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venerdì 24 gennaio 2020

Siamo sulla cuspide di cambiamenti colossali


Brookings: chiunque vincerà la corsa all'IA governerà il mondo

Il Brookings Institution è un think tank di vecchia generazione strettamente allineato con la Commissione Trilaterale che originariamente concepì il Nuovo Ordine Economico Internazionale; oggi questo è noto come sviluppo sostenibile, noto anche come tecnocrazia.
 
L'implicazione di base è che ci sarà un vincitore nell'intelligenza artificiale che governerà il mondo. Non importa davvero chi lo sta controllando, perché tutto il mondo soccomberà. ⁃ Editor TN
 

Siamo sulla cuspide di cambiamenti colossali. Ma non devi accettare la parola del signor Putin, né la mia. Questo è ciò che dice Erik Brynjolfsson, direttore della MIT Initiative on the Digital Economy e uno studente serio sugli effetti delle tecnologie digitali: 

“Questo è un momento di scelta e opportunità. Potrebbero essere i migliori 10 anni davanti a noi che abbiamo mai avuto nella storia umana o uno dei peggiori, perché abbiamo più potere di quanto non abbiamo mai avuto prima”.

Per capire perché questo è un momento speciale, dobbiamo sapere come questa ondata di tecnologie è diversa da quelle precedenti e come è la stessa. Dobbiamo sapere cosa significano queste tecnologie per persone e aziende. E dobbiamo sapere cosa possono fare i governi e cosa stanno facendo. Con i miei colleghi Wolfgang Fengler, Kenan Karakülah e Ravtosh Bal, ho cercato di sminuire le ricerche di studiosi come David Autor, Erik Brynjolfsson e Diego Comin fino alle lezioni per i laici. Questo blog utilizza il lavoro per prevedere le tendenze nel prossimo decennio. 

4 CENNI, 3 FATTI

È utile pensare al cambiamento tecnico come avvenuto in quattro ondate dal 1800, provocato da una sequenza di "tecnologie di uso generale" (GPT). I GPT sono meglio descritti dagli economisti come "cambiamenti che trasformano sia la vita familiare che i modi in cui le aziende conducono affari". I quattro GPT più importanti degli ultimi due secoli sono stati il ​​motore a vapore, l'energia elettrica, la tecnologia dell'informazione (IT) e artificiale intelligenza (AI).

Tutti questi GPT hanno ispirato innovazioni complementari e cambiamenti nei processi aziendali. I fatti solidi e rilevanti sul progresso tecnologico hanno a che fare con il suo ritmo, i suoi prerequisiti e i suoi problemi:
  • Il cambiamento tecnologico sta diventando più veloce. Mentre il ritmo dell'invenzione potrebbe non aver accelerato, il tempo tra l'invenzione e l'implementazione si è ridotto. Sebbene i ritardi di implementazione medi siano difficili da misurare con precisione, non sarebbe una grossolana semplificazione affermare che sono stati dimezzati con ogni ondata GPT. Sulla base delle prove, il tempo tra l'invenzione e l'uso diffuso è stato ridotto da circa 80 anni per il motore a vapore a 40 anni per l'elettricità e quindi a circa 20 anni per l'IT (Figura 1). Vi sono ragioni per ritenere che il ritardo nell'implementazione delle tecnologie legate all'IA sarà di circa 10 anni. Con l'accelerazione del cambiamento tecnologico e i vantaggi della prima mossa come sempre, la necessità di investimenti grandi e coordinati sta crescendo.
  • Saltare è praticamente impossibile. Mentre una tecnologia per scopi speciali come i telefoni di rete fissa può essere saltata a favore di una nuova tecnologia che fa la stessa cosa, ad esempio, i telefoni cellulari, è difficile per i paesi scavalcare le tecnologie di uso generale. Perché un paese ne superi un altro, deve prima recuperarlo. Il progresso tecnologico è un processo cumulativo. Le innovazioni dei processi aziendali necessarie per utilizzare il motore a vapore erano necessarie per consentire alle aziende di sfruttare l'energia elettrica. Più ovviamente, l'elettricità era un prerequisito per la tecnologia dell'informazione. I regolamenti che facilitano o ostacolano il progresso tecnico, l'istruzione e le infrastrutture e gli atteggiamenti nei confronti del cambiamento sociale che accompagna le nuove tecnologie contano tanto quanto le tecnologie, sottolineando la necessità di politiche complementari che modellano l'economia e la società.
  • L'automazione sta riducendo la quota di lavoro, non lo spostamento del lavoro. Mentre oggi la preoccupazione più comunemente espressa è che la diffusione dell'intelligenza artificiale sostituirà i lavoratori con macchine intelligenti, gli effetti dei precedenti GPT sono meglio sintetizzati riducendo la quota di guadagni della manodopera nel valore aggiunto. Ma l' evidenza suggerisce anche che dagli anni '70 l'automazione in economie relativamente avanzate ha messo sotto pressione i guadagni della manodopera. In altre parole, la preoccupazione non dovrebbe essere la disoccupazione diffusa, ma il fatto che i redditi stiano diventando sempre più distorti a favore del capitale sul lavoro. Ciò significa che i paesi che hanno accordi efficaci per affrontare le preoccupazioni distributive hanno un vantaggio rispetto a quelli che non lo fanno.
Leggi la storia completa qui ...


