lunedì 26 novembre 2012

Stanno finendo i risparmi dei nonni

STIAMO MANGIANDO NOI STESSI


di Paolo Cardenà Ogni giorno, con preoccupante ritualità, ci giungono dati che certificano, almeno in parte,  la gravità della crisi economica al punto che, ormai,  si sta perfino compromettendo la virtù principale di questo paese: il risparmio delle famiglie. 

Questo, almeno per il momento,  ci ha consentito di superare in modo più agevole di altri Paesi, le crisi che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni. Ma anche quest'ultimo baluardo sembra stia venendo meno. A compromettere questa virtù stanno intervenendo dinamiche che, per diverse ragioni e in diversa misura, 
contribuiscono  a deteriorare il risparmio delle  famiglie.



La profonda crisi che ci sta attraversando e  che si sta esprimendo in tutta la sua drammaticità nella compressione della capacità di reddito e quindi di spesa  di tutti i soggetti economici, è la causa principale del deterioramento del risparmio. In altre parole, le famiglie stanno attingendo ai loro risparmi per sostenere spese tipiche ed ordinarie della vita quotidiana, integrando o addirittura sostituendo il reddito che sta venendo meno  a causa della crisi che genera  contrazione della domanda di lavoro.
A questo si devono aggiungere,  oltre al feroce inasprimento fiscale in atto,  e ai  significativi  fenomeni inflattivi che erodono il potere di acquisto - e quindi  il valore reale dei risparmi -,  anche le dinamiche avverse dei mercati finanziari che stanno via via lacerando i portafogli di investimento delle famiglie, seppur con le dovute distinzioni. Senza considerare poi che il risparmio delle famiglie, potrebbe anche subire  una riduzione dello stock per effetto di una eventuale imposta patrimoniale straordinaria, stando ai segnali che, in modo più o meno frequente ed ufficiale, provengono dal mondo politico, salvo poi maldestre smentite.

Qualche settimana fa si è svolta la giornata del risparmio, e questo è lo spaccato che ci offre un'ottima analisi di Marco Onado pubblicata sul sito  LA VOCE.INFO 

La giornata del risparmio è diventata ormai un logoro rito, ignorato dai più. Eppure mai come quest’anno, il 31 ottobre è stata l’occasione per meditare su problemi fondamentali dell’economia e della società italiana. In primo luogo, perché il mito del risparmio italiano è sempre più un ricordo.
IL DECENNIO PERDUTO DEL RISPARMIO ITALIANO Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in pochi numeri ha fotografato impietosamente la situazione: “la formazione di risparmio, a lungo fra le più alte del mondo avanzato, è in calo da oltre un ventennio; la flessione si è accentuata dall’avvio della crisi. La quota risparmiata del reddito nazionale è ora inferiore alla media europea: sotto il 17 per cento, circa 4 punti percentuali in meno rispetto alla prima metà dello scorso decennio, contro il 22 in Germania e il 18 in Francia”.
Come le neiges d’antan del poeta, la capacità di risparmio del paese si è dissolta sotto la pressione prima dei bassi tassi di crescita di cui il paese soffre dagli anni Novanta e soprattutto della crisi finanziaria che ha determinato un vero e proprio crollo. Come ha detto Visco, il risparmio diminuisce soprattutto a causa della caduta del reddito delle famiglie, pari al 9 per cento in termini reali nell’ultimo quinquennio, dopo una crescita modesta nel decennio prima della crisi. Un fatto che non ha riscontro in altri paesi: in Francia e in Germania il reddito disponibile e i consumi delle famiglie sono cresciuti, sebbene a ritmi contenuti, nel corso dell’intero periodo.
Il confronto internazionale ci dice che la ricchezza finanziaria italiana è ancora fra le più alte al mondo (in rapporto ovviamente al reddito). Tuttavia, non solo non cresce più come in passato, ma ha subito una netta contrazione da quando è scoppiata la crisi finanziaria e soprattutto dal 1995 cresce meno rispetto a tutti gli altri paesi europei, come dimostra il grafico seguente tratto da una recente ricerca. (1)

