C-o-v-i-d-1-9
“Ipnosi di massa”: una condizione di “Servitù psichica televisiva”? La
gente non sa di essere sotto ipnosi, perché chi lo sa significa che non
lo è, e quindi riesce a vedere le cose dall’esterno.
Come uscire dall’ipnosi?
di Francesco Lamendola

Siamo profondamente persuasi che la crisi in corso non è semplicemente un’emergenza sanitaria e che essa non passerà senza aver introdotto una mutazione radicale a livello non solo culturale, ma antropologico: una vera e propria mutazione dell’essere umano.
La situazione in cui attualmente si trova la gran parte dell’umanità,
almeno nel mondo occidentale, è paragonabile in tutto e per tutto a
un’ipnosi di massa; o meglio è una vera e propria ipnosi di massa, non
si limita ad assomigliarle. Dell’ipnosi possiede tutte le
caratteristiche, e in particolare quella fondamentale: la
neutralizzazione del centro direttivo della coscienza e della volontà e
la conseguente espropriazione della facoltà decisionale a favore di un
soggetto esterno, libero di manipolare a piacere gli atti e i
comportamenti di colui che è ipnotizzato.
La condizione di
centinaia di milioni di persone che vivono da mesi nel terrore di una
pandemia inesistente, creata a tavolino sfruttando un virus esistente,
sì, ma non così letale come è stato descritto; e che accettano le più
dure, sgradevoli e umilianti restrizioni e limitazioni personali,
comprese quelle che comportano il fallimento della propria attività
lavorativa, perché ritengono esservi realmente uno stato di pericolo
tale da giustificarle, è di fatto una ipnosi collettiva di proporzioni mai viste, e di durata potenzialmente illimitata. Ne avevamo già parlato un paio d’anni fa, dunque assai prima che si diffondesse l’isterismo da C-o-v-i-d-1-9 (vedi l’articolo: Uscire dall’ipnosi, rompere il sortilegio,
pubblicato sul sito dell’Accademia Nuova Italia il 21/10/18), ma gli
sviluppi di questi ultimi mesi ci indicono a tornare sull’argomento con
rinnovata urgenza.
L’isterismo da Covid-19? E’ una ipnosi collettiva di proporzioni mai viste!
Il noto giurista Gustavo Zagrebelsky,
fra gli altri, ha affermato che chi accusa il governo di aver
conculcato la Costituzione e imposto al popolo italiano un vero e
proprio regime dittatoriale è completamente in errore,
perché le circostanze eccezionali di una pandemia rendono necessarie
delle limitazioni volte a tutelare la salute e la vita della
popolazione, fermo restando che si tratta di provvedimenti temporanei: e
questo, secondo lui, farebbe la differenza fra una vera dittatura e il
nostro governo attuale.
Ma a ciò rispondiamo: primo, che la p@ndemi@ non c’è e quindi siamo in presenza di un’emergenza pretestuosa,
creata proprio per giustificare provvedimenti eccezionali; secondo, che
non esiste la benché minima garanzia che il governo, avendo visto
quanto sia facile maneggiare uno strumento così potente come i decreti
della presidenza del consiglio, e conscio della propria intrinseca
debolezza, non possa né voglia dilatare la presunta emergenza a tempo
indefinito, tenendo l’intera popolazione in uno stato di terrore permanente al
preciso scopo di prolungare la propria durata che invece, se si
tornasse alla normalità costituzionale e quindi all’appuntamento
elettorale, sarebbe destinata a concludersi.
E se le cose stanno così,
allora è evidente che le stesse forze che hanno creato la pandemia e
hanno alimentato artificialmente il terrore – forze che vanno ben oltre i
singoli governi e uomini politici – hanno pure l’interesse a mantenere
la popolazione mondiale in uno stato d’ipnosi permanente, sfruttando il
fatto che tale ipnosi già esiste, anche se per anni non ce n’eravamo
accorti perché non si era verificata la situazione clamorosa ed
eccezionale che ne portasse in luce tutte le implicazioni e le
conseguenze, che ora sono sotto gli occhi di tutti.

Covid-19 “Ipnosi di massa”: una condizione di “Servitù psichica televisiva”? La gente non sa di essere sotto ipnosi, perché chi lo sa significa che non lo è, e quindi riesce a vedere le cose dall’esterno, con sguardo imparziale!
Perciò, per capire cosa si possa fare in questa situazione, è necessario sapere esattamene cos’è l’ipnosi. A tale scopo riportiamo la definizione data nel quarto volume degli Elementi di filosofia, dedicato alla Psicologia, dal padre lazzarista Guido Berghin-Rosé (1920-2010),
uno di quei sacerdoti, professori, formatori e catechisti che hanno
infuso nei seminari cattolici, prima del nefasto influsso del Concilio
Vaticano II, un ultimo soffio possente di chiarezza concettuale, di
calore spirituale e di saggezza educativa e che oggi fanno rimpiangere
più che mai l’assenza di studiosi e formatori cattolici di pari
spessore, profondità e valore (Torino, Marietti Editori, 1954, pp.
