Le
cellule immunitarie di persone che hanno acquisito COVID sono potenti
tanto contro le nuove varianti del coronavirus quanto contro le varianti
più vecchie. Questa è la conclusione di uno studio del La Jolla Institute of Immunology e dell'Università della California, San Diego (USA).
Queste cellule immunitarie, a differenza degli anticorpi, non impediscono a una persona di contrarre nuovamente l'infezione. Tuttavia,
se acquisiscono un nuovo ceppo, le cellule immunitarie aiutano ad
eliminare rapidamente il virus e prevenire gravi infezioni.
"Questi
dati forniscono notizie positive date le preoccupazioni circa l'impatto
delle nuove varianti", concludono gli autori della ricerca in un
articolo scientifico presentato come pre-pubblicazione sul server
bioRxiv.
I
ricercatori hanno analizzato l'attività delle cellule immunitarie CD4 +
e CD8 + contro quattro varianti del virus SARS-CoV-2: il britannico, il
sudafricano, il californiano e il brasiliano di Manaus.
I
CD8 + sono responsabili della distruzione delle cellule infette, mentre
i CD4 + sono cellule che aiutano la risposta immunitaria.
I
risultati mostrano che, nelle persone che sono state esposte a varianti
precedenti del coronavirus, "le risposte delle cellule immunitarie sono
fondamentali per gestire gli effetti di quelle varianti", concludono i
ricercatori.
Questi
risultati arrivano la stessa settimana in cui un altro studio ha
avvertito che la variante Manaus potrebbe essere in grado di eludere gli
anticorpi neutralizzanti prodotti dai vaccini.
Questa
scoperta significherebbe che l'inoculazione con i vaccini non
raggiungerebbe l'immunità di gregge ansiosamente attesa, come hanno
proposto le autorità sanitarie. È
proprio dietro questa idea che i vaccini possono produrre l'immunità
della mandria che i governi stanno spingendo i vaccini COVID sulla
popolazione.
Secondo
questo studio, gli anticorpi neutralizzanti sono ridotti a un sesto
dopo la prima infezione e tra il 25 e il 61% delle persone che hanno
avuto COVID sono suscettibili di reinfezione con la variante P.1.
Inoltre,
la variante sudafricana ha mostrato la capacità di eludere parzialmente
gli anticorpi neutralizzanti acquisiti contro le varianti precedenti.
La variante P.1 è già stata trovata in almeno 19 paesi. Il sudafricano, in più di 40 paesi. Se
tali varianti dovessero diffondersi ulteriormente potrebbero
compromettere il proposto “passaporto vaccinale” che è in fase di
elaborazione e che verrà imposto come condizione per lavorare e
viaggiare.
Come
mostra questo studio, le persone che sono state vaccinate potrebbero
essere reinfettate con queste varianti, rendendo i vaccini inutili.
L'unica
immunità che sembra fornire protezione contro tutte le varianti COVID è
quella che le persone acquisiscono dopo essere state esposte a COVID. Questo
è il motivo per cui è più importante che mai capire che i blocchi sono
strumenti inefficienti per porre fine alla pandemia.
Il
confinamento non solo non aiuta a fermare la diffusione dell'infezione,
ma non riesce nemmeno a creare l'immunità naturale della mandria,
l'unico vero protettore contro le nuove varianti.
Un vecchio farmaco antielmintico (contro i vermi)usato soprattutto in veterinaria, pare abbia
effetti rapidissimi e miracolosi, contro le infezioni da Corona.
Svariati studi clinici sono stati fatti e sono tuttora in atto.
Per l’Oms, il farmaco è considerato già da molto tempo essenziale ed
importante per le varie parassitosi, principalmente nei paesi a clima
tropicale.
Fu scoperta nel 1975 ed entrò in terapia nel 1981. E’ prodotto da un
batterio, lo Streptomicis avermitilis.
Il meccanismo d’azione per contrastare la virosi corona, sembra
coinvolgere la
famosa Proteina Spike, che funge quale modulo di aggancio per
il corona, sulle cellule da infettare.
