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giovedì 2 ottobre 2025

È l’ignoranza di ciò che segue la morte

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Non c’è nulla da temere se non la paura stessa

Gran parte della gente ha paura della paura e sfortunatamente vive perennemente nel terrore di qualcosa che oggettivamente da loro un senso alla propria esistenza il cui autentico significato loro malgrado avranno modo di scoprirlo solamente pochi secondi prima di morire

Toba60 

È una citazione molto popolare, probabilmente anche tu l’hai pronunciata qualche volta.

Lo Stato e i suoi agenti malvagi vorrebbero farvi credere il contrario, naturalmente, ma questa è la semplice verità.

Paura 2198501038 (1) (1)

Solo quando ti liberi dalla paura puoi essere veramente libero, eppure molti di coloro che parlano di libertà e affermano di cercarla sono spesso pieni di paura.

Guerre, carestie, pandemie, cambiamenti climatici, attacchi informatici… basta nominarlo e loro lo vendono. Guerre, carestie, pandemie, cambiamenti climatici, attacchi informatici.

Vogliono che viviamo tutti in uno stato di terrore, così da poterci vendere cose che non vogliamo e di cui non abbiamo bisogno, sostenendo che queste imposizioni sono un rimedio al terrore che loro stessi hanno perpetuato.

I nostri governanti ci terranno al sicuro se solo ci sottometteremo al loro dominio. Se solo rinunceremo al nostro denaro, alle nostre libertà, alla nostra gioia.

Se ci inchineremo solo a Serse alle porte roventi delle Termopili, allora tutto andrà bene e i nemici che hanno creato per noi saranno tenuti a bada.

Mi dispiace, non ci sto giocando.

La sottomissione non fa per me, temo.

O meglio, non ho paura.

Direi che ho un problema con l’autorità, ma questo suggerirebbe che la mia riluttanza a inginocchiarmi sia in qualche modo problematica per me. Non lo è.

Un altro aspetto importante di questa dinamica tra “governanti e governati” è il desiderio di controllo in primo luogo.

Mi sento a mio agio con me stesso, sono sicuro delle mie parole, mi trovo bene nel mio posto in questo regno dell’esistenza, eppure non ho alcun desiderio di esercitare potere e dominio su nessuno.

Il desiderio e, in effetti, il bisogno di controllo non derivano da una posizione di forza, sicurezza o onniscienza.

Deriva dalla paura. Deriva dal bisogno di controllare tutte le variabili, tutte le situazioni, tutti i risultati, perché se non si ha il controllo su tutto ciò, allora ciò che accadrà diventa un’incognita.

Il risultato finale della partita è ancora incerto, non è ancora stato deciso.

Un bambino piccolo ha paura del buio perché non riesce più a vedere ciò che lo circonda. È la paura dell’ignoto.

Una persona anziana agli ultimi istanti di vita teme la morte, per lo stesso motivo. Ciò che si trova oltre questo mondo è un’incognita.

Possiamo avere teorie, fede in Dio o qualsiasi altra cosa, ma nel profondo nessuno di noi sa cosa ci sia oltre quelle porte metaforiche, e questo spaventa molti di noi.

Ma quella paura raramente è la morte stessa. È l’ignoranza di ciò che segue la morte.

Sono terrorizzati dal libero arbitrio e da un popolo libero che si oppone a loro.

Ecco perché cercano di schiacciarci in ogni occasione, sia dal punto di vista finanziario, emotivo o, in alcuni casi, anche fisico.

Non ci attaccano da una posizione di forza onnipotente, ma da una posizione di debolezza e ansia paralizzante.

Lo sappiamo tutti, anzi credo che sarebbe difficile trovare qualcuno che non sia d’accordo sul fatto che i narcisisti sociopatici costituiscono la maggior parte della classe politica.

Tutti loro temono l’esposizione più di ogni altra cosa.

Sono terrorizzati all’idea che la gente possa vedere chi sono realmente: paranoici, fragili, vulnerabili.

Molto diversi dai leader supremi onnipotenti che vorrebbero far credere alle masse di essere.

Gareth Icke

Fonte: garethicke.com

Pubblicato sul sito web: https://toba60.com/

®wld 

mercoledì 10 agosto 2022

I MIGLIORI SCIENZIATI DEL CLIMA CRITICANO IL RISCALDAMENTO GLOBALE “COSIDETTE PROVE” COME “TRAVISAMENTO, ESAGERAZIONI E BUGIE”

di Chris Morrison – 11 Luglio 2022

Due scienziati atmosferici americani di alto livello hanno liquidato il sistema di revisione tra pari dell’attuale letteratura scientifica sul clima definendolo “uno scherzo”. Secondo i Professori Emeriti William Happer e Richard Lindzen, “è una revisione tra amici, non una revisione tra pari”. I due Emeriti hanno avuto una lunga carriera nel campo della fisica e nelle scienze atmosferiche. “La scienza del clima è piena di dati manipolati, che non forniscono prove scientifiche affidabili”, affermano i due.

Nessuna prova scientifica affidabile può essere fornita nemmeno dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), dicono, che è “controllato dal governo e pubblica solo risultati dettati dal governo”. I due accademici richiamano l’attenzione su una regola dell’IPCC che afferma che tutti i riepiloghi per i responsabili politici sono approvati dai governi.

A loro avviso, questi riassunti sono “semplici opinioni del governo”. Si riferiscono ai recenti commenti sui modelli climatici del professore di scienze dell’atmosfera John Christy dell’Università dell’Alabama, il quale afferma che, a suo avviso, le recenti previsioni dei modelli climatici “non riescono miseramente a prevedere la realtà”, rendendole “inadeguate” da utilizzare per prevedere i futuri cambiamenti climatici.

Di seguito viene visualizzato graficamente il “miserabile risultato”. Da quando le osservazioni sono state interrotte, le temperature globali si sono nuovamente fermate.

Particolare disprezzo viene riversato sui set di dati sulla temperatura superficiale globale. Happer e Lindzen attirano l’attenzione su un documento del 2017 del Dr. James Wallace e altri dove spiega come negli ultimi decenni “NASA e NOAA hanno fabbricato dati sulla temperatura per sostenere che l’aumento dei livelli di CO2 ha portato all’anno più caldo mai registrato”.

Si dice che i dati falsi e manipolati siano una “egregia violazione del metodo scientifico”. Gli autori di Wallace hanno anche esaminato il database Met Office HadCRUT e hanno scoperto che tutti e tre i set di dati di superficie hanno apportato grandi modifiche storiche e rimosso i modelli di temperatura ciclici. 

Questo era “totalmente incoerente” con altri dati di temperatura, inclusi satelliti e palloni meteorologici, hanno riferito. I lettori ricorderanno che il Daily Skeptic ha riferito ampiamente su questi problemi negli ultimi tempi e ha attirato una serie di “verifiche dei fatti” in qualche modo infondati.

Happer e Lindzen riassumono: “La falsa dichiarazione, l’esagerazione, cherry picking o la menzogna apertamente coprono tutte le cosiddette prove raccolte a sostegno della teoria dell’imminente riscaldamento globale catastrofico causato dai combustibili fossili e dalla CO2.”

