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mercoledì 4 gennaio 2017

in un mondo di servi volontari


LA "TERRA DI NESSUNO" CULTURALE 

Cultura del Caos e Vangelo secondo me: i distruttori della nostra civiltà stanno sfruttando un salto generazionale c’è una generazione che manca all’appello della storia che non hanno fatto in tempo a conoscere il mondo di ieri 

 

I distruttori della nostra civiltà 
stanno sfruttando un salto generazionale 
di Francesco Lamendola 

ALL’AMICO ANDREA.
C’è una generazione che manca all’appello della storia, o forse due: quelle dei nati fra il 1970 e oggi; quelle degli uomini e delle donne, dei ragazzi e dei bambini, che non hanno fatto in tempo a conoscere il mondo di ieri, cioè prima dell’avvento della globalizzazione, né a ricevere delle solide basi educative dai loro genitori, dai loro insegnanti, dai loro sacerdoti, perché ormai molti genitori, molti insegnanti e molti sacerdoti erano già stati infettati dal virus del modernismo, avevano già abdicato al loro personale senso critico e si erano intruppati volonterosamente nel gregge dei pecoroni, dove la massa fa la giustizia, e il numero crea il diritto; dove quello che conta è seguire la corrente, e inseguire i folli miti del consumismo; e dove non si amano più le persone, ma le cose, i telefonini, i computer, le automobili, i vestiti firmati, gli orologi di marca; dove conta l’apparire e non l’essere, l’abbronzatura e non la bellezza interiore, i soldi e non l’onestà.

Le persone nate fin verso gli anni Sessanta del secolo scorso, bene o male, in maggioranza hanno ricevuto quella educazione: hanno visto i loro genitori lavorare duramente e non fare mai debiti, non vivere mai al di sopra delle loro possibilità, condurre una vita sobria, coltivare il lavoro, l’amicizia, la fedeltà alla parola data; hanno visto i loro maestri e professori insegnare con passione, con competenza, con il senso di una vera e propria missione da compiere, per mezzo della cultura, dei valori etici, dell’esperienza da trasmettere ai giovani; e hanno visto i loro sacerdoti calarsi con fervore nel sacramento dell’Ordine, insegnare il Vangelo con le parole e con l’esempio, prendere con serietà le cose di Dio, vivere la fede con generosità ed entusiasmo, ma anche con timore e tremore, come si addice a chi si confronta con l’abisso insondabile dell’Assoluto. Non sempre, beninteso, gli adulti erano all’altezza di quei valori e di quei modelli; però, onestamente parlando, lo erano più spesso di quel che non si pensi. Facevano del loro meglio, quasi sempre; e quasi sempre almeno alcuni di loro riuscivano a trasmettere ai bambini e ai ragazzi qualcosa della loro serietà, della loro vocazione, del loro sentimento maturo e responsabile della vita, che non era, per essi, una scampagnata in cerca di divertimenti, ma una pagina bianca sulla quale si scriveva una riga, ogni giorno, con l’aiuto di Dio e con il conforto dell’esempio ricevuto dalle generazioni precedenti.

Ora questo legame generazionale si è interrotto; c’è stato un salto, un vuoto, una frattura, si è creata una terra di nessuno, sulla quale son piombati, come falchi, come avvoltoi, come sciacalli, i signori della distruzione: gl’intellettuali nichilisti, gli amministratori raccomandati, i politici cinici e disonesti, gl’imprenditori fasulli e senza scrupoli, i finanzieri d’assalto, uno stuolo d’insegnanti senza solide basi culturali e senza il senso della loro missione, un esercito di preti e vescovi senza vocazione, ma, in compenso, resi sempre più audaci, sempre più presuntuosi, sempre più arroganti da un altro esercito di cattivi teologi, nel gridare dai tetti il loro nuovo vangelo: il vangelo secondo me, e non più il Vangelo secondo Gesù Cristo. E i signori della distruzione, in questo vuoto, hanno messo i contenuti che hanno voluto, senza timore di smentita o di contraddittorio: approfittando dell’ignoranza sempre più diffusa, della rimozione del passato, dell’azzeramento delle radici e dell’auto-disprezzo della propria civiltà, hanno raccontato ai giovani – attraverso i mass-media, la scuola, la classe politica e la stessa cultura, o sedicente tale (vi sono programmi “culturali”, alla televisione, che fanno semplicemente rabbrividire), quel che hanno voluto: riscrivendo a modo loro la storia, il passato, la tradizione, l’identità, la famiglia, la patria e la religione.

