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domenica 12 luglio 2020

PROFEZIE DELL'ALTRO SECOLO?

 
Immagine dall’archivio di Terry Gillian, grande genio

Ricevo da Anna Dossena e pubblico [11/7, 20:29] 
"Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. 
 
Renovatio 21 pubblica questo stralcio dal libro 
di Günther Anders L’uomo è antiquato (1956) 
 
I metodi del genere di Hitler sono superati.
 
Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l'idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini.
 
L'ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate.
 
In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l'istruzione, per  riportarla ad una forma di inserimento professionale.
 
Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi.
 
Bisogna fare in modo che l'accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l'informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo.
 
Niente filosofia. 
 
Anche in questo caso bisogna usare la persuasione  e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l'emotività o l'istintivo.
  • Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. 
  • E' buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. 
  • Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani.
Come tranquillante sociale, non c'è niente di meglio.
 
In generale si farà in modo di bandire la serietà dell'esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l'euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. 
 
E il modello della libertà. 
 
Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l'unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. 
 
L'uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello...e deve essere monitorato come deve essere un gregge. 
 
Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, il che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, 
 
Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali." 
 
Günther Anders, "L'uomo è antiquato", 1956
 
 

sabato 11 aprile 2020

NELL'ANNO DOMINI CORONA


#IOSTOACASA: COME LA PAURA E LA MANCANZA DI RAGIONE UCCIDONO LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA
 

La campagna del governo #iostoacasa sarà ricordata come un esempio da scuola di come in pochissimo tempo, ignoranza e paura possono cancellare il patto di mutua ragione tra cittadino e istituzioni. Di fronte alla minaccia del virus e il rischio del collasso del sistema sanitario, il governo ha proceduto, a partire dal 21 Marzo a una campagna di quarantena basata sull’hashtag #iostoacasa convincendo milioni di italiani che stare il più a lungo possibile nel chiuso delle loro abitazioni è l’unica strada possibile per fermare la avanzata del virus.

Questo è ovviamente falso. Altri hastag, molto più precisi e dettagliati, come #iostoatremetri o #iostodasolo, sarebbero stati molto più onesti e, nella misura in cui sarebbero stati più sostenibili, sarebbero stati anche molto più efficaci. Purtroppo, il governo ha invece scelto di fondare la sua campagna su un diktat approssimativo e dannoso.

È ovvio a chiunque voglia esercitare un po’ di buon senso come stare al chiuso con la famiglia non è sostenibile e richieda per lo meno l’accesso a supermercati e altri servizi essenziali. Di per sé rendendo vana la pretesa di una applicazione del diktat. Ma è altrettanto evidente che non si tratti nemmeno di una misura necessaria, perché basterebbe stare a distanza e seguire le norme previste dalla OMS (mascherine, lavaggio mani, etc).

Tuttavia, la richiesta ai cittadini di compiere un SACRIFICIO è stata ideologicamente efficace, soprattutto in un paese con le nostre radici storico-culturali. Stare a casa è diventato subito un gesto scaramantico, che si fa per motivi tra la superstizione e l’appartenenza alla comunità. Nessuno si interroga sui meccanismi di trasmissione del virus.

Sono demandati agli esperti, come in passato era demandato ai preti di interpretare le sacre scritture e agli intellettuali di sinistra di fare l’analisi del momento storico. La popolazione è contenta di affidare ad altri, esperti o autorità che siano, il proprio destino contando nel principio antico che è più importante appartenere a una comunità, sia un gregge di pecore o una torma di Lemming, il proprio destino.

Ai virologi non vengono chiesti lumi circa i meccanismi di trasmissione del virus, ovvero un trasferimento di conoscenza che richiederebbe, da parte delle persone, un atteggiamento di comprensione critico-scientifica del problema, ma regole e direttive da applicare in modo fedele salvo eccezioni (“padre ho tanto peccato, mi dia l’assoluzione”).

