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mercoledì 30 gennaio 2019

Lo spreco della ricchezza umana

 

Se lo Stato non fa la sua parte come può pretenderlo dagli altri?

di Domenico Proietti
 
Quando un padre investe nell’istruzione dei propri figli, deve essergli permesso di scaricare totalmente le spese come lo si permette a un imprenditore che scarica ogni che, comprese le cene di lavoro per attrarre nuova clientela. Cosi come, quando un capofamiglia col suo investimento, non solo sottrae ricchezza a se stesso ed al resto della propria famiglia, ma sa che una volta raggiunto lo scopo di un diploma o una laurea su uno o più suoi figli, crea ricchezza umana oltre che per se per la Nazione.

Ora, se la Nazione se ne fa in parte carico, avrà anch’essa in mano parte di quella ricchezza e non la andrà regalando come ha fatto fino ad oggi a altre Nazioni in cambio di niente, semmai la si usa per ridurre un debito, anche per il solo fatto che la ricchezza ce la si scambia tra parenti, non tra concorrenti!
Pensate a quanto debito ci saremmo ripagati se solo lo Stato avesse investito nell’istruzione! Se ogni laureato italiano andato all’estero avesse un valore per lo Stato di 100.000 euro cadauno tra America, Germania, Francia, Regno Unito e resto del mondo più che debito avremmo credito a pretendere, oltre che a creare famiglie felici per essere rientrate dell’investimento fatto.

Lo Stato peraltro avrebbe il dovere di chiedere agli imprenditori che fanno impresa nello Stato, che facciano anch’essi la loro parte, visto che finora dalle risorse lavorative raccolte questi hanno solo raccolto senza restituire alcunché. Un’ingiustizia questa che chiede vendetta se si pensa che per fare lo spazzino si chiede lui il diploma, quando nelle case una colf fa ben oltre e non gli si chiede giustamente nulla!

D’accordo che ci sono lavori a valore aggiunto che, come a un infermiere, viene chiesto lui che anche in mancanza di un medico questi poi come un medico per l’appunto, debba essere in grado per salvare in momenti di urgenza la vita di un paziente, avendo a sua volta nozioni mediche, ma uno spazzino non ha certo bisogno di un ragioniere per contare le foglie morte raccolte, neanche se in discarica si volesse tener di conto di quanto di lui raccolto, l’istruzione ci dovrebbe essere a prescindere come bagaglio personale, ma non per dare al nulla un valore che non ha, in fondo la mondezza raccolta da un diplomato o da un soggetto con licenza media inferiore, sempre mondezza questa resta! Quindi dove non si abbisogna di un valore aggiunto e non è giusto richiederlo, lasciando cosi posti di lavoro a chi istruzione non ha e allo stesso tempo dare valore a chi istruzione l’ha ricevuta e la ricompensa, a chi ha investito nel dargliela.

Questo permette a uno Stato responsabile di avere Cittadinanza altrettanto responsabile o si finisce nella barbarie dalla quale molti stati nel XX° secolo se ne sono tirati fuori e diventa poi un argine per tutti quei Stati dove, governati da irresponsabili questi pensano di mandare in giro la loro cittadinanza e incitano alle migrazioni, solo per liberarsi di responsabilità che come tutti hanno e che per depredare le risorse finanziarie dello Stato che gestiscono, evitano di responsabilizzare e distribuire in parti eque le ricchezze ai Cittadini dello Stato che governano.

Solo con parametri uguali in tutto il mondo si ferma la povertà, la discriminazione e la disuguaglianza sociale, mentre per quanto riguarda le religioni che in questo fango ci sguazzano, dovrebbero aver dentro uno Stato un diritto marginale sui cittadini, in quanto per queste l’eguaglianza sociale equivale a perdere la supremazia che si ha sull’ignoranza, in cui le forme religiose, qualsiasi forma religiosa, ha fatto di soggetti indifesi vittime predestinate, come lo sono i cittadini dimenticati da Dio e dagli uomini che dovrebbero rappresentarlo e visto che per quanto riguarda la maggior parte dei religiosi, i più predicano bene ma poi razzolano male, finché non capiremo che per avere uguaglianza, il comportamento di ”tutti” dovrà seguire linee ben precise e tutte volte alla stessa grazia divina per ottenere l’eguale, questo da nord a sud e da est a ovest o l’uguaglianza dei popoli è e resterà un chimera, oltre che un crimine insoluto.
Domenico Proietti
 

giovedì 29 novembre 2018

La lotta contro l'irrilevanza

 
Yoshi Sodeoka
 
Perchè la Tecnologia favorisce la Tirannia 

dal sito web TheAtlantic 
traduzione di Claudiordali  
"Le rivolte populiste non verranno inscenate contro l'élite economica che sfrutta le persone, ma contro l'élite economica che non ha più bisogno di loro.

Questa potrebbe essere una battaglia persa.

È molto più difficile lottare contro l'irrilevanza che contro lo sfruttamento."

Fonte 

L'intelligenza artificiale
potrebbe cancellare i molti vantaggi pratici della democrazia
ed erodere gli ideali di libertà e uguaglianza.

Se non prendiamo provvedimenti per fermarla, 
concentrerà ulteriormente il potere 
in un élite ancora più piccola ...

Questo articolo è stato adattato dal
libro di Yuval Noah Harari

21 Lessons for the 21st Century.

1. La Paura Crescente dell'Irrilevanza

Non c'è nulla di inevitabile nella democrazia.

Tutti i successi che le democrazie hanno ottenuto durante il secolo scorso o più, sono dei punti di riferimento nella storia. Le monarchie, le oligarchie e le altre forme di dominio autoritario, sono state le forme di governo di gran lunga più comuni.

L'emergere delle democrazie liberali è associato agli ideali di libertà e uguaglianza che possono sembrare ovvi e irreversibili, ma che tuttavia sono molto più fragili di quanto crediamo.

Il loro successo nel XX secolo è dipeso da condizioni tecnologiche uniche, che ora potrebbero rivelarsi effimere.

Nel secondo decennio del XXI secolo, il liberalismo ha iniziato a perdere credibilità. Le domande sulla capacità della democrazia liberale di provvedere alla classe media, sono diventate più forti; la politica è diventata più tribale e, in sempre più paesi, i leader mostrano un debole per la demagogia e l'autocrazia.

