venerdì 2 dicembre 2016

Gli struzzi della Commissione Europea


 

IL CIELO NON E’ DI COMPETENZA DELLA
 COMMISSIONE EUROPEA

L’8 e il 9 aprile 2013, le organizzazioni di 17 paesi dell’Unione, avevano manifestato al Parlamento Europeo, in occasione di una conferenza promossa dalla Deputata Tatjana Ždanoka, le loro preoccupazioni in relazione alle irrorazioni aeree illegali che avvengono nei cieli europei nell’ambito dei programmi illegali di manipolazione climatica/geoingegneria, nel quadro della risoluzione su “Ambiente, sicurezza e politica estera” approvata il 14 gennaio 1999 dal Parlamento europeo in base al Rapporto A4-0005/99 della Commissione per gli Affari Esteri, Sicurezza e Politiche per la Difesa. Questo documento, nel punto T e nel successivo paragrafo “HAARP – Un sistema di armamenti con effetti devastanti sul clima”, esplicita che:‘la ricerca militare punta attualmente alla manipolazione dell’ambiente a fini militari, e cio’ in disprezzo delle convenzioni esistenti; e’ il caso, ad esempio, del sistema HAARP basato in Alaska. Definito come un sistema d’armamento modificante il clima,al di fuori di ogni contesto legale, HAARP costituisce un problema di ordine globale, una minaccia inestimabile per l’ambiente e la vita umana’.

A seguito della conferenza del 2013, è stata presentata alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo una petizione affinché si realizzasse un’indagine indipendente su fatti legati alla sicurezza ambientale e alla tutela dei consumatori, fatti che si svolgono senza il consenso né la consapevolezza da parte dei cittadini, e nel disprezzo più assoluto del principio di precauzione. E che implicano la violazione dei diritti fondamentali dei cittadini europei sanciti nei trattati, quali il diritto alla salute, alla sicurezza e all’integrità, come anche il diritto di essere informati. Questa petizione È STATA  ACCOLTA. – Si vedano i documenti allegati in  www.skyguards-net.org). VEDI QUI 

Due anni dopo
 
è arrivata la risposta della Commissione Europea che afferma di non avere alcuna competenza sulle aree militari degli stati membri. Di conseguenza, qualsiasi riferimento ad una normativa ambientale (Convenzione di Aarhus – Convenzione sulla biodiversità Nagyoa) per le attività militari non è opportuno, spiega il comunicato (VEDI  PDF). Pertanto è stato deciso di presentare delle obiezioni. 

******

Parlamento Europeo Rue Wiertz – B-1047 Bruxelles Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo 

Ricorso contro l’archiviazione della Petizione 0964/2013
 
Egregi Signori:

I. Le associazioni Terra SOStenible e Alternativa accusano ricevuta della notifica di archiviazione della petizione presentata il 10 maggio 2013 alla Commissione Petizioni, perché il Parlamento Europeo, in base alle sue competenze, realizzi (1) una investigazione indipendente riguardo alle irrorazioni aeree clandestine realizzate nei cieli europei da oltre un decennio senza conoscenza né consenso da parte dei cittadini, nell’ambito di attività illegali di manipolazione del clima (geoingegneria), con impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica; (2) un dibattito parlamentare rispetto a tali questioni. – Questa petizione e stata sostenuta da più di 6.000 firme di cittadini di 25 paesi europei e inviata alla Commissione per le Petizioni, oltre a innumerevoli firme ricevute dagli Stati Uniti e paesi latino americani. 

II. Nel marzo 2014 la Commissione per le Petizioni ci comunica che la nostra petizione è stata accolta, considerando che il tema rientri nella sfera di attività dell’Unione Europea. E ha chiesto che la Commissione Europea, in base alla norma 216 (6), realizzasse un’indagine preliminare sui diversi aspetti del problema. 

III. Il 29 aprile 2016, la Commissione per le Petizioni decide di archiviare la suddetta petizione in base alla opinione della Commissione Europea, opinione alla quale la Commissione per le Petizioni sembra essersi allineata, in flagrante contraddizione rispetto alla sua lettera di ammissibilità del 2014. 

IV. La Commissione Europea conclude, dopo due anni di ‘riflessione’…, che i firmatari della petizione richiedono esclusivamente la implementazione di una risoluzione su l’ambiente, sicurezza e politica estera, evitando fare il riferimento alla risoluzione del Parlamento Europeo, A4-005/99 che cita la manipolazione del clima come un’arma di distruzione di massa, adottata il 14 gennaio 1999 dalla Commissione Esteri, Sicurezza e Difesa, e dalla Commissione Ambiente, Salute Pubblica e Protezione del Consumatore, centrando il tema unicamente sugli aspetti militari della petizione, che casualmente non sono di sua competenza…, ragione per la quale non sono neanche applicabili le normative europee per l’ambiente, come la 2001/42/EC, la Convenzione di Arthus e la Convenzione di Nagoya sulla Biodiversità, sulle quali si basa la petizione. (a) La Commissione Europea dovrà, di fatto, spiegare le ragioni per aver tardato due anni a rispondere e ha travisato l’interpretazione di una petizione chiara e urgente, fatta da cittadini europei per indagare sulle attività di geoingegneria che violano i loro diritti fondamentali, dimostrando una totale mancanza di impegno verso le loro preoccupazioni vitali. D’altra parte, considerando la chiarezza della nostra petizione, e vista la risposta parziale centrata sulla natura militare che è stata data, è necessario che ci chiarisca 

