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venerdì 6 giugno 2025

L'incompatibilità tra verità e intrattenimento

 I miti della storia

di Ben Potter
23 maggio 2025
dal sito web ClassicalWisdom
 

"Ti sorprenderà scoprire quanto non sia successo". È una battuta tratta da una famosa scena della serie TV Mad Men, ma è quella che mi è venuta in mente quando un amico mi ha chiesto cosa ne pensassi di Il Gladiatore II lo scorso autunno. Senza mancare di rispetto al regista Ridley Scott, il cui film originale, Il Gladiatore, rimane un amato classico del XXI secolo (anche se ovviamente non è privo di problemi di accuratezza storica!).

Eppure, rimane una grande ironia che così tanti film di spade e sandali sentano il bisogno di prendersi delle libertà con i fatti, quando la storia vera è così affascinante e avvincente. Ma cosa intendiamo esattamente per storia vera quando abbiamo a che fare con gli antichi?

Certo, sappiamo tutti che figure come Atena e Zeus appartengono saldamente al campo della mitologia. Eppure la storia può diventare una mitologia a sé stante, un'impalcatura attorno a eventi reali che oscura la nostra visione.

L'articolo di oggi esplora il modo in cui la percezione moderna degli eventi reali è stata plasmata da tutti, da Stanley Kubrick a William Shakespeare, e come persino le fonti antiche stesse presentino problemi di affidabilità...

Ma sono sicuro che nessuna di queste sia pessima quanto quella che si ottiene da Hollywood! 

Nerone che suona il violino mentre Roma brucia.

La solidarietà di decine di uomini che proclamano "Io sono Spartaco".

Cesare che guarda negli occhi il suo figlio adottivo mentre la lama del tradimento gli squarcia la carne mortale, mentre lui ansima pateticamente, con la bocca piena di sangue e saliva, le parole:

"et tu Brute"...

 Il potere mnemonico di queste immagini del mondo antico è ben noto a tutti noi.

Non dovremmo, tuttavia, ringraziare artisti del calibro di Plutarco o Tacito per rappresentazioni così vivide, ma Mervyn LeRoy, Stanley Kubrick e William Shakespeare ...
Artisti moderni come questi non sono responsabili dell'immortalità di fatti ben documentati, ma piuttosto di averci regalato una storia innegabilmente più efficace nell'infiltrarsi nella coscienza collettiva. 
Giusto per chiarire le cose: il violino non era ancora stato inventato nel I secolo d.C. e Tacito, testimone oculare dell'incendio, riferisce che Nerone compì notevoli sforzi per contrastarne gli effetti mortali.

Inoltre, non abbiamo idea dell'esatto dialogo degli schiavi in ​​rivolta durante la Terza Guerra Servile (73-71 a.C.), e il famoso "et tu" fu considerato un anacronismo a un secolo dall'evento stesso.

Quindi,

Cosa pensare di tutto questo?

È importante?

Ci importa?

La verità può ostacolare una buona storia?

Forse discorsi di questo tipo sono sufficienti a farti infuriare un po'.

Bene... se così fosse, speriamo che questo approccio basato sulle fonti al valore dell'autenticità riesca a placare un po' di quella polemica e a sfruttarla per fare un po' di luce.

Le parole del professor Donald Watt, dal nome azzeccatissimo, sono un buon punto di partenza per la nostra indagine:

"La preoccupazione principale dello storico è l'accuratezza; il produttore di film e televisione si preoccupa dell'intrattenimento. La premessa implicita della prima proposizione è che essere accurati significa essere noiosi.

La premessa implicita della proposizione opposta è che per essere divertente è necessario distorcere o travisare".

"Sciocchezze!" urla il purista che è in noi... 

 Bene... confrontiamo le nostre opinioni.

Sia Livio che Polibio scrissero dell'attraversamento delle Alpi da parte di Annibale.

Tuttavia, mentre Polibio era ancora adolescente al momento della morte del generale cartaginese, Livio non sarebbe nemmeno apparso negli occhi del padre per altri 120 anni.

