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venerdì 18 ottobre 2019

UN INIZIO SENZA FINE


UN INIZIO SENZA FINE

Di tutta la documentazione che ho messo insieme per supportare le conclusioni a cui sono giunto, la prova numero uno è data dall'uomo stesso. Per molti versi, infatti, l'uomo moderno - Homo sapiens - è una specie di straniero sulla Terra.Da quando Charles Darwin sbalordì gli studiosi e i teologidel tempo con la sua teoria dell'evoluzione, per la vita sulla Terra è stato tracciato un percorso storico che, culminando nell'uomo, passa attraverso i primati, i mammiferi, i vertebrati e, ancora più indietro, attraverso forme di vita progressivamente inferiori, fino al punto in cui, miliardi di anni fa, si presume che sia cominciata la vita. 

Dopo essere risaliti a ritroso fino a questo punto, gli studiosi hanno cominciato a intravedere la possibilità di altre forme di vita in qualche altra parte del nostro sistema solare o addirittura al di fuori di esso, ed è qui che si sono fatti strada i primi dubbi circa la vita sulla Terra.

Sembra infatti che qualcosa non quadri: se tutto è cominciato con una serie di reazioni chimiche spontanee, come mai la vita sulla Terra ha una sola e unica fonte, e non una serie di fonti dettate dal caso? E perché tutta la materia vivente contiene così poco degli elementi chimici che abbondano sulla Terra e così tanto di quelli che invece sono rari sul nostro pianeta? Non potrebbe essere che la vita sia stata importata sulla Terra da qualche altro luogo? La posizione dell'uomo nella catena evolutiva ha ulteriormente complicato il problema.

Sulla base di reperti ossei ritrovati in luoghi diversi, gli studiosi credettero in un primo tempo che l'uomo avesse avuto origine in Asia circa 500.000 anni fa. Ma quando vennero rinvenuti fossili più antichi, risultò chiaro che il cammino dell'evoluzione aveva richiesto molto, molto più tempo. I primati antenati dell'uomo vengono ora datati approssimativamente a 25 milioni di anni fa. Da reperti ritrovati nell'Africa orientale riusciamo a collocare la transizione verso primati più simili all'uomo (ominidi) a circa 14 milioni di anni fa, mentre solo 11 milioni di anni più tardi sarebbe apparso il primo uomo-scimmia classificabile come Homo. 

Il primo essere con fattezze decisamente umane -"Australopithecus avanzato" - visse in quella stessa parte del mondo circa 2 milioni di anni fa, ma ci volle un altro milione di anni prima che comparisse l'Homo erectus. Infine, dopo altri 900.000 anni, apparve quello che si considera il primo Uomo primitivo: l'Uomo di Neanderthal, dal nome della località dove i suoi resti vennero rinvenuti per la prima volta. Sebbene siano passati più di 2 milioni di anni tra l'Australopithecus avanzato e l'Uomo di Neanderthal, gli arnesi che i due gruppi utilizzavano - pietre appuntite - erano piuttosto simili, e anche le loro fattezze, per quello che ne sappiamo, non erano poi tanto diverse (figura 1). 

Poi, improvvisamente e inesplicabilmente, circa 35.000 annifa un nuovo tipo di uomo - Homo sapiens ("Uomo pensante") - apparve come dal niente e cancellò l'Uomo di Neanderthal dalla faccia della Terra. 

Questi uomini moderni - chiamati uomini di Cro-Magnon - erano talmente simili a noi che, se vestiti e pettinati secondo la nostra moda, si confonderebbero tranquillamente tra la folla di qualunque città europea o americana. Poiché erano abilissimi nel costruire caverne, furono in origine chiamati "uomini delle caverne". 

In effetti, giravano sulla Terra senza problemi, proprio perché, dovunque andassero, sapevano costruirsi case e ripari fatti di pietre e pelli di animali. Per milioni di anni, l'uomo aveva utilizzato come utensili nient'altro che pietre di varie fogge. Ora, l'Uomo di Cro-Magnon sapeva costruire arnesi diversi, a seconda dell'uso a cui erano destinati, e armi fatte di legno e ossa. Non era più una "scimmia nuda", ma usava le pelli degli animali per coprirsi. Viveva in forme di società organizzate, una sorta diclan guidato da un patriarca. Le incisioni e le sculture trovate nelle caverne dimostrano un buon senso artistico e una certa profondità di sentimenti, nonché una qualche forma di"religione" apparentemente legata al culto di una Dea Madre, raffigurata talvolta come una Luna crescente.

L'Uomo di Cro-Magnon seppelliva i morti e deve quindi aver avuto una concezione più o meno compiuta della vita, della morte e forse addirittura di un aldilà. Il mistero della comparsa dell'Uomo di Cro-Magnon si arricchì presto di altri tasselli. Via via, infatti, che venivano alla luce altri resti di questo uomo moderno (in località come Swanscombe, Steinheim e Montmaria), diveniva sempre più evidente che l'Uomo di Cro-Magnon discendeva da un più antico Homo sapiens che era vissuto nell'Asia occidentale e in Nord Africa circa 250.000 anni prima di lui. 

