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venerdì 8 settembre 2017

I segreti di Enki

 

I segreti di Enki, il creatore della civiltà umana 

Enki ("En" Signore, "ki" Terra) o EA ("E" Tempio, "A" Acqua) è uno dei tre più importanti dèi della cultura mesopotamica. È il dio della saggezza, signore della magia, della costruzione, delle arti, del design e della creazione.
Enki è stato interpretato come il Signore della Terra; Era il fratellastro del dio Enlil e figlio di Anu. 

La sua unica missione era creare uomini e incoraggiare altre divinità a credere in loro. Enki era anche il patrono originario della città antica di Eridu, e la sua influenza si diffuse in tutta la storia e tutta la Mesopotamia e verso i cananei, gli hittiti e anche gli ugarit.

È interessante notare che Enki è stato associato alla fascia meridionale delle costellazioni chiamate le stelle di EA, ma anche con la costellazione AŠ-IKU- Pegasus, una costellazione nel cielo settentrionale. 

Qualche volta durante il secondo millennio EA, Enki fu menzionato per iscritto dall'ideogramma numerico "40", chiamato anche il suo "numero sacro".

Enki è il creatore dell'umanità - secondo quello che viene detto nella leggenda epica Accadica dell'Atrahasis - solo per lo scopo di liberare gli dèi dal loro lavoro. Enki usava un esistente, un ominide che lui (geneticamente?) ha manipolato e altri per rendere l'uomo capace di comprendere e soddisfare le esigenze degli dèi. 

Inoltre è stato considerato il salvatore dell'umanità da quando ha avvisato Ziusudra (Noè) dal Diluvvio Universale.

Il Diluvio Universale è stato portato all'umanità da Enlil, il "Signore del Cielo (aria o atmosfera)".

   
Enki, il Dio Creatore dell'umanità.

Prima dell'assemblea divina, apparentemente preoccupata per l'eccessiva proliferazione della razza umana e il loro comportamento sconfortante, Enlil propose di porre fine all'umanità. 

Enlil riuscì a convincere il resto degli dèi, riuniti in assemblea, per autorizzare lo sterminio dell'Umanità.

Questa leggenda probabilmente ha dato luogo al successivo racconto biblico di Noè e del Diluvio Universale. 

Era il maestro plasmatore della terra, dio della saggezza e di tutta la magia, Enki fu descritto come il signore dell'abzu (Apsu in Accadico), il mare d'acqua dolce o acque sotterranee situate all'interno della terra - dove scorrono "acque primordiali".

Egli è anche il creatore dell'apkallu (ab-gal-lu "grande uomo pesce" in Sumero) che durante il giorno insegnava a tutti gli uomini e di notte si ritiravano in fondo al mare. 

 
Enki era il custode dei poteri divini chiamati Io, 
i doni della civiltà . Creditodi immagine

È interessante notare che Enki è stato considerato il custode dei poteri divini chiamati Me, i doni della civiltà. L'immagine di Enki erano dei serpenti incrociati a doppia elica o il Caduceo, talvolta confuso con l'Asta di Asclepio usato per simboleggiare la medicina. 

Enki ha creato i primi sette uomini saggi o "Abgallu" (Ab = acqua, Gal = grande, Lu = Uomo), noto anche come Adapa usando il sangue del Kingu ucciso.
Adapa, il primo uomo creato e modellato, vive e lavora come consulente del re di Eridu, e nella lista dei re sumerici, fino a quando (attraverso "Me") la "regalità" discese su Eridu"
  
Il tempio principale di Enki è stato chiamato E-abzu, che significa "tempio di abzu". Era un tempio a forma di piramide a gradoni (Ziggurat)  circondato da paludi create dal fiume Eufrate nei pressi dell'antica costa del Golfo Persico nell'antica città di Eridu.

È considerato il primo tempio noto per essere stato costruito nel sud dell'Iraq.
Quattro scavi archeologici separati nel sito di Eridu hanno dimostrato l'esistenza di un santuario risalente al primo periodo Ubaid, più di 6.500 anni fa. Si ritiene che nei successivi 4.500 anni, il tempio fu ampliato 18 volte, finché non fu abbandonato durante il periodo persiano. 


