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giovedì 18 marzo 2021

I blocchi sono strumenti inefficienti per porre fine alla pandemia

 

Sebbene i vaccini non siano in grado di proteggere da nuovi ceppi, l'immunità cellulare riduce gli effetti di nuove infezioni.

Autore:

Le cellule immunitarie di persone che hanno acquisito COVID sono potenti tanto contro le nuove varianti del coronavirus quanto contro le varianti più vecchie. Questa è la conclusione di uno studio del La Jolla Institute of Immunology e dell'Università della California, San Diego (USA).

Queste cellule immunitarie, a differenza degli anticorpi, non impediscono a una persona di contrarre nuovamente l'infezione. Tuttavia, se acquisiscono un nuovo ceppo, le cellule immunitarie aiutano ad eliminare rapidamente il virus e prevenire gravi infezioni.

"Questi dati forniscono notizie positive date le preoccupazioni circa l'impatto delle nuove varianti", concludono gli autori della ricerca in un articolo scientifico presentato come pre-pubblicazione sul server bioRxiv.

I ricercatori hanno analizzato l'attività delle cellule immunitarie CD4 + e CD8 + contro quattro varianti del virus SARS-CoV-2: il britannico, il sudafricano, il californiano e il brasiliano di Manaus.

I CD8 + sono responsabili della distruzione delle cellule infette, mentre i CD4 + sono cellule che aiutano la risposta immunitaria.

I risultati mostrano che, nelle persone che sono state esposte a varianti precedenti del coronavirus, "le risposte delle cellule immunitarie sono fondamentali per gestire gli effetti di quelle varianti", concludono i ricercatori.

Questi risultati arrivano la stessa settimana in cui un altro studio ha avvertito che la variante Manaus potrebbe essere in grado di eludere gli anticorpi neutralizzanti prodotti dai vaccini.

Questa scoperta significherebbe che l'inoculazione con i vaccini non raggiungerebbe l'immunità di gregge ansiosamente attesa, come hanno proposto le autorità sanitarie. È proprio dietro questa idea che i vaccini possono produrre l'immunità della mandria che i governi stanno spingendo i vaccini COVID sulla popolazione.

Secondo questo studio, gli anticorpi neutralizzanti sono ridotti a un sesto dopo la prima infezione e tra il 25 e il 61% delle persone che hanno avuto COVID sono suscettibili di reinfezione con la variante P.1.

Inoltre, la variante sudafricana ha mostrato la capacità di eludere parzialmente gli anticorpi neutralizzanti acquisiti contro le varianti precedenti.

La variante P.1 è già stata trovata in almeno 19 paesi. Il sudafricano, in più di 40 paesi. Se tali varianti dovessero diffondersi ulteriormente potrebbero compromettere il proposto “passaporto vaccinale” che è in fase di elaborazione e che verrà imposto come condizione per lavorare e viaggiare.

Come mostra questo studio, le persone che sono state vaccinate potrebbero essere reinfettate con queste varianti, rendendo i vaccini inutili.

L'unica immunità che sembra fornire protezione contro tutte le varianti COVID è quella che le persone acquisiscono dopo essere state esposte a COVID. Questo è il motivo per cui è più importante che mai capire che i blocchi sono strumenti inefficienti per porre fine alla pandemia.

Il confinamento non solo non aiuta a fermare la diffusione dell'infezione, ma non riesce nemmeno a creare l'immunità naturale della mandria, l'unico vero protettore contro le nuove varianti.

Fonte:  https://real-agenda.com/

®wld

mercoledì 10 marzo 2021

VIS MEDICATRIX NATURAE - IL POTERE DI GUARIGIONE DELLA NATURA

IVERMECTINA…VIRUS CENTRATO ED AFFONDATO!

Di: Dottor Roberto Slaviero - 10.03.21

Un vecchio farmaco antielmintico (contro i vermi)  usato soprattutto in veterinaria, pare abbia effetti rapidissimi e miracolosi, contro le infezioni da Corona.

Svariati studi clinici sono stati fatti e sono tuttora in atto.

