domenica 16 novembre 2014

DENARO

 
Bce, il piano segreto dell'Europa: 
conti correnti bloccati e prelievo forzoso

Tutto pronto e predisposto per il blitz: blocco dei conti correnti e prelievo forzoso. C'è la mano dell'Europa e la regia di Angela Merkel. A pagare saranno gli italiani. Una mazzata tremenda. Una euro-rapina che ha pochi precedenti (e la mente corre fino a quel sinistro blitz, compiuto furtivamente da Giuliano Amato, che nottetempo, nel lontano e infausto 1992, entrò nel nostro conto in banca per portarsene via una fetta). A denunciare il piano per rapinarci, riportato da Il Giornale, è l'europarlamentare leghista Gianluca Buonanno, che ha presentato un'interrogazione scritta alla Commissione UE e alla Bce per chiedere di confermare "l'esistenza di un piano di misure adottato nel luglio 2014". Cosa prevede il piano? Il metodo-Cipro. Sarebbe infatti prevista "l'imposizione di misure d'urgenza che consentirebbero il congelamento dei conti correnti bancari dei cittadini e delle imprese europee e il prelievo forzato delle somme ritenute necessarie a fronteggiare l'esposizione debitoria".
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https://www.youtube.com/watch?v=ta-0PXCwH_8
Clicca sull'immagine per vedere il video di Elia Menta

Il denaro - Conversazione con Silvano Borruso

Una interessante intervista di Elia Menta a Silvano Borruso. Disquisizione sulla natura del denaro. Denaro come strumento di scambio e come strumento di accumulo. Definizione di interesse e di usura. Meccanismo della riserva frazionaria. Il credito bancario come "forma di magia". Il prestito come ricetta per il fallimento. Benedetto XIV e l'enciclica sull'usura. Inflazione, deflazione, stabilità. Napoleone ultimo nemico dell'usura. Il denaro, servo o padrone dell'economia? Lincoln, McKinney, Kennedy. Scomparsa dell'artigianato e della piccola proprietà contadina. I nemici naturali dell'usura: baratto, agricoltura di sussistenza, cambiale. Storia e demonizzazione delle taglie. Valore facciale (nominale) e valore intrinseco del denaro. Velocità della circolazione del denaro. Creazione intenzionale della crisi del '29. Un interessante esperimento nell'Austria dell'anteguerra. Cosa accadrebbe se gli 8000 comuni italiani emettessero moneta locale? Mantenere l'euro, affiancandolo alle monete nazionali. Interessante esperimento di E-money in Kenya 
http://www.luogocomune.net 

 
Aggirare l’euro: moneta sovrana a titolo di credito fiscale

Non ci lasciano evadere dalla prigione dell’euro? E allora, aspettando che l’Eurozona crolli, si potrebbe creare moneta fiscale, stampandone 200 miliardi all’anno. E’ la tesi sostenuta da Biagio Bossone, Luciano Gallino e Stefano Sylos Labini: li chiamano Ccf, certificati di credito fiscale. Sarebbero emessi liberamente dall’Italia, a costo zero, per sostenere l’economia reale, famiglie e aziende. Un escamotage, per aggirare i vincoli feudali europei attraverso cui la Germania, tramite l’Ue e la Bce, impone la “sua” moneta al resto d’Europa, condannando i paesi come l’Italia: persi 11 punti percentuali di Pil, produzione industriale crollata del 25%. Per chi se ne fosse dimenticato, «l’euro è infatti una moneta straniera concepita e creata a somiglianza del marco tedesco, e quindi intrinsecamente deflazionistica», scrivono Marco Cattaneo ed Enrico Grazzini: «Senza moneta nazionale, siamo ingabbiati in una doppia trappola, quella della liquidità e quella del debito». 
Continua QUI 


14 novembre 2014 (MoviSol) - Mentre avanza la depressione in Europa e si avvicina un nuovo crac finanziario, i regolatori europei e americani non discutono come evitare il crac, ma su chi debba pagarne il conto.