356-357):
È
detto ipnosi uno “STATO DI SONNO ARTIFICIALE IN CUI IL SOGGETTO RIMANE
COMPLETAMENTE IN BALIA DELLE SUGGESTIONI DI UN OPERATORE”.
L’ipnosi
si ottiene con mezzi vari: rumori violenti o monotoni, fissazione di
oggetti luminosi, pressione delle mani su varie parti del corpo, ecc.,
accompagnati dall’abbandono alla volontà dell’ipnotizzante, questi mezzi
variano leggermente da individuo a individuo ma sono ben fissi e
determinati. Dopo lunga abitudine può bastare anche il semplice comando
dell’operatore. Effetti analoghi oggi si ottengono con prodotti chimici.
Il
soggetto può passare per varie fasi di sonno, che sono soprattutto:
letargia, catalessi, SONNAMBULISMO IPNOTICO. Quest’ultimo è quello che
realizza la definizione data sopra, in cui cioè si verifica il fenomeno
più caratteristico di questo sonno anormale che è la completa o quasi
completa suggestionabilità del soggetto da parte dell’operatore.
“Si
dice al soggetto di dormire ed egli dorme, di svegliarsi e si sveglia,
di vedere un uccello immaginario, di accarezzarlo, di sentirlo cantare e
lo vede, lo accarezza, lo sente, di non vedere ciò che ha davanti agli
occhi e non lo vede, di fare un atto e lo fa, di dimenticare e
dimentica, di ricordare e ricorda, ecc.” (Baudin).
La
suggestione dello stato di ipnosi ha influsso anche sullo stato di
veglia e soprattutto nel far compiere, per spinta quasi invincibile e
senza sapere perché, ciò che fu comandato in stato di sonno. Sembra che
questa suggestionabilità non abbia limiti se non in quelle azioni troppo
ripugnanti con la vita normale del soggetto, sulle quali si viene ad
operare una specie di censura spontanea. In questo stato si hanno pure
altri fenomeni importanti come iperestesia (soprattutto del tatto e
della vista), trasposizione dei sensi, sdoppiamento della personalità,
ecc.
Oggi
è universalmente ammesso che questo stato sia DOVUTO A CAUSE PURAMENTE
NATURALI; infatti si può provocare a volontà con mezzi fissi ed ha
caratteristiche costanti. Il fatto che il soggetto si addormenta con
l’attenzione fissa nell’operatore, spiega come questo rimanga in
comunicazione con lui e possa introdurre delle suggestioni; la
disposizione di abbandono del soggetto stesso prospetta una spiegazione
del fatto che queste suggestioni ottengono “il libero uso degli
automatismi sia psicologici che fisiologici dell’ipnotizzato”.
L’ipnosi È PERICOLOSA, MA PUÒ PURE ESSERE UTILE. Moralmente il suo uso è da giudicarsi come quello di un medicamento pericoloso.

Oggi
il problema è far capire a chi è sotto ipnosi che si deve svegliare: se
a dargliene l’ordine non è lo stesso che l’ha ipnotizzato, ogni sforzo
di chiunque altro sarà inutile, perché la sua voce non verrà
riconosciuta. Nel nostro caso, la voce che ha ipnotizzato la massa è
essenzialmente quella della televisione: se l’ordine di risvegliarsi non
viene da lei, la gente non si risveglierà!
Dopo
aver ben riflettuto, parola per parola, su questa pagina di don
Berghin-Rosé, la cosa migliore ci sembra partire dalla fine: l’utilità,
possibile, e la pericolosità, certa, di questa tecnica psicologica. Il
motivo per cui il buon padre la considera pericolosa (che non significa
cattiva, ma semplicemente da usare con molta cautela, come si fa con un
farmaco potente, e quindi potenzialmente tossico) risiede nella stessa
radice da cui prende l’avvio: ossia da una volontà estranea che si sovrappone interamente alla volontà del soggetto,
e sia pure con buone intenzioni, per rimuovere dalla sua coscienza
certi fatti o certi eventi e per introdurvene di nuovi, a scopo di
guarigione.
