giovedì 18 settembre 2014

"L'astronomia nell'Enuma Elish"


ANALISI ASTRONOMICA DELL'ENUMA ELISH
di Alessandro Demontis 

L’Euma Elish è il mito della creazione babilonese, copia di un precedente accadico a sua volta di un precedente sumero o, come sostengono alcuni commentatori, composto da più miti sumeri riuniti che avevano come protagonista Enlil. La più completa forma rinvenutaci é scritta in tavolette babilonesi datate a circa il 1000 a.C. ma in queste tavole si fa riferimento a termini sumeri il che dimostrerebbe che il poema fosse appunto di origine sumera, quindi databile ad un periodo tra il 2800 a.C. e il 2400 a.C. Il mito, letto in maniera letterale, racconta una ‘guerra tra divinità’, preceduta dalla loro ‘nascita’, e per concludersi poi con la creazione dell’ uomo e la raccolta dei vari dei nelle loro dimore.

Si legge poi una sorta di ‘esaltazione’ della divinità principale, Marduk, al quale vengono attribuiti i 50 nomi ed epiteti divini, che racchiudono tutte le caratteristiche delle altre divinità. Ma ad una lettura più ‘aperta’ l’ Enuma Elish si rivela essere un misto di teogonia e di cosmogonia. Essendo ogni divinità associata ad un pianeta o a una stella secondo le usanze sumere e babilonesi, traducendo il mito in forma cosmogonica saltano subito all’ occhio alcuni punti misteriosi.

Se quando si descrive la formazione delle ‘coppie di dei anziani’ Lahamu e Lahmu essi possono tranquillamente essere identificati in Venere e Marte, e quando si parla di Kishar e Anshar possiamo identificare Giove e Saturno, il problema si ha quando dobbiamo identificare l’ ultima coppia di divinità, quelle giovani: Anu e Nudimmud (in alcune versioni Ea e in altre Antu).

Ora, se a ogni dio corrisponde un pianeta, non possiamo non trarre la conclusione che queste due divinità siano associate ad altri due pianeti del sistema solare. E visto che il mito nomina le ‘coppie divine’ in un ordine che rispecchia l’identificazione dei vari pianeti in una direzione che si allontana dal sole, quest’ultima coppia può essere identificata solo in Urano e Nettuno. Questo punto é il maggiore ostacolo nel riconoscimento dell’Enuma Elish come mito cosmogonico da parte dell’establishment, perché implicherebbe che i sumeri, 5000 anni fa, conoscessero questi due pianeti che noi abbiamo conosciuto solo negli ultimi due secoli.

Ma se i nomi che leggiamo sono corpi celesti del sistema solare, dove sono Mercurio e Plutone? L’Enuma Elish afferma che prima della creazione delle coppie divine, Apsu, il ‘primigenio’ di tutte le cose, marito di Tiamat la ‘madre di tutti gli dei’, aveva un araldo: Mummu. Non solo, sempre secondo l’Enuma Elish anche Anshar aveva un araldo chiamato Gaga. Ecco che Mummu é identificato con Mercurio, l’araldo del Sole (Apsu), e Gaga é identificato con Plutone.
La maggiore opposizione soprattutto a questa ultima affermazione, é il fatto che Plutone verrebbe quindi descritto come un ‘araldo’ o ‘satellite’ di Saturno (Anshar). Dal lato scientifico bisogna puntualizzare che questa ipotesi non è affatto assurda, infatti alcuni astronomi hanno ipotizzato che Plutone fosse in realtà un satellite sfuggito in seguito ad una collisione, e che i detriti di quest’ urto si fossero amalgamati fino a creare il suo satellite Caronte.

Questi astronomi propongono che fosse stato un satellite di Nettuno, ovviamente perchè é il pianeta più vicino. Veniamo a Mummu. Generalmente studiosi come Jacobsen o la Dalley ritengono che Mummu sia derivante dalla duplicazione di MU7 sumero (urlare) facendo voli pindarici per legare questo significato al concetto di 'parola' quindi 'azione'(?) descrivendo quindi Mummu come un 'attributo' di Tiamat in qualità di Creatrice. Altri sumerologi ritengono che Mummu fosse un modo errato di scrivere Nummu che é un termine associato all’acqua, e anche in questo caso lo considerano un epiteto di Tiamat.

