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lunedì 31 gennaio 2011

MALKUT

 CABALA
Il nostro glorioso mondo è nella Sephirah Malkhut di Assiah, è quello nel quale siamo immersi non appena ci svegliamo a questa vita dove siamo ricoperti al massimo dalla materia e dove, a prima vista, l’infinito ci separa dal nostro Creatore. Noi siamo gli attori di questo Mondo o palcoscenico, ma la Luce (le Sephiroth), l’anima che è dentro di noi cerca di farsi strada, ci vuole illuminare e indicare il cammino, sentiamo come un impulso o una voce flebile che ci dice che dobbiamo fare qualcosa, che dobbiamo capire, che dobbiamo risvegliarci, che ce la possiamo fare, ci dice che abbiamo le possibilità per conseguire “virtute e conoscenza” e, addirittura conquistare altri mondi. 

Questa flebile voce è nelle nostre menti e nel centro del nostro cuore, essa ci dice pure che non siamo soli nell’universo, che c’è un Grande Padre, Creatore dell’Universo, che veglia su di noi e che ci ha affidato un compito importante. Si ha così il desiderio di saperne di più e questo desiderio ci mette in comunicazione con energie superiori e più siamo spontanei e genuini nel nostro desiderio, più le nostre invocazioni raggiungono le forze superiori.
 

È proprio in seguito ai nostri desideri che si sono manifestati i grandi Avatar e le persone pie che ci hanno illuminato il cammino. Più siamo svegli, più siamo consapevoli, più avremo la capacità di contenere le rivelazioni divine e di vivere con la grazia divina. È il nostro recipiente, ovvero la nostra coscienza, che deve divenire sempre più capiente. Ma questa insoddisfazione o desiderio, che riscontriamo in noi, di essere altro dalla sola terra, spesso non viene interpretato alla giusta maniera e pensiamo di soddisfarlo accumulando beni terreni, conquistando gloria e potere fra i nostri simili.
 

Allora possiamo dire che incominciare a risalire la scala delle Sephirot diventa possibile solo dopo aver scoperto che la Vera Vita non è quella che viviamo e quando si prova un senso di vuoto, perché quello che abbiamo, anche se molto per altri, non ci soddisfa più. In Malkhut c’è il concentrato di tutti i nostri desideri, dai più egoistici ai più nobili, e il compito primo in Malkhut è di ripolarizzare i nostri desideri.
 

Malkuth è la stazione finale della discesa del flusso luminoso di tutte le Sephiroth ed è il luogo dove il processo di emanazione deve capovolgersi, dove le creature, oltre che a ricevere, devono imparare a dare. Qui la Luce incomincia a risalire, merito dello sforzo di coloro che si sentono corresponsabili della Creazione Divina, che capiscono il Progetto Divino e sentono la bellezza, la gioia e la grandezza di collaborare alla realizzazione di questo Progetto. 

Dunque Malkhut, pur essendo la più bassa e povera delle Sephiroth, ha un ruolo fondamentale insostituibile in quanto raccoglie in sé il significato profondo di tutto l’Albero della Vita. Quindi della Vita stessa.
L’Albero della Vita è il cammino di discesa compiuto dalla Luce Infinita per generare e per mantenere i mondi e gli universi. Durante la discesa la luce subisce innumerevoli restrizioni per rimpicciolirsi in gocce talmente piccole che sono capaci di alimentare anche la più piccola di tutte le creature, come anche le particelle subatomiche. Quindi, a questo punto, giunti a Malkuth, si tratta di riconvertire la rotta e non è facile per la materia inerte o per gli animali, il cui processo di riconversione è lento e lasciato al caso, ma per gli esseri umani è diverso, essi possono farlo volutamente e scientemente, dirigendo i propri desideri verso l’alto. 


Se così non fosse costringeremmo la luce vitale a scendere sotto Malkuth, nel regno della morte o dei Qliphot (gusci o regno del male). Una affermazione dei cabalisti è che il male non ha alcuna esistenza né potere, diventa tale quando le scintille del bene, male usate, gli arrivano e lo alimentano. È il risultato di operazioni compiute in modo contrario al Progetto Divino. Quando rivolgiamo i nostri desideri verso il basso si determina un grave errore il cui risultato è di alimentare le forze avverse che si estendono, e possono invadere i mondi del Triangolo Inferiore.
 

