mercoledì 30 marzo 2011

Martin Jacques: Comprendere il decollo della Cina

Confucio
Il mondo sta cambiando ad una velocità notevole nel 2025, da proiezioni della Goldman Sachs, ci suggeriscono che l'economia cinese sarà quasi della stessa dimensione di quella Americana, per il 2050 le proiezioni dicono che l'economia Cinese, sarà il doppio di quella Americana, e che quella Indiana sarà quasi come quella americana.

Dovremmo tenere a mente che queste proiezioni sono state redatte prima della crisi finanziaria occidentale.
Un paio di settimane fa, stavo osservando le proiezioni più aggiornate della BNP Paribas di quando la Cina avrebbe avuto un'economia più grande di quella degli Stati Uniti.
La Goldman Sachs ha stimato per il 2027, le proiezioni post crisi sono per il 2020, si tratta solo di un decennio. La Cina cambierà il mondo su due aspetti fondamentali, prima di tutto, la Cina è un enorme paese in via di sviluppo con una popolazione di 1,3 miliardi di persone,  che è andata aumentando per più di 30 anni di circa il 10% all'anno.

Nell'arco di un decennio,  avrà la più grande economia del mondo.  Durante l'era moderna, non è mai successo  che la più grande economia mondiale fosse quella di un paese in via di sviluppo, piuttosto che un paese sviluppato.

In secondo luogo, per la prima volta nell'era moderna il paese dominante nel mondo ... quello che penso la Cina diventerà ... non sarà un paese occidentale e con radici culturali molto, ma molto diverse.
Sono consapevole del fatto che vi sia una certa convinzione nell'occidente che mentre i paesi si modernizzano, contemporaneamente si occidentalizzano. Si tratta di un'illusione. Che la modernità sia solo un prodotto di competizione, mercato e tecnologia, è un presupposto.

Non lo è; poiché è influenzata allo stesso modo dalla storia e dalla cultura. La Cina non è come l'Occidente e non diventerà come l'Occidente. Rimarrà, nei suoi aspetti più fondamentali, molto diversa. Il grande quesito, qui, diventa ovvio; come diamo senso alla Cina?  come diamo senso alla Cina? Il problema che abbiamo oggi in occidente, in linea di massima, è quello dell'approccio convenzionale che vede tutto attraverso una mentalità occidentale, attraverso idee occidentali. Non possiamo farlo. Vorrei proporvi, ora, tre elementi base per comprendere quello che è la Cina -- tanto per iniziare. Il primo è, che la 
 Dinastia Qin
Cina non è un vero e proprio stato-nazione. Ok, si è fatta chiamare così negli ultimi cento anni. Eppure, chiunque sappia qualcosa sulla Cina sa che è molto più antica di così. L'aspetto della Cina con la vittoria della dinastia Qin nel 221 A.C., alla fine del periodo delle guerre -- la nascita della Cina moderna. La si può confrontare con i confini della Cina moderna. O con quelli della successiva dinastia Han, sempre 2000 anni fa. Si può vedere come già allora occupi la maggior parte dei territori conosciuti come la Cina Orientale, dove vivevano la maggior parte dei Cinesi e dove vivono tuttora.
Dinastia Han
La cosa più straordinaria di tutto ciò è che quello che da alla Cina il suo senso, quello che da ai cinesi il senso di essere cinesi non scaturisce dagli ultimi cent'anni né tantomeno dal periodo dello stato-nazione, com'è accaduto in occidente, ma dal periodo, se vogliamo metterla così, dello stato-civilizzazione. Sto pensando, per esempio, a usanze come l'adorazione ancestrale, a una concezione di stato molto peculiare, a una concezione di stato molto peculiare, alle relazioni sociali come le "guanxi", ai valori del 

Confucianesimo e così via. Tutte queste cose hanno origine durante il periodo dello stato-civilizzazione. La Cina, a differenza degli stati occidentali e della maggior parte degli Stati nel mondo, è plasmata dal proprio senso di civiltà, dalla propria esistenza come stato-civilizzazione, piuttosto che come stato-nazione. C'è un'altra cosa da aggiungervi ed è questa: Di certo sappiamo che la Cina è grande e immensa, sia demograficamente che geograficamente, con una popolazione di 1,3 miliardi di persone. Quello di cui spesso non siamo tanto consapevoli è che la Cina è estremamente diversa e molto pluralistica, e per molti aspetti molto decentralizzata. Non è possibile controllare un posto di una tale portata semplicemente da Pechino, anche se la pensiamo così. Non è mai stato così.
 
