sabato 17 gennaio 2015

PROFEZIE DEL RITORNO

Considerazioni e appunti della
Riedizione di Nin.Gish.Zid.Da del 10 settembre 2013
Zecharia Sitchin, in uno dei suoi libri dedicato a suo nipote Ariel J. Feldman,  nel post scriptum del libro "L'ultima Profezia", pubblicato nel 2007 e, nella prima versione del 2010 tradotta in italiano da Fabrizia Fossati per Edizioni Piemme, trae la conclusione di quanto ha affermato fino ad ora.
Nel 610 a.C. - e probabilmente fino al 560 a.C. - <<gli dèi Anunnaki partirono con una certa regolarità dal pianeta Terra>>, come ha scritto ne "Il Giorno degli dèi", volume conclusivo delle "Cronache Terrestri". Il suo sottotitolo "Armageddon and Prophecies of the Return"  (Armageddon e le Profezie del Ritorno!); e, come ha detto in un precedente capitolo, è stato solo quando era giunto alla conclusioni lì riportate, che ha iniziato a diradarsi la nube di mistero che avvolge il Meccanismo di Anticitera.

Il Giorno del Signore, di cui si parla nelle profezie bibliche, Zecharia Sitchin ha concluso che ne "il giorno degli dèi", era un giorno in cui si sarebbe verificata un'eclissi solare, ed è solo una coincidenza se lo scopo del meccanismo era proprio predire eclissi lunari e solari?.



Un frammento del meccanismo con gradazione e un puntatore, ricoperto da scritte, può fare luce sulla sua vera età e sulla sua finalità (vedi figura sopra). Identificando le scritte con i nomi dei mesi, il dr. de Solla Price concluse che il meccanismo era stato progettato per correggere il calendario greco di un anno solare, composto da 365 giorni, con un calendario di 365,25 giorni (noi infatti, usiamo un giorno in più ogni quattro anni, l'anno bisestile).

De Solla Price concluse che il puntatore era posizionato in modo da indicare una data specifica. Si trattava forse di un evento di particolare importanza da quale partiva il conto del meccanismo?

Con dettaglio metodico e meticoloso, il dr. de Soola Price, nel suo libro, era giunto alla conclusione che il puntatore segnava una data, quella del 586 a.C. (che lui ritiene ben <<al di là di una possibilità archeologica>>, visto che era convinto che il meccanismo fosse stato creato nel I° secolo a.C).



Dice Zecharia: "mentre ero immerso nelle ricerche per Il Giorno degli dèi, divenne chiaro che gli eventi cruciali del I° millennio a.C. erano stati previsti sulla base dei fenomeni celesti e, prima di tutto sulle eclissi solari: una delle più importanti si verificò proprio nel 584 a.C. - una data che, con tutti i cambiamenti calendarici, con gli aggiustamenti e le revisioni nell'arco di due millenni e mezzo, si può considerare proprio l'eclissi indicata nel meccanismo.

Quel segno celeste, si noti, si verificò proprio nel periodo cruciale delle partenze: quello compreso tra il 610 e il 560 a.C. Il prof. de Solla Price (Gears from the Greeks, p. 19) ipotizzava che se si applica alle gradazioni del puntatore l'aggiustamento di un quarto di giorno, le date previste per il FUTURO avranno allora intervalli di 120 anni.

Se partiamo dall'86 a.C., data in cui venne settato il meccanismo, ciò significa che il predittore indicava indicava come date il 34 d.C., il 150 d.C. e così via, scrisse de Solla Price. Questo calcolo se raggiunge la nostra era, indica un segno celeste predetto dal meccanismo per il 2074 d.C.

Zaharia dice: è una data che appartiene alle Profezie del Ritorno? Ne Il Giorno degli dèi non bisognerebbe prestare attenzione solo alle mie conclusioni, ma anche quanto aveva predetto Sir Isaac Newton, così da poter apprezzare il fatto che il meccanismo di Anticitera è un dono fatto dall'artista degli Dèi a tutti coloro che credono che, un giorno, le profezie bibliche si avvereranno.

Ma se ne sono mai andati veramente? Hanno ancora qualche presidio qui sulla Terra? Sulla Luna, su Marte? Astronavi che stazionano nei pressi della nostra stella? Domande a cui non possiamo dare risposta ma, qualcuno sa e, non vuole che venga sovvertito l'ordine prestabilito dalle religioni tutte. Non è un caso che le guerre Mediorientali e più precisamente nel museo di Baghdad in Iraq, hanno avuto lo scopo di trafugare e/o distruggere reperti archeologici di immenso valore e, non da pseudo rigattieri ladri comuni, ma da personale ben addestrato e armato con tanto di auricolari radio all'orecchio.

Lo hanno fatto i gesuiti in America Latina, fondendo tutto l'oro delle civiltà mesoamericane, cancellando per sempre il passato dell'umana esistenza sulla Terra, in Egitto ad Alessandria incendiando la più grande biblioteca del mondo di allora e, in Afganistan, bombardando le millenarie enormi statue del Budda, e altri ancora che non sto qui a menzionare.

Il film "Nel Nome della Rosa" di Eco, (se pur criticabile quanto si vuole), è molto chiaro ed evidente il messaggio che vuole essere veicolato: "il popolo non deve sapere". 

http://ningishzidda.altervista.org/

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