Parlando di Malkuth, comunque, dobbiamo sempre tener presente che solo in questa Sephirah viene raggiunta la stabilità e che in essa sono rese concrete e attive tutte le virtù; anche le forze di Yesod rimarrebbero solo immagini e noi uomini non potremmo risalire se non partissimo da Malkuth. Ora cerchiamo di vedere da vicino, seguendo l’Albero della Vita, come avvengono tali processi.
Malkuth, come sappiamo, è direttamente collegata con Yesod, detta il Fondamento, proprio perché raccoglie le energie di tutte le altre Sephiroth sovrastanti, ma la sua sostanza è uguale a quella dei sogni finché non si riveste delle particelle materiali di Malkuth. D’altra parte, Malkuth rimarrebbe materia inanimata se non la animassero i poteri di Yesod. Possiamo dire che dove c’è vita c’è Yesod; troviamo Yesod (in quanto etere e astrale) in qualsiasi tipo di attività, anche nella corrente elettrica o conduttiva come quella di cristalli, metalli o materie chimiche. 


È questo fatto che fa sì che determinate sostanze siano adatte all’uso di talismani, perché sono ricettacolo di forze astrali. Possiamo dire, quindi che dietro qualunque elemento fisico si celano forze eterico-astrali. Anche scientificamente si ipotizza che il protoplasma, con la sua particolare struttura reticolare, porti con sé la sottile forza magnetica del “Fuoco Primordiale” (quello dei Saggi, cioè la matrice del fuoco che conosciamo) e che viene trasmessa, attraverso l’“Aria Primordiale”, all’“Acqua Primordiale” e alla “Terra Primordiale” e si ipotizza altresì che il Fuoco Primordiale di Malkuth è il sottile aspetto elettromagnetico della materia che funziona come legame con i processi della consapevolezza e della vita. Questo ci fa capire perché esotericamente gli elementi della terra (terra, acqua, aria, fuoco) sono stati associati, da sempre, ai vari livelli che riscontriamo in noi (fisico, psichico, mentale e spirituale) e nell’universo. Quindi la relazione e la corrispondenza tra il piano fisico e i processi vitali si possono dire alquanto scontate. Ippocrate basò la divisione della tipologia umana sui quattro elementi della fisica: il temperamento “flemmatico” lo associò alla terra; quello “biliare” all’acqua; quello “collerico” all’aria; quello “sanguigno” al fuoco. L’astrologia ha diviso i segni astrologici secondo i quattro elementi, così si sono divise le stagioni, i semi dei Tarocchi e via dicendo.
 

Da quanto detto, esaminando l’Albero dentro di noi, possiamo affermare che il corpo fisico è Malkuth, l’eterico è Yesod, quello psichico-mentale è Hod e Netzach e la mente superiore è Tiphareth. Qualsiasi cosa la mente superiore può concepire, può essere portata alla manifestazione. È stato detto, da un grande uomo: “Non sapete che siete il Tempio del Dio Vivente ?” La migliore e più completa manifestazione del Dio vivente è attraverso il desiderio e l’entusiasmo vitalizzato dell’uomo dedito al culto. Se vogliamo fare un’operazione magica, il metodo più saggio è partire dai mezzi che ci sono in Malkuth, i quali portano il potere ai piani della manifestazione. Per esempio, per la guarigione di una persona, è bene invocare, per prima cosa, le forze spirituali che sono dietro la medicina come quelle dell’angelo della guarigione o della medicina, quelle di San Raffaele, di Ermete Trismegisto, del Mercurio Alato, affinché intercedano presso il medico umano, che è il veicolo più naturale, e gli diano maggiore consapevolezza e capacità nell’intervento. È stato da sempre riconosciuto, che grandi forze spirituali possono essere portate a influenzare efficacemente la guarigione delle nostre malattie, ma esse devono avere un canale di manifestazione ed è inutile darsi tanto da fare per costruirne uno psichico se ne abbiamo a portata di mano uno naturale. Dio si muove in maniera che necessariamente deve seguire la natura che Egli stesso ha concepito e cerca il canale migliore per farci giungere gli aiuti, canali concreti, a volte completamente inaspettati da noi.
 