Le cause di questo cambiamento politico sono complesse, ma sembrano essere intrecciate con gli attuali sviluppi tecnologici. La tecnologia che ha favorito la democrazia sta cambiando e man mano che l'intelligenza artificiale si svilupperà, potrebbe cambiare ulteriormente.

La tecnologia dell'informazione sta continuando a balzare in avanti; la biotecnologia sta iniziando a fornire una finestra sulle nostre vite interiori - ovvero le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre scelte.

Insieme, l'infotech e la biotech creeranno degli sconvolgimenti senza precedenti nella società umana, erodendo il libero arbitrio e, se possibile, sovvertendo i desideri umani.

In tali condizioni, la democrazia liberale e l'economia di libero mercato potrebbero diventare obsolete.

Le persone comuni magari non capiscono l'intelligenza artificiale e la biotecnologia in tutti i dettagli, ma possono percepire che il futuro sta passando vicino a loro.

Nel 1938, le condizioni dell'uomo comune in Unione Sovietica, in Germania e negli Stati Uniti, possono essere state cupe, ma gli è stato costantemente detto che lui era la cosa più importante al mondo e che lui era il futuro (a condizione, ovviamente, che si trattasse di un "uomo comune" piuttosto che, tanto per dire, di un ebreo o di una donna).

Guardava i manifesti della propaganda, che in genere raffiguravano minatori e operai siderurgici in pose eroiche, e riusciva a vedersi in loro:
"Sono in quel poster! Sono l'eroe del futuro!"
Nel 2018 la persona comune si sente sempre più irrilevante.

Un sacco di termini misteriosi vengono espressi con entusiasmo nei ted Talks, presso le think tank dei governi e durante le conferenze high-tech - globalizzazione, blockchain, ingegneria genetica, intelligenza artificiale, apprendimento automatico - e le persone comuni, sia uomini che donne, potrebbero sospettare che nessuno di questi termini abbia a che fare con loro.

Nel XX secolo, le masse si ribellarono contro lo sfruttamento e cercarono di tradurre il loro ruolo vitale nell'economia e nel potere politico.

Ora le masse temono l'irrilevanza e si disperano per usare il loro restante potere politico prima che sia troppo tardi. La Brexit e l'ascesa di Donald Trump possono quindi dimostrare una traiettoria opposta a quella delle rivoluzioni socialiste tradizionali.

Le rivoluzioni in Russia, in Cina e a Cuba, furono fatte da persone che erano vitali per l'economia ma mancavano di potere politico; nel 2016 Trump e la Brexit sono stati sostenuti da molte persone che godevano ancora di potere politico, ma che temevano di perdere il loro valore economico.

E' facile che nel XXI secolo, le rivolte populiste non saranno inscenate contro un'élite economica che sfrutta le persone, ma contro un'élite economica che non ha più bisogno di loro. Questa potrebbe essere una battaglia persa.

È molto più difficile lottare contro l'irrilevanza che contro lo sfruttamento.

Le rivoluzioni, nel campo della tecnologia dell'informazione e della biotecnologia, sono ancora agli inizi e la misura in cui sono responsabili dell'attuale crisi del liberalismo, è discutibile. La maggior parte delle persone a Birmingham, Istanbul, San Pietroburgo e Mumbai sono solo vagamente consapevoli, se non lo sono del tutto, riguardo l'ascesa dell'IA e del suo potenziale impatto sulle loro vite.

Tuttavia, è indubbio che le rivoluzioni tecnologiche che stanno prendendo piede nei prossimi decenni, metteranno a confronto l'umanità con le prove più difficili che abbia mai affrontato.
 
2. Una nuova classe inutile?

Iniziamo con il lavoro e il reddito, perché a prescindere dal fascino filosofico della democrazia liberale, questa ha guadagnato forza in gran parte grazie a un vantaggio pratico:
L'approccio decentralizzato al processo decisionale, che è caratteristico del liberalismo - sia in politica che in economia - e ha permesso alle democrazie liberali di superare gli altri stati e di assicurarsi una crescente affluenza al loro interno.
Il liberalismo ha riconciliato il proletariato con la borghesia, i fedeli con gli atei, i nativi con gli immigrati e gli europei con gli asiatici, promettendo a tutti una fetta più ampia della torta.

Con una torta in costante crescita, ciò era possibile. Inoltre, la torta potrebbe ancora continuare a crescere.

Tuttavia, la crescita economica potrebbe non risolvere i problemi sociali che ora vengono creati dalle disruption tecnologiche, perché tale crescita è sempre più basata sull'invenzione di tecnologie sempre più dirompenti.

La paure delle macchine che ha spinto le persone a uscire dal mercato del lavoro, ovviamente non è niente di nuovo e in passato tali timori si sono rivelati infondati, ma l'intelligenza artificiale è diversa dalle vecchie macchine.

In passato, le macchine competevano con gli esseri umani principalmente nelle abilità manuali. Ora stanno cominciando a competere con noi nelle abilità cognitive. Inoltre, non conosciamo alcun terzo tipo di abilità - al di là di quella manuale e di quella cognitiva - in cui gli uomini saranno sempre in vantaggio.

Almeno per qualche altro decennio, l'intelligenza umana supererà di gran lunga l'intelligenza dei computer in numerosi campi. Quindi, man mano che i computer si impossesseranno di più processi cognitivi di routine, per gli esseri umani continueranno a comparire nuovi lavori creativi.

Molti di questi nuovi posti di lavoro dipenderanno probabilmente dalla cooperazione, piuttosto che dalla competizione tra gli uomini e l'IA. I team costituiti da umani e intelligenza artificiale, probabilmente saranno superiori non solo a quelli formati da uomini, ma anche ai computer che funzionano per loro conto.

Tuttavia, la maggior parte dei nuovi posti di lavoro richiederà presumibilmente alti livelli di competenza e ingegno, pertanto, potrebbe non fornire una risposta al problema dei lavoratori non qualificati disoccupati o dei lavoratori occupabili solo a salari estremamente bassi.

Inoltre, poiché l'IA continua a migliorare, anche i lavori che richiedono un'elevata intelligenza e creatività potrebbero gradualmente scomparire. Il mondo degli scacchi è un esempio di come potrebbero andare le cose.

