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domenica 28 marzo 2021

Spianata la strada in Parlamento, come auspicato dal tandem Draghi-Colao

Montecitorio, la Commissione approva 61 V/m d’elettrosmog per tutti (come ordinò Colao)

Esattamente come ordinò Vittorio Colao al Governo Conte lo scorso anno. Adesso che nell’esecutivo Draghi è diventato ministro, il top manager delle multinazionali del Cinque G avrà di certo benedetto col massimo dei favori la Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza appena approvata dalla IX Commissione (Trasporti, poste, telecomunicazioni) della Camera dei Deputati: innalzare l’elettrosmog fino a 61 V/m, cioé al massimo finora consentito nel mondo senza uno straccio di prova scientifica sugli effetti sanitari. “si valuti l’opportunità di adeguare gli attuali limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche a quelli europei“, si legge nel testo licenziato da Montecitorio, dando pieno sostegno alle Telco che, se mai un dubbio ce ne fosse stato, troveranno spianata la strada in Parlamento, come auspicato dal tandem Draghi-Colao.

Questi gli altri passaggi nel testo approvato:

“si assumano le necessarie iniziative per garantire un pieno ed efficace sviluppo delle reti Cinque G, incoraggiando l’integrazione tra fornitori e soggetti committenti di servizi innovativi al fine di consentire il pieno dispiegamento delle enormi possibilità di sviluppo che tale nuovo paradigma tecnologico offre al nostro Paese e assicurando un adeguato sostegno, anche finanziario, per accelerare tale processo;

si valuti l’opportunità di destinare maggiori risorse per le infrastrutture digitali, in particolare le reti mobili Cinque G, unitamente alla previsione di risorse ad hoc per il superamento del digital divide“

CLICCA QUI – LEGGI E SCARICA TUTTO IL DOCUMENTO

 
 
Bocciata la mozione per la moratoria Cinque G promossa con prima firmataria l’On. Sara Cunial, nessuna forza politica parlamentare s’è opposta all’idea di far schizzare l’irraggiamento del campo elettrico dagli attuali 6 V/m ai 61 V/m. Una nota di disappunto è stata diramata da Europa Verde: “Chiediamo un’accurata analisi scientifica indipendente circa l’innocuità della innovativa tecnologia, per scongiurare rischi ben più gravi per la salute della popolazione esposta“.
 

Articolo correlato: Lo Studio sul Cinque G
 
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martedì 17 dicembre 2019

Il 5G è arrivato nella Smart City di Milano


Milano 5G, cose da pazzi. Per ARPA "superati valori di legge", ma Comune (e Ministro) ignorano precauzione e ricerca sugli effetti 

di Maurizio Martucci 

Aveva ragione il Prof. Gioberti (Nino Taranto) nel celebre film con lo smemorato Totò: “in questo manicomio succedono cose da pazzi!” Il manicomio in questione è quella di Milano, Smart City da (circa) 1.200 stazioni radio base, cioé le antenne spesso sui tetti dei palazzi, pronte a moltiplicarsi per far spazio all’Internet delle cose. Cosa da pazzi invece è la posizione della giunta Giuseppe Sala, non intenzionata a cofinanziare una ricerca indipendente per capire gli effetti socio-sanitari delle inesplorate radiofrequenze del 5G (“dovrebbe essere meno nocivo del 4G“, sentenzia l’assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici Roberta Cocco), nonostante l’ambiguità di alcune aziende sanitarie locali e l’ultima steccata dell’ARPA Lombardia, confermano timori e perplessità arrivate anche da altre agenzia regionali per la protezione ambientale e finite in una mirata interrogazione parlamentare ancora senza risposta. 

“A Milano – afferma ARPA Lombardia – a causa dell’elevato numero di stazioni radiobase e di sistemi trasmissivi autorizzati, è notevolmente aumentata, negli ultimi anni, l’estensione di aree con spazio elettromagnetico saturo, poiché numerosi sono ormai i siti nell’intorno dei quali i valori di campo elettromagnetico simulati sulla base della potenza autorizzata, danno luogo al superamento del valore di attenzione. Di conseguenza pareri ambientali preventivi all’implementazione di nuove tecniche trasmissive emessi da ARPA Lombardia ai sensi della normativa vigente spesso sono negativi, con conseguente criticità per lo sviluppo della rete 5G.” 

 

Lo ha messo nero su bianco Daniela Carmela de Bartolo, dirigente fisico delle attività produttive di ARPA Lombardia, intervenuta a Roma nel recente seminario di studio da titolo “Procedure autorizzative degli impianti di telefonia mobile 5G” tenuto nell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. In pratica l’ARPA sostiene come nella Milano Smart City il fondo elettromagnetico sia pressoché saturo dall’irradiazione multipla e cumulativa di radiofrequenze prodotte da antenne già installate e operative (tecnologia 2G, 3G, 4G), motivo per cui i pareri preventivi tecnici per installare nuova infrastruttura tecnologica 5G sono negativi, considerato lo sforamento dei valori di attenzione di campo elettromagnetico stabiliti per legge (36/2001) a 6 V/m.


Il valore di attenzione è un parametro fondamentale, che riguarda proprio la protezione della popolazione irradiata in ambienti abitativi, scuole e siti di lunga permanenza, valore pensato dal legislatore proprio per tutelare la salute da pericolosi effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici. Motivo per cui, di recente, Paola Pisano Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione è tornata sull’innalzamento dei valori di campo elettrico, facendo intendere che – esattamente come chiedono da tempo le aziende del 5G – potremmo presto finire sui livelli soglia di 61 V/m, cioé + 100 volte rispetto ad oggi:

“ci vuole unità per le emissioni sulla soglia di emissioni elettromagnetiche delle frequenze utilizzate per le connessioni 5G.” Un tema di cui “stiamo dibattendo all’interno del governo, stiamo seguendo l’Ue su tutta la trasformazione digitale. Crediamo nell’Ue, che debba diventare un Paese unico per competere con Usa e Cina. Ci vuole unità di mercato, leggi simili e strategie simili”, ha detto la ministra per l’innovazione e la digitalizzazione sullo sviluppo del 5G. “La legislazione in Italia ci penalizza, in Ue ci sono altri limiti, dobbiamo capire se dobbiamo andare verso l’Europa o essere sempre restrittivi e non permettere la competizione“.

A chi, come a Comune di Milano e al Ministero dell’Innovazione, abbraccia con estrema disinvoltura il 5G continuando a perorare solo la causa dell’ipotizzato sviluppo economico (ma poi quale sarebbe? se con l’Intelligenza artificiale sono previsti esuberi e licenziamenti di intelligenza umana?), dovremmo far vedere la relazione ARPA e gli esiti delle ricerche indipendenti di scienza e medicina che insistono perché – più che a non innalzare i livelli d’irradiazione – si dovrebbe ad abbassarli verso soglie più sicure, per finire a minimizzare il pericolo a 0,6 V/m come per altro affermato dall’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa nel 2011. In tempi non sospetti, nel 2011 non un millennio fa, quando le radiofrequenze entrarono per la prima volta nella black list dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro tra gli agenti cancerogeni per l’umanità. Cose da pazzi.


Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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