Ecco il resoconto contemporaneo:

"Le cime delle Alpi e le zone vicine alle cime dei passi sono tutte completamente spoglie e prive di alberi, a causa della neve che vi giace costantemente sia d'inverno che d'estate.

Ma le zone a metà strada su entrambi i lati sono boscose e generalmente abitabili".

Ed ecco Livio, che scrive 170 anni dopo i fatti:

"Non c'erano tronchi d'albero o radici su cui un uomo potesse issarsi, solo ghiaccio liscio e neve in disgelo, su cui rotolavano in continuazione...

Trascorsero quattro giorni sulla rupe e gli animali rischiarono di morire di fame: le cime delle montagne sono infatti particolarmente brulle e l'erba che cresce è sepolta sotto la neve.

Più in basso si trovano valli, pendii baciati dal sole e corsi d'acqua, e vicino a questi ci sono boschi e luoghi più adatti all'abitazione umana".

Per collocare questo passaggio plagiato e abbellito in un contesto temporale moderno, sarebbe come se uno di noi prendesse una penna in un pomeriggio pigro e scrivesse con vivida veridicità sull'annessione del Texas nel 1845. 

E anche se spesso diamo per scontato che gli antichi siano trattati con parsimonia quando si tratta di storiografia, Livio non scriveva durante i giorni pionieristici di Erodoto.

In effetti, ai suoi tempi il genere era già ben consolidato. Più precisamente, l'uomo che usa come "ispirazione", Polibio, scrisse un'opera in gran parte basata sui fatti e, spesso, disinteressata.

In altre parole,

Livio non poteva dire di non sapere niente di meglio per quanto riguarda la presentazione dei fatti nudi e crudi.

Detto questo, i fatti, a prescindere dalla temperatura, potrebbero non essere stati la ragion d'essere di Livio:

non c'è motivo di pensare che stesse cercando di imbrogliarlo.

In quanto prodotto dell'età d'oro della letteratura latina e contemporaneo di uomini come Virgilio, Orazio e Ovidio, potrebbe essere stato molto più preoccupato che la sua prosa fosse rigorosa piuttosto che precisa. 

La domanda di fondo che ci rimane allora è:

"Chi è migliore, Polibio o Livio...?"

Nonostante il mio amore personale per Polibio, non riesco a trovare argomenti per sostenere che egli sia più divertente o accessibile del testo di Tito Livio.

Nel frattempo, è difficile negare il fascino dell'opera di Livio.

Pertanto, dobbiamo porci un'altra domanda:

Impariamo di più con un racconto divertente? 


Livio 

 

Beh... forse, anche se forse no. Per essere precisi, dovremmo dire che impariamo meno, ma impariamo più facilmente e velocemente.

Quindi,

Dove ci porta questo modo di pensare?

 

Guardiamo Braveheart per imparare un po' di storia britannica?

 

Oppure leggere Dan Brown per saperne di più su Da Vinci?

L'idea stessa è ripugnante.

Questi due esempi sono forse estremi perversi. Ci sono altri esempi più moderati, come Roma della HBO. Presenta tutti i principali eventi storici al posto giusto e ha un aspetto sorprendentemente bello, ma anche questo va preso con le pinze.

Sembra che la proclamazione del professor Watt sull'incompatibilità tra verità e intrattenimento non sia priva di prove a sostegno...

 

Ma, a nostro modesto parere,

c'è ancora posto per lo storico degno di fiducia.

 

È proprio perché abbiamo così tanta fiducia nella sua credibilità che siamo sopraffatti dalla verità che comunica... e così il mondo morto da tempo prende vita sulla pagina.

Prendiamo, ad esempio,

I resoconti di Tucidide sulla peste ateniese o quelli di Polibio sull'inadeguatezza e la pomposità degli arrampicatori sociali romani.

Risuonano con forza, semplicemente perché ci si crede.