Figura 1. Attività finanziarie delle famiglie normalizzate ai livelli del 1995 (prezzi costanti 2011)
E dunque è evidente che gli italiani non sono passati dalla condizione di operose formiche a quella di cicale spendaccione: semplicemente sono formiche impoverite, costrette ad accumulare meno e a intaccare i risparmi del passato. Eppure solo un anno e mezzo fa (sembrano passati decenni) il Governo Berlusconi negava che la crisi europea potesse coinvolgere l’Italia grazie anche, per non dire soprattutto, alla grande risorsa costituita dal nostro risparmio. Invece erano già evidenti i segni di quella che a tutti gli effetti costituisce la lost decade del risparmio italiano. Ma la probabilità che in un futuro anche non immediato muti radicalmente lo scenario in termini di reddito disponibile per le famiglie (o il che è lo stesso in termini di posti di lavoro) è assai scarsa. Dunque dobbiamo attenderci altri anni in cui la ricchezza dovrà essere intaccata. Il che, en passant, significa che il debito pubblico(compreso quello da rinnovare) troverà sempre meno spazi nei portafogli delle famiglie e dovrà essere sottoscritto dalle banche, con tutte le conseguenze che ne derivano per l’attuale circolo vizioso fra crisi del debito sovrano e crisi delle banche. Con il che il mito della solidità delle banche italiane rischia di finire nello stesso cassetto del mito del risparmio. LA RICCHEZZA IN MANO A GENITORI E NONNI Fin qui, gli aspetti brutalmente quantitativi e aggregati del problema. Ma se andiamo a vedere più analiticamente i dati sulla distribuzione della ricchezza, emergono altri elementi da guardare con preoccupazione. Il più evidente è la asimmetria nella distribuzione a favore delle classi di età più anziane, come dimostra il grafico seguente, tratto dalla ricerca citata, che utilizza questa volta dati relativi ai clienti della banca.
                                       
                                              Figura 2
. Ricchezza finanziaria (clienti Unicredit) per classi di età

Come si nota, fatta pari cento la ricchezza di coloro che hanno almeno 65 anni, i giovani sotto i 34 hanno poco più del dieci per cento. E anche quelli che della classe di età superiore (che dovrebbero avere alle spalle fra i 15 e i 20 anni di lavoro) non se la passano molto meglio. Il che significa che la ricchezza finanziaria degli italiani (meglio: dei genitori e dei nonni) è oggi la vera “cassa integrazione salari”. Ma per quanto tempo può durare?
E ancora: quali pensioni future percepiranno coloro che oggi si trovano nelle prime due classi di età (quelli che in un classico modello alla Modigliani dovrebbero risparmiare di più) visto che la ricchezza finora accumulata è così modesta e nel futuro crescerà poco dato che nell’orizzonte temporale prevedibile i tassi di interesse rimarranno bassi?
La risposta è molto semplice: pensioni misere da integrare con patrimonio accumulato da padri e nonni. Parafrasando il grande Fred Zinnemann: Da qui all’eredità. Cioè uno dei modi più inefficienti e ingiusti di trattare il problema delle pensioni. Con l’unico risultato sicuro di dare il colpo di grazia al primato in termini di ricchezza finanziaria e al mito del risparmio come grande risorsa nazionale. Nella confusione politica di questi giorni, di tutto si parla, tranne che di programmi: quando questi verranno (si spera). i politici che hanno snobbato la giornata del risparmio dovranno dire qualcosa su questo fondamentale problema.
 
(1) Osservatorio del Risparmio UniCredit-Pioneer Investments, Milano 2012.

venerdì 23 novembre 2012

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Secondo N.A.S.A, F.A.A., U.S.A.F., le scie di condensazione sono raramente (2,8% di probabilità) prodotte dalle
emissioni dei motori a reazione degli aerei. Questo processo di condensazione avviene tipicamente a quote di 8-12
Km al di sopra della superficie della Terra. La loro formazione è legata a specifiche condizioni atmosferiche: le scie di
condensa si formano quindi ad altitudini in genere superiori agli 8.000 metri, valori di umidità relativa superiori
al 72% e temperature inferiori a -41° Celsius. Qualsiasi velivolo che rilasci scie a quote inferiori e condizioni
di umidità e temperatura non idonee, è un aereo impegnato in operazioni clandestine di aerosol.  

LE SCIE DI CONDENSAZIONE, FENOMENO RARISSIMO, NON SI DEVONO CONFONDERE CON LE SCIE
CHIMICHE 

L’espressione "scie chimiche" è la traduzione del termine "chemtrails", coniato per la prima volta nel 1996, anno in cui, in Canada, si ebbero i primi avvistamenti delle medesime, anche se le sperimentazioni in a bassa ed alta atmosfera erano già iniziate nei decenni precedenti. 