I commenti dei due professori Happer e Lindzen sono inclusi in una richiesta alla US Securities and Exchange Commission, che sta cercando di imporre obblighi di rendicontazione massicci e onerosi sui “cambiamenti climatici” per le società pubbliche.

Ma fanno parte di una più ampia rivolta scientifica di molti scienziati allarmati dalla corruzione della scienza per promuovere l’agenda di comando e controllo di Net Zero. Inutile dire che questi dibattiti sono in gran parte ignorati dai media mainstream.

Gli oppositori della scienza politicizzata di Net Zero sono denunciati come ‘negazionisti’, etichette in contrasto con le loro illustri conquiste scientifiche. Tra loro, Happer del Princeton e Lindzen del MIT hanno circa 100 anni di coinvolgimento nella scienza dell’atmosfera. Richard Lindzen è stato uno dei primi autori principali dell’IPCC, mentre William Happer è stato responsabile di un’invenzione rivoluzionaria che ha corretto gli effetti degradanti della turbolenza atmosferica sulla risoluzione dell’immagine.

Nella loro presentazione, Happer e Lindzen forniscono una lezione di base di scienza: “Le teorie scientifiche affidabili derivano dalla convalida di previsioni teoriche con osservazioni, non consenso, revisione tra pari, opinioni del governo o dati manipolati”.

Nel Regno Unito, sarà interessante vedere se Net Zero rappresenterà una questione importante nella battaglia per trovare un nuovo Primo Ministro. Al momento, i candidati sembrano guidare un ampio margine, cosa che può accadere con politiche verdi virtuose quando sono in gioco voti effettivi. Happer e Lindzen affermano fermamente che “la scienza dimostra che non esiste alcun rischio legato al clima causato dai combustibili fossili e dalla CO2, e quindi nessuna prova scientifica affidabile a sostegno della norma proposta”.

La norma in questo caso si riferisce al requisito climatico della SEC, ma potrebbe ugualmente applicarsi a Net Zero. Molte persone ora accettano che una rigida politica Net Zero porterà a massicci cali del tenore di vita che influenzeranno in modo sproporzionato i più poveri della società, sia nel Regno Unito che in particolare nei paesi in via di sviluppo.

Contrariamente all’incessante attacco ai combustibili fossili, scrivono Happer e Lindzen, “combustibili fossili abbondanti e convenienti hanno dato alla gente comune il tipo di libertà, prosperità e salute che erano riservati ai re nelle epoche passate”.

Tale prosperità, ovviamente, ha lasciato l’edificio nel caso dello Sri Lanka, dove la prospettiva della carestia e del crollo civile affrontano 22 milioni di persone in seguito (tra le altre cose) alla decisione del governo di vietare i fertilizzanti nell’interesse del cambiamento climatico per salvare il pianeta.

È probabile che un tale crollo, con il presidente che fugge frettolosamente dal paese, dovrà affrontare qualsiasi moderna società di Net Zero che cerchi di manomettere un approvvigionamento energetico affidabile e conveniente, limitare la dieta e cercare di coltivare cibo a sufficienza utilizzando metodi “biologici”. Happer e Lindzen affermano che la riduzione della CO2 e l’uso di combustibili fossili avrebbe “conseguenze disastrose” per i poveri, le persone in tutto il mondo e le generazioni future.

Sia Happer che Lindzen hanno resistito a lungo all’attuale demonizzazione della CO2 atmosferica, sottolineando che gli attuali 415 parti per milione (ppm) rimangono vicino a un minimo storico e non è un valore pericolosamente alto. Fanno notare che 600 milioni di anni di CO2 e dati sulla temperatura “contraddicono la teoria secondo cui alti livelli di CO2 causeranno un riscaldamento globale antropico catastrofico”.

L’omissione di dati sfavorevoli è una grave violazione del metodo scientifico. I fatti omessi da coloro che sostengono che esiste un’emergenza climatica includono che i livelli di CO2 sono stati superiori a 1.000 ppm per centinaia di milioni di anni e sono stati superiori a 7.000 ppm; la CO2  è in calo da 180 milioni di anni da circa 2.800 ppm al minimo di oggi; e il minimo di oggi non è molto al di sopra del livello minimo di quando le piante morivano per fame da CO2, portando tutte le altre forme di vita a morire per mancanza di cibo.

Infine, gli autori notano che l’influenza logaritmica della CO2 significa che il suo contributo al riscaldamento globale è “fortemente saturo”. Gli scienziati calcolano che un raddoppio degli attuali livelli di CO2 ridurrebbe solo di circa l’1,1% il calore che fuoriesce nello spazio. Ciò suggerisce un riscaldamento di circa 1°C o meno. L’ipotesi della saturazione spiega, dicono, la disconnessione tra CO2 e temperatura osservata in 600 milioni di anni.

Chris Morrison è il redattore ambientale del Daily Skeptic.

Fonte : Daily Sceptic

Pubblicato sul sito web: https://www.attivitasolare.com/

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I cataclismi meteorologici stanno seminando il caos in tutto il mondo. Siamo portati a credere che questi siano tutti "disastri naturali", ma cosa non ci viene detto?

Le operazioni di ingegneria climatica continuano a essere smentite da tutte le fonti ufficiali e da tutto il mondo accademico.

La natura è accusata di eventi tutt'altro che naturali. Il crollo a cascata dei sistemi naturali della Terra sta schiacciando i raccolti, creando carestia e panico sociale. Che succede ora? L'ultima puntata di Global Alert News è di seguito. Video

FONTE 

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La recente ondata di caldo dimostra che la scienza reale è stata ignorata - "Tempo normale" come "Evento catastrofico"

®wld 

venerdì 29 luglio 2022

La politica climatica ed energetica deve basarsi su conoscenze affidabili, e non su speculazioni o credenze

Hermann Harde

Fonte

Il cambiamento climatico (noto anche come riscaldamento globale) è una "sciocchezza delirante" - Professore tedesco

di Cap Allon
dal sito web di
Electroverse

Uno degli scienziati atmosferici più illustri della Germania, il professor Hermann Harde, ha criticato i politici della sua nazione per essere stati ingannati,

"credendo di poter 'salvare il mondo'"...

La stragrande maggioranza degli studi pubblicati e degli "scenari dell'orrore" non si basano su una base fisica sicura, ha affermato Harde,
"ma piuttosto rappresentano giochi per computer che riflettono ciò che è stato alimentato".
L'idea che gli esseri umani possano controllare il clima con le loro emissioni di CO 2 è un'"illusione assoluta". Vi sono notevoli dubbi sulla "tesi scientificamente insostenibile" del cambiamento climatico causato dall'uomo, ha proseguito il Professore,
"ed è completamente sbagliato presumere che il 97 per cento degli scienziati del clima, o anche di più, presupporrebbe solo il riscaldamento antropogenico".

La politica climatica ed energetica deve basarsi su conoscenze affidabili, "e non su speculazioni o credenze".

Da anni ormai i politici tedeschi stanno placando il "movimento verde" chiudendo centrali nucleari e centrali a carbone e vietando l'esplorazione per i combustibili fossili.

Allo stesso tempo, il paese ha iniziato a importare grandi quantità di petrolio e gas dalla Russia.

Per una nazione felice di spendere 100 miliardi di euro all'anno per la difesa, consegnare la propria sicurezza energetica a una superpotenza straniera dotata di armi nucleari dovrebbe essere tutta la prova di cui hai bisogno che i politici seguono il sugo e la moda, e non ciò che è effettivamente meglio per il loro paese.