Per numerosi anni dopo che il computer Deep Blue sconfisse Garry Kasparov nel 1997, i giocatori di scacchi continuarono a prosperare; l'intelligenza artificiale veniva usata per addestrare i prodigi e le squadre composte da uomini e computer si dimostrarono superiori ai computer che giocavano da soli.

Tuttavia, negli ultimi anni i computer sono diventati così bravi a giocare a scacchi, che i loro collaboratori umani hanno perso valore e potrebbero ben presto diventare del tutto irrilevanti.

Il 6 dicembre 2017, è stato raggiunto un altro importante traguardo quando il programma AlphaZero di Google ha sconfitto il programma Stockfish 8.

Stockfish 8 aveva vinto un campionato mondiale di scacchi per computer nel 2016. Aveva accesso a secoli di esperienza umana accumulata negli scacchi, oltre a decenni di esperienza con i computer.

Al contrario, ad AlphaZero i suoi creatori umani non insegnarono alcuna strategia di scacchi, nemmeno le aperture standard.

Usò, piuttosto, i più recenti principi di apprendimento automatico per insegnare a sé stesso giocando contro sé stesso. Tuttavia, su 100 partite che il debuttante AlphaZero giocò contro Stockfish 8, ne vinse 28 e ne pareggiò 72 - non perse neanche una volta.

Dato che AlphaZero non aveva imparato nulla da nessun individuo , molte delle sue mosse e strategie vincenti sembrarono essere non convenzionali per l'occhio umano.

Potrebbero essere descritte come creative, se non addirittura geniali.

Riuscite a immaginare quanto tempo AlphaZero spese per imparare gli scacchi da zero, preparare la partita contro Stockfish 8 e sviluppare il suo istinto geniale? Quattro ore...

Per secoli, gli scacchi erano considerati una delle glorie che incoronavano l'intelligenza umana. AlphaZero passò dall'assoluta ignoranza alla padronanza creativa in quattro ore, senza l'aiuto di alcuna guida umana.

Là fuori, AlphaZero non è l'unico software immaginativo che esiste.

Uno dei modi per catturare gli imbroglioni negli odierni tornei di scacchi, è quello di monitorare il livello di originalità che i giocatori esibiscono. Se giocano una mossa eccezionalmente creativa, i giudici spesso sospettano che non possa essere una mossa umana, per cui deve essere la mossa di un computer.

Almeno negli scacchi, la creatività viene già considerata il marchio di fabbrica dei computer piuttosto che degli umani! Quindi, se gli scacchi fossero il nostro canarino nella miniera di carbone, saremmo stati debitamente avvertiti che il canarino sta morendo. Quello che sta accadendo oggi ai team di IA e umani negli scacchi, potrebbe in futuro accadere ai team di IA e umani nel campo della polizia, della medicina, delle banche e in molti altri campi.

Per di più, l'IA gode di abilità unicamente non umane, che fanno la differenza tra l'intelligenza artificiale e un lavoratore umano di un solo tipo, piuttosto che semplicemente del suo grado. Le due abilità non umane particolarmente importanti in possesso dell'IA, sono la connettività e l'aggiornabilità.

Ad esempio, molti conducenti non hanno familiarità con tutte le modifiche delle normative sul traffico delle strade che guidano, per cui spesso le violano.

Inoltre, poiché ogni guidatore è un'entità a sé, quando due veicoli si avvicinano allo stesso incrocio, a volte i conducenti sbagliano a comunicare le loro intenzioni e si scontrano.

Al contrario, le auto a guida autonoma conoscono tutte le regole del traffico e non le violeranno mai apposta, e inoltre potrebbero essere tutte collegate tra loro. Quando due di questi veicoli si avvicinano allo stesso incrocio, non sono realmente due entità separate, ma parti di un singolo algoritmo.

Le probabilità che possano comunicare male tra loro e scontrarsi, saranno quindi di gran lunga inferiori.

Allo stesso modo, se l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) identificasse una nuova malattia, o se un laboratorio producesse una nuova medicina, non riuscirebbe ad aggiornare immediatamente tutti i medici che ci sono nel mondo.

Eppure, anche se dovessero esserci miliardi di medici di IA nel mondo - ognuno dei quali monitora la salute di un solo essere umano - si riuscirebbe ad aggiornarli tutti in una frazione di secondo e tutti quanti potrebbero comunicare tra loro le valutazioni della nuova malattia o medicina.

Questi potenziali vantaggi di connettività e aggiornabilità sono così grandi, che almeno in alcune linee di lavoro potrebbe essere sensato sostituire tutti gli esseri umani con i computer, anche se individualmente alcuni esseri umani svolgono ancora un lavoro migliore delle macchine.

Le stesse tecnologie che potrebbero rendere 
economicamente irrilevanti miliardi di persone, 
potrebbero anche renderle più facili
da monitorare e controllare.

Tutto ciò porta a una conclusione molto importante: 
La rivoluzione dell'automazione non consisterà in un singolo evento spartiacque, dopo il quale il mercato del lavoro si stabilizzerà con un nuovo equilibrio.
Si tratterà, piuttosto, di una cascata di disruption sempre più grandi.

I vecchi posti di lavoro scompariranno e nasceranno quelli nuovi, ma anche i nuovi lavori cambieranno rapidamente e svaniranno. Le persone non dovranno riqualificarsi e reinventarsi una sola volta, ma molte volte.

Proprio come nel XX secolo, quando i governi istituirono dei sistemi educativi di massa per i giovani, nel XXI secolo dovranno istituire dei massicci sistemi di rieducazione per gli adulti.
· Ma sarà abbastanza? Il cambiamento è sempre stressante e il mondo frenetico degli inizi del XXI secolo ha prodotto un'epidemia globale di stress.

· Con l'aumento della volatilità del lavoro, le persone saranno in grado di farle fronte? Entro il 2050, potrebbe emergere una classe inutile, il risultato non solo di una carenza di posti di lavoro o di una mancanza di istruzione pertinente, ma anche di un'insufficiente capacità mentale nel continuare ad apprendere nuove abilità. 
3. L'Ascesa della Dittatura Digitale

Poiché molte persone perdono il proprio valore economico, potrebbero anche perdere il loro potere politico.

Le stesse tecnologie che potrebbero rendere economicamente irrilevanti miliardi di persone, potrebbero anche renderle più facili da monitorare e controllare.

