Sperimentazioni di geoingegneria: gli effetti disastrosi sono reali

mercoledì 15 agosto 2012

Convegno Bilaterale sulla Ricerca Congiunta sui Cambiamenti Climatici a Roma, il 22-23 Gennaio 2002


 Il Comitato No Scie Chimiche di Firenze, riporta alcune dichiarazioni del Presidente della Regione Rossi:

"Di fronte ai cambiamenti climatici che hanno forti effetti anche in Toscana – ha detto il presidente Rossi – dobbiamo attrezzarci per affrontare nuove situazioni di scarsità d’acqua e di vera e propria desertificazione. Da questo punto di vista lo stato di Israele, forte delle sue esperienze di sottrazione di terra al deserto, può dare un contributo importante anche a livello di innovazione tecnologica”. (Comunicato stampa del 16/03/12)"

"Una “curiosa” notizia che riguarda la Regione Toscana. A marzo, in piena emergenza siccità (parliamo di appena 1 mese fa), il presidente della Regione incontrava l’ambasciatore di Israele in Italia e in un comunicato stampa ventilava una futura collaborazione con Israele per risolvere il problema (1). Nella dichiarazione, ivi riportata, si esaltava la capacità tecnologica di Israele di far fronte alle emergenze idriche."

Ma a quali tecnologie, non meglio specificate, si faceva riferimento? Non lo sappiamo, ma non possiamo trascurare il fatto che Israele assieme a Stati Uniti, Cina e Russia, pare sia un riconosciuto campione nell’uso di pratiche di geo-ingegneria. D’altra parte è piuttosto probabile che la strana siccità che ha colpito tra il 2011 e l’inizio 2012 la Toscana, non sia un fenomeno del tutto naturale.

Troppe volte abbiamo osservato e denunciato che fronti nuvolosi importanti, che promettevano pioggia, sono stati in qualche modo distrutti o mitigati dai numerosissimi e inspiegabili passaggi aerei (2). E’ poi noto che l’Italia nel 2003 ha stipulato un accordo scientifico di cooperazione con gli Stati Uniti che prevede anche la sperimentazione e lo studio di aerosol atmosferici, “Cooperazione Italia- USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici” (3), in cui sono coinvolti anche istituti pubblici presenti in Toscana, come ad es. l’Ibimet (Istituto di Biometeorologia), a cui tra l’altro è collegato il famoso Lamma, noto istituto che si occupa di previsioni meteo a livello regionale.

Un accordo non chiaro, che secondo molti è un escamotage per aggirare la convenzione ONU che vieta tali sperimentazioni a fini militari, ma sembra consentirle e incentivarle a fini civili (4). Il pericolo prossimo futuro potrebbe essere il completo sdoganamento di queste tecniche: con la geo-ingeneria di nascosto si provoca la siccità, addossando la colpa ai famigerati cambiamenti climatici; con la geo-ingegneria ci si presenta come salvatori della patria producendo l’agognata pioggia, giustificando l’uso di queste tecniche (e quindi pure le innominabili scie chimiche) come strumento irrinunciabile per far fronte alla carenza idrica.

E’ innegabile quanti interessi in gioco ci siano dietro la risorsa acqua, ma purtroppo questo è solo un aspetto dei possibili obiettivi delle operazioni di manipolazione del clima, un attrezzo multi-tasking in grado di soddisfare svariati interessi militari ed economici."



Cooperazione Italia-USA su Scienza & Tecnologia dei cambiamenti Climatici

Gli Stati Uniti e l’Italia hanno organizzato un Convegno Bilaterale sulla Ricerca Congiunta sui Cambiamenti Climatici a Roma, il 22-23 Gennaio 2002, in seguito all’impegno del Presidente GeorgeW. Bush e del Primo Ministro Silvio Berlusconi di intraprendere ricerche sui cambiamenti climatici in collaborazione. Questo impegno riconosceva la necessità di basarsi su solidi risultati scientifici e sulla potenza della tecnologia per ridurre le incertezze associate con i futuri cambiamenti climatici e ambientali.  

(L'intero articolo, nel link  postato sotto in: INTRODUZIONE)




WORKPACKAGE 10: Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri
Questo Workpackage ha come obiettivi:

1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale;

2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);

3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).


Le attività:

1. l'esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione

2. l'approfondimento e la migliore conoscenza dei meccanismi di risposta delle piante attraverso la misura diretta dello scambio gassoso in condizioni di pieno campo

3. la verifica in campo di ipotesi sviluppate nell'ambito di esperimenti di laboratorio

4. la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2.


Fonte: http://www.scribd.com/doc/8284646/Piano-dettaglio-Accordo-Italia-Usa-Sul-Clima

Segnalato da Straker nei commenti sul suo blog: http://www.tankerenemy.com/

http://tankerenemymeteo.blogspot.it/2012/08/correnti-getto-deviate-e-siccita-un.html

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