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giovedì 14 giugno 2018

L'albero evolutivo di tutte le religioni sulla Terra

Grafico creato da Simon E. Davies.

L'inizio della religione: questo è l'albero evolutivo di tutte le religioni sulla Terra 

Di Ivan 

Sin dagli albori dell'umanità, gli umani hanno cercato di dare un senso al loro mondo, soprattutto di fronte a fenomeni sconosciuti come "cosa causa tempeste", "cosa ci succede dopo la morte" e "come è stato formato il mondo"? È plausibile che da tali domande si siano formate le nostre prime religioni primitive. 

La prima prova di una pratica religiosa può essere fatta risalire a 100.000 anni fa quando abbiamo iniziato a seppellire i nostri morti. Sebbene non possiamo definire questo come l'origine della fede, suggerisce che agli albori dell'umanità, avevamo iniziato a considerare una specie di aldilà. 

Nel corso del tempo, questa pratica religiosa ha dato origine a una nuova ideologia che si è diffusa in tutti i continenti, conosciuta oggi come "animismo". Questa fede emergente era il sistema di credenze di base che si sarebbe evoluto e si sarebbe espanso in numerose altre ideologie in tutto il mondo. Il viaggio di queste religioni in evoluzione può essere suddiviso in tre periodi classici. 

Va notato che questi periodi non sono indicativi di una nuova ideologia che migliora i precedenti sistemi di fede. Le religioni cambiano nel tempo, si estinguono e si dividono in tradizioni distinte.  

Si adattano al loro ambiente, costruiscono il loro ambiente in parte, tutto proprio come fa l'evoluzione organica.  

Periodo 1: Animismo (100.000 a.C. - Presente) 

Gli umani cominciarono a credere che i costrutti naturali (ad es. Piante, animali, rocce e vento) possedessero un'essenza spirituale. Si credeva che queste entità spirituali avessero poteri e temperamenti che influenzarono il nostro mondo quotidiano. Adorando questi esseri divini, si è creduto che potessimo mantenere l'armonia con questo mondo spirituale e ottenere da loro favori.  

Periodo 2: Politeismo (15.000 a.C. - Presente) 

Le radici del politeismo potrebbero trovarsi nell'era epipaleolitica. Linguisti e storici hanno definito un'ipotetica famiglia linguistica chiamata Nostratic, che sembra aver influenzato tutti i dialetti africano ed euroasiatico. Molte delle parole che possono essere ricostruite coinvolgono gli dei della natura (come la madre terra e il padre del cielo). Ciò suggerisce che gli spiriti della natura dell'animismo si erano evoluti in una nuova generazione di Dei (dando agli esseri astratti del tuono e dell'acqua una forma più umana). Durante la rivoluzione neolitica, iniziarono ad emergere civiltà che richiedevano nuove aree di competenza (ad es. Legislazione, metallurgia, agricoltura e commercio). Erano i discendenti degli dei nostratici (ad esempio gli indoeuropei e i sumeri) che assunsero il ruolo di guida e leader nel mondo civilizzato. 

Tipicamente questi esseri divini erano divisi in diverse classi, che sorvegliavano i cieli, il regno dei morti e il mondo sotterraneo. Ciascuna divinità possedeva i propri poteri, pratica religiosa e dominio (ad es. Commercio, diplomazia, guerra, ecc.). L'uomo potrebbe adorare uno o tutti questi esseri, ottenendo il favore da loro tramite le offerte, la preghiera e persino il sacrificio.

Periodo 3: Monoteismo (1348 a.C. - Presente) 

Nell'età del bronzo, un nuovo movimento prese forma dando la priorità a un Dio su tutte le altre divinità. Questo sistema è noto come Monoteismo - una credenza in un Essere Supremo. Nel 1348 a.C., il faraone Akhenaton, elevò un dio meno conosciuto chiamato "Aten" allo status supremo, sottovalutando il ruolo di tutte le altre divinità egiziane. Un po' più tardi in Iran, Zoroastro (un prete persiano) sostenne che "Ahura Mazda" fosse l'unica divinità suprema. Questo nuovo sistema emergente postulò che un dio creatore aveva formato l'universo conosciuto ed era totalmente autosufficiente, capace di governare su tutti gli altri domini. Questa idea divenne importante nel giudaismo, nel cristianesimo, nell'islam e nel sikhismo. 

