sabato 2 novembre 2013

150 anni di sangue. "Italiano, chi Sei?"

Falsificazione Storica, il Grande Inganno: Italiano, chi Sei?



Il mito risorgimentale poggia su molteplici travisamenti storici, ideali e religiosi, il cui risultato è questo indiscutibile “dogma nazionale“: in Italia, per essere patrioti, occorre amare il Risorgimento, in quanto è con esso che è nata la nostra patria.

Si è sempre voluto “a tutti i costi” (ed oggi con rinnovato spirito) far penetrare nelle menti degli italiani che l’unica via al patriottismo sia la celebrazione risorgimentale, la venerazione dei quattro “padri della patria“. E’ la più grande vittoria della vulgata risorgimentale, nonché il più grande di tutti gli inganni: il far credere che chi narra ciò che è stato occultato (le insorgenze, il settarismo, la guerra alla Chiesa Cattolica, i brogli elettorali dei plebisciti e le stragi di <<briganti>>, ecc.) e di contro non celebra Mazzini e Cavour, Napoleone e Garibaldi, sia <<anti-italiano>> o - comunque – contro l’unità nazionale.

Letto da un commento postato sul Blog di Gianni Lannes, continua a leggere QUI


oldita 

Ama l’Italia chi ama gli italiani, chi ama la sua millenaria identità, il suo glorioso e civilissimo passato di magistra gentium e, sulla conservazione di tale identità, di tale passato, vuole fondare - a beneficio delle generazioni che verranno – il futuro della propria patria e quello dell’Europa delle nazioni. (Cosa che oggi non vediamo né vedremo. Anzi, assistiamo a tutto il contrario)
Di un’Europa che non rinnega pateticamente, ma – anzi – rivendica orgogliosamente le sue radici religiose ed identitarie.

Il revisionismo storico è d’obbligo e deve essere – incondizionatamente - un atto di sincero amore per l’Italia, la nazione italiana e per le profonde radici della sua civiltà ed identità nazionale.

Solo in queste radici si potrà ritrovare la giusta fierezza di appartenere ad un popolo che – unico nella storia umana – possiede il <<primato>> per eccellenza: quello di ospitare la Chiesa cattolica e di incarnare la più alta forma di civiltà religiosa, civile, culturale e artistica mai espressa nella storia degli uomini.
 

Quello che sui libri di scuola non troverai mai! 

Ma vi do anche dei numeri:
F.S.Nitti ,Scienza delle Finanze,Pierro,1903(pag 292)
 
Come si legge nell'immagine a lato il regno delle Due Sicilie aveva due volte più monete di tutti gli altri stati messi assieme.
Per cui è una clamorosa bugia che il Regno dei Borboni fosse in condizioni di Povertà assoluta. Purtroppo anche la storiografia ufficiale, continua riportare queste clamorose bugie. Anche Nitti, nella sua Questione Meridionale, pur riconoscendo il carattere dell'invasione della presunta "liberazione" piemontese, presenta il sud come una terra povera e arretrata.
A parte i numeri sopra esposti, basterebbe dare un 'occhiata alla crescita della popolazione sotto il regno dei Borboni per capire che qualcosa non quadra nella storiografia ufficiale.
 
Nel 1734 anno in cui il Regno passò a Carlo III di Borbone la popolazione era di 3.044.562 abitanti e nel 1856 arriva a 9.117.050. In poco più di 100 anni la popolazione si triplica. Ciò risulterebbe molto difficile se ci fossero condizioni di assoluta povertà, alta mortalità, disoccupazione.
Nel regno c'erano 9000 medici. Di certo una tale livello di assistenza sanitaria è indice di prosperità. Un medico ogni mille abitanti, più di qualche paese europeo odierno!!


Continua a leggere QUI

Nota mia:
I video qui esposti, vanno visti e letti in un contesto storico dei tempi inerenti al rinascimento a riguardo della chiesa cattolica, massoneria e gesuiti, non necessariamente incontrano il mio pensiero, ma, vale la pena ascoltarli e confrontarli con il momento storico in cui stiamo vivendo oggi. 

 

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