Ciò però é alquanto azzardato visto che dell’ Enuma Elish son state ritrovate varie versioni e tutte riportano scritto Mummu (mu-um-mu) e non Nummu. Anzi, nemmeno una usa il termine Nummu. Sarebbe come dire quindi che tutte le copie del testo ritrovate in vari luoghi contenevano lo stesso errore. Per di più il testo dell’Enuma Elish distingue decisamente Apsu, Tiamat e Mummu come tre personaggi distinti, tanto che vi leggiamo:

Apsu non aveva perso la sua potenza ... e Tiamat ruggì ... era afflitta, e i loro atti ... i loro modi (le loro vie) erano malvagi ... 

Allora Apsu, il creatore dei grandi dei, pianse rivolto a Mummu, il suo ministro, e gli disse:
“O Mummu, tu ministro che rinfranchi il mio spirito, vieni, andiamo da Tiamat!”

Si deduce quindi che se Apsu si rivolge a Mummu per andare da Tiamat, Mummu non può essere un termine errato per identificare Tiamat stessa. In un altro punto della prima tavoletta si legge:

Da quando lui (Mummu) pianificò il male verso suoi figli (di Apsu) ... lui ne fu spaventato ... le sue ginocchia si indebolirono, a causa del male che il loro primogenito aveva pianificato.
Questo ci dà una nuova indicazione, che Mummu / Mercurio, sarebbe dopo Tiamat, il pianeta più vecchio del sistema solare. Il mito continua raccontando che gli dei più giovani (quelli esterni) avevano un ‘comportamento fastidioso’ che innervosiva sia Apsu che Tiamat. Questo modo di dire viene tradotto da termini sumeri che hanno il significato sia di ‘i loro modi’ sia ‘le loro vie’ cioé ‘i loro percorsi’.

Da un punto di vista astronomico questo indicherebbe le loro proto-orbite. Dobbiamo infatti ricordarci che poco tempo era passato dalla nascita di questi giovani dei. Si può quindi ipotizzare che questo momento, in scala astronomica, corrisponda a un periodo in cui i pianeti erano in via di formazione e con orbite ancora non definite. E’ in effetti assurdo pensare che il sistema solare sia nato e sempre stato così come noi lo conosciamo adesso, con le stesse masse, con le stesse distanze e le stesse orbite stabili e precise.

In una situazione del genere, con orbite erratiche, alcuni di questi pianeti in formazione sarebbero potuti trovarsi a brevi distanze e quindi interagire elettromagneticamente generando fenomeni particolari che potrebbero aver avuto l’effetto di ‘disturbare Apsu’ cioè interferire con il Sole.
Quando Apsu e Mummu si recano da Tiamat, queste sono le parole di Apsu:

Di giorno non riesco a riposare,
la notte non giacio in pace...
Ma io distruggerò i loro modi (le loro vie).
Ci siano lamentazioni, e poi riusciremo
di nuovo a giacere in pace.

‘Distruggere i loro modi’ é una frase che ha poco senso compiuto, mentre ‘distruggere i loro percorsi/le loro vie’ astronomicamente significherebbe porre un fine al cammino erratico dei pianeti. Il testo poi afferma che Ea, colui che conosce tutte le cose, scoprì il piano di Mummu e si avvicinò a Tiamat. Nel testo mancano alcune righe ma da un punto più in avanti in cui si legge:
Per vendicare Apsu, Tiamat pianificò il male
Ma il dio proclamò ad Ea il modo in cui lei
organizzò le sue forze