Per l’Oms, il farmaco è considerato già da molto tempo essenziale ed importante per le varie parassitosi, principalmente nei paesi a clima tropicale.

Fu scoperta nel 1975 ed entrò in terapia nel 1981. E’ prodotto da un batterio, lo Streptomicis avermitilis.

Il meccanismo d’azione per contrastare la virosi corona, sembra coinvolgere la famosa Proteina Spike, che funge quale modulo di aggancio per il corona, sulle cellule da infettare.

I virus sono dei parassiti ed utilizzano una cellula “ospite“ per replicarsi.

Cosi facendo producono l’infiammazione ed infezione negli ospiti umani.

Pare che l’IVERMECTINA, si leghi alla Proteina Spike ed impedisca al virus di agganciarsi al recettore cellulare ACE2 della cellula, mantenendo il virus nell’ambiente extracellulare ed evitando cosi l’infezione!

Cosi facendo, il virus viene facilmente disattivato dalle cellule T e B del nostro sistema immune.

A differenza del Cortisone, che è si un potente anti-infiammatorio, ma  possiede a lungo andare, un effetto immunosoppressivo, l’Ivermectina è un potente anti-infiammatorio, senza effetti immunosoppressivi;

GRANDIOSO !!

Grazie ai batteri nostri amici! … ricordate il fungo produttore di Penicillina, che salvò milioni di vite nella seconda guerra e nel dopoguerra?

NATURA MEDICATRIX

La famosa Spike, si attacca anche e soprattutto attraverso altri recettori di membrana cellulare (Cd147 e acido sialico), ai globuli rossi e piastrine nel sangue. Rilasciato poi (il corona) negli endoteli può portare a gravi infiammazioni, quali Vasculiti sistemiche,

che possono generare formazione di coaguli e trombosi  con effetti di blocco dell’Ossigenazione, nei tessuti ove vanno ad insediarsi, principalmente Polmoni, ma anche altri organi quali Fegato, Cervello, Reni, Cuore etc.

Nei polmoni, bloccando lo scambio Ossigeno – Anidride carbonica, può causare la fine della vita organica!

Ed irrorando di O2, i pazienti con la trombosi, le Terapie errate dei primi mesi corona, causarono la morte di migliaia di persone. Vietate le autopsie dal Ministero della Salute … qualcuno la pagherà e molto caro!

L’Ivermectina, sembrerebbe in grado di bloccare (attraverso il fattore di trascrizione NF-KB), la Tempesta infiammatoria Citochinica, che porta alla formazione dei coaguli nel sangue!

L’effetto è quasi immediato e risolve la maggior parte delle infezioni entro le 48 ore, INCREDIBILE.

Agisce non solo all’inizio dell’infezione, ma anche nella fase acuta e da studi condotti, anche nel Post infezione, che può perdurare, con una latente infiammazione, sebbene con carica virale bassissima e non infettiva, per mesi, con una spossatezza e debilitazione per lunghi periodi.

COSTO BASSISSIMO!

Sarà per questo, che cominciano già pubblicazioni ostili nei suoi riguardi?

E la Idrossiclorochina, derivato dalla Clorochina, grande farmaco anti malarico?

Gli strumenti per guarire le persone ci sono tutti, la farmacologia estratta dai batteri (Ivermectina) e dalle piante (China), FUNZIONA ED AIUTA L’UMANITA’!

Forse la Terapia genica a base di mRna è più vantaggiosa per i produttori?

Forse la Terapia genica ha altri scopi, diciamo più Mengheliani, per pensar male ... come diceva Andreotti?

Quanti effetti collaterali, anche gravi, si stanno registrando in tutto il mondo, dal cosiddetto “vaccino” a base di genetica artificiale? Vogliono fare una sperimentazione su larga scala di nuove terapie?

Informino allora le persone onestamente e non subdolamente: magari paghino le persone che partecipano!

Hanno sempre testato i farmaci su carcerati o persone a basso reddito.

Non metto in dubbio che in molti casi, la terapia genica potrebbe essere utile, non sono un anti progresso; ma il progresso deve essere rispettoso della vita umana e

se l’Ivermectina e la Idrossiclorochina curano, con pochissimi o quasi nulli effetti collaterali, utilizziamole in prima battuta.