La maggior parte dei sistemi monoteistici tendono ad essere di natura esclusiva, il che significava che gli dei del Vecchio Mondo dovevano essere eliminati dalla coscienza dell'uomo. Di conseguenza, le religioni monoteistiche mostravano una tolleranza religiosa inferiore rispetto alle religioni politeiste, con il risultato di molte guerre e dispute politiche.  

Questo articolo è stato scritto da Simon E. Davies. Collaboratore su Ancient-Code.com   


mercoledì 24 gennaio 2018

Amenhotep III il padre di Tutankamon

 

La grande rivoluzione monoteistica di Akhenaton 
riscritta da archeologi spagnoli

dal Sito Web ElDiario 
traduzione di Nicoletta Marino 

Il racconto della rivoluzione politico religiosa più antica della storia, l’instaurazione del monoteismo nell’Egitto dei Faraoni di 3300 anni fa, la stanno ricostruendo un gruppo di archeologi spagnoli con a capo Francisco Martín Valentíne Teresa Bedman.

In una intervista a Efe, gli archeologi svelano che durante la loro ultima campagna di scavi a Luxor, nel sud dell’Egitto, tra ottobre e dicembre, hanno ottenuto le prove che confermano "in modo quasi matematico" la tesi della co reggenza tra il faraone Amenhotep III e suo figlio Akhenaton, che sostengono da anni.

Bedman riferisce che quest’anno la missione spagnola ha trovato stele e chiusure di giare che "fanno molta più chiarezza" sugli avvenimenti dell’epoca, una delle più convulse della storia dell’antico Egitto.

Fino ad ora, questo periodo era anche uno dei più oscuri perché i faraoni che vennero dopo ordinarono di cancellare ogni traccia di quei re che si sollevarono contro il clero, istaurarono il monoteismo e si proclamarono dei viventi.

Akhenaton

Per questo fino ad ora non era stato mai chiaro se Akhenaton aveva fatto la rivoluzione religiosa da solo dopo la morte di suo padre e nemmeno se avevano condiviso il potere fatto che il gruppo spagnolo crede di aver dimostrato con il ritrovamento di alcuni geroglifici nel 2013 e provato adesso
"Se non avete un momento cronologico che sia come un tumulo che dica a tutti 'questo è così', può essere messo in discussione. Lo avevamo avuto, lo abbiamo provato e adesso ne diamo conferma.

Sappiamo cosa è successo e quando.(...)
Il tema è grandioso, una volta che lo svilupperemo sarà una pietra miliare dal punto" afferma Martín.
Gli archeologi sono riusciti a precisare che Akhenaton salì al trono nell’anno 28 del regno di suo padre e che condivisero il potere per un decennio.

Eppure Martín insiste che a partire dall’anno 30 di quell’era, Amenhotep diventa il dio Atone suo figlio lo accompagna come re e sommo sacerdote.

Questi dettagli, fa presente l’egittologo, sono ¡ fondamentali!, perché spiegano una lotta per il potere con il clero che risale agli inizi della dinastia XVIII.
"Si tratta di chi ha il potere, di colui che lo esercita.
Inventarono un sistema grandioso, solo un solo dio che si può vedere e chiedere cose senza l’intermediazione sacerdotale.
Questa è una rivoluzione politica, religiosa e intellettuale di prim’ordine" spiega Martín.
Eppure ci sono delle incognite da svelare...

Per esempio. Gli spagnoli dubitano se effettivamente il sistema fondato da Amenhotep III era monoteista o se invece, ammetteva l’esistenza di altri dei subordinati di Aton.

Questi ritrovamenti obbligano a togliere dalla cronologia della dinastia XVIII 11 anni, il che vuol dire "ubicare di nuovo" i personaggi più famosi dell’antico Egitto, tra loro Akhenaton, Nefertiti o Tutankamon.

Il gruppo della missione 'Viisir Amen-HotepHuy', 
insieme nella Tomba 'AT-28), 
trovata a Asasif (Luxor). 
PROGETTO VISIR AMEN-HOTEP HUY / IEAE.
"Possiamo affermare con certeza che Amenhotep III, e non Akhenaton, sia stato il padre di Tutankamon.

Questo cambia tutto di 180 gradi, stravolge tutto l’insieme ed è uno dei casi che sono la conseguenza di questa documentazione", prosegue Martín.
I ritrovamenti della missione spagnola sono frutto degli scavi che iniziarono nel 2009 nella tomba del visir Amenhotep Huy, che fu governatore dell’omonimo faraone e che si oppose drasticamente alla rivoluzione religiosa, il che portò alla sua caduta in disgrazia e forse ad "essere liquidato".