Si può capire che qualcosa era successo ad Apsu per cui Tiamat decide di vendicarsi contro gli dei più giovani. Inizia qui una lunga descrizione di tutta una serie di ‘mostri’ che Tiamat genera per poter vendicare Apsu. Le descrizioni sono quanto mai suggestive; si parla di uomini-scorpione, di uomini-pesce, immani tempeste, del mostro Lahamu, vipere dragoni e non meglio precisate ‘armi crudeli’. Inoltre Tiamat crea ‘undici mostri terribili’ e li schiera al suo fianco, chiamando a se il più forte di questi (Kingu) ed eleggendolo a capo:
Lei esaltò Kingu, in mezzo a loro elevo il suo potere,
per marciare davanti alle forze, per guidare l’ armata,
per dare il segnale di battaglia,
per guidare l’ attacco [...]
“Io ho pronunciato il tuo incantesimo,
nell’assemblea degli dei ti ho elevato
il dominio sugli dei ti ho assicurato.
Sii esaltato nel tuo potere, mio sposo,
adorino il tuo nome gli dei sopra tutti gli Anunnaki.”
Lei gli diede le Tavole dei Destini,
“il tuo comando non sarà ignorato,
e ciò che pronuncerai sarà stabilito.”

http://gizidda.altervista.org/art/adapakewa.jpg

Sitchin interpreta questo passaggio come l' intervento di 11 satelliti, e tra questi la crescita in dimensioni e influenza elettromagnetica e gravitazionale di uno in particolare, Kingu, il quale si sarebbe elevato alle proporzioni di un vero e proprio pianeta, acquisendo una sua proto-orbita indipendente non più necessariamente legata a Tiamat. Il testo va avanti descrivendo il terrore e lo sdegno che gli altri dei/pianeti provano nei riguardi della esaltazione di Kingu da parte di Tiamat. Riunitisi gli dei si interrogano su chi possa affrontare Kingu e sconfiggere lui e Tiamat.

E’ in questo punto che la storia dell’Enuma Elish ha la ‘svolta focale’ che introduce il giovane dio/pianeta Nibiru. Il suo nome nel mito é Marduk, che nel pantheon sumero é figlio di Ea e Damkina. E purtroppo questo è anche il punto in cui l’Enuma Elish presenta una frammentazione che rende illeggibili alcune linee che sarebbero state di grande aiuto. Le varie versioni disponibili differiscono in alcuni punti tra i quali questo. La versione babilonese più recente qui é frammentaria e mancano ben 24 linee, mentre quella più vecchia è meno rovinata. In altre versioni questo tratto della storia é completamente rovinato salvo qualche parola che quindi é di dubbia traduzione. La versione babilonese é stata tradotta da vari autori. La versione di L.W. King riporta che:

“Un vendicatore [...] dal profondo [...] valoroso [...]
le sue decisioni [...] da suo padre [...]
egli gli disse: O tu figlio che hai la pace nel cuore...
in battaglia andrai [...] colei che ti osserverà
troverà finalmente pace [...]”

Il testo indica che Marduk venne generato ‘nel profondo’. Il dio che gli si rivolge, chiamandolo ‘figlio mio’ è sicuramente Ea. Ciò in versione astronomica implicherebbe che il ‘profondo’ sia una zona del sistema solare oltre Nettuno. Un riferimento al ‘profondo’ ci viene anche dalla
traduzione di N.K. Sandars:

Nell’ abisso profondo fu generato Marduk –
fu creato nel cuore dell’Absu.
Ea e Damkina lo crearono, padre e madre.

Anche in questa traduzione si parla del ‘profondo’, compare la figura di Ea (Nettuno) e viene fuori qui una nuova figura, quella di Damkina, moglie di Ea. Astronomicamente Damkina in effetti é un ‘punto oscuro’. Sitchin non tratta questa traduzione di Sandars, e non affronta il tema ‘Damkina’. Tuttavia riteniamo che questo particolare non sia molto rilevante ai fini della cosmogonia tradotta da Sitchin.

I personaggi principali, cioè quelli che ‘compiono azioni’ nell’Enuma Elish trovano tutti riscontro nel pantheon sumero. Ovviamente, come in una situazione di formazione di un sistema solare ci sono in gioco molti elementi, così anche nell’Enuma Elish vengono riportati altri nomi che da Sitchin non vengono però presi in considerazione. Se questo può dare adito a una critica nei suoi confronti, va tuttavia considerato che il solo fatto che lui non dia una spiegazione di cosa sarebbe Damkina in termini astronomici non basta a invalidare le altre identificazioni.