E le aziende farmaceutiche continueranno cosi, con calma e saggezza, le loro ricerche e sperimentazioni, su persone informate e consenzienti!

Saggezza ho detto!

Pare che ultimamente esistano solo la prepotenza, i profitti e null’altro.

Bene, una domanda? Cominceranno una produzione a livello nazionale di Ivermectina?

Sanità pubblica e governo se ci siete…battete un colpo!

Un idea: perché non la produce lo Stabilimento farmaceutico e chimicomilitare?

Quella che stiamo vivendo è in realtà una guerra, dichiarata dai pochi riccastri a gran parte dell’umanità, per annientare il tessuto sociale vittorioso degli anni del dopo guerra, soprattutto in Italia,  fatto dal miracolo delle piccole e medie imprese.

Visto che il governo Draghi, pare sempre più, un governo con molti esponenti militari, abbia il coraggio di scelte nuove nel campo medico e clinico e ci faccia uscire da quel pantano di irresponsabili, ignoranti o partigiani foraggiati, che pullulano nel Ministero della Salute…cosiddetto!

Il ricordo degli eventi tragici per l’umanità nel secolo scorso, causati dal pensiero unico, dalla follia della personificazione popolare in una persona, in un comandante, ed in questo caso in un virus, faccia fare a tutti un passo indietro!

La dittatura mediatica e governativa incombente, porterà solo a grandi disgrazie nel prossimo futuro, statene certi.

Ergo…in primis

VIS MEDICATRIX NATURAE

e rispetto per la singolarità spirituale dell’Uomo, dei suoi sentimenti e rispetto al 100% per gli anziani, che hanno fatto grande l’Italia, con sforzi e sofferenze enormi!

Non meritano di vedere questo scempio, questa prigione casalinga basata sul terrore, dopo tutte le loro fatiche!

E se i “resettisti” vogliono cavie da laboratorio, utilizzino i loro robot androidi, con i quali vogliono sostituire gran parte della forza lavoro umana!

Empatia umana si, freddezza robotica no!

Ivermectina fatti valere…

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

®wld

martedì 1 settembre 2020

La volta di un test ultrarapido

 

Tampone rapido: 30 minuti per un esito inaffidabile 

Marcello Pamio 

Dopo aver descritto nel precedente articolo RealStar®, il kit per il SARS-CoV-2 prodotto dalla società tedesca Altona Diagnostics, adesso è la volta di un test ultrarapido.

Abbiamo visto che nella descrizione del primo tampone basato sulla PCR è riportato a chiare lettere l’utilizzo: “For research use only (RUO)! Not for use in diagnostic procedures”, quindi si consiglia l’utilizzo SOLO per la ricerca e NON PER PROCEDURE DIAGNOSTICHE, scopo per il quale viene invece utilizzato... 

Vediamo ora il test Xpert® Xpress SARS-CoV-2, sviluppato da Cepheid. 

Si tratta di un test molecolare automatizzato per la rilevazione qualitativa di SARS-CoV-2, che sfrutta anch’esso la reazione a catena della polimerasi in tempo reale (RT-PCR).

Questo test infatti può fornire un rilevamento rapido in appena 30 minuti, vero e proprio grasso che cola per Luca Zaia, il governatore del Veneto che ha il pallino (e forse non solo quello) per i tamponi. 

Ma vediamo cosa dice il foglietto illustrativo dell’Xpress: 
I risultati positivi sono indicativi della presenza di RNA del SARS-CoV-2; ciò nonostante, per determinare lo stato di paziente infetto è necessaria la correlazione clinica con l’anamnesi e con altri dati diagnostici del paziente stesso”. 
I produttori avvertono che anche in caso di positività per determinare lo stato di salute del paziente è necessaria l’anamnesi completa e altri dati diagnostici.

