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martedì 27 giugno 2023

Europa: la Vacca Sacrificale

  ...una drammatica farsa 

di: giovanni ranella

Segno di appartenenza ad una medesima Fratellanza.

Notare l’attento scambio della stretta di mano, il pollice di Putin è sopra le nocche di Kissinger, il quale a sua volta, replicando la medesima posizione del pollice, controlla il polso della mano di Putin, mentre il suo braccio sinistro rimane rispettosamente disteso lungo il corpo (ciò equivale ad un saluto rituale).

Relazione gerarchica: Kissinger è sopra Putin


Qui invece tra Gates e Ping il rapporto sembra essere paritario ma il Presidente Xi, in qualità di padrone di casa, occupa la posizione centrale.

Putin e la classe dirigente della Russia, dovremmo ritenere siano tutti massoni, basti pensare che il Ministro della Sanità Russo è un uomo di punta dell'OMS. 

Tutti costoro, al pari dei loro colleghi occidentali e orientali, costituiscono gli elementi fondamentali del Nuovo Sistema di Potere Globale NWO.

Adesso assistiamo allo svolgimento di un Operazione Speciale e Controffensiva estremamente anomale.

Non dobbiamo tralasciare che questa è l’Era della Simulazione Perfetta…inaugurata l’11/09/2001…un evento che ha coinvolto il rinnovamento del Potere nella sua forma maggiormente tetra e totalizzante (sebbene il rivestimento della multiforme propaganda appaia sgargiante).

La cosiddetta Piramide di Controllo è Una.

Basti considerare le date specchio che sanciscono i significativi rivolgimenti storici posti all’insegna del fondamentale sigillo 9/11 (11/9).

9/11/1989: Crollo del Muro di Berlino

11/9/2001: Abbattimento delle Twin Towers e dell’edificio chiamato Salomon Brothers e controverso attacco al Pentagono.

In pochi anni le superpotenze, URSS/Russia e USA, hanno completamente capovolto i propri ruoli.

La Russia si erge a difesa dei valori cristici mentre l’Occidente si compiace di esibire ossessivamente i contrassegni di una vera e propria propaganda satanista. 

Due facce di una sola moneta (falsa sì...ma in grado di imprimere valore a significati sempre più distorti).

Putin ha creato un falso blocco di opposizione nei confronti dell’Occidente e della NATO, perfettamente funzionale alla prevista distruzione rituale dell’Europa e alla successiva comparsa di un consiglio globale di 10 super nazioni che detteranno l’Agenda anticipata col nome Great Reset.

I conflitti stabilizzano il Vertice ma occorrono a demolire le popolazioni e gli equilibri minori

Un solo Ordine, una sola macro simulazione in cui la sofferenza e la morte sono reali poiché necessarie a ispessire la coltre dell’eggregora maligna che sovrasta i nostri tempi (sempre più avariati).

Dal 2014 (anno dell’aggressione Ucraina ai territori russofoni) al 2022 sono 8 anni: la Russia ha atteso 8 anni prima d’intervenire.

Putin è un nome che esprime valore gematrico 8

Biden incarna l’Uomo di Paglia, una figura patetica che sembra personificare esemplarmente il messaggio criptato nel film Essi Vivono.

Trump, il suo sopravvalutato antagonista, è un leader ambiguo e demagogico.

Questo è chiaramente uno stratagemma ben progettato e implementato rapidamente, realizzato tramite forme di media sempre più potenti, con un grande aiuto da parte delle nuove tecnologie e delle retrostanti Holding di controllo.

Il finale di questa drammatica partita, ben coordinata, sarà che tutti gli esecutivi verranno apparentemente smantellati e il mondo (sempre più contaminato mediante la propaganda Green) unificato sotto l’egemonia dell’intelligenza artificiale (tra cui il cosiddetto QFS).

La nuova Torre di Babele Cibernetica è quasi ultimata. L’antica scompose le genti, la nuova riorganizzerà le nazioni frantumate sotto un’unica egida dalle categoriche connotazioni antiumane (dominazione A.I.).

In ogni caso, in questa drammatica messinscena la Vacca Sacrificale dell’Oscuro Rito Epocale è l’Europa.
 
 

martedì 29 marzo 2022

L’ultimo Uomo Nero

Missing link: quello che il potere non ci svela
 
Dal blog di Giorgio Cattaneo
 
Se hai la somma sventura di finire segregato ad Auschwitz, ti succede di pensare che, al mondo, niente sia altrettanto vero: il lager diventa il tragico specchio dell’unica possibile autenticità. Ce lo spiega la spietata, appassionata lucidità di Primo Levi: il vizio di forma del nostro sistema può portare esattamente là, dietro quei reticolati. Un inferno meticolosamente progettato da una potenza economica occidentale, la Germania, tacitamente sorretta dal capitalismo finanziario atlantico e, dopo la farsa di Norimberga, recuperata con i miliardi del Piano Marshall in funzione antisovietica, dopo aver tratto in salvo la maggior parte dei gerarchi e degli scienziati nazisti.
 