Le scie chimiche vengono definite tali semplicemente perché non sono scie di condensazione (contrails), ma sono generate artificialmente, a quote (2000/3000 metri – quote cumuli) e condizioni di temperatura ed umidità non idonee alla formazione delle scie di condensa tipiche. Le scie chimiche
possono essere persistenti e con la tendenza ad espandersi nel cielo, sino a diventare una densa patina nuvolosa che oscura il sole, oppure non persistenti, ma che, progressivamente, offuscano l'atmosfera. 

Nella nostra regione, a causa di queste operazioni clandestine di irrorazione chimica e biologica, le precipitazioni sono drasticamente diminuite, la vegetazione è risultata danneggiata e le malattie respiratorie, neuro- degenerative ed i tumori sono aumentati in modo preoccupante.

Nel 2003, l'Italia ha stipulato un accordo di collaborazione con gli Stati Uniti denominato "Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici".Questo accordo, ufficialmente è volto allo studio dei fenomeni atmosferici, ma in realtà, come si deduce dai vari paragrafi del documento, implica la diffusione aerea di pericolosi elementi chimici come alluminio, biossido di zolfo, titanato di bario, torio, rame, selenio, manganese, silicio.  

L'irrorazione di tonnellate di particolato in bassa ed alta atmosfera in vaste aree del mondo sta modificando in modo irreparabile gli equilibri climatici e biologici e, seppure queste operazioni di aerosol vengano spacciate per tentativi di mitigare l'effetto serra, esse invece, sortiscono l'effetto contrario. 

La barriera artificiale creata tramite le "scie chimiche", oltre ad impedire il passaggio della luce solare necessaria per la vita sulla terra, imprigiona il calore negli strati bassi dell'atmosfera, con un conseguente aumento delle temperature. 

Non dimentichiamo inoltre che il lungo periodo di siccità che affliggerà varie parti del mondo è senza dubbio causato dalla massiccia diffusione di bario in
atmosfera. Se veramente tali operazioni di aerosol fosse ro mirate a mitigare l'effetto serra, per quale motivo, decine di aerei volano bassi e fuori dalle rotte civili nelle ore notturne? Quali sono gli scopi delle scie? Perché vengono diffuse? 
 

Queste sono le domande legittime che molti si pongono. Proviamo a fornire delle risposte.

In primo luogo le scie chimiche contengono sostanze in grado di modificare i fenomeni meteo: i sali di bario ed il gel di silicio, ad esempio, assorbono l'umidità atmosferica, riducendo drasticamente le precipitazioni. Inoltre le scie, formando una patina che filtra i raggi solari, danneggiano le colture tradizionali che abbisognano sia di luce sia di acqua: in questo modo, si rendono necessarie le sementi O.G.M. Non è un caso se, da anni, molte multinazionali agroalimentari esercitano pressioni sull'Unione europea affinché siano accettati gli O.G.M.

Con i voli, sono diffusi nell'aria spore di funghi, polveri intelligenti, virus e batteri nell'ambito di pericolosi test sulla popolazione (Vedi esperimenti ISAC-CNR). E' evidente, quindi, che l'operazione "scie chimiche" si inquadra
negli obiettivi del complesso militare - industriale volto ad aumentare a dismisura il controllo dell'economia globale.

Gli interessi in gioco, come si vede, sono molteplici ed è per questo motivo, che, sia le istituzioni sia i media ufficiali sia i meteorologi sia gli “scienziati”, negano la stessa esistenza del problema, riconducendo le attività di avvelenamento del pianeta, a normali voli di linea ed alle rarissime scie di condensazione. 

E' nostro dovere fermare queste operazioni, prima che sia troppo tardi. 

Per maggiori informazioni visita:   


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: Scie chimiche: la verità nascosta. Le prove (Draco Edizioni – 2009) 

IL PREVISTO SISTEMA DI DISOCCUPAZIONE


E' incredibile vedere la partita giocata dai politici di tutto il mondo sulla disoccupazione. I governi cercano di nascondere questi fatti per convincere la gente a fare corsi estenuanti e altre soluzioni insolite, che non creano posti di lavoro e spesso non portano da nessuna parte, se non ad una spersonalizzazione dell'individuo nel precariato (quando va bene) perenne ed imperituro.

Ma diamo un'occhiata a questa anomalia da un punto di vista sobrio - cerchiamo di ridurre tutta la nebbia intorno ad essa. Non ci sarebbe affatto nessuna disoccupazione, se tutte le parti avessero cercato di risolvere questo problema, questo problema endemico, sarebbe stato risolto molto tempo fa.