Il risultato è che moltissime persone nate dopo il 1970, anche se diplomate e laureate a pieni voti, anche se attente ai fatti culturali, anche se se si tengono costantemente informate sui problemi di attualità, non sanno proprio un bel nulla di quel che sta accadendo nel mondo, né di quel che è accaduto; credono a tutta una serie di favole preconfezionate, che tramandano alla rovescia le vicende dell’Italia, dell’Europa e del mondo, fin dall’antichità, ma soprattutto da quando è sorto il cristianesimo e si è poi stabilità la civiltà cristiana medievale, su, su, fino alle due guerre mondiali, alla guerra fredda, alle ultime tensioni internazionali fra Stati Uniti, Russia, Turchia, Iran, Cina, Unione europea. Di ogni cosa è stata fornita la versione politicamente corretta, cioè ampiamente rivista e rimaneggiata, ad uso dei poteri forti oggi imperanti, e che già si stavano profilando all’inizio della modernità: la Massoneria, le grandi banche, una parte del giudaismo, divenuto poi sionismo, e trasformatosi, così, da potere esclusivamente finanziario, anche in potere politico-strategico, fino ad assorbire e manipolare ai suoi fini egemonici gli stessi governi degli Stati Uniti d’America, sia democratici che repubblicani: si vedano George Soros, la famiglia Rotschild, le banche Lehman Brothers e Goldman Sachs, il potentissimo Henry Kissinger.

In Italia, è stata accreditata una versione della nostra storia nazionale che serve, sostanzialmente, a giustificare i compromessi, le piroette, le furberie, e gli autentici atti di banditismo politico, che hanno contrassegnato la nascita della Repubblica e la sua evoluzione, rigorosamente democratica e antifascista, come no, e rigorosamente pluralista e buonista, pacifica e tollerante, accogliente e garantista: la Repubblica di Pulcinella, dove la legge serve a tutelare più i delinquenti che i galantuomini, più gli immigrati/invasori clandestini che i cittadini, più gli amministratori che gli amministrati, più i governanti che i governati, più i parassiti che i lavoratori, più gli evasori fiscali che quanti pagano le tasse, e più i cialtroni, i fanfaroni, i disonesti, i raccomandati, gl’incompetenti e gl’incapaci, che i meritevoli, gli onesti, i competenti, i responsabili, i laboriosi. E tutto questo per negare due evidenze che non sono ammissibili per la cultura politicamente corretta: che in Italia, nel 1943-1945, vi è stata una feroce guerra civile, prolungatasi con i massacri indiscriminati, gli assassinii, gli stupri, le torture, gli infoibamenti (il correttore automatico non riconosce quest’ultima parola, il che è rivelatore) dei mesi successivi alla fine delle ostilità, quel glorioso 25 aprile del 1945; e che l’Italia, come nazione, è uscita sconfitta, umiliata e calpestata dall’esito della Seconda guerra mondiale, e cancellata dal novero delle grandi potenze: sconfitta e umiliazione sancite dal Trattato di pace di Parigi del 1947, nel quale, per supremo oltraggio, il governo italiano s’impegnava a non perseguire i traditori che, fin dal 10 giugno 1940 (e non solo dall’8 settembre 1943, data ufficiale dell’armistizio con gli Alleati) si erano adoperati per la sconfitta della Patria e per la vittoria del nemico, pardon, dei baldi e disinteressati liberatori anglo-americani.

Anche la storia della cultura è stata manipolata, rielaborata, riscritta, secondo la versione politically correct: si è fatto credere ai giovani che la cultura è sempre e solo, per definizione, una cosa di sinistra, progressista e antifascista; che una cultura di destra non esiste, non è mai esistita e non può esistere; che Ezra Pound era un pazzo, Giovanni Gentile era un irresponsabile, Knut Hamsun era un venduto, Céline era uno squilibrato, Mircea Eliade era un bieco reazionario e Giovanni Papini, un vecchio rimbambito. Motivo: tutti costoro, e parecchi altri, che non vengono mai ricordati (anche se alcuni di loro hanno scritto opere di valore immensamente superiore a quelle dei vari Balestrini, Eco o… Dario Fo), si erano schierati dalla pare sbagliata, avevano rinnegato i sacri valori della libertà e della democrazia e avevano preso partito per i carnefici nazisti: tesi che ha, più o meno, la stessa consistenza di quella secondo cui i vari araldi della sinistra, da Sartre a Éluard, da Aragon a Neruda, da Moravia a Pasolini, altro non sono stati che i fiancheggiatori dello stalinismo e i complici morali dei crimini di quel regime. Gli esponenti dell’area culturale cattolica, poi, sono stati fatti sparire addirittura, quasi con un gioco di prestigio: e gli studenti italiani continuano a ignorare perfino i nomi di Nicola Lisi, di Bonaventura Tecchi, di Riccardo Bacchelli, di Eugenio Corti.