Dopo secoli, con la restaurazione del politeismo in Egitto, i faraoni riabilitarono la figura del vizire trasformarono la sua tomba in luogo di culto sacro.  

La tomba fu usata anche nei secoli come luogo per la mummificazione- l’unico che si conosce – e poi ha continuato ad essere considerato un luogo "magico".  

Gli archeologi hanno trovato documenti molto recenti, dei secoli XVIII e XIX che rendicontano sul fatto che si continuavano a fare "incantesimi" e rituali magici in quel luogo, il che dimostra che la tomba ha,
"una vita costante nell’immaginario tebano" e che, in effetti, la "civiltà faraonica non si è interrotta fino ad oggi".

Articoli correlati: 
Tutankhamon il Re Bambino
Hyksos Israèliti Faraoni (prima parte) 
Hyksos Israèliti Faraoni (seconda parte) 

lunedì 7 marzo 2016

Chi era veramente il faraone Akhenaton?




Immagine 1. Akhenaton e Nefertiti
Bassorilievo proveniente da Tell el-Amarna.
Berlino, Museo egizio.
  
Antichi egizi. Akhenaton essere alieno?

Antichi egizi. Akhenaton essere alieno? Di Angelo Carannante. Gli antichi Egizi, da sempre hanno affascinato l’uomo per il mistero che avvolge la loro storia che calza quasi a pennello con la teoria degli antichi astronauti, nel senso che vi sono tantissimi misteri “alieni” tuttora irrisolti e per i quali esistono spiegazioni più o meno credibili e spesso opposte. Ma qui, vogliamo parlarvi del faraone Akhenaton. Il fatto sconcertante è che egli era un…rottamatore, per dirla in termini attuali, per cui in pratica impose agli Egizi il culto del Dio Sole di cui si professava discendente e di abbandonare nel contempo il culto degli altri dei in cui fino ad allora avevano creduto. 

Antichi egizi. Akhenaton essere alieno?  

Akhenaton ordinò di eliminare e non lasciare alcuna traccia, in tutto il territorio dell’Egitto, delle immagini e dei culti degli altri dei: la circostanza è dimostrata dai ritrovamenti archeologici.

Si ebbe in pratica, una completa rottura con il politeismo. Altra discontinuità rispetto al periodo precedente è quella per cui Akhenaton (ma anche i figli e la moglie) veniva raffigurato con tratti somatici alquanto diversi rispetto ai suoi predecessori come ad esempio la vita larga e le spalle strette anziché larghe. Ma tante caratteristiche sono enigmatiche come gli zigomi rialzati ma anche il cranio allungato. 

Ora osserviamo l’immagine 1 (sopra). Si nota immediatamente il cranio allungato o dolicocefalo. Però, notiamo anche dei tratti che appaiono piuttosto femminili, forse anche più di quelli di Nefertiti: si osserva addirittura una pancia deformata… da un recente parto? Ma anche il seno lascia un po’ interdetti. Sorge il sospetto che Akhenaton fosse una donna. Figura ambigua dunque.

Potremmo ipotizzare un ibrido, un individuo in parte uomo e in parte alieno. In questo Bassorilievo proveniente da Tell el-Amarna. Berlino, Museo egizio, altri particolari non tornano. Osserviamo, come detto, il cranio molto allungato anche dei tre bambini (anch’essi alieni?) che i due adulti tengono a sé. Notiamo nel bassorilievo degli atteggiamenti che non possiamo che definire materni. Su tutto domina Aton, il disco solare. I raggi del sole stesso, alle estremità sembrano avere qualcosa di simile a due dita, o una tenaglia, per ognuno di essi. Potremmo paragonarlo ad un ufo, avvicinato per affinità al sole, che irradia della sua luce i protagonisti della scena.

Tutte fantasie? Può darsi. Indubbio è che la simbologia egizia sembra non lasciare spazio ad interpretazione alternative (leggiamo: aliene), ma è altrettanto vero che troppi sono i misteri in tanti aspetti della vita di questo misterioso popolo che sembrano condurre a popoli venuti dalle stelle. La piramide di Cheope, i velivoli di Abydos, l’uccello di Saqqara. Tanti misteri di cui è permeata l’antichità.


