lunedì 4 luglio 2011

Il sigillo cilindrico VA 243

Leggendo Altrogiornale in questi giorni, Michael S. Heiser che ha scritto l'articolo, asserisce che: Il sigillo cilindrico VA 243, non sia la rappresentazione dei nostri pianeti sia interni che esterni al sistema solare, vedi qui sotto il sigillo:
ma la rappresentazione delle Pleiadi, a parte il fatto che le Pleiadi sono disposte in maniera molto diversa dal sigillo in questione, l'articolo che contraddice le teorie di ZS, non spiega da dove asserisce che quelle stelle (a suo dire) siano le Pleiadi.


Come si può vedere qui sopra le Pleiadi sono disposte in maniera molto diversa da come il sigillo le presenta, si può dire che sono disposte in modo molto differente di come vengono raffigurate sul cilindro.

Altre critiche sono state fatte riguardo al sole, le stelle e Nibiru stesso, quando è ben chiaro che il sole è molto differente nella rappresentazione delle altre stelle, ed in special modo dal sole che viene sempre raffigurato al centro con i pianeti che gli girano intorno (vedi sigillo VA 243 sotto).


Le raffigurazioni sui sigilli cilindrici e diverse sculture non lasciano adito a dubbi sul fatto che i Sumeri, e i Babilonesi dopo di loro, erano perfettamente a conoscenza della nostra composizione del sistema solare.

Hanno affermato più volte che è composto da dodici membri: il Sole (ritratto al centro), la luna (per le motivazioni dell'epica della creazione) e dieci pianeti incluso Nibiru. Hanno dato loro un nome, li hanno numerati nell'ordine corretto e dato loro un nome, li hanno elencato nell'ordine corretto e li hanno numerati: dal primo, che è Plutone, a seguito Nettuno, Urano, Saturno e Giove, Marte, che è il sesto, la Terra, il settimo, Venere l'ottavo, e Mercurio, il nono: l'ordine secondo ZS, in cui li incontrerebbe chi entra nel Nostro Sistema Solare (gli Anunnaki, ad esempio).

Nibiru sarebbe il decimo pianeta, nonché il dodicesimo membro. Generalmente chiamati Mul ("Corpo Celeste") in sumero (Kakkabu in accadico), i pianeti osservabili dalla Terra sono stati identificati inoltre come Lu.mash ("i peregrini familiari").

La dimestichezza dei Sumeri con il nostro Sistema Solare era tale che ZS è riuscito a prevedere che cosa avrebbe trovato la NASA su Nettuno; i Sumeri erano erano a conoscenza persino dell'orbita anomala di Plutone, che a volte passa dietro a Nettuno e altre molto vicino al pianeta stesso: era ritratto come un dio planetario con due facce.

Gli Astronomi che si domandano se includere Plutone tra i pianeti, ZS ha spiegato il motivo per cui i Sumeri lo ritenevano tale. Plutone: il pianeta più esterno a noi noto prima che cominciasse l'era spaziale.

La sua orbita anomala, inclinata, a volte lo porta a transitare dietro Nettuno, a volte invece, molto vicino a esso. Zs lo ha identificato con Ga.ga, una luna di Saturno che, secondo L'Epica della Creazione, venne spedita come messaggero agli altri pianeti, finendo poi accanto a Nettuno.

Nei testi astronomici sumeri era chiamato Ushmu ("colui che ha le due facce") ed era ritratto con due teste-che guardavano in due direzioni. Ushmu, inoltre, era anche il "visir" di Ea, il dio sumero delle acque.


L'interpretazione di questo sigillo non lascia dubbi nell'identificare il Sole la luna e una stella nana bruna (Nibiru?), finché non mi si spiegherà da dove si asserisce che i sette corpi raffigurati sul sigillo  VA 243 siano le Pleiadi, difficilmente potrò confutare la teoria di ZS.

Altre informazioni:

http://zeitgeist2012.myblog.it/archive/2010/04/19/il-sigillo-va-243.html



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