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lunedì 23 novembre 2020

Nessuno si accorge di nulla

 
 
In TV non c'è alcuna pubblicità del Natale, nessun torrone, nessun panettone, nessun regalo, nessun albero di Natale...Possibile che nessuno si accorga di  nulla?
 
Nessuno si accorge che ci stanno togliendo tutto, modificando il nostro modo di vivere, il nostro mondo, ci stanno togliendo le nostre radici, le nostre identità, hanno creato un mondo distopico pieno di menzogne...rovinano l'infanzia dei bambini.
 
Stanno occultando la nostra arte e ci tolgono anche la nostra massima festa religiosa, il Natale, e qualsiasi tipo di festa, con un pretesto di emmergenza sanitaria...
 
Mentono sui morti, sugli ospedali pieni e la gente abbocca, fieri di litigare per fare rispettare le regole, per paura di morire e credendo di adoperare il buon senso.
 
Non esiste più alcun tipo di rapporto sociale, fisico, amicizia, famigliare, stette di mano, ci si saluta con i gomiti o con i pugni chiusi...
 
Vogliono un mondo fatto di uomini e donne sottomessi dai poteri forti e lo fanno con il crimine, con ogni mezzo, con i media, con l'arte della paura.
 
Siete complici della massoneria, la massoneria non crede in Gesù Cristo quindi non festeggia il Natale...
 
Nemmeno la Cina popolare festeggia il Natale...
 
State avallando il più grande disastro sociale, economico, politico della storia dell'umanità, e per giunta vi costringete a respirate la vostra stessa anidride carbonica invece di aria pura, anche quando siete da soli in strada. Persone intelligenti...si si! Homo Sapiens Sapiens

domenica 15 dicembre 2019

L'albero di Natale e le sue leggendarie origini storiche


È una casa rara che non è adornata in questo momento con un abete di Natale. In questi tempi familiari, piccoli e grandi di solito trasformiamo il nostro albero di Natale nell'asse centrale della nostra casa: ai tuoi piedi appariranno i regali il 25 dicembre e accanto a lui ci incontreremo, assaporando deliziosi piatti e dolci. Ci siamo abituati così tanto alla sua presenza magica, che non ricordiamo nemmeno - o molte volte sappiamo - i motivi per cui, anno dopo anno, diventa il protagonista del nostro Natale.

Tuttavia, sebbene la documentazione storica sull'abete natalizio appaia solo pochi secoli fa, è vero che le leggende e le tradizioni che ci raccontano risalgono a tempi molto antichi. Tradizioni e leggende frutto di culture, epoche e usanze molto diverse: alcune di origine strettamente cristiana e altre molto precedenti alla nascita del cristianesimo. 

Il simbolismo dell'albero nel corso della storia 

Gli alberi sono sempre stati considerati un simbolo di vita, specialmente per quelle culture strettamente legate alle forze della natura. Dalla preistoria gli uomini primitivi introdussero piante perenni e tutti i tipi di fiori nelle loro caverne e rifugi ai quali conferirono un significato magico e / o religioso. Mentre Greci e Romani decoravano le loro case con edera, i Vichinghi e altri popoli nordici preferivano farlo con il vischio e altre piante sempreverdi come alloro, agrifoglio e rami di varie conifere. 

 
I popoli nordici decoravano le loro case con agrifoglio e altre piante perenni. Illustrazione di una pianta di agrifoglio disegnata da Otto Wilhelm per il suo libro "Flora di Germania, Austria e Svizzera" (1885). (Dominio pubblico) 

Gli antichi abitanti del nord Europa hanno celebrato la nascita di Frey, dio del sole e della fertilità, adornando un albero perenne vicino al solstizio d'inverno. Questo albero rappresentava il divino Yggdrasil (Albero dell'albero dell'universo supporto dei Nove mondi), nella cui corona era il cielo in cui era Asgard (la dimora degli dei), e all'interno di Asgard el Valhalla (sala di Odino nella che ha ricevuto eroi vichinghi uccisi in combattimento). Al contrario, le loro radici profonde affondarono in Helheim, il regno dei morti. La celebrazione di quel giorno era decorarla con torce che rappresentavano le stelle, la luna e il sole. Intorno a lui, danza e canta in onore di Frey. Dopo l'evangelizzazione di quella parte del vecchio continente, i nuovi cristiani hanno adottato l'idea dell'albero sacro per celebrare la nascita di Cristo.  

Per i Celti l'albero era considerato un elemento sacro e venerato dai Druidi. Era un mezzo per celebrare il "culto della luce" nel giorno del solstizio d'inverno, la notte più lunga dell'anno. Dal solstizio d'inverno fino all'inizio di gennaio i Celti hanno bruciato rami di quercia (simbolo dell'anno che muore) nella convinzione che le scintille prodotte porterebbero a nuovi giorni luminosi, mentre le ceneri si spargevano attraverso i campi per favorire il Colture future

Esistono innumerevoli culture in cui l'albero rappresenta il mezzo di unione tra cielo e terra. Pertanto, specialmente nelle culture orientali, l'albero è un simbolo dell'incontro con il sacro: un punto d'incontro tra esseri umani e divinità. Per millenni gli alberi sono stati per l'uomo un simbolo di saggezza, fertilità, longevità e crescita. Quindi, ci sono così tante leggende che ruotano attorno agli alberi e al loro rapporto con gli umani.

Giovane donna che decora il suo albero di Natale nel "Natale" (1898), di Marcel Rieder (1862-1942). (Dominio pubblico) 

L'albero di Natale cristiano 

L'albero di Natale simboleggia per il cristianesimo la speranza di rinascita nella notte più buia dell'anno e l'invocazione della luce attraverso la nascita di Gesù di Nazaret. Inoltre, ricorda l'albero del Paradiso di cui mangiarono i frutti Adamo ed Eva e da dove proviene il peccato originale. D'altra parte, la sua forma triangolare (perché si usa generalmente una conifera) simboleggia la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Secondo una popolare tradizione tedesca, San Bonifacio (675-754) - vescovo inglese che viaggiò in Frisia e Germania per evangelizzare i suoi abitanti, si sentì molto ferito nel Natale del 723 quando vide che i tedeschi erano tornati alla loro vecchia idolatria e si prepararono a celebrare il solstizio d'inverno sacrificando un giovane sotto la sacra quercia di Thor. Tale era la sua delusione e rabbia che, prendendo un'ascia, andò a tagliare quell'albero. La leggenda narra che, al primo colpo dell'ascia, una forte raffica di vento abbatté immediatamente la quercia. La gente del posto, sorpresa e spaventata, riconobbe l'intervento della mano di Dio in un simile evento e implorò San Bonifacio di spiegare come avrebbero dovuto celebrare il Natale.