Un’opera sconcertante, esattamente un’incisione, che conferma queste stranezze e che qui proponiamo per sottolineare proprio tanti aspetti oscuri dell’antichità del genere umano, vale a dire della storia, è quella del tempio buddista di Ta Prohm, in Cambogia meglio conosciuta come lo “Stegosauro di Ta Prohm”. 
Come è possibile che, visto che il tempio è vecchio di 800 anni, vi è raffigurato un dinosauro? Infatti i fossili di questi giganteschi, in genere, animali preistorici sono stati ritrovati, grazie a degli scavi, solo a partire dal 1800.

Dunque, questa piccola parentesi finale, ma si potrebbero fare migliaia di esempi di “stranezze storiche”, dimostra che la storia è piena di enigmi. Gli Egizi, con particolare riferimento agli alieni, ne sono un esempio, unitamente ad altri innumerevoli antichi popoli alcuni dei quali sono divenuti di nostra conoscenza solo di recente
Angelo Carannante
LINK
Link alla fonte QUI 

Per saperne di più su Hyksos, Akhenaton e Nefertiti QUI e QUI

mercoledì 1 aprile 2015

Politeismo/Monoteismo


L'eredità monoteistica religiosa degli Anunnaki

Al momento della partenza finale, chi fra i grandi Anunnaki rimase sulla Terra? A giudicare dalle citazioni nei testi e dalle iscrizioni dei periodi successivi, possiamo essere certi solo di Marduk e di Nabu degli Enkiti; fra gli Enliliti troviamo Nannar/Sin, la sua sposa Ningal/Nikkal e il suo aiuto Nasku; probabilmente rimase anche Ishtar.

In ciascuna fazione della grande fazione religiosa c'era solo un grande Dio di Cielo e Terra: Marduk per gli Enkiti, Nannar/Sin per gli Enliliti. La storia dell'ultimo re di Babilonia rifletteva le nuove circostanze. Era stato scelto da Sin nel suo centro di culto di Haran, ma aveva bisogno del consenso e della benedizione di Marduk a Babilonia e la conferenza celeste con l'apparizione del pianeta di Marduk; portava il nome di Nabu-Na'id.

Questo co-regno divino avrebbe potuto essere un tentativo di "monoteismo duale" (per coniare un'espressione); ma la conseguenza non intenzionale fu la nascita del seme dell'Islam.

Le testimonianze storiche indicano che né gli dèi, né il popolo erano soddosfatti di questa situazione. Sin, il cui tempio ad Haran era stato restaurato, chiese che venisse ricostruito anche il suo grande zigurrat a Ur e che diventasse il centro di adorazione; a Babilonia i sacerdoti di Marduk erano furiosi.

Il testo di una tavoletta ora conservata al British Museum, che gli studiosi hanno intitolato Nabunaid e i sacerdoti di Babilonia, contiene un elenco di accuse da parte dei sacerdoti babilonesi nei confronti di Nabunaid. Le accuse andavano da faccende puramente civili (<<legge e ordine non sono promulgate da lui>>), al fatto che trascurava l'economia del paese (<<gli agricoltori sono corrotti>>, << le vie del commercio sono bloccate>>)fino alla mancanza di pubblica sicurezza (<<i nobili vengono uccisi) e alle accuse più gravi: sacrilegio.
Ha fatto l'immagine di un dio,
che nessuno ha mai visto prima nel paese.
L'ha messo nel tempio,
in cima a un piedistallo, l'ha chiamato Nannar.
Con lapislazzuli l'ha adornata,
l'ha incoronata con un tiara che ha forma di falce di luna,
la sua mano, il gesto di un demonio.
L'accusa proseguiva affermando che si trattava di una statua ben strana, di una divinit mai vista prima, <<con capelli che arrivavano giù fino al piedistallo 
>>. Era talmente insolita e sconveniente, scrisse il sacerdote, che nemmeno Enki e Ninmah (che finirono con l'essere raffigurate con strane creature - simili a chimere - nell'atto di forgiare l'uomo) <<avrebbero potuto concepirla>>; era così strana che <<nemmeno Adapa l'erudito>> (icona della conoscenza umana) <<ne conosce il nome>>.

A peggiorare le cose, due insolite bestie erano scolpite al suo fianco, a mo' di guardiani: uno era il "Demonio-Diluvio" e l'altro un Toro Selvaggio. Aggiungendo l'insulto al sacrilegio, il re collocò questo abominio nell'Esagil di Marduk e annunciò che non sarebbe stata più celebrata la festività di Akitu (Nuovo Anno), durante la quale si mettevano in scena la quasi-morte, la resurrezione, l'esilio e, infine il trionfo di Marduk.