Quindi, pur consigliando sempre di leggere la fonte più accurata, ritengo che sia comunque meglio leggere qualcosa piuttosto che niente. Le persone dovrebbero apprezzare la storia, non trascurarla sul comodino.

Qualunque sia la fonte e qualunque sia la motivazione, è difficile contraddire le parole di un uomo che di scrittura se ne intendeva un bel po', William Faulkner:

"Leggi, leggi, leggi.

 

Leggi tutto: spazzatura, classici, buoni e cattivi, e osserva come lo fanno. Proprio come un falegname che lavora come apprendista e studia il maestro.

 

Leggere...!"

FONTE

®wld 

lunedì 3 ottobre 2016

l'Apatia del Cittadino


Perché Non Serve un Presidente  

di Gary 'Z' McGee
Traduzione di Anticorpi.info
 

"E' risaputo che chiunque brami di governare la gente sia anche - ipso facto - inadatto a farlo. Quelli che riescono a farsi eleggere non dovrebbero in alcun caso governare."
Douglas Adams
 

Per quanto competente, degno o saggio possa essere, a nessun essere umano dovrebbe essere permesso di avere il 'potere' di cui attualmente gode un presidente. Il potere può spezzare le personalità più forti. 

L'ironia qui è che nessuno che insegua una simile carica dovrebbe essere eletto, in quanto è molto probabile che sia una persona corrotta o corruttibile. Inebriati dai privilegi del potere, dalla bramosia di controllo, coloro che sgomitano per ottenere il potere sono anche i meno adatti a gestirlo. Matematico. 

Certo, lì fuori potrebbero esserci delle eccezioni. Ma è altamente improbabile. Potrebbe esserci un Harry Potter disposto a distruggere la Bacchetta di Sambuco per sfuggire alla corruzione del suo potere. Ma è molto difficile. Chi riesce a superare i luoghi comuni dell'eroismo mitologico comprende che il cosiddetto 'potere' è semplicemente una responsabilità troppo gravosa da gestire, sia per i singoli individui che per gruppi di individui. 

Ciò premesso, vado ad elencare sette buone ragioni per cui non abbiamo bisogno di un presidente. 

1 - Il Potere Corrompe
"Il potere corrompe. Il potere assoluto corrompe assolutamente"
Lord Acton 
E' questa, la principale ragione per cui un presidente non ci serve. Semplicemente, l'uomo medio non è in grado di gestire il potere. Come osservò Abraham Lincoln: "Quasi tutti gli uomini sopportano le avversità, ma se vuoi scoprire il vero carattere di un uomo, dagli il potere." 

Il Potere 'sano' autorizza gli altri; non ha bisogno di barricarsi dietro le proprie esclusive facoltà, ma rinuncia ad esse. Si diffonde. Espia se stesso. Autorizza gli altri. 

Non ci serve un presidente potente, ma molti leader che abbiano compreso la natura del potere. Non abbiamo bisogno di un presidente per le stesse ragioni per cui non abbiamo bisogno di leader intenti a fare proseliti. Abbiamo bisogno di leader che allevino nuovi leader di caratura superiore. Sia dannata l'Autorità; sia dannata la Gerarchia. L'unica cosa che conta è la prevenzione della corruzione del potere, perché la corruzione conduce sempre alla tirannia. 

Viene concesso troppo potere ai presidenti. Questa è la linea di fondo. E alla lunga tale potere finisce per danneggiare la gente. Ed infatti eccoci qui: alla fine siamo scivolati in un contesto storico in cui la corruzione dilaga all'interno di un sistema elefantiaco e malsano basato sulla vessazione e l'inganno. E le urne elettorali traboccano dei voti miopi delle persone prone. 