Se tutti i governi mondiali, si fossero seduti con gli imprenditori dei loro paesi e,  gli imprenditori e i politici avessero entrambi la pura intenzione di risolvere la questione, sarebbe venuto fuori qualcosa di simile a questo:

Governo: Cosa sarebbe necessario per voi assumere più persone?

Aziende leader:
Abbassare le tasse in modo che possiamo permetterci di assumere persone.

Governo: Quindi, se abbassiamo le tasse, voi imprenditori sareste in grado di garantire e di assumere più persone nell'arco di un anno?

Capi di aziende leader:
Certo!






Inoltre, rendere più facile per le piccole imprese ad assumere per espandersi e non essere uccise dalla tasse. Se quanto sopra venisse fatto, le aziende impiegherebbero più persone per poi espandersi in imprese più grandi, che a loro volta pagheranno più tasse e con la produzione di nuovi prodotti e migliori per far si che le persone possano acquistarli e utilizzarli. Dopo di che, saremo forse pronti ad andare all'estero con i nostri prodotti ed aumentare il reddito generale, e così assumere ancora di più persone.

Le persone che lavorano con salari equi, pagherebbero più tasse alla comunità, acquisterebbero più prodotti, che sarebbero a sua volta tassati e così ci sarebbero più denari in arrivo anche per lo stato. Questa tassa-denaro potrebbe a sua volta tornare al popolo in forma di servizi di prima necessità buona assistenza sanitaria, scuola, trasporti e altri servizi di pubblica utilità.

Sarebbe una società in cui tutti possono vivere con dignità. Ora invece abbiamo la disoccupazione. La gente va in cassa integrazione, assistenza ridicola ma sempre assistenza sborsata a fondo perduto dallo stato come la  disoccupazione, ottenendo soldi dal nulla, che è una spesa enorme per lo stato e degradante per la persona. Così si ottiene la criminalità, la violenza e la droga, che costerà ancora di più!

Chiunque sano di mente. ora in questo momento può vedere che siamo governati da governi che sono solo messi lì per sopprimere la loro gente. Con le aziende farmaceutiche che spacciano legalmente, rendendo le persone dei tossicodipendenti in quanto destinati da quelli al potere, perché i politici e lo stato possiedono un vasto numero di azioni in tali società, nessuno di loro potrà mai interferire con il diritto del push-farmaco (anche le case farmaceutiche sono uno dei più grandi contribuenti fiscali nel mondo, quindi perché interferiscono?) Psichiatri e medici avidi, che vengono pagati dalle case farmaceutiche, saranno in grado di continuare il loro sporco lavoro drogando la società. E, con tutte le frontiere aperte, i narcotici possono fluire liberamente da tutto il mondo.

Quello che vogliono, (in un mondo nel caos e nella confusione), è una miriade di tossicodipendenti, disoccupati. E ci sarà un giorno in cui qualcuno dirà: "Basta" con i politici non possono creare lavoro, sono troppo corrotti e collusi con conflitti di interesse, quindi facciamolo noi illuminati! Quel giorno sarà veramente finita e, si attuerà il progetto millenario NWO, oggi chiamato globalizzazione per renderlo più soft.


http://www.theforbiddenknowledge.com/hardtruth/intended_unemployment.htm

Frase di Gaio Sallustio Crispo 

"Omnis homines, qui sese student praestare ceteris animalibus, summa ope niti decet ne vitam silentio transeant, veluti pecora, quae natura prona atque ventri oboedientia finxit."

Tutti gli uomini che mirano ad emergere su gli altri esseri animati debbono impegnarsi con il massimo sforzo, se non vogliono trascorrere l'esistenza oscura, a guisa di pecore, che la natura ha create prone a terra e schiave del ventre.

mercoledì 21 novembre 2012

Un Messaggio dalla Sfinge

 

A fianco delle piramidi di Giza troviamo la raffigurazione di un leone dal volto umano: è un monumento scavato nel calcare. Lunga 73 m. e alta 20 m. la Sfinge si qualifica indubbiamente come il più grande manufatto artistico che il mondo conosca.

Per riuscire a ottenere quelle monumentali dimensioni lo scultore ha scavato migliaia e migliaia di tonnellate di solida roccia. Gli esperti non sono in grado di spiegarci cosa spinse lo sconosciuto artista a compiere quell'opera, ne esistono indizi o segni, iscrizioni o altro che ci aiutano a capire a quando risale il monumento.