E quel che è accaduto per la storia, vale anche per tutti gli altri ambiti della cultura e dello studio, nonché per la musica leggera, il cinema, lo spettacolo, la televisione, lo sport, perfino la scienza e l’arte, specialmente l’architettura e l’urbanistica, ma anche la pittura e la scultura. Anche qui si sono rifatte le liste di proscrizione e quelle di approvazione, si sono distribuite le pagelle dei buoni e dei cattivi; ma quelli veramente scomodi, li si è condannati al silenzio e all’oblio, che è sempre l’arma migliore per annientare qualunque avversario, reale o potenziale. L’avversario da annientare è sempre lo stesso: colui che invita a riflettere, colui che esercita la libertà del pensiero, che non si lascia condizionare, né ricattare, intellettualmente o moralmente, o entrambe le cose; che respinge gli schemi e le pappe precotte, le minestrine riscaldate e scipite, fatte passare per capolavori dell’alta cucina, che tutti devono applaudire e complimentare. Qualcuno penserà che stiamo esagerando; ebbene, faccia caso a quali volti sono spariti dai telegiornali e dalle tavole rotonde televisive, quali firme sono scomparse dai giornali e dalle riviste in questi ultimi anni: a meno che costui sia affetto da una forma incurabile di distrazione cronica, si renderà conto che sono scomparsi precisamente i migliori, i più liberi, quelli che pensano con la loro testa, quelli che non stanno sul libro paga dei poteri forti, quelli che hanno il coraggio di dire la verità. Son rimasti i peggiori, i più mediocri, i più vili, i più conformisti, i più servi, i più banali.

Un fenomeno molto italiano, certo; ma, purtroppo, un fenomeno anche europeo, e, ormai, mondiale. Le teste pensanti vengono ridotte al silenzio, perché nessuna voce dissonante deve turbare la pacifica ruminazione del gregge dei pecoroni. Il Pensiero Unico avanza, dilaga, s’impone ovunque, diventa legge. Chi contravviene al Pensiero Unico, rischia ormai una querela: e, sotto la minaccia, molti giornali devono tacere, molte reti televisive devono adeguarsi, molte voci potenzialmente critiche sono messe a tacere. I nostri studenti apprendono, sui banchi di scuola, che il fascismo aveva tolto la libertà di stampa, si era impadronito dei giornali, monopolizzava i programmi radio: il che è vero. Non viene loro detto, però, che, nell’attuale regime democratico e repubblicano, avviene la stessa cosa, se non peggio, però senza che ciò sia esplicito e dichiarato: avviene de facto, semplicemente perché non si trovano più un solo giornale o rivista, una sola rete radio o televisiva, che abbiano voglia o interesse a far risuonare una voce libera; in un mondo di servi volontari, le forme della libertà sono rispettate, ma solamente quelle. La sostanza è una dittatura; anzi, un vero e proprio totalitarismo. Gli storici discutono ancora se il fascismo fu un totalitarismo o no; il sistema politico-sociale odierno, imposto dall’alta finanza e dai poteri forti internazionali, dei quali i politici europei sono solo i valletti e i camerieri, è sicuramente un totalitarismo, perché non si limita a controllare l’informazione, ma sta lentamente modellando i modi di pensare, di sentire, di vivere, di centinaia di milioni di persone; le sta letteralmente “rifacendo” di sana pianta, come passandole attraverso un duplicatore, dal quale escono simili a prima, ma intimamente cambiate: senza ricordi del passato, senza cognizione del presente, senz'ombra di  domande sul futuro.