I virus sono dei parassiti ed utilizzano una cellula “ospite“ per
replicarsi.
Cosi facendo producono l’infiammazione ed infezione negli ospiti umani.
Pare che l’IVERMECTINA, si leghi alla Proteina Spike ed impedisca al
virus di agganciarsi al recettore cellulare ACE2 della cellula, mantenendo il
virus nell’ambiente extracellulare ed evitando cosi l’infezione!
Cosi facendo, il virus viene facilmente disattivato dalle cellule T e B
del nostro sistema immune.
A differenza del Cortisone, che è si un potente anti-infiammatorio,
mapossiede a lungo andare, un effetto
immunosoppressivo, l’Ivermectina è un potente anti-infiammatorio, senza effetti
immunosoppressivi;
GRANDIOSO !!
Grazie ai batteri nostri amici! … ricordate il fungo produttore di
Penicillina, che salvò milioni di vite nella seconda guerra e nel dopoguerra?
NATURA MEDICATRIX
La famosa
Spike, si attacca anche e soprattutto
attraverso altri recettori di membrana cellulare (Cd147 e acido sialico), ai
globuli rossi e piastrine nel sangue. Rilasciato poi (il corona) negli endoteli può portare a gravi infiammazioni, quali Vasculiti sistemiche,
che possono generare formazione di coaguli e trombosicon effetti di blocco dell’Ossigenazione, nei
tessuti ove vanno ad insediarsi, principalmente Polmoni, ma anche altri organi
quali Fegato, Cervello, Reni, Cuore etc.
Nei polmoni, bloccando lo scambio Ossigeno –
Anidride carbonica, può causare la fine della vita
organica!
Ed irrorando di O2, i pazienti con la trombosi, le Terapie errate dei
primi mesi corona, causarono la morte di migliaia di persone. Vietate le
autopsie dal Ministero della Salute … qualcuno la pagherà e molto caro!
L’Ivermectina, sembrerebbe in grado di bloccare (attraverso il fattore
di trascrizione NF-KB), la Tempesta infiammatoria Citochinica, che porta alla
formazione dei coaguli nel sangue!
L’effetto è quasi immediato e risolve la maggior parte delle infezioni
entro le 48 ore, INCREDIBILE.
Agisce non solo all’inizio dell’infezione, ma anche nella fase acuta e
da studi condotti, anche nel Post infezione, che può perdurare, con una latente
infiammazione, sebbene con carica virale bassissima e non infettiva, per mesi,
con una spossatezza e debilitazione per lunghi periodi.
COSTO BASSISSIMO!
Sarà per questo, che cominciano già pubblicazioni ostili nei suoi
riguardi?
E la Idrossiclorochina, derivato dalla Clorochina, grande farmaco anti
malarico?
Gli strumenti per guarire le persone ci sono tutti, la farmacologia
estratta dai batteri (Ivermectina) e dalle piante (China), FUNZIONA ED AIUTA L’UMANITA’!
Forse la Terapia genica a base di mRna è più vantaggiosa per i
produttori?
Forse la Terapia genica ha altri scopi, diciamo più Mengheliani, per
pensar male ... come diceva Andreotti?
Quanti effetti collaterali, anche gravi, si stanno registrando in tutto
il mondo, dal cosiddetto “vaccino” a base di genetica artificiale? Vogliono
fare una sperimentazione su larga scala di nuove terapie?
Informino allora le persone onestamente e non subdolamente: magari paghino
le persone che partecipano!
Hanno sempre testato i farmaci su carcerati o persone a basso reddito.
Non metto in dubbio che in molti casi, la terapia genica potrebbe essere
utile, non sono un anti progresso; ma il progresso deve essere rispettoso della
vita umana e
se l’Ivermectina e la Idrossiclorochina curano, con pochissimi o quasi
nulli effetti collaterali, utilizziamole in prima battuta.