Quindi scusate ma a cosa serve il tampone? 
I risultati positivi non escludono la presenza di infezioni batteriche o di infezioni concomitanti da altri virus. L’agente rilevato potrebbe non essere la causa concreta della malattia”. 
Un tampone positivo potrebbe essere dovuto a semplici infezioni batteriche o virali che nulla c’entrano con il SARS-CoV-2. Questo rischio è conosciuto dai medici che eseguono il tampone?

Pertanto una persona con una banalissima infezione potrebbe risultare falsamente positiva. 
I risultati negativi non escludono un’eventuale infezione da SARS-CoV-2. I risultati negativi devono essere accompagnati da osservazioni cliniche, anamnesi del paziente e informazioni epidemiologiche”. 
Addirittura la negatività del tampone non indica la sicurezza perché non esclude l’infezione da SARS-CoV-2. Quindi ripetiamo tutti assieme: a cosa serve il tampone? 

Infine nel capitolo della Specificità analitica:
I primer e le sonde E non sono specifici per SARS-CoV-2 e rilevano il coronavirus SARS sia umano sia dei pipistrelli”. 
Qui siamo alla follia perché la ditta produttrice afferma che il test rivela non solo il SARS-CoV-2 ma anche il SARS umano e quello dei pipistrelli. Come faranno allora a separare e distinguere le varie infezioni? Ovviamente non lo faranno perché lo scopo è avere risultati positivi!


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Clicca sull'immagine per ascoltare il video
La storia del Dott. Petrella QUI 

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OCEANO BERLINO: LA VERITÀ OLTRE I MEDIA
| SPECIALE TG BYOBLU24 | 31 agosto 2020

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venerdì 21 agosto 2020

I NUMERI DELLA MENZOGNA

 

EMERGENZA: I NUMERI DELLA MENZOGNA 

Su una popolazione di circa 60,3 milioni, ogni anno in Italia muoiono mediamente 650.000 persone, di cui 230.000 di malattie cardiovascolari, 180.000 di tumori, 53.000 di malattie respiratorie. Circa 90.000 muoiono a causa del tabacco, smerciato dal governo come genere di monopolio, e solo 3.000 di droga. I morti per infezioni contratte negli ospedali italiani sono 49.000 l’anno – vedi https://www.google.com/search?q=infezioni+ospedaliere+morti&rlz=1C1GCEA_enIT773IT773&oq=infezioni+ospedaliere&aqs=chrome.3.69i57j0l7.5722j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8. 

Mediamente, in Italia, al giorno muoiono 1.780 persone (650.000: 365).
Quindi evidentemente è assurdo, ingiustificato e razionalmente inaccettabile che il governo adesso mantenga o dichiari l’emergenza, freni l’economia, sospenda i diritti costituzionali e magari anche le elezioni, per 6 morti al giorno attribuiti al Covid19 – che poi, se si va a vedere, sono tutti o quasi morti di vecchiaia, infarto, cancro,  diabete, o errore terapeutico (Covid19 sistematicamente curato come se fosse polmonite; medici pagati 800-1.000 euro per ogni decesso che attribuiscano al Covid19; governo che mette in circolazione migranti infetti). I danni all’economia e le tasse causano molti più morti! 

I numeri non mentono: è tutto uno sporco pretesto di questo governo, gonfiato ad arte dal terrorismo mediatico, mirato a fare un golpe, tenersi il potere, lottizzarsi i fondi straordinari per la pandemia, gonfiare i bilanci delle case farmaceutiche. E Mattarella, da che parte sta? Dirà una parola, almeno una, a difesa della Costituzione e della verità? O punta a essere rieletto da questa pseudo-maggioranza che non rappresenta il Paese, e che lo sta ammazzando? 

21.08.2020 Marco Della Luna


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Basta prenderci per il fondo dei pantaloni - Coronavirus - i conti non mi tornano

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Ascolta questo video sopra, in particolare dal minuto 26, certamente sono cose che sai già ma vale la pena ricordarlo! 

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Lo Studio di febbraio, è ancora vero

 


mercoledì 15 luglio 2020

Un riassunto della scienza sulle mascherine


Le maschere non sono né efficaci né sicure: un riassunto della scienza

In questo scritto, c'è una recente impennata nell'uso diffuso da parte del pubblico di maschere in luoghi pubblici, anche per lunghi periodi di tempo, negli Stati Uniti e in altri paesi. Il pubblico è stato istruito dai media e dai loro governi che il proprio uso delle maschere, anche se non malato, può impedire ad altri di essere infettati da SARS-CoV-2, l'agente infettivo di COVID-19.