Secondo Harde, le politiche di estrema "emergenza climatica" di cui tutti stiamo soffrendo oggi (la principale causa dell'inflazione) sono guidate dalla competizione tra diversi gruppi di ricerca che cercano di superarsi a vicenda nel prevedere gli scenari horror più da far rizzare i capelli.

Queste previsioni allarmanti e azzeccate hanno attirato l'attenzione dei media, non sorprende.

 

Ha poi coinvolto un pubblico male informato,
"e i nostri decisori si sono sentiti obbligati a reagire rapidamente".
L'energia a basso costo è sotto attacco da decenni ormai.

 

Ma è assolutamente chiaro, ha osservato Harde, che senza una fornitura di energia affidabile e sufficiente,
"La Germania e molti altri paesi che intraprenderanno una tale strada finiranno nell'anarchia".

O è questo l'obiettivo?

Il cosiddetto "giornalismo" oggi non è progettato per cercare la verità, è piuttosto un meccanismo per le élite di propagandare le loro ideologie a una popolazione fiduciosa e compiacente. Questo è visibile nei dati:

la stragrande maggioranza dei giornalisti dei mass media proviene dalle stesse scuole e quartieri delle élite e dei politici che pretendono di rendere conto, il che non è sempre stato il caso.
Questa è una mossa deliberata, ovviamente, e fa sì che l'MSM condivida le stesse visioni del mondo di chi è al potere, opinioni che hanno poco appeal per la popolazione generale.

Tuttavia, poiché le ideologie sono promosse ovunque ti giri - giornali/TV/internet - si presume che questo sia il modo di pensare, e quindi le pecorelle seguono ciecamente senza fare domande.

Quando viene sollevata una domanda, tuttavia, e una pecora cerca invano una risposta logica - bam! - può sembrare una mazza alla testa.

Io, personalmente, posso ricordare quel momento vividamente, e ricordo anche la decisione cruciale che segue:
"Prendi la pillola blu, la storia finisce, ti svegli nel tuo letto e credi a qualunque cosa tu voglia credere. Prendi la pillola rossa, rimani nel paese delle meraviglie e io ti mostro quanto è profonda la tana del coniglio."
La ricerca del professor Harde lo porta ad affermare che il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC) sovrastima di cinque volte l'effetto termico del raddoppio dell'anidride carbonica nell'atmosfera.

 

Indica il,
"bande di assorbimento altamente sovrapposte e sature" di CO 2 e vapore acqueo e il significativo effetto ridotto dei "gas serra" sotto la copertura nuvolosa.

Solo il 15% circa dell'aumento globale di CO 2 è di origine umana.

 

Dopo aver fatto un po' di calcoli - 15 per cento di 0,3°C - il riscaldamento attribuito agli esseri umani può essere solo 0,05, al massimo...
Alla luce di questo contributo insignificante, è assurdo pensare che un divieto sui combustibili fossili possa avere un impatto anche remoto sul clima terrestre.

 

I cambiamenti climatici sono causati,

da grandi forze naturali e interazioni che superano la nostra influenza umana di ordini di grandezza...

Secondo il professor Hande, la moderna scienza del clima si è sviluppata più come ideologia e visione del mondo, piuttosto che come scienza seria.


Gli scienziati che mettono in dubbio o indicano incongruenze nell'ipotesi del riscaldamento globale sono "screditati pubblicamente" ed esclusi dai fondi di ricerca, i contributi di ricerca nelle riviste sono soppressi e, in riferimento al recente caso del professor Peter Ridd, gli scienziati sono stati licenziati o licenziati dal loro Università. Ciò che chiamiamo verità, ha proseguito Harde, dipende in larga misura dal nostro stato di conoscenza.  

 

Suggerisce che la scienza del clima richiede una revisione fondamentale delle ipotesi e un allontanamento dall'industria climatica ampiamente consolidata.

La scienza non deve essere fuorviata dal commercio, dalla politica o dall'ideologia, ha affermato.
È compito genuino delle università e degli enti di ricerca finanziati dallo Stato,
"indagare questioni contraddittorie e garantire una ricerca indipendente e libera che ci dia risposte oneste, anche quando queste risposte sono spesso complesse e non si adattano al contesto politico desiderato".

Harde conclude avvertendo i politici che sarebbe una politica ambientale ed energetica irresponsabile continuare a ignorare serie pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria che mostrano un impatto umano sul clima molto minore di quanto si pensasse in precedenza.

È anche irresponsabile interrompere un approvvigionamento energetico affidabile, adeguato e conveniente, per essere sostituito da milioni di turbine eoliche,

"che distruggono la nostra natura e fanno a pezzi trilioni di uccelli e insetti".
Il professor Hermann Harde si è ritirato alcuni anni fa dall'Università Helmut Schmidt di Amburgo come professore di fisica sperimentale dopo una lunga carriera nel mondo accademico.

 

Questo è il motivo principale per cui è in grado di parlare:
la sua carriera non è in gioco...!

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld 

martedì 5 luglio 2022

Caldo e afa, ma siamo proprio sicuri che il tutto sia frutto della natura…

Caldo e afa, ma siamo proprio sicuri che il tutto sia frutto della natura e non da chi da venti anni o forse più, gioca a fare Dio?
 

Sapete cosa sia l’afelio? Per chi non lo sa l’afelio è la massima distanza che raggiunge la terra dal sole in questo periodo dell’anno, per cui chi crede che il calore che viviamo da due mesi a questa parte con 35° quasi fissi, devono essere dovuti a ben altro di quel che sentenzia nella sua ignoranza, il quale affermando che l’eccesso di calore sia dovuto al fatto che la terra si avvicina sempre di più al sole, se cosi fosse malauguratamente per noi sarebbe sempre estate, ma per fortuna cosi non è!

E visto che, tolta la primavera sempre più rara alle nostre latitudini, in inverno in cui la neve è inusuale in nazioni nei pressi dei Tropici inaspettatamente si imbiancano, cosi si assiste basiti a nazioni come l’Arabia Saudita e altre nazioni africane si imbiancano, mentre in nazioni in prossimità del polo nord come quelle europee fatica addirittura a piovere.

Tutto ciò non vi suona strano se poi il tutto viene associato a strani cambiamenti climatici, che per lo più coinvolgono l’occidente e “non” il resto del mondo? Il Canada che pur trovandosi nell’altro emisfero, mantiene come da tradizione accumuli significativi di neve cosi come il nord America dove si sommano record su record a fine stagione di neve.

Stessa cosa accade in Giappone, dove vi sono luoghi in cui la neve in inverno raggiunge cifre impensabili in accumulo ancora oggi. Segno evidente che da quelle parti nulla è cambiato. Cominci ora tu che leggi a farti domande o ancora no?

Se non vi dispiace, domandatevi ora perché i cosiddetti cambiamenti climatici colpiscano solo l’Europa dove vige la narrativa green, ed è stata istituita per essa una tassa per portare le emissioni a zero, cambiando per tale narrativa persino le fonti energetiche, che la stanno facendo fallire miseramente in poco tempo. Certo anche in America ciò accade, ma solo in alcuni Stati, peraltro sempre gli stessi e non a tutti. Non hai anche tu il sentore che qualcuno che gioca a fare Dio voglia fregarci?

