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giovedì 11 marzo 2021

La Terra dei Demoni

  

Assiria - La Terra dei Demoni

di Benjamin Welton 
dal Sito Web ClassicalWisdom 
traduzione di Nicoletta Marino 
 
C'è una storia (molto probabilmente falsa) che inizia con un team di archeologi europei che supervisiona uno scavo nel nord dell'Iraq.
Sono da qualche parte vicino a Mosul, l'attuale roccaforte del gruppo estremista sunnita ISIS in Iraq...
Sono venuti in questa parte del mondo per portare alla luce le reliquie del passato impero dell'Assiria, uno stato brutale ma efficace composto da re guerrieri e dai loro temuti eserciti.

Per gli stessi archeologi, l'importanza dell'Assiria è duplice:
In primo luogo, lo stato assiro ha governato per un certo periodo l'impero più grande e potente del mondo.

Regnavano con la punta della spada e le storie della loro sconvolgente disumanità sui nemici sconfitti hanno ancora la capacità di terrorizzare anche la più drastica immaginazione.

In secondo luogo, gli Assiri e l'impero che hanno creato, erano uno dei grandi nemici sia del Regno di Israele che del Regno di Giuda.
In quanto tali, i cattivi Assiri li troviamo disseminati in tutto l'Antico Testamento.

In effetti, il Libro di Nahum descrive la caduta della capitale assira di Ninive, la città fortezza più oltraggiata nell'antico Vicino Oriente.
 
 
Per gli Ebrei, la prima profezia che Ninive:
"città di sangue, piena di bugie, piena di bottino" (Nahum 3:1)
...sarebbe caduta, deve essere sembrata un dono divino di salvezza.

Oltre a questa profezia biblica, i nostri archeologi europei sarebbero stati senza dubbio consapevoli del fatto che Gesù Cristo parlava la lingua aramaica, la lingua franca del Vicino Oriente.

Questa era una lingua che era stata usata dall'Impero Assiro Nuovo, insieme alla più antica lingua accadica, come strumento del commercio e del governo per l'unificazione imperiale nei regni.

Mentre gli archeologi europei si dondolano per addormentarsi con l'idea di scoprire qualche prova del Gesù storico, o forse per scoprire qualcosa che era stato perso nella storia registrata per migliaia di anni, i loro lavoratori locali, la maggior parte dei quali sono devoti musulmani, pregano affinché la spedizione non trovino niente.

Dopotutto, non sarebbe saggio turbare gli antichi Dei, che per loro rappresentano potenti demoni...

Ma un mattino, sotto il sole caldo e arido della vecchia Assiria, gli operai si imbattono in qualcosa di grande.
Dopo aver rimosso freneticamente la terra,
riconoscono un volto.
Il viso ha una barba lunga e squadrata,
intrecciato con tre file di riccioli.
Sopra i suoi capelli c'è una specie di corona.
Ulteriori scavi rivelano le ali...

Mio Dio, hanno scoperto una statua di Lamassu, una divinità protettrice.
Hanno risvegliato gli antichi Dei. Fuggono terrorizzati.

O almeno così dice la storia...
Ma vedete, gli antichi Dei della Mesopotamia non devono essere presi alla leggera.

Secondo il libro Amulets and Superstitions del famoso egittologo britannico Sir EA Wallis Budge:
"La letteratura dei Sumeri e dei Babilonesi... dimostra che le persone che occuparono la Mesopotamia dal 3000 a.C. circa in poi, attribuirono una grandissima importanza alla magia in tutti i suoi rami, e che si avvalsero dei servizi del mago in ogni possibile occasione."

Gran parte di questa antica magia implicava la protezione contro i molti demoni che li affliggevano, dagli spiriti dei morti arrabbiati all'arcidemone Lamashtu, il demone femminile che viveva sulle montagne e fustigava con il bastone e depredava donne incinte e bambini.

Ancora una volta, Budge è stato succinto quando ha affermato che fin dai primi istanti di tempo registrato, il popolo della Mesopotamia,
"avevano una perenne paura degli attacchi di schiere di spiriti ostili e maligni che non perdevano nessuna possibilità di tentare di far loro del male".
Per comprendere la paura dei demoni assira, bisogna valutare i popoli che sono venuti prima, poiché la religione assira, e persino lo stile di guerra assiro, sono stati ereditati (anche se gli Assiri hanno aggiunto un'eccessiva crudeltà, quindi possono essere accreditati come portatori di un’innovazione).