Una revisione della letteratura medica peer-reviewed esamina gli impatti sulla salute umana, sia immunologici che fisiologici. Lo scopo di questo documento è quello di esaminare i dati relativi all'efficacia delle maschere, nonché i dati sulla sicurezza. Il motivo per cui entrambi sono esaminati in un documento è che per il grande pubblico nel suo insieme, così come per ogni individuo, è necessaria un'analisi del rapporto rischio-beneficio per guidare le decisioni su se e quando indossare una maschera. 

Le maschere sono efficaci nel prevenire la trasmissione di agenti patogeni respiratori?

In questa meta-analisi, è stato scoperto che le maschere per il viso non hanno alcun effetto rilevabile contro la trasmissione di infezioni virali. (1) Ha trovato: "Rispetto alle maschere, non vi è stata alcuna riduzione dei casi di malattia simil-influenzale o dell'influenza per le maschere nella popolazione generale, né negli operatori sanitari."

Questa meta-analisi del 2020 ha rilevato che le prove da studi randomizzati controllati su maschere facciali non hanno supportato un effetto sostanziale sulla trasmissione dell'influenza confermata in laboratorio, sia quando indossata da persone infette (controllo del codice sorgente) sia da persone nella comunità generale per ridurre la loro suscettibilità. (2)

Un'altra recente recensione ha scoperto che le maschere non avevano alcun effetto specifico contro Covid-19, sebbene l'uso della maschera sembrasse collegato, in 3 su 31 studi, a probabilità "molto leggermente ridotte" di sviluppare malattie simil-influenzali. (3)

Questo studio del 2019 su 2862 partecipanti ha mostrato che sia i respiratori N95 che le maschere chirurgiche "non hanno prodotto differenze significative nell'incidenza dell'influenza confermata in laboratorio". (4)

Questa meta-analisi del 2016 ha scoperto che sia gli studi controllati randomizzati che gli studi osservazionali sui respiratori N95 e le maschere chirurgiche utilizzate dagli operatori sanitari non hanno mostrato benefici contro la trasmissione di infezioni respiratorie acute. È stato anche scoperto che la trasmissione di infezione respiratoria acuta "potrebbe essersi verificata attraverso la contaminazione dei dispositivi di protezione respiratoria forniti durante la conservazione e il riutilizzo di maschere e respiratori durante la giornata lavorativa". (5)

Una meta-analisi del 2011 di 17 studi riguardanti le maschere e l'effetto sulla trasmissione dell'influenza ha scoperto che "nessuno degli studi ha stabilito una relazione conclusiva tra l'uso della maschera / respiratore e la protezione contro l'infezione influenzale". (6) 

Tuttavia, gli autori hanno ipotizzato che l'efficacia delle maschere possa essere collegata all'uso precoce, coerente e corretto. Allo stesso modo è stato scoperto che l'uso della maschera facciale non è protettivo contro il raffreddore comune, rispetto ai controlli senza maschere facciali tra gli operatori sanitari. (7) 

Flusso d'aria attorno alle maschere

Si presume che le maschere siano efficaci nell'ostruzione del viaggio in avanti delle particelle virali. Considerando quelli posizionati accanto o dietro a chi indossa una maschera, si è verificata una trasmissione più lontana di particelle fluide cariche di virus da individui mascherati rispetto a individui non mascherati, mediante "diversi getti di dispersione, tra cui getti intensi all'indietro e verso il basso che possono presentare gravi rischi, "E un" getto di dispersione potenzialmente pericoloso fino a diversi metri". (8)

Si pensava che tutte le maschere riducessero il flusso d'aria in avanti del 90% o più indossando nessuna maschera. Tuttavia, l'imaging di Schlieren ha mostrato che sia le maschere chirurgiche che le maschere di stoffa avevano getti di sopracciglia più lontani (flusso d'aria verso l'alto non filtrato oltre le sopracciglia) rispetto a non indossare alcuna maschera, rispettivamente 182 mm e 203 mm, rispetto a nessuno distinguibile senza maschera.Il flusso d'aria non filtrato all'indietro è risultato essere forte con tutte le maschere rispetto al non mascheramento.