(1) se le attività di geoingegneria che si stanno svolgendo nella Unione Europea hanno una componente militare; e

(2) come è giunta alla conclusione che le irrorazioni clandestine che abbiamo denunciato sono costituite da aerosol… visto che questo termine non figura nel nostro testo (si veda il rigo 5 in Summary of petition). Lapsus Mentis? (b) Da parte sua, il Parlamento Europeo dovrà anche spiegare 

(1) il suo mancato esigere una risposta, di fronte a tempi d’attesa sproporzionati, e vista l’urgenza del problema;

(2) perché ha accettato per buona una risposta che non risponde alle questioni poste nella petizione; e 

(3) tenendo conto di tutto ciò, per quale motivo decide di archiviare detta petizione, in contraddizione con l’impegno scritto nel 2014. 

V. L’aspetto più preoccupante della decisione di archiviare la nostra petizione non è quello di una risposta della Commissione Europea che insulta l’intelligenza umana, ma il fatto che il Parlamento Europeo si sia ridotto a complice e servitore di una istituzione – senza legittimità democratica – che è al servizio esclusivo del complesso militare e degli interessi finanziari globali, con il TTIP come ultimo esempio. Questo Parlamento non può ignorare che la Commissione Europea sta contribuendo de facto alla geoingegneria in Europa in forma coperta, con normative ad hoc nei settori relativi, che si esprimono nei Programmi Quadro Horizonte e SESAR, fra altri, insieme a un gran numero di agenzie, tra le quali spicca l’Agenzia Spaziale Europea.

VI. Egregi Signori, il nuovo scenario politico negli Stati Uniti suggerisce che il futuro de l’Unione Europea dovrà basarsi sul rispetto e la difesa dei diritti fondamentali dei cittadini previsti nei Trattati, in chiaro declino. Per questa ragione vogliamo insistere nella nostra petizione per investigare l’ingegneria del clima in Europa; nell’attesa che questo Parlamento e la Commissione Europea, di fronte alla minaccia per la vita rappresentata dalla geoingegneria, escano urgentemente dalla loro inerzia; in caso contrario, dovranno capire che i cittadini europei, a un certo punto, contesteranno loro responsabilità penali, nonché lo scioglimento/rifondazione di quelle istituzioni, che non sono al servizio del bene comune. 

In base a quanto sopra esposto, e CONSIDERANDO la gravità della questione e la violazione dei diritti fondamentali previsti nei trattati, come la sicurezza e la salute, desideriamo esprimere il nostro disaccordo per l’archiviazione della petizione e RICORRERE contro di essa per le ragioni seguenti: 

1. La opinione della Commissione Europea ignora deliberatamente sia i fatti che la base giuridica di una petizione diretta a investigare la manipolazione del clima nell’Unione Europea, con evidenti conseguenze per l’ambiente e per la salute pubblica dei cittadini europei, che sono diritti fondamentali riconosciuti nei trattati. 

2. La petizione presentata esprimeva anche chiaramente la necessità di aprire un dibattito sulla questione in seno al Parlamento Europeo, dibattito nel quale ci proponevamo come rappresentanti della società civile contro la geoingegneria; nell’arco di quattro anni, non si è svolto neanche questo dibattito, sul quale la Commissione Europea non e competente.

Pertanto, 
CHIEDIAMO 

1. alla Commissione per le Petizioni, che venga ammesso questo ricorso contro l’archiviazione della Petizione 0964/2013, e che si ripetano i procedimenti affinché la Commissione Europea riveda la sua opinione, per rispondere concretamente e con urgenza alle precise richieste di una indagine indipendente sulle attività di geoingegneria in Europa, così come esplicitamente espresso nella Petizione presentata dalle associazioni Terra SOStenible e Alternativa nel maggio 2013, e accolta dalla Commissione per le Petizioni nel marzo 2014. 

2. di poter conoscere
 
(1) il nome dell’esperto della Commissione che ha redatto il rapporto; 

(2) di poter sapere se le opinioni della Commissione sono vincolanti per il Parlamento Europeo; e (3) di poter avere una copia del verbale relativo alle delibere che riguardano la nostra petizione, prese nella sessione della Commissione per le Petizioni del 20-21 giugno scorso Perché rimanga agli atti, firmo questa richiesta, in Velilla del Río Carrión, il giorno 22 novembre 2016.
Josefina Fraile / Presidenta de Terra SOStenib 

Terra SOS-tenible è una Associazione Spagnola nazionale registrata con N. 170352. Nel 2012 ha creato le piattaforme Guardacielos e Skyguards allo scopo di investigare, denunciare, divulgare e promuovere l’opposizione internazionale ai programmi di manipolazione del clima che sono messi in atto (Geoingegneria – HAARP). Guardacielos vede la partecipazione di cittadini della maggior parte dei paesi ibero-americani e Skyguards è composto di associazioni e attivisti di 22 paesi europei – SOS-tenible con le sue piattaforme ha l’appoggio di scienziati e professionisti internazionali: fisici, chimici, biologi, agronomi, meteorologi, geologi, medici, ingegneri aeronautici, insieme a organizzazioni di agricoltori. 

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