Quindi questa è la Cina, uno stato-civilizzazione, piuttosto che uno stato-nazione. Cosa vuol dire? Credo che abbia molte profonde implicazioni. Vi faccio due esempi. Il primo è che il valore politico più importante per i Cinesi è l'unità, è la conservazione della civiltà Cinese.
 
Lo sappiamo tutti com'è andata 2000 anni fa in Europa: crollo, la scissione del Sacro Romano Impero. Si è diviso ed è rimasto tale da allora. La Cina, nell'arco dello stesso periodo di tempo, si è spinta esattamente nella direzione opposta, tentando dolorosamente di tenere insieme questa enorme civiltà, questo stato-civilizzazione. Il secondo è forse più prosaico e si tratta di Hong Kong. Vi ricordate la restituzione di Hong Kong alla Cina da parte della Gran Bretagna nel 1997? Forse vi ricorderete qual era la proposta costituzionale cinese. Uno stato, due sistemi. Potrei scommettere che pochi nell'Occidente ci avevano creduto. "E' solo uno specchietto per le allodole. Quando la Cina metterà mano su Hong Kong, non sarà così." Dopo 13 anni, i sistemi politico e legale di Hong Kong sono tanto diversi quanto lo erano nel 1997. Avevamo torto. Ma perché? Avevamo torto perché ragionavamo, naturalmente, in termini di stato-nazione. Pensate all'unificazione della Germania, nel 1990.
 
Cos'è successo? Fondamentalmente, l'Est è stato inglobato dall'Ovest. Una nazione, un sistema. Questa è la mentalità dello stato-nazione. Ma non si può governare un Paese come la Cina, uno stato-civilizzazione, sulla concezione di una civiltà, un sistema. Non funziona. Quindi la reazione della Cina alla questione Hong Kong -- come lo sarà anche per la questione Taiwan -- è stata del tutto naturale: una civiltà, diversi sistemi.

Permettetemi di offrirvi un altro elemento base per tentare di capire la Cina -- forse uno non molto rassicurante. I Cinesi hanno una concezione di razza molto ma molto differente dalla maggior parte degli altri Paesi. Sapete, dei 1,3 miliardi di Cinesi il 90% crede di appartenere alla stessa razza, gli Han. Questo fatto è completamente differente dalla maggior parte dei Paesi più popolati nel mondo. India, Stati Uniti, Indonesia, Brasile -- tutti questi Paesi sono multirazziali. I cinesi non si sentono tali, la Cina è multirazziale solo marginalmente. E la domanda è, come mai? Credo che la domanda si debba nuovamente ricercare nello stato-civilizzazione. Una storia di almeno 2.000 anni, una storia di conquista, occupazione, assorbimenti, assimilazioni e così via, a portato al processo con cui, nel tempo, questa concezione degli Han è emersa -- naturalmente, nutrita da un crescente e potente senso di identità culturale.

Ora il grande vantaggio di questa esperienza storica è stato che, senza gli Han, la Cina non avrebbe mai potuto stare insieme. L'identità degli Han è stata il cemento Il grande svantaggio è che gli Han hanno una concezione molto limitata delle differenze culturali. Credono veramente nella loro superiorità, e sono irrispettosi nei confronti di chi non lo è. Da qui il loro atteggiamento, per esempio, nei confronti degli Uyghurs o dei Tibetani. O lasciatemi dare il terzo blocco base, lo stato Cinese. La relazione tra lo stato e la società Cinese è molto diversa da quella Occidentale.

Noi in Occidente per la maggior parte sembra che pensiamo -- almeno in questi ultimi giorni che l'autorità e la legittimità dello Stato è in funzione della Democrazia. Il problema di questa proporzione è che lo stato Cinese gode di maggiore legittimità e più autorità tra i Cinesi di quello che succede in un qualunque paese Occidentale. E il motivo è che -- in realtà, ci sono due motivi, credo. E ovviamente non ha niente a che fare con la democrazia, perché secondo i nostri criteri i Cinesi di certo non hanno una democrazia. E la ragione è che, in primo luogo, perché lo stato Cinese ha un significato molto particolare come rappresentante, come corpo e guardia della civiltà Cinese, dello stato-civilizzazione. Questo è il livello a cui arriva la Cina a un ruolo quasi spirituale.

