mercoledì 17 dicembre 2014

A cosa stiamo rinunciando?

Grande Fratello: Grazie per l’acquisto!
Grande Fratello: Grazie per l’acquisto!


Quello che la polizia poteva sapere di te solo attraverso un mandato e il sospetto di un grave crimine, quello che le grandi corporations potevano solo sognare di sapere di te per affinare il loro marketing, glielo fornirai tu, deliberatamente, inconsapevolmente, gratuitamente. Anzi, pagherai per farlo.


Le nuove tecnologie ci circondano e sono diventate talmente parte integrante della nostra vita che spesso passano ormai completamente inosservate. Queste tecnologie però non smettono di osservare noi.



Con il passepartout della comodità, della connettività, della velocità, gli apparecchi che usiamo diventano sempre più intelligenti, integrano sempre più utilità che, nella maggior parte dei casi, devono la loro funzionalità alla quantità di dati che riescono a leggere e registrare su di noi. Queste tecnologie poi comunicano sempre di più tra loro…  Ma non solo tra loro.



Ogni volta che si inviano informazioni sensibili, c’è sempre il rischio del cosiddetto “man in the middle” ovvero qualcuno che, tra le altre cose, riesce a leggere quello che due parti si “stanno dicendo” senza che queste parti lo sappiano, a prescindere che queste siano umane o oggetti tecnologici.
Ma qui si sta parlando di un problema ben più grave: molte delle tecnologie che usiamo dichiarano apertamente che le nostre informazioni saranno registrate e lette da terzi, spesso addirittura vendute.




Alla fine ci troviamo ad essere noi stessi il “man in the middle”, spesso anche coscienti di esserlo (i proprietari delle tecnologie non ne fanno mistero), quindi coscienti di stare vendendo la nostra privacy in cambio di un tipo di tecnologia che è diventata di fatto una parte imprescindibile e indispensabile della nostra vita. Siamo così dipendenti da oggetti e mezzi di comunicazione avanzati, che non ci importa più di essere spiati se, in cambio, ci viene fornito un servizio che riteniamo così importante, quando magari stiamo parlando di un mero strumento di intrattenimento.

Quello che era stato descritto come “Grande Fratello” nel libro di Orwell, si sta compiendo, ma la cosa più assurda è che non ci viene imposto con la forza e nemmeno con l’inganno. Semplicemente siamo noi a desiderarlo e comprarcelo.

Breve video informativo
(sottotitolato in italiano)



Video più esaustivo in italiano
(Per chi non ha fretta)




Scritto da Maso Massy James
http://www.masonmassyjames.it/blog/


http://ningishzidda.altervista.org/ 

Alcuni motori di ricerca più discreti; non è la panacea della privacy ma almeno è già qualcosa: 

https://startpage.com/ita/ 
https://duckduckgo.com/

lunedì 15 dicembre 2014

Le ancelle della soppressione

 guerra
Giornalisti, propaganda e guerra mediatica. 
E' ora che la gente sappia la verità 

"Quando la verità è sostituita dal silenzio", diceva il dissidente sovietico Yevtushenko, "il silenzio è una menzogna.”

JohnsPhoto by John Pilger, giornalsta free lance, " serve un giornalismo che monitori, smonti e controbatta la propaganda e che insegni ai giovani ad essere agenti per la gente, non per il potere".
 
Traduco nel seguito un illuminante pezzo "riassuntivo", di questo giornalista australiano (che negli anni '60 ha tentato anche una avventura free lance in Italia) su dove siamo e siamo andati nella informazione in Occidente, ovvero sul suo ruolo preminente come "propaganda del potere"  e quindi... sulla falsità e faziosità del giornalismo mainstream, votato non alla verità e all'informazione ma a servire le agende del potere. Questo anche in relazioni alle grandi guerre...come quella che stanno preparando. 

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ucrania

 C'è mai stato un gioco di prestigio più palese?

Perché così tanto giornalismo si è arreso alla propaganda? Perché censura e distorsione sono diventate una pratica standard? Perché la BBC è cosi spesso portavoce di un potere rapace? Perché il New York Times e il Washington Post ingannano i loro lettori? Perché ai giovani giornalisti non viene insegnato a comprendere le finalità dei media e a sfidare le affermazioni eclatanti e le basse intenzioni di una oggettività fasulla?