Malkuth, come già detto, ha la funzione di dare forma, concretezza, tangibilità e chiarezza a ciò che sui Piani Superiori era intangibile e indefinito, così che le emanazioni di tutte le altre Sephiroth, divengano a noi illuminate e visibili in quanto riflesse dagli aspetti concreti di Malkuth. In fisica si dice che vediamo gli oggetti solo mediante i raggi di luce che essi riflettono dalla loro superficie ; se essi non riflettono, perché al buio, non sono visibili. Gli illusionisti per certi loro esperimenti si basano proprio su questa proprietà dell’oggetto stesso. Nel Testo Yetziratico è scritto che Malkuth siede sul Trono di Binah, la Primordiale datrice di forma e dietro la Forma Primordiale c’è l’idea Primordiale, c’è Kether; quindi Malkut e Binah divengono infine una cosa sola, la “Idea Forma” del Creatore realizzata. Possiamo considerare quindi la forza-vita discendente da Kether come se operasse alla maniera di una corrente elettrica alternata e allora troviamo che la forza, alcune volte, scorre da Kether a Malkuth e altre viceversa. Nel testo Yetziratico è scritto anche che Malkuth è la causa di ogni manifestazione che derivi dal Principe dei Volti. Ma il Nome di Dio in Malkuth è Adonai Malekh e Adonai Aaretz: questi appellativi significano il Signore che è Re, e il Signore della Terra. Qui vediamo chiaramente la supremazia di un unico Dio sui regni della Terra e ogni invocazione magica dovrebbe incominciare con l’invocazione di Adonai perché risieda nel suo Tempio-terra e governi là.
 

Nella sfera di Malkuth naturalmente vengono effettuate tutte le divinazioni possibili allo scopo di trovare una serie di forze che corrispondono ai piani invisibili. Allorché ci incamminiamo per la strada dell’iniziazione, la nostra via risale il trentaduesimo sentiero che ci unisce a Yesod ed è il sentiero centrale, quello chiamato “Sentiero della Freccia” ed è per questa strada che il mistico sale sui piani, mentre l’iniziato aggiunge alla sua esperienza i poteri dei pilastri laterali. Il pilastro centrale, come sappiamo, è quello che indica il grado della consapevolezza mentre quelli laterali riguardano la funzionalità: è nel pilastro della consapevolezza che si raggiunge l’equilibrio delle due Sephiroth laterali e di valenza contraria. L’Iniziato cerca di conoscere i lati opposti delle sue esperienze per essere sicuro di poterle veramente superare. Gli Alchimisti, i cabalisti, gli esoteristi in genere cercano di lavorare in se stessi per conoscersi meglio, per trasformare, purificare e cambiare direzione ai propri desideri. I simboli di Malkuth sono naturalmente basati sui quattro elementi: la croce greca che rappresenta l’equilibrio stabile e la perfezione dei quattro elementi e poi i quattro colori con cui viene colorata la sfera di Malkuth che corrispondono ai quattro piani vitali: Il colore “giallo limone” è rivolto verso Yesod, “verde oliva” verso Netzach; “ruggine” verso Hod; “nero” verso i Qliphot.
 


Il regno dei Qliphot è il regno, dicono i cabalisti, degli escrementi cosmici che non possono tornare ai piani della forma finché non trovano un nuovo equilibrio: questo mondo è un serbatoio di forza non organizzata che circola in Malkuth generando Caos. Questo è il vero compito dell’uomo risvegliato, collaborare con la Grande Opera e recuperare le scintille che sono coperte da Qliphot e che per ora sono espulse dall’evoluzione. Queste scintille sono ricoperte così tanto che hanno dimenticato la loro origine e a noi uomini sembra impossibile la loro esistenza in un certo genere di male. Ma qualunque uomo o accadimento, per quanto negativo possa essere, non è mai disgiunto completamente dalle forze che danno vita, dalle forze del bene.

Fonte: http://digilander.libero.it/SacroFuoco/scelte/sce.htm

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