Ora, l'ipotesi che l'uomo moderno sia comparso 700.000 anni dopo l'Homo erectus e 200.000 anni prima dell'Uomo di Neanderthal non è assolutamente plausibile. Inoltre l'Homo sapiens sembra discostarsi nettamente dal lento processo dell'evoluzione, tanto che molte delle nostre odierne caratteristiche, come la capacità di parlare, non hanno assolutamente nulla a che fare con quelle dei precedenti primati. 

Il professor Theodosius Dobzhansky, che è un'autorità indiscussa in materia, era particolarmente stupito dal fatto che questo sviluppo fosse avvenuto proprio in un periodo in cui la Terra andava incontro ad un'era glaciale, una condizione, quindi, niente affatto propizia al progresso evolutivo. Partendo dal presupposto che l'Homo sapiens manca completamente di alcuni tratti che caratterizzavano i tipi precedentemente conosciuti, e ne presenta invece altri mai apparsi prima, egli concluse: «L'uomo moderno ha senza dubbio molti parenti e affini tra i fossili rinvenuti, ma non ha progenitori; quale sia l'origine dell'Homo sapiens resta davvero un mistero». Come è possibile, allora, che gli antenati dell'uomo moderno siano comparsi circa 300.000 anni fa, e non 2 o 3 milioni dianni più avanti, come avrebbe dovuto essere se fossero stati rispettati i normali ritmi del processo evolutivo?

Siamo stati forse importati sulla Terra da qualche altro luogo, oppure, come affermano l'Antico Testamento e altre fonti antiche, siamo stati creati dagli dèi? Oggi noi sappiamo dove è cominciata la civiltà e come si è sviluppata. Resta tuttavia una domanda senza risposta: Perchè? Perché è nata la civiltà? Anche la maggior parte degli studiosi, seppure a malincuore, ormai lo ammette: secondo i dati di cui disponiamo l'uomo non dovrebbe ancora aver raggiunto uno stadio avanzato di civiltà. Non vi è alcuna ragione evidente percui noi dobbiamo essere più civilizzati delle tribù primitive che vivono nella giungla amazzonica o nelle regioni più inaccessibili della Nuova Guinea.

Se queste tribù vivono ancora come nell'età della pietra, ciò avviene, si obietta di solito, perché sono rimaste isolate. Ma isolate da che cosa? Se vivevano anche loro sulla Terra come noi, perché non hanno acquisito le nostre stesse conoscenze scientifiche e tecnologiche? Il vero problema, tuttavia, non è l'arretratezza di questi"selvaggi", ma semmai il contrario: il nostro stesso progresso. È universalmente riconosciuto, infatti, che se l'uomo avesse seguito il corso normale dell'evoluzione, noi dovremmo essere ancora dei "selvaggi".

Ci sono voluti 2 milioni di anni perché l'uomo non si limitasse più a usare le pietre così come le trovava, ma capisse che poteva tagliarle e modellarle a seconda dell'uso che doveva farne. Perché dunque non ci sono voluti altri 2 milioni di anni per imparare l'uso di altri materiali, e altri 10.000 anni per masticare matematica, ingegneria eastronomia? E invece eccoci qua, a meno di 50.000 anni di distanza dall'Uomo di Neanderthal, a mandare astronauti sulla Luna. Si affaccia dunque spontanea una domanda: noi e i nostri progenitori mediterranei abbiamo davvero acquisito da soli questo grado così avanzato di civiltà?

Cotinua... 

Di ZECHARIA SITCHIN IL PIANETA DEGLI DEI 
(The 12th Planet,1976) - Capitolo Primo

martedì 20 gennaio 2015

La posizione dell'uomo nella catena evolutiva

 
UN INIZIO SENZA FINE
 
Di tutta la documentazione che Zecharia Sitchin ha messo insieme per supportare le conclusioni a cui è giunto, la prova numero uno è data dall'uomo stesso. Per molti versi, infatti, l'uomo moderno - Homo sapiens - è una specie di straniero sulla Terra.

Da quando Charles Darwin sbalordì gli studiosi e i teologi del tempo con la sua teoria dell'evoluzione, per la vita sulla Terra è stato tracciato un percorso storico che, culminando nell'uomo, passa attraverso i primati, i mammiferi, i vertebrati e, ancora più indietro, attraverso forme di vita progressivamente inferiori, fino al punto in cui, miliardi di anni fa, si presume che sia cominciata la vita.


Dopo essere risaliti a ritroso fino a questo punto, gli studiosi hanno cominciato a intravedere la possibilità di altre forme di vita in qualche altra parte del nostro sistema solare o addirittura al di fuori di esso, ed è qui che si sono fatti strada i primi dubbi circa la vita sulla Terra. Sembra infatti che qualcosa non quadri: se tutto è cominciato con una serie di reazioni chimiche spontanee, come mai la vita sulla Terra ha una sola e unica fonte, e non una serie di fonti dettate dal caso? 


E perché tutta la materia vivente contiene così poco degli elementi chimici che abbondano sulla Terra e così tanto di quelli che invece sono rari sul nostro pianeta? Non potrebbe essere che la vita sia stata importata sulla Terra da qualche altro luogo? La posizione dell'uomo nella catena evolutiva ha ulteriormente complicato il problema.

