Sperimentazioni di geoingegneria: gli effetti disastrosi sono reali

martedì 6 ottobre 2015

L'IRA DI "ERRA"



IL CROLLO IMPROVVISO DI SUMER

La misteriosa nascita della civiltà di Sumer quasi 6000 anni or sono trova corrispondenza nell'altrettanto improvviso e misterioso suo declino. Le circostanze di questa fine non vengono di solito affrontate nei libri di storia. Ci spiegano che questa meravigliosa civiltà finì con l'avere una rivale nel vicino e altrettanto misterioso impero di Accad, e che intorno al 2000 a.C. sia i Sumeri sia gli Accadi scomparvero senza un motivo apparente.

Ci viene poi detto che due nuove civiltà, quella babilonese e quella assira, spuntarono dal nulla e assunsero il controllo della Mesopotamia. Tutti questi semplicismi sembrano servire solo ad addormentare la questione. Eppure, esistono abbondantissime documentazioni la caduta di Sumer: Come mai, allora, non compaiono nei libri di storia?

La risposta è questa: la natura del definitivo disastro che colpì i Sumeri disorientò loro quanto oggi disorienta gli studiosi. La descrizione lasciata dai Sumeri della catastrofe è talmente strana che si è scelto di sonsiderarla mitologia. Ma è una realtà archeologica il fatto che la morte di Sumer sia giunta all'improvviso.

Nel 1986 Zecharia Sitchin propose un'ipotesi plausibile relativamente all'uso di armi nucleari a ovest di Sumer, in un'epoca che coincide proprio con il misterioso crollo di quella civiltà. ("all'interno di questo blog abbiamo si è già discusso di questa ipotesi plausibile"), ma intanto proviamo a considerare l'asserzione di Sitchin, secondo il quale i Sumeri vennero decimati dalla ricaduta sulla superficie terrestre di polvere e materiale radioattivo.

Le prove sono racchiuse in diversi testi noti come "lamentazioni" per la distruzione di molte città Sumere. Le traduzioni che seguono sono state pubblicate dal massimo esperto di Sumer, il professor Samuel Kramer.
Sulla terra (Sumer) cadde una calamità,
sconosciuta era all'uomo;
una che mai prima fu vista,
una che non poté essere sopportata.
Una grande tempesta dal cielo...
Una tempesta che uccideva la terra...
Un vento maligno, come un torrente impetuoso...
Una cruenta tempesta unita a un calore divampante...
Priva di giorno la Terra di sole splendente...
la sera le stelle non rilucevano ...

Le persone terrorizzate a malapena respiravano, 
le ghermiva il vento maligno
senza concedere loro un altro giorno...
Le bocche erano piene di sangue, 
le teste nel sangue sguazzavano...
Il volto era reso pallido dal vento maligno.

Provocò la desolazione nelle città,
la desolazione entrò nelle case;
le stalle divennero desolate, e vuoti gli ovili...
I fiumi di Sumer fece scorrere
con un'acqua amara;
i campi bene arati diedero gramigna,
nei campi crebbe erba appassita. 
La natura del disastro fu tale che neppure gli dèi poterono farvi fronte. Una tavoletta intitolata Il lamento di Uruk racconta: 
Così gli dèi tutti evacuarono Uruk,
lontano si tennero, 
si nascosero nella montagna,
fuggirono sulle lontane pianure.
In un altro testo, intitolato Il lamento di Eridu, Enki e sua moglie Ninki fuggirono dalla città di Eridu:
Ninki la sua grande signora, volando come un uccello lasciò la sua città...
Padre Enki rimase della città all'esterno...
Per il destino della sua città ferita pianse lacrime amare.
Negli ultimi cento anni sono state rinvenute numerose tavolette sumere contenenti lamentazioni riguardanti Uruk, Eridu, Ur e Nippur. Esse indicavano che tutte le città vennero colpite contemporaneamente dal medesimo fenomeno. Ma non c'è accenno ad azioni di guerra, un argomento assai consueto per i cronisti di Sumer.

Al contrario, il disastro viene presentato non come "distruzione" bensì come "desolazione". Uno studioso, Thorkild Jacobsen ha tratto la conclusione che Sumer fu colpita non da degli aggressori, bensì da una catastrofe pura e semplice, di natura inspiegabile.

Come i testi spiegano, ciò che colpì le città sumere era un <<evento malvagio>> che recò morte con un invisibile fantasma, cosa <<che mai prima fu vista>>. Nessuna meraviglia che taluni abbiano interpretato questa sciagura come il risultato della ricaduta di polvere e di materiale radioattivo.

Quale alternative potrebbero esserci?  E' possibile che si sia trattato di una epidemia senza precedenti? Certo, è possibile ma non scordiamo le descrizioni lasciate dai Sumeri, che raccontano di acque diventate amare, di persone che vomitano sangue, di vittime tra gli animali oltre che tra gli uomini, tutte cose che indicano come non si sia trattato di malattie quali oggi le conosciamo.

Inoltre, diversi testi contenenti le lamentazioni, come quelle già citato, fanno riferimento a una <<tempesta>> che si accompagnava all'invisibile fantasma. Coloro che hanno esperienza con l'invisibile radioattività conseguente a una esplosione nucleare non potrebbero descriverla meglio. Vediamo quindi le prove chge si trattò di una esplosione.