Ora visti i fatti descritti, se vi è qualcuno disposto a farsi prendere per i fondelli faccia pure, e, visti i precedenti in due e più anni di psico-pandemia in cui c’è chi ha creduto a tutto e di più, non ho difficoltà a riconoscere che attualmente di “utili idioti” che credono e continuano a credere alle favole ve ne siano in abbondanza, ma cazzo, che poi vi sia chi non riconosce la differenza tra una margherita e un geranio, chiamarli semplicemente fiori generalizzando e non tenendo conto che siano si fiori, senza riconoscerne però la differenza che vi è tra l’uno e l’altro! 

Peraltro il primo un fiore primaverile e il secondo un fiore tardo autunnale, ciò certifica che sono coglioni con la certificazione valida o sono totalmente differentemente intelligenti, la colpa se accade tutto questo è solo e unicamente che loro, mica vorranno imputare le loro pluri deficienze agli altri, vero?

Eh si è talmente vero che i risultati si vedono, saranno peraltro coloro che continuando a dormire a non accorgergersi nemmeno del trapasso.

Fonte articolo: https://dammilamanotidounamano.altervista.org/

®wld

giovedì 16 dicembre 2021

La strana macchina

 Una storia che sembra un romanzo

Pubblicato il 8 dicembre 2021 alle 08:09

https://ilgerundiodellenews.blogspot.com/2019/02/una-storia-che-sembra-un-romanzo_9.html

Se una scoperta è in grado di cambiare il mondo, non è detto che il mondo si lasci cambiare 

Questa è una storia incredibile, inverosimile. Paradossalmente, appare tanto inverosimile quanto più sostenuta da testimonianze, anche autorevoli, testimoni oculari, documenti filmati periziati, perizie calligrafiche e che coinvolge personaggi politici, servizi segreti, istituzioni... 

E’ la storia di Rolando Pelizza, bresciano di Chiari, imprenditore ottantenne. L’ho conosciuto, qualche mese fa, a Pavia (ndr ottobre 2018): un uomo che dimostra la sua età, stanco, affaticato, deluso ma che forse non si è del tutto arreso. I suoi occhi sono ancora pieni di luce, mentre, con fierezza e con parole semplici, tenta di spiegare che il suo sogno poteva essere realizzato e che, forse, potrebbe esserlo ancora, se soltanto... 

Il suo sogno è legato ad una macchina, una strana macchina, apparentemente semplice, fin troppo semplice, a suo dire in grado di risolvere tanti problemi che affliggono l’umanità intera, in grado di produrre energia, tanta energia a costo zero e non solo. Una macchina, però, che per la scienza ufficiale contraddice le regole della fisica così come la conosciamo e che quindi non può fare quello che Pelizza promette. Eppure... 

Siamo nel 1958, Rolando Pelizza, poco più che ventenne, è un commerciante che opera nel settore calzaturiero; è un giovane intraprendente, curioso come tanti, appassionato di matematica, il suo lavoro lo porta a viaggiare per tutta l’Italia. Quasi per caso, il giovane Pelizza entra in contatto con i frati di un convento ubicato nel Meridione, dove conosce uno strano frate; più che un frate sembra un ospite, un ospite che gli altri certosini chiamano il professore e con il quale instaura uno stretto rapporto di amicizia.

Il professore era uno studioso di fisica e matematica e, vista la passione di Rolando, fu inevitabile, durante gli incontri che si susseguirono negli anni a venire, discutere di leggi della fisica, di formule matematiche e di affascinanti teorie scientifiche. Appena poteva, Pelizza affrontava il lungo viaggio che dalla Lombardia lo portava giù, al sud, perché ascoltare le teorie del professore era davvero affascinante. 

“Il Maestro”, così Pelizza si era abituato a chiamare il professore, aveva elaborato a livello teorico la possibilità di costruire una macchina in grado di liberare, in maniera controllata per quantità e qualità, antiparticelle, e con queste annichilire la materia. Se questo fosse stato davvero possibile si sarebbe potuto non solo produrre quantità illimitate di energia pulita, praticamente a costo zero, senza emissione di radiazioni nocive, ma anche il dissolvimento di rifiuti di qualsiasi natura. 

I vantaggi sarebbero stati straordinari per l’umanità, risolvendo così tutti i problemi di inquinamento. Giustappunto un sogno. 

Dopo sei anni, da quel primo incontro con il Maestro, Rolando Pelizza si convince di avere acquisito le conoscenze necessarie per poter costruire la macchina. Tuttavia, il professore si sente in dovere di avvertire il nostro amico di tutti i possibili pericoli che la costruzione della macchina comporta: una scoperta del genere interesserebbe qualsiasi Stato, con il rischio di sfruttamento a fini tutt’altro che pacifici. Del resto, insegna la storia, non avvenne proprio così per le scoperte scientifiche dei ragazzi di via Panisperna, che portarono alla costruzione della bomba atomica prima che all’utilizzo della scissione dell’atomo per produrre energia? Inoltre la costruzione e la sperimentazione della macchina avrebbero richiesto notevoli quantità di tempo e di denaro, dal momento che per l’assemblaggio sarebbe stato necessario anche l’impiego di metalli nobili. Pelizza è deciso ad affrontare tutto, compresi i rischi: riceve le ultime istruzioni dettagliate e inizia a tentare di mettere in pratica le teorie del professore.

Trascorrono circa otto anni durante i quali, nonostante i numerosi insuccessi, che tuttavia fanno ben sperare, Rolando Pelizza non perde l’entusiasmo e la determinazione. Sorge però un problema: le risorse personali si sono esaurite, per poter continuare serve un aiuto economico.

La necessità di trovare finanziatori lo costringe a venir meno alle raccomandazioni del professore in fatto di segretezza. Le potenzialità della macchina, rivelate per poter attirare possibili finanziatori, attirano l’interesse di personaggi ambigui. Iniziano i guai.

Pelizza fa la conoscenza del dottor Massimo Pugliese, con il quale entra in rapporto di affari e stringe amicizia. Pelizza non sa che il Pugliese è un colonnello del Sid, il servizio informazioni difesa. Da questo momento Pelizza sarà un controllato speciale da parte dei servizi segreti: Pugliese, ex agente del Sifar, poi nel Sid, affiliato alla Loggia P2, riferirà, in seguito, ogni cosa riguardante Pelizza al generale Giuseppe Santovito capo del Sismi, anch’egli membro della P2. 

Gli esperimenti vanno avanti, i progressi sono incoraggianti, ma con i progressi aumentano i guai per il nostro amico. Una prima avvisaglia risale al settembre del 1973, quando i carabinieri si presentano a Chiari per una perquisizione domiciliare, alla ricerca di non meglio specificati oggetti illeciti.

La cosa si ripete nel luglio del 1975: questa volta la perquisizione riguarda il laboratorio, l’abitazione, la casa di un suo collaboratore, il tutto senza che le forze dell’ordine forniscano una giustificazione, tanto che Pelizza, consultandosi con il suo avvocato, Mino Martinazzoli, allora senatore della Democrazia Cristiana, (ne diventerà segretario nazionale nel 1982) invia formale protesta alla magistratura di Brescia. 