E lasciamo agli psicanalisti freudiani e junghiani l’idea
che possa servire per riportare a galla vicende passate, rimosse dalla
censura del Super-io, onde farle riemergere e liberare l’inconscio da
una pressione eccessiva (se l’inconscio è davvero tale, perché mai la
coscienza dovrebbe soffrire dei suoi conflitti irrisolti?). In pratica
si tratta di un’operazione rischiosa perché tutto dipende dalla volontà
dell’ipnotizzatore, e nulla da quella dell’ipnotizzato: vale a dire che
il secondo è un manichino nelle mani del primo. Certo,
si può fare l’analogia con la somministrazione di un siero anestetico
affinché l’organismo del paziente possa tollerare il dolore di un
intervento chirurgico.
A ciò rispondiamo che appunto l’esempio dell’anestesia mostra
quanto sia rischioso il ricorso a tale pratica, benché essa venga ormai
largamente praticata per la sua indubbia utilità: quante sono le
vittime dell’anestesia, alle quali nessuno dà risalto, per un tacito
patto del silenzio? E che si tratti realmente di qualcosa di pericoloso e
non di ordinaria routine lo prova il fatto che è prevista una
visita anestesiologica prima dell’operazione, proprio per individuare
eventuali patologie del paziente che potrebbero rendere fatale
l’anestesia stessa.

L’ipnosi è uno “Stato di sonno artificiale in cui il soggetto rimane completamente in balia delle suggestioni di un operatore”!
Sospendere la vita cosciente di una persona non è cosa da poco:
sia che lo si faccia sul piano clinico, con l’uso di sostanze chimiche,
sia che lo si faccia sul piano psicologico, con l’impiego di “semplici”
tecniche mentali (visualizzazione di forme colorate in movimento
uniforme, musica rilassante e parole pronunciate con voce decisa ma
suadente).
Come abbiamo già osservato, in tutt’altro ambito, parlando
delle dichiarazioni di Zagrebelsky a proposito dei decreti d’emergenza
del presidente del Consiglio: chi ci assicura che la situazione
eccezionale non si prolungherà indefinitamente? Se ciò dovesse accadere,
cioè se l’ipnotizzatore mantenesse costantemente l’ipnotizzato in uno
stato ipnotico a bassa frequenza, tale da non impedirgli di espletare le
ordinarie attività sociali e lavorative, costui si troverebbe a vivere
in una condizione di vera e propria servitù psichica, e senza nemmeno rendersene conto.
Ebbene: tale sembra essere oggi lo stato delle masse, tenute in una
condizione d’ipnosi permanente mediante una serie di pressioni
esercitate su di loro dai mass-media, anche a mezzo di messaggi
subliminali, e da tutto uno stile di vita che le espone fatalmente a
subire l’influsso capillare, martellante, incessante, di un potere
occulto, senza averne coscienza e perciò offrendosi volonterosamente a
un tale influsso.
Si pensi, per fare solo un esempio, a un megaconcerto
rock, ove le onde sonore a bassa frequenza creano una cappa
ossessionante sulla psiche del pubblico, distruggendo ogni senso
critico, per non parlare dei messaggi, espliciti o impliciti, contenuti
nei testi delle canzoni. Ma si può dire che la maggior parte degli
uomini d’oggi, per il tipo di esistenza che conducono, sono esposti
quasi ventiquattro ore al giorno all’influsso di energie negative (consumo
accanito di tabacco e superalcolici; dieta carica di tossine,
squilibrata e nociva per il fegato; abitudine di sentire musica a bassa
frequenza a tutte le ore, anche studiando o guidando l’automobile;
frenesia del consumismo e ansia da prestazione, ecc.), producendo
adrenalina e alimentando ulteriormente la nube tossica che li avvolgono,
nello stesso tempo in cui disperdono preziose energie fisiche, mentali e
nervose, disarmando sempre più il proprio organismo davanti agi
attacchi degli agenti esterni.

Tra
computer e vaccini? Il filantropo multimiliardario Bill Gates è a
tutt’oggi, con il ritiro degli Usa, il primo finanziatore dell’Oms
(Organizzazione Mondiale della Sanità) l’organismo che ha dichiarato e
gestito la pandemia da Covid-19!?
In
un simile contesto generale, che vede la maggior parte delle persone
ormai incapaci di riposare nella maniera giusta, di godere il silenzio e
l’armonia, di saper fare a meno – sia pure per qualche ora al giorno –
del telefonino, del computer, della televisione, nonché di apprezzare il
piacere di un po’ di solitudine e di raccoglimento, l’ipnosi di massa, studiata e applicata sapientemente dal potere oligarchico mediante gli strumenti ora descritti, è la materializzazione del peggiore incubo che uno scrittore del genere horror possa
concepire: la sottomissione volontaria di molti milioni d’individui al
potere affinché esso faccia di loro tutto ciò che vuole.