Già, il futuro. Come dire a 500 milioni di europei che entro poco più di una generazione saranno spariti, e che l’Europa sarà diventata un continente islamico o islamizzato? No, meglio non dirglielo; anzi, bisogna non dirglielo. Le élites globali hanno deciso che l’islamizzazione deve procedere, e così sta avvenendo. Non si parla di questo problema come del problema numero uno dell’Europa; nessuno dei partiti maggiori, né in Italia, né in Francia, Germania, eccetera, ne parla come del problema numero uno. Eppure lo è; eccome se lo è. Il tasso d’incremento demografico non è una opinione: è matematica. Non stiamo facendo delle ipotesi, non stiamo almanaccando sulle probabilità: stiamo dicendo esattamente quel che è destinato ad accadere, a meno che si corra immediatamente ai ripari. Ma come correre ai ripari, se nessuno lancia l’allarme, anzi, se chi lo fa viene subito bollato e zittito quale xenofobo, razzista, populista ed estremista di destra? Se, davanti alla rivolta del Cara di Cona, nel veneziano, con gli operatori presi in ostaggio dai “profughi” ivoriani e nigeriani (ma in Nigeria e in Costa d’Avorio c’è la guerra?), tutto quel che il prefetto sa fare è balbettare che, poverini, si può capire che si siano agitati perché una dei loro è morta (di malattia!), anche se i cattivelli non dovrebbero poi diventar violenti. Ma come reagire, se nessuno si ricorda più del Cara di Mineo, ove due anziani coniugi furono massacrati (lei anche violentata) da un “profugo” ivoriano, nell’agosto 2015? Memoria corta, oblio, silenzio: le armi del totalitarismo democratico, globalista e progressista, al quale si è associato anche il vertice della Chiesa cattolica. Cancellata la buona teologia tomista, e sostituita dagli sproloqui della “svolta antropologica” dei Rahner e dei Kasper; silenzio sul peccato, il giudizio e l’aldilà; Gesù Cristo ridotto a un amicone, e Dio a una variante dell’intelligenza umana. Sì: qualcosa s’ è perduto, nelle ultime due generazioni... 

Francesco Lamendola
http://www.ilcorrieredelleregioni.it 

mercoledì 6 gennaio 2016

"Nativi Americani:" una Storia cancellata

 

"IL PREDATORE"

Premessa mia:
Mentre Di Caprio cerca di guadagnarsi l'Oscar con il suo ultimo film ("The Revenant - Redivivo"), girato tra Canada e Argentina, dove ha ammesso di aver dormito in una carcassa di animale morto, mangiato fegato di bisonte crudo, entrare e uscire da fiumi gelati rischiando più volte l'ipotermia dovuta alla temperatura sottozero, e vere frecce indiane che rischiavano di colpirlo, ebbene ancora una volta si parla del "Selvaggio Ovest" senza mai comprenderne veramente il significato di quello che è avvenuto in quelle terre "selvagge" e della sistematica distruzione da parte del viso pallido arrivato oltreoceano a portare la sua civiltà, fin dal quel fantomatico 1492, quando un certo "Cristóbal Colón" sbarco sull'isola Guanahani, che Colombo battezzò Isola di San Salvador.

Questo è stato solo l'inizio, il resto lo hanno fatto i vari "Francisco Pizarro González" , Gesuiti, Puritani, protestanti e Massoni di ogni ordine e grado.

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Il vero olocausto per mano degli Europei: lo sterminio dei NATIVI AMERICANI!! 

Postato su: disquisendo 
Il vero OLOCAUSTO, la storia cancellata, di una civiltà millenaria in armonia col mondo. 120 milioni di nativi assassinati senza alcuna pietà proprio da coloro che comandano oggi. Così hanno creato gli Stati Uniti d’America.

I colonizzatori utilizzarono diversi metodi di eliminazione dei nativi e della loro cultura e altresì molte furono le cause:

– Pulizia etnica e spostamento dalle loro terre
– Distruzione dell’habitat;
– Caccia intensiva ai bisonti, fonte di sostentamento dei nativi del Nordamerica:
– Riduzione in schiavitù e sterminio attraverso il lavoro;
– Strage volontaria;
– Provocare ad arte scontri fra tribù ed etnie (divide et impera);
– Malattie nuove diffuse accidentalmente (contro cui i nativi non avevano anticorpi);
– Diffusione volontaria del vaiolo come arma biologica, regalando agli indiani coperte e cuscini infetti e offrendo loro banchetti con cibo contaminato; una volta diffuso, la mortalità tra i nativi era del 90 % dei colpiti;
– Sterilizzazione forzata o attuata con l’inganno;
– Atti di provocazione, sacrilegio e oltraggio, anche violenti, a membri della tribù (in modo da provocare appositamente la reazione violenta degli indiani, a causa del loro codice d’onore tribale), per poterli così perseguitare “con giustizia e ragione” (e giustificare la violenza contro di loro come “repressione di popoli barbari e bestiali”);

– Guerre aperte, con l’uso delle tecnologie più moderne, come le mitragliatrici;
– Omicidi mirati di capi carismatici e uccisioni deliberate di bambini indiani catturati;
– Diffusione deliberata dell’alcolismo o droghe tra i nativi;
– Marce forzate di trasferimento attuate sotto la neve e il freddo; 

LA VIOLENZA HA VINTO SULLA GIUSTIZIA, L’INGANNO HA VINTO SULL’ARMONIA. I LEGITTIMI ABITANTI DELLA TERRA STERMINATI DAGLI ASSASSINI CHE OGGI STANNO DISTRUGGENDO LE NOSTRE VITE E IL PIANETA. 