L'IA spaventa molte persone perché non credono che rimarrà obbediente. La fantascienza offre varie possibilità che i computer e i robot sviluppino una loro coscienza e, poco dopo, tentino di uccidere tutti gli umani. Tuttavia, non c'è una ragione particolare per credere che l'intelligenza artificiale svilupperà la coscienza man mano che diventerà più intelligente.

Al contrario, dovremmo temere l'intelligenza artificiale perché probabilmente obbedirà sempre ai suoi padroni umani e non si ribellerà mai. L'intelligenza artificiale è uno strumento e un'arma diversa da tutte le altre sviluppate dagli esseri umani; quasi certamente permetterà ai già potenti di consolidare ulteriormente il loro potere.

Consideriamo la sorveglianza. Numerosi paesi in tutto il mondo, tra cui diverse democrazie, sono impegnati a costruire dei sistemi di sorveglianza senza precedenti.

Ad esempio, Israele è un leader nel campo della tecnologia di sorveglianza e nella parte di Cisgiordania in suo possesso, ha creato il prototipo funzionante di un regime di sorveglianza totale.

Già oggi, ogni volta che i palestinesi fanno una telefonata, postano qualcosa su Facebook o viaggiano da una città all'altra, vengono probabilmente monitorati da microfoni, telecamere, droni o software spia israeliani.

Gli algoritmi analizzano i dati raccolti, aiutando le forze di sicurezza israeliane a individuare e neutralizzare quelle che considerano potenziali minacce.

I palestinesi possono amministrare alcune città e villaggi in Cisgiordania, ma gli israeliani comandano il cielo, le onde radio e il cyberspazio. Pertanto, con enorme sorpresa, pochi soldati israeliani controllano in modo efficace i due milioni e mezzo di palestinesi che vivono in Cisgiordania.

In un caso avvenuto nell'ottobre 2017, un lavoratore palestinese ha postato, sul suo account privato di Facebook, un'immagine di sé stesso sul posto di lavoro, accanto a un bulldozer. Vicino all'immagine ha scritto, "Buongiorno!"

L'algoritmo di traduzione di Facebook ha commesso un piccolo errore durante la traslitterazione delle lettere arabe. Invece di Ysabechhum (che significa "buongiorno"), l'algoritmo ha identificato le lettere come Ydbachhum (che significa "fa loro del male").

Sospettando che l'uomo potrebbe essere un terrorista che intende usare il bulldozer per andare addosso alle persone, le forze di sicurezza israeliane lo hanno rapidamente arrestato. Lo hanno rilasciato dopo aver capito che l'algoritmo aveva commesso un errore.

Ciò nonostante, il post offensivo di Facebook è stato rimosso - è sempre meglio stare attenti. Quello che i palestinesi stanno vivendo oggi in Cisgiordania, potrebbe essere solo una primitiva anteprima di ciò che, in definitiva, sperimenteranno miliardi di persone in tutto il pianeta.

Il conflitto tra democrazia e dittatura
è in realtà un conflitto tra 
due diversi sistemi di elaborazione dati.
L'intelligenza artificiale 
può recare beneficio alla seconda.

Eppure, queste tattiche dure possono non rivelarsi necessarie, almeno per la maggior parte del tempo.

La facciata del libero arbitrio e della libertà di voto, in alcuni paesi potrebbe rimanere in vigore, sebbene il popolo eserciti un controllo sempre più minore. Tanto per essere sicuri, i tentativi di manipolare i sentimenti degli elettori non sono nuovi.

Tuttavia, una volta che qualcuno (a San Francisco, a Pechino o a Mosca) acquisisce la capacità tecnologica di manipolare il cuore umano - in modo affidabile, economico e su larga scala - la politica democratica si trasformerà in uno spettacolo di burattini ricco di emozioni.

È molto improbabile che, nei prossimi decenni, dovremo affrontare la ribellione delle macchine senzienti, ma potremmo avere a che fare con orde di robot che sanno come premere i nostri pulsanti emotivi meglio di quanto faccia nostra madre e che usano

questa strana abilità, per volontà di una élite umana, per cercare di venderci qualcosa - sia che si tratti di un'auto, di un politico o di un'intera ideologia.

I bot potrebbero riuscire a identificare le nostre paure più profonde, il nostro odio e le nostre voglie, per poi usarle contro di noi.

Abbiamo già avuto un assaggio di tutto ciò nelle recenti elezioni e nei referendum in tutto il mondo, quando gli hacker hanno imparato come manipolare i singoli elettori analizzando i loro dati e sfruttando i loro pregiudizi.

Anche se i thriller di fantascienza sono attratti dalle apocalissi drammatiche fatte di fuoco e fumo, in realtà potremmo trovarci di fronte a una banale apocalisse solo facendo clic su ...

L'impatto più grande e più spaventoso della rivoluzione IA, potrebbe essere sulla relativa efficienza delle democrazie e delle dittature. Storicamente, le autocrazie hanno affrontato degli handicap paralizzanti concernenti l'innovazione e la crescita economica.

Verso la fine del XX secolo, di solito le democrazie superavano le dittature perché erano molto più brave nell'elaborare le informazioni.

Tendiamo a pensare al conflitto tra democrazia e dittatura, come a un conflitto tra due diversi sistemi etici, ma in realtà è un conflitto tra due diversi sistemi di elaborazione dati.

La democrazia distribuisce il potere di elaborare le informazioni e prendere le decisioni tra molte persone e istituzioni, mentre la dittatura concentra le informazioni e il potere in un unico posto.

In base alla tecnologia del XX secolo, era inefficiente concentrare troppe informazioni e potere in un unico posto.

Nessuno ha la capacità di elaborare tutte le informazioni disponibili abbastanza velocemente e prendere le decisioni giuste. Questa è una delle ragioni per cui l'Unione Sovietica ha preso delle decisioni di gran lunga peggiori rispetto agli Stati Uniti e perché l'economia sovietica è rimasta molto indietro rispetto all'economia americana.

Tuttavia, l'intelligenza artificiale potrebbe ben presto far oscillare il pendolo nella direzione opposta.

L'IA consente di elaborare centralmente enormi quantità di informazioni. In effetti, potrebbe rendere i sistemi centralizzati molto più efficienti dei sistemi diffusi, perché l'apprendimento automatico funziona meglio quando la macchina ha più informazioni da analizzare.