E il potere ne
profitta senza scrupoli: vuole terrorizzare la gente e ci riesce; vuole
far credere che è in corso una sorta di pestilenza universale, e ci
riesce; che l’unica soluzione è mettersi nelle mani dei “salvatori”,
cioè di quei plurimiliardari, come Bill Gates, che
sono anche i maggiori responsabili della creazione di virus
incontrollabili e di vaccini dalle finalità più che dubbie, e ci riesce
senza incontrare opposizione. L’ipnosi di massa in
cui stiamo vivendo come in un brutto sogno a occhi aperti è la
dimostrazione migliore del fatto che l’ipnosi è una pratica alquanto
pericolosa, perché toglie ogni possibilità di difesa a colui che la
subisce, e dà il massimo potere a colui che la esercita, facendone il
dio e il giudice supremo della situazione.
Dunque, il grande pericolo
dell’ipnosi è che colui che la subisce non se ne accorge neppure (anche
se vi si è sottoposto volontariamente) e, una volta che vi è entrato,
non ha alcuna possibilità di uscirne, se non altro appunto perché non
sa d’essere ipnotizzato. Perciò, parlando dell’ipnosi di massa in cui ci
troviamo, la gente non sa di essere sotto ipnosi, perché chi lo sa, significa che non lo è, e quindi riesce a vedere le cose dall’esterno, con sguardo imparziale.

L’ipnosi
di massa, studiata e applicata sapientemente dal potere oligarchico
mediante gli strumenti moderni della comunicazione, è la
materializzazione del peggiore incubo che uno scrittore del genere
horror possa concepire: è la sottomissione volontaria di molti milioni
d’individui al potere affinché esso faccia di loro tutto ciò che vuole!
Ora, il problema è
far capire a chi è sotto ipnosi che si deve svegliare: se a dargliene
l’ordine non è lo stesso che l’ha ipnotizzato, ogni sforzo di chiunque
altro sarà inutile, perché la sua voce non verrà riconosciuta. Nel
nostro caso, la voce che ha ipnotizzato la massa è essenzialmente quella della televisione:
se l’ordine di risvegliarsi non viene da lei, la gente non si
risveglierà. Tentare di ragionare, di argomentare in maniera razionale
con le persone che si trovano in stato d’ipnosi è un vano, patetico
sforzo: è come parlar loro in una lingua sconosciuta. Che fare, allora?
La prima cosa è evitare di farsi ipnotizzare: il che viene agevolato dal
tenersi alla larga dagli strumenti e dai modi di vita dell’ipnosi, e
prendere coscienza di chi sta usando la strategia dell’ipnosi sui
popoli, e a quali scopi. La seconda è pregare e confidare in Dio,
chiedendogli il miracolo di far destare i dormienti…
Francesco Lamendola è
nato a Udine il 31 ottobre 1956. Laureato in Materie Letterarie e in
Filosofia, è abilitato in Lettere, in Filosofia e Storia, Filosofia e
Pedagogia, Storia dell’Arte, Psicologia Sociale. Insegna nell’Istituto
Superiore “Marco Casagrande” di Pieve di Soligo e ha pubblicato una
decina di volumi tra saggi storici, musicali, filosofici, di poesia e di
narrativa, di cui ricordiamo “Galba, Otone, Vitellio. La crisi romana
del 68-69 d.C.”, “Il genocidio dimenticato.
La soluzione finale del
problema herero nel sud-ovest africano”, “Metafisica del Terzo Mondo”,
“L’unità dell’Essere”, “La bambina dei sogni e altri racconti”, “Voci di
libertà dei popoli oppressi.” Fogli Sparsi (E-Book). Collabora con
numerose riviste scientifiche (tra cui “Il Polo” dell’Istituto
Geografico Polare e “L’Universo” dell’Ist. Geogr. Militare) e
letterarie, su cui ha pubblicato diverse migliaia di articoli e ai siti
internet “Arianna Editrice”, “Edicola Web”, Acta Apostaticae Sedis,
”Libera Opinione”, l’Istituto Studi delle Venezie ed è presidente
dell’Accademia Adriatica di Filosofia “Nuova Italia” che edita l’omonima
rivista in cui è presente aggiornato il suo archivio articoli. Ha
tenuto e tiene conferenze per la Società “Dante Alighieri” di Treviso,
per l’”Alliance Française”, per l’Associazione Italiana di Cultura
Classica, per l’Associazione Eco-Filosofica, per l’Istituto per la
Storia del Risorgimento, “Alfa e Omega”, “Il pensiero mazziniano” e per
varie Amministrazioni Comunali, oltre alla presentazione di mostre di
pittura e scultura.
FONTE http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/9580-come-uscire-dall-ipnosi
Vedi anche: Uscire dall’ipnosi, rompere il sortilegio – USCIRE DALL’IPNOSI
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