A quel punto, Pelizza si convinse che oramai non poteva più contare sulla segretezza dei suoi esperimenti e dunque si decise a coinvolgere Pugliese, il quale si offrì per la ricerca di finanziatori. Per far questo, però, occorrevano prove rispetto al funzionamento della macchina.

Rolando preparò una dimostrazione che avvenne in località Baremone, nei monti bresciani. All’esperimento assistettero l'imprenditore Antonio Taini, Mario Calvi, Bruno Boni (sindaco di Brescia), Piero Panetta e Massimo Pugliese, che aveva invitato un certo Guido Giuliani (un colonnello dei Carabinieri di Brescia in attività presso i servizi segreti).

Durante l’esperimento la macchina riuscì a perforare in una frazione di secondo una lastra di acciaio dello spessore di 4 cm, a far “evaporare” un masso di pietra, oltre a un muricciolo e dei mattoni posti a varie distanze: il tutto fu videoregistrato. Dovevano essere queste le prove da fornire ai potenziali finanziatori. 

Pugliese voleva coinvolgere il governo degli Stati Uniti, ma Rolando obiettò che questa tecnologia doveva essere sviluppata in Italia ed eventualmente messa a disposizione del governo italiano, e poi, in seguito, commercializzata all’estero. Ciò nonostante, Pugliese si adoperò per prendere contatti con l’ambasciatore USA in Italia. 

Al consulente scientifico dell’ambasciata americana John Louis Manniello furono forniti dei filmati riguardanti alcuni esperimenti condotti su vari materiali. Il 17 settembre 1976 l’ambasciata statunitense informò, con un rapporto classificato della massima segretezza siglato “Secret Rome 15277”, che un gruppo di scienziati italiani avevano inventato “un metodo pratico per generare energia di una quantità maggiore di quella nucleare”.

Della faccenda fu incaricato l’ingegner Matteo Tutino, molto vicino al presidente Ford, il quale informò Pugliese che il presidente americano seguiva personalmente la questione, e che il governo americano era interessato alla macchina. L'“Embassy cable” ed altri documenti si trovano nell’archivio di Wikileaks. 

Lettera di Matthew Tutino a Massimo Pugliese
Archivio Wikileaks

L’ingegner Matthew E. Tutino, l’esperto incaricato dal Governo statunitense, arrivò in Italia e chiese a Massimo Pugliese e a Rolando Pelizza una ulteriore prova riguardo alla potenzialità della macchina, ossia abbattere un satellite posizionato in orbita a circa 1500 chilometri di distanza.

Matthew Tutino Massimo Pugliese
archivio Wikileaks



       

La richiesta allarmò Rolando, che decise a questo punto di informare il governo italiano. Massimo Pugliese incontrò l’onorevole Flaminio Piccoli e l’onorevole Loris Fortuna, presidente della commissione industria. Fu coinvolto il professor Ezio Clementel del Comitato Nazionale Energia Nucleare (Cnen), che chiese nuovi esperimenti per poter valutare le potenzialità della macchina, fornendo dettagliate disposizioni operative. Il tutto fu videoregistrato (tutti i filmati sono stati periziati dallo Studio di Ingegneria Informatica Forense del dottor Michele Vitiello e ritenuti originali e non manomessi). La relazione conclusiva del professore Clementel, seppur prudente, fu: ” ...le energie e soprattutto le potenze in gioco si porrebbero al di là dei limiti dell’attuale tecnologia”.

Ezio Clementel ( comitato nazionale energia nucleare) a Loris Fortuna ministro (Partito Socialista Italiano)
Lettera di Ezio Clementel (CNEN)  inviata al ministro Loris Fortuna
lettera inviata all'onorevole Loris Fortuna da Ezio Clementel (CNEN)

Ma Clementel escludeva che potesse trattarsi di anti-particelle o, come scrive nella relazione, “di anti-atomi”. A tutto questo non segui niente di concreto, mentre i problemi economici di Pelizza si facevano sempre più pressanti. Furono percorse strade diverse per ottenere un finanziamento: dall’imprenditore sardo Giuseppe Piras, all’editore belga Maurice Brebart, direttore della Derniere Heure di Bruxelles. Brebart però pretese il coinvolgimento del governo belga. Rolando accettò, a condizione che la macchina fosse in seguito utilizzata solo e soltanto per scopi pacifici. 

Il governo belga pretese, ovviamente, un nuovo esperimento e dette incarico al maggiore Jacques Leclerc, tecnico esperto di raggi laser, di partecipare di persona. La prova doveva consistere nel colpire e annichilire un bersaglio in campo aperto posto a due chilometri di distanza (anche questo esperimento avvenne in località Baremone). L’esperimento riuscì, e questo fu il commento di Leclerc: “a Parigi sorridevo al racconto degli esperimenti...

Adesso devo telefonare al Capo di Stato Maggiore dell’esercito belga, il generale Romanoff, per dirgli di buttare via i suoi carri armati, perché con questa apparecchiatura non servono più a niente”. Nel frattempo, anche a seguito di problemi con il governo belga, furono ripresi contatti con il governo italiano (siamo nel 1977): l’onorevole Giulio Andreotti diede incarico a Antonio Mancini (capo di gabinetto del ministero della ricerca scientifica) di seguire il caso di questa strana macchina, seppur in maniera ufficiosa, e favorire a livello logistico un ulteriore esperimento richiesto dal governo belga, esperimento che avrebbe dovuto sancire definitivamente l’accordo tra la società di Rolando, il governo belga e quello italiano. 

Durante l’esperimento si doveva portare ad ebollizione un bacino d’acqua, ma all’ultimo momento venne chiesto di annichilire un carro armato. Capite le intenzioni, Pelizza si rifiutò e fece in modo che la macchina si autodistruggesse, rinunciando all’accordo e ai soldi: la macchina doveva essere utilizzata per scopi pacifici, era questa la volontà del Maestro di Rolando.

Tutto sommato fu una liberazione: Pelizza si sentì sollevato nell’interrompere definitivamente le trattative con i belgi. Tuttavia, i problemi economici del nostro amico, per poter continuare gli esperimenti, erano ancora irrisolti e ufficialmente dal governo italiano non giungevano notizie. Nel 1978, grazie all’interessamento di Mancini, Pelizza incontrò il professor Antonino Zichichi, ma il risultato fu inconcludente: il professore non ne volle sapere, sostenendo che la questione era assolutamente fuori da ogni schema.

Nel 1981, finalmente, il governo italiano si dichiarò nuovamente interessato, ma alla fine tutti gli esperimenti richiesti facevano capire che il vero interesse andava nella direzione di un utilizzo in campo militare. Rolando rifiutò ancora una volta. Fu a questo punto che cominciò per il nostro amico un periodo di traversie e di pressioni per convincerlo a cedere la tecnologia contravvenendo ai suoi principi. Abbiamo già scritto delle perquisizioni subite, ma accadde che, nel gennaio del 1976, Pelizza fosse arrestato e condotto in carcere a Torino, con l’accusa di concorso in sequestro di persona.