Sulla base di reperti ossei ritrovati in luoghi diversi, gli studiosi credettero in un primo tempo che l'uomo avesse avuto origine in Asia circa 500.000 anni fa. Ma quando vennero rinvenuti fossili più antichi, risultò chiaro che il cammino dell'evoluzione aveva richiesto molto, molto più tempo. I primati antenati dell'uomo vengono ora datati approssimativamente a 25 milioni di anni fa.

Da reperti ritrovati nell'Africa orientale riusciamo a collocare la transizione verso primati più simili all'uomo (ominidi) a circa 14 milioni di anni fa, mentre solo 11 milioni di anni più tardi sarebbe apparso il primo uomo-scimmia classificabile come Homo. Il primo essere con fattezze decisamente umane-"Australopithecus avanzato"-visse in quella stessa parte del mondo circa 2 milioni di anni fa, ma ci volle un altro milione di anni prima che comparisse l'Homo erectus.

Infine, dopo altri 900.000 anni, apparve quello che si considera il primo Uomo primitivo: l'Uomo di Neanderthal, dal nome della località dove i suoi resti vennero rinvenuti per la prima volta. Sebbene siano passati più di 2 milioni di anni tra l'Australopithecus avanzato e l'Uomo di Neanderthal, gli arnesi che i due gruppi utilizzavano - pietre appuntite - erano piuttosto simili, e anche le loro fattezze, per quello che ne sappiamo, non erano poi tanto diverse.



Poi, improvvisamente e inesplicabilmente, circa 35.000 anni fa un nuovo tipo di uomo - Homo sapiens ("Uomo pensante") -apparve come dal niente e cancellò l'Uomo di Neanderthal dalla faccia della Terra. Questi uomini moderni - chiamati uomini di Cro-Magnon - erano talmente simili a noi che, se vestiti e pettinati secondo la nostra moda, si confonderebbero tranquillamente tra la folla di qualunque città europea o americana. Poiché erano abilissimi nel costruire caverne, furono in origine chiamati "uomini delle caverne".

In effetti, giravano sulla Terra senza problemi, proprio perché, dovunque andassero, sapevano costruirsi case e ripari fatti di pietre e di pelli di animali. Per milioni di anni, l'uomo aveva utilizzato come utensili nient'altro che pietre di varie fogge. Ora, l'Uomo di Cro-Magnon sapeva costruire arnesi diversi, a seconda dell'uso a cui erano destinati, e armi fatte di legno e ossa. Non era più una "scimmia nuda", ma usava le pelli degli animali per coprirsi. Viveva in forme di società organizzate, una sorta di clan guidato da un patriarca. 

Le incisioni e le sculture trovate nelle caverne dimostrano un buon senso artistico e una certa profondità di sentimenti, nonché una qualche forma di "religione" apparentemente legata al culto di una Dea Madre, raffigurata talvolta come una Luna crescente. L'Uomo di Cro-Magnon seppelliva i morti e deve quindi aver avuto una concezione più o meno compiuta della vita, della morte e forse addirittura di un aldilà.

Il mistero della comparsa dell'Uomo di Cro-Magnon si arricchì presto di altri tasselli. Via via, infatti, che venivano alla luce altri resti di questo uomo moderno (in località come Swanscombe, Steinheim e Montmaria), diveniva sempre più evidente che l'Uomo di Cro-Magnon discendeva da un più antico Homo sapiens che era vissuto nell'Asia occidentale e in Nord Africa circa 250.000 anni prima di lui.

Ora, l'ipotesi che l'uomo moderno sia comparso 700.000 anni dopo l'Homo erectus e 200.000 anni prima dell'Uomo di Neanderthal non è assolutamente plausibile. Inoltre l'Homo sapiens sembra discostarsi nettamente dal lento processo dell'evoluzione, tanto che molte delle nostre odierne caratteristiche, come la capacità di parlare, non hanno assolutamente nulla a che fare con quelle dei precedenti primati.


Il professor Theodosius Dobzhansky, che è un'autorità indiscussa in materia, era particolarmente stupito dal fatto che questo sviluppo fosse avvenuto proprio in un periodo in cui la Terra andava incontro ad un'era glaciale, una condizione, quindi, niente affatto propizia al progresso evolutivo. Partendo dal presupposto che l'Homo sapiens manca completamente di alcuni tratti che caratterizzavano i tipi precedentemente conosciuti, e ne presenta invece altri mai apparsi prima, egli concluse: «L'uomo moderno ha senza dubbio molti parenti e affini tra i fossili rinvenuti, ma non ha progenitori; quale sia l'origine dell'Homo sapiens resta davvero un mistero».

Come è possibile, allora, che gli antenati dell'uomo moderno siano comparsi circa 300.000 anni fa, e non 2 o 3 milioni di anni più avanti, come avrebbe dovuto essere se fossero stati rispettati i normali ritmi del processo evolutivo? Siamo stati forse importati sulla Terra da qualche altro luogo, oppure, come affermano l'Antico Testamento e altre fonti antiche, siamo stati creati dagli dèi?