Per questo i buoni non devono più stare a guardare. 

“Chi non punisce il male fa sì che esso si compia” (Leonardo da Vinci) 

Di questo sterminio nessuno ne parla! L’unico olocausto ricoosciuto dall’occidente è quello degli ebrei. E guai a chi dice il contrario. Potrebbe essere accusato di anti-semitismo. 

La cultura occidentale ha da sempre portato, e continua a portare, morte e distruzione in giro per il mondo. Ognuno di noi è responsabile del disastro che quotidianamente causiamo alla terra, all’ambiente e agli esseri viventi. 

FONTE

®wld

sabato 14 novembre 2015

Parigi sotto attacco - Copiato & incollato

 
Come sapremo se è un false flag.
 
di Maurizio Blondet
14 novembre 2015
 
Leggi l'articolo QUI 
 
À la guerre comme à la guerre
 
di Massimo Mazzucco
14 novembre 2015
 
Leggi l'articolo QUI 
 
   
Anonymus "BANNED" su Facebook alcune ore prima dell'attacco 
 
(Article by Zeidy David; image by #Op309 Media) 
 
Guarda il video e leggi l'articolo QUI 
 
 
La civiltà europea sull’orlo dell’estinzione? 
 
Scritto da Cristina Bassi
13 novembre 2015
 
L'Europa sta attraversando la più grande migrazione di massa dalla seconda guerra mondiale, dice l'autore americano Patrick J. Buchanan :  la civiltà europea sopravviverà nel 21º secolo?

Traduco l'articolo che segue per "riflessione". Certo la via d'uscita proposta dall'autore americano ... solleva qualche interrogativo... Per esempio: la conseguenza di  questo ruolo della America come  "liberatore" , ventilato dall'autore, non sarà per caso la causa stessa che ci ha inondato di genti di "religioni, culture e civiltà diverse"?
Resta legittimo il dubbio  sulla nostra estinzione come europei
 
 
 
L'Europa sta attraversando la più grande migrazione di massa dalla seconda guerra mondiale, così fa rilevare il commentatore politico conservatore, l'autore americano Patrick J. Buchanan , ponendo la questione se la civiltà europea sopravviverà nel 21º secolo.

L'Europa non è in grado di assorbire i milioni di rifugiati che fuggono da regioni di guerra del Medio Oriente e del Nord Africa. Costoro vengono da altre civiltà e culture e cambieranno la faccia dell'Europa per sempre, così fa notare il commentatore e autore politico Patrick J. Buchanan 
 
Non sarà mai più come prima 
Continua a leggere QUI 
 
 
 Parigi sotto attacco
 
di Chiara Sarra - Sab, 14/11/2015 - 00:23 
 
Leggi l'articolo QUI 
 
 
9 motivi per mettere in discussione 
gli attacchi terroristici di Parigi 
 
Liberty 13 novembre 2015 
 
Leggi l'articolo QUI e QUI 

giovedì 24 ottobre 2013

Orgoglio Spartano contro le egemonie della city


Referendum per l’adesione all’ UE. La pernacchia dei cittadini sammarinesi a Bruxelles.

Oggi si è svolto un significante referendum nella millenaria Repubblica di San Marino sull’adesione all’Unione Europea. I SI per l’Europa hanno vinto con uno scarto di 76 voti (6733), ma il quorum NON è stato raggiunto, bastava il 32% ed i SI hanno ottenuto un magro il 20.22%.

Interessante il fatto che i voti all’interno di San Marino sono stati più per il NO che per il SI, quest’ultimo aiutato invece dai sammarinesi residenti all’estero.
Con il mancato quorum, i saggi  cittadini dell’antica Repubblica, chiaramente non influenzati dai slogan da bar dello sport, hanno difeso il Monte Titano dalla grinfie di Berlino, Bruxelles e da tutta la compagine targata TROIKA. 