E perché a loro non si insegna che l’essenza di gran parte di ciò che definiamo media mainstream non è informazione, ma potere?
Queste sono domande urgenti. Il mondo si trova di fronte all'eventualità di una grande guerra, forse addirittura nucleare - con gli Stati Uniti chiaramente determinati ad isolare e provocare la Russia e poi la Cina. Questa verità viene capovolta e messa sottosopra dai giornalisti, inclusi quelli che promossero le menzogne che portarono al bagno di sangue in Iraq nel 2003.

I tempi in cui viviamo sono così pericolosi e distorti nella pubblica percezione, che la propaganda non è più, come Edward Bernays la definì, un "governo invisibile", ma è il governo stesso, che governa direttamente senza timore di essere contraddetto; il suo scopo principale è conquistare noi, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di separare la verità dalle menzogne.
L'era dell'informazione è in realtà un'era mediatica. Abbiamo guerre mediatiche; censura mediatica; demonizzazione mediatica; punizione mediatica; deviazioni mediatiche: una surreale linea di assemblaggio di obbedienti luoghi comuni e false supposizioni.


Questo potere di creare una nuova "realtà" è in corso da lungo tempo. Quarantacinque anni fa, un libro intitolato “The Greening of America” fece scalpore. La copertina riportava queste parole: "E’ in arrivo una rivoluzione. Non sarà come le rivoluzioni del passato. Avrà origine dall'individuo..."

In quel periodo facevo il corrispondente negli Stati Uniti, e mi ricordo che l’autore, da un giorno all'altro, divenne un guru. Era un giovane accademico dell'Università di Yale: Charles Reich. Il suo messaggio era che il dire la verità e l'azione politica avevano fallito e che solo "cultura" e introspezione avrebbero potuto cambiare il mondo.


Spinto dalle forze del profitto, nel giro di pochi anni l’ideologia del "me-stesso" (me-ismo) avrebbe sopraffatto il nostro senso di azione comune, di giustizia sociale e di internazionalismo. Si separarono classe, genere e razza. Il personale divenne politico e i media divennero il messaggio. Sulla scia della guerra fredda, l’invezione di nuove "minacce" completò il disorientamento politico di coloro che, 20 anni prima, avrebbero formato una veemente opposizione.

Nel 2003 filmai un'intervista a Washington con Charles Lewis, l'illustre giornalista investigativo americano. Discutemmo sull'invasione dell'Iraq pochi mesi prima che avvenne. 



Gli chiesi: "Cosa sarebbe successo se i media più liberi del mondo avessero seriamente sfidato George Bush e Donald Rumsfeld, indagando sulle loro affermazioni, anziché veicolare ciò che poi si rivelò essere rozza propaganda?".
Rispose che, se noi giornalisti avessimo fatto il nostro lavoro, "ci sarebbe stata una grandissima probabilità che non saremmo andati a fare la guerra in Iraq."
Questa shockante affermazione, che fu anche sostenuta da altri giornalisti famosi a cui feci la stessa domanda. Dan Rather, ex di CBS, mi diede la stessa risposta. David Rose dell'Observer e altri giornalisti di lunga esperienza e produttori della BBC, che vollero restare anonimi, mi diedero la stessa risposta.



media propaganda

In altre parole, se i giornalisti avessero fatto il loro mestiere, se avessero indagato e messo in discussione la propaganda invece di amplificarla, centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini potrebbero essere vivi oggi; milioni di persone non avrebbero dovuto abbandonare le loro case; la guerra settaria tra sunniti e sciiti avrebbe potuto non essere scatenata e il famigerato Stato islamico forse ora non esisterebbe.

Persino ora, nonostante i milioni di persone che sono scesi in piazza in segno di protesta, la piu’ parte del pubblico nei paesi occidentali ha una scarsissima idea della vastità del crimine commesso dai nostri governi in Iraq. Ancora meno persone sono consapevoli del fatto che, nei 12 anni prima dell'invasione, i governi statunitense e britannico avevano messo in moto un olocausto negando alla popolazione civile dell'Iraq i mezzi per la sopravvivenza.