Oggi noi sappiamo dove è cominciata la civiltà e come si è sviluppata. Resta tuttavia una domanda senza risposta: Perché? Perché è nata la civiltà? Anche la maggior parte degli studiosi, seppure a malincuore, ormai lo ammette: secondo i dati di cui disponiamo l'uomo non dovrebbe ancora aver raggiunto uno stadio avanzato di civiltà. Non vi è alcuna ragione evidente per cui noi dobbiamo essere più civilizzati delle tribù primitive che vivono nella giungla amazzonica o nelle regioni più inaccessibili della Nuova Guinea.


Se queste tribù vivono ancora come nell'età della pietra, ciò avviene, si obietta di solito, perché sono rimaste isolate. Ma isolate da che cosa? Se vivevano anche loro sulla Terra come noi, perché non hanno acquisito le nostre stesse conoscenze scientifiche e tecnologiche? Il vero problema, tuttavia, non è l'arretratezza di questi "selvaggi", ma semmai il contrario: il nostro stesso progresso.


È universalmente riconosciuto, infatti, che se l'uomo avesse seguito il corso normale dell'evoluzione, noi dovremmo essere ancora dei "selvaggi". Ci sono voluti 2 milioni di anni perché l'uomo non si limitasse più a usare le pietre così come le trovava, ma capisse che poteva tagliarle e modellarle a seconda dell'uso che doveva farne. Perché dunque non ci sono voluti altri 2 milioni di anni per imparare l'uso di altri materiali, e altri 10.000 anni per masticare matematica, ingegneria e astronomia? E invece eccoci qua, a meno di 50.000 anni di distanza dall'Uomo di Neanderthal, a mandare astronauti nello spazio.



Si affaccia dunque spontanea una domanda: noi e i nostri progenitori mediterranei abbiamo davvero acquisito da soli questo grado così avanzato di civiltà? Anche se l'Uomo di Cro-Magnon non costruiva grattacieli e non lavorava metalli, non vi è dubbio che la sua fu una civiltà apparsa in maniera repentina e rivoluzionaria. Il fatto che egli si muovesse senza difficoltà, che sapesse costruirsi dei ripari, che desiderasse coprirsi e vestirsi, che costruisse da sé degli
oggetti: sono tutti elementi di una forma di civiltà che, sorta improvvisamente, rappresentò un vero e proprio punto di rottura rispetto a un processo che durava da milioni di anni e che fino a quel momento era avanzato a un ritmo estremamente lento.


Se dunque resta un mistero la comparsa dell'Homo sapiens e dell'Uomo di Cro-Magnon, non vi sono più dubbi sul luogo in cui tale civiltà è sorta: il Medio Oriente. Gli altipiani e le catene montuose che si estendono a semicerchio dai Monti Zagros a est (presso l'attuale confine tra Iran e Iraq) attraverso le vette dell'Ararat e del Tauro a nord fino a comprendere, verso sud e ovest, le regioni collinari di Siria, Libano e Israele: è questa la regione dove sono state ritrovate caverne che mostrano tracce evidenti dell'esistenza di un uomo preistorico
sì, ma moderno
.

 
Dalle mie letture fatte sui libri di Zecharia Sitchin
"Il Pianeta degli dei"
 
http://ningishzidda.altervista.org/

lunedì 10 ottobre 2011

"apocalupsis"


Una legge che disciplina l'intero ciclo dell'universo vuole che dopo aver raggiunto il suo picco, con un calo, raggiunge il suo punto di completamento ed è seguita da nuove condizioni. Attualmente, ci sembra catturato nell'agonia di un mondo di strutture obsolete e la nascita di un nuova era. Siamo entrati in un periodo in cui tutti gli eventi stanno precipitando: aumento di fanatismo, conflitti sociali, le pandemie, la violenza urbana, crisi economica, inquinamento, distruzione del clima ... Negli ultimi anni, un numero record di disastri naturali sono stati registrati, il che ha portato alcuni a dire che siamo entrati in un post apocalittico. Ma che cosa è esattamente l'Apocalisse?

L'Apocalisse è un testo importante escatologico attribuito all'apostolo Giovanni. Esso descrive la fine dei tempi e dei disastri ora in atto. E' la notizia di una rivolta contro gli elementi di una umanità che probabilmente ha giocato troppo. Esso descrive un momento di intervento divino nelle vicende umane. Ci sono prove, punizione e azione diretta di Dio sulla terra. Le visioni allucinatorie di Giovanni evocano paure così potenti che hanno catturato l'immaginazione per molti secoli. Molti artisti hanno tratto da questo tema inesauribile dei loro capolavori.

Ma se l'Apocalisse è, a quanto pare, la visione simbolica di una rivelazione finale che alcuni hanno interpretato come la fine del mondo, evoca l'opinione pubblica una lunga serie di disastri, il suo vero senso significa qualcosa d'altro. "L'Apocalisse" parola che deriva da apocalupsis la parola greca che significa "sollevare il velo", "rivelare". In Grecia, il termine si riferisce alle opere di cifratura. L'Apocalisse è principalmente finalizzato a rendere gli elementi visibili e comprensibili che sono stati nascosti dal mondo profano per millenni.  