Traduzione e adattamento: Nin.Gish.Zid.da 

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giovedì 21 maggio 2015

La settima Stazione: la Terra



Il potere del sette

La nostra vita quotidiana è regolata dalla settimana fatta di sette giorni, un numero dispari che non concorda né con il nostro sistema decimale (= in base dieci, come il numero delle dita in due mani), né con il sistema sessagesimale sumero (= in base sessanta) che usiamo tuttora in geometria, astronomia e nella misurazione del tempo.

Questa scelta insolita è spiegata dal racconto biblico della Creazione, che ha coperto un arco di tempo di sette giorni (compreso quello finale di riposo e di revisione). Questo sette biblico è a sua volta spiegato dalle sette tavolette dell'Enuma Elish, l'epica mesopotamica della Creazione.

Ma perché il testo è inciso in sette tavolette? Il numero sette (compreso il diciassette e il settanta) compare in quasi tutti i più importanti eventi, comandamenti e profezie della Bibbia, per un totale di circa seicento volte.

E' anche il numero chiave nel Nuovo Testamento, compreso il profetico libro dell'Apocalisse, come pure i libri pseudepigrafici (come le sette classi di angeli nel libro di Enoch).

Lo stesso discorsi vale per la tradizione egizia, a partire dalle questioni degli dèi: la prima dinastia divina era costituita da sette dèi (da Ptah a Horus), e in tutto ci furono 49 )= 7x7) sovrani divini e semi-divini fino a quando ebbe inizio il regno dei faraoni. Le origini in Mesoamerica sono attribuite a sette tribù, e così via.

In realtà il stette cominciò a essere considerato un numero potente dagli Anunnaki che giunsero sulla Terra da Nibiru. Nippur, il centro di controllo della missione, era la settima città sulla terra.

C'erano sette saggi e i "sette che giudicano". Gli Ziggurat avevano sette piani e le stelle venivano localizzate con lo "stilo di sette numeri". Un dio aveva la "settuplice arma" e c'erano sette "armi del terrore". La liberazione del Toro celeste diede avvio a sette anni di carestia; quando si inaugurava un tempio, venivano pronunciate sette benedizioni. Eccetera, eccetera.

Si ipotizza che l'origine di tutto ciò sia la posizione della terra come settimo pianeta dal punto di vista degli Anunnaki. Secondo la mappa <<Enlil passò accanto a sette pianeti>> per raggiungere la Terra, cominciando a contare da Plutone (oggi declassificato a poco più di un asteroide e/o satellite), proseguendo con Nettuno e Urano come secondo e terzo, Saturno e Giove come quarto e quinto e la Terra come settimo.

 

Il simbolo celeste della Terra era quindi costituito da sette punti, come si possono vedere sui monumenti assiri (insieme ai simboli della Luna, di Nibiru e del Sole, e delle divinità a essi associati.  
 

giovedì 9 giugno 2011

Il calendario nella storia


Gli studiosi hanno prestato scarsa attenzione agli elementi di matematica presenti nella Bibbia, tralasciando di investigare ciò che avrebbe dovuto essere un enigma: perché la Bibbia ebraica adottò il sistema decimale, sebbene Abramo fosse un Ibri - un Sumero di Nippur - e tutti i racconti della Genesi (come richiamati nei Salmi e altrove) fossero basati su testi sumerici?

Perché il sistema sessagesimale ("a base 60") sumero non è più alla base della numerologia biblica - una nuova numerologia che culmina nel concetto del millennio? Viene da chiedersi se Marduk fosse consapevole della questione. Egli segnò la propria assunzione del potere con la proclamazione di una Nuova Era (dell'Ariete), con la revisione del calendario, e con la costruzione di un nuovo Cancello degli Dèi.

In quei passi si potrebbe anche vedere la prova di una nuova matematica - un tacito spostamento del sistema sessagesimale a quello decimale. Il punto focale di quei cambiamenti fu il tempio ziggurat in suo onore, che Enki suggerì fosse costruito dagli stessi Anunnaki.

Le scoperte archeologiche nelle sue rovine (dopo varie ricostruzioni) , così come le informazioni fornite dalle tavolette recanti precisi dati architettonici, rivelarono che la ziggurat fu eretta in sette piani, l'ultimo dei quali era destinato all'abitazione di Marduk. Progettata (come lo stesso Marduk aveva disposto) "secondo le scritture del Cielo Supremo, aveva una struttura quadrata la cui base o primo piano misurava 15 gar (circa 100 mt) per lato e si elevava per 5,5 gar (circa 30 mt), in cima c'era un secondo piano, più piccolo e più corto; e via di seguito, fino a raggiungere un'altezza dell'intero tempio di 100 metri, uguale ai lati della base.