SODOMA E GOMORRA 

Per la gran parte di noi è piuttosto familiare il racconto biblico della distruzione operata su Sodoma e su Gomorra dal fuoco e dello zolfo. Ma quanti di noi prendono questo racconto alla lettera? Come è accaduto a molti altri importanti eventi della storia umana, questa storia è stata relegata tra i miti e i simbolismi religiosi.

Ma il resoconto contenuto in Genesi 18-19 descrive un'azione premeditata e gestita portata avanti da un dio che non faceva distinzione tra le persone e la vegetazione della pianura. Si trattò di un evento reale, com'è indicato dalla descrizione del fumo denso che il mattino seguente si levava da quelle zone.

Se leggiamo la storia di Sodoma e gomorra come il resoconto di un testimone oculare, allora dobbiamo pensare che ci fosse stata un'esplosione  talmente potente da poter essere paragonata all'uso di ordigni nucleari, nel 1945, su Hiroshima e su Nagasaki.

La storia viene trattata come un mito per il semplice motivo che i nostri paradigmi non ammettono l'esistenza di armi nucleari migliaia di anni fa. La tentazione di considerare la storia un mito viene poi rafforzata dal riferimento alla moglie di Lot, che si volse a guardare e venne tramutata in una <<statua di sale>>.

Ma il racconto perde molto della sua apparente assurdità quando apprendiamo che diversi studi hanno segnalato che il termine "sale" è un probabile errore di traduzione. Infatti, se leggessimo una versione originale sumera del resoconto, troveremmo la parola NIMUR, che significa sia "sale" sia "vapore".

Sono ormai stati scoperti numerosi testi antichi che raccontano ciò che la Bibbia racconta, ma che sono stati scritti assai prima. Queste cronache ci forniscono particolari che mancano nell'Antico testamento. Uno dei più antichi testi sumeri anticipa in modo evidente i contenuti della Bibbia laddove descrive la distruzione di città inique mediante il fuoco e lo zolfo.
Il Signore Portatore di Ciò che Arde
e che ha arso l'avversario;
che ha cancellato la landa disobbediente; che ha avvizzito la vita dei seguaci del Mondo del Male;
che ha fatto piovere pietre e fuoco sugli avversari.
Chi erano gli avversari disobbedienti, e qual era il Mondo del Male di cui erano seguaci? Il significato pieno dell'episodio di Sodoma e Gomorra è stato svelato nei particolari di Zacharia Sitchin nel 1985. I fatti che precedettero la distruzione di Sodoma e Gomorra sono questi: una feroce contesa riguardante il dio Marduk, di ritornare nella sua città, Babilonia, e di assumersi il comando degli dèi.

Mentre Enki il padre di Marduk, difese i diritti del suo primogenito, gli altri dèi si schierarono all'opposizione per motivi che ci risultano chiari (motivi che racconterò in un prossimo post). Uno degli dèi di nome Erra, giurò di adoperare la forza contro Marduk. Un lungo testo noto come "l'Epopea di Erra", descrive cosa successe dopo che il furibondo Erra abbandonò il consiglio degli dèi lanciando la sfida:
La Terra distruggerò,
di loro farò un cumulo di polvere;
le città scardnerò,
le tramuterò in desolazione;
farò scomparire gli animali:
dei mari farò un tumulto
e ciò che in essi vive io decimerò:
la gente farò svanire,
le anime loro si tramuteranno in vapore;
nessuno verrà risparmiato.
Gli dèi, bloccati dalla disputa, chiesero ad Anu di trovare una soluzione al conflitto. Anu approvò l'utilizzo di sette armi potenti per attaccare Marduk, ma Gibil, fratello di Marduk, lo informò del piano di Erra:
Quei sette in una montagna stanno,
in una cavità dentro la terra risiedono.
Da quel luogo con grande fulgore si scaglieranno innanzi dalla Terra al Cielo, rivestiti di terrore.
Un dio di nome Ishum, che significa "portatore di ciò che arde, venne incaricato di unirsi a Erra nel mondo inferiore (l'Africa) per predisporre le armi e indirizzarle sugli obiettivi. Zecharia Sitchin ha individuato questo dio Ninurta. In quaro figlio di Enlil, avuto dalla di lui sorellastra Ninharsag. Ninurta era il rivale diretto di Marduk, figlio di Enki.

Quanto a Erra, sussistono pochi dubbi che questo dio fosse Nergal, un dio sovente menzionato negli antichi testi come il <<dio furioso>>, il violento e, soprattutto, <<colui che brucia>> un dio della guerra e della caccia, nonché un apportatore di pestilenze.

Fu dunque Erra/Nergal, un astioso e geloso fratello di Marduk, che si assunse il compito più aggressivo, giurando di distruggere non soltanto Marduk e i suoi sostenitori, ma anche suo figlio Nabu. Erra chiese che le armi venissero impiegate contro le città di Sodoma e Gomorra, dove si pensava stessero nascosti Marduk e suo figlio Nabu. ma anche contro la base spaziale del Sinai.

Tratto dalle mie letture:
Il Mistero della Genesi Delle Antiche Civiltà (1996)
I pro e i contro e le ritrattazioni successive 
di Alan F. Alford 









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