Se ignoraste tutte le norme sulla privacy e concentraste tutte le informazioni relative a un miliardo di persone in un unico database, vi potreste ritrovare con algoritmi di gran lunga migliori rispetto a quando rispettavate la privacy dell'individuo e nel vostro database avevate solo delle informazioni parziali su un milione di persone.

Un governo autoritario che ordina a tutti i suoi cittadini di sequenziare il loro DNA e condividere i loro dati medici con un'autorità centrale, otterrebbe un immenso vantaggio in genetica e nella ricerca medica, rispetto alle società in cui i dati medici sono strettamente privati.

Il principale handicap dei regimi autoritari del XX secolo - il desiderio di concentrare tutte le informazioni e il potere in un unico luogo - potrebbe diventare il loro vantaggio decisivo nel XXI secolo.

 
Yoshi Sodeoka

Ovviamente, le nuove tecnologie continueranno a emergere e alcune di esse potrebbero incoraggiare la distribuzione piuttosto che la concentrazione delle informazioni e del potere.

La tecnologia blockchain e l'uso delle criptovalute abilitate da essa, vengono attualmente pubblicizzate come possibili contrappesi al potere centralizzato.

Tuttavia, la tecnologia blockchain si trova allo stato embrionale e non sappiamo ancora se effettivamente controbilancerà le tendenze centralizzanti dell'IA.

Ricordatevi che anche Internet, nei primi periodi, venne pubblicizzato come la panacea libertaria che avrebbe liberato le persone da tutti i sistemi centralizzati, ma ora è pronto a far diventare l'autorità centralizzata più potente che mai.

4. Il Trasferimento dell'Autorità alle Macchine

Anche se alcune società restassero apparentemente democratiche, la crescente efficienza degli algoritmi trasferirebbe sempre più autorità dagli individui alle macchine in rete.

Potremmo rinunciare volontariamente ad avere autorità sulle nostre vite, perché l'esperienza ci insegnerà a fidarci più degli algoritmi che delle nostre sensazioni, perdendo completamente la nostra capacità di prendere molte decisioni da soli.

Basti pensare al modo in cui, in soli due decenni, miliardi di persone si sono fidate dell'algoritmo di ricerca di Google per uno dei compiti più importanti di tutti:
trovare informazioni pertinenti e affidabili.
Poiché ci affidiamo sempre più a Google per ottenere le risposte, la nostra capacità di individuare le informazioni diminuisce in modo indipendente.

Già oggi, la "verità" viene definita dai migliori risultati di una ricerca su Google. Questo processo ha influenzato anche le nostre abilità fisiche e lo spazio di navigazione.

Le persone non solo chiedono a Google di trovare delle informazioni, ma anche di farsi portare in giro.

Le auto a guida autonoma e i medici IA potrebbero rappresentare un'ulteriore erosione:
Anche se queste innovazioni mettono fuori uso gli autisti e i medici, la loro maggiore importanza risiede nel continuo trasferimento di autorità e responsabilità alle macchine.
Gli esseri umani sono abituati a pensare alla vita come a un dramma dove bisogna prendere sempre delle decisioni.

La democrazia liberale e il capitalismo del libero mercato vedono l'individuo come un agente autonomo che fa costantemente delle scelte sul mondo.

Le opere artistiche - che si tratti di commedie di Shakespeare, di Jane Austen o di pellicole hollywoodiane - di solito ruotano attorno all'eroe che deve prendere una decisione cruciale.
Essere o non essere? Ascolto mia moglie e uccido re Duncan, o ascolto la mia coscienza e lo lascio vivere? Sposo il Sig. Collins o il Sig. Darcy?
Anche le teologie cristiane e musulmane si concentrano sul dramma del processo decisionale, sostenendo che la salvezza eterna dipende dal fare la scelta giusta.

Che cosa accadrà a questa visione della vita, quando ci affideremo all'IA per farle prendere sempre più decisioni al nostro posto? Già adesso ci fidiamo di Netflix per consigliarci i film da vedere e Spotify per scegliere la musica che ci deve piacere. Perché la disponibilità dell'IA dovrebbe fermarsi qui?

Ogni anno milioni di studenti universitari devono decidere cosa studiare. Si tratta di una decisione molto importante e difficile, da prendere con la pressione di genitori, amici e professori che hanno interessi e opinioni diverse.

Viene anche influenzata dalle paure e dalle fantasie individuali degli studenti, plasmate a loro volta dai film, dai romanzi e dalle campagne pubblicitarie.

Complicando le cose, uno studente non sa veramente cosa ci vuole per avere successo in una determinata professione e non necessariamente sa quali siano davvero i suoi punti di forza e le sue debolezze.

Non è così difficile vedere come l'intelligenza artificiale un giorno possa prendere delle decisioni migliori delle nostre, riguardo la carriera e forse anche le nostre relazioni. Ma una volta che inizieremo a contare sull'intelligenza artificiale per decidere cosa studiare, dove lavorare, con cui uscire o addirittura chi sposare, la vita umana cesserà di essere il dramma delle decisioni e la nostra concezione della vita dovrà cambiare.

Le elezioni democratiche e il libero mercato potrebbero non avere più senso. Così pure la maggior parte delle religioni e delle opere d'arte.

Provate a immaginare Anna Karenina che tira fuori il suo smartphone e chieda a Siri se dovrebbe restare sposata con Karenin o fuggire con il conte Vronsky. Oppure, immaginate la vostra commedia preferita di Shakespeare, con tutte le decisioni cruciali prese da un algoritmo di Google.

Amleto e Macbeth avrebbero una vita molto più confortevole, ma, 
  • · Che tipo di vite sarebbero quelle?
  • · Ci sono dei modelli che diano un senso a tali vite?
  • · I parlamenti e i partiti politici riusciranno a superare queste sfide e prevenire gli scenari più tetri?
Al momento attuale ciò non sembra possibile ... 

La disruption tecnologica non è nemmeno uno dei punti principali dell'agenda politica. Durante la corsa presidenziale degli Stati Uniti del 2016, il principale riferimento alla tecnologia dirompente riguardava la debacle della posta elettronica di Hillary Clinton e nonostante tutti i discorsi sulle perdite dei posti di lavoro, nessuno dei due candidati ha affrontato direttamente l'impatto potenziale dell'automazione.