La minaccia del virus, da problema concreto da affrontare con gli strumenti della ragione, è stata trasformata nella espressione delle colpe morali di una parte dei cittadini e ha legittimato molti altri nella presunta affermazione della propria superiorità morale. Atteggiamento paternalistico e moralistico in tutto e per tutti simile alla genuflessione superstiziosa di molte religioni. Non si salveranno dal virus i più accorti che faranno uso della propria intelligenza, ma i più giusti che sapranno sacrificarsi e, insieme agli altri giusti come lor pari (o appena meno), meritarsi un posto sull’arca galleggiante. O questo la gente crede.

Soltanto questa deriva salvifico-moralista può spiegare l’acredine e l’astio moralistico (l’onda di m…a con cui si sono affrontate le posizioni non allineate). Il dissenso è stato immediatamente associato con la indegnità morale del difensore.

Chi sosteneva l’importanza dell’attività fisica è stato immediatamente deriso (la “corsetta”, “andare a spasso”) o associato a tratti moralmente inferiori (narciso, egoista, individualista, persona priva di rispetto), mentre l’abuso di carboidrati, tabacco e alcool che pure ha accompagnato la clausura domestica viene visto con indulgenza (tabacco) e generalmente con vera e propria simpatia (alcool e cibo).

È ovviamente irrazionale pensare che chi corre manchi di rispetto mentre chi sforna torte e pizze sia un monaco penitente, ma è coerente con la cornice ideologica dove il virus deve essere sconfitto dal sacrificio e dalla sottomissione alla autorità e non dall’intelligenza e dalla tenacia.

Non si deve correre, andare al mare, passeggiare in montagna, non perché sia un’attività oggettivamente correlata con il virus, ma perché siamo indegni, incapaci di fiducia. Siamo cioè peccaminosi e dobbiamo mondarci dei nostri peccati, soffrendo tutti insieme.

Magari spiando dalle tapparelle chi non si sottopone agli stessi riti. La giustificazione del divieto di stare all’aperti da soli è analoga a quella che viene data, in nazioni dove i costumi impongono la repressione sessuale, perché le donne si debbano coprire il corpo e il viso: perché se lo facessero tutte, i maschi essere tentati dal fare violenza. E quindi, poiché gli esseri umani sono indegni di fiducia, anche chi non ha colpa (le donne) devono vivere segregati. Non a caso, in questi paesi, casa e vestiti hanno un ruolo simile a quello della casa in questi giorni di quarantena, spazio privato sottratto al presunto pericolo esterno (che invece è solo interno).

In questa atmosfera irrazionale, resa possibile dalla tradizionale mancanza di cultura scientifica, l’applicazione del diktat diventa un articolo di credo, spesso imposto più dai fedeli (i solerti sceriffi da balconi) che dalle stesse autorità (vigili e polizia). Si chiudono parchi e aree balneari, si inviano i droni per individuare pericolosi camminatori solitari, si inviano elicotteri per stanare bagnanti e subacquei (non è una esagerazione).

A nulla vale il fatto che, a detta della OMS, il virus non sopravvive all’aperto sotto l’effetto dei raggi del sole e che, anzi, basterebbe l’aria aperta per disperdere la carica virale sotto ogni soglia di pericolo. Contro ogni ragione, l’ambiente esterno è associato con la libertà di pensiero e di movimento in cui i cittadini impauriti da una propaganda martellante dei media non possono che credere. Come ha recentemente scritto Recalcati, “l’odio è non sopportare la libertà dell’altro”.

Come nel romanzo di Orwell le persone sono isolate le une dalle altre e soggette a una continua imposizione di notizie da parte di schermi installati nelle loro abitazioni. A differenza della distopia, nel nostro caso gli schermi sono pagati direttamente da noi.

Il runner solitario non mette a rischio la salute fisica dei cittadini, ma mette in discussione il valore salvifico della loro presunta moralità: “se io sto in casa a soffrire, perché non lo fa anche lui”. E così si deve stare in casa non per evitare il virus, ma per non mettere in discussione l’autorità del governo cui la società ha demandato la propria libertà. Perché il sacrificio della libertà di tutti sia efficace, deve essere condiviso – non si deve parlare in chiesa o mettere in discussione le parole del sacerdote (in questo caso l’esperto scelto dal governo), è un mancare di rispetto. Così si rivela il lato oscuro della irrazionalità: paura e ignoranza. È un meccanismo raccontato da tantissimi, da Chomsky a Benasayag, da Canetti a Foucalt, da Hobbes a Machiavelli. Non c’è bisogno di citarli.

