lunedì 13 dicembre 2021

Leggilo fino in fondo potrebbe capitare a te o ai tuoi cari

Mettere una immagine in questo caso non ha nessun senso. INCREDIBILE MA VERO! Da leggere ...

Il caso:    Martin B., 18 anni, trascorre le vacanze in Italia. Ha un incidente, viene ricoverato in ospedale. Incomincia lo scandalo. I medici si arrendono. Lo dichiarano praticamente morto. Vogliono il suo cuore, i suoi organi. I genitori vengono tenuti a bada, respinti. È vivo, è morto? Giace privo di conoscenza in un letto.

Il padre racconta: "Mio figlio si trovava in vacanza in Italia, una mattina, verso le dieci, suona il telefono. All'altro capo del filo una voce sconosciuta, di un uomo:

    Buon giorno, qui l'ospedale Cardarelli di Napoli.

Un ospedale? In Italia? Per l'amor del cielo, cosa è successo a mio figlio? Di nuovo lo sconosciuto:

    Suo figlio ha la tessera di donatore?

Che cosa? Grido nel telefono: No, no! non ha la tessera di donatore. Ma cosa succede? Ma insomma, mi dica di cosa si tratta!

    Suo figlio è gravemente ferito. È in coma. Ci dispiace. Non c'è quasi più nulla da fare.

Urlo: Lasciatelo com'è! Vengo subito. Non toccatelo! Mia moglie e io prendiamo il primo aereo, quello delle 16.55 da Düsseldorf. Era il 3 di agosto". Come ha fatto il giovane tedesco a finire per rischiare gli organi?

Martin B. arriva a Napoli con un volo charter. Due settimane di vacanza tutto compreso all'isola dei fiori, Ischia. Hotel Terme Colella. La sua prima vacanza senza i genitori. Frequenta un istituto commerciale. Il padre, Heinz Heinrich (55 anni) ha una ditta di manutenzione. Martin, biondo, occhi azzurri, simpatico, a Ischia noleggia un motorino. La seconda sera è investito da un'auto. Urta contro la capote della macchina. Si alza e cade svenuto. Dal pronto soccorso lo inviano a Napoli, all'Ospedale Cardarelli. Qui viene considerato futuro donatore di organi. Il cuore, i reni, il fegato e gli occhi. Il padre e la madre di Martin arrivano a Napoli la sera stessa alle 9.

Il padre racconta: "Abbiamo fatto irruzione nell'ospedale. Abbiamo girato per i corridoi domandando: dov'è il reparto rianimazione? Ci siamo trovati davanti a una grande porta di vetro: «Rianimazioni». Una suora ci ingiunge: Alt!

    Dico: io tedesco, sono il padre, dov'è mio figlio? Mi ascolti, vogliamo andare da nostro figlio, da Martin. È la madre, mamma, capisce? Io sono il padre, papà.

La suora dice: No, no!

Vorrei scagliarmi, sfondare una porta, ma quale? Penso alla voce al telefono, alla faccenda della tessera di donatore.

Ciò che i genitori non vedono. Il loro Martin è a pochi passi, nel suo letto. Gli esce sangue dall'orecchio. Le mani, il corpo sono incrostati di sangue. È sottoposto a respirazione artificiale, per il resto non succede gran che. Questo significa che ai suoi organi viene somministrato ossigeno - come nel caso di un donatore potenziale.

Il giorno dopo, la lotta disperata contro la minaccia del prelievo degli organi. Il padre: "Poco dopo le 7 siamo di nuovo all'ospedale, di nuovo respinti. Sono madido di sudore per l'angoscia. Mia moglie ed io entriamo in una banca. C'è nessuno che parli il tedesco? Il direttore della banca ci procura un interprete. Torniamo all'ospedale. Vogliamo finalmente vedere nostro figlio! Viene il professor Ruggieri, scuote la testa, no, non va. Dico: basta così, ci portiamo a casa nostro figlio, subito"

        Professor Ruggieri: "Crede forse che i suoi medici tedeschi possano fare qualcosa?"

Il padre: "Vado in un bar di fronte. Il padrone titolare ascolta tutto. Dice: prego, ecco il mio telefono. Chiamo un amico medico in Germania. Dice: sono semplicemente pazzi, non c'è niente di meglio per vostro figlio che sentire la vostra cara voce. Portatelo via da lì, e in fretta. Telefono alla mia assicurazione. Chiedo che mandi un aereo, uno adibito al trasporto malati. Tergiversano. Richiamo. Dicono: non trasportiamo morti. Sospetto che nel frattempo si siano telefonati con l'ospedale. Che cosa significa non trasportiamo morti? Martin è vivo! A che gioco stiamo giocando? Chiamo l'ARAG. Tratta. Ma ci vorrà del tempo. Faccio telefonate, mando fax, mia moglie monta la guardia in ospedale, nel corridoio, davanti al reparto di terapia intensiva. Ogni tanto ci incontriamo. Ci guardiamo negli occhi e capisco al volo. Non ci sono cambiamenti, non ci fanno entrare. Finalmente, il 6 agosto, dopo tre giorni, atterra il Learjet 35 con a bordo una giovane dottoressa decisa. Nemmeno lei può vedere mio figlio. Tratta per due ore. Poi aprono la porta d'acciaio. Là giace il nostro Martin.