Quindi, il sacerdote notò un piccolo abete che, miracolosamente, rimase intatto accanto ai resti della quercia caduta. Lo vide come un simbolo dell'amore di Dio e lo adornava con mele - frutti di tentazioni peccaminose - e con candele che rappresentano la luce di Cristo che nasce per illuminare il mondo. Alla fine, poiché aveva familiarità con l'usanza pagana di decorare case con foglie e rami di piante perenni durante l'inverno, chiese a ogni famiglia di portare un abete a casa. 

 
Statua di San Bonifacio a Fritzlar, Germania, raffigurante il santo che porta un'ascia dopo aver abbattuto la quercia di Thor. (Dominio pubblico) 

A poco a poco, la tradizione si è evoluta, cambiando mele per palline colorate e candele per faretti e luci lampeggianti. Ma, nonostante questi cambiamenti, le sfere colorate simboleggiano ancora le preghiere fatte durante il periodo dell'Avvento cristiano: il tempo di preparazione fino alla nascita di Gesù. 

In questo modo, le palle blu simboleggiano le preghiere di pentimento, quelle d'argento corrispondono alle preghiere per dire grazie, quelle dorate sono un simbolo delle preghiere di lode e le sfere rosse delle richieste rivolte a Dio. Allo stesso modo, la stella con cui è sormontato l'abete di Natale rappresenta la fede e la luce che dovrebbero guidare ogni buon cristiano, ricordando alla stella che, secondo il credo cristiano, ha guidato i Magi a Betlemme. 

Per quanto riguarda il resto delle figurine con cui è decorato l'albero di Natale, rappresentano le buone azioni e i sacrifici che i cristiani offrono in dono a Gesù per il suo "compleanno" il 25 dicembre. 

 
Tutti gli ornamenti natalizi in abete hanno un profondo significato simbolico. (Kris de Curtis-CC BY 2.0) 

Origini dell'albero di Natale moderno 

Oggi non sappiamo quale sia stata la prima copia dell'albero di Natale nella storia, dal momento che ci sono diverse città del nord Europa che contestano questo onore. Ad esempio, a Riga, in Lettonia, c'è una targa che afferma che il primo albero fu adornato in quella città nel 1510. Tuttavia, ci sono anche testimonianze che affermano che era nella Brema tedesca, nel 1570, quando fu decorato per la prima volta un albero a base di noci, frutta secca e nastri di carta. 

Nonostante quanto sopra, sono gli spettacoli medievali - che rappresentavano misteri e passaggi biblici - che, secondo gli esperti, forniscono gli indizi più importanti sulla vera origine del moderno albero di Natale. Questi spettacoli hanno adempiuto alla funzione di insegnare la religione cristiana alle persone che, per la maggior parte, erano composte da individui analfabeti. Queste opere sono diventate molto popolari e diffuse in tutta Europa. Così, alla vigilia di Natale, il 24 dicembre, era rappresentato il passaggio del peccato originale di Adamo ed Eva. Durante tutto il lavoro, l'albero biblico del bene e del male ha occupato il centro della scena. In linea di principio si pensava di usare un melo, ma non sarebbe stato adatto in inverno, quindi si decise di far adornare un abete con mele, wafer e dolci per bambini dai quali, secondo gli esperti, sarebbero derivati ​​i nostri attuali alberi di Natale. 

 
Secondo gli esperti, è stato sulla riva occidentale del Reno, nella regione dell'Alsazia, dove "la moda" di decorare un albero di Natale è emersa nel 16° secolo. (Dominio pubblico)

Secondo gli esperti, è stato sulla riva occidentale del Reno, nella regione dell'Alsazia, dove "la moda" di decorare un albero di Natale è emersa nel 16° secolo. (Dominio pubblico)

Questi stessi esperti suggeriscono anche che si trovava sulla riva occidentale del Reno, nella regione dell'Alsazia, dove "la moda" dell'albero di Natale è emersa nel XVI secolo. Una delle prime prove documentali di ciò è la documentazione della città di Schlettstadt dell'anno 1521, che include l'ordine di fornire una protezione speciale alle foreste nei giorni prima di Natale, essendo i ranger responsabili della punizione Chiunque abbia tagliato un albero per decorare la propria casa. Inoltre, un altro documento informa che, a Strasburgo, capitale dell'Alsazia, gli abeti furono venduti sul mercato, per portarli a casa e decorarli. Dall'Alsazia la tradizione si diffuse nel resto della Germania, poi in tutta Europa e, infine, nel resto del mondo cristiano.
 

Immagine di copertina: particolare del dipinto ad olio "L'albero di Natale" (1911), di Albert Chevallier Tayler. (Dominio pubblico) 

Autore: Mariló T. A. 

riferimenti 

L'albero di Natale: origini e senso cristiano. http://www.primeroscristianos.com/index.php/origenes/item/791-el-arbol-de-navidad-sus-origenes-y-sentido-cristiano/791-el-arbol-de-navidad-sus- Origenes-e-senso-cristiana 

Fernandez, Tere. Natale e le sue tradizioni: l'albero di Natale. http://es.catholic.net/op/articulos/18260/la-navidad-y-sus-tradiciones-el-rbol-de-navidad.html 

Castelli, Eleonora. L'abete come albero di Natale: origine, storia e leggenda. http://galakia.com/abeto-arbol-de-navidadorigenhistoria-leyenda/ 

Gómez Fernández, Francisco José. Breve storia del Natale. Edizioni Nowtilus.


lunedì 29 agosto 2016

La poesis è pericolosa



Sesso e potere, la virilità di Cristo. E il Natale ha 5000 anni

Di Salvatori se ne contano tanti: e sono tutto maschi e virili, come Cristo. E’ la tesi “blasfema” di un eminente intellettuale come Francesco Saba Sardi, scomparso nel 2012, autore di decine di libri tra cui “Il Natale ha 5000 anni”, messo all’indice dal Vaticano. 