Donald Trump ha avvisato gli elettori che i messicani avrebbero preso i loro posti di lavoro e che gli Stati Uniti avrebbero dovuto costruire un muro sul confine meridionale. Non ha mai avvertito gli elettori che gli algoritmi avrebbero svolto il loro lavoro e neppure ha suggerito di costruire un firewall attorno alla California.

Quindi cosa dovremmo fare?

Per cominciare, dobbiamo mettere una priorità molto più alta sulla comprensione di come funziona la mente umana, in particolare su come coltivare la saggezza e la compassione.

Se dovessimo investire troppo nell'IA e troppo poco nello sviluppo della mente umana, l'intelligenza artificiale molto sofisticata dei computer potrebbe servire solo a potenziare la naturale stupidità degli esseri umani e a nutrire i nostri impulsi peggiori (che forse sono anche i più potenti), tra cui l'avidità e l'odio.

Per evitare un simile risultato, per ogni dollaro e ogni minuto che investiamo nel miglioramento dell'IA, dovremmo saggiamente investire un dollaro e un minuto nell'esplorazione e nello sviluppo della coscienza umana.

Più in pratica e più nell'immediato: se vogliamo impedire la concentrazione di tutta la ricchezza e potere nelle mani di una piccola élite, dobbiamo regolamentare la proprietà dei dati ...

Nei tempi antichi, la terra era il bene più importante, quindi la politica era la lotta per il controllo della terra. Nell'era moderna, le macchine e le fabbriche sono diventate più

importanti della terra, quindi le lotte politiche si sono concentrate sul controllo di questi mezzi vitali di produzione.

Nel XXI secolo, come beni più importanti, i dati eclisseranno sia la terra che i macchinari, quindi la politica sarà la lotta per controllare il flusso dei dati.

Sfortunatamente, non abbiamo molta esperienza su come regolamentare la proprietà dei dati, che è intrinsecamente un compito molto più difficile di regolamentare i terreni o le macchine. I dati sono ovunque e in nessun luogo allo stesso tempo, possono spostarsi alla velocità della luce e se ne possono creare infinite copie.

I dati raccolti sul mio DNA, sul mio cervello e sulla mia vita appartengono a me, al governo, a una società o al collettivo umano?

La corsa per l'accumulo dei dati è già partita e attualmente è guidata da giganti come Google e Facebook e, in Cina, da Baidu e Tencent.

Finora, molte di queste aziende hanno agito da "mercanti dell'attenzione": catturano la nostra attenzione dandoci gratuitamente, 
  • · le informazioni 
  • · i servizi 
  • · l'intrattenimento 
...per poi rivenderla agli inserzionisti.

Eppure, la loro vera attività non è solo la vendita di annunci pubblicitari. Catturando la nostra attenzione riescono ad accumulare immense quantità di dati su di noi, che valgono più di qualsiasi introito pubblicitario.

Non siamo i loro clienti - siamo i loro prodotti

Per le persone comuni sarà molto difficile resistere a questo processo. Al momento, molti di noi sono felici di regalare il nostro bene più prezioso - i nostri dati personali - in cambio di servizi gratuiti di posta elettronica e video divertenti sui gatti.

Inoltre, se in seguito la gente comune decidesse di provare a bloccare il flusso dei dati, è probabile che abbia dei problemi a farlo, specialmente perché potrebbe aver fatto affidamento sulla rete per farsi aiutare a prendere delle decisioni persino sulla salute e la sopravvivenza fisica.

La nazionalizzazione dei dati da parte dei governi potrebbe offrire una soluzione; certamente frenerebbe il potere delle grandi multinazionali, ma la storia ci suggerisce che non è necessariamente meglio essere nelle mani di governi strapotenti.

Quindi, faremmo meglio a chiedere ai nostri scienziati, ai nostri filosofi, ai nostri avvocati e persino ai nostri poeti, di rivolgere la loro attenzione a questa domanda importante:
Come si regola la proprietà dei dati?
Attualmente, gli esseri umani rischiano di diventare simili agli animali domestici. 

Abbiamo allevato delle docili mucche che producono enormi quantità di latte, ma che sono anche di gran lunga inferiori ai loro antenati selvaggi. Sono meno agili, meno curiose e meno intraprendenti.

Ora stiamo creando degli esseri umani addomesticati che producono enormi quantità di dati e funzionano come chip efficienti in un enorme meccanismo di elaborazione dati, ma che difficilmente massimizzano il loro potenziale umano.

Se non stiamo attenti, finiremo con gli umani declassati che usano a malo modo i computer per devastare se stessi e il mondo.

Se trovate che queste prospettive siano allarmanti - se non vi piace l'idea di vivere in una dittatura digitale o in una forma socialmente degradata di società - allora il contributo più importante che possiate dare, è trovare dei modi per evitare che troppi dati vengano concentrati in pochissime mani e anche trovare dei modi per mantenere l'elaborazione distribuita dei dati più efficiente rispetto all'elaborazione centralizzata.

Non sarà un compito facile, ma la sua risoluzione potrebbe essere la migliore salvaguardia della democrazia e di noi stessi …


martedì 14 agosto 2018

In nome del Popolo Sovrano: Nella UE non esiste lo stato di diritto

 

Sovranista è la Merkel, mica Salvini. E del tipo più tribale, corto ed ottuso.

 

M’è capitato di ascoltare su Radio Radicale un intervento di Maurizio Molinari, il neocon direttore de La Stampa, sulla “rivolta del ceto medio” che è diventato anti-europeista e vota per i “sovranisti”. Apodittico come suo solito, Molinari dichiarava che “sovranismo” è “una versione del nazionalismo”, ma meno bella di quello ottocentesco: quello esprimeva una “volontà di unirsi”, di “aggiungere”, questo di oggi è un voler “togliere”. Ciò perché il nostro ceto medio, aggredito dal “fenomeno dei migranti e dalla diminuzione della sua prosperità, rimasto senza corpi intermedi (non solo non c’è più il partito, non c’è nemmeno la parrocchia) solo, bisognoso di protezione e sicurezza, nella sua solitudine dovuta alla sparizione dei corpi intermedi, si lascia sedurre da leader che gli dicono: “sai qual è la soluzione? Noi rappresentiamo la tua identità tribale e la chiudo sempre di più contro il nemico…”. Insomma la riduzione del sovranismo a un “tribalismo” (proiezione ebraica?), come fenomeno regressivo, riconducibile a cause psico-sociologiche, bisogno di protezione e così via.
Ho trovato questa interpretazione specialmente offensiva, perché non solo equivoca, ma sminuisce le motivazioni delle istanze di ri riconquista della sovranità nazionale. Motivazioni non solo legittime, ma niente affatto “tribali”; al contrario: si tratta di appelli alla sfera giuridica e politica, nel senso più alto universali.