Com'è magro. E che puzza, dolce di sangue fresco, di sudore. Mio Dio, l'hanno proprio abbandonato là, dichiarato praticamente morto solo ventilato. La dottoressa ordina: parlategli. Mia moglie accarezza i capelli di Martin, io le stringo le mani. Le palpebre fremano. La giovane dottoressa dice: ce la faremo. Dico a mia moglie di non piangere. Martin è vivo. Poi giù a piangere a dirotto anche io.

Clinica universitaria di Essen. Sediamo accanto al suo letto. Finalmente conosciamo il referto: trauma cranico cerebrale, travaso subdurale anteriore destro. Già il primo giorno spalanca gli occhi. Parla: voglio andare a casa."

Oggi Martin ha finito gli studi, gioca a pallacanestro. Nessuna lesione permanente. Dice: "Ho avuto fortuna, e per questo lotterò perché nessuno possa prelevare gli organi da persona definita cerebralmente morta. Ringrazio i miei meravigliosi genitori, l'interprete e specialmente la dottoressa che mi hanno portato via da lì. Grazie, dottoressa, vorrei baciarla.

Quando una persona si trova in rianimazione, sottostà a leggi particolari che le famiglie non conoscono perché sono tenute nascoste ai cittadini o propagandate in modo ingannevole.

Per questa ragione ci permettiamo di inviarvi alcune informazioni affinché possiate proteggere il vostro caro dalle violenze che si praticano regolarmente in certi ospedali, nell'interesse neppure tanto mascherato di ottenere organi vitali per i trapianti, nella logica di una crudele sperimentazione di massa.

La legge dello Stato impone la dichiarazione di cosiddetta "morte cerebrale" su persone a cuore battente, sangue circolante e respirazione ausiliata, cioè su persone vive, ma in coma ventilato.

I sanitari più aggressivi non informano i familiari di questa realtà, ma dicono che il paziente è "morto" o "clinicamente morto". Così facendo calpestano i diritti umani più profondi e truffano i familiari fragili nel loro dolore.

L'obiettivo principale è l'espianto di organi per trapianto. Siamo all'eutanasia/distanasia di Stato, o meglio all'omicidio guidato dai protocolli statali. Nel caso di non-donatori sta diffondendosi la prassi illegale di interrompere i trattamenti e le cure, senza neppure il cosiddetto "accertamento".

Il mondo scientifico internazionale è diviso, soprattutto in considerazione del fatto che il cervello è ancora un grande mistero per la scienza onesta.

E' quindi incostituzionale e ascientifico definire morta una persona che ha perso la coscienza, pur dentro i parametri statali.

Deve essere chiaro che non è morto un corpo che respira, nel quale l’ossigeno si fissa nei suoi globuli rossi, il cui sangue circola sospinto dal cuore che pulsa, in cui il metabolismo degli organi e tessuti è presente.

Solo il cervello ha cessato alcune sue attività in maniera più o meno profonda a seconda della sede, estensione e tipo della lesione, ma non ha perso il controllo del funzionamento dei suoi organi. Il "moribondo", se ben curato può riprendersi. Deve essere chiaro che un cadavere non può donare organi, per evidenti motivi biologici e che al contrario gli organi vengono prelevati da un malato che ha perso la coscienza.

 RICORDARE

- Chiedete al medico la diagnosi scritta di sede, estensione e tipo di lesione.

- E' vostro diritto consultare un medico di fiducia che possa leggere la cartella clinica.

- Per legge i medici devono informarvi quando iniziano l'eventuale osservazione di 6 ore per la dichiarazione di cosiddetta "morte cerebrale".

- L'opposizione all'espianto va presentata per iscritto subito (meglio con testimoni) e comunque entro i tempi del prelievo: 6 ore in caso di coma (espianto di organi); 20 minuti in caso di arresto cardiaco (prelievo di tessuti).

- Se i medici omettono l'informazione o non rispettano l'opposizione all'espianto, vanno denunciati.

- Alleghiamo le "DISPOSIZIONI TRANSITORIE" art. 23 della Legge n. 91 del '99.