Chi è, dunque, e come “nasce” un dio? Perché la Chiesa nega la sessualità del messia? In un’intervista a Sonia Fossi per la rivista “Hera”, Saba Sardi spiega la sua visione della religione intesa solo come sistema di potere sui popoli. Triestino, spregiatore dei dogmi, Saba Sardi ha tradotto in sei lingue alcuni tra i più grandi scrittori dell’800 e del ‘900, pubblicando oltre 40 libri su temi che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia ai viaggi. E’ considerato una delle menti più prestigiose del XX secolo, riconosciuto dal Quirinale tra le maggiori autorità intellettuali italiane. 

“Il Natale ha 5000 anni” racconta la vicenda della nascita e della diffusione del Natale cristiano, illuminando le radici della religiosità in un momento storico di nascente integralismo. Con l’avvento del neolitico, 12.000 anni fa, la nostra civiltà diventa stanziale grazie alla scoperta dell’agricoltura. Per gestire la terra e il lavoro nasce la guerra. E per motivare la guerra viene “inventata” la religione.

Nasce così l’attuale sistema di potere, che in un suo saggio del 2004 Saba Sardi chiama “dominio”. Temi anticipati da “Il Natale ha 5000 anni”, volume popolato di vicende e personaggi che, prendendoci per mano, ci fanno percorrere il 

cammino dell’uomo: «Dodicimila anni fa l’umanità dell’Eurasia ha inventato le divinità», riassume Sonia Fossi nell’intervista ripresa dal blog di Gianfranco Carpeoro. Ma è nella crisi generale di 5000 anni fa che Francesco Saba Sardi individua «il sorgere della necessità di speranza che porta l’uomo a desiderare la comparsa del Salvatore, del redentore capace di ricondurci alla fratellanza dei primordi». E così, «la speranza nei Figli del Cielo apparsi in maniera straordinaria, uscendo da grotte, rocce o nascendo da madri vergini, si diffonde per millenni lungo tutti i territori eurasiatici». Sicché, il Cristianesimo «è solo uno dei Natali dei Figli del Cielo». Ma chi è questa volta il Figlio del Cielo? Sempre lo stesso di 5000 anni fa? E cosa rappresenta per noi oggi la religione, la fede, la credenza in entità sovrumane?

“Il Natale ha 5000” anni viene pubblicato per la prima volta nel 1958 per essere poi ritirato dalle librerie. La pubblicazione del 2007 dell’editore Bevivino è in realtà la seconda edizione, precisa Sonia Fossi. Cosa accadde nel 1958? «Nel ’58 il mio libro fu accolto molto bene dal pubblico e molto male dalla “Civiltà Cattolica”». La rivista dei gesuiti, allora diretta da padre Enrico Rosa, «dedicò un intero numero, ben 25 pagine, alla confutazione della tesi esposta nel mio libro, confutazione a cura di padre Rosa». Che cosa ha fatto e cosa può ancora fare paura del suo libro? «Varie cose. Ad esempio, ha fatto paura il fatto che io affermassi che il Cristianesimo è un mitema: ma il mito non è bugia». Il mito è un’affermazione che sorge spontaneamente, spiega Saba Sardi. «Il Natale è un mito che sorge nell’impero eurasiatico quando nell’età neolitica l’umanità passa dal nomadismo alla stanzialità. La società stanziale inventò l’agricoltura, l’allevamento di bestiame, il maschilismo e il potere. La necessità di una società organizzata richiese l’istituzione di una gerarchia che veniva ordinata soprattutto dal cielo con l’idea della divinità». 

Su quali elementi – domanda la giornalista – basò la sua confutazione padre Rosa? «La mia tesi è inconfutabile», risponde lo studioso. «Padre Rosa basò la sua confutazione sul fatto che Gesù è una realtà storica e non una figura mitica. 
Ma anche se Gesù fosse una realtà storica questo non avrebbe nessuna importanza, perché fu Paolo di Tarso il fondatore del Cristianesimo e non Cristo». Il Cristianesimo nasce e si diffonde seguendo vari rami, varie tesi come ad esempio la gnostica, per poi arrivare alle edizioni Paoline, e gli scritti di Paolo di Tarso diventano la base su cui si fonda il cattolicesimo per come noi oggi lo conosciamo. 
Come interpretare questo percorso? «E’ chiaro che quando è giunto il momento di scegliere tra i vari rami del Cristianesimo si è pensato di scegliere il Dio monoteista che più conveniva a chi in quel momento gestiva il potere, in questo caso l’imperatore Costantino. Insomma, Paolo di Tarso è stato un autore che ha trovato nell’imperatore Costantino un formidabile editore». 
Quindi l’imperatore Costantino potendo scegliere tra diversi autori decide di editare Paolo di Tarso? «Sì, e da quel momento il Cristianesimo sostituisce la Trinità Capitolina formata da Giove, Marte ed Ercole. Bisogna sottolineare il fatto che le figure e le qualità degli Dei Capitolini non soddisfacevano più gli intellettuali romani dell’epoca. Costantino unificò l’impero donando al popolo romano un Figlio del Cielo, monoteista e nato da un Dio sensibile e più raffinato degli Dei a cui i romani erano abituati fino ad allora».

La narrazione cristica ha però avuto un’immensa fortuna: perché? «La grande forza del Cristo, così come per tutti gli Apparsi, per tutti i Figli del Cielo, consiste soprattutto nell’essere maschio», spiega Saba Sardi. «La gerarchia è maschile. Il potere maschile, il Tyrannos (in lingua turca e in latino: il pene duro), il Tiranno». Attenzione: «Nessun potere può affermarsi se non è incarnato; così, il potere si materializza in una parte del corpo». Al che, «sesso e potere diventano tutt’uno». Si badi: «Non c’è mai stata un’Apparsa. Mai una donna venuta a rivelare il Nuovo Mondo, a promettere l’Età dell’Oro». Da quando sono stati inventati gli Dei, le Dee, le Ninfe, le Valchirie – aggiunge Saba Sardi – sono sempre «al servizio del Signore degli Dei, il Grande Maschio». Il potere è maschio in una civiltà dominata dai maschi, osserva Sonia Fossi. Ma se l’umanità avesse camminato sulla scia dell’energia femminile, questo avrebbe fatto differenza nella nostra evoluzione? «Moltissima differenza. Il potere non è donna. La donna è madre. Nella nebulosità dei nostri ricordi ancestrali si è persa l’idea delle Dee che si auto-generavano senza il ricorso dell’inseminazione maschile come la Madre Terra, metafora del suolo che risorge continuamente da se stesso. Nell’età neolitica la donna venne “domesticata”, ridotta alla condizione di inferiorità e sudditanza». 