I sacerdoti annunciarono che <<la divinità protettrice di Nabunaid gli era diventata ostile>> e che <<colui che un tempo era il favorito degli dèi era ora destinato alla sfortuna>> e costrinsero il re a lasciare Babilonia <<per una spedizione in una "regione lontana">>.

E' un fatto storicamente accertato che Nabunaid abbandonò davvero Babilonia e che nominò reggente suo figlio Bel-Shar-Uzur-Baldassar nel libro di Daniele. La "regione lontana", destinazione di Nabunaid, era l'Arabia. Come confermano numerose iscrizioni, il suo entourage includeva gli Ebrei deportati ad Haran. La sua base principale era una città chiamata Teima, un centro carovaniero in quella che è attualmente la regione del nord-occidentale dell'Arabia Saudita, citata ripetutamente nella Bibbia.


Scavi recenti condotti in quei luoghi hanno riportato alla luce tavolette cuneiformi che confermano la presenza di Nabunaid. Il re creò altri sei insediamenti per i suoi seguaci; mille anni dopo gli scrittori arabi citarono cimque di quelle città come città ebraiche. Una di queste era medina, la città dove Maometto fondò l'Islam.

La "componente ebraica" nella storia di Nabunaid è stata corroborata dal fatto che un frammento di testo scoperto a Qumran, fra i rotoli del Mar Morto, riferisce che <<a Teima Nabunaid fu colpito da una spiacevole malattia della pelle>>, dalla quale guarì solo dopo che <<un Ebreo gli aveva detto di onorare il Dio altissimo>>. 

Risultati immagini per Nannar/Sin

Di conseguenza alcuni credono che Nabunaid stesse meditando sul monoteismo; ma per lui il Dio Altissimo non era certo Yahweh degli Ebrei, bensì il suo benefattore Nannar/Sin, il dio della Luna, simbolizzato dalla mezzaluna, un simbolo adottato dall'Islam; non vi è dubbio sul fatto che le radici di questa scelta facciano riferimento alla presenza di Nabunaid in Arabia.

Finito il periodo di Nabunaid, Sin scompare dai documenti della Mesopotamia. Testi venuti alla luce a Ugarit, un sito "cananeo" sulla costa del Mediterraneo in Siria, oggi chiamato Ras-Shamra descrivono il dio della Luna ormai "in pensione", ritiratosi dalla vita attiva, insieme alla sua sposa, in un'oasi alla confluenza di due corpi d'acqua, <<accanto alla fenditura fra i due mari>>.

Riflettendo sul motivo per cui la penisola del Sinai venne battezzata in suo nome e il crocevia principale venne battezzato in onore della sua sposa Nikkal (il luogo si chiama ancora oggi in arabo Nakhl), ho ipotizzato che l'anziana copia si ritirò da qualche parte sulle coste del Mar Rosso o del Golfi di Eilat.

I testi ugaritici chiamavano il dio della Luna El - semplicemente "dio" - un precursore dell'Allah dell'Islam; e il suo simbolo di falce di luna fa bella mostra di sé in cima a ogni moschea. Come richiede la tradizione, le moschee, ancora oggi, sono fiancheggiate da minareti che simulano le navicelle a più stadi pronte al lancio.


L'ultimo capitolo nella sga di Nabunaid è collegato alla comparsa sulla scena, nell'antichità, dei Persiani un nome dato a un'accozzaglia di popoli e stati dell'altopiano iraniano che includevano le vecchie Anshan ed Elam sumere e la terra degli ultimi Medi (che ebbero un ruolo decisivo nella disfatta dell'Assiria).

Nel VI secolo a.C. una tribù che gli storici greci chiamarono Achemenidi emerse dai confini settentrionali di quei territori, ne assunse il controllo e li unificò facendoli diventare un impero nuovo e possente. Pur se considerati "indoeuropei" dal punto di vista etnico, il loro nome tribale derivava dai loro antenati, Hakham-Anish, che significava "uomo saggio" in ebreo semitico - un fatto che alcuni attribuiscono all'influenza dei deportati ebraici delle Dieci Tribù, portate in quella regione dagli Assiri. 

Dal punto di vista religioso, i Persiani achemenidi adottarono un pantheon sumero-accadico, simile alla versione hurrita mitannica, che segnava il primo passo verso l'Indo-ariano dei Veda sanscriti - una sorta di miscuglio semplificato per conversione, affermando semplicemente che credevano in un Dio Supremo che chiamavano Ahura Mazda ("Verità e Luce").    


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Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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