Personalmente sono convinto che si possa identificare Damkina in un oggetto trans-nettuniano simile ai vari Eris, Quoar o Sedna scoperti recentemente, ma ciò rimane comunque solo una personale ipotesi e come tale va presa. La storia dell’Enuma Elish va avanti descrivendo le riunioni degli dei che tra loro parlano del dio Marduk e gli chiedono di diventare il loro ‘campione’ nella lotta contro Tiamat. Marduk accetta di lottare contro Tiamat chiedendo però che da quel momento:

“Se io, vostro vendicatore,
conquisto Tiamat e vi restituisco le vite,
Riunite una assemblea e rendete il mio destino dominante.
In Upsukkinaku sedetevi gioiosi,
e io, non voi, decreterò i destini.”

Insomma Marduk chiede di avere la supremazia su tutti gli dei e di avere la facoltà di ‘stabilire e controllare i destini’. Astronomicamente ciò si traduce nell’avere una forza di attrazione e una orbita tali da ‘controllare’ la struttura del sistema solare. In che modo lo vedremo più tardi. Marduk si appresta quindi ad avvicinarsi a Tiamat. Giunti faccia a faccia, il loro incontro viene descritto nell’Enuma Elish in maniera molto dettagliata. Ci viene detto che Marduk si armò con una ‘rete’, con i 4 venti del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest, e in più con il ‘vento malvagio’ e altre armi. Si potrebbero identificare queste ‘armi’ come satelliti o ammassi asteroidali che viaggiavano con Marduk legati a lui dalla sua forza gravitazionale, identificata nella ‘rete’.

Da parte sua Tiamat invece generò ’11 mostri’ e mise Kingu a capo della sua schiera. Di Kingu si dice che:

“Lei ha esaltato Kingu; tra di loro (gli dei)
ha aumentato il suo potere.
Per marciare verso le forze, per guidare le orde”
E ancora, in un altro punto del testo si legge che:
“Lei ha appuntato la Tavola dei destini sul
suo petto... dicendo:
Il tuo comando non sarà sfidato, e le parole
della tua bocca saranno stabilite.”

Da queste righe, traducendole in versione astronomica, si deduce che Kingu ha acquisito tale potere e forza gravitazionale da influire sul corso degli altri pianeti. Si arriva dunque al momento della battaglia:
“Marduk liberò la sua ‘rete’ e la catturò,
e liberò il suo Vento malvagio, che stava dietro di lui,
sul viso di Tiamat.
Appena lei aprì la bocca per inghiottirlo,
Il vento malvagio la riempì mentre ancora lei
non aveva chiuso le labbra.
Il vento terribile la riempì fino all’ombelico”

La ‘rete’ di Marduk può essere la sua forza di attrazione gravitazionale.
Successivamente si legge che:

“Lui danneggiò le sue parti interiori, ferì il suo cuore.
La sottomise e le tolse la vita;
Gettò il suo corpo e le si mise sopra.
E quando Tiamat, il capo, fu sconfitto,
le sue orde furono disperse”
Distrutta Tiamat, con il ‘corpo lacerato’, i suoi
satelliti (le orde) si muovono in modo erratico non più
tenuti assieme dalla sua forza gravitazionale.
“ma furono circondati, così che non potessero scappare.
Li catturò, distrusse le loro armi,
li catturò in una rete e li lasciò imprigionati”

La forza gravitazionale di Marduk quindi intercetta il movimento dei satelliti e li attrae impedendogli di disperdersi nello spazio. Poi Marduk ritorna verso Tiamat e la urta:
“Lui e i suoi impietosi aiutanti distrussero la
sua testa [la sua parte superiore].
Lui le recise le vene e fece fuoriuscire il sangue,
ordinando al Vento del Nord di spargerlo in posti
remoti e segreti.”