Queste sono parole del funzionario britannico responsabile per le sanzioni contro l'Iraq negli anni ’90: un assedio medievale che ha causato la morte di mezzo milione di bambini sotto i cinque anni, come riferito dall'Unicef Il nome del funzionario è Carne Ross. All'Ufficio Esteri di Londra era conosciuto come "Mr Iraq". Oggi ha deciso di dire la verità su come i governi ingannano e su come i giornalisti volontariamente si prestano a diffondere l'inganno. "Davamo in pasto ai giornalisti presunti fatti di intelligence edulcorata", mi ha riferito, "oppure li tenevamo fuori."


Il “whistelblower” (che spiffera la notizia) principale durante questo terribile periodo di silenzio è stato Denis Halliday. Allora Assistente Segretario Generale delle Nazioni Unite e alto funzionario delle Nazioni Unite in Iraq, Halliday si dimise piuttosto di attuare politiche da lui stesso ritenute da genocidio. Ha stimato che le sanzioni uccisero più di un milione di iracheni.

Cosa successe poi ad Halliday è piuttosto istruttivo. Quando le sue affermazioni non venivano ritoccate, veniva diffamato. Durante il programma “Newsnight” della BBC, il presentatore Jeremy Paxman gli gridò: "Non sei forse solo un difensore di Saddam Hussein?" The Guardian ha recentemente descritto questo come uno dei "momenti memorabili" di Paxman. La scorsa settimana, Paxman ha siglato una trattativa da 1.000.000 di sterline per un libro.

Le ancelle della soppressione (dei fatti) hanno fatto bene il loro lavoro. Consideriamo gli effetti. Nel 2013, un sondaggio di ComRes, rivelò che la maggioranza del pubblico britannico credeva che il bilancio delle vittime in Iraq fosse 10.000: una piccola frazione della verità. La scia di sangue che va dall'Iraq a Londra è stata quasi del tutto ripulita.


Rupert Murdoch si dice sia il padrino della mafia mediatica e nessuno dovrebbe dubitare dello strapotere dei suoi giornali - 127 in tutto – con una tiratura congiunta di 40 milioni, e della sua rete, la Fox. Ma l'influenza dell'impero di Murdoch non supera di riflesso i media più ampi.


La propaganda più efficace non si trova su The Sun o su Fox News, piuttosto sotto un' aura "liberale". Quando il New York Times pubblico’ le affermazioni sul fatto che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa, si credette a questa falsa evidenza, perché non provenivano da Fox News, ma dal New York Times.


Lo stesso vale per il Washington Post e per il Guardian, entrambi i quali hanno svolto un ruolo fondamentale nel condizionare i loro lettori ad accettare una nuova e pericolosa guerra fredda. Tutti e tre i giornali liberali hanno travisato gli eventi in Ucraina, presentandoli come atto malvagio da parte della Russia, quando, in realtà, il colpo di stato guidato dai fascisti in Ucraina è stato il lavoro degli Stati Uniti, aiutati dalla Germania e dalla Nato.


Questo capovolgere la realtà è fatto cosi pervasivo, che l'accerchiamento militare di Washington e l’intimidazione della Russia non sono neanche presi in considerazione. Non fanno neppure notizia, ma sono soppressi dietro una campagna diffamatoria e di paura, come quella con cui sono cresciuto durante la prima guerra fredda.

Ancora una volta, l'impero del male è venuto a prenderci, guidato da un altro Stalin o, perversamente , da un nuovo Hitler. Dai un nome al tuo demone e sguinzaglialo.


La soppressione della verità sui fatti in Ucraina è uno dei piu’ completi blackout di notizie che io ricordi. Il più grande  potenziamento militare occidentale nel Caucaso e in Europa orientale, dalla seconda guerra mondiale, è stato occultato. Gli aiuti segreti di Washington a Kiev e alle sue brigate neo-naziste responsabili di crimini di guerra contro la popolazione dell'Ucraina orientale, è occultato. Le prove che contraddicono la propaganda che sia la Russia ad essere responsabile per l'abbattimento di un aereo di linea della Malesia, sono tenute nascoste.