Nella UE non esiste lo stato di diritto
Sfera giuridica:  chi aderisce a ciò che loro chiamano “sovranismo”, ossia la riconquista della sovranità nazionale espropriata dalla macchina eurocratica,   lo ha fatto per la più alta e grave presa di coscienza giuridica:  s’è accorto che nella UE non vige lo stato di diritto.  La cosiddetta Europa non è più (se mai lo è stata) una unione di liberi e uguali, ma un sistema dove il forte si impone sul debole, il creditore saccheggia il debitore, il concorrente si avvantaggia con mezzi sleali, imposizioni e   manovre dietro le quinte, sull’europeista in buona fede. Ne  abbiamo avuto troppo esempi recenti, dalla Grecia alla gestione  impari della banca centrale ,  dalla decisione unilaterale  e senza consultazioni di farci accettare milioni di profughi e clandestini  con minaccia di togliere, altrimenti,   fondi europei ;   dal surplus mostruoso che non viene rimproverato a Berlino benché sia contrario alle normative almeno quanto il  deficit sotto il tre per cento. Abbiamo visto i due pesi e  due misure, ai  francesi viene consentito un deficit largo, mentre a noi esso viene occhiutamente controllato dalla Bundesbank; abbiamo visto giorni fa la Merkel accorrere e soccorrere lo spagnolo Sanchez   sotto l’alluvione dei “migranti”, mentre   dell’invasione che  ha inondato l’Italia non si è accorta, fino a quando gli italiani non hanno votato “populista”.
Insomma  in Europa  non esiste l’uguaglianza,  né   le sedi  per farne valere il diritto.
Con il trattamento dei Greci, abbiamo visto adottare la “punizione collettiva” di un intero popolo per le  (eventuali) colpe dei suoi governi (che andavano se mai spartite coi banchieri tedeschi e francesi), e  il ritorno della schiavitù per debiti,  abolita già dal diritto romano: notevoli “progressi” della civiltà, non c’è che dire. I tipi alla Molinari lo trovano “normale”, perché sono  nella casta che ne gode.
La  faccenda degli immigrati ha confermato  anche ai ciechi  l’Europa come dispotismo:  un progetto lanciato dalla Merkel  unilateralmente, d’arbitrio,   e  senza consultare   gli altri paesi, senza discussione in una qualunque  sede legale identificabile; imposto ai paesi rivieraschi d’imperio, senza partecipare  ai costi; che la Merkel ha corretto solo quando questo ha messo in pericolo il suo potere personale nella sua Germania – facendo pagare   anche a noi, con un miliardo di debito, la parte dell’accordo in  denaro che lei ha stretto con Erdogan pagandolo per fermare il flusso.

L’Ingiustizia risale al 1993

Uno può anche non capire molto di giure, codici e pandette. Ma quando ha visto che milioni di nostri  pensionati devono contentarsi di 500 euro mensili, mentre l’Europa ci impone di spenderne per ogni immigrato 900 al mese;  quando deve accettare mezzo milione di negri all’anno e vedere 250 mila giovani italiani qualificati  emigrare all’estero perché qui non c’è lavoro, non gli ci vuole molto a capire il concetto di “Ingiustizia”. Ossia dell’inesistenza della UE come “stato di diritto”.
Da qui la richiesta di “sovranità”. Richiesta che nulla ha di tribale, ma al contrario è la più alta istanza della politica.
E’ la consapevolezza che – piaccia o no – solo  entro i confini  dello Stato nazionale  si possono rappresentare e far valere le istanze  – per  esempio – di uguaglianza e di giustizia sociale,  le ragioni della coesione sociale  di fronte ad una comunità di destino.   Abbiamo visto sulla nostra  carne che  l’immiserimento e la disoccupazione crescente  e di lunga durata  dei paesi “periferici”  sotto il tallone di un euro sopravvalutato  e di regole assurde di  austerità, non    vengono prese nella minima considerazione né a Bruxelles né a Francoforte, sede della BCE,  e ciò perché Berlino di questa situazione profitta e gode.  Abbiamo visto che non c’è limite alla disumanità con cui il forte schiaccia il debole. Autisticamente, costoro non  sentono le grida dell’oppresso. E non c’è una sede reale, nella UE, dove l’oppresso possa far valere le sue ragioni, insomma “ottenere giustizia”.
Le masse se ne sono accorte solo oggi. Ma i dirigenti e i giuristi “europeisti” che adesso ci fanno la lezione, lo sapevano: la fine dell’unione europea come stato del diritto eguale ha avuto termine nel 1993.   Allora, la corte costituzionale tedesca di  Karlsruhe, investita da un cittadino per pronunciarsi se un trattato europeo violava la sovranità germanica, sancì che essa, la corte tedesca costituzionale, era  quella che decideva se una normativa comunitaria fosse incostituzionale o no, e dunque   i  limiti in  cui qualunque trattato europeo obbligasse la Germania.
Dopo  quella sentenza, doveva essere chiaro: mentre tutti gli stati membri dell’Unione sono soggetti ugualmente alle normative europee (trattato di Maastricht), solo la Germania dichiarava che  la sua propria costituzione aveva  in ultima istanza  la supremazia.  Dunque, in questo mostro giuridico, la Germania è il solo paese  che ha mantenuto la propria sovranità. E non solo sul suo territorio, ma su quello altrui.
Allora, i giuristi e i governanti avrebbero dovuto dire: fermi tutti! Qui il principio dell’uguaglianza fondamentale non esiste più;  avrebbero dovuto  fermare il “progetto  europeo” finché le stesse prerogative che  la Corte di Karlsruhe aveva dichiarato per la Germania, fossero estese a tutti gli altri  stati. Allora, allora avrebbero potuto – e dovuto  – accusare la Germania di “sovranismo”,  e ripristinare le regole basilari del gioco.
Non lo fecero i politici e governanti, cedendo sovranità senza contropartite non alla UE, ma alla Germania – e che a buon diritto giudichiamo traditori della patria. Non lo fecero i giuristi internazionali  più stimati, come Sabino Cassese, che avrebbe dovuto e potuto porre la questione, avendone i mezzi professionali e intellettuali per farlo.