Un tema tristemente tornato alla ribalta, oggi, nell’osceno spettacolo che propone il revival del neonazismo in versione ucraina (quello che spara nelle gambe degli inermi prigionieri russi) in mezzo alla spaventosa mobilitazione generale che, in Europa e negli Usa, soffia sul fuoco della guerra scatenando un’ondata livida di russofobia delirante, gonfia di menzogna e gravida di minaccia. A voler cancellare i russi, come se fossero i nuovi “untermenschen”, sono i dimessi architetti del Nuovo Ordine di ieri, quello che radeva al suolo i grattacieli (al prezzo di tremila innocenti) e poi provava a sottomettere un miliardo di persone con la trovata geniale dell’ultima versione del terrorismo, quello sanitario.

L’abilità di chi stende filo spinato – diceva Primo Levi – consiste nel non dare nell’occhio: i recinti all’inizio sono di dimensioni limitate, proprio per non allarmare il pubblico. Dopo il trentennio aureo del boom, nel dopoguerra, in cui la macroeconomia pilotata doveva promuovere il benessere diffuso e la mobilità sociale per alimentare la macchina industriale e il consenso politico (da contrapporre al potere dell’Urss), il cosiddetto Occidente – principale motore bellico, nel mondo – ha ricominciato a progettare gabbie e recinti.

Una accelerazione senza precedenti, quella che ha incorporato mezza Europa, assediando la Russia, subito dopo il collasso del decrepito impero sovietico. Da allora, solo guerre: Iraq e Afghanistan, Cecenia, Jugoslavia, Libia e Siria, Georgia, Yemen, Ucraina. Ora siamo allo stallo tattico: troppo grossa, la Russia, per essere ingoiata. Non solo: con Mosca c’è praticamente il resto del mondo. Cina e India, Sud-Est Asiatico, Africa e Sudamerica. L’Occidente delle sanzioni si è rimpicciolito. Ora alza la voce, come sempre e più di sempre. Ha paura che il suo dominio dispotico, fondato sulla finanza a mano armata, questa volta possa davvero crollare? Teme che possa franare l’ipocrisia della sua doppia morale, che prevede la democrazia formale in casa propria e la “dittatura amica” fuori dai confini? Forse qualcuno, a Washington, trema all’idea che milioni di europei – a cui oggi viene fatto pagare il conto della crisi ucraina – possano manifestare insofferenza, per il rovinoso vassallaggio feudale cui sono sottoposti?

La società occidentale si è rivelata, storicamente, un formidabile laboratorio intellettuale, culturale, ideologico. Laboratorio di cui oggi si stenta a ritrovare traccia, tra milioni di cittadini ammutoliti e sottomessi, sottoposti al nuovo regime dell’ipnosi di massa. Prima Al-Qaeda e la crisi dei subprime, poi quella degli spread, quindi le stragi dell’Isis. Il copione è invariabile: l’Uomo Nero compare dal nulla, semina il panico e poi sparisce, prima che si scopra il suo vero mandante. Sparisce, il Nemico, per cedere il posto al nuovo Grande Terrore. E’ stato lungo, il training sociale che ha preparato l’avvento della Paura Pandemica Universale, antipasto del piatto forte: l’inoculo a tappeto di sieri genici sperimentali, come premessa per giungere infine al lasciapassare obbligatorio.

Un capolavoro devastante e senza precedenti, al quale ha lavorato in modo formidabile la disinformazione violenta operata ogni giorno dai grandi media. Scontato, oggi, che il pubblico si schieri contro l’ultimo Uomo Nero che il sistema gli ha appena presentato: il folle, sanguinario dittatore russo. Un pazzo che una mattina si sveglia e, senza una ragione, invade un paese qualsiasi. Questa è la versione a cui gli occidentali sono tenuti a credere.

Ai tempi dell’Urss, l’Occidente dava asilo a uomini ferocemente perseguitati, come il grande Solženicyn. Oggi, è la Russia a dare asilo a Snowden, mentre il povero Assange marcisce in carcere per aver mostrato al mondo l’orrore dei lager statunitensi, da Guantanamo ad Abu Ghraib, negli anni in cui il democratico governo di Tel Aviv bombardava con il fosforo bianco gli “scarafaggi palestinesi” di Gaza, facendo 1.400 morti tra la popolazione civile.