E la seconda ragione è perché, mentre in Europa e Nord America, il potere di stato viene continuamente sfidato -- intendo nella tradizione Europea, storicamente contro la chiesa, contro altri settori dell'artistocrazia, contro i commercianti e così via -- per 1.000 anni, il potere dello stato Cinese non è mai stato messo alla prova. Non ha mai avuto seri rivali. Quindi potete vedere che il modo in cui il potere in Cina è stato costruito è molto diverso dalla nostra esperienza nella storia Occidentale. Il risultato, comunque, è che i Cinesi hanno una visione diversa dello stato.

Dove noi tendiamo a vederlo come un intruso, uno straniero, certamente un organo i cui poteri vanno limitati o definiti o costretti, i Cinesi non vedono per niente lo stato in questo modo. I Cinesi vedono lo stato come una persona stretta -- in realtà non solo come una persona stretta, come un membro della famiglia -- non solo come un membro della famiglia, ma come il capo famiglia, il patriarca della famiglia. Questa è la visione Cinese dello stato -- molto, molto diversa dalla nostra. E' incorporata nella società in un modo diverso da quello che succede in Occidente.

E vorrei suggerirvi che quello con cui abbiamo a che fare qui, nel contesto Cinese, è una specie di nuovo paradigma, che è diverso da qualunque altra cosa a cui abbiamo pensato nel passato. Dovete sapere che la Cina crede nel mercato e nello stato. Voglio dire, Adam Smith, già scriveva alla fine del 18esimo secolo, "Il mercato Cinese è più grande e più sviluppato e più sofisticato di qualunque altro in Europa." E, eccetto nel periodo di Mao" è rimasto più o meno così da allora. Ma si combina con uno stato estremamente forte e pervasivo. In Cina lo stato è ovunque. Voglio dire, controlla le aziende, molte sono ancora in mano pubblica. Le aziende private, anche grandi, come Lenovo, dipendono in molti modi dal patronato dello stato. Gli obiettivi economici e così via sono fissati dallo stato. E lo stato, ovviamente, la sua autorità pervade molte altre aree -- abbiamo familiarità con -- con una cosa come la politica del figlio unico. Non solo, è una tradizione statale molto antica, una tradizione molto antica di concezione statale. Voglio dire, se volete un'illustrazione di tutto questo, la
Canale del V° secolo a.C che collega  
Pechino con Hangzhou e Shangai
Grande Muraglia ne è un esempio. Il Gran Canale, che è stato costruito in primo luogo nel quinto secolo A.C. ed è stato infine completato nel settimo secolo. Scorre per 1.794 chilometri, collegando Pechino con Hangzhou con Shangai. Quindi c'è una lunga storia di progetti infrastrutturali statali in Cina, che suppongo aiuti a spiegare quello che vediamo oggi, che è qualcosa come la Diga delle Tre Gole e molte altre espressioni ei compiti dello stato in Cina.

Quindi qui abbiamo tre blocchi base per cercare di capire quanto è diversa la Cina -- lo stato-civilizzazione, la nozione di razza e la natura dello stato e la sua relazione con la società.
E ancora insistiamo, in linea di massima, nel pensare che possiamo capire la Cina semplicemente basandoci sull'esperienza Occidentale, guardando con gli occhi da Occidentali, utilizzando concezioni Occidentali. Se volete sapere perché infallibilmente interpretiamo la Cina nel modo sbagliato --  le nostre predizioni su cosa succederà in Cina non sono corrette -- questo è il motivo.

Sfortunatamente credo, devo dire che credo che l'atteggiamento verso la Cina è quella di una mentalità da 'piccolo Occidentale'. E' quasi arrogante. E' arrogante nel senso che pensiamo di essere migliori, e quindi abbiamo la misura universale. E in secondo luogo, è da ignoranti. CI rifiutiamo di affrontare il problema della differenza.

Sapete, c'è un passaggio molto interessante in un libro di Paul Cohen, lo storico Americano. E Paul Cohen sostiene che il pensiero Occidentale è probabilmente il più cosmopolita di tutte le culture. Ma non lo è. In molti modi, è il più parrocchiale, perché per 200 anni, l'Occidente è stato così dominante in tutto il mondo che non è stato realmente necessario capire le altre culture, altre civilizzazioni.

