martedì 2 marzo 2021

La guerra al virus segna l'inizio di una nuova epoca storica, in cui niente sarà come prima

 

La guerra e la pace

È necessario prendere sul serio la tesi, ripetuta più volte dai governi, secondo la quale l'umanità e ogni Paese sono attualmente in stato di guerra.

Resta inteso che tale tesi serve a legittimare lo stato di eccezione con i suoi drastici limiti alla libertà di movimento ed espressioni assurde come “coprifuoco”, altrimenti difficilmente giustificabili.

Il legame tra i poteri di governo e la guerra è, invece, più intimo e consustanziale. Il fatto è che la guerra è qualcosa di cui non possono assolutamente fare a meno in modo permanente. Nel suo romanzo, Tolstoj contrappone la pace, in cui gli uomini seguono i loro desideri, i loro sentimenti e i loro pensieri più o meno liberamente e che gli appare come l'unica realtà, all'astrazione e alla menzogna della guerra, in cui tutto sembra tratto da un inesorabile necessità.

Nel suo murale nel palazzo pubblico di Siena [1], Lorenzetti rappresenta una città in pace i cui abitanti si muovono liberamente secondo le loro occupazioni e piaceri, mentre in primo piano alcune ragazze danzano tenendosi per mano.

Sebbene l'affresco sia tradizionalmente intitolato Il buon governo, tale condizione, tessuta com'è dai piccoli eventi quotidiani della vita comune e dai desideri di ciascuno, è in realtà alla lunga ingovernabile.

Sebbene possa essere soggetto a limiti e controlli di ogni tipo, tende per sua natura a evitare calcoli, piani e regole - o, almeno, questa è la paura segreta del potere. Ciò si può esprimere anche dicendo che la storia, senza la quale il potere è in ultima analisi impensabile, è strettamente solidale con la guerra, mentre la vita in pace è per definizione senza storia. Elsa Morante, intitolando Storia il suo romanzo [2] in cui la storia di alcune semplici creature è in contrasto con le guerre e gli eventi catastrofici che segnano le vicende pubbliche del ventesimo secolo, aveva in mente qualcosa di simile.

Ecco perché i poteri che vogliono governare il mondo devono prima o poi ricorrere a una guerra, non importa se reale o attentamente simulata. Inoltre, poiché nello stato di pace la vita degli uomini tende a uscire da ogni dimensione storica, non sorprende che i governi oggi non si stanchino di ricordare che la guerra al virus segna l'inizio di una nuova epoca storica, in cui niente sarà come prima.

E molti, tra coloro che si bendano gli occhi per non vedere la situazione di non libertà in cui sono caduti, l'accettano proprio perché sono convinti, non senza un pizzico di orgoglio, che stanno entrando - dopo quasi settant'anni di vita pacifica, cioè senza storia - in una nuova era.

Anche se, come è fin troppo evidente, sarà un'età di servitù e di sacrificio, in cui tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta dovrà subire mortificazioni e restrizioni, vi si sottomettono volentieri, perché credono stolidamente di aver trovato in in questo modo per la loro vita quel significato che avevano, senza rendersene conto, perso in pace.

È possibile, però, che la guerra al virus, che sembrava uno strumento ideale, che i governi possono misurare e indirizzare in base alle proprie esigenze molto più facilmente di una guerra vera, finisca, come ogni guerra, sfuggirgli di mano. E forse a quel punto, se non è troppo tardi, gli uomini cercheranno ancora una volta quella pace ingovernabile che hanno così incautamente abbandonato.

[1] Ad esempio: https://www.analisidellopera.it/wp-content/uploads/2019/01/Ambrogio_Lorenzetti_Effetti_del_Buon_Governo_in_citta.jpg

[2] https://en.wikipedia.org/wiki/History_(novel)

[ Nota del traduttore: Giorgio Agamben [3] è un noto filosofo italiano. Ha lasciato gli Stati Uniti in polemica con le restrizioni alla libertà imposte dal primo Patriot Act, subito dopo l'11 settembre. Dopo lo scoppio dell'epidemia di coronavirus, ha espresso le sue preoccupazioni sulla gestione dell'emergenza, venendo sommerso da un incredibile attacco mediatico volto a screditarlo ea presentarlo come un vecchio pazzo. Non fu l'unico a subire questo trattamento e l'aggressività rivelata dalla stampa di regime indica chiaramente (almeno ai nostri occhi), se non l'artificiosità dell'emergenza pandemica, piuttosto l'indebolimento generale della società italiana, volutamente e sempre più femminilizzata e omosessualizzato ]

[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Agamben

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Colonna originale di Giorgio Agamben:

https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-guerra-e-la-pace

Traduzione di Costantino Ceoldo

Pubblicato sul sito web: https://www.geopolitica.ru/en/article/war-and-peace

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