«Il Neolitico è stata una tragedia per l’umanità», insiste Saba Sardi. «L’invenzione della stanzialità, nel tempo ha cambiato tutto: il modo di mangiare, la concezione dello spazio. Abbiamo cessato di divertirci. Andare a caccia è divertente, il selvaggio si diverte. 
Zappare non è divertente come non è divertente fare l’impiegato. Abbiamo cessato di divertirci e abbiamo inventato la guerra. La parola ha cessato di essere spontanea: non è la parola che inventa il mondo, ma sono gli oggetti che iniziano a imporre le parole». Il suo libro percorre la storia dei Figli del Cielo, dei mitema. Quali elementi uniscono queste figure al Cristo? «Come abbiamo già detto la maschilità», risponde l’autore. 
«Il fatto che devono affrontare dei pericoli: ad esempio, il Dio egizio Amon Ra – il Sole – deve affrontare il pericolo della notte, come il Cristo deve affrontare il buio, il Diavolo. Il fatto è che sono Apparsi, il Natale è Apparso. Non è sempre necessaria una madre vergine, ma una nascita straordinaria: Mitra nasce da una roccia. Poi, l’Apparso trionfa nell’aldiquà o nell’aldilà; quello che conta è il trionfo attuale o futuro, dopo aver “rinominato” il mondo non più con la parola spontanea, ma come conseguenza dell’essersi impadronito del mondo». In altre parole, attraverso l’evocazione della divinità, «il potere consiste nel darci il pensiero, che è parola».

Tutti i profeti raccontano del ritorno dell’Età dell’Oro, scrive la Fossi, anche se ognuno chiama questo tempo che ci attende con le proprie parole: cosa rappresenta questa visione? «Nostalgia e speranza», dice Saba Sardi. «Speranza che ritorni il tempo felice. Il tempo in cui non si consumava la propria vita lavorando, perché cacciare o raccogliere delle radici nei boschi non è un lavoro». Ed ecco il nostro tempo: «La civiltà per come l’abbiamo costruita ora è un disastro. Abbiamo distrutto la natura, abbiamo ucciso noi stessi». Tornare indietro? «E come? Tornando alla caccia? E’ più probabile che ci penserà la Terra stessa a ripulire l’uomo. L’Apocalisse è la fine del mondo per ricominciare. L’Età dell’Oro è apocalittica. Ci sarà un’epoca di felicità futura perché la nostalgia e la speranza sono tutt’uno. Tutti gli Apparsi, tutti i Figli del Cielo parlano di questo momento, tutti». 

Quindi, figure simili a Cristo esistono almeno da 5000 anni. «Nel Neolitico avviene la rivoluzione razionale, la ratio: il cognito prende il posto del mitema e sostituisce la poesis, l’invenzione, la poesia che è immediatezza e spontaneità, è ciò che sopravvive ancora nei bambini». Quindi le informazioni le abbiamo, ma a causa della nostra razionalità non riusciamo ad utilizzarle? «No, non riusciamo. Tutte le informazioni da cui siamo invasi nella nostra società sono composte da due parti: la prima è costituita da dogmi. Dogma è la fede e l’affermazione fideistica non ha nulla a che fare con la razionalità. 
La seconda parte dell’informazione è composta dalla giustificazione, la riprova. Il Vaticano, ad esempio, informa utilizzando la razionalità dell’informazione religiosa». Ratzinger ha detto di continuo che il Cristianesimo è razionale. «I preti non fanno altro che dare dimostrazione di Dio e delle sue manifestazioni hanno bisogno della riprova». Mentre la scienza «parte da ipotesi che debbono essere provate», la religione «al posto delle ipotesi mette delle certezze aprioristiche», cioè «dogmi che non possono essere smentiti perché smentire i dogmi significa essere degli eretici».

La storia dell’uomo è comunque piena di eretici, di uomini che hanno tentato con tutte le loro forze di smentire questi dogmi. Gente come Giordano Bruno, disposta a pagare con la vita. Oggi, domanda Sonia Fossi, un Giordano Bruno che tipo di opposizione incontrerebbe? «Incontrerebbe un padre Rosa che gli darebbe pubblicamente del bugiardo», risponde Saba Sardi. Ma la Chiesa «è in contraddizione con se stessa: ad esempio, dichiara Cristo una realtà storica, quindi non nega l’incarnazione, ma dell’incarnazione nega la sessualità». 

Infatti, “Il Natale ha 5000 anni” mostra le immagini di antichi dipinti in cui la sessualità di Cristo non viene negata, ma mostrata. Quei dipinti «sono esistiti fino al Concilio di Trento», poi sono stati occultati. «Il Concilio di Trento è da considerarsi l'antirinascimento», sostiene lo studioso. La copertina del libro sotto accusa, ad esempio, mostra la “Sacra Famiglia” di Hans Baldung Grien, datata 1511. «L’immagine che ha suscitato, a più riprese, scandalo, mostra il Bambino Gesù sottoposto a manipolazioni genitali. A toccarlo è la nonna, sant’Anna, mentre il bambino tende una mano al mento della madre, Maria, e l’altra scopre l’orecchio dal quale è entrato il Verbo». 