Ha avuto inizio in Sumeria, la prima grande civiltà della Mesopotamia (l'attuale Iraq meridionale). Crearono non solo la scrittura, ma anche un intero pantheon che avrebbe servito i loro successori fino alla venuta di Alessandro Magno.

Gli Dei sumeri includevano:
  • Enlil, il Signore della Tempesta e l'eroico capo del Pantheon
  • la dea dell'aria Ninlil
  • Inanna, la divinità femminile della fertilità, della guerra e della saggezza...
I Sumeri costruirono impressionanti ziggurat, o templi a gradini, allo scopo di adorare questi dei.

Città come Uruk, Nippur ed Eridu (che i Sumeri consideravano antiche, rendendole così probabilmente le città più antiche del mondo) servivano come centri commerciali e religiosi.

C'erano divinità specifiche della città, ma anche mostri, come Tiamat, il demone del Caos Primordiale dell'Oceano che funge da antagonista principale nel mito della creazione babilonese, L'Enûma Eliš.

[Nota a margine: questo testo, insieme all'epopea neo-sumera di Gilgamesh, furono entrambi riscoperti nel 1849 dall'archeologo britannico Sir Austen Henry Layard presso la Biblioteca Reale di Assurbanipal a Ninive. Assurbanipal fu l'ultimo grande re dell'Impero neo-assiro.]

Allo stesso modo, gli dei oscuri e malevoli erano presenti nella loro cosmologia... e nessuno era più vile di Ereshkigal, la dea degli Inferi, o Irkalla.

Insieme a Nergal, il dio della peste, Ereshkigal fungeva da tiranno di Irkalla ed era il giudice supremo dei morti.

La storia della discesa di Inanna negli Inferi offre uno vista della malvagità di Ereshkigal:
Nuda e inchinata, Inanna entrò nella sala del trono.
Ereshkigal si alzò dal suo trono.
Inanna si avviò verso il trono.
Gli Annuna, i giudici degli Inferi, la circondarono.
Emisero un giudizio contro di lei.
Quindi Ereshkigal fissò su Inanna l'occhio della morte.
Pronunciò contro di lei la parola dell'ira.
Emise contro di lei il grido di colpa.
La colpì.
Inanna è trasformata in un cadavere,
Un pezzo di carne in decomposizione,
Ed appeso a un gancio sul muro...
Inanna, che è più comunemente conosciuta con il suo nome accadico di Ishtar, riesce a sconfiggere le macchinazioni di Ereshkigal e torna nel mondo dei vivi.

Per il suo dolore, Ereshkigal minaccia Inanna con una mostra del suo potere, per inviare il suo esercito di morti sopra la terra come una pestilenza in movimento incline alla distruzione.

 
Ai loro nemici, le orde assire dovevano sembrare l'esercito di morti famelici di Ereshkigal; erano una nazione di temibili guerrieri.

E sebbene la loro ascesa sia stata lenta e la loro caduta spettacolare, gli Assiri hanno lasciato un segno indelebile nelle regioni che hanno conquistato... Più che altro, hanno diffuso paura.

La prova di ciò può essere trovata nel fatto che i primi Ebrei trasformarono gli dei assiri in demoni.
Astarte, la versione assira di Ishtar, divenne Astaroth, il principe incoronato dell'Inferno.

Allo stesso modo, l'assiro Bel, che sarebbe stato chiamato Baal dai Cananei, sarebbe diventato Belzebù, il demoniaco "Signore delle mosche".
Sebbene queste successive interpretazioni giudaico-cristiane formino la visione del mondo occidentale della religione mesopotamica come completamente malvagia, gli stessi Assiri non erano privi dei propri demoni.
(Di nuovo, la maggior parte dei demoni assiri erano presenti da prima, nei miti delle precedenti società mesopotamiche.

Questi includono l'Ekimmu sumero, un tipo di fantasma vampirico, o il Lilu e i Lili accadici, che erano demoni maschili e femminili che molto probabilmente servirono da ispirazione prima della Lilith dell'Antico Testamento.

I demoni che erano propri degli Assiri - o almeno più spesso usati da loro - includono Ilu Limnu, il "dio malvagio" a cui non vengono mai date caratteristiche definite, e il Gallu, o demone toro).
In The Devils and Evil Spirits of Babylonia, l'assiriologo Reginald Campbell Thompson descrive i vari,
"demoni, spiriti demoniaci, vampiri, folletti, fantasmi",
...che male dissero le regioni intorno al Tigri e all'Eufrate... così come gli incantesimi babilonesi e assiri usati contro di loro.