Ma nonostante la mancanza di documenti di qualsivoglia natura, i cosiddetti esperti si sentono in grado di dirci che la Sfinge fu scolpita dall'uno o dall'altro dei costruttori delle vicine piramidi.

Recentemente si è dedicata molta attenzione, con simulazioni al computer, al volto della Sfinge, nel tentativo di attribuirlo a uno dei faraoni di Giza. Il candidato preferito è il volto di Chefren, mentre una minoranza attribuisce quelle sembianze a Micerino.

Ma nessuno potrebbe smentire l'asserzione che quello è il volto dell'artista, né si possono valutare le modifiche apportate nel tempo dagli interventi del restauro. La dimensione della testa, nella sfinge, sono piccole rispetto al resto del corpo e ciò potrebbe indicare che vi sono stati interventi importanti che ne hanno modificato l'aspetto.

Diversi studiosi hanno richiamato l'attenzione sull'unicità della sfinge, giscchè non esiste precedente alcuno del concetto di rappresentare un corpo di animale dotandolo di una testa umana. L'arte egizia si concentrava anzi sul concetto opposto e mostrava gli dei dell'Egitto con corpi umani e teste di animali.

Inoltre, altre rappresentazioni della Sfinge rinvenute in Egitto mostrano una testa di ariete su un corpo di leone, mai comunque appare il volto di un faraone. C'è anche da dire che molti commentatori si sono dati meravigliati per il fatto che il concetto di sculture di grandi dimensioni ricavate dalla viva roccia non è mai stato riproposto, nonostante sia tecnicamente semplice e che lungo il Nilo ci siano abbondanti e idonee formazioni rocciose. 

Sono proprio questi fattori che hanno reso la Sfinge il mistero che è: infatti, appare totalmente disgiunta dal resto dell'antica cultura egizia. Già abbiamo riconosciuto le piramidi di Giza come la seconda rotta di volo degli déi dopo il diluvio. Può allora essere che anche la Sfinge sia opera degli déi e non degli uomini?

Così sulle piramidi, sulla Sfinge non ci sono iscrizioni. La sua perfetta forma artistica, come la perfetta angolazione di 52° delle piramidi di Giza non sono state replicate da nessuna altra parte. Non dovremmo certo restare meravigliati se dovessimo scoprire che questi monumenti senza data precedono di migliaia di anni l'epoca dei faraoni egiziani. Nel caso della sfinge, questo è adesso un fatto scientificamente assodato. 

Nell'ottobre 1991 il dottor Robert Shoch, un geologo della Boston University, ha presentato prove de fatto che la Sfinge risale a migliaia di anni prima del 2500 a.C., datazione sinora ritenuta giusta. le sue conclusioni si basavano sugli effetti delle attività meteorologiche nel fossato di calcare che circonda la sfinge.

Questa erosione, stando alla scienza della geologia, può essere soltanto il risultato di prolungate precipitazioni piovose, costanti con il clima asciutto che caratterizza l'Egitto del 2500 a.C. Sulla base dunque dei dati climatici, Schoch stima che la sfinge deve risalire ad un arco di tempo compreso tra i 9000 e i 12.000 anni fa, quando il clima in Egitto era assai più umido.

Una tale datazione è ovviamente sacrilegio per gli esperti: quegli stessi esperti che dichiarano recisamente che la Grande Piramide è la tomba di Cheope. Non essendo in grado di confutare i dati geologici (che hanno incontrato l'ampio sostegno dei colleghi di Schoch), gli egittologi hanno ripiegato sul ragionamento secondo cui i risultati ottenuti da Schoch non vanno accettati in quanto contraddicono tutto il resto di quanto si sa sull'antico Egitto.

Zahi Hawass, curatore della sfinge e delle piramidi, ha dichiarato: <<Non abbiamo nessuna prova architettonica e né abbiamo prove scritte che ci dimostrino che in Egitto in quell'epoca ci fosse qualcuno in grado di scolpire una statua del genere>>.

Una volta in più, prove chiare, basate sui fatti, vengono nascoste sotto il tappeto per conservare integro il paradigma per evitare di riscrivere i libri di storia. Questi scettici farebbero bene a riflettere, ora, sul fatto che la Sfinge guarda a oriente esattamente lungo il 30° parallelo nord in direzione del Sinai, a sostegno delle prove scritte e geografiche che un centro spaziale è esistito in quella medesima latitudine.