Il sequestro era quello di Carla Ovazza, moglie di Jean Paul Elkann, e la stampa si accanì contro l’imprenditore bresciano. Fu scarcerato dopo 87 giorni di detenzione e in seguito fu assolto, quando fu chiaro che non c’entrava niente con il sequestro. Nel 1977 subisce un sequestro (ma secondo le forze dell’ordine fu una simulazione), durante il quale gli viene intimato di non continuare con gli esperimenti.

Nel 1982 esce sul settimanale O.P., (fondato dal giornalista, anch’egli affiliato alla P2, Mino Pecorelli, assassinato nel 1979), un articolo in cui si rivela il fatto che Pelizza fu sequestrato nel 1977 non tanto per estorcergli del denaro ma per aver ideato uno strumento in grado di emanare un fascio mortale, “un raggio della morte”. In seguito, la stampa italiana continuò ad accanirsi contro Pelizza definendolo un truffatore a livello mondiale.

E ancora, nell’anno successivo, fu emesso contro Pelizza un ordine di cattura per illeciti nella vendita di materiali ferrosi: il caso fu trattato dalla stampa come lo scaldalo della truffa dell’I.V.A. Qualcuno avvertì Rolando del possibile imminente arresto ed egli decise di rifugiarsi in Spagna. Nel 1983, il tribunale di Brescia emise un ordine di cattura per esportazione di valuta e per contrabbando e importazione di opere d’arte.

In realtà l’autorizzazione e la garanzia all’importazione di quadri dalla Spagna era stata concessa dal ministero dei Beni Culturali, grazie all’interessamento di Mancini (l’ordine fu revocato tre anni dopo dal giudice Dario Culot). Non è finita: ancora nel maggio del 1983, il tribunale di Trento emise un mandato di cattura internazionale contro Pelizza “per aver costruito senza licenza un ordigno micidiale detto Raggio della morte”. Di fatto una beffa: Rolando si era sempre opposto ad un eventuale utilizzo a scopi bellici, inoltre della vicenda erano a conoscenza vari personaggi, compresi ministri del governo italiano, seppur in maniera ufficiosa. 

La campagna denigratoria sulla stampa non cessa: il settimanale “l’Europeo” e il quotidiano “Il Giorno” trattano Rolando Pelizza come un astuto truffatore e negli articoli vengono ridicolizzati gli esperimenti compiuti e mostrati nel corso dei dibattimenti processuali.

Ma nel febbraio 1988, finalmente, arriva la sentenza del tribunale di Venezia che: “assolve Pelizza Rolando da tutti i reati ascrittigli perché i fatti non sussistono e revoca il mandato di cattura internazionale...”. 

E’ una liberazione per il nostro, che, pur non ripagandolo di tutte le amarezze, lo sprona a proseguire in quella che oramai ritiene una missione. Rolando Pelizza, non senza difficoltà, dunque continua con le sue sperimentazioni, cercando di migliorare il funzionamento della macchina, aiutato dal professor Carlo Tralamazza esperto informatico, arrivando ad ottenere una percentuale di riuscita vicina al settanta per cento e sostenendo di essere riuscito, grazie ad una particolare procedura, “un codice”, addirittura a trasmutare la materia.

Tralamazza e Pelizza
Carlo Tralamazza e Rolando Pelizza - Pavia 2018

Il mondo scientifico e le istituzioni rimangono sorde, anzi per certi versi Pelizza è un personaggio oltremodo “scomodo”. Ora, raggiunti gli ottant’anni di età, Rolando Pelizza ha deciso di abbandonare tutto. Eppure qualche mese fa l’ho sentire dire che se lo Stato, magari attraverso il CNR, decidesse di costruire la macchina, in un ambiente sicuro e protetto, lui, la farebbe funzionare. 

Chi è, dunque, Rolando Pelizza? Colui che dice di aver costruito una macchina in grado di produrre energia pulita in quantità inesauribile e a costo zero? Un uomo geniale, un millantatore, un furbacchione che ha tentato di truffare imprenditori e addirittura governi? Come truffatore varrebbe molto poco, dal momento che ha dilapidato il patrimonio familiare e che, durante la latitanza, ha visto fallire le proprie imprese.

Pelizza non ha una vera e propria cultura scientifica, non è uno studioso accreditato, non può esibire un curriculum di studi accademici, le sue teorie appaiono fantascientifiche e vengono ignorate dalla scienza ufficiale. E’ vero però che ci sono casi eclatanti, nel passato, di teorie sconfessate dalla scienza ufficiale, che poi sono diventate straordinarie scoperte.

Quando Guglielmo Marconi avanzò l’ipotesi di poter comunicare tra Europa e America con il telegrafo senza fili utilizzando la scoperta delle onde elettromagnetiche, Henri Poincaré, il massimo fisico teorico dell’epoca, disse che ciò che affermava Marconi, era assolutamente impossibile scientificamente e quindi irrealizzabile. La verità è che entrambi i personaggi erano ignoranti, nel senso che ignoravano l'esistenza della ionosfera, quella regione dell'atmosfera che è in grado di riflettere le onde radio e di favorirne la propagazione.

Di questi esempi ne è piena la storia: del resto è la scienza stessa, anche attraverso il metodo scientifico, a dichiarare che la natura può manifestare molto di più di ciò che la scienza ufficiale può dimostrare: “Perchè la natura è molto più sorprendente di qualsiasi film di fantascienza”. La fisica che conosciamo, quella fondata sulla sperimentazione, che dà certezze, che funziona benissimo quando sono coinvolti processi e fenomeni macroscopici, entra in “crisi” di fronte all’altra fisica, quella quantistica delle probabilità. Ed ecco che siamo sconcertati o, quanto meno, disorientati davanti ad esperimenti che non trovano, appunto, riscontro nelle leggi della fisica contemporanea, di ascendenza galileiana e newtoniana. 

Sul finire dell’anno 2001 Rolando Pelizza decide di rivelare, avendone avuta autorizzazione, il nome del Maestro, ossia di colui che di fatto aveva inventato la macchina e che lo aveva istruito, seguendone tutte le fasi, nella costruzione (da notare che, tra quelle distrutte, quelle andate perdute e quelle trafugate, sono state costruite 228 macchine). Ed è a questo punto che la questione si fa ancora più incredibile e inevitabilmente affascinante: Pelizza rivela che il maestro, inventore della macchina, è Ettore Majorana, il grande fisico misteriosamente scomparso nel 1938. 

Ettore Majorana- 1906, scomparso nel 1938
Foto di Ettore Majorana 

Ma chi era Ettore Majorana? Per inquadrare il personaggio, forse sono sufficienti le parole di Enrico Fermi, premio Nobel per la fisica e professore di fisica teorica a Roma, che ebbe Majorana tra i suoi allievi, insieme a quei giovani ricercatori che sono passati alla storia come “i ragazzi di via Panisperna”. Fermi disse di Majorana: “Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C’è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galilei e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di questi”.

Dunque, Ettore Majorana era un genio. Dice di lui il professor Erasmo Recami ( ndr 1939 - 2021), considerato il suo più accreditato biografo: “Ettore Majorana era una delle menti più brillanti della scienza italiana”. Majorana era un precursore: di alcuni suoi studi sulla fisica se ne è compresa l’importanza soltanto a distanza di decenni.

