martedì 11 giugno 2013

Da Sumer al Transumanesimo (parte terza)

 

IL TRANSUMANESIMO

Il Network dei Transumanisti Italiani, sezione italiana del maggior movimento transumanista mondiale, denominato H+ (contrazione di Human Plus) dichiara nella sua pagina: “Prevediamo che il progresso tecno scientifico ci permetterà, nei prossimi decenni, di rivoluzionare la condizione umana. 

Biotecnologie e genetica, nanotecnologie e robotica, intelligenza artificiale e scienze cognitive, ci libereranno dai limiti imposti dalle aspettative di vita limitate e da molti dei vincoli fisici e psicologici ai quali siamo da sempre legati”.

Il Transumanesimo (o Transumanismo) come movimento culturale e scientifico auspica proprio questo: il superamento delle barriere naturali che limitano la vita dell' uomo come individuo e come costituente di una società. 

La definizione attuale (quella originale data da chi coniò il termine “Transumanesimo” - il genetista Julian Huxley - era diversa, non legata alle tecnologie) di questo movimento recita: “E' un movimento culturale e intellettuale che propone di utilizzare la scienza e la tecnologia in modo etico per rimuovere i vincoli che la biologia impone all'essere umano, e dunque per limitare e in prospettiva abolire processi naturali come invecchiamento, malattia, invalidità, morte nonché per incrementare le capacità intellettuali, fisiche e psicologiche dell'uomo. 

Afferma inoltre il generale diritto all'autodeterminazione individuale, e sostiene in particolare la così detta libertà morfologica, cioè la facoltà di controllare e modificare volontariamente il proprio corpo e la propria mente”.

A pensarci bene, analizzando i contenuti di questa dichiarazione, tornano alla mente i vari films come Matrix, Johnny Mnemonic, Nirvana, in cui é forte 
l'interazione tra umani e macchine o dove addirittura le due cose si fondono; sembra fantascienza, c' é chi ne può essere affascinato e c' é chi ne può essere spaventato, o schifato .... eppure ... non é fantascienza, vi assicuro, 
e non é nemmeno niente di così assurdo da dover per forza essere visto 
in ottica negativa come uno stravolgimento della Natura.

Provate a pensare a quante persone in vita vostra avete visto o conosciuto con protesi al braccio, alla gamba, con un occhio finto, con un by-pass coronarico; quante persone hanno subito un trapianto d' organi, e quante invece, per un motivo o per l' altro, sono in sedia a rotelle, paraplegici, ciechi e/o sordi e/o muti,
con limitata o inesistente possibilità di espressione e/o
interazione col mondo esterno. 


Provate a pensare alle conquiste della tecnologia, applicate alla medicina, 
che rendono possibile ad una persona malata di SLA di comunicare con il mondo esterno semplicemente puntando lo sguardo su uno schermo predisposto per mostrare lettere, parole, frasi, collegato a una serie 
di elettrodi che captano i segnali oculari del malato.

Pensate ancora a quanti, in sedie a rotelle, con un copricapo particolare e una interfaccia software/hardware riescono, col pensiero, a far muovere la loro sedia a rotelle senza doverla spingere.
Tutto questo già esiste, anche se meno persone di quante dovrebbero ne sono a conoscenza. 

La NeuroSky, con il suo Mindwave, é stata la prima azienda produttrice di una interfaccia Uomo-Macchina di un livello tale per cui un uomo, con le onde celebrali, possa controllare un software, un hardware, e interagire con essi. Indovinate per cosa viene usato questo sistema? Per produrre videogiochi e per meditazioni virtualizzate!

Dunque se tutto (o quasi) questo già esiste, quando e come utilizzarlo? Inoltre, cosa vuol dire quel “[...] utilizzare la scienza e la tecnologia in modo ETICO per superare i limiti [...]”? Si torna a parlare di etica, ciò vuol dire che sul tema, inevitabilmente, si é destinati ad avere opinioni contrastanti, e così in effetti é. Le stesse persone che vedono positivamente l'
utilizzo di tecnologie UX/UI (contrazione di “User Experience Design / User Interface” - cioè l' interfaccia utente per il controllo di macchine) o della Realtà Virtuale per scopi di diletto (si pensi ai touchscreen, ai wired glove per la realtà virtuale, al voice recognition di alcuni software e sistemi operativi, i tanti videogiochi in 3D) o per scopo medico (l' esempio già menzionato della gestione dei malati di SLA, o i trattamenti con immagini e suoni proiettati in speciali caschi e auricolari utilizzati per combattere varie forme di fobia), spesso vedono in chiave negativa l' applicazione di queste tecnologie in altri ambiti. 