Anche questo è Occidente: così come lo sono i dissidenti di origine ebraica, da Moni Ovadia ai valorosi “refuseniks” israeliani, soldati che alla barbarie preferiscono la disobbedienza e quindi il carcere militare.

Oggi, però, di fronte alla devastazione prodotta dal regime occidentale con l’arma dell’emergenza “pandemica”, si stenta a leggere l’attualità con le sole lenti della geopolitica. Nasce cioè il sospetto, avanzato da alcuni, che la Russia di Putin non abbia solo voluto reagire al progressivo strangolamento cui è stata sottoposta. Non che le mancassero i pretesti per intervenire: sono stati 20.000 i cittadini russofoni assassinati nel Donbass, negli ultimi otto anni, dal governo fantoccio di Kiev insediato dopo il golpe occidentale del 2014. Non chiudere all’Ucraina le porte della Nato è stata una provocazione esplicita, esattamente come i missili schierati nei Paesi Baltici, a due passi da San Pietroburgo.

Considerazioni elementari, costate il posto al corrispondente Rai – Marc Innaro – che aveva osato farle presenti: in Occidente, oggi, dire la verità è pericoloso.

Ma, appunto, la questione non può ridursi a una mera contesa egemonica territoriale: ci dev’essere altro, dietro alla decisione del Cremlino di passare alle vie di fatto, archiviando la diplomazia, pur sapendo che le conseguenze – di portata globale – sarebbero state letteralmente epocali. Un vero e proprio divorzio tra due mondi, forse addirittura – almeno in parte – concordato. Come dire: separiamoci, facciamola finita.

Proprio non ci volete, perché non siete riusciti a sottometterci? Bene, allora ce ne andiamo. E vedremo, alla fine, chi la spunterà.

Così, cambierà il mondo: è già cambiato, infatti.

I signori del dollaro sono inquieti: che fine farà, l’antico potere basato sulla schiavitù del debito, imposta con il monopolio della moneta non sovrana? E i loro colleghi, i padroni dell’euro, ora si preparano all’ennesima terrificante austerity cui sottoporre i sudditi europei, reduci dalla strage sanitaria, dai lockdown e dalle green card, verso il credito sociale in stile cinese.

Nel suo illuminante saggio (“Massoni”, uscito nel 2014), Gioele Magaldi ha acceso i riflettori su un livello sovrastante del potere, quello delle superlogge. Organizzazioni apolidi e senza bandiera, spesso in conflitto tra loro, che detterebbero l’agenda mondiale: agirebbero al di sopra dei governi e anche delle entità paramassoniche, come la Trilaterale, il Bilderberg e il tristemente celebre Forum di Davos.

Sarebbero loro, i creatori del Truman Show permanente: quello che ha dato vita al personaggio Greta, animando il film del “climate change di origine antropica” per lanciare la finanza “green”, imponendo intanto il più assoluto silenzio su svariate operazioni collaterali già in corso, dallo sviluppo della rete di antenne 5G al continuo rilascio di sostanze chimiche, nei cieli occidentali, da parte degli aerei di linea.

In questi ultimi anni, poi, sono andate emergendo le voci di analisti indipendenti, non coinvolti in reti di potere più o meno occulte. Il ritratto che offrono, dell’establishment globalista, è piuttosto sconcertante: si parla di leader che, dietro l’esibita pragmaticità materialistica, debitamente incipriata di politically correct, studiano l’astrologia e talora praticherebbero anche la magia, ufficialmente relegata alla dimensione infantile della superstizione.

Alcuni, ricorrendo al registro mistico, tendono a ricondurre anche la geopolitica alla categoria del soprannaturale, dello spirituale, nel tentativo di dare una spiegazione all’eterno problema del male.

Studiosi di ogni parte del mondo, nel frattempo, si sono accorti del fatto che le religioni originarie non sarebbero state altro che l’eredità terrestre di antichi governatori non terrestri, “divinità” raffigurate – migliaia di anni fa – a bordo di velivoli come quelli che nel 2019 la Us Navy ha finalmente mostrato al pubblico, senza più negarne la presenza.

Sotto questo aspetto, Oriente e Occidente potrebbero anche essere interpretati come giganteschi esperimenti zootecnici. Se così fosse, si dovrebbe dedurre che le chiavi della storia – incluse le ultime crisi, il precipizio sul quale oggi sembra barcollare il mondo – non siano esclusivo appannaggio di ristrette élite iniziatiche, e men che meno dei capi di Stato che ad esse, oscuramente, risponderebbero.