2 - La Presidenza, Legittima il Potere Obsoleto dello Stato
"La Grande Menzogna è che questa sia civiltà. Non c'è alcunché di civile. E' letteralmente il sistema più brutalizzante ed assetato di sangue mai imposto su questo pianeta. Questa non è civiltà, questa è la Grande Menzogna. Oppure, ammesso e non concesso che questa sia civiltà, allora la Grande Menzogna è stata far credere che la civiltà sia per noi un beneficio."
John Trudell 
Lo stato: una massa di paranoia ed ignoranza che nel tempo si è coagulata nella più mostruosa egregora mai concepita dal pensiero umano. Lo stato: miliardi di persone impegnate a sgomitare tra loro in mezzo alle miserie della violenza gerarchica. Lo stato: un'entità inquietante che ha un solo modo di rapportarsi ai cittadini: bastone e carota. Lo stato: il concetto di potere che si dilata, ingrassa e prolifica sull'inganno (disumano) della mercificazione umana. O, come affermò Nietzsche:
"Si chiama Stato il più gelido di tutti i mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: Io, lo Stato, sono il popolo".
Friedrich Nietzsche 
Purtroppo, la dilatazione dello Stato ha comportato l'erosione delle libertà individuali. Una struttura piramidale che ha neutralizzato il potere e la libertà individuale, la cui tutela dovrebbe venire prima di qualsiasi altra cosa. Questo significa che è necessario un crollo sistematico, dall'alto verso il basso. Il crollo inizierà quando la maggioranza riuscirà a superare una serie di concetti obsoleti, tra cui quello secondo cui avremmo bisogno di un presidente. 

3 - L'Anarchia è Preferibile a Qualsiasi Altra Forma di Governo
"Le persone per bene non hanno bisogno di leggi che le obblighino ad agire in modo responsabile, mentre quelle malvagie trovano sempre un modo per aggirare le leggi."
Platone 
L'anarchia non gode di una buona reputazione. Ciò è dovuto in larga parte alle false accuse inventate e diffuse dagli statalisti con il cervello ridotto in pappa dalla propaganda.
L'anarchia è semplice come il buon senso. Letteralmente significa: nessun padrone, nessun governante. Non significa: nessuna regola. Significa attenersi semplicemente alle leggi naturali (legge cosmica, buon senso, principio di non-aggressione, ecc), piuttosto che obbedire a miriadi di regole e leggi concepite da esseri umani fallibili.

La cieca obbedienza è il problema, il bug che si manifesta in qualsiasi governo che cada tra le grinfie corrotte dello statalismo. La cieca fedeltà ad un presidente non può che rappresentare un ostacolo per qualsiasi essere umano che cerchi di affrancarsi dalla tirannia di governanti e padroni.
 

4 - La Democrazia Orizzontale E' Preferibile alla Democrazia Rappresentativa
"Nulla è più difficile del modificare l'ordine delle cose; chi ci prova si troverà contro tutti coloro che traggono profitto dal vecchio sistema."
Machiavelli 
Il nostro non è un problema di contrapposizione tra democratici e repubblicani. Quella è solo una trappola fatta di fumo e specchi; l'ennesimo espediente finalizzato a mantenere le persone divise, così da rafforzare il ruolo del governo ogni volta che assume decisioni sbagliate. 

No. Il vero problema non è la fazione opposta, ma il sistema stesso. La vera battaglia da combattere è quella contro un sistema corrotto, non contro i nostri pari. Questo tipo di lotta richiede una tattica diversa. Lo scopo qui non è vincere, ritirarsi oppure ottenere vendetta, ma creare qualcosa di differente. 

Contribuendo alla propaganda bipartisan non facciamo che peggiorare le cose. La vera democrazia, la democrazia orizzontale, non funziona in questo modo. Come ebbe a dire JFK: Non cerchiamo la risposta repubblicana o la risposta democratica, ma la risposta giusta. E la risposta 'giusta' non può che prefiggersi di smarcare la libertà individuale dallo schematismo del bipartitismo rappresentativo. 