L’ignoranza gonfia la paura che cerca nel sacrificio della libertà e nella sottomissione all’autorità una salvezza che viene applicata con la stupidità irrazionale propria della superstizione.

L’aspetto peggiore si è manifestato in tutte quelle forme di intolleranza e di miseria umana che trovano amplificazione nel razzismo da balcone. Si spiano le persone perché gli altri non sono più percepiti in quanto esseri umani, ma come un potenziale pericolo. L’applicazione rigida della legge diventa il pretesto per sfogare invidie, rivalità, complessi di inferiorità, asti campanilistici.

Felice Cimatti, in una recente intervista ha affermato “ci sono le ragioni della medicina, ma non ci sono solo le ragioni della medicina. […] Sostenere che non è tempo per discutere di filosofia e di libertà individuali, che ora è il tempo dell’emergenza, è esattamente il tipo di risposta che non promette nulla di buono.”

Quando la libertà individuale è sospettata di egoismo, quando si avvalla il principio etico-politico che la sola vera libertà è quella che esprime il bene universale (che poi non è mai universale, ma di qualche particolare che ha la forza per proporsi e, invero, imporsi, come universale), la persona è in pericolo, perché la persona è la sua libertà individuale, insindacabile, ingiudicabile, indominabile.

Certo, ogni società può proporre le sue regole di ingaggio, diciamo così, ma senza pretendere che il proprio bene (quello della società in gioco) diventi il bene universale o debba corrispondere al bene di ciascuno. La paura del virus ha spinto molti a rinunciare ai propri diritti individuali. La salvezza del corpo in cambio dell’anima – per tanti che come gli zombie di Romero (altra epidemia, altra allegoria) quell’anima non l’hanno in fondo mai avuta – è un baratto ragionevole.

Accettare il diktat dello stare a casa senza ragione non è solo un rischio sanitario (il danno che tanti avranno da questa inutile clausura domestica) ma soprattutto il fallimento del patto di ragione tra stato e cittadino. Allo stato non si chiede di spiegare le motivazioni razionali delle regole. Ai cittadini non si chiede di comportarsi responsabilmente. Ognuno viene meno ai suoi obblighi e ci si tratta con l’indulgenza tipica di persone immature. Il patto non è più basato sulla ragione e sul rispetto reciproco tra persona e istituzione, ma sull’interesse e la paura. E la superstizione ne è il naturale collante. #iostoacasa esprime il fallimento della libertà e della democrazia. 

Riccardo Manzotti è professore di filosofia teoretica (Università IULM di Milano), psicologo e ingegnere. Dalla teoria che ha elaborato sulla coscienza ha tratto vari libri, tra cui il più recente The Spread Mind, tradotto ed edito in Italia da Il Saggiatore. https://www.riccardomanzotti.com/

lunedì 16 dicembre 2019

In un tempo di inganni dire la verità è un atto rivoluzionario

 

A New Kind of Tyranny - La guerra dello stato globale contro "Coloro che parlano della verità al potere"

di John W. Whitehead
from RutherfordInstitute Website
 
"Cosa succede a Julian Assange
e a Chelsea Manning
pensando di intimidirci,
e spaventarci rendendoci al silenzio.
Difendendiamo Julian Assange,
difendiamo i nostri diritti più sacri.
Parla ora
o ti sveglierai una mattina
nel silenzio di
un nuovo tipo di tirannia.
La scelta è nostra "...
giornalista investigativo

Tutti noi siamo in pericolo.

In un'epoca di procedimenti penali per crimini di pensiero, programmi di deterrenza pre-criminale e agenzie governative che operano come sindacati del crimine organizzato, c'è un nuovo tipo di tirannia che viene imposta a coloro che osano esporre i crimini dello Stato Profondo, la cui portata è diventata globale ...
 
