mercoledì 28 agosto 2013

La bollatura degli "studiosi": "I MITI"

 
PROLOGO DELLA GENESI

L'Antico Testamento ha riempito la mia vita fin da bambino. Si può dire che i primi semi di questo libro siano stati piantati quasi cinquant'anni fa: a quel tempo non sapevo assolutamente nulla delle polemiche sulle incompatibilità tra Bibbia e teoria dell'evoluzione, ma, da giovane studente quale ero, studiando la Genesi nell'originale ebraico, cominciai a pormi delle domande per conto mio. Un giorno, per esempio, leggemmo nel capitolo VI che, quando Dio decise di distruggere l'umanità con il Diluvio universale, sulla Terra si trovavano "i figli delle divinità", che avevano sposato le figlie degli uomini.

L'originale ebraico li chiamava Nefilim e l'insegnante ci spiegò che significava "giganti"; ma io obiettai: non significava letteralmente "Coloro che sono stati gettati giù", che sono discesi sulla Terra? Venni subito rimproverato, e mi fu intimato di attenermi all'interpretazione tradizionale.

Negli anni seguenti, dopo che ebbi imparato le lingue, la storia e l'archeologia dell'antica regione corrispondente all'odierno Medio Oriente, i Nefilim divennero un'ossessione. I ritrovamenti archeologici e l'interpretazione di testi e racconti epici di popoli quali Sumeri, Babilonesi, Assiri, Ittiti, Cananei
confermavano sempre più l'assoluta precisione dei riferimenti biblici a regni, città, condottieri, luoghi, templi, strade commerciali, prodotti artigianali, oggetti e usanze di quelle genti.

E dunque, perché non accettare nel suo preciso significato letterale la parola con cui quegli stessi testi biblici chiamavano i Nefilim, e cioè visitatori della Terra provenienti dai cieli? L'Antico Testamento ripeteva in più punti: «Il trono di Yahweh è nel cielo» - «dal cielo il Signore contemplò la Terra». Il Nuovo Testamento invocava «Padre nostro, che sei nei cieli».

Ma la credibilità della Bibbia fu scossa dall'avvento della teoria evoluzionistica, che venne subito universalmente accolta. Se dunque l'uomo era frutto di un processo evolutivo, allora, evidentemente, non poteva essere stato creato in un solo istante da una divinità che, premeditatamente, avesse detto: «Facciamo Adamo a nostra immagine e somiglianza».

Tutti i popoli antichi credevano in dèi che erano scesi sulla Terra e che, quando volevano, potevano tornare in cielo; ma a tutti questi racconti non era stata mai data alcuna credibilità, poiché fin dall'inizio gli studiosi li avevano bollati come "miti".

Le testimonianze scritte dell'antico Medio Oriente, tra le quali figura un gran numero di testi astronomici, parlano chiaramente di un pianeta dal quale questi astronauti o "dèi" erano arrivati sulla Terra. Tuttavia, quando gli studiosi, negli anni '20, decifrarono e tradussero gli antichi elenchi dei corpi celesti, i nostri astronomi non conoscevano ancora l'esistenza di Plutone (che venne localizzato solo nel 1930).

Come si poteva pretendere, allora, che accettassero l'evidenza di un ulteriore membro del nostro sistema solare? Ora, però, che anche noi, come gli antichi, sappiamo che esistono dei pianeti oltre Saturno, perché non credere alle antiche testimonianze che ci parlano dell'esistenza del Dodicesimo Pianeta? Ora che degli astronauti sono scesi sulla Luna, e che delle navicelle spaziali sono state inviate a esplorare altri pianeti, non è più impossibile credere che, in un passato imprecisato, una civiltà sorta su un altro pianeta più avanzato del nostro sia stata in grado di mandare attraverso lo spazio degli esploratori sul pianeta Terra.

In verità, alcuni scrittori popolari hanno già avanzato l'ipotesi che certe costruzioni dell'antichità, come le piramidi o le gigantesche sculture in pietra, possano essere opera di genti progredite provenienti da un altro pianeta: sembra infatti alquanto difficile credere che un uomo certamente primitivo potesse disporre delle necessarie conoscenze tecnologiche. Inoltre, per fare un altro esempio, come è possibile che la civiltà dei Sumeri sembri nata improvvisamente dal niente, quasi 6.000 anni fa, senza un precursore, un antecedente?

Alcuni autori si sono già posti questi problemi, ma poiché di solito non ci dicono quando, come e soprattutto da dove questi antichi astronauti sarebbero venuti, le loro domande, per quanto interessanti, rimangono speculazioni senza risposta.

