sabato 9 giugno 2018

L'Italia e la decisione di essere un paese sovrano e neutrale

 

Video: Italia, dietro la sfilata. Il coinvolgimento attivo dell'Italia nella guerra guidata dagli Stati Uniti e dalla NATO

ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa
alla libertà degli altri popoli e come mezzo
di risoluzione delle controversie internazionali

Di Manlio Dinucci 
Ricerca globale, 8 giugno 2018

L'evento del 2 giugno (il giorno nel 1946, quando l'Italia divenne Repubblica) non fu una parata militare, nemmeno una parata, ma una "revisione", secondo il ministero della Difesa che la diresse (atto finale del Ministro Pinotti).

La sfilata dei Fori Imperiali - di fronte al governo appena insediato - è stata simbolicamente aperta da 330 sindaci in rappresentanza della società civile, seguiti da tutti i settori delle Forze Armate, per celebrare la "Festa degli italiani - Uniti per il Paese".

Nel suo messaggio, il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso la gratitudine del popolo italiano alle Forze Armate per "il prezioso lavoro che svolgono in molte regioni problematiche del mondo per aiutare le popolazioni che soffrono di conflitti armati", un lavoro basato su "La nostra Carta costituzionale, architrave delle istituzioni e punto di riferimento fondamentale per tutti".

Mentre le unità militari sfilavano, gli annunciatori elencavano le missioni militari in cui le forze armate italiane sono impegnate in oltre 20 paesi: dal Kosovo all'Iraq e all'Afghanistan, dal Libano alla Libia e alla Lettonia, dalla Somalia a Gibuti e il Niger. In altre parole, hanno elencato le guerre e le altre operazioni militari in cui l'Italia ha partecipato e partecipa ancora, in violazione della propria Costituzione, nel quadro della strategia aggressiva espansionistica USA / NATO.

Il numero di operazioni militari all'estero in cui è impegnata l'Italia è in costante aumento. Il 5 giugno, a nome della NATO, i caccia-bombardieri italiani Eurofighter Typhoon hanno iniziato, insieme alle unità della forza aerea greca, a "proteggere" lo spazio aereo del Montenegro, l'ultimo membro dell'Alleanza. I bombardieri da combattimento italiani già "proteggono" i cieli di Slovenia, Albania ed Estonia dalla "minaccia russa".

Le navi da guerra italiane si stanno preparando a navigare verso il Pacifico, dove parteciperanno a RIMPAC 2018, il più grande esercizio navale del mondo. Le marine militari di 27 paesi parteciperanno all'esercizio, sotto il comando USA, diretto contro la Cina (accusato dagli Stati Uniti di "espansione e coercizione" nel Mar Cinese Meridionale).

Le forze speciali italiane hanno partecipato al Niger in un esercizio gestito dal Comando Africa degli Stati Uniti, sponsorizzato dall'Unione europea, nel quale sono stati formati circa 1.900 soldati provenienti da 20 paesi africani.

In Niger, dove gli Stati Uniti stanno costruendo una vasta base ad Agadez per droni armati e forze speciali, l'Italia si prepara a costruire una base che ospiterà inizialmente 470 soldati, 130 veicoli militari e 2 aerei. Lo scopo ufficiale dell'operazione, ostacolato dall'opposizione all'interno del governo nigeriano, è quello di aiutare il Niger e i suoi vicini a combattere il terrorismo. Il vero scopo è partecipare, sulla scia della Francia e degli Stati Uniti, al controllo militare di una regione ricca di materie prime - oro, diamanti, uranio, coltan, petrolio e molti altri - di cui nemmeno le briciole vanno al popolazione, che per lo più esiste in uno stato di estrema povertà. Di conseguenza, aumenta la tensione sociale e, di conseguenza, anche il flusso migratorio verso l'Europa.

Il nuovo governo intende "rivalutare la nostra presenza nelle missioni internazionali in termini di effettiva importanza per l'interesse nazionale". Per fare ciò, tuttavia, è necessario determinare quale sia l'interesse nazionale. Cioè, se l'Italia dovrebbe rimanere all'interno del sistema bellico dominato dagli Stati Uniti e dalle maggiori potenze europee, o dovrebbe decidere di essere un paese sovrano e neutrale basato sui principi della sua Costituzione.

La politica interna e la politica estera sono due facce della stessa medaglia: non ci può essere vera libertà in casa se l'Italia, sovvertendo l'articolo 11, usa la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli.


Fonte: PandoraTV 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Il Manifesto. 
Manlio Dinucci è un ricercatore associato del Centro di ricerca sulla globalizzazione.
La fonte originale di questo articolo è Global Research 
Copyright © Manlio Dinucci, Global Research, 2018 


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