5 - Abbiamo Bisogno di Leader Virtuosi, Non di Gente Assetata di Potere
"Sei un discepolo perché i tuoi occhi sono ancora chiusi. Il giorno che li aprirai, vedrai che non vi è alcunché che tu possa imparare da me o chiunque altro. A cosa serve un maestro? A mostrarti l'inutilità di averne uno."
Anthony de Mello 
Dare il buon esempio sarà sempre preferibile a far valere le leggi con la forza. Solo gli esempi virtuosi sono in grado di alimentare la fioritura dello spirito umano. Mentre la tirannia ostacola questo processo. I veri leader non hanno bisogno di seguaci. Non hanno neanche bisogno del potere. Si limitano a fornire un esempio virtuoso e a scivolare fuori dalle lusinghe del potere come un serpente scivola fuori dalla propria stessa pelle. 

Ora come ora il profilo tipico di chiunque cerchi di diventare presidente, è sempre contraddistinto da una marcata vocazione autoritaria. E questo è un altro grande motivo per cui non abbiamo bisogno di un presidente. 

6 - Il Potere del Presidente Rispecchia l'Apatia del Cittadino
"La scomparsa del senso di responsabilità è la più vasta conseguenza della sottomissione all'autorità."
Stanley Milgram 
Una comunità auto-governata tende ad essere attiva. Una comunità sottomessa ad una gerarchia di potere tende ad essere apatica, politicamente miope e civilmente inerte. Abbiamo un'intera nazione che ormai si è abituata ad interpretare il ruolo della vittima imprigionata in una feroce spirale di dipendenza ed obbedienza. 

Avere una cittadinanza sveglia è quasi impossibile in queste condizioni di barbarie culturale e mediatica. Dobbiamo avere il coraggio di ribaltare la situazione, capovolgere la potenza dinamica, riprenderci il potere che ci fu sottratto da questo obsoleto sistema di comando. E' assurdo sperare che dopo aver consegnato il nostro potere nelle mani di qualcuno, costui un giorno ce lo restituisca volontariamente. 

7 - La Nostra Evoluzione è Ostacolata dalle Obsolete Forme di Governo.
"Che cos'è questa rivoluzione interiore? Questa rivoluzione frantuma le vecchie e ripetitive e mortifere strutture di pensiero e di percezione in cui l'umanità si ritrova intrappolata. Una tale rivoluzione richiede un continuo svuotamento delle vecchie strutture di coscienza e la nascita di una vita ed intelligenza fluida. Questa intelligenza ristruttura tutto il nostro essere-corpo, la nostra mente, la nostra percezione. Questa intelligenza libera la mente dalle vecchie strutture radicate nella coscienza umana."
Adyashanti 
Libera evoluzione significa rivoluzione sana. All'esperienza umana deve essere concesso di fluire e rifluire attraverso il tempo tra gli errori ed i tentativi. Se i tentativi e gli errori si trasformano in leggi e controllo, è una rovina per l'evoluzione umana. Come intuì James Russell Lowell: "Il tempo rende rozze le cose vecchie." 

Dunque spetta a noi ricordare gli errori dei nostri antenati per non ripeterli; imparare da essi ed usarli come pietre miliari da cui ripartire per raggiungere qualcosa di più sano. Questo può voler dire contrapporre l'anarchia alla cosiddetta 'morale' dello Stato, ed un appassionato amore per la libertà alle costrizioni dello status quo. 

Un giorno Aldous Huxley disse che "la più importante delle lezioni insegnate dalla Storia, è che l'umanità non impara niente dalle lezioni della Storia." Ci conviene tenere bene a mente questo concetto e darci da fare affinché tali strutture obsolete cessino di ostacolare la buona salute e l'evoluzione della nostra specie. Il concetto mal concepito secondo cui avremmo bisogno di un Presidente, fa parte di quelle strutture obsolete, strutture da accatastare e dare alle fiamme. Burn, Baby Burn! E già che ci siamo, gettiamo nella pira anche la Corona imperiale inglese. 

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Waking Times
Link diretto:
 

Traduzione a cura di Anticorpi.info
Fonte: LINK

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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