIBRAZIONE. 

CON UN COLLEGAMENTO ADEGUATO UNA FREQUENZA IMPERCETTIBILE AL NOSTRO MONDO, PUO' ARRIVARE A MATERIALIZZARVISI. 

COME AVVIENE QUANDO CI SI SINTONIZZA SUL CANALE RADIO CON UNA DETERMINATA TRASMITTENTE. 

ED É ATTRAVERSO IL SANGUE CON DELLE CARATTERISTICHE DETERMINATE CHE QUESTE ENTITA' CREATRICI DEL SISTEMA SI COLLEGANO CON LE ÉLITE s CHE LI DIRIGONO. 

QUESTO É QUANTO "IL VELO DI ISIDE" CHIAMATO "OMERO" CI ESPONE NELLE SUE OPERE. 

ESISTE UN TIPO DI SANGUE, L'RH NEGATIVO, CHE É PIU' SUSCETTIBILE AD ESSERE "SINTONIZZATO" DA QUESTE ENTITA'. 

LA MAGGIORANZA DEI DIRIGENTI MONDIALI SONO RH NEGATIVI. 

LA ÉLITE HA SEGUITO SEMPRE UN PROCESSO DI SELEZIONE DEI SUOI INTEGRANTI FIN DALLA SUA CREAZIONE.


L'OSSESSIONE PER LA GENETICA CHE HA LA CASTA DIRIGENTE OGGI É UNA REALTA' NASCOSTA DA DIFFERENTI "VELI DI ISIDE" PER IL CONSUMO DELLA MASSA. 

OGGI LO SVILUPPO DI UNA CASTA DIRIGENTE GENETICAMENTE DIVERSA STA AVVENENDO IN MODO COPERTO A DIFFERENZA DI ALTRE EPOCHE, AD UN LIVELLO CHE POSSIAMO DEFINIRE INDUSTRIALE. 

NELLO STESSO TEMPO, PER "IL CIRCOLO ESTERNO" DELLA CIVILTA' SI PROMUOVE LA ANDROGENIZZAZIONE E I METICCI DI MASSA. 

PERCHE? 

SE CERCHI TROVERAI QUELLO CHE MOLTO CHIARAMENTE HA ESPOSTO L'INIZIATO ALDOUS HUXLEY NELLA SUA OPERA, "UN MONDO FELICE". 

SI CERCA DI SEPARARE LE SOCIETA' IN CASTE GENETICHE DIVERSE E DI AVERE NELLA CUSPIDE UNA RIDOTTA ÉLITE GOVERNATA DA QUESTI "PSYCHE" OMERICI. 

"HOMERO" VIENE DAL TERMINE "HOMERIDAI" CHE SIGNIFICA "FIGLIO DI SCHIAVO".
 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

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E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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