In sostanza una collisione strappa da Tiamat una parte della sua parte superiore, e i detriti vengono sparsi nelle zone circostanti. Ci viene descritto a questo punto un gesto fondamentale nella teoria Sitchiniana e nella identificazione di questo mito come ‘cronaca di una battaglia planetaria’. Marduk infatti avendo diviso in due parti Tiamat, decide di mettere una di queste due parti in un punto ben preciso come a suddividere 2 zone del campo di battaglia:
“Lui la aprì in 2 come un mitile;
una delle sue metà lui stabilì come una copertura
per il cielo. Stabilì una leva, impose
un ‘osservatore’, e ordinò loro (i frantumi di Tiamat)
di non lasciar avanzare le sue acque”

Astronomicamente quindi viene descritta la formazione di una sezione del sistema solare che lo divide in 2 regioni. Questa sezione é identificata come la fascia degli asteroidi, nata dai frantumi della parte strappata dalla testa di Tiamat.

Successivamente si legge che Marduk si diresse verso ‘il profondo’ scrutando la struttura degli abissi, e vi stabilì una dimora, l’E-Sara, in cui avrebbero dimorato alcune divinità. Si potrebbe trattare della zona periferica del sistema solare in cui orbitano i pianeti più esterni: Ed egli fondò E-sara, una residenza in essa. La casa E-sara che creò come Cielo, Fece abitare in questi distretti Anu, Bel, ed Ea. Dove il nome Bel (che sostituisce Gaga) sarebbe Enlil e, in chiave astronomica, Plutone.

Il termine E-Sara (E.Shara nella versione di King ed Esharra in quella di Sandars) é alquanto ostico perché di non univoca traduzione. Potrebbe significare ‘casa o zona che delimita il tempo o lo spazio’ (ricordiamo che il sar in sumero e in accadico era una unità di misura molteplice applicata con diversi valori sia alle misure del tempo che a quelle di spazio) ma anche ‘casa da cui si inizia’ o ‘casa da cui si esce’. E’ importante notare questi ultimi due significati perchè, per chi arriva dall’ esterno del sistema solare, la zona E-Sara sarebbe proprio il punto iniziale del sistema, e parimenti per chi viaggia verso l’esterno partendo, ad esempio, dalla Terra, l’E-Sara rappresenta la zona da cui ‘si esce’ dal sistema solare. Il significato di 'entrare' del termine SHAR é anche attestato nei lexicon sumeri.

Il testo arriva quindi alla quinta tavoletta, dove compare per la prima volta il termine Nibiru. Nella versione di King leggiamo:

“Lui stabilì le stazioni degli dei, le stelle,
le loro immagini e lo zodiaco lui creò. [...]
Lui fondò la stazione di Nibiru (il pianeta Giove)
In modo che nessuno potesse sfuggire”

mentre nella versione di Sandars, il corrispondente
passaggio diventa:

“Lui progettò posizioni per i grandi dei, e
diede loro un aspetto stellare come costellazioni. [...]
Poi diede loro Nibiru, il polo dell’ universo,
per segnare il loro cammino,
in modo che nessuno potesse errare.”

Nella versione di King, la parte tra parentesi non fa parte del testo originale ma é una sua interpretazione. Gran parte dei sumerologi é convinta che il termine Nibiru a tratti indichi Giove e a tratti indichi Mercurio. A mio parere invece il termine Nibiru indica un qualcosa di estraneo ai pianeti – divinità le cui stazioni (posizioni o orbite) Marduk aveva stabilito. Questo perchè il testo dice chiaramente che prima Marduk ‘stabilì le stazioni degli dei’, quindi aveva già stabilito le posizioni di tutti i pianeti, compreso Giove, e solo dopo introduce Nibiru. Non avrebbe senso, quindi, dire che ‘Marduk diede loro Giove in modo che non potessero errare’ perché Giove stesso (Kishar) era già incluso tra gli dei (pianeti) delimitati da Nibiru. Nibiru deve per forza essere un oggetto o una zona estranea agli dei già menzionati.

Il mito poi affronta il tema della disposizione della Luna e del Sole nel cielo, viene descritto minuziosamente il modo in cui sono state ‘decise’ le fasi lunari e come queste dovessero scandire il tempo. 

Ma di questo parleremo un'altra volta ...

http://gizidda.altervista.org/site.html
PDF dalla pagina 1 alla pagina 13

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