Ovvia la delusione della sinistra del SI Europa, affetta da un’infantile megalomania da integrazione darwiniana (http://liradidio.blogspot.it/2013/06/stati-uniti-europei-ovvero-ritorno-all.html), dove piccolo sarebbe brutto e grande sarebbe bello senza se e senza ma, la quale ha già mostrato scenari catastrofici, illustrando un futuro di isolazionismo dal resto del mondo ”civilizzato” come se il Monte Titano fosse un promontorio all’interno della Papua Nuova Guinea…

L’antica sovranità di San Marino è salva da quella globalizzazione, che magari avrebbe imposto prelievi forzosi alle sue banche o l’avrebbe invasa da frutti provenienti dal Nord Africa o da vini cinesi.

Duemila e cinquecento anni fà la piccola Sparta con 300 uomini si era opposta all’egemonia persiana, oggi la storia si ripete con fierezza nella sovrana Repubblica di San Marino dove coloro che non sono andati al voto e 6657 dei suoi cittadini  hanno saputo dire alle urne NO  al gigante europeo espressione delle lobbies.





Veneto – Esemplare piano criminale di dissoluzione di una civiltà

A scuola, uno studente che pronunciasse una parola in lingua veneta si beccherebbe una nota sul registro.

Un professore che proferisse una parola in veneto sarebbe deferito al provveditorato agli studi.

La lingua veneta è riconosciuta dall’ONU sotto il nome di talian, ma non può essere parlata nelle strutture burocratiche del Veneto, né quantomeno scritta. In Brasile la lingua veneta è riconosciuta ufficialmente dal governo e viene insegnata nelle scuole delle regioni dove risiedono milioni di veneti emigrati.
In Veneto non si studia la geografia del Veneto, ne l’arte veneta.

In Veneto non si studia salvo rare eccezioni la letteratura veneta.
A Venezia- Mestre -Marghera negli anni ’70 la droga ha decimato intere generazioni. Il tutto avvenne nel silenzio criminale e con l’appoggio di uno Stato colluso che non fece nulla per arginare la proliferazione dell’eroina. La scuola era una centrale di distribuzione.

I ragazzi al liceo non  conoscono le provincie del Veneto, non ne conoscono le bellezze turistiche e architettoniche.

Le lezioni di storia non raccontano la storia della Serenissima repubblica con 1100 anni di storia, (Secondo le università americane il più alto livello di civiltà mai conosciuto nello scorso millennio)  non parlano dei milioni di emigranti, delle morti per fame, dei campi di concentramento “italiani” in Veneto dove sono morte decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di austriaci.
Continua QUI


di MARIETTO CERNEAZ

L’Italia, nonostante le patetiche rassicurazioni di Letta, Alfano e del loro sodale Napolitano, è un caso clinico, incurabile verrebbe da dire. La crisi che ha investito il mondo, e l’Europa tutta in particolare, nel lontano 2008 non molla la presa, ma ha costretto tutti a prendere provvedimenti, in particolare i cosiddetti PIIGS, i paesi dell’area mediterranea del continente.

Tra questi, i vicini di casa peggio messi erano la Grecia e la Spagna, cugini economici dell’Italia da barzel (Letta) dei giorni nostri. Cosa è accaduto in quei paesi a 5 anni di distanza?
Continua a leggere QUI 
 




 Quello che sui libri di scuola non troverai mai! 

1861 – 1871: 10 anni dimenticati dai libri di storia. Ovvero la pulizia etnica voluta dai Savoia e i lager sabaudi. [www.scrivendo.it]

Nel 1815, quando i Borboni rientrarono a Napoli, la popolazione del Reame era di 5.100.000 abitanti. Nel 1835 era cresciuta di 1.000.000 de nel 1846 toccò gli 8.500.000 abitanti, che diventarono 9.117.050 nel 1856 (ultimo censimento disponibile).

I Borboni – a dispetto dell’immobilismo spagnolo – costruirono strade, formarono un esercito, svilupparono l’industria e il commercio, potenziarono la pesca e svilupparono il turismo. Prosperarono ricchezza e cultura e il Reame divenne uno degli Stati più ricchi al mondo.

La ferrovia fece la sua apparizione nel 1839, con la tratta Napoli – Portici, poi estesa fino a Castellammare. Seguirono la Napoli – Capua, la Napoli – Nola estesa in seguito dapprima fino a Sarno e poi fino a Sansevero.
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Articolo correlato: I caritatevoli e clementi savoia

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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