Secondo Thompson, gli Assiri nutrivano una grande paura degli stregoni, che chiamavano "i mandriani dei defunti".

Tuttavia, temevano soprattutto gli Ekimmu e gli spiriti del vento.
 
  

Il più famoso spirito del vento assiro ampiamente conosciuto oggi è Pazuzu, il figlio del dio Hanbi e il demone del vento del sud-ovest.

Con il corpo di un leone o di un cane, la coda, le ali, gli artigli e un fallo serpentino a forma di scorpione, Pazuzu portava carestie e locuste durante le stagioni secche.

In uno strano sovvertimento, Pazuzu era il rivale di Lamashtu (la dea che depredava donne incinte e bambini), e come tale, la sua immagine era spesso usata per combattere altri demoni.

Naturalmente, la notorietà di Pazuzu è il risultato de L'esorcista di William Peter Blatty.

Sebbene il film sia più ovvio del libro nel descrivere lo spirito di Pazuzu come una mostruosità che perseguita il giovane Regan MacNeil (nessuno dei due, tuttavia, afferma direttamente che il demone è davvero Pazuzu), il messaggio non è ancora chiaro.

La decisione di Blatty di rendere il malvagio principale dell’Esorcista,un demone precristiano e assiro, è in linea con la tradizione occidentale di vedere tutte le cose mesopotamiche come depravate.

Inoltre, iniziando il suo romanzo, e quindi il film, nel nord dell'Iraq, Blatty ha preso la decisione consapevole di giocare sulle nozioni preconcette del suo pubblico...
Vale a dire, che la terra degli antichi Assiri è davvero una terra di demoni... 
Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/
Nb: puoi fare le tue ricerche all'interno di questo blog, digitando i nomi o le perole che vuoi cercare nel: cerca nel blog che è ricco di storia Mesopotamica e Sumera

martedì 13 agosto 2019

La prospettiva femminile sull'amore nell'antica Mesopotamia

Il "Piacere di Burney", che si crede rappresenti 
o Ishtar, la dea mesopotamica dell'amore e della guerra, 
o sua sorella maggiore Ereshkigal, regina degli Inferi 
(aprox. Sec. 19 o 18 AC) 
BabelStone 

Nell'antica Mesopotamia il sesso tra gli dèi scosse il Cielo e la terra

di Louise Pryke 
22 Aprile 2018 
dal Sito Web TheConversation 
traduzione di Nicoletta Marino 
Versione originale in inglese  

La sessualità era fondamentale nella vita dell'antica Mesopotamia, un'area delll'antico Vicino Oriente che si descrive come la culla della civiltà occidentale e che oggi caorrisponde aprrimativamente a:  
  • Irak 
  • Kuwait 
  • Parti della Siria 
  • Iran 
  • Turchia  
Non era solo così per gli uomini normali ma anche per i re e le divinità.  
 
Le divinità mesopotamiche hanno molte esperienze come gli esseri umani: si sposano con loro, procreano e condividono le case e i doveri famigliari.
 
Eppure quando l'unione d'amore non continuava, le conseguenze erano terribili sia in cielo che n terra.
 
Gli studiosi hanno osservato le similitudini tra il "sistema di matrimonio" divino che si trova nelle antiche opere letterarie e il corteggiamento storico degli esseri mortali anche se è difficile distinguere i due più famosi nei cosiddetti "matrimoni sacri" che videro i re mesopotamici sposarsi con divinità.
 
IL Sesso divino  
 
Gli dei, essendo immortali e in genere appartenenti a uno status superiore a quello umano, non avevano relazioni sessuali in senso stretto, eppure gli aspetti pratici del tema sembrano aver frenato poco il loro entusiasmo.
 
Le relazioni sessuali tra le divinità mesopotamiche furono di ispirazione per una ricca varietà di narrativa.  
 
Esse comprendono miti sumeri come Enlil e Ninlil e Enki e Ninhursag, dove essi vedeva che le complicate interazioni sessuali tra divinità sono intrise di astuzia, inganni e travestimenti.

La dea Ishtar come raffigurata nei 
Miti e nelle leggende di Babilonia e Assiria, 
1916, di Lewis Spence. 
Wikimedia

In tutti i miti, una divinità maschile adotta un travestimento e poi cerca un approccio sessuale verso la divinità femminile o di evitare la ricerca del suo amante.
 