E, per di più, sono proprio i media che si presumono liberali, ad essere i censori. Senza citare alcun fatto, senza alcuna prova, un giornalista ha individuato un leader filo-russo in Ucraina, come l'uomo che ha abbattuto l'aereo di linea. Quest'uomo, scrive il giornalista, era conosciuto come The Demon. Era un uomo spaventoso che impauriva il giornalista: ecco, questa era la prova.

Molti degli addetti nei media occidentali hanno lavorato alacremente per presentare la popolazione di etnia russa dell'Ucraina, come straniera in patria propria, quasi mai come ucraini alla ricerca di una federazione all'interno dell'Ucraina e come cittadini ucraini che resistono ad un colpo di stato orchestrato da stranieri contro il governo da loro eletto.


Quello che il presidente russo ha da dire è irrilevante; non è che un cattivo da pantomima teatrale, che può essere abusato impunemente. Un generale americano che guida la Nato e che sembra essere uscito direttamente dal film “Il Dottor Stranamore” - un certo gen. Breedlove - sostiene abitualmente la tesi delle invasioni russe, senza uno straccio di prova visiva. La sua imitazione del generale Jack D. Ripper del film di Stanley Kubrick è perfetta.

Quarantamila russi stavano ammassandosi al confine, secondo Breedlove. È bastata questa affermazione per il New York Times, il Washington Post e The Observer - quest'ultimo si era già distinto in precedenza con menzogne e invenzioni che avevano sostenuto l'invasione di Blair in Iraq, come il suo ex reporter, David Rose, ha poi rivelato.


Si respira quasi lo spirito gioioso di una riunione di classe. I suonatori di tamburi del Washington Post sono gli stessi editorialisti che dichiararono che l'esistenza di armi di distruzione di massa di Saddam, è un “dato di fatto”.


Lo scrittore investigativo americano Robert Parry scrisse: “Se vi stupite su come il mondo possa finire dentro una terza guerra mondiale, così come ha fatto nella guerra mondiale di un secolo fa – tutto quello che dovete fare è guardare alla pazzia che praticamente ha avvolto l'intera struttura politica e mediatica degli Stati Uniti, sulla questione Ucraina, dove una falsa narrativa di colletti bianchi opposta a quelli neri, ha preso piede dall’inizio e si rende impermeabile a fatti o a alla ragione”.
Parry, il giornalista che ha rivelato lo scandalo Iran-Contra, è uno dei pochi che indaga sul ruolo centrale dei mezzi di comunicazione in questo "gioco dei polli", come il Ministro degli Esteri russo lo ha chiamato. Ma si tratta veramente di un gioco? Mentre scrivo, il Congresso degli Stati Uniti sta votando la Risoluzione 758, che, in poche parole, dice: "Prepariamoci per la guerra contro la Russia."

Nel 19° secolo, lo scrittore Alexander Herzen descrisse il liberalismo laico come "la religione finale, sebbene la sua chiesa non sia dell'altro mondo, ma di questo". Oggi, questo diritto divino è molto più violento e pericoloso di ogni altra cosa che il mondo musulmano possa escogitare, anche se forse il suo più grande trionfo è l'illusione di una informazione libera e aperta.


Dai notiziari, interi paesi sono fatti sparire. L'Arabia Saudita, la fonte di estremismo e terrore sostenuto dall'occidente, non fa storia, tranne quando spinge verso il basso il prezzo del petrolio. Lo Yemen ha subito dodici anni di attacchi di droni americani. Chi lo sa? A chi importa?

Nel 2009, l'Università del West of England pubblicò i risultati di uno studio decennale sulla copertura mediatica della BBC per quanto riguardava il Venezuela. Di 304 reportage trasmessi, solo tre parlarono delle politiche positive introdotte dal governo di Hugo Chavez. Il più grande programma di alfabetizzazione nella storia umana, ricevette appena un accenno.