Il testo si presenta come la rivelazione di cose nascoste sono rimasti. Si tratta di una questione di conoscenza, una conoscenza segreta che verrà rivelato agli uomini in grado di comprenderlo. E' chiaro che quando sarà il momento, coloro che hanno la "discrezione" (intelligenza) di penetrare il significato della profezia ... Questa è una presa di coscienza, un cambiamento di vibrazione e polarità, suggerendo un cambiamento totale dei nostri sistemi di credenze.
 
Questa conoscenza nascosta è legata al serpente antico, perché l'Apocalisse è chiaramente un ostacolo al diavolo e la sua presa sul mondo. La profezia racconta come l'umanità sarà consegnata dal giogo del grande rettile  e rivela che la guerra tra le forze della Luce e quelle del buio è finalmente risolto. Esso descrive il Giudizio di Dio negli "ultimi giorni" per tutti coloro che veneravano la "bestia". E i suoi molti ammiratori saranno: "E adorarono il dragone ... Essi adorarono la bestia dicendo:" Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa? "- Apocalisse 13:.. 4" E tutti gli abitanti del terra lo adorano ... / ... perché il "grande serpente inganna il mondo intero" - Apocalisse 12: 9..


Il serpente è al centro dell'Apocalisse, ed è anche il cuore del lavoro brillante di Anton Parchi. Da svelare il mistero delle nostre origini, Parchi ruppe il sigillo e il sigillo, una volta rotto, certamente ne causerà altri nella sua scia ... Parchi sembra essere una coscienza-raiser. E 'senza dubbio uno di quelli in testa. E' grazie ai ricercatori come lui, mentre ci muoviamo avanti nella nostra ricerca della verità. E se alcune menti strette piene di dogmatismo possono scegliere di ignorare questi segnali, non si interessano, o semplicemente non credono, altri sono più aperti all'annuncio di un cambiamento radicale nella civiltà. Nonostante il pugno di ferro dei tabù e dei dogmi, noi usciamo a poco a poco dal torpore in cui la Chiesa, le religioni, i governi, il mondo scientifico e le società segrete ci hanno lasciato volontariamente.

Il serpente è sicuramente legato ad uno o più eventi traumatici, profondamente radicato nel nostro passato. Animale sacro e favoloso, custode di tesori nascosti, detentore del segreto della conoscenza, iniziatore, è l'inconscio collettivo simbolo fallico, sia angelico che diabolico, creativo e distruttivo, che solleva la questione fondamentale dei rapporti tra i due l'uomo e l'universo, la materia e la spiritualità, le forze psichiche e la ragione, la Luce e le Tenebre. Divinizzato in tutte le culture e le civiltà, porta un sacco di messaggi contrastanti. Nata dalla profondità della terra e il dominio acquoso, detiene i segreti delle nostre origini. L'umano la divinità rettile trovata nelle teogonie del mondo come precursori degli uomini. Partecipano attivamente alle rime energie creative. E se la maggioranza degli scienziati preferiscono pensare che gli strani esseri che abitano i nostri miti sono archetipi universali sono solo grandi, immagini, favolose, di figure iconiche, i ricercatori audaci come Anton Parchi, va contro la corrente di pensiero, e considera queste leggende in reali nascoste il mistero delle nostre origini.
 
Che cosa sappiamo esattamente delle nostre origini? C'è una risposta obiettiva e imparziale delle nostre conoscenze attuali sulle origini dell'umanità e, in definitiva convincente come e perché la vita apparve sulla terra, circa 3, 8 miliardi di anni? L'uomo moderno (Homo sapiens) ha conosciuto un boom demografico solo 200.000 anni fa è ancora alla disperata ricerca delle sue origini. Rimane, come il primo giorno, in una curiosità eterna cercando di capire il senso della vita in generale, e soprattutto i perché e il percome della sua creazione. Le sue domande esistenziali non hanno ancora risposte ...

Il divario è enorme tra i milioni di persone che continuano a credere fermamente ai principi della teoria evoluzionistica di Darwin, e dei milioni di creazionisti che si aggrappano disperatamente ai loro dogmi obsoleti. L'opera di Darwin ha molte lacune e incongruenze, in particolare per quanto riguarda l'esistenza (presunta) di specie intermedie. Non è possibile, a partire da un pugno di ossa a volte fraudolenti, per costruire una scienza esatta. In Africa meridionale è stato scoperto il cranio di Australopithecus sicuramente dovrebbe rappresentare agli occhi del mondo, il prezioso "anello mancante". Dimostrare a tutti i costi il legame diretto tra esseri umani e scimmie, è diventata una necessità per i paleontologi e gli scienziati, il dibattito su altri principali scoperte altrettanto importante, ma destabilizzante, è stato censurato. Contro oggettivamente, la teoria dell'evoluzione continua a godere di una accettazione quasi unanime dagli studiosi. Il suo status è simile a quello una volta narrato nella Bibbia, la storia della creazione!

Di fronte alla mente dei puristi e della scienza pomposa, i credenti hanno il loro viso incollato ai loro dogmi infrangibili, ci saranno sempre ribelli ricercatori disperati per portare alla luce un'altra verità. Essi continueranno a raccogliere una serie impressionante di fatti, oggetti insoliti, eventi straordinari che costituiscono il più "prove" da versare nei file enormi degli enigmi della storia umana. Tutte le grandi rivoluzioni sono state effettuate da menti brillanti, indipendenti e innovative. Questi visionari (grassetto voluto) il coraggio di sfidare le correnti che regnano sovrane nell'oscurantismo e di pensare: Parks è uno di loro.