Nel primo caso, la dea Ninlil segue il suo amante Enlil fino negli Inferi e cerca dei favori sessuali per ottenere informazioni sul luogo di Enlil. 

Usare una falsa identità in questi miti si usa per lasciare intendere le aspettative sociali per il sesso e la fedeltà. 

Il tradimento sessuale potrebbe significare la fatalità non solo per gli amanti errantima per tutta la società. Quando la Regina degli Inferi, Ereshkigal, è abbandonata dal suo amante Nergal, lei minaccia di far resuscitare i morti a meno che non gli sia restituito, allusione al suo diritto alla sazietà sessuale. 

La divinità Ishtar fa la stessa minaccia visto il rifiuto romantico del re di Uruk nell'Epopea di Gilgamesh. 

E' interessante osservare che sia Ishtar sia Ereshkigal, che sono sorelle, utilizzano una delle minacce più potenti a loro disposizione per affrontare i temi del cuore. 

Le trame di questi miti mettono in risalto il potenziale che ha l'inganno per creare l'alienazione tra gli amanti durante il corteggiamento. 

L'andamento poco soave del corso dell'amore in questi miti e il loro complicato uso di immagini letterarie, ha fatto sì che si realizzino paragoni accademici con le opere di Shakespeare. 

Amore per la poesia 

Gli antichi autori della poesia d'amore sumeri, che rappresentano le gesta delle coppie divine, mostrano una grande quantità di conoscenze pratiche sulle fasi dell'eccitamento sessuale femminile. 

Alcuni eruditi pensano che questo tipo di poesia può aver avuto storicamente un proposito educativo: 
insegnare il coito a giovani amanti senza esperienza dell'antica Mesopotamia. 
Si è anche pensato che i testi avevano intenti religiosi o possibilmente di potenza magica. 

Vari testi scrivono sul corteggiamento di una coppia divina Inanna (l'equivalente semita di Ishtar) e del suo amante, la divinità pastore Dumuzi. 

La vicinanza degli amanti si vede attraverso una sofisticata combinazione di immagini di poesia e sensualità…

La riproduzione di un antico sigillo a cilindro sumero 
mostra Dumuzid mentre è torturato 
negli Inferi dai demoni  

In uno dei poemi, gli elementi dell'eccitazione dell'amante femmina sono catalogati, dall'aumento della lubrificazione della sua vulva fino al "tremito" del suo climax. 

Il compagno maschio si vede mentre si diletta della forma fisica della sua compagna e le parla amabilmente. La prospettiva femminile sull'amore si enfatizza nei testi con la descrizione delle fantasie erotiche della dea. 

Queste fantasie sono parte dei preparativi della dea per la sua unione e forse contribuiranno alla sua soddisfazione sessuale. 

I genitali femminili e maschili si potrebbero celebrare in poesia, la presenza del vello pubico scuro nella vulva dela dea è descritto poeticamente con un simbolismo dato da uno stormo di uccelli su un campo ben irrigato" o una porta stretta circondata da lapislazzuli dal nero lucente. 

La rappresentazione dei genitali può anche aver avuto una funzione religiosa: 
Gli inventari dei templi hanno rivelato modelli votivi di triangoli pubici, alcuni in argilla altri in bronzo. 
Sono state trovate delle offerte votive con la forma di una vulva nella città di Assur di prima del 1000 a.C.  

Una Dea felice, un regno felice 

Il sesso divino non era il dominio esclusivo degli dei ma poteva comprendere il re umano. 

Pochi temi della Mesopotamia hanno catturato tanto l'immaginazione come il concetto del matrimonio sacro. In questa tradizione, lo storico re mesopotamico si sarebbe sposato con la dea dell'amore Ishtar. 

Esiste una prova letteraria di tali matrimoni nella Mesopotamia molto antica, prima del 2300 a.C. e il concetto continuò in periodi molto più tardivi. 

La relazione tra i re storici e le divinità mesopotamiche fu considerata cruciale per la continuazione positiva dell'ordine terrestre e cosmico. 

Per il monarca mesopotamico, quindi, per realizzare la relazione sessuale con la dea dell'amore probabilmente ci volle una certa quantità di vigore.

  
Nell'antica Mesopotamia,
la vulva di una dea poteva paragonarsi
con uno stormo di uccelli.
Shutterstock.com

Alcuni eruditi hanno detto che questi matrimoni implicano una espressione fisica tra il re e un'altra persona (come una sacerdotessa) che incarna la dea.  
 