Il risultato era un cubo la cui circonferenza equivaleva a 60 gar per ognuna delle sue tre dimensioni, conferendo così alla struttura il numero Celeste 3600 se al quadrato 60X60 e 216000 se al cubo (60X60X60). Ma in quel numero era anche nascosto uno spostamento al sistema decimale, poiché esso rappresentava il numero zodiacale 2160 moltiplicato per 100.

I quattro angoli della ziggurat guardavano esattamente ai quattro punti cardinali della bussola, come hanno dimostrato gli studi archeoastronomici, l'altezza successiva di ognuno dei primi sei piani fu calcolata precisamente per permettere le osservazioni celesti da quella particolare posizione geografica, La ziggurat non aveva quindi come scopo solo quello di superare l'Ekur di un tempo di Enlil, ma anche quello di sostituire anche le funzioni astronomico-calendariali di Nippur.


Questo venne messo in pratica dall'istituzione di una revisione del calendario - una questione di prestigio teologico e di necessità, perché lo spostamento zodiacale (dal Toro all'Ariete) rendeva  necessario anche modificare un mese nel calendario, se Nissan ("Il Portabandiera") doveva rimanere il primo mese e il mese dell'equinozio di primavera. Per ottenere tutto ciò, Marduk stabilì che l'ultimo mese dell'anno, Addaru, quell'anno venisse raddoppiato.

(L'espediente di raddoppiare Addar sette volte in un ciclo di diciannove anni è stato adottato nel calendario ebraico come sistema per riallineare periodicamente l'anno lunare a quello solare.)

Come in Mesopotamia, anche in Egitto il calendario venne revisionato. Originariamente concepito da Thot, il cui "numero segreto" era 52, divideva l'anno in 52 settimane di sette giorni ciascuna, dando come risultato un anno solare di soli 364 giorni (una questione prominente nel Libro di Enoch). Marduk (come Ra) istituì un anno basato su una divisione per 10: divise l'anno in 36 decadi di dieci giorni ciascuna; i 360 giorni risultanti erano poi seguiti da cinque giorni speciali, per arrivare a 365.

La Nuova Era introdotta da Marduk non aveva a che vedere con il monoteismo. Marduk non si dichiarò dio unico; in realtà aveva bisogno della presenza di altri dèi che lo proclamassero supremo. A quel proposito, nel sacro recinto dei templi di Babilonia, fece edificare piccoli templi e residenze per tutti gli altri dèi principali, e li invitò a farne le loro case.

Non ci sono indicazioni in nessun testo che qualcuno abbia accettato l'invito. Infatti, nel periodo dei tempo in cui la dinastia che Marduk aveva progettato si insediò finalmente a Babilonia, circa nel 1890 a.C., gli dèi dispersi cominciarono a stabilire i loro nuovi domini in tutta la Mesopotamia.


Fra questi, importante fu Elam a est, con Susa (che più tardi fu la biblica Shushan) per capitale e Ninurta come "dio nazionale". A ovest, sulle rive occidentali del fiume Eufrate, fiorì indipendentemente un regno la cui capitale fu chiamata Mari (da Amurru, colui che è a Occidente). I suoi magnifici palazzi erano decorati con pitture murali che mostravano Ishtar che investiva il re a prova del notevole prestigio di cui godeva la dea in quel luogo.


Nella montuosa terra di Hatti, dove gli Ittiti già avevano adorato il figlio più giovane di Enlil, Adad, con il nome Ittita di Teshub (il dio del Vento/Tempesta), cominciò a svilupparsi un regno di aspirazione e forza imperiali. E fra la terra degli Ittiti e Babilonia fiorì un regno assolutamente nuovo, quello di Assiria, con un pantheon in tutto identico a quello di Sumer e Accad, eccetto che il dio nazionale veniva chiamato Ashur "Colui che Vede". Egli riuniva i poteri e l'identità di Enlil e di Anu, e il suo ritratto, raffigurante un dio entro un oggetto circolare alato dominava i monumenti assiri.