Giornale L’Ora di Palermo articolo di Mauro De Mauro 1965Mauro  De Mauro - L’Ora di Palermo 12 ottobre 1965
un articolo di commemorazione per Ettore Majorana pubblicato su “L'Ora di Palermo” il 12 ottobre 1965, scritto dal giornalista Mauro De Mauro che fu rapito e ucciso dalla Mafia nel settembre 1970

Majorana, catanese, nato in una antica e prestigiosa famiglia benestante, fu un bambino prodigio, dimostrando una straordinaria capacità di calcolo. All’età di cinque anni, egli era in grado di svolgere a memoria operazioni e calcoli molto complicati.

Il Padre, laureato in ingegneria e in scienze matematiche, lo avviò precocemente allo studio della fisica. Il giovane si laureò con il massimo dei voti, con una tesi sulla teoria quantistica dei nuclei radioattivi, relatore Enrico Fermi, e fece parte di quel gruppo di fisici italiani noti come “I ragazzi di via Panisperna”, guidati appunto da Enrico Fermi, che condussero studi ed esperimenti sulla radioattività e sulla struttura dell’atomo, che poi avrebbero portato all’assegnazione del premio Nobel a Enrico Fermi e dettero il via a quel percorso scientifico che portò alla costruzione della prima bomba Atomica.

A livello teorico, i lavori di Majorana, furono fondamentali. In seguito elaborò una teoria, la teoria del neutrino “fantasma” (il neutrino di Majorana, appunto), ossia di quella particella che c’è ma non si vede, che appare e scompare, una particella dell’atomo che corrisponde perfettamente anche alla sua antiparticella, che può essere, dunque, particella, antiparticella ma anche, contemporaneamente, entrambe.

All’apice della fama, come fisico teorico, per opere riguardanti, in particolare, la meccanica quantistica relativistica, Majorana nel 1937, dopo aver rifiutato prestigiose cattedre come Cambridge, Yale e Carnegie Foundation, accetta la cattedra di professore di Fisica teorica all’Università di Napoli, assegnatali senza concorso ma “per chiara fama”, e si dedica all’insegnamento, ma, nell’anno successivo, precisamente il 25 marzo del 1938, lo scienziato scompare misteriosamente.

Una scomparsa avvolta nel mistero e sulla quale sono state avanzate numerose ipotesi, che vanno dal suicidio alla fuga in Sudamerica, al ritiro volontario in un luogo monastico, alla scelta di vivere ai margini della società scegliendo una esistenza da clochard, ad un rapimento da parte di potenze straniere, alla morte per malattia, a vittima di un omicidio.

Al tempo, l’ipotesi più accreditata fu quella del suicidio: ma allora, perchè Majorana avrebbe ritirato, pochi giorni prima di scomparire, tutti i soldi dal conto, gli stipendi arretrati e il passaporto? A che servono i soldi a un aspirante suicida? E per quanto riguarda il passaporto, risulterebbe che non sia stato mai utilizzato e quindi anche l’ipotesi della fuga all’estero sembrerebbe poco verosimile.

Va detto che, in quegli anni, siamo in pieno regime fascista, i passaporti erano spesso negati, e a Majorana, viceversa, era stato concesso in quanto personaggio illustre e appartenente ad una prestigiosa famiglia.

Ma perchè Majorana avrebbe voluto scomparire, giunto all’apice di una fama riconosciuta da tutto il mondo scientifico? Secondo lo scrittore Leonardo Sciascia, autore del libro “La scomparsa di Majorana”, il professore si sarebbe volontariamente rifugiato in un monastero per tornare ad una vita normale, lontano dai riflettori, forse turbato dagli esiti di una fisica moderna, avendone individuate, per primo, le potenzialità distruttive: “La fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata”: è questa una frase che avrebbe detto lo scienziato, in un momento di sconforto.

Su questa ipotesi, quella della scomparsa volontaria, si erano da subito indirizzate le ricerche, sollecitate dalla famiglia e da Benito Mussolini che in un cablogramma indirizzato ai vertici della polizia segreta fascista (OVRA) scriveva: “Trovatelo, M.”.

Ettore Majorana dunque scompare il 25 marzo del 1938, all’età di 31 anni, siamo alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Quel giorno aveva preso un traghetto, anzi un piroscafo, così si chiamavano a quel tempo, che da Napoli doveva condurlo a Palermo. Nello stesso giorno, Majorana aveva inviato una lettera ad Antonio Carrelli, suo collega e amico, che poteva far pensare all’intenzione di compiere un gesto estremo, ma che fu subito seguita da un’altra lettera e da un telegramma nel quale scriveva: 

“Caro Carrelli, Spero che ti siano arrivati insieme il telegramma e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all’albergo Bologna, viaggiando forse con questo stesso foglio. Ho però intenzione di rinunziare all’insegnamento. Non mi prendere per una ragazza ibseniana perché il caso è differente. Sono a tua disposizione per ulteriori dettagli.” 

Di Ettore Majorana si persero le tracce tra la notte del 26 e 27 marzo 1938: scomparso, svanito. Gli agenti della polizia condussero indagini approfondite, cercando ovunque; furono sentiti testimoni, furono ricostruiti gli ultimi movimenti. Il capo della polizia, Arturo Bocchini, scrisse a Benito Mussolini: “I morti si trovano, solo i vivi possono scomparire”.

Affinché le ricerche si intensificassero intervenne anche il filosofo Giovanni Gentile, e lo stesso Enrico Fermi scrisse direttamente a Mussolini, anche se in cuor suo sapeva che: “Se Ettore, con la sua intelligenza, avesse deciso di scomparire ci sarebbe riuscito”. Quel che è certo è che le ricerche degli investigatori non poterono proseguire all'interno delle strutture religiose. Si sapeva che Majorana spesso cercava conforto in un convento di frati, sia quando si trovava in Sicilia sia a Roma, ma la firma dei Patti Lateranensi di fatto rendeva invalicabili, per le autorità italiane, le proprietà del Vaticano.

Secondo lo scrittore siciliano Leonardo Sciascia, Ettore Majorana si sarebbe potuto rifugiare in un convento e ne fa anche il nome: la Certosa di Serra San Bruno in Calabria.

Majorana, secondo Sciascia, si sarebbe rifugiato in un convento di clausura per fuggire da una vita troppo esposta ai riflettori e forse anche perché angosciato da quello che la sua straordinaria mente presagiva riguardo al futuro della fisica moderna e le conseguenze che avrebbe avuto in un eventuale conflitto bellico, conflitto che oramai sembrava imminente.

La stessa famiglia di Majorana si rivolse a Pio XII, papa Pacelli, per avere notizie, senza però ottenere alcuna risposta. I monaci certosini del convento calabrese, indicato da Leonardo Sciascia, hanno sempre negato di aver ospitato Majorana, ma quando, il 5 ottobre 1984, papa Giovanni Paolo II si recò in visita alla Certosa di Serra San Bruno, in un discorso, nel quale menzionava la presenza nel convento di illustri personaggi, citò inequivocabilmente anche il nome del “famoso fisico Ettore Majorana”.