Molti di voi probabilmente sorriderebbero all' idea di vivere in una casa in cui, per mezzo di un semplice impulso celebrale raccolto da un sensore frontale e spedito ad una macchina integrata con gli impianti domestici, si possano controllare luci, frigorifero, impianto stereo, avvolgibili.... ma magari proverebbero ribrezzo ad immaginare un chip sottocutaneo o celebrale capace di immagazzinare e ricaricare ricordi, di caricare ambienti panoramici interattivi esterni direttamente nel cervello per creare falsi ricordi alla Total Recall; magari sareste contrari a sostituire un arto malato (o anche sanissimo) con un suo simulacro tecnologico più forte, capace di essere staccato, collegato a un computer, riprogrammato... e che dire di un impianto auricolare interno con USB e scheda di memoria ove caricare la musica che volete che verrebbe 'proiettata' direttamente nel cervello? E siamo solo al campo della robotica / informatica.

E se passiamo alla genetica? Cosa ne pensereste di una procedura genetica che vi permettesse di far ricrescere un dito mozzato, o di farvi impiantare un sesto dito, o di modificare la struttura nasale eliminando il setto ed avendo così una sola, unica narice? O magari l' impianto di tessuto tra le dita, ottenendo una 'mano palmata' che farebbe la fortuna di un professionista del nuoto... Le possibilità sono infinite, gli scenari che ci si prospettano sono già presenti in tantissimi films che amiamo, ma molti di noi li amano appunto solo perché sono films e ci fanno sognare ritenendo, dentro di noi, quelle cose molto lontane se non impossibili. Ma non sono né lontane né impossibili.


Se allora queste conquiste sono già realizzate, e molte altre sono alle porte, cosa possiamo dire del se, del come, del quando e del fino a che punto implementarle? Chi decide fino a che punto arrivare e a chi questo sarà permesso? E' questo il dilemma maggiore del movimento transumanista. 

Sostanzialmente anche qui ci sono due diverse scuole di pensiero: una sostiene che tutto ciò debba essere alla portata di tutti e che tutti, se vogliono usufruirne, ne abbiano il diritto. L' altra sostiene che queste possibilità, o quanto meno le tecnologie più importanti e di maggior impatto, debbano essere diritto solo dei più meritevoli. 

Ovviamente questo 'meritevoli' può voler dire cose diverse a seconda di come la si pensa: saranno garantiti per esempio alle menti più brillanti trattamenti rivolti ad allungarne la vita? Oppure un qualsiasi miliardario filantropo ed egocentrico avrà a portata di portafogli il segreto della longevità, o la possibilità di 'potenziarsi' fisicamente? Ed i poveri cristi senza soldi e senza genio? Saranno destinati ad essere la residua parte umana arretrata e primitiva di un mondo che si va sempre più evolvendo verso la totale integrazione uomo – macchina e la perfezione genetica? Saranno semplici bambini incapaci di esprimersi in un mondo in cui verranno prodotti oggetti con interfaccia neurale alla quale, chi può permetterselo economicamente, può accedere con le sue onde celebrali? 

Rendiamoci conto che questo vuol dire telepatia, telecinesi, creazione di mutanti, e tanto altro ancora. E' naturale dunque che molti ne abbiano paura. Ma la paura, credo fermamente, deriva proprio dal temere che il futuro di queste applicazioni si sviluppi secondo questa seconda scuola di pensiero, quella dell' Elite evoluta. 

Reputo quindi essenziale che, se il movimento transumanista intende davvero promuovere e partecipare a rendere possibile questo tipo di evoluzione tecnologica e umana, individuale e globale, debba farlo in modo tale che tutti abbiano diritto e possibilità di accedervi. Preoccupazioni in tal senso furono avanzate dal giornalista ambientalista William McKibben e dal biologo Lee Silver (il padre della Reprogenetica) i quali sostengono che un uso incontrollato di certe tecnologie produrrebbe un mondo diviso e predisposto per nuove forme di schiavitù e sfruttamento.