Da cattolici e protestanti «si è cercato in vari modi di spiegare, o meglio esorcizzare, l’atto erroneamente considerato un gesto di libertà senza precedenti nell’arte cristiana, ma le erezioni di Gesù sono illustrate da una folla di dipinti rinascimentali», afferma Saba Sardi. 
«In più di un dipinto l’erezione è talmente palese da aver indotto più volte i censori a mascherarla con pennellate o drappeggi, quando non si è arrivati a distruggere i dipinti “incriminati”». Eppure, aggiunge lo studioso, «la virilità di Gesù è una componente fondamentalissima nella concezione cristiana». Sicché, «negare questa evidenza, negare la sessualità del Cristo, equivale a negare l’Ensarcosi, l’incarnazione del Figlio del Cielo, e dunque a negare il dogma stesso del Dio-uomo; questo equivale dunque a pronunciare una bestemmia».  
Visto che l’esistenza stessa di questi dipinti testimonia il fatto che la Chiesa non ha da sempre negato la sessualità di Cristo – ragiona Sonia Fossi – come siamo arrivati alla negazione? Nel Cristianesimo, Saba Sardi distingue tre fasi: nella prima, la fase Agostiniana, «Dio è Padre, severo e unilaterale: concede la grazia ai suoi figli ma chi non è nelle sue grazie va all’inferno». La seconda è la fase del Rinascimento: «In questa fase Dio Padre viene sostituito dal figlio, che ha ha doti di spontaneità e umanità, ed è davvero di carne e sangue». Poi arriva il Concilio di Trento, che apre la terza fase del Cristianesimo, in cui si torna alla figura del Padre severo e indiscutibile. 
«Naturalmente un residuo del Dio che si incarna nel Figlio, della fase rinascimentale, ha continuato a sopravvivere resistendo fino a Giovanni XXIII, ma adesso si sta tornando a Pio IX, al Sillabo. Perché la concezione dell’uomo che può e deve scegliere è impossibile da conciliare per la Chiesa, quindi si torna al Sillabo: così si pensa, così si parla, così si scrive». La poesis è pericolosa, conclude Saba Sardi: «Il poeta è pericoloso perché non rispetta i dettami del potere, quindi, tutti devono essere ridotti al comune denominatore: il Sillabo e i suoi derivati. I giornali sono il Sillabo, la produttività è il Sillabo. Il poeta è la negazione del Sillabo».

giovedì 11 dicembre 2014

Neo Paganesimo e "l'anticipato" diabolico plagio

La festa delle ipocrisie (quarto anno)

 

E’ possibile che il Cristianesimo e il Paganesimo Abbiano in comune qualcosa di più di quello che le autorità cristiane siano 
disposte ad ammettere? 
  • Il Cristianesimo proviene dalle antiche religioni pagane?
  • La Chiesa primitiva romana ha adottato deliberatamente un gran numero di riti pagani, festività e credenze?
  • Se così fosse, cosa spinse i sacerdoti a copiare gli aspetti specifici della mitologia pagana?
  • Qual è la relazione esistente tra Gesù e alcuni dei pagani?
  • E’ possibile che il Cristianesimo e il Paganesimo abbiano molto in comune di più di quello che le autorità cristiane siano disposte ad ammettere?
La maggior parte di noi associa il Paganesimo con l’adorazione degli idoli, con i sacrifici di sangue e la stregoneria. Ci hanno insegnato a credere che i pagani siano gente primitiva, che in un certo qual modo rendono culto al diavolo.
 
Come può basarsi su concetti occulti una religione pura, sacra e unica come il Cristianesimo? Questo presupposto, con certezza può essere scartato poiché assurdo. Scrivere qualcosa come “impossibile” è un processo facile e rapido.

Prima di rifiutare il collegamento Cristiana/Pagana, quindi, dobbiamo prima porci delle domande:
  • Potrebbe essere che abbiamo un’immagine totalmente sbagliata e distorta dell’antico Paganesimo tradizionale?
  • Forse le religioni dei misteri sono state più sviluppate spiritualmente di quanto pensiamo?
  • Quale fu la vera ragione di far figurare i seguaci delle religioni dei misteri in maniera così oscura?
Dobbiamo tener presente che la Chiesa primitiva di Roma utilizzò tutto il suo potere politico, finanziario e sociale per conquistare il Paganesimo e tutti i suoi seguaci a qualsiasi prezzo.

La Letteratura Sacra pagana fu distrutta e tutti gli eretici eliminati.

Assistita dall’Impero Romano, la Chiesa partecipò a una lunga e terribile guerra contro “gli infedeli”. Fu una battaglia, che è scontato dire alla fine la Chiesa vinse.
 
Il paganesimo antico si era estinto e il mondo “fu purificato”. Oggi il Paganesimo è considerato una religione morta e ciò che troviamo in tempi moderni sono nuovi rami delle antiche tradizioni dei misteri. L’antico Paganesimo si è trasformato in Neo Paganesimo che sta guadagnando sistematicamente nuovi membri in vari paesi.  

La nostra immagine attuale, negativa e oscura dei pagani è quella che la Chiesa ci ha presentato per 2000 anni. E’ un tempo molto lungo e tutti sappiamo che le idee e le credenze vecchie non muoiono rapidamente.

E’ assolutamente sbagliato, comunque, proclamare che il Cristianesimo è contro il Paganesimo quando il primo deriva dal secondo. Può suonare come una dichiarazione audace e naturalmente molti lettori esigeranno delle prove convincenti.
 
Trovare evidenze non è un problema, cambiare vecchie credenze radicate è un compito che non può essere facilmente raggiunto.

In realtà il Cristianesimo contiene tanti aspetti del Paganesimo che è difficile immaginare questa religione senza le caratteristiche occulte. Questo ci porta a un’altra domanda più ovvia: se realmente ci sono tante similitudini tra queste religioni “Perché non si fanno conoscere a tutti queste similitudini?”

La risposta è facile e semplice – perché la Chiesa primitiva romana ha fatto tutto quanto in suo potere per impedire che si scoprissero. 
I primi Cristiani erano consci dei punti comuni che condividono con i seguaci delle religioni dei misteri. Oggi i Cristiani sarebbero giudicati eretici. Le antiche credenze sono state sempre dimenticate e il vero significato dei simboli, delle feste e dei riti è stato cancellato dalla storia.

Certi simboli e celebrazioni cristiane. Come la croce e il Natale, per esempio, erano condannate dai Padri della Chiesa, viste le loro origini pagane.
 
Commento della Chiesa sulle Similitudini Cristiane/Pagane Il diavolo è accusato di plagio
 
Prima di sbirciare più a fondo i rituali, i simboli, le feste e il ruolo di Gesù come salvatore dell’umanità, tutti gli elementi che uniscono cristiani e pagani, è bene ascoltare la voce della Chiesa.
 
Questi sacerdoti, come spiegano le notevoli similitudini tra queste due religioni? L’atteggiamento dei Padri della Chiesa sul collegamento cristiano/pagano è cambiato negli anni, o dovremmo forse dire che le spiegazioni sono cambiate, il negare è stato sempre presente. Il problema più grande della Chiesa è spiegare come i miti pagani, che sono precedenti alla cristianità di centinaia, a volte migliaia di anni, hanno molto in comune con la biografia di Gesù Cristo.
 