mercoledì 16 novembre 2016

Almanacco di novembre 2016

 

DALLA PADELLA ALLA BRACE

di Cinzia Palmacci 
Se c'è qualcuno che sta aspettando come l'avvoltoio sulla carcassa che il "no" al referendum porti anche Renzi alla disfatta, questo è il Movimento 5 stelle. I grillini si sono spesi fino all'ultima energia tra tour turistici su e giù per l'Italia, slogan e striscioni, ed ora il movimento di Beppe Grillo spera che un esito negativo al referendum sia l'occasione imperdibile per occupare gli scranni di Palazzo Chigi. Questa prospettiva ci rammenta un po' troppo le recenti elezioni presidenziali americane tra Clinton e Trump, la padella e la brace. In Italia tra PD e M5stelle ci sentiamo particolarmente empatici con gli americani (mal comune mezzo gaudio). Continua a leggere QUI


PIECZENIK: “Mai più 11 Settembre, mai più false flag”. 
E invece Obama..

di Maurizio Blondet

Steve Pieczenik  ha postato un altro dei suoi video. Si rallegra della vittoria di Trump, che attribuisce alla mobilitazione dei “16 servizi di intelligence”, ed elenca “ciò che il popolo americano non vuole più”: “Non più false flag,  non più 11 Settembre, non più Sandy Hook, Sparatorie di Orlando, o altri imbrogli, propaganda e stronzate! Quel che vogliamo oggi è la verità”. Abbiamo già spiegato che Pieczenik è un esponente dello “Stato profondo”, l’uomo che al tempo del rapimento Moro fu mandato in Italia dal Dipartimento di Stato per assicurarsi che Moro non tornasse a casa; a modo suo un servitore dello Stato – e di quegli apparati nazionali  che i neocon hanno sbattuto fuori l’11 Settembre, prendendo a forza il comando della politica estera Usa nella “lotta al  terrorismo islamico”, per il bene di Israele. Se evoca oggi “Mai più 11 Settembre”, sta avvertendo: sappiamo che siete stati voi,  possiamo riaprire l’inchiesta. 
Continua QUI 

 

Cosa accadrà adesso con Trump allo Studio Ovale? 
(se ci arriverà..)

1° Quanto ci è costata la disfatta della Clinton- 2° Riuscirà Trump a sedersi sulla poltrona dello studio ovale?- 3° I futuri uomini del presidente- 4° Ombre e strategie- 5° Una primavera colorata anche in USA? -6° Trump o Campi FEMA

1° QUANTO CI E’ COSTATA LA DISFATTA DALLA CLINTON 

Nei giorni scorsi abbiamo lodato la scelta di milioni di elettori americani; proprio quegli americani che sono ridotti allo stremo da politiche globaliste che hanno messo in ginocchio le fasce più deboli della popolazione americana e indebolendo considerevolmente la classe media americana. Festeggiare le facce avvilite di Renzi, Junker, Hollande e tutta la macchina del fango che per mesi hanno imbrattato la figura del tycoon dipingendolo come rozzo, razzista, omofobo, sessista ecc è una soddisfazione impareggiabile, anche perché i televisionari di tutto il mondo cominciano a chiedersi che lavoro svolgano i contapalle a pagamento di TV e giornali. La vittoria di Trump sembra aver shockato anche Mario Monti, ospite di Omnibus su La7 che paventa imminenti crisi per l’Europa e per la globalizzazione (…) Continua QUI