- Sia chiaro che i familiari possono fare opposizione all'espianto (per coloro che non si sono espressi), ma non possono donare un parente: ciò è illegale. I medici che coinvolgono in firme di donazione d'altri fanno cosa illegale.

Con l'augurio che il vostro caro si riprenda, restiamo a vostra disposizione.

Porgiamo un augurio di forza e di coraggio.

Silenzio-assenso

è dittatura

La Legge 91 del 1° aprile 1999, detta del silenzio-assenso, prevede all'art. 5 un Decreto Ministeriale per la manifestazione di volontà, negativa o positiva, alla donazione degli organi. Tale Decreto non è stato emanato da nessuno dei Ministri che si sono susseguiti (Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace, Turco, Sacconi, Fazio, Balduzzi).

La giustificazione data da Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, è il costo e dichiara in data 19/06/2008: “si è scoperto che è troppo farraginosa e che la procedura dell'informazione ai cittadini chiamati a comunicare in forma ufficiale all'ASL le proprie volontà costava troppo. Circa 10 € a persona. Niente fondi”. Ribadita da Ignazio Marino.

La verità è che temono che i cittadini dichiarino la loro opposizione. Preferiscono circuire ad uno ad uno i familiari che hanno parenti in coma per incidente o malattia, perché dal loro isolamento, stordimento e sofferenza il coordinatore degli espianti strappa più frequentemente delle firme illecite di non opposizione.

Ricordiamo che la Legge precedente, L. 644/75, permetteva al familiare l'opposizione anche per coloro che erano donatori d'organi presso le associazioni di donazione.

La propaganda trapiantistica per la nuova legge verteva sul fatto che era ingiusto che la volontà di donazione venisse ostacolata dai familiari, quindi il Decreto Attuativo della L. 91/99 aveva come scopo che ciascuno decidesse per sé.

Omettendo il Decreto Attuativo hanno ostacolato la personale dichiarazione e, capovolgendo lo spirito della legge, nella pratica i medici utilizzano illecitamente i parenti per autorizzare l'espianto, facendo ricadere su di loro la responsabilità e così facendo frenano eventuali denunce.

Ci vuole conoscenza della violenza dell'espianto praticato a cuore battente e sangue circolante per opporsi con determinazione scrivendo, all'atto del ricovero, o appena possibile, una preventiva opposizione cautelativa, ma i modi e i tempi dell'espianto vengono sistematicamente omessi dalla propaganda manipolatrice.

SENZA DECRETO ATTUATIVO art. 5

NON E' APPLICABILE IL SILENZIO ASSENSO art. 4

VIGONO DISPOSIZIONI TRANSITORIE art. 23

1) Diritto della persona di opporsi all'espianto di organi/tessuti con dichiarazione autografa, per es. la CARTA-VITA da noi emessa.

2) Diritto dei parenti di presentare opposizione scritta per coloro che non si sono espressi. I parenti sono esclusi in presenza di documentata volontà favorevole alla donazione stilata dal malato. (Attenti ai tesserini fasulli!).

3) Senza una forma scritta d’opposizione “è consentito procedere al prelievo di organi e tessuti”. Il pericolo è totale per le persone sole.

Chi visita il sito del Centro Nazionale Trapianti va in confusione a causa della genericità, superficialità, ambiguità ed illegalità delle informazioni fornite, in quanto sulla base di un Decreto Temporaneo (8 aprile 2000) contro legge, sono state aperte le porte a raccolte illecite presso Asl, ospedali, ambulatori, associazioni pro-trapianto, anagrafi comunali e siti web...

Non ultimo il tesserino della Bindi, che consigliamo di buttare via, perché illecito e di facile manipolazione laddove il soggetto nega la disponibilità, vedi Comunicati Stampa:

31/05/1999 “Informazione fondamentale sulla legge 91/99”;

04/05/2000 “Espianti, tesserino fasullo contro legge, ma pericoloso”;

01/04/2000 “Referendum 21 maggio e moduli ingannevoli per l'espianto di organi”;

31/03/2001 “Alcune ASL/USL hanno avviato registrazioni illegali senza attendere il Decreto Attuativo”;

10/03/2004 “Presentata diffida alle ASL italiane relativa all'illecita schedatura in assenza del Decreto Attuativo”;

11/05/2007 “Ricorso al TAR del Lazio”

E' da sottolineare che all'art. 23 la legge stabilisce che siamo già proprietà dello Stato, salvo opposizione documentata: “è consentito procedere al prelievo di organi e tessuti... salvo che il soggetto abbia esplicitamente negato il proprio assenso”.

Quindi la mancata emanazione del Decreto Attuativo per la manifestazione di volontà colpisce esclusivamente i non donatori, che non hanno il modo garantito in sede pubblica per manifestare l'opposizione e devono ricorrere alla Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi per ottenere la Carta-Vita/Dichiarazione Autografa, un chiaro documento di difesa. Il consenso alla donazione è pleonastico, perché siamo già in donazione presunta, in mancanza di opposizione scritta.