Attraverso la propria scoperta della sua incredibile esperienza personale e con l'aiuto di sua moglie Nora, Anton Parks ci mostra una genesi diversa. Non esitando ad attraversare il corso di critica e di solito esposti in entrambe le tesi, l'autore riesce a sintetizzare la nuova ipotesi è al momento vincente con più voti, quella dell'origine extraterrestre (esogena) della vita. Recentemente, un team di scienziati cinesi ha affermato di aver scoperto i geni nel DNA umano extraterrestre! Questo gruppo di ricercatori ritengono che il 97% delle sequenze non codificate del DNA umano rappresentano un codice genetico di forme di vita extraterrestri ... e queste sequenze sono comuni a tutti gli organismi viventi su questa terra! Tuttavia, nel DNA umano, costituiscono la maggior parte del genoma, dice il Prof. Sam Chang, che sovrintende il lavoro, sufficiente a destabilizzare un mandarino della scienza ufficiale!
 
Che collega l'antica exogenesis sacra ai testi dell'umanità e in contemporanea di incontri del terzo tipo, che è come un autore meno resistente. Prima di Parchi, i pionieri avevano stabilito questo rapporto attraverso la Bibbia e, più recentemente, con gli scritti sumeri e i  rotoli gnostici di Nag Hammadi. La visione originale dei miti fondanti dell'umanità ha il merito di dare coerenza ai rapporti di vecchie storie di entità provenienti dalle stelle che erano considerate divinità dai popoli antichi. Decodificati in scritti religiosi particolarmente sulla genesi del mondo mette in luce le informazioni più precise sulla natura di queste creature, probabilmente di origine extraterrestre sostenendo il ruolo di creatori padri.
 
Anton Parchi affronta i suoi lettori con una quantità consistente di informazioni su una cultura che molti storici e ricercatori hanno chiamato, giustamente, la "culla dell'umanità". Cultura sumera religiosa fa ampio riferimento alla colonizzazione della Terra da creature che i Sumeri chiamavano il "Anunnaki", o il figlio di Anu (An), il Dio supremo. La stragrande maggioranza delle tavolette di argilla trovate con le avventure di guerrieri Anunna. Raccontano il loro arrivo sulla Terra, la loro colonizzazione e la creazione della creatura umana che trasformarono in animali e schiavi. Mentre altri ricercatori fanno a gara come un Anunna monolitico composto solo da clan diversi della stessa famiglia che si oppongono, Anton Parchi evoca molti soggetti provenienti da altre dimensioni dello spazio appartenente alla razza dei Gina'abul parola che significa "lucertola" in sumerico.
 
Secondo lui, alcuni degli dei antichi i rettili Sumeri hanno fatto irruzione  nella banca genetica del vivente, hanno sequestrato e dirottato per servire le proprie ambizioni di potere. Su alcune colonne si evoca una lunga serie di battaglie e rivalità tra clan diversi, coloro che difendono il culto della dea madre e gli interessi della "Sorgente" da un lato, ed i maschi arroganti che vogliono imporre il loro dominio nell'universo sugli altri. Hanno rubato e deviato le caratteristiche del genoma umano per fare una sorta di ibrido chimera che doveva essere il loro schiavo e secondariamente per il cibo.
 
Dopo l'intervento di un "Dio ribelle", il serpente della Genesi istruttore, il Lucifero cristiano, il Ea-Enki dio sumero, l'Osiride egiziano, è nato un altro modello umano, più autonomo del previsto, con il discernimento tra il bene e il male e l'intelligenza. Questa creazione è stata vista come un insulto agli dei gelosi. Questa è la storia strana che è stata ispirata e in gran parte distorta della Bibbia per costruire la dottrina giudaico-cristiana. La terra è un grande laboratorio e sono il risultato di un esperimento genetico. In origine, siamo stati creati per servire. Questo è uno dei segreti meglio custoditi, sotto il velo del dogma, un segreto che stato gradualmente rivelato al pubblico attraverso gli autori coraggiosi come Anton Parchi. Per lui, non c'è dubbio che le varie manipolazioni genetiche intraprese dalla "dei" alieni hanno portato alla creazione di "Homo sapiens".


L'essere umano ha nel suo corpo la rimanenza di ofidi, ha anche un cervello "rettile", ereditato dai suoi antenati lucertole terrestri (o alieni?) Che ci sono da circa trecento milioni di anni, e dal mare sono andati a passeggiare sulla terra, il loro primo obiettivo è quello di sopravvivere. Il meccanismo neurale ¬ smo ha sviluppato il cervello da "rettile", hanno intrapreso tali elementari funzioni ¬ res. Ed il cervello è ancora dentro il nostro cranio! E' la sede dei nostri impulsi primitivi ed istintivi.