E le aziende farmaceutiche continueranno cosi, con calma e saggezza, le
loro ricerche e sperimentazioni, su persone informate e consenzienti!
Saggezza ho detto!
Pare che ultimamente esistano solo la prepotenza, i profitti e null’altro.
Bene, una domanda? Cominceranno una produzione a livello nazionale di
Ivermectina?
Sanità pubblica e governo se ci siete…battete un colpo!
Quella che stiamo vivendo è in realtà una guerra, dichiarata dai pochi
riccastri a gran parte dell’umanità, per annientare il tessuto sociale vittorioso
degli anni del dopo guerra, soprattutto in Italia,fatto dal miracolo delle piccole e medie
imprese.
Visto che il governo Draghi, pare sempre più, un governo con molti
esponenti militari, abbia il coraggio di scelte nuove nel campo medico e
clinico e ci faccia uscire da quel pantano di irresponsabili, ignoranti o
partigiani foraggiati, che pullulano nel Ministero della Salute…cosiddetto!
Il ricordo degli eventi tragici per l’umanità nel secolo scorso, causati
dal pensiero unico, dalla follia della personificazione popolare in una
persona, in un comandante, ed in questo caso in un virus, faccia fare a tutti
un passo indietro!
La dittatura mediatica e governativa incombente, porterà solo a grandi
disgrazie nel prossimo futuro, statene certi.
Ergo…in primis
VIS MEDICATRIX NATURAE
e rispetto per la singolarità spirituale dell’Uomo, dei suoi sentimenti
e rispetto al 100% per gli anziani, che hanno fatto grande l’Italia, con sforzi
e sofferenze enormi!
Non meritano di vedere questo scempio, questa prigione casalinga basata
sul terrore, dopo tutte le loro fatiche!
E se i “resettisti” vogliono cavie da laboratorio, utilizzino i loro
robot androidi, con i quali vogliono sostituire gran parte della forza lavoro
umana!
Tampone rapido: 30 minuti per un esito inaffidabile
Marcello Pamio
Dopo aver descritto nel precedente articolo RealStar®, il kit per il SARS-CoV-2 prodotto dalla società tedesca Altona Diagnostics, adesso è la volta di un test ultrarapido.
Abbiamo visto che nella descrizione del primo tampone basato sulla PCR è riportato a chiare lettere l’utilizzo: “For research use only (RUO)! Not for use in diagnostic procedures”,
quindi si consiglia l’utilizzo SOLO per la ricerca e NON PER PROCEDURE
DIAGNOSTICHE, scopo per il quale viene invece utilizzato...
Vediamo ora il test Xpert® Xpress SARS-CoV-2, sviluppato da Cepheid.
Si
tratta di un test molecolare automatizzato per la rilevazione
qualitativa di SARS-CoV-2, che sfrutta anch’esso la reazione a catena
della polimerasi in tempo reale (RT-PCR).
Questo test infatti può fornire un rilevamento rapido in appena 30 minuti, vero e proprio grasso che cola per Luca Zaia, il governatore del Veneto che ha il pallino (e forse non solo quello) per i tamponi.
Ma vediamo cosa dice il foglietto illustrativo dell’Xpress:
“I risultati positivi sono indicativi della presenza di
RNA del SARS-CoV-2; ciò nonostante, per determinare lo stato di paziente
infetto è necessaria la correlazione clinica con l’anamnesi e con altri
dati diagnostici del paziente stesso”.
I produttori
avvertono che anche in caso di positività per determinare lo stato di
salute del paziente è necessaria l’anamnesi completa e altri dati
diagnostici.
Quindi scusate ma a cosa serve il tampone?
“I risultati positivi non escludono la presenza di
infezioni batteriche o di infezioni concomitanti da altri virus.
L’agente rilevato potrebbe non essere la causa concreta della malattia”.
Un
tampone positivo potrebbe essere dovuto a semplici infezioni batteriche
o virali che nulla c’entrano con il SARS-CoV-2. Questo rischio è
conosciuto dai medici che eseguono il tampone?