La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente condanna il concetto del silenzio-assenso, attuabile solo dopo l'emanazione delle direttive del Decreto Attuativo (art. 5), ma piuttosto che le forme illecite praticate negli ospedali, riteniamo che la legge debba essere applicata con chiarezza nella legalità. Auspicabile sarebbe l'abrogazione dell'articolo che prevede il silenzio-assenso e una nuova formulazione che sancisca il silenzio-dissenso, ovvero l'intoccabilità della persona dichiarata d'ufficio in “morte cerebrale”, a meno che non richieda in forma scritta di entrare nel registro dei soli donatori che firmano l'accettazione dell'espianto a cuore battente.

Per comprendere l'abuso del silenzio-assenso pubblichiamo l'appello del Magistrato Salvatore Macca, Presidente Emerito della Corte d'Appello di Brescia e Presidente o.a. della Corte di Cassazione, mandato al Presidente della Corte Costituzionale, pochi giorni prima del voto definitivo al Senato che approvò la Legge 91/99 con artificio il 31 marzo 1999, sottolineando l'incostituzionalità del concetto e e la violenza della pratica del silenzio-assenso contro i cittadini.

25/03/1999 Appello esplicativo del Magistrato Salvatore Macca (pdf)

ALTRE VOCI DEL DISSENSO

IL PARLAMENTO INGLESE PER BEN DUE VOLTE

HA BOCCIATO IL SILENZIO-ASSENSO ALL'ESPIANTO DI ORGANI

CRESCE LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANI “PEZZI DI RICAMBIO”

Comunicato Stampa del 5-Luglio-2004

Comunicato Stampa del 22-Gennaio-2008

NUOVAMENTE IL 17 NOVEMBRE 2008 UNA TASKFORCE GOVERNATIVA INGLESE

HA RESPINTO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL PRIMO MINISTRO GORDON BROWN

CHE VOLEVA INTRODURRE IL CONSENSO PRESUNTO

"...Gordon Brown è a favore del silenzio assenso e del consenso presunto perchè suo figlio è malato di fibrosi cistica e presto o tardi vorrà un polmone da trapiantare..." Daily Mail 18/11/2008 / Mail Online 12/07/2011

Questa rivelazione ci dimostra che sul conflitto di interessi il dibattito è aperto in Inghilterra, mentre l'Italia continua a nascondere gli interessi personali di molti politici alla “morte cerebrale” per ottenere organi. Il silenzio-assenso in Inghilterra non è passato né nel 2004, né nel 2008.

Articolo - The Guardian del 18-Novembre-2008 PDF

ANCHE IL GOVERNO SVIZZERO CONTRARIO AL SILENZIO ASSENSO

MARZO 2013

CRESCE LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANI “PEZZI DI RICAMBIO”

Il Consiglio federale (il governo svizzero) si è dichiarato contrario all'introduzione del silenzio-assenso per aumentare il numero dei trapianti. Il governo non ha usato l'espressione silenzio-assenso (Widerspruchslösung), ma "prelievo automatico" di organi. Al momento attuale non c'è una maggioranza nel paese favorevole a questa soluzione e il governo ne prende atto (non dimentichiamo che gli Svizzeri possono ricorrere al referendum abrogativo di una legge del parlamento: occorrono 50'000 firme). Purtroppo il governo attuerà delle misure nella speranza che il numero dei trapianti, uno dei più bassi in Europa, aumenti.

IL GOVERNO SVIZZERO HA RESPINTO L'ENNESIMO TENTATIVO

DI INTRODURRE IL SILENZIO ASSENSO

MARZO 2015.

Oggi Governo e Parlamento (107 contrari, 67 favorevoli) hanno respinto l'introduzione anche in Svizzera della normativa del silenzio-assenso. Contrari anche la Camera alta (Consiglio degli Stati). Questione chiusa.

Resiste l'obbligo dell'assenso esplic

ito del donatore o dei familiari se una persona non si è espressa.

Nessuno deve essere obbligato ad esprimere il suo parere, nessuno deve essere schedato per forza.

Nationalrat für Status quo

Ohne Zustimmung 

keine Organspende  

Consiglio nazionale (camera dei deputati) per lo status quo 

Senza assenso

niente donazione di organi

Pubblicato su https://t.me/assoluto

®wld

1 commento:

  1. Espianti a cuore battente... Si rinuncia alla speranza, all'imprevisto, all'intervento divino, per chi ci crede,per chi ci spera. Pezzi di ricambio. Non ci apparteniamo, questa è la cruda realtà.

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