Di generazione in generazione, i discendenti dei rettili hanno sviluppato adattamenti necessari per la sopravvivenza (a sangue caldo, l'allattamento, la pelliccia ...) ed è diventato una evoluzione dei mammiferi. Nuove specie si unirono in una organizzazione più coesa sociale. Questi cambiamenti comportamentali hanno richiesto integrazioni al vecchio cervello rettile. In quel momento che Madre Natura ha costruito un nuovo tessuto neurale che circonda il cervello primitivo - il "cervello dei mammiferi" - che ha guidato il comportamento materno e una serie di altre emozioni e ha dato i primi a formare dei gruppi saldi. La natura ha anche sviluppato un accessorio, cervello nuovo, che circonda il cervello dei mammiferi e rettili di un sottile strato di sostanza neurale, neo-corteccia o "cervello dei primati". Egli ha dato la lingua all'uomo, la ragione, la logica e la cultura. Ma questa neo-corteccia ha uno svantaggio, è una sottile "vernice" apposta al cervello delle due vecchie, ancora attive.

Che dire la piega semilunare situata all'angolo interno dell'occhio che contiene le fibre muscolari più di ciò che resta di una terza palpebra o membrana nittitante, che esiste ancora tra i coccodrilli? Che dire dei legamenti articolari, i resti di una porzione di una capsula che, nei rettili, si trovava al di fuori del comune? Che dire di un'altra di quelle ghiandole perianali intorno all'ano, quali cresciute di tanto in tanto sotto forma di una coda primitiva dove si osserva in alcuni casi i difetti di nascita? Che dire delle corna, le unghie, e anche i nostri capelli, la pelle squamosa che ricorda il rettile? La fonte di leggende e tradizioni orali degli ebrei, rivela che Adamo ed Eva non hanno perso la "brillantezza, la pelle squamosa" mangiando il frutto proibito che l'Antico Testamento tradotto nella seguente frase: "Adamo ed Eva videro che erano nudi "?


Alcuni scienziati hanno ipotizzato che se i dinosauri non fossero scomparsi,  avrebbero potuto raggiungere un livello di intelligenza paragonabile a questo essere umano che si è evoluto in un umanoide/rettile. Il Museo dei dinosauri a Dorchester attualmente espone un esemplare curioso al pubblico, uno strano ometto verde, una evoluzione di quello che avrebbe potuto diventare un bipede direttamente sulla linea di dinosauri. Il modello è basato sul lavoro e la ricerca del paleontologo Dale Russell. Come è ormai accettato che l'emergere dell'intelligenza umana legata alle dimensioni del cervello è dovuto principalmente al bipedismo e che l'uomo è l'unico essere vivente ad avere sviluppato un tale potere, l'ipotesi rivoluzionaria presentata da Russell non è per niente poco interessante.

Il Prof. Phil Currie, Università di Alberta, ha ammesso che probabilmente alcuni dinosauri avevano il sangue caldo. Queste lucertole terribili erano molto meglio equipaggiate per la sopravvivenza della specie umana. La loro scomparsa era dovuta alla collisione della terra con un meteorite. Se questo disastro non fosse accaduto, chi può dire come la loro specie dominante, feroce e astuta si sarebbe evoluta, dato che alcuni di questi animali poteva muoversi con agilità sulle zampe posteriori? Gli scienziati hanno anche teorizzato che la forma rettile era ideale per viaggiare attraverso lo spazio. In grado di ibernarsi o rallentare il loro metabolismo per lunghi periodi di immersione in acqua o in un ambiente liquido, cosa che non potrebbero sopravvivere i mammiferi in lunghi viaggi pericolosi nello spazio.

Di fronte a questa moltitudine di elementi, il lavoro dei parchi non può che sfidarci. I suoi libri sollevano diverse questioni importanti. Se gli dei, angeli e demoni del passato erano tutti gli stranieri, la maggior parte di tipo rettile, intenzioni etica piuttosto dubbia e poco lodevole, ogni spiritualità è ancora possibile? In breve, se il regno spirituale è piuttosto l'interdimensionale o extraterrestre, possiamo ancora credere nell'esistenza di un Creatore singolo di "Source"? E la "Sorgente" di tutto quello che facciamo è stato lasciato nelle mani dei nostri torturatori rettili? A prima vista, si potrebbe pensare, ma al Parchi, non lo è. Si tratta di una "transizione pensione" perché mai i progettisti al servizio della "Sorgente" cessò d'avere un occhio vigile sulla loro creazione. A misura d'uomo, questa ipèotesi può sembrare molto lunga, ma sulla scala temporale del cosmo, risulta iniqua. Questi progettisti non intervengono nello sviluppo di razze in evoluzione, e questo è ciò che ci accade ora. Il loro obiettivo è conquistare una forma di organizzazione e di "disciplinarla" da "Source", che può essere paragonato a Dio. Ma nonostante la loro intelligenza ed alta ed estrema tecnologia, Parks ha detto: essi "non sono la fuori per risolvere tutti i problemi".

La "Sorgente", così illustre come è, non impedisce la sfortuna di cadere sul sistema solare. Non impedisce i vari conflitti e che si possono verificare  ed anche estendersi al di là di questo sistema. La "Sorgente" è una "matrice" del cielo, una macchina per fare "equazioni". Non cessa mai di combinare forme diverse, a seconda della regione del cosmo e delle specie che li occupano. Questo è in qualche modo simile a un dispositivo che moltiplica le combinazioni celesti per creare una sorta di equilibrio imparziale tra specie differenti dell'universo. Può sembrare bello e spaventoso allo stesso tempo.