Perché, in fin dei conti, potrebbe, se necessario, ottenere tutto con la forza. Mentre quelle culture -- virtualmente il resto del mondo, di fatto -- che è stato in una posizione molto più debole, rispetto all'Occidente, è stato costretto a capire l'Occidente, a causa della presenza dell'Occidente in queste società. E quindi, sono di conseguenza, più cosmopoliti rispetto all'Occidente in molti modi. Voglio dire, prendete la questione dell'Estremo Oriente. Estremo Oriente: Giappone, Corea, Cina, ecc... -- un terzo della popolazione mondiale vive lì, ora la regione del mondo economicamente più grande. E ora vi dirò, la gente dell'Estremo Oriente, è molto più preparata sull'Occidente di quanto lo sia l'Occidente sull'Estremo Oriente. Ho paura che questo punto sia particolarmente appropriato, oggi. Perché cosa sta succedendo? Ritornando a Goldman Sachs. Quello che succede è che, molto rapidamente in termini storici, il mondo è guidato e formato, non dagli storici paesi più sviluppati, ma dai paesi in via di sviluppo. Abbiamo visto che in termini di G20 -- che rapidamente stanno scalzando il G7, o il G8.

E ci sono due conseguenze. Primo, l'Occidente sta perdendo rapidamente la sua influenza sul mondo. C'era un'illustrazione lampante di questa situazione un anno fa -- Copenaghen, la conferenza sul cambio climatico. L'Europa non era al tavolo negoziale finale. Quand'è successo l'ultima volta? credo che sia stato più o meno 200 anni fa. Ed è quello che capiterà in futuro. E la seconda implicazione è che il mondo inevitabilmente, come conseguenza, ci diventa sempre meno familiare, perché sarà basato su culture ed esperienze e storie che non ci sono familiari, o di cui non siamo pratici.
E alla fine, ho paura -- prendete l'Europa, l'America è leggermente diversa -- ma gli Europei devo dire, sono largamente ignoranti, sono ignari del modo in cui sta cambiando il mondo.
Stazione per treni ad alta velocità
Alcune persone -- ho un amico Inglese in Cina, e dice, "Il continente è un sonnambulo, vive in un limbo." Beh, forse è vero, forse è un'esagerazione. Ma c'è un altro problema che va di pari passo -- che l'Europa è sempre meno in contatto con il mondo -- ed è una specie di perdita del senso del futuro. Voglio dire, l'Europa una volta, certo, guidava il futuro basandosi sulla fiducia. Prendete il 19° secolo per esempio. Ma questo, sfortunatamente, non è più vero. Se volete sentire il futuro, se volete provare il futuro, provate la Cina -- c'è il vecchio Confucio. Ci sono  stazioni ferroviarie che non sembrano nemmeno stazioni, la stazione di Guangzhou, ha dei treni ad alta velocità che si muovono in tutta la Cina con reti ferroviarie più grandi di qualsiasi paese del mondo e presto ne avrà una più grande di tutto il resto del mondo messo insieme.
 Bus che viaggia su rotaia capienza 2000 persone

In un sobborglo di Pechino viaggia un autobus gigante, al piano superiore porta circa 2.000 persone. Viaggia su rotaia su una strada suburbana, e le macchine viaggiano sotto. E viaggia alla velocità di circa 160 km/h.
Ecco come si muoveranno le cose, perché la Cina ha un problema specifico, che è diverso da quell'Europeo e diverso da quello degli Stati Uniti. La Cina ha una popolazione enorme e poco spazio. Quindi questa è una soluzione a una situazione laddove la Cina avrà molte, molte, molte città che superano 20 milioni di abitanti.
Ok, come vorrei finire? Beh, quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso il mondo che vediamo svilupparsi rapidamente di fronte a noi? Credo che ci saranno cose positive e cose negative. Ma sostengo, prima di tutto, una fotografia positiva per il mondo. Per 200 anni, il mondo è stato essenzialmente governato da una piccola parte della popolazione umana. Questo è quello che ha rappresentato l'Europa e il Nord America.
L'arrivo di paesi come la Cina e l'India -- 38 per cento della popolazione mondiale in due -- e altri come l'Indonesia e il Brasile e così via, rappresentano la parte più importante di un singolo atto di democrazia negli ultimi 200 anni. Civilizzazioni e culture, che sono state ignorate, senza una voce, che non abbiamo ascoltato, che non erano conosciute, avranno un destino diverso nel rappresentare il mondo. Come Umanisti, dobbiamo dare il benvenuto, sicuramente, a questa trasformazione.
E dovremo imparare qualcosa sulle civilizzazioni.
Guardate il paragone con la nave di Colombo (Caravella) 
con una nave del 1492 Cinese.

http://www.ted.com/talks/view/id/1059

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