Ciò è emerso chiaramente ad una conferenza tenutasi il 5 novembre alla George Washington University, intitolata "Abbiamo risolto il Too Big To Fail?". Le autorità bancarie EU e britanniche sostengono il "bail-in" (prelievo forzoso) per le mega-banche insolventi, cosa che i funzionari americani della Fed e della FDIC sanno che non funzionerà. Questi, a loro volta, sono pronti a usare le procedure di insolvenza come dal Titolo 1, basate su piani di liquidazione, o "living wills", da esse preparati in anticipo. Ma nemmeno questo funzionerà, e gli europei lo sanno.


La soluzione funzionante – una separazione bancaria alla Glass-Steagall tra le banche commerciali e quelle d'investimento – è stata scartata a priori da entrambe le fazioni.


L'ex governatore della Bank of England Peter Tucker si è incaricato di svolgere l'arringa a favore del bail-in. Provocato dal moderatore Simon Johnson, noto per sostenere sobriamente Glass-Steagall, e da interventi dell'EIR e di altri dal pubblico, Tucker ha ammesso brutalmente come esso funzionerebbe. Le regole dovrebbero essere "finalizzate" al vertice del G20 di Brisbane il 15-16 novembre e comprenderebbero anche l'innalzamento dei requisiti patrimoniali delle banche al 20-25% dei titoli ponderati al rischio, oltre il doppio di quelli attuali.

Come? Piazzando titoli chiamati "bail-in-bonds", fatti apposta ad assorbire le perdite in caso di insolvenza, a fondi pensione e assicurazioni, su cui si scaricherebbe parte dell'impatto. "Alla fine ci sono solo e sempre le famiglie", ha detto cinicamente Tucker.


Se il G20 prenderà le decisioni suggerite da Tucker, le banche tradizionali saranno ancora una volta punite mentre quelle speculative saranno favorite.

Come abbiamo già spiegato, i "titoli ponderati al rischio" sono di fatto i prestiti, il cui rischio è – contrariamente ai derivati – trasparente. Un'impresa non può nascondere una situazione di insolvenza e la messa in sofferenza del debito verso le banche. Se trucca il bilancio va in galera, mentre se lo fanno gli hedge fund e le banche, nascondendo le perdite dietro la complessità dei derivati, vengono premiate con i soldi della BCE.


Così la Deutsche Bank, con derivati di "level 3" (cioè titoli che non hanno prezzo perché nessuno li vuole comprare), ammontanti al 99% del patrimonio, ha superato gli stress test, mentre alcune banche italiane con una quota di prestiti in percentuale più alta non ce l'hanno fatta.
http://www.stampalibera.com/


Putin prima di partire per l’Australia: 
"non chiederò niente a nessuno"

Sabato prossimo a Brisbane, in Australia, inizia il vertice del G20. Alla vigilia della sua partenza per l’Australia Vladimir Putin ha rilasciato all’agenzia d’informazione TASS un’ampia intervista di cui ora vi proponiamo alcuni brani.
Leggi QUI l'intervista


E' con rimorso e sconforto che vi annunciamo la morte 
del denaro dal prossimo 16 di Novembre a Brisbane in Australia.

Meno di 10 anni più tardi in un lontano continente un giovane avvocato di Youngstown, nell'Ohio il 25 Luglio 1932 osservò che il valore del denaro potesse crollare allo stesso modo anche in termini nominali:
Un traffico considerevole e' sorto a Youngstown di compere e vendite a prezzi ridotti nei libretti d'assegno di Dollar Bank, City Trust e Home Savings Banks. I prezzi variano da 60% a 70% in contanti. Tutte queste banche sono ora aperte ma non sborsano fondi.”
– The Great Depression – A Diary: Benjamin Roth (1932, first published 2009)

Leggi l'intero articolo QUI



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