I primi Padri della Chiesa, come Giustino Martire (100-165 d.C.), Tertulliano (160-220 d.C.) e Ireneo (130-202 d.C.) dichiararono che le similitudini erano il risultato di una "imitazione diabolica".
 
Accusarono il diavolo di "plagio per anticipazione". Dissero che il diavolo aveva copiato deliberatamente la vera storia di Gesù Cristo; questo fu l’intento del diavolo per ingannare gli ingenui e gli innocenti.

Alcuni Padri della Chiesa erano un poco più aperti. Suggerirono che i paragoni tra Gesù e altri dei salvatori che erano morti e resuscitati prima di Gesù, dovevano considerarsi come premonizioni o profezie dell’arrivo di Gesù.
 
I sacerdoti moderni affermano che ci sono solo delle piccole similitudini tra il Cristianesimo e le religioni dei misteri. Molte autorità cristiane di oggi affermano che le religioni dei misteri erano basate su dei che non erano personaggi storici.

Pertanto, non c’è nessuna necessità di fare paragoni.
  • Siamo disposti veramente a credere che tutti gli dei pagani adorati in ogni continente fossero personaggi finti e che Gesù Cristo era l’unica persona che visse e morì come salvatore dell’umanità?
  • Cos’è che rende il mito di Gesù più affidabile di quello di Osiride, Dioniso, Mitra, Adone e altri?
Non molto tempo fa ho letto un articolo in cui un sacerdote cattolico affermava che la minaccia più grande per il Cristianesimo non era una delle grandi religioni come l’Islam, il Buddismo e l’Induismo.

No, il pericolo più grande era il paganesimo.

Interessante no? E’ una contraddizione.

Sorprendente da sentire, tenendo presente la dichiarazione ufficiale che gli dei pagani non sono mai esistiti e il Cristianesimo ha così poco in comune con le tradizioni occulte.

Allora perché il Cristianesimo si sente minacciato dalle religioni misteriche del passato? La risposta alla nostra domanda, forse, è occultata in un passato remoto.
 
Forse un esame di certe similitudini ci può portare a più piste sulle vere origini del Cristianesimo e la ragione per cui la Chiesa ha sempre temuto i pagani. 

 Aureole, Santi e Religione Solare

 
Abramo e Gesù rappresentati con le aureole
 
Molti simboli cristiani importanti derivano dalle antiche religioni solari. L’adorazione del Sole si trova,
  • nell’antico Egitto
  • Babilonia
  • Grecia
  • Messico
  • Perù
  • Persia
  • India
  • Irlanda,
...e altri luoghi.
 
L’aureola è il simbolo più conosciuto dall’apparizione dell’iconografia cristiana dal secondo secolo in poi. L’aureola che circonda le teste dei santi è secondo la tradizione cristiana un segno di “sanità”.

Gesù Cristo, la Vergine Maria, i santi e i martiri furono rappresentati con un’aureola ma non è questa un’invenzione cristiana.
 
L’aureola è un simbolo pagano che è identico ai dischi solari che circondano gli dei e le dee collegate al sole.
 
Divinità egiziane rappresentate con dischi solari
 
L’arte egiziana è piena di aureole e non è difficile trovarne esempi.
 
In alto vediamo la più importante delle divinità leonine d’Egitto, Sekmet, rappresentata con una grande sfera sulla testa. Iside, la dea egizia più importante e madre di Horus, ha un disco simile e anche il dio sole Ra.
 
Il dio toro Apis porta anche un disco solare tra le corna. Il disco solare si utilizza per distinguere gli dei dagli esseri umani.

Perché gli antichi egiziani si sarebbero presi la briga di rappresentare queste persone con i dischi solari sulle teste se fossero solo esseri umani o figure di fantasia? No, l’antico popolo egiziano sapeva che i propri dei, erano esseri vivi ma non esseri umani.

Gli antichi Egiziani utilizzavano il disco solare dai primordi della loro storia, migliaia di anni prima che i Cristiani adottassero il simbolo come aureola.
 
Nettuno
Elios


Aureole nell’antica Grecia e in Roma
 
I Greci e i Romani probabilmente presero i simboli dagli antichi Egizi. Elios, il dio greco del sole è ritratto con un’aureola che gli circonda la testa come Nettuno, il dio romano del mare. Ci sono anche molti esempi di aureole nell’arte indù e buddista. Nelle figure sotto vediamo Krishna e Budda circondati dalle aureole.
Krishna
Budda

Aureole in Asia antica
 
L’aureola cristiana, quindi non è unica in assoluto. Questo simbolo significa splendore divino, saggezza e forza vitale. Fu utilizzato dai pagani migliaia di anni prima di Cristo. Il concetto di pregare i santi per riceverne benedizioni ha anche le su radici nelle tradizioni occulte. Nella Bibbia non c’è niente che ci dice che dobbiamo adorare i santi, questa pratica però è molto estesa in tutto il paganesimo. Molti antichi dei e dee pagani sono stati rimpiazzati e adorati come santi dai primi cristiani.

Nel Cristianesimo si crede che i santi tenessero sotto controllo certi aspetti della vita quotidiana. Se preghiamo un santo, possiamo ottenere il suo appoggio o la sua benedizione per una salute buona, un buon viaggio, fortuna e molte altre cose.
 
I pagani credevano che gli angeli e i demoni governassero gli aspetti concreti dell’esistenza di una persona. Con il fine di invocare un angelo o un demonio, una persona doveva pronunciare il suo nome a voce alta. In questo modo si poteva fare l’invocazione a questa entità e i suoi desideri sarebbero divenuti realtà.
 
L’atto di invocare gli esseri sovrannaturali e chiedere aiuto iniziò dai pagani e i cristiani lo praticano oggi.
 
Se l’essere invocato è un angelo, demonio o un santo è irrilevante visto che il principio continua a essere sempre lo stesso.
 
 

Il Natale: una festa pagana
 
Ogni anno molte persone aspettano il Natale insieme alla nostra famiglia e ad altre persone cui vogliamo bene per scambiarci i regali e celebriamo la nascita di Gesù Cristo. Eppure la nascita di Gesù non è avvenuta il 25 dicembre.

In realtà non c'è nessuna ragione di credere che Gesù nacque il giorno della Natività. La data della nascita di Gesù è sconosciuta, come il mese e l’anno. Nella Bibbia non ci sono indizi reali su quando nacque Gesù.