 

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. 
E i robot? 

di Dario Tamburano
Nei prossimi vent’anni un lavoratore su due rischia di essere sostituito da un robot. Se i robot lavoreranno per noi, e non é detto, dovremo reinventarci la vita che oggi ha il lavoro scolpito nel DNA culturale della razza umana.

Elon Musk, il futurista icona della Silicon Valley fondatore e CEO di SolarCity, Tesla e SpaceX (e cofondatore di Paypal), afferma che più i robot occuperanno i posti di lavoro, più le persone dovranno essere mantenute da un “Universal Basic Income“, un reddito universale di cittadinanza. Ovvero detto in altre parole i cittadini saranno, in tutto o in parte mantenuti grazie al plusvalore e quindi alla ricchezza prodotta dai robot. Talvolta addirittura Musk nella sua telefonata sembra un pò spaventato nel tratteggiare il futuro, ma sulla robotica è ottimista.

Tralasciamo per ora di esaminare il rischio che i robot invece, non solo rendano inutili le nostre braccia ed i nostri cervelli, ma che facciano sì che nell’opinione di qualche entità… i miliardi di umani appaiano solo come inutili bocche da sfamare che consumano risorse. Continua QUI

 

Due terzi dei lavoratori stanno per essere sostituiti 
dai Robots in via di sviluppo: 
Rapporto

Un nuovo rapporto allarmante delle Nazioni Unite è l'ultimo di una litania di studi che suggeriscono che la venuta dell'età d'automazione e la forza lavoro dominata dai robot ci coinvolgerà velocemente molto più di quanto si possa pensare. Ora, l'ONU sostiene che i due terzi della forza lavoro umano nei paesi in via di sviluppo saranno sostituiti dall'automazione.

Secondo l'Onu, sarà necessario una base di reddito universale per tappare il buco del 75% degli esseri umani lasciati senza lavoro.

Precedentemente, l'Anti-Media ha riportato previsioni che la metà della forza lavoro americana entro i prossimi due decenni potrebbe essere sostituita dall'automazione. Le statistiche di un altro rapporto, ha suggerito che un software automatizzato potrebbe sostituire 1,7 milioni di camionisti dei loro posti di lavoro entro un decennio. L'articolo continua QUI in lingua inglese.

 

Cosa penserebbe Pasolini di Facebook, 
dove tutti credono di avere ragione

Che qualche cosa stesse succedendo nella lingua italiana negli anni del grande sviluppo economico del Dopoguerra, fu avvertito assai bene da uno scrittore sensibile come Pasolini, a cui si deve l’ultimo clamoroso intervento nella ‘questione della lingua’». 

Così inizia il capitolo di un celebre manuale di storia della lingua italiana, di Claudio Marazzini, che dedica uno spazio apposito all’emergere del cosiddetto italiano tecnologico, e agli sforzi con cui il poeta di Casarsa cercò di comprendere il mutamento in atto. 

E adesso, invece? Che direbbe dell’appiattimento surreale causato dai social media? Come indagherebbe la massima democrazia portata da Internet che coincide però anche con la massima approssimazione? Sono domande che mi pongo da anni: Pasolini avrebbe avuto un account Facebook?; si sarebbe messo in gioco scrivendo un fatidico “stato”?; avrebbe avuto voglia di riassumere un pensiero nei 140 caratteri di Twitter?  

Gli stessi quesiti li ho posti anche ad Andrea Di Consoli. Scrittore, giornalista, saggista, autore televisivo per la Rai. Persona dall’intelligenza camaleontica e in grado di adoperare più linguaggi. Proprio come Pasolini, che si destreggiava contemporaneamente fra poesie, romanzi, sceneggiature, opere critiche, articoli e libelli politici. Continua QUI

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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