Nella lontana Africa c'era l'Egitto, il Regno del Nilo. Ma un periodo caotico, chiamato dagli studiosi Secondo Periodo Intermedio, escluse il paese dalla scena internazionale fino al 1650 a.C. circa, all'evento cioè del cosi detto Nuovo Regno.

Gli studiosi hanno ancora un po' di problemi a spiegare perché l'antico Medio Oriente entrò in agitazione proprio in quel periodo. La nuova dinastia (XVIII) che prese il controllo dell'Egitto fu preda di un fervore imperialista, espandendosi nella Nubia a sud, nella Libia a ovest e nei paesi lungo la costa del Mediterraneo a est. Nella terra degli Hittiti, un nuovo re inviò il suo esercito oltre la barriera delle  montagne del Toro, e lungo la costa mediterranea; il suo successore schiacciò Mari. E a Babilonia, un popolo chiamato Cassiti, sorto dal nulla (in realtà, originario della regione montagnosa che delimita il Mar Caspio a nord-est), attaccò Babilonia e pose rapidamente fine alla dinastia che era cominciata con Hammurabi.

lunedì 11 ottobre 2010

BABELE



Nella Bibbia in Genesi 11.1 ci racconta che Dio adirato per la costruzione della torre confuse le lingua sulla terra, ma è veramente così?

Il termine babel  come derivante da balal  o bilbel , mentre in realtà era derivava dall’accadico (assiro-babilonese) “bab-ilu” o “bab-ilani”  che significa ‘città del dio’ o ‘città degli dei’. Il significato originario di ‘città degli dei’ è confermato dal fatto che il termine assiro è un calco del sumerico (lingua ben più antica dell’Ebraico e dello stesso assiro) “ka-dingir-meš”  ‘città degli dei’ in cui l’ideogramma “dingir”  ‘dio’ compare anche nella grafia assira.

In un certo periodo quel popolo perse la sua unità disgregandosi per far posto ad interessi particolaristici ed individuali come se parlassero lingue diverse, e le genti (in particolare ebraiche) ad esso sottomesse videro in queste vicende il risultato di un intervento divino.

I passi della Genesi 10.5, 10.20 e 10.31 in cui la diversità delle lingue viene già menzionata per tre volte senza dichiarare che fosse un castigo di Dio, lasciando capire che la diversità linguistica è un fatto naturale e scontato.

Anche nel Medioevo, Rabano Mauro nel suo De Universo dice ancora “linguarum diversitas exhorta est in aedificatione turris post diluvium”.
("Dopo il diluvio nella costruzione della torre si manifestò la differenza delle lingue")
Babilonia la possiamo paragonare a Gerusalemme, Ombellico del mondo, il legame tra cielo e terra, con la sua pietra della fondazione.

Babilonia ha ereditato lo stato antidiluviano di Nippur, come il DUR.AN.KI, questa era la funzione di Babilonia, la scelta del nome Sumerico dato alle Fondamenta della piattaforma dello Ziggurat E.TEMEN.AN.KI, tempio della fondazione Cielo-Terra.

Lo Ziggurat, era una torre di osservazione del cielo, per cui gli angoli indicavano chiaramente i quattro punti cardinali, che permetteva di osservare i cieli da qualsiasi angolazione, i vari piani (sette) permettevano la misurazione dei cieli da qualsiasi angolazione, almeno questo lo hanno confermato alcuni astronomi moderno, per l'alba ed il tramonto e per gli equinizi.





La vera porta di entrata ed uscita degli dei era posizionata nella pianura centrale del Sinai come si evince nel libro di Enoch una grande pianura la cui superfice rocciosa poteva fungere di pista d'atterraggio o di decollo per le navette spaziali degli Anunnaki, e Nippur era il punto centrale, ed il porto spaziale Sippar (la città degli uccelli) Anche Baalbek con le sua grandi pietre da 1200tl. era considerato tale, il basamento dove oggi sorgono le rovine di un tempio Romano avrebbero potuto essere una grande piattaforma, (nell'attuale Libano) per la salita e discesa degli Dei.






Babilonia è stata edificata da Marduk, primogenito di Enki, per l'arrivo sulla terra del Dio Anu, ricostruendo l'Esagil lo Ziggurat a sette gradoni, come lo fu ad Uruk quando nel 4000ac. Anu era giunto in visita sulla terra.

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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