Lo Stato profondo ha intrapreso un assalto spietato, senza prigionieri, a tutto campo contro i rivelatori di verità.
 
Attivisti, giornalisti e informatori allo stesso modo vengono terrorizzati, traumatizzati, torturati e sottoposti alle tattiche che inducono paura, che alterano la mente, che distruggono l'anima, che ti fanno spaccare la faccia, impiegate dai superpoteri-quelli in essere.
 
Prendi Julian Assange, per esempio.
 
Assange, il fondatore di WikiLeaks - un sito Web che ha pubblicato informazioni segrete, fughe di notizie e media classificati da fonti anonime - è stato arrestato l'11 aprile 2019, con l'accusa di aiutare l'analista dell'intelligence dell'esercito americano Chelsea Manning ad accedere e perdere più di 700.000 militari classificati documenti che descrivono il governo degli StatiUniti e i suoi militari come spericolati, irresponsabili e responsabili di migliaia di morti civili ...
 
Sono stati inclusi tra i materiali Manning trapelati,
 
·    the Collateral Murder video (aprile 2010)
·    i registri di guerra in Afghanistan (luglio 2010)
·    i registri di guerra in Iraq (ottobre 2010)
·    un quarto di milione di cupi diplomatici (novembre 2010)
·    i file di Guantánamo (aprile 2011)
 
La fuga di omicidio collaterale includeva riprese video di due elicotteri Apache AH-64 statunitensi che facevano fuoco (sotto il video) impegnati in una serie di attacchi aria-terra mentre l'equipaggio aereo rideva di alcune vittime:
 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/transcoded/6/61/CollateralMurder.ogv/CollateralMurder.ogv.360p.vp9.webm
Clicca sull'immagine per vedere il video 

Tra le vittime c'erano due corrispondenti di Reuters che furono uccisi a colpi di arma da fuoco dopo che le loro telecamere furono scambiate per armi e un autista che si fermò per aiutare uno dei giornalisti.
 
I due figli del conducente, che si trovavano nel furgone quando fu colpito dalle forze armate statunitensi, subirono gravi ferite.
 
Questo è moralmente sbagliato ...
 
Non dovrebbe importare quale nazione è responsabile di queste atrocità:
non esiste alcuna difesa per tale male perpetrato in nome dei margini di profitto e del profitto di guerra.
 
In vero stile orwelliano, tuttavia, il governo vorrebbe farci credere che sono Assange e Manning i veri "criminali" per aver osato esporre il ventre squallido della macchina da guerra.
 
Dal suo arresto dell'aprile 2019, Assange è stato rinchiuso in un carcere britannico di massima sicurezza - in isolamento per un massimo di 23 ore al giorno - in attesa di estradizione negli Stati Uniti, dove se condannato, potrebbe essere condannato a 175 anni di prigione.
 
Qualunque cosa venga fatta ad Assange dietro quelle mura della prigione - torture psicologiche, droghe forzate, isolamento prolungato, intimidazione, sorveglianza - lo sta logorando.
 
Nelle apparizioni in tribunale, il 48enne Assange appare disorientato, tormentato e simile a uno zombi.

"In 20 anni di lavoro con vittime di guerra, violenza e persecuzioni politiche non ho mai visto un gruppo di Stati democratici riunirsi per isolare, demonizzare e abusare deliberatamente un singolo individuo per così tanto tempo e con così poca considerazione per la dignità umana e lo stato di diritto", ha dichiarato Nils Melzer, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura.
Tuttavia, non è solo Assange a soffrire.
 
Manning, che è stato imprigionato per sette anni dal 2010 al 2017 per aver divulgato documenti riservati a Wikileaks, è stato arrestato nel marzo 2019 per aver rifiutato di testimoniare davanti a una grande giuria su Assange, messo in isolamento per quasi un mese, e poi condannato a rimanere in inprigione fino a quando non accetta di testimoniare o fino alla scadenza del mandato di 18 mesi della giuria.
 