La smisurata quantità di male che è stata rovesciata addosso alla popolazione sembra condannare innanzitutto l’Occidente: sempre meno distinguibile dalle deprecate dittature e, anzi, in prima linea – in questi anni – nel perseguitare i cittadini con inaudite vessazioni.

La sensazione è che siano destinate a cadere molte categorie politologiche del passato, travolte dal totalitarismo della “neolingua” orwelliana che sembra essersi impadronita dell’uomo occidentale, indebolito in mille modi e traumatizzato da un potere la cui logica sfugge, francamente, alle consuetudini terrestri.

E’ un potere che celebra il falso, imponendolo in modo sempre più assertivo. Un potere che discrimina, che mente quasi sempre. Come se dovesse nascondere qualcosa di irriferibile, di inconfessabile. Un “missing link”, tra i massimi decisori visibili e le ipotetiche, impalpabili entità da cui forse hanno sempre preso ordini: esattamente come i sacerdoti delle divinità antiche.

Fonte: https://www.libreidee.it/

Correlato: Il problema della sistematica disinformazione

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giovedì 3 dicembre 2020

Contro la dittatura dell’uno

Di Lidia Sella

Conversazione del video trascritto dal minuto 31:23 al minuto 35:53

Contro la dittatura dell’uno

Ultima chiamata

Non può finire così la nostra civiltà per mano di questi tiranni del mundialismo, assetati di profitto, nemici di ogni libertà, assassini seriali di costituzioni e mercati internazionali.

Tanto barbari e feroci da incarcerare i bambini, terrorizzare gli anziani, e condannare milioni di cittadini alla miseria.

Qualcuno si illude che esista ancora una opposizione, a governarci invece è una banda di giuda, che ha venduto il proprio popolo per trenta denari.

L’isolamento e il distanziamento sociale, limitano lo scambio di idee e scoraggiano i movimenti di protesta.

Perciò i maggiordomi del potere finanziario, con il pretesto del covid, eliminano qualsiasi luogo e occasione di incontro; i lacchè della cupola massonica ricorrono a qualunque mezzo, pur di impoverire umiliare e asservire l’occidente. 

Quando: Bar, Ristoranti, Discoteche, Palestre Stadi, Piscine, Alberghi, Stabilimenti Balneari, Piste da Sci, Cinema, teatri, Sale da concerto, Musei e Chiese, Avranno chiuso per sempre non avremmo più un posto dove ritrovarci, al massimo potremo andare da McDonald’s.

Perché dopo aver spolpato i cadaveri delle piccole imprese e fagocitato l’identità italiana, le multinazionali spazzeranno via anche la nostra nobile tradizione culinaria.

Se impongono il lavoro agile, e insistono sull’insegnamento a distanza, non’è esplicitamente per venderci i loro computer, ma perché il compagno di scuola e il collega d’ufficio, in futuro dovranno sparire.

Intanto le mascherine, servono da museruole per azzerare l’empatia, neutralizzare l’espressività, bloccare i sorrisi, strozzare il respiro, impedire la parola, deprimere l’umore, cancellare l’identità dei volti, ammalarci di anidride carbonica, e inibire i fanciulli un corretto sistema celebrale.

La dittatura globale decide dove, come, quando, con chi e che cosa dobbiamo fare; moderni despoti, stabiliscono quante persone possiamo invitare in casa nostra, con la psicosi del contagio, minano persino i rapporti familiari e amicizia,

Allo scopo di dividersi hanno instaurato un clima di terrore, repressione, diffidenza, sospetto, alimentando la vile pratica della delazione.

Non cadiamo in questa trappola, restiamo uniti se non vogliamo che una cortina di solitudine e disperazione soffochino l’Italia.

Arte, Letteratura, filosofia, Musica, e scienza onesta rendono l’Uomo superiore alla bestia. Lottiamo per riprendere in mano le nostre vite, il diritto al lavoro, il futuro dei figli e nipoti, la cultura che ha reso grande l’Italia; ribelliamoci alle menzogne mediatiche opponiamoci a stato di polizia.

Occorre reagire ai soprusi, all’arbitrio, alla arroganza di amministratori che ci hanno scambiato per pecore, schiavi o burattini; è giunta l’ora di imboccare la strada della disobbedienza civile con orgoglio, coraggio e determinazione, siamo pronti ad aprire le vie legali per punire i traditori della patria, colpevoli di aver prima distrutto la Sanità Pubblica e poi disintegrato l’Economia del Paese.

A chiedercelo è la storia!

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A Natale dovevano liberarci, invece chiudono di nuovo

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Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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