Il movimento transumanista é fortemente variegato nei suoi valori e nei suoi rappresentanti; viene considerato generalmente un movimento puramente razionale, basato sul superomismo nietzschano, di conseguenza laico 
o addirittura agnostico o ateo; ciononostante non sono pochi i religiosi seguaci del Transumanesimo: in genere si tratta di appassionati o seguaci di religioni orientali o pagane, ma ci sono anche gruppi di cristiani e di musulmani che vedono nel Transumanesimo un movimento importante. 

Nel 2004 si tenne addirittura una conferenza a Toronto per affrontare per la prima volta il tema del dialogo tra Transumanesimo e religione, ne seguì una relazione pubblicata con il titolo “Religion and Transhumanism: Introducing a Conversation” ad opera di Heidi Campbell e Mark Wallace, pubblicata sul Journal of Evolution & Technologies (Aprile 2005).

Una menzione particolare spetta al gruppo religioso dei Mormoni e al movimento raeliano. Il primo ha avuto nello scrittore Orson Scott Card uno dei personaggi di spicco a trattare tematiche che possono essere considerate affini al pensiero transumanista; i mormoni possiedono anche un intero centro di studi transumanistici, la Mormon Transhumanist Association. Un personaggio di spicco della MTA é Lincoln Cannon, filosofo e programmatore dello Utah, autore di vari articoli e lectures sul tema divino legato al Transumanesimo, o più propriamente al postumanesimo (i due termini indicano più o meno la stessa cosa, ma con sfumature diverse: il postumanesimo non necessariamente prevede tutti i massicci usi di tecnologia – in particolare protesica e robotica – auspicati dal Transumanesimo) tra i quali “Do I want to be a Robot?” e “Transhumanist Godhead”. 

Il movimento raeliano invece ha apertamente abbracciato il Transumanismo, in particolare per quanto riguarda le aspettative sulla genetica, e il pensiero di alcuni 'padri' idealisti del Transumanesimo: Hans Moravec, Eric Drexler, e Ray Kurzweil. Nonostante ciò, il movimento raeliano non é visto di buon occhio da alcune scuole di pensiero transumaniste come la World Transhumanist Association (nata nel 1998, dalle cui ceneri é nata nel 2008 Humanity Plus) la quale vede nella religione di Claude Vorilhon un movimento in cerca di ribalta e definisce il raelismo come una “menzogna organizzata”.

I transumanisti si dichiarano generalmente antispecisti, non è dato sapere ovviamente se questo sia un credo vero della filosofia transumanista o se sia semplicemente un voler abbracciare un tema societario molto caldo, per non inimicarsi alcune correnti di pensiero; di fatto esistono nella frangia 'elitaria'
esempi di transumanista che condividono e promuovono il concetto di razza, generalmente avversato dagli antispecisti.


Gli ultimi 10 anni circa sono stati un vero boom per il Transumanesimo, che ha trovato una discreta diffusione mediatica e ha visto nascere istituti per lo studio del Transumanismo e delle tecnologie e filosofie relative. Uno dei più famosi é l' Extropy Insitute, una associazione non profit nata nel 1991 (anche se già dal 1989, prima della fondazione ufficiale come istituto, l' associazione pubblicava una gazzetta chiamata “Extropy: The Journal of Transhumanist Thought”); oltre ad essa ricordiamo l' IEET (Institute for Ethics and Emerging Technologies - fondata nel 2004 dal filosofo Nick Bostrom e dal bioetico James Hughes) il quale, pur non riconoscendosi esplicitamente come istituto transumanista, ha collaborato e collabora tuttora con svariati gruppi transumanisti (in particolare con Humanity Plus), ne condivide il pensiero riguardo alle tecnologie, ed ha organizzato numerosi incontri e seminari di studi sulla materia.



di Alessandro Demontis da pagina 167 a pagina 175
http://gizidda.altervista.org/site.html

 

Articoli correlati:   
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