Per entrambe le maschere N95 e chirurgiche, si è scoperto che le particelle espulse da 0,03 a 1 micron venivano deviate attorno ai bordi di ciascuna maschera e che vi era una penetrazione misurabile delle particelle attraverso il filtro di ciascuna maschera. (9) 

Penetrazione attraverso maschere

Uno studio condotto su 44 marchi di maschere ha rilevato una penetrazione media del 35,6% (+ 34,7%). La maggior parte delle maschere mediche presentava una penetrazione superiore al 20%, mentre "maschere e fazzoletti generali non avevano alcuna funzione protettiva in termini di efficienza di filtrazione dell'aerosol". Lo studio ha scoperto che "maschere mediche, maschere generali e fazzoletti sono stati trovati per fornire poca protezione contro gli aerosol respiratori". (10)

Può essere utile ricordare che un aerosol è una sospensione colloidale di particelle liquide o solide in un gas. Nella respirazione, l'aerosol rilevante è la sospensione di particelle batteriche o virali nel respiro inalato o espirato.

In un altro studio, la penetrazione delle maschere di stoffa da parte delle particelle è stata di quasi il 97% e le maschere mediche del 44%. (11) 

Respiratori N95

Honeywell è un produttore di respiratori N95. Questi sono realizzati con un filtro da 0,3 micron. (12) 

I respiratori N95 sono così chiamati, perché il 95% delle particelle con un diametro di 0,3 micron vengono filtrate dalla maschera davanti a chi le indossa, mediante un meccanismo elettrostatico. I coronavirus hanno un diametro di circa 0,125 micron.

Questa meta-analisi ha scoperto che i respiratori N95 non offrivano una protezione superiore ai facemask contro le infezioni virali o le infezioni simil-influenzali. (13)

Questo studio ha trovato una protezione superiore dai respiratori N95 quando sono stati sottoposti a test di adattamento rispetto alle maschere chirurgiche. (14)

Questo studio ha rilevato che 624 persone su 714 che indossavano maschere N95 lasciavano vuoti visibili quando indossavano le proprie maschere. (15) 

Mascherine chirurgiche

Questo studio ha scoperto che le maschere chirurgiche non offrivano alcuna protezione contro l'influenza. (16)

Un altro studio ha scoperto che le maschere chirurgiche presentavano un rapporto di penetrazione dell'85% circa delle particelle di influenza inattivate aerosol e circa il 90% dei batteri dello Staphylococcus aureus, sebbene le particelle di S aureus avessero un diametro di circa 6 volte maggiore rispetto alle particelle di influenza. (17)

In uno studio su 3.088 interventi chirurgici è stato riscontrato che l'uso di maschere in chirurgia aumenta leggermente l'incidenza dell'infezione rispetto al non mascheramento. (18) 

È stato scoperto che le maschere dei chirurghi non davano alcun effetto protettivo ai pazienti. Altri studi non hanno riscontrato differenze nei tassi di infezione della ferita con e senza maschere chirurgiche. (19) (20)

Questo studio ha scoperto che "mancano prove sostanziali a sostegno delle affermazioni secondo cui le maschere protettive proteggono il paziente o il chirurgo dalla contaminazione infettiva". (21)

Questo studio ha scoperto che le maschere mediche hanno una vasta gamma di efficienza di filtrazione, con la maggior parte che mostra un'efficienza dal 30 al 50%. (22)

In particolare, le maschere chirurgiche sono efficaci per fermare la trasmissione umana di coronavirus? Entrambi i gruppi sperimentali e di controllo, rispettivamente mascherati e non mascherati, sono stati trovati per "non rilasciare virus rilevabili in goccioline respiratorie o aerosol". (23)