Tornando a Rolando Pelizza, una volta rivelata l'identità del suo maestro, ossia di colui che aveva progettato la macchina, non solo ribadisce di essere in grado di annichilire la materia e trasformarla in energia pura, di poter provocare il rallentamento dello spin degli atomi al fine di produrre calore, calore costante ed inesauribile anche se assorbito da un sistema idrico per produrre vapore, ma, addirittura, di essere in grado di trasmutare la materia stessa, grazie ad un “codice”, il codice di Majorana, che costituirebbe la guida verso una nuova fisica, una fisica a noi, oggi, sconosciuta.  La macchina funzionerebbe attraverso l'interazione di campi elettrici, magnetici e gravitazionali. 

Pelizza, a sostegno di quanto asserisce, produce una serie di documenti. Si tratta di alcune lettere che sarebbero state scritte dallo stesso Ettore Majorana, ed a lui indirizzate. In tali lettere lo scienziato è prodigo di consigli, suggerimenti e, fino ad un certo punto, sprona Rolando a proseguire nella sperimentazione della macchina, non senza metterlo in guardia dai pericoli che eventuali “fughe di notizie”, possono provocare. 

Le lettere sono state periziate dalla grafologa Chantal Sala, una professionista di Pavia abilitata in campo giudiziario, che, riguardo alla perizia eseguita sulla lettera indirizzata a Rolando e datata 26 febbraio 1964, dichiara: “... Detta lettera è sicuramente stata vergata dalla mano del sig. Majorana Ettore”. Le lettere che Majorana avrebbe scritto a Pelizza sono numerose e una di queste porta la data del 7 dicembre 2001: in tal caso Majorana l'avrebbe scritta all'età di 95 anni, questo il testo: 

“Caro Rolando, 

E' passato un anno dalla mia ultima, del 20-12-2000, che tu hai insistentemente ignorato. Credo che questa sarà una delle ultime lettere che riceverai da me; per questo desidero che sia un po' anche il mio testamento spirituale. Da subito voglio riconoscere i tuoi meriti nello sviluppo delle mie teorie, essendo tu riuscito a capire ed a realizzare la “macchina”, che ora è finalmente funzionante dopo ben 228 tentativi falliti.

Correva l'anno 1972, e poi hai continuato per tanti anni ed hai superato molteplici inconvenienti, la cui natura ci è ben nota. Comunque, per tutto quello che hai affrontato, grazie Rolando, mio unico vero discepolo e collaboratore! Qui voglio in particolare riconoscere i tuo comportamento da gentiluomo nel mantenere la parola data, sempre coerente e rispettoso della mia volontà di tacere il mio nome. Da allora sono passati più di quarant'anni e desidero che tu sia il mio portavoce.

Da ora se lo riterrai opportuno, sei libero di usare il mio nome, di divulgare i nostri rapporti. Gli scritti e fotografie; se lo farai ti prego di rivelare i veri motivi che mi hanno spinto nel 1938 ad allontanarmi da tutti, per dedicarmi allo studio, nella speranza di arrivare in tempo e poter dimostrare al mondo scientifico che esistevano alternative importanti e senza pericoli. Purtroppo tu ben sai che non sono arrivato in tempo, pur avendo alternative migliori, che a tuttora non sono servite a nulla. Riservati l'ultimo segreto, dove e come mi hai conosciuto, il luogo e i fratelli che da sempre mi hanno segretamente ospitato. 

Ti ringrazio nuovamente per aver sacrificato la tua vita per assecondarmi. Ti prego non andare oltre. Tuo Ettore” 

Chantal Sala perizia calligrafica su lettera di Majorana
Chantal Sala  perizia calligrafica  su lettera di Majorana  - Pavia
Le conclusioni della perizia Calligrafica
 
Chantal Sala perizia giurata Ettore Majorana- Tribunale di Pavia

Pelizza, all'età di ottant'anni, infatti, ha detto basta. Anche se, come ho già scritto, l'ho sentito dire che se il CNR, o altra struttura protetta, decidesse di realizzare la macchina, lui la farebbe funzionare. Giunti a questo punto, sono inevitabili alcune riflessioni. Devo confessare però, che è già da molti anni - in tempi non sospetti - che sono innamorato del personaggio Ettore Majorana, da sempre ho immaginato che Majorana fosse sparito volontariamente. Al di là del fatto che si possa credere o no a questa incredibile storia, che si dipana da circa cinquanta anni, di una cosa c'è certezza: la macchina è esistita, ne è prova la relazione di Ezio Clementel, responsabile dell'allora Comitato Nazionale per l'Energia. 

Certo è, che se davvero la macchina fosse in grado di fare tutto quello che Pelizza sostiene, chi mai potrebbe gestire una cosa del genere? 

Provate solo ad immaginare, intanto, contro quali e tali interessi economici andrebbe a collidere. Pensate alle compagnie petrolifere, ma non solo, a tutto il settore della produzione di energia, alle società minerarie, al business dello smaltimento dei rifiuti, al settore farmaceutico per citare solo alcune delle grandi e potenti lobbies economiche e finanziarie che sono in grado di condizionare le scelte dei governi di tutto il mondo. E poi considerate le ripercussioni sull'attuale quadro economico e politico internazionale. Viene da pensare che forse non siamo ancora pronti, che forse non siamo nel “tempo” giusto. A meno che, quello che venga a mancare sia proprio il tempo! 

E' notizia di alcune settimane fa che oltre cinquecento ricercatori di tutto il mondo si sono riuniti a Roma, su invito dell'Istituto Superiore di Sanità, per discutere dei cambiamenti climatici. Le conclusioni basate su evidenze scientifiche sono allarmanti: “fra due generazioni, se non faremo qualcosa, i danni saranno irreversibili. E' questo il tempo che ci rimane per mettere in atto misure concrete. Fra 20 anni potrebbe già essere troppo tardi. Già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l'anno, ma saranno milioni nel prossimo futuro se non si agisce subito". 

In una lettera datata 20 dicembre 2000, indirizzata al professor Erasmo Recami, Majorana tra le altre cose scrive “... la macchina in oggetto, oggi è in grado di rigenerare l'ozono distrutto, semplicemente tramutando l'anidride carbonica in ozono nella quantità mancante, e l'eccesso in qualsiasi altro elemento da noi voluto. Ma le sue possibilità sono infinite: ad esempio essa è in grado di produrre calore illimitato senza distruggere materia, quindi senza lasciare residui di nessun genere.” 

Finora è stato sottovalutato, sempre secondo le conclusioni del convegno di Roma, l'impatto che i cambiamenti climatici hanno sulla salute, a partire dall'esposizione ad aria inquinata per arrivare agli agenti infettivi ed alle radiazioni solari. 

Ecco, forse, se il tempo stesse per scadere, se fossimo proprio vicini al punto di non ritorno... 

“...poteva la natura o più precisamente la mano di Dio darci qualcosa a noi tanto necessario meglio di così? Senza problemi di nessun tipo, come distruzione e inquinamento? ...voglio solo sperare di veder realizzato questo desiderio prima di morire... non pretendendo nulla in cambio se non voler vedere questo nelle mani di qualcuno giusto e cosciente..."

Rolando Pelizza

breve bibliografia: 

• L.Sciascia, La scomparsa di Majorana 

• E. Recami, Il caso Majorana: epistolario, documenti, testimonianze 

• A. Ravelli, Il segreto di Majorana 

• R. Rio- F. Alessandrini, La macchina il ponte tra scienza e l'oltre 

• A. Ravelli, 2006: Majorana era vivo 

• sito: www.majorana-pelizza.it

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

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GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

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