Anche il giudice federale Anthony J. Trenga del Distretto orientale della Virginia ha multato Manning per $ 500 per ogni giorno in cui è rimasta in custodia dopo 30 giorni, e $ 1.000 per ogni giorno in cui è in custodia dopo 60 giorni, un esempio agghiacciante - e finanziariamente paralizzante - degli sforzi intensi del governo per armare le multe e le pene detentive come mezzo per costringere i dissidenti ad allinearsi.
 
Questo è il modo in cui lo stato di polizia si occupa di coloro che sfidano il suo potere sul potere.
 
Non commettere errori: il governo sta conducendo una guerra a giornalisti e informatori per aver divulgato informazioni relative a cattiva condotta del governo che rientra nel diritto del pubblico di sapere.
 
Tuttavia, mentre questa campagna mirata - aiutata, favorita e promossa dalle alleanze internazionali del Deep State - si sta svolgendo durante la sorveglianza del presidente Trump, è iniziata con la decisione dell'Amministrazione Obama di rilanciare l'antiquato, centenario atto di spionaggio, che doveva punire spie del governo e invece lo usano per perseguire gli informatori del governo.
 
Sfortunatamente, l'amministrazione Trump non ha semplicemente continuato l'attacco dell'amministrazione Obama contro gli informatori. Ha iniettato questa guerra agli steroidi e ai cercatori di verità con gli steroidi e ha lasciato perdere il Primo Emendamento.
 
Nel maggio 2019, il Dipartimento di Giustizia di Trump ha emesso una nuova accusa segreta "sostitutiva" di Assange - basata sull'Espionage Act - che autorizza il governo a determinare ciò che conta come giornalismo legittimo e criminalizzare il resto, per non parlare del dare,

"la licenza del governo per punire criminalmente i giornalisti che non gli piaciono, basata su antipatia, standard vaghi e giudizi soggettivi".
Notando che l'accusa ha segnalato gravi pericoli per la libertà di stampa in generale, l'avvocato dei media Theodore J. Boutrous, Jr., Ha avvertito, 
"L'accusa penalizzerebbe l'incoraggiamento di perdite di informazioni classificate degne di nota, criminalizzerebbe l'accettazione di tali informazioni e criminalizzerebbe la loro pubblicazione". 
Boutrous continua: 
[I] non importa se pensi che Assange sia un giornalista o che WikiLeaks sia una testata giornalistica.
 
La teoria che anima l'accusa mira all'essenza stessa dell'attività giornalistica: la raccolta e la diffusione di informazioni che il governo vuole mantenere segrete.
 
Non devi amare Assange o approvare ciò che lui e Wikileaks hanno fatto nel corso degli anni per riconoscere che questa accusa stabilisce un precedente inquietante e minaccia i valori di base del Primo Emendamento ...
 
Con solo modeste modifiche, la stessa teoria potrebbe essere invocata per perseguire i giornalisti per gli stessi crimini che vengono asseriti contro Assange, semplicemente per aver fatto il loro lavoro di controllo del governo e di riferire le notizie al popolo americano. 
Abbiamo un disperato bisogno di maggiore controllo e trasparenza, non di meno.

In effetti, la trasparenza è una di quelle cose che il governo ombra teme di più.
Perché? Perché potrebbe suscitare la popolazione americana distratta di esercitare effettivamente i propri diritti e resistere alla tirannia che sta inesorabilmente asfissiando le loro libertà.