Forse in passato la sfinge recava il volto di un dio? Sembra assai probabile. Esiste effettivamente una lunga tradizione che attribuisce alla Sfinge le sembianze di Hor-Akhiti, il "Falco dell'Orizzonte", è uno dei più antichi dèi egizi, Rà, era noto con questo nome. Non è certo una coincidenza che l'orizzonte orientale segnava davvero la direzione di atterraggio dei falchi.

Conclusioni:
  • Prove scritte e geografiche particolareggiate suggeriscono con forza l'antichissima esistenza di centri spaziali costruiti dagli déi a Giza, Eliopoli, Baalbek-El, Gerusalemme e nella penisola del Sinai.
  • Gerico, Beth-El e Cadesh-Barnea furono costruiti come presidi fortificati che avevano lo scopo di impedire l'accesso alle basi spaziali.
  • Le analisi geologiche compiute sulla Sfinge e le datazioni archeologiche dell'antica Gerico dimostrano che queste località precedettero di diverse migliaia di anni le prime civiltà.
  • Le prove fisiche raccolte a Jenel Barkal nonché la Grande Piramide confermano nei particolari le cronache degli déi presenti nei testi sumeri. 

da: Il Mistero della Genesi delle Antiche Civiltà  p.222-223-224  
Di: Alan F. Alford 

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martedì 20 novembre 2012

INFORMARSI


 I centrotrenta potenti del mondo,

Alle 19.45 è stato visto entrare Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale; un quarto d’ora dopo il ministro del Lavoro Elsa Fornero, seguito dal presidente del Consiglio Mario Monti, avvistato intorno alle 20.30. Tra i ministri del governo tecnico erano presenti anche Corrado Passera (delega allo Sviluppo Economico) e Francesco Profumo titolare del dicastero all’Istruzione.
Continua a leggere QUI 

REDDITOMETRO

 

Con il nuovo redditometro, lo strumento che consente di confrontare i redditi dichiarati dai contribuenti con il loro tenore di vita sulla base delle spese sostenute, gli italiani rischieranno, nel peggiore dei casi, di pagare fino a 9mila euro in più di tasse.

È una prima stima degli effetti elaborata dell’ufficio studi della Cgia di Mestre. Secondo l’associazione, con un maggior reddito stimato dal fisco pari a 10.000 euro, se il contribuente raggiunge l’accordo con l’Agenzia delle Entrate che gli sconta il reddito imponibile del 5%, tra maggiori imposte e sanzioni ridotte dovrà versare tra i 4.250 euro circa e i 5.640 euro. Se, invece, non accetta la proposta del fisco e fa ricorso alla Commissione tributaria e alla fine dei due gradi di giudizio perde, il contribuente dovrà versare tra 6.815 e 8.906 euro.
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21 Dicembre 2012: La "Fine del Mondo"??



 di Fabio Garuti

A proposito della cosiddetta ed ormai famosissima “Profezia Maya” del 21 Dicembre 2012, avente ad oggetto una pretesa, e mai provata, fine del mondo, vale la pena di approfondire le motivazioni oggettive, e non certo soggettive, a supporto, che hanno portato alla formulazione di tale catastrofico assunto. Non si tratta di un inutile e sterile esercizio retorico, bensì della dimostrazione di come taluni argomenti vengano a volte attaccati ed analizzati a 360 gradi, trovando anche il classico “pelo nell’uovo”, mentre altri, come nel caso di detta “profezia” ormai “in scadenza”, vengano più o meno tacitamente condivisi ed accettati, e, come se niente fosse, non commentati e trascurati da gran parte del mondo archeologico pur in presenza di scarse, se non scarsissime argomentazioni probatorie a supporto. 
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 Il Crop Circle del “Countdown”. La Terra si trova nel punto di non ritorno!
 

di Dan Keying
Quando venne alla luce questo bellissimo crop circle, Massimo Fratini notò subito che questa formazione racchiudeva in sé un messaggio molto profondo e descrisse in un suo articolo che il pittogramma, secondo cropcircleconnector, poteva rappresentare un imminente impatto con una cometa o asteroide, ma che sembrava anche suggerire teorie su possibili effetti gravitazionali esercitati sul nostro pianeta, da parte di energie sconosciute all’apparenza, causandone proprio i terremoti nella zona della comparsa del pittogramma.
Continua a leggere QUI

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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