Pertanto una persona con una banalissima infezione potrebbe risultare falsamente positiva.
“I risultati negativi non escludono un’eventuale
infezione da SARS-CoV-2. I risultati negativi devono essere accompagnati
da osservazioni cliniche, anamnesi del paziente e informazioni
epidemiologiche”.
Addirittura la negatività del tampone
non indica la sicurezza perché non esclude l’infezione da SARS-CoV-2.
Quindi ripetiamo tutti assieme: a cosa serve il tampone?
Infine nel capitolo della Specificità analitica:
“I primer e le sonde E non sono specifici per SARS-CoV-2 e rilevano il coronavirus SARS sia umano sia dei pipistrelli”.
Qui
siamo alla follia perché la ditta produttrice afferma che il test
rivela non solo il SARS-CoV-2 ma anche il SARS umano e quello dei
pipistrelli. Come faranno allora a separare e distinguere le varie
infezioni? Ovviamente non lo faranno perché lo scopo è avere risultati
positivi!
Mediamente, in Italia, al giorno muoiono 1.780 persone (650.000: 365).
Quindi evidentemente è assurdo, ingiustificato e
razionalmente inaccettabile che il governo adesso mantenga o dichiari
l’emergenza, freni l’economia, sospenda i diritti costituzionali e
magari anche le elezioni, per 6 morti al giornoattribuiti al Covid19 –
che poi, se si va a vedere, sono tutti o quasi morti di vecchiaia,
infarto, cancro, diabete, o errore terapeutico (Covid19
sistematicamente curato come se fosse polmonite; medici pagati 800-1.000
euro per ogni decesso che attribuiscano al Covid19; governo che mette
in circolazione migranti infetti). I danni all’economia e le tasse
causano molti più morti!
I numeri non mentono: è tutto uno sporco pretesto di questo governo,
gonfiato ad arte dal terrorismo mediatico, mirato a fare un golpe,
tenersi il potere, lottizzarsi i fondi straordinari per la pandemia,
gonfiare i bilanci delle case farmaceutiche. E Mattarella, da che parte
sta? Dirà una parola, almeno una, a difesa della Costituzione e della
verità? O punta a essere rieletto da questa pseudo-maggioranza che non
rappresenta il Paese, e che lo sta ammazzando?
Stampa questo articolo e consegnalo agli spaventati portatori di maschere che hanno creduto ai media allarmisti, ai politici e ai tecnocrati in camice bianco. Le maschere si sono dimostrate inefficaci contro il coronavirus e potenzialmente dannose per le persone sane e quelle con condizioni preesistenti.
Mia moglie ed io abbiamo cenato fuori la scorsa notte in un ristorante molto vuoto e la giovane cameriera doveva indossare una maschera di stoffa. Le chiesi come stesse con la maschera e se ci fossero effetti collaterali. Ha riferito che era costantemente a corto di fiato (quando si allontanò dal tavolo, abbassò la maschera sotto il naso) e che in realtà era svenuta per questo pochi giorni prima, portandola dritta sul pavimento. Fortunatamente, non è stata ferita. ⁃ Editor TN
In
questo scritto, c'è una recente impennata nell'uso diffuso da parte del
pubblico di maschere in luoghi pubblici, anche per lunghi periodi di
tempo, negli Stati Uniti e in altri paesi. Il
pubblico è stato istruito dai media e dai loro governi che il proprio
uso delle maschere, anche se non malato, può impedire ad altri di essere
infettati da SARS-CoV-2, l'agente infettivo di COVID-19.
Una revisione della letteratura medica peer-reviewed esamina gli impatti sulla salute umana, sia immunologici che fisiologici. Lo scopo di questo documento è quello di esaminare i dati relativi all'efficacia delle maschere, nonché i dati sulla sicurezza. Il
motivo per cui entrambi sono esaminati in un documento è che per il
grande pubblico nel suo insieme, così come per ogni individuo, è
necessaria un'analisi del rapporto rischio-beneficio per guidare le
decisioni su se e quando indossare una maschera.