Questa necessità di far luce sulle azioni del governo - per rendere accessibili e responsabili le parti oscure e meno trasparenti del governo - è stato un tema comune per il giudice della Corte suprema Louis Brandeis, che ha coniato notoriamente la frase, 
"La luce solare è il miglior disinfettante."
Scrivendo nel gennaio 1884, Brandeis spiegò:
La luce è l'unica cosa che può addolcire la nostra atmosfera politica:
  • ·    luce gettata su ogni dettaglio dell'amministrazione nei dipartimenti
  • ·    luce diffusa attraverso ogni politica
  • ·    la luce brillava su ogni aspetto della legislazione
  • ·    luce che può penetrare in ogni incavo o angolo in cui qualsiasi intrigo potrebbe nascondersi
  • ·    la luce che si aprirà per vedere le camere più interne del governo, allontanerà ogni oscurità dalle casse del tesoro,
o    illuminare la corrispondenza straniera
o    esplorare i cantieri navali nazionali
o    cercare le oscurità degli affari indiani
o    mostrare i meccanismi della giustizia
o    esibire la gestione dell'esercito
o    gioca sulle vele della marina
o    seguire la distribuzione delle mail.

Naturalmente, la trasparenza è inutile senza una popolazione informata, impegnata e preparata a ritenere il governo responsabile del rispetto dello stato di diritto.
 
Per questo motivo, è fondamentale che i cittadini abbiano il diritto di criticare il governo senza paura.
 
Dopotutto, siamo cittadini, non soggetti. Per coloro che non comprendono appieno la distinzione tra i due e perché la trasparenza è così vitale per un governo costituzionale sano, Manning lo spiega bene:
Quando la libertà di informazione e la trasparenza vengono soffocate, spesso vengono prese decisioni sbagliate e si verificano tragedie strazianti - troppo spesso su una scala mozzafiato che può lasciare le società a chiedersi:
come è successo…?
Credo che quando al pubblico manca anche l'accesso fondamentale a ciò che i suoi governi e militari stanno facendo in loro nome, allora cessano di essere coinvolti nell'atto di cittadinanza.
Esiste una chiara distinzione tra cittadini che hanno diritti e privilegi protetti dallo stato e soggetti che sono sotto il completo controllo e l'autorità dello stato.
Manning prosegue suggerendo che gli Stati Uniti,
"ha bisogno di una legislazione per proteggere il diritto del pubblico alla libertà di parola e alla stampa libera, a proteggerlo dalle azioni del ramo esecutivo e a promuovere l'integrità e la trasparenza del governo degli Stati Uniti".
Tecnicamente, abbiamo già una tale legislazione sui libri: il Primo Emendamento.
 
Il primo emendamento conferisce alla cittadinanza il diritto di parlare liberamente, protestare pacificamente, esporre illeciti del governo e criticare il governo senza timore di arresti, isolamento o qualsiasi altra punizione inflitta a informatori come Edwards Snowden, Assange e Manning.
 
La sfida sta nel rendere il governo responsabile di obbedire alla legge.
 
Quasi 50 anni fa, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha condannato 6-3 negli Stati Uniti contro Washington Post Co. per bloccare i tentativi dell'Amministrazione Nixon di utilizzare le pretese di sicurezza nazionale per impedire al Washington Post e al New York Times di pubblicare articoli segreti del Pentagono su come l'America è andata in guerra in Vietnam.
 
Come ha osservato il giudice William O. Douglas sulla sentenza,
"La stampa è stata protetta in modo da poter svelare i segreti del governo e informare la gente. Solo una stampa libera e sfrenata può effettivamente rivelare l'inganno nel governo.
E fondamentale tra le responsabilità di una stampa libera è il dovere di impedire a qualsiasi parte del governo di ingannare il popolo e di spedirlo in terre lontane per morire di febbri straniere e proiettili di armi straniere".
Quasi 50 anni dopo, con Assange che viene scelto come traditore per aver tradito, assistiamo a un altro scontro, che contrappone il diritto del popolo alla conoscenza della cattiva condotta del governo contro la potenza del complesso industriale militare.
 
Tuttavia non si tratta semplicemente di informatori e giornalisti che fanno parte di una classe protetta ai sensi della Costituzione. È un dibattito su quanto a lungo "noi popolo" rimarremo una classe protetta ai sensi della Costituzione.
 
Seguendo l'attuale traiettoria verso il basso, non passerà molto tempo prima che chiunque creda nel ritenere il governo responsabile sia etichettato come "estremista", sia relegato in una sottoclasse che non si adatta, deve essere guardato tutto il tempo ed e redarguito quando il governo lo ritiene necessario.
 