In Europa e negli Stati Uniti, milioni di lettori e spettatori non sanno quasi nulla dei notevoli, vivificanti cambiamenti avvenuti in America Latina, molti dei quali ispirati da Chavez. Come per la BBC, le inchieste del New York Times, del Washington Post, del Guardian e del resto dei media occidentali rispettabili, erano notoriamente in malafede. Chavez venne deriso persino sul letto di morte. Come viene spiegato questo, mi chiedo, nelle scuole di giornalismo?

Perché milioni di persone in Gran Bretagna sono convinte che una punizione collettiva chiamata "austerity", è necessaria?

 

A seguito del crollo economico del 2008, un sistema marcio è venuto alla luce. Per una frazione di secondo le banche sono state messe in fila come truffatori con obblighi verso il pubblico che avevano tradito. Ma nel giro di pochi mesi – a parte alcune pietre gettate contro eccessivi “bonus” aziendali – il messaggio cambiò. Le foto segnaletiche dei banchieri colpevoli sono sparite dai giornali e qualcosa chiamato “austerity” ha iniziato a pesare su milioni di persone normali. C'è mai stato un gioco di prestigio più palese?

Oggi, molti dei presupposti della vita della “civiltà” inglese, in Gran Bretagna sono in fase di smantellamento, questo per ripagare un debito fraudolento , ovvero il debito di truffatori. I tagli dell'"austerity" si dice che siano di 83 miliardi di sterline. Questo è quasi esattamente l'importo delle tasse non pagate dalle stesse banche e da multinazionali come Amazon e Murdoch News UK. Inoltre, le banche truffaldine ricevono una sovvenzione annua di 100 miliardi di sterline in assicurazione gratuita e garanzie - una cifra che potrebbe finanziare l'intero servizio sanitario nazionale (NHS).


La crisi economica è propaganda pura. Politiche estreme ora governano la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, gran parte dell'Europa, il Canada e l'Australia. Chi difende la maggioranza della gente? Chi ci racconta la loro storia? Chi ci dice le cose come stanno? Non è questo ciò che i giornalisti dovrebbero fare?

Nel 1977, Carl Bernstein, famoso per l'indagine sul caso Watergate, rivelò che più di 400 giornalisti e direttori di notiziari lavoravano per la CIA. Tra questi, giornalisti del New York Times, Time e di reti televisive. Nel 1991, Richard Norton Taylor del Guardian rivelò qualcosa di simile in questo paese (la Gran Bretagna, appunto n.d.t.).


Oggi niente di tutto questo è necessario. Dubito che qualcuno abbia pagato il Washington Post e molti altri media per accusare Edward Snowden di fiancheggiare il terrorismo. Dubito che qualcuno paghi chi di routine infanga Julian Assange - anche se ci sono molte altre possibili ricompense.

Mi è chiaro che il motivo principale per cui Assange ha attirato tutto quel veleno, quelle ripicche e gelosie, è perché WikiLeaks ha buttato giù la facciata di una élite politica corrotta, sostenuta dai giornalisti. Nel proclamare un’era straordinaria di rilevazioni, Assange si è fatto nemici illuminando e svergognando i guardiani dei media, non da ultimo il giornale che pubblicò e fece proprio il grande scoop di Assange, che non solo divenne un bersaglio, ma anche una gallina dalle uova d'oro.


Si son fatti affari lucrativi per libri e film hollywoodiani, si sono lanciate carriere mediatiche o sono partite sulla pelle di Wikileaks e del suo fondatore. La gente ha fatto un sacco di soldi, mentre WikiLeaks è in lotta per la sopravvivenza.
 

Niente di tutto ciò è stato ricordato a Stoccolma il 1° dicembre scorso [2014], quando il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, ha condiviso con Edward Snowden il “Right Livelihood Award”, noto come premio Nobel Alternativo per la pace. La cosa più shockante in questo evento è stata che Assange e WikiLeaks sono stati cancellati. Non esistevano, erano non-persone. Nessuno parlò per l'uomo che fece da pioniere alla “denuncia spifferata” in forma digitale. Così è stato consegnando al Guardian uno dei più grandi scoop della storia. Sia detto che è stato Assange, con il suo team di WikiLeaks che con efficacia e brillantemente ha salvato Edward Snowden in Hong Kong e lo ha messo al sicuro. Ma su questo non una parola.