Le maschere sono efficaci nel prevenire la trasmissione di agenti patogeni respiratori?
In
questa meta-analisi, è stato scoperto che le maschere per il viso non
hanno alcun effetto rilevabile contro la trasmissione di infezioni
virali. (1) Ha trovato:
"Rispetto alle maschere, non vi è stata alcuna riduzione dei casi di
malattia simil-influenzale o dell'influenza per le maschere nella
popolazione generale, né negli operatori sanitari."
Questa
meta-analisi del 2020 ha rilevato che le prove da studi randomizzati
controllati su maschere facciali non hanno supportato un effetto
sostanziale sulla trasmissione dell'influenza confermata in laboratorio,
sia quando indossata da persone infette (controllo del codice sorgente)
sia da persone nella comunità generale per ridurre la loro
suscettibilità. (2)
Un'altra
recente recensione ha scoperto che le maschere non avevano alcun
effetto specifico contro Covid-19, sebbene l'uso della maschera
sembrasse collegato, in 3 su 31 studi, a probabilità "molto leggermente
ridotte" di sviluppare malattie simil-influenzali. (3)
Questo
studio del 2019 su 2862 partecipanti ha mostrato che sia i respiratori
N95 che le maschere chirurgiche "non hanno prodotto differenze
significative nell'incidenza dell'influenza confermata in laboratorio". (4)
Questa
meta-analisi del 2016 ha scoperto che sia gli studi controllati
randomizzati che gli studi osservazionali sui respiratori N95 e le
maschere chirurgiche utilizzate dagli operatori sanitari non hanno
mostrato benefici contro la trasmissione di infezioni respiratorie
acute. È stato anche
scoperto che la trasmissione di infezione respiratoria acuta "potrebbe
essersi verificata attraverso la contaminazione dei dispositivi di
protezione respiratoria forniti durante la conservazione e il riutilizzo
di maschere e respiratori durante la giornata lavorativa". (5)
Una
meta-analisi del 2011 di 17 studi riguardanti le maschere e l'effetto
sulla trasmissione dell'influenza ha scoperto che "nessuno degli studi
ha stabilito una relazione conclusiva tra l'uso della maschera /
respiratore e la protezione contro l'infezione influenzale". (6)
Tuttavia, gli autori hanno ipotizzato che l'efficacia delle maschere
possa essere collegata all'uso precoce, coerente e corretto. Allo
stesso modo è stato scoperto che l'uso della maschera facciale non è
protettivo contro il raffreddore comune, rispetto ai controlli senza
maschere facciali tra gli operatori sanitari. (7)
Flusso d'aria attorno alle maschere
Si
presume che le maschere siano efficaci nell'ostruzione del viaggio in
avanti delle particelle virali. Considerando quelli posizionati accanto o
dietro a chi indossa una maschera, si è verificata una trasmissione più
lontana di particelle fluide cariche di virus da individui mascherati
rispetto a individui non mascherati, mediante "diversi getti di
dispersione, tra cui getti intensi all'indietro e verso il basso che
possono presentare gravi rischi, "E un" getto di dispersione
potenzialmente pericoloso fino a diversi metri". (8)
Si pensava che
tutte le maschere riducessero il flusso d'aria in avanti del 90% o più
indossando nessuna maschera. Tuttavia, l'imaging di Schlieren ha
mostrato che sia le maschere chirurgiche che le maschere di stoffa
avevano getti di sopracciglia più lontani (flusso d'aria verso l'alto
non filtrato oltre le sopracciglia) rispetto a non indossare alcuna
maschera, rispettivamente 182 mm e 203 mm, rispetto a nessuno
distinguibile senza maschera.Il flusso d'aria non filtrato all'indietro è
risultato essere forte con tutte le maschere rispetto al non
mascheramento.