L’unica pista che abbiamo è che hanno riportato sempre che i pastori stavano avendo cura delle loro greggi durante la notte. Questo significa che la data della Natività non avrebbe potuto essere in dicembre poiché questo in Palestina è un periodo di piogge, né pastori né greggi, avrebbero potuto stare all’aperto nei campi a Betlemme.

Basandoci quindi sui Vangeli, è più probabile che Gesù sia nato in primavera o in estate.

Celebriamo il compleanno di Gesù il 25 dicembre grazie a Dionisio l’Esiguo, un monaco sciita che ci disse di farlo. A Dioniso che al momento era anche un abate e astronomo di Roma, fu ordinato di decidere una data per la nascita di Cristo. Per anni egli diede la data che adottiamo adesso e per il giorno e il mese scelse deliberatamente il 25 dicembre.
 
Perché scegliere il giorno e il mese? La risposta è abbastanza semplice. Il 25 dicembre era conosciuto come il giorno del solstizio d’inverno e della nascita del Sole.

Questa data era conosciuta in tutto l’impero romano come il compleanno di varie divinità pagane. In questo giorno gli Egizi celebrano la nascita di Osiride, dio della morte e ridotto in pezzi, e di Horus il dio del cielo. I Frigi e più tardi i Greci onorarono Adoni il dio che muore e resuscita.
 
Per i Persiani era il compleanno di Mitra. Apollo ed Ercole furono onorati in questo stesso giorno. Si credeva che fosse nato il 25 dicembre anche il dio romano Bacco, conosciuto come Dioniso tra i Greci.
 
Si può comprendere come la Chiesa di Roma decise che i cristiani celebrassero la nascita di Cristo il 25 dicembre. Le date delle principali feste religiose pagane erano così popolari che il cristianesimo dovette mantenerle.

Eppure ci volle molto tempo per unire i cristiani e convincerli a celebrare la Natività di Gesù proprio in quel giorno. Molti tra i primi cristiani celebrarono la nascita del loro Salvatore il 6 gennaio. I cristiani armeni lo fanno ancora.
 
La Chiesa di Gerusalemme iniziò a celebrare il Natale nel VII secolo, in Irlanda nel V, in Inghilterra nell’VIII e nei paesi slavi tra il IX e X secolo.
 
Molti simboli e pratiche che associamo al Natale sono di pura origine pagana. L’albero dal verde perenne decorato, fare regali, l’agrifoglio, il tronco di Natale, il vischio, l’edera e poi tutti gli elementi furono ripresi dalle antiche tradizioni pagane.
 
In effetti, alcune autorità cristiane considerano l’origine del Natale così pagana che convinsero la gente ad abbandonare la sua celebrazione in quel giorno. Per esempio, durante il diciassettesimo secolo, i Puritani del Massachusetts cercarono di proibire del tutto il Natale, ma non ci riuscirono. Eppure oggi i cristiani, come i Testimoni di Geova, non celebrano il Natale.
 
Natale non è l’unica celebrazione che ha le sue radici nelle tradizioni pagane.
 
Altre festività hanno occupato il posto della festa pagana, come quella di San Giovanni Battista in giugno che era la festa del solstizio d’estate; il giorno dei defunti che si celebra all’inizio di novembre prende il posto della celebrazione pagana dei morti e dei fantasmi dello stesso periodo.

E l’elenco continua…
 
  CR TAO 02

La croce e la Crocifissione

"Hu, dalla luce morì sulla croce all’equinozio, scese nell’emisfero sud e tornò a nascere a Natale, andando verso le terre dell’estate del nord."
Myfyr, il defunto Arcidruido Gallico
Nel cristianesimo i credenti considerano la croce come un simbolo sacro e rappresenta la fede cristiana.
 
La croce ha molti disegni diversi tra loro. La Chiesa Anglicana riconosce come autentiche perlomeno cinquanta varianti della croce cristiana. Eppure la croce fu utilizzata dai pagani, migliaia di anni prima dell’apparizione di Gesù.
 
Possiamo trovare vari tipi di croci in molte culture antiche.

 
L’Ankh


Le divinità egizie sono sempre raffigurate con la croce Ankh che era il simbolo della vita e dell’immortalità. L’Ankh è stata adottata poi dalla chiesa copta come l’unica forma di croce cristiana.
 
La croce celtica è precedente rispetto alla cristianità. La croce fu utilizzata in Irlanda molto prima che San Patrizio arrivasse nel paese. Le croci dei  Tuatha di Danaan sono sempre associati ai serpenti. Il tempio druida di New Grange è a forma di croce latina.
 
In Cina, la croce era il simbolo della Terra. A volte si usava come rappresentazione dell’energia e della forza. L’imperatore cinese Fu-Hi, 2953 a.C., è raffigurato con una croce.
 
Per gli Assiri, la croce rappresentava il loro dio Anu, il dio del cielo.
 
Quando gli Spagnoli arrivarono in Messico nel 1519, furono sorpresi di trovare delle croci nei templi dei nativi. La croce era il simbolo degli dei Tlaloc e Quetzalcoatl dei Toltechi. Nel tempio di Osiride in Alessandria, gli sconcertati cristiani trovarono un’enorme croce sul pavimento di marmo.
 
Il dio greco Apollo portava solitamente una croce sulla sua tunica. La croce solare si utilizza nell’arte dei paesi asiatici, in America, Europa e India fin dagli albori della storia. Nel mondo ci sono numerosi esempi di questo tipo di croce.
 
La croce greca con quattro braccia uguali è un simbolo comune nel vicino Oriente, in Sumeria e nell’antica Grecia. La svastica è di origine pre indiana. Era utilizzata come simbolo del Sole. Le braccia rappresentavano anche i quattro punti cardinali: nord. Sud, est e ovest. In Scandinavia, la croce Tau era il simbolo del martello di Thot.

Ci sono molti altri esempi dell’utilizzo della croce presso gli antichi.
 
Come possiamo vedere quindi, i seguaci delle religioni dei misteri avevano molta familiarità con il simbolo cristiano più conosciuto, la croce. I primi Padri della Chiesa condannarono l’uso della croce per le sue origini pagane. La prima apparizione di una croce nell’arte cristiana si trova su un sarcofago del Vaticano della metà del V secolo. Era una croce greca con le braccia della stessa lunghezza.
 
Trovare l’origine della croce è molto difficile.
 