Mi ci sono voluti trent'anni di ricerche, in cui sono più volte tornato a esaminare le fonti antiche, cercando di accettarle letteralmente, per ciò che davvero esse dicevano, prima di riuscire a ricreare nella mia mente una ricostruzione cronologica continua e plausibile degli eventi preistorici. Il Pianeta degli Dèi, dunque, cerca di fornire al lettore una narrazione che dia delle risposte a domande specifiche (quando, come, perché e da dove). 


Le prove alle quali farò riferimento sono in primo luogo gli antichi testi e raffigurazioni artistiche. Ne Il Pianeta degli Dèi ho cercato di decifrare una sofisticata cosmogonia che spiega, forse proprio come fanno le moderne teorie scientifiche, in che modo il sistema solare si sia formato, un pianeta "invasore" sia rimasto intrappolato nell'orbita solare e come si sia arrivati alla formazione della Terra e di altre parti del sistema solare.

La documentazione che presento ai lettori comprende mappe della sfera celeste che illustrano il viaggio nello spazio da quel Pianeta, il Dodicesimo, verso la Terra. Subito dopo spiegherò come i Nefilim abbiano fondato i loro primi insediamenti sulla Terra; darò un nome ai loro capi e descriverò i loro rapporti, gli amori, le gelosie, le lotte e i risultati che essi conseguirono; illustrerò infine la natura della loro "immortalità".

Più di ogni altra cosa, però, Il Pianeta degli Dèi intende spiegare i grandiosi eventi che portarono alla creazione dell'uomo e i metodi estremamente progrediti con i quali tale impresa fu compiuta. Il testo tratterà inoltre degli stretti rapporti tra l'uomo e i suoi "signori" e cercherà di gettare nuova luce sul significato di concetti come il giardino dell'Eden, la torre di Babele, il Diluvio universale. Infine, illustrerà come l'uomo, mettendo a frutto i doni biologici e materiali che gli avevano dato i suoi stessi creatori, finì per costringere i suoi dèi a restare per sempre fuori dalla Terra.

Questo libro insinua l'idea che non siamo soli nel nostro sistema solare. Eppure esso può accrescere, anziché affievolire, la fede nell'esistenza di un'entità assoluta e onnipotente: perché, se furono davvero i Nefilim a creare l'uomo sulla Terra, nel far questo non poterono che adempiere a un più ampio progetto universale.
Z. SITCHIN
New York, febbraio 1977
Il Libro in pdf



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6 commenti:

  1. Sei prezioso. Una vera miniera.
    Grazie del link del libro.
    Ci vorrebbero tante vite e tanto tempo e riuscire a non dimenticare quello che si legge.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gianni;
      Grazie a te del gradito apprezzamento. Goditi questa vita, dell'altra sappiamo molto poco; trova il tempo per dedicarti a quello che ti gratifica, tutto il resto non conta.

      Del tipo...
      Ti rispondo con le frasi finali della poesia del Grande Lorenzo, "il trionfo di Bacco & Arianna:

      Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore! Ciò c'ha esser, convien sia. Chi vuol esser lieto, sia:
      di doman non c'è certezza.

      Ciao

      Elimina
  2. D'accordissimo con le tue sagge parole e con quanto canta Lorenzo.
    Un abbraccio forte.
    Buona giornata. Ciao.

    RispondiElimina
  3. Buonasera Wlady,
    O meglio buonanotte vista l'ora.
    Ho letto con piacere l'articolo.
    I cieli o con maggior precisione l'atmosfera forse sono una chiave di volta e di lettura delle ns stagioni in questo spazio-tempo.
    Non so' se sia solo un mio sentore od una mia singola percezione ma ho notato ultimamente una più intensa attività d'irrorazione. Il cielo del mio litorale era oggi piuttosto enigmatico, cosi come le frequenti ormai trombe d'aria nel bel paese.
    Qui non si tratta per me di semplice controllo climatico. L'atmosfera è un ponte od uno scudo difensivo e se attualmente sia l'uno o sia l'altro onestamente non saprei dirlo. L'unica mia risposta è una perplessità curiosa che rimane sempre all'erta!
    Un saluto,
    Elmoamf

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonanotte Elmoamf,
      non è solo una sua percezione, è un dato di fatto, l'intensa attività è ormai perniciosa, il sonno comune degli italiani è disarmante.

      Ricambio il gradito saluto,
      wlady

      Elimina

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