Per
entrambe le maschere N95 e chirurgiche, si è scoperto che le particelle
espulse da 0,03 a 1 micron venivano deviate attorno ai bordi di
ciascuna maschera e che vi era una penetrazione misurabile delle
particelle attraverso il filtro di ciascuna maschera. (9)
Penetrazione attraverso maschere
Uno studio condotto su 44 marchi di maschere ha rilevato una penetrazione media del 35,6% (+ 34,7%). La
maggior parte delle maschere mediche presentava una penetrazione
superiore al 20%, mentre "maschere e fazzoletti generali non avevano
alcuna funzione protettiva in termini di efficienza di filtrazione
dell'aerosol". Lo studio
ha scoperto che "maschere mediche, maschere generali e fazzoletti sono
stati trovati per fornire poca protezione contro gli aerosol
respiratori". (10)
Può essere utile ricordare che un aerosol è una sospensione colloidale di particelle liquide o solide in un gas. Nella respirazione, l'aerosol rilevante è la sospensione di particelle batteriche o virali nel respiro inalato o espirato.
In
un altro studio, la penetrazione delle maschere di stoffa da parte
delle particelle è stata di quasi il 97% e le maschere mediche del 44%. (11)
Respiratori N95
Honeywell è un produttore di respiratori N95. Questi sono realizzati con un filtro da 0,3 micron. (12)
I respiratori N95 sono così chiamati, perché il 95% delle particelle
con un diametro di 0,3 micron vengono filtrate dalla maschera davanti a
chi le indossa, mediante un meccanismo elettrostatico. I coronavirus hanno un diametro di circa 0,125 micron.
Questa
meta-analisi ha scoperto che i respiratori N95 non offrivano una
protezione superiore ai facemask contro le infezioni virali o le
infezioni simil-influenzali. (13)
Questo studio ha trovato una protezione superiore dai respiratori N95
quando sono stati sottoposti a test di adattamento rispetto alle
maschere chirurgiche. (14)
Questo
studio ha rilevato che 624 persone su 714 che indossavano maschere N95
lasciavano vuoti visibili quando indossavano le proprie maschere. (15)
Mascherine chirurgiche
Questo studio ha scoperto che le maschere chirurgiche non offrivano alcuna protezione contro l'influenza. (16)
Un altro studio ha scoperto che le maschere chirurgiche presentavano un
rapporto di penetrazione dell'85% circa delle particelle di influenza
inattivate aerosol e circa il 90% dei batteri dello Staphylococcus
aureus, sebbene le particelle di S aureus avessero un diametro di circa 6
volte maggiore rispetto alle particelle di influenza. (17)
In
uno studio su 3.088 interventi chirurgici è stato riscontrato che l'uso
di maschere in chirurgia aumenta leggermente l'incidenza dell'infezione
rispetto al non mascheramento. (18)
È stato scoperto che le maschere dei chirurghi non davano alcun effetto protettivo ai pazienti. Altri studi non hanno riscontrato differenze nei tassi di infezione della ferita con e senza maschere chirurgiche. (19) (20)
Questo
studio ha scoperto che "mancano prove sostanziali a sostegno delle
affermazioni secondo cui le maschere protettive proteggono il paziente o
il chirurgo dalla contaminazione infettiva". (21)
Questo
studio ha scoperto che le maschere mediche hanno una vasta gamma di
efficienza di filtrazione, con la maggior parte che mostra un'efficienza
dal 30 al 50%. (22)
In particolare, le maschere chirurgiche sono efficaci per fermare la trasmissione umana di coronavirus? Entrambi
i gruppi sperimentali e di controllo, rispettivamente mascherati e non
mascherati, sono stati trovati per "non rilasciare virus rilevabili in
goccioline respiratorie o aerosol". (23)
In quello studio, "non hanno confermato l'infettività del coronavirus" come riscontrato nel respiro espirato. Uno
studio sulla penetrazione di aerosol ha mostrato che due delle cinque
maschere chirurgiche studiate avevano una penetrazione dal 51 all'89% di
aerosol polidispersi. (24)
In
un altro studio, che ha osservato i soggetti mentre tossivano, "né le
maschere chirurgiche né quelle di cotone hanno efficacemente filtrato
SARS-CoV-2 durante la tosse di pazienti infetti". E più particelle virali sono state trovate all'esterno che all'interno delle maschere testate. (25)
Maschere di stoffa