In quello studio, "non hanno confermato l'infettività del coronavirus" come riscontrato nel respiro espirato. Uno studio sulla penetrazione di aerosol ha mostrato che due delle cinque maschere chirurgiche studiate avevano una penetrazione dal 51 all'89% di aerosol polidispersi. (24)

In un altro studio, che ha osservato i soggetti mentre tossivano, "né le maschere chirurgiche né quelle di cotone hanno efficacemente filtrato SARS-CoV-2 durante la tosse di pazienti infetti". E più particelle virali sono state trovate all'esterno che all'interno delle maschere testate. (25) 

Maschere di stoffa

Si è scoperto che le maschere di stoffa hanno una bassa efficienza per bloccare particelle di 0,3 micron e più piccole. La penetrazione di aerosol attraverso le varie maschere di stoffa esaminate in questo studio era tra il 74 e il 90%. Allo stesso modo, l'efficienza di filtrazione dei materiali dei tessuti è stata del 3% al 33% (26)

È stato scoperto che gli operatori sanitari che indossano maschere di stoffa hanno 13 volte il rischio di malattie simil-influenzali rispetto a quelli che indossano maschere mediche. (27)

Questa analisi del 1920 sull'uso delle maschere di stoffa durante la pandemia del 1918 esamina il fallimento delle maschere di impedire o arrestare la trasmissione dell'influenza in quel momento e concluse che il numero di strati di tessuto necessari per prevenire la penetrazione di agenti patogeni avrebbe richiesto un numero soffocante di strati, e non poteva essere usato per questo motivo, così come il problema delle aperture di fuga attorno ai bordi delle maschere di stoffa. (28) 

Maschere contro Covid-19

L'editoriale del New England Journal of Medicine sull'argomento dell'uso della maschera contro Covid-19 valuta la questione come segue:

"Sappiamo che indossare una maschera al di fuori delle strutture sanitarie offre una protezione minima, se non nulla, dalle infezioni. Le autorità sanitarie pubbliche definiscono un'esposizione significativa a Covid-19 come contatto faccia a faccia entro 6 piedi con un paziente con Covid-19 sintomatico che viene sostenuto per almeno alcuni minuti (e alcuni dicono più di 10 minuti o addirittura 20 minuti ). La possibilità di catturare Covid-19 da un'interazione di passaggio in uno spazio pubblico è quindi minima. In molti casi, il desiderio di un mascheramento diffuso è una reazione riflessiva all'ansia per la pandemia. " (29) 

Le maschere sono sicure? 

Durante la camminata o altri esercizi

I portatori di maschere chirurgiche hanno aumentato significativamente la dispnea dopo una camminata di 6 minuti rispetto ai portatori di non-maschera. (30)

I ricercatori sono preoccupati per il possibile carico di maschere facciali durante l'attività fisica sui sistemi polmonare, circolatorio e immunitario, a causa della riduzione dell'ossigeno e dell'intrappolamento dell'aria che riduce lo scambio sostanziale di anidride carbonica. Come conseguenza dell'ipercapnia, ci possono essere sovraccarico cardiaco, sovraccarico renale e spostamento verso l'acidosi metabolica. (31) 

Rischi di respiratori N95

È stato riscontrato che le gestanti in gravidanza hanno una perdita di volume del consumo di ossigeno del 13,8% rispetto ai controlli quando indossano respiratori N95. È stato espirato il 17,7% in meno di anidride carbonica. (32) I pazienti con malattia renale allo stadio terminale sono stati studiati durante l'uso dei respiratori N95. La loro pressione parziale di ossigeno (PaO2) è diminuita significativamente rispetto ai controlli e all'aumento degli effetti avversi respiratori. (33)

Il 19% dei pazienti ha sviluppato vari gradi di ipossiemia mentre indossava le maschere. I respiratori N95 degli operatori sanitari sono stati misurati da campionatori personali di bioaerosol per ospitare il virus dell'influenza. (34) 

E il 25% dei respiratori per il viso degli operatori sanitari hanno riscontrato l'influenza in un dipartimento di emergenza durante la stagione influenzale 2015. (35) 