L'opinione generale adesso è che se ci fosse stata una forma fisica per un rituale sacro per il matrimonio, sarebbe stato a livello simbolico invece che carnale, con il re che condivideva forse il suo letto con una statua della dea.  
 
Le immagini agricole si usavano per descrivere l'unione della dea con il re. Il miele, per esempio è descritto come dolce come la bocca e la vulva della dea.
 
Una canzone d'amore della città di Ur del 2100-2000 a.C è dedicata a Shu-Sin, al re e Ishtar:  
Nell'alcova inzuppata di miele, lasciaci godere più volte del tuo incanto, o dolce. Signore permettimi di farti le cose più dolci. Mio prezioso dolce lascia che ti porti del miele.
Il sesso in questa poesia d'amore è descritta come un'attività piacevole che migliora i sentimenti amorosi intimi.  
 
Si considerava che questa sensazione di maggior vicinanza avrebbe portato allegria al cuore della dea, il che portava buona fortuna e abbondanza a tutta la comunità, forse dimostrando una versione mesopotamica antica del proverbio "sposa felice, vita felice".
 
La presentazione diversa del sesso divino crea qualcosa di misterioso sulle cause dell'enfasi culturale della copulazione cosmica.
 
Sebbene la presentazione del sesso e del matrimonio divino nell'antica Mesopotamia probabilmente servì a molti propositi, alcuni elementi delle relazioni intime tra gli dei mostrano una certa vicinanza alle unioni umane.
 
Sebbene la disonestà tra gli amanti potrebbe portare all'alienazione, le interazioni sessuali positive portarono numerosi benefici inclusa una maggiore intimità e una felicità duratura. 
 
 

lunedì 27 aprile 2015

In.anna-Ishtar


In.anna ("Signora di An"): meglio nota con il nome accadico Ishtar, era nata sulla Terra insieme al gemello Utu/Shamash, I suoi genitori erano Nanar/Sin - figlio mediano di Enlile della sua sposa Ningal. Quando i suoi bisnonni Anu e Antu, sovrani di Nibiru, completarono una visita di stato sulla Terra, Anu donò il luogo eretto per il loro soggiorno alla nipote, che ribattezzò affettuosamente Anunitum ("Amata di Anu").

 

La bella e ambiziosa Inanna riuscì a trasformare il luogo in una grande città chiamata Uruk (Erech della Bibbia). Il suo amore e il suo fidanzamento con il figlio minore di Enki, Damuzi, finì tragicamente con la morte per annegamento di quest'ultimo. La colpa di tale lutto venne attribuita a Marduk, fratello maggiore di Damuzi - un dramma che innescò lunghi e sanguinosi conflitti tra gli Anunnaki sulla Terra, alla fine dei quali Inanna/Ishtar si guadagnò la reputazione di dea sia dell'amore sia della guerra, prototipo della Venere dei Romani, associata anche al pianeta che porta anche quel nome (nonché alla costellazione della Vergine).

 

Pur se le venne offerto come dominio la lontana Aratta, lei preferì Uruk, e volava nei cieli della Terra a bordo della sua "Barca Celeste", seducendo déi, re ed eroi, tra cui anche il famoso Gilgamesh e Sargon. Nel pantheon di dodici il suo il suo rango era 5, ma con il trascorrere del tempo, divenuta anziana, si appropriò del numero di rango 15 che ra di Ninurta.

 
Ereshkigal (EREŠ.KI.GAL, letteralmente "Signora della grande terra"), 
sorella di Inanna e moglie di Nergal, è la dea degli inferi. 
Erroneamente scambiata per Inanna/Ishtar 

Questi ranghi seguivano il sistema sessagesimale sumero (a base 60), assegnando ad Anu (capo delle dodici grandi Divinità) il rango di 60, Enlil 50, a Ea/Enki 40, a Nanar/Sin 30, a Utu/Shamash 20, a Ishkur/Adad 10.

 

Ai loro omologhi femminili assegnava "il mezzo rango;" (già allora vi erano discriminazioni tra maschi e femmine): ad Antu 55, Ninlil 45, Ninki 35, Ningal 25, Inanna/Ishtar 15, relegando Ninhursag a 5.

 

Nel corso della lotta per la successione, Ninurta pretese il rango di 50 di Enlil - ma dopo l'esplosione nucleare del 2024 a.C. fu Marduk a ottenerlo insieme ai suoi "Cinquanta Nomi".

 

Nelle sculture nelle altre descrizioni, il rango della divinità era indicato dal numero di coppia di corna presente sul loro elmetto.

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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