Alla fine, saremo tutti potenziali sospettati, terroristi e trasgressori agli occhi del governo.
 
La politica partigiana non ha spazio in questo dibattito: gli americani di ogni genere farebbero bene a ricordare che coloro che mettono in discussione i motivi del governo forniscono un necessario contrappunto a coloro che seguiranno ciecamente dove i politici scelgono di guidare.
 
Non dobbiamo essere d'accordo con tutte le critiche al governo, ma dobbiamo difendere i diritti di tutti gli individui di parlare liberamente senza timore di punizione o minaccia di espulsione.
 
Non dimenticare mai: ciò che vogliono gli architetti dello stato di polizia sono cittadini sottomessi, conformi, cooperativi, obbedienti, mansueti che non rispondono, non sfidano l'autorità del governo, non parlano contro la cattiva condotta del governo e non calpestano fuori dalle righe.
 
Ciò che protegge il Primo Emendamento - e richiede una repubblica costituzionale sana - sono i cittadini che esercitano abitualmente il loro diritto di dire la verità al potere.
 
Come chiarisco in BattlefieldAmerica - The War on the American People, il diritto di parlare contro le azioni illecite del governo è la libertà per antonomasia.
 
Attenzione: questa libertà per antonomasia non farà molto bene a nessuno se il governo manterrà la sua promessa di fare un esempio di Assange come avvertimento per altri giornalisti intenzionati ad aiutare gli informatori a rivelare la corruzione del governo.
 
Ancora una volta, ci ritroviamo a rivivere il 1984 di George Orwell, che descriveva in dettaglio agghiaccianti il ​​modo in cui i governi totalitari impiegano il potere del linguaggio per manipolare le masse.
 
Nella visione distopica del futuro di Orwell, il Grande Fratello elimina tutte le parole e i significati indesiderabili e non necessari, arrivando persino a riscrivere regolarmente la storia e punire i "crimini del pensiero".
 
Proprio come i censori dei social media di oggi e i dipartimenti di polizia pre-crimine, la Polizia del Pensiero di Orwell serve come occhi e orecchie del Grande Fratello, mentre le altre agenzie governative si intrufolano, 
  • ·    affari economici (razionamento e fame)
  • ·    legge e ordine (tortura e lavaggio del cervello)
  • ·    notizie, intrattenimento, educazione e arte (propaganda) ...
Il Grande Fratello di Orwell si affida a Newspeak per eliminare le parole indesiderate, eliminare le parole rimaste di significati non ortodossi e rendere del tutto indipendente il pensiero non approvato dal governo.
 
Il punto in cui ci troviamo ora è nel punto di incontro,
  •  ·  OldSpeak (dove le parole hanno un significato e le idee possono essere pericolose)
  • ·   Newspeak (dove è consentito solo ciò che è "sicuro" e "accettato" dalla maggioranza)
L'élite di potere ha chiarito le sue intenzioni: perseguiranno e perseguiranno tutte le parole, i pensieri e le espressioni che sfidano la loro autorità. 

Questo è l'ultimo anello della catena dello stato di polizia.
Essendo stato ridotto a una cittadinanza rannicchiata,
  • ·    muto di fronte ai funzionari eletti che si rifiutano di rappresentarci
  • ·    indifeso di fronte alla brutalità della polizia
  • ·    impotente di fronte alle tattiche e alla tecnologia militarizzate che ci trattano come combattenti nemici su un campo di battaglia
  • ·    nudo di fronte alla sorveglianza del governo che vede e sente tutto,
... siamo con le nostre spalle al muro.
 
Da questo punto in poi, abbiamo solo due opzioni: andare a combattere o capitolare e tradire i nostri cari, i nostri amici e noi stessi insistendo sul fatto che, come fa un lavaggio del cervello a Winston Smith alla fine del 1984 di Orwell, sì, 2 + 2 lo fa uguale a 5.
 
Come George Orwell ha riconosciuto,
"In un tempo di inganni dire la verità è un atto rivoluzionario ..."
 
®wld 


Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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