Si è scoperto che le maschere di stoffa hanno una bassa efficienza per bloccare particelle di 0,3 micron e più piccole. La penetrazione di aerosol attraverso le varie maschere di stoffa esaminate in questo studio era tra il 74 e il 90%. Allo stesso modo, l'efficienza di filtrazione dei materiali dei tessuti è stata del 3% al 33% (26)
È
stato scoperto che gli operatori sanitari che indossano maschere di
stoffa hanno 13 volte il rischio di malattie simil-influenzali rispetto a
quelli che indossano maschere mediche. (27)
Questa
analisi del 1920 sull'uso delle maschere di stoffa durante la pandemia
del 1918 esamina il fallimento delle maschere di impedire o arrestare la
trasmissione dell'influenza in quel momento e concluse che il numero di
strati di tessuto necessari per prevenire la penetrazione di agenti
patogeni avrebbe richiesto un numero soffocante di strati, e non poteva
essere usato per questo motivo, così come il problema delle aperture di
fuga attorno ai bordi delle maschere di stoffa. (28)
Maschere contro Covid-19
L'editoriale
del New England Journal of Medicine sull'argomento dell'uso della
maschera contro Covid-19 valuta la questione come segue:
"Sappiamo
che indossare una maschera al di fuori delle strutture sanitarie offre
una protezione minima, se non nulla, dalle infezioni. Le
autorità sanitarie pubbliche definiscono un'esposizione significativa a
Covid-19 come contatto faccia a faccia entro 6 piedi con un paziente
con Covid-19 sintomatico che viene sostenuto per almeno alcuni minuti (e
alcuni dicono più di 10 minuti o addirittura 20 minuti ). La possibilità di catturare Covid-19 da un'interazione di passaggio in uno spazio pubblico è quindi minima. In molti casi, il desiderio di un mascheramento diffuso è una reazione riflessiva all'ansia per la pandemia. " (29)
Le maschere sono sicure?
Durante la camminata o altri esercizi
I
portatori di maschere chirurgiche hanno aumentato significativamente la
dispnea dopo una camminata di 6 minuti rispetto ai portatori di
non-maschera. (30)
I
ricercatori sono preoccupati per il possibile carico di maschere
facciali durante l'attività fisica sui sistemi polmonare, circolatorio e
immunitario, a causa della riduzione dell'ossigeno e
dell'intrappolamento dell'aria che riduce lo scambio sostanziale di
anidride carbonica. Come
conseguenza dell'ipercapnia, ci possono essere sovraccarico cardiaco,
sovraccarico renale e spostamento verso l'acidosi metabolica. (31)
Rischi di respiratori N95
È
stato riscontrato che le gestanti in gravidanza hanno una perdita di
volume del consumo di ossigeno del 13,8% rispetto ai controlli quando
indossano respiratori N95. È stato espirato il 17,7% in meno di anidride carbonica. (32) I pazienti con malattia renale allo stadio terminale sono stati studiati durante l'uso dei respiratori N95. La
loro pressione parziale di ossigeno (PaO2) è diminuita
significativamente rispetto ai controlli e all'aumento degli effetti
avversi respiratori. (33)
Il 19% dei pazienti ha sviluppato vari gradi di ipossiemia mentre indossava le maschere. I
respiratori N95 degli operatori sanitari sono stati misurati da
campionatori personali di bioaerosol per ospitare il virus
dell'influenza. (34)
E il
25% dei respiratori per il viso degli operatori sanitari hanno
riscontrato l'influenza in un dipartimento di emergenza durante la
stagione influenzale 2015. (35)
Rischi di maschere chirurgiche
Anche
le maschere chirurgiche degli operatori sanitari sono state misurate da
campionatori personali di bioaerosol per ospitare il virus
dell'influenza. (36)
Vari
patogeni respiratori sono stati trovati sulla superficie esterna di
maschere mediche usate, il che potrebbe provocare
un'auto-contaminazione. Si è riscontrato che il rischio era maggiore con una durata maggiore dell'uso della maschera. (37)
È stato anche scoperto che le maschere chirurgiche sono un deposito di contaminazione batterica. La
fonte dei batteri è stata determinata essere la superficie corporea dei
chirurghi, piuttosto che l'ambiente della sala operatoria. (38)
Dato che i chirurghi sono sottoposti a intervento chirurgico dalla
testa ai piedi, questo risultato dovrebbe essere particolarmente
preoccupante per i laici che indossano maschere. Senza
l'abbigliamento protettivo dei chirurghi, i laici in genere hanno una
superficie corporea ancora più esposta per servire da fonte di raccolta
dei batteri sulle loro maschere.
Rischi di maschere di stoffa
Gli
operatori sanitari che indossavano maschere di stoffa avevano tassi
significativamente più alti di malattia simil-influenzale dopo quattro
settimane di uso continuo sul posto di lavoro, rispetto ai controlli. (39)
L'aumento
del tasso di infezione nei portatori di maschere può essere dovuto a un
indebolimento della funzione immunitaria durante l'uso della maschera. È
stato riscontrato che i chirurghi hanno una saturazione di ossigeno
inferiore dopo interventi chirurgici anche di soli 30 minuti. (40)
Questo a sua volta regola verso il basso le cellule T CD4 +. Le cellule T CD4 +, a loro volta, sono necessarie per l'immunità virale. (42)
Pesare i rischi rispetto ai benefici dell'uso della maschera
Nell'estate
del 2020 gli Stati Uniti stanno vivendo un'impennata dell'uso popolare
di maschere, che è spesso promossa da media, leader politici e
celebrità. Maschere di stoffa fatte in casa e acquistate nei negozi e
maschere chirurgiche o maschere N95 vengono utilizzate dal pubblico
soprattutto quando entrano nei negozi e in altri edifici accessibili al
pubblico. A volte vengono utilizzate bandane o sciarpe. L'uso di
maschere per il viso, che siano di stoffa, chirurgiche o N95, crea un
cattivo ostacolo ai patogeni aerosol come possiamo vedere dalle
meta-analisi e altri studi in questo documento, consentendo sia la
trasmissione di patogeni aerosol ad altri in varie direzioni, sia come
auto-contaminazione.
Va
inoltre considerato che le maschere impediscono il volume necessario di
presa d'aria necessario per un adeguato scambio di ossigeno, il che si
traduce in effetti fisiologici osservati che potrebbero essere
indesiderabili. Anche le camminate di 6 minuti, figuriamoci l'attività più faticosa, hanno provocato dispnea. Il volume di ossigeno non ostruito in un respiro tipico è di circa 100 ml, utilizzato per i normali processi fisiologici. 100 ml di O2 superano di molto il volume di un agente patogeno necessario per la trasmissione.
I
dati precedenti mostrano che le maschere servono più come strumenti di
ostruzione della respirazione normale, piuttosto che come efficaci
barriere agli agenti patogeni. Pertanto,
le maschere non dovrebbero essere utilizzate dal grande pubblico, né da
parte di adulti o bambini, e i loro limiti come profilassi contro i
patogeni dovrebbero essere considerati anche in contesti medici.
Note finali
1 T Jefferson, M Jones, et al. Physical interventions
to interrupt or reduce the spread of respiratory viruses. MedRxiv. 2020
Apr 7.
2
J Xiao, E Shiu, et al. Nonpharmaceutical measures for pandemic
influenza in non-healthcare settings – personal protective and
environmental measures. Centers for Disease Control. 26(5); 2020 May.
3
J Brainard, N Jones, et al. Facemasks and similar barriers to prevent
respiratory illness such as COVID19: A rapid systematic review.
MedRxiv. 2020 Apr 1.
4
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