Rischi di maschere chirurgiche

Anche le maschere chirurgiche degli operatori sanitari sono state misurate da campionatori personali di bioaerosol per ospitare il virus dell'influenza. (36)

Vari patogeni respiratori sono stati trovati sulla superficie esterna di maschere mediche usate, il che potrebbe provocare un'auto-contaminazione. Si è riscontrato che il rischio era maggiore con una durata maggiore dell'uso della maschera. (37)

È stato anche scoperto che le maschere chirurgiche sono un deposito di contaminazione batterica. La fonte dei batteri è stata determinata essere la superficie corporea dei chirurghi, piuttosto che l'ambiente della sala operatoria. (38)

Dato che i chirurghi sono sottoposti a intervento chirurgico dalla testa ai piedi, questo risultato dovrebbe essere particolarmente preoccupante per i laici che indossano maschere. Senza l'abbigliamento protettivo dei chirurghi, i laici in genere hanno una superficie corporea ancora più esposta per servire da fonte di raccolta dei batteri sulle loro maschere. 

Rischi di maschere di stoffa

Gli operatori sanitari che indossavano maschere di stoffa avevano tassi significativamente più alti di malattia simil-influenzale dopo quattro settimane di uso continuo sul posto di lavoro, rispetto ai controlli. (39)

L'aumento del tasso di infezione nei portatori di maschere può essere dovuto a un indebolimento della funzione immunitaria durante l'uso della maschera. È stato riscontrato che i chirurghi hanno una saturazione di ossigeno inferiore dopo interventi chirurgici anche di soli 30 minuti. (40) 

L'ossigeno basso induce il fattore 1 alfa inducibile dall'ipossia (HIF-1). (41)

Questo a sua volta regola verso il basso le cellule T CD4 +. Le cellule T CD4 +, a loro volta, sono necessarie per l'immunità virale. (42) 

Pesare i rischi rispetto ai benefici dell'uso della maschera 

Nell'estate del 2020 gli Stati Uniti stanno vivendo un'impennata dell'uso popolare di maschere, che è spesso promossa da media, leader politici e celebrità. Maschere di stoffa fatte in casa e acquistate nei negozi e maschere chirurgiche o maschere N95 vengono utilizzate dal pubblico soprattutto quando entrano nei negozi e in altri edifici accessibili al pubblico. A volte vengono utilizzate bandane o sciarpe. L'uso di maschere per il viso, che siano di stoffa, chirurgiche o N95, crea un cattivo ostacolo ai patogeni aerosol come possiamo vedere dalle meta-analisi e altri studi in questo documento, consentendo sia la trasmissione di patogeni aerosol ad altri in varie direzioni, sia come auto-contaminazione.

Va inoltre considerato che le maschere impediscono il volume necessario di presa d'aria necessario per un adeguato scambio di ossigeno, il che si traduce in effetti fisiologici osservati che potrebbero essere indesiderabili. Anche le camminate di 6 minuti, figuriamoci l'attività più faticosa, hanno provocato dispnea. Il volume di ossigeno non ostruito in un respiro tipico è di circa 100 ml, utilizzato per i normali processi fisiologici. 100 ml di O2 superano di molto il volume di un agente patogeno necessario per la trasmissione.

I dati precedenti mostrano che le maschere servono più come strumenti di ostruzione della respirazione normale, piuttosto che come efficaci barriere agli agenti patogeni. Pertanto, le maschere non dovrebbero essere utilizzate dal grande pubblico, né da parte di adulti o bambini, e i loro limiti come profilassi contro i patogeni dovrebbero essere considerati anche in contesti medici.

Note finali

1  T Jefferson, M Jones, et al. Physical interventions to interrupt or reduce the spread of respiratory viruses. MedRxiv. 2020 Apr 7.
2  J Xiao, E Shiu, et al. Nonpharmaceutical measures for pandemic influenza in non-healthcare settings – personal protective and environmental measures.  Centers for Disease Control. 26(5); 2020 May.
3  J Brainard, N Jones, et al. Facemasks and similar barriers to prevent respiratory illness such as COVID19: A rapid systematic review.  MedRxiv. 2020 Apr 1.
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Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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