L'essere umano ha un karma rettile collegato, come è stato spesso geneticamente modificato da queste creature. La terra è un luogo dove si sperimentano la dualità e il libero arbitrio con grande forza. Siamo tutti "dei" e il potenziale che tutti noi possediamo un'anima immortale. L'anima si accumula nell'esperienza e normalmente ha un solo obiettivo, quello di progredire. Nonostante i conflitti ovunque, sanguinose battaglie per il potere che fanno da sfondo al lavoro dei Parchi, un filo immutabile collega sue colonne, e questa discussione è il ruolo del genere e del suo rapporto con il divino, attraverso  l'energia della Kundalini. L'autore rivela l'importanza del polo femminile. Egli è costantemente riferito all'amore sacro e quindi, implicitamente, la necessità per tutti noi per trovare la sua anima complementare o "anima gemella" con il quale devono fondersi per riformare la nostra unità primordiale androgina ... Il tema di anime gemelle o anime sorelle è il punto focale della serie.

Come Sa'am-Enki (Osiride) e Heru (Horus-Lucifero), il protagonista trascorre il suo tempo alla ricerca della sua anima gemella Sé'et (Aset-Iside). Si tratta di un difficile e rischioso, perché coesistono nella dimensione ulteriore materiale con la sua anima richiede uno stretto controllo di energia e di un giusto equilibrio tra i due partner. Se uno di loro non ha lo stesso livello di coscienza a causa di una diversa evoluzione, le due "Il paradiso degli amanti" troveranno ancora problemi sulle loro strade e questo è esattamente ciò che succede ai giocatori che passano le loro cronache nel tempo per cercare, trovare e perdersi.


Come si scopre in questo libro, Parks ha avuto la fortuna di trovare la sua anima gemella in questa vita. Le circostanze erano almeno altrettanto sorprendenti sono probabilmente tutti gli incontri tra le anime predestinate. Nora ha scoperto un giorno per caso gli scritti di Anton attraverso un colloquio ed era convinto che molto conosciuto, anche prima di aver letto il suo libro. "A proposito di" Nora scrive: "e se fossimo già molto innamorati prima di sapere le nostre teste rispettivi?" Finalmente hanno deciso di vivere insieme e di unire il loro destino nel 2008. Per Nora, non c'è dubbio che abbiamo solo una doppia anima gemella vive solo o M'nen-Ba ("essenza stessa") restituisce come lingua egiziana. C'è molto da dire su questo tema nel lavoro dei Parchi, ma lasceremo il piacere di scoprire da soli ...

La storia biblica dell'uomo ha cominciato in un giardino con l'Albero della Conoscenza. Si conclude con lo stesso albero della vita posto "al centro della piazza della città (Gerusalemme celeste) e su entrambe le rive del fiume, portando dodici frutti, dando il suo frutto ogni mese: e le foglie sono state utilizzate per la guarigione delle nazioni ". Il testo dell'Apocalisse si conclude con la comparsa della nuova "Gerusalemme celeste", una città splendente di luce, alcuni non hanno esitato al marchio "oggetto volante non identificato", vedendo il ritorno dei vecchi dèi, quelli di Sumer. Il cerchio è completo. Si può pensare che gli esseri umani possono finalmente accedere ai misteri di origine celeste.  

Il tempo per l'approccio le rivelazioni. Ci stanno preparando a vivere momenti intensi, momenti di paura, anche perché tutti i nostri valori fondamentali crolleranno. Le nascoste rivelazioni di verità  fin dall'inizio dei tempi legati alla genesi dell'umanità, la vera natura di Dio (o meglio degli dèi) e Satana sarà disponibile su "End of Days" per destabilizzare completamente le tre grandi religioni monoteiste. Alcuni vedono l'anticipazione del grande ritorno delle creature celesti, bene e male che abbiamo erroneamente classificato angeli, dèi o demoni. Secondo alcuni, potremo finalmente realizzare le nostre vere radici, probabilmente più "aliene", che come divine.  

Il futuro dell'uomo richiede necessariamente la consapevolezza e la comprensione del suo passato e le sue origini. Per alcuni, questa percezione è strettamente spirituale. Per altri, può essere solo una comprensione razionale e logica. Milioni di persone continuano ad aderire ad un sistema basate di credenze rassicuranti ma, per la maggior parte su scritti manomessi. Entrambi considerano l'altro evento esogeno come del tutto assurdo. È stato a lungo criticato l'approccio di alcuni ricercatori che emerse dalle norme, dei vincoli e la casella del pensare. Si dirà, che non c'è la possibilità di risolvere tutte le difficoltà della Genesi dell'Umanità. Questa versione del terzo volume del lavoro iniziato da Anton Parks, che ha aggiunte e importanti sviluppi, ci dimostra il contrario.

 
James G. Camere
Direttore della rivista
"Egitto" e "Segreti della Storia"
Amministratore delegato della Fondazione pubblicazioni Horus  

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