Cassese, ovvero la barbarie giuridica

Invece abbiamo dovuto leggere  sul Corriere, il 13 agosto, Sabino Cassese “il giurista” famoso,  ex della Corte Costituzionale nostrana, spiegare  che  gli stati non sono sovrani, perché devono rispondere ai mercati, e agli stati più forti. Con il tono di degnazione saccente con cui ritiene di spiegarlo ai barbari sedotti dal “mito sovranista”.
invece il barbaro giuridico è lui, e lo dimostra: identificando la sovranità nella forza  e la potenza, aderisce a un’idea che Hitler avrebbe potuto sottoscrivere.  La sovranità infatti è – all’insaputa di Cassese – un concetto giuridico. E’  l’equivalente della “personalità legale” nell’individuo: un individuo libero può stipulare contratti con terzi perché ha personalità legale, indipendentemente dalla sua condizione economica e sociale, sia ricco o povero.  Uno Stato sovrano può stabilire alleanze, sia debole o forte; il suo parlamento (a nome dei cittadini) può pur sempre decidere cosa fare in una data situazione, prendendo in conto la propria debolezza: ciò si chiama,  informiamone il giurista, “Libertà”.

Libertà personale nel cittadino con personalità legale, libertà politica dello stato sovrano.

Se  davvero fosse un europeista, Cassese dovrebbe reclamare l’uguaglianza nella UE della Grecia, del Portogallo e dell’Italia con la Germania. Invece il “giurista”  confonde   il diritto con la forza. Sostiene che gli stati nazionali, essendo deboli, non sono sovrani.  Con il corollario che gli Stati forti (come la Germania) sono “più sovrani” degli altri.
Il che significa “oscurare la funzione centrale  del diritto, che è di  porre su un piano di eguaglianza il debole e il forte”.
Il diritto  infatti pone il povero uguale al ricco, il   debole con gli stessi diritti del forte,  all’interno dello Stato sovrano,  e dovrebbe porre la  stessa uguaglianza  in Europa: i greci, portoghesi, italiani, sul piano di parità coi tedeschi. Abbiamo  constatato sulla nostra carne che non è così. Che tutte le relazioni fra stati sono ridotte a  rapporti di forza e di potere. Perché infatti, ripetere che la “sovranità” è un mito tribale o un concetto accademico, significa  sradicare la distinzione fra comportamenti illegali e  legali, non solo fra individui, ma fra stati.
Forse non sapete che   di questi tempi in Germania,   visto il pericolo che l’Italia   venga cacciata dall’euro, giuristi, economisti  e  politici stanno discutendo come   impadronirsi  delle riserve auree della Banca d’Italia per ripagarsi del “debito” che gli acquirenti italiani avrebbero (secondo loro)  contratto   comprando auto tedesche, ed è registrato nella BCE come Target 2.
E adesso nella stampa tedesca, sapete di cosa allarma i cittadini tedeschi?  Sul  Kindergeld.
Sul fatto che pagano “troppo”   di assegni familiari di stranieri che lavorano in Germania, ma “hanno l’incentivo di lasciare le loro famiglie” in Polonia, Romania, Grecia e  Italia. si tratta di 343 milioni di euro pagati “all’estero”:  “ma è aumentato di 10 volte dal 2010”, si indigna Handelsblatt  (il principale giornale economico). Ovviamente, se è aumentato di 10 volte, è perché  è aumentata l’emorragia di  emigrati dai paesi   della UE immiseriti dall’austerità “alla tedesca”   per lavorare in Germania; i tedeschi hanno ottenuto  così  buone infermiere, buoni artigiani, buoni dottori a basso prezzo –  ma gli fa   rabbia questo esborso che devono dirigere all’estero.  Sono pieni di bile e non si danno pace all’idea che un bambino romeno in Romania  abbia un cappottino invernale pagato coi soldi loro, che spendano là quei soldi che dovrebbero spendere qua.  Si noti: quel che ogni contribuente tedesco spende per questi assegni familiari a lavoratori esteri, ammonta alla fantastica cifra di 35 centesimi al mese a testa. Stanno pensando di  tagliarlo,  sospettando che  gli stranieri frodino sul numero dei figli. Leggere per credere:

Bambini romeni si divertono, “e paghiamo noi” con gli assegni familiari, si arrovellano i tedeschi.

Se volete accusare qualcuno di “sovranismo” tribale,  di particolarismo ottuso, corto ed esoso,  accusate i  tedeschi,   la Merkel, la sua classe politica.  Chi vuole divincolarsi  da questa prigione dell’avarizia patologica, lo fa in nome della civiltà, della libertà e del diritto, non del “tribalismo”. Se Molinari vuole criticare il tribalismo di uno stato, non ha che rimproverarne la sua  Israele.

Un esempio di Germania avanzata

Non solo, c’è di peggio. L’egemonia tedesca esercitata  dal particolarismo degli interessi tedeschi, dalla sua “competitività”,  sta rendendo l’Europa, da avanguardia  che era, a retroterra arretrato sul piano tecnologico e scientifico.  Considerate  solo questo:   gli  Usa hanno il GPS essendo stati i primi a installare la straordinaria infrastruttura satellitare necessaria; la Russia, che economicamente è   nemmeno un  decimo dell’Europa, ha il suo sistema Glonass. La  UE non riesce a  installare il suo sistema di geolocalizzazione Galileo, e sapete perché? Perché la Germania ha puntato tutto sulla sua competitività nell’export di auto, ha deformato l’Europa e l’ha legata ad un settore industriale maturo, ed ora prossimo all’obsolescenza.
Sulla  “competitività, eccellenza ”  e sparagnosità della   Germania concludo con questa foto. Sapete cosa è?

E’ il nuovo aeroporto di Berlino, che la Germania non può usare   come aeroporto causa i sistemi di sicurezza sbagliati e fallimentari  (forse lo apriranno nel 2021, ci stanno lavorando…), ed a cui ha trovato  temporaneamente  un nuovo impiego:  ne fa il magazzino di migliaia di Volkswagen che non possono essere registrate per l’uso su strada   perché non hanno superato i test di emissione. Questa è la Germania che ci fa la lezione sui nostri “sprechi”, sulla nostra corruzione, sulle nostre inefficienze.

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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