Alcuni studiosi credono che la principale fonte delle sue radici si trovasse nella pratica delle religioni solari. In molte culture la croce si trasformò in un simbolo del Sole come un dio che muore e risuscita. Dal punto di vista astronomico e religioso, il sole fu inserito nella croce, cioè crocefisso, quando passa attraverso gli equinozi.
 
Il Sole scuro dell’inverno è il sole crocefisso. Risuscita come il Sole luminoso dell’estate che ascende al cielo. La crocifissione doveva essere molto importante per le persone che vivevano nel Nord. Gli Scandinavi celebravano la cerimonia della crocifissione del Sole nel giorno più breve.
 
Nell’antichità, la croce fu utilizzata come mezzo di tortura e di castigo.  Ci sono stati molti dibattimenti sulla forma originaria della crocifissione. SI crede che le persone a volte fossero giustiziate su una croce a forma di TAU, a volte su una croce romana e a volte su legni inchiodati.
 
Ovviamente, Sant’Agostino credeva che il Salvatore cristiano fosse morto sulla croce Tau. La croce cristiana attuale è un’invenzione di Sant’Agostino che cambiò la forma originaria della croce Tau in quella latina.
 
A quanto sembra, egli non voleva che Gesù fosse giustiziato sullo stesso tipo di croce usata per i criminali o i prigionieri. Sicuramente non sapeva su quale tipo di croce Gesù fu crocefisso.
 
Per certo sappiamo che Gesù non fu l’unico Figlio di Dio che morì per l’umanità, scese agli inferi e resuscitò dai morti.
Gesù e altri “salvatori” crocifissi
 
Oggi sembra che tutti  si basino sul Codice da Vinci.
 
All’improvviso adesso nessuno crede più che Gesù morì sulla croce. Scappò invece con sua moglie Maria in Europa. Si suppone che nella Cappella di Rosslyn, in Scozia, si trovi nascosto il Santo Graal. Maria Maddalena, che era anche la madre di suo figlio, sembra un’ex prostituta o forse no, su questo c’è dell’incertezza.
 
Il bello è che ci troviamo di fronte a una storia straordinaria e quindi tutto è possibile. Esaminiamo comunque la vita di Gesù da una prospettiva diversa.
  • Che cosa sarebbe successo se Gesù non avesse vissuto nel periodo in cui si presuppone sia stato crocefisso, ma molto tempo prima?
  • E’ possibile tracciare la vita e la morte di Gesù centinaia o migliaia di anni prima?
  • E se la storia di Gesù si basasse su un mito pagano che descrive un altro salvatore resuscitato nel mondo?
Tutti i miti pagani, dopotutto, fanno risalire la “nascita” di Gesù di secoli. Le divinità pagane simili a Gesù, considerati quindi salvatori dell’umanità, cosa hanno in comune con lui?Consentitemi di fare un breve riassunto con un elenco che sembra non finire mai.  
 
Tutti gli dei pagani,
  • Nacquero da una madre vergine
  • Nacquero in una grotta o in un andito sotterraneo
  • Si sacrificarono per il bene dell’umanità
  • Sono conosciuti come salvatore, guaritore, mediatore, liberatore, portatore di luce
  • Furono intrappolati dalle forze oscure
  • Discesero agli inferi o nell’aldilà
  • Resuscitarono dai morti e si trasformarono in guide dell’umanità alla testa del mondo celeste
  • Fondarono comunità di santi e chiese i cui seguaci erano ricevuti col battesimo. 
Osiride, ...il dio egizio, nacque da una vergine in una grotta o in una stalla. La sua nascita fu annunciata da una stella. Durante le cerimonie di matrimonio, egli poteva compiere miracoli trasformando l’acqua in vino. I suoi seguaci erano battezzati.Era descritto come un uomo tranquillo, con i capelli lunghi e la barba, proprio come Gesù. Aveva dodici discepoli, fu accusato ingiustamente di eresia. Fu appeso a un albero o crocefisso e morì per i peccati del mondo.
 
Dopo la morte, scese agli inferi e il terzo giorno resuscitò. Apparve ai suoi discepoli e poi ascese al cielo. Osiride morì e resuscitò nelle stesse date di Gesù. Alla fine dei tempi tornerà in terra e giudicherà la razza umana. I Testi delle Piramidi, che descrivevano la vita, la morte e la resurrezione di Osiride furono scritti prima del 2500 a.C. .   

Mitra ... il dio persiano, che nasce il 25 dicembre, anche lui nacque in una grotta e da una vergine. Viaggiò molto e agì come un maestro dell’umanità. Anche lui naturalmente ebbe dodici gradi di insegnamenti. Mitra fu chiamato il Salvatore e in alcune occasioni era rappresentato come un agnello. Fu sepolto in una tomba dalla quale risorse. La sua resurrezione si celebra ogni anno.  

Krishna ... il dio indù nacque in una grotta. Sua madre fu una vergine e una stella annunciò la sua nascita. Avvenne un massacro di bambini ordinato perché si sconfiggesse il neonato Krishna. Fece miracoli dovunque andò. Poteva guarire gli ammalati, i sordi, i ciechi e resuscitare i morti. Insegnò la spiritualità e dedicò il suo tempo ai poveri e agli oppressi. Secondo alcuni testi antichi, Krishna fu assassinato da una freccia, altre fonti dicono che fu crocefisso. Discese agli Inferi e resuscitò tra i morti, ascese al cielo davanti alla gente. Si crede che Krishna verrà il giorno del giudizio universale per giudicare. Krishna visse e morì perlomeno quattordici secoli prima di Gesù Cristo.

Questa è solo una piccola parte di tutti gli dei pagani che vissero e morirono in modo simile a Gesù. Come possiamo vedere, le similitudini tra le divinità pagane e Gesù sono numerose.
 
La domanda è:
La storia di Gesù proviene dai miti degli altri dei o il vero Gesù è esistito davvero in un tempo e in un luogo diverso?
Se crediamo che Gesù sia l’unico e vero figlio di Dio o un essere extraterrestre o un puro mito o una figura basata sulla storia di altre divinità o un uomo sposato e con un figlio: il recente dibattito sulle origini del cristianesimo, è sotto molti aspetti un segno positivo. Ci può aiutare e trovare “ la vera fonte” del cristianesimo - perché una cosa è certa - il cristianesimo deve essere riesaminato.

Questo articolo è in memoria

dei creatori, dei maestri e dei salvatori dell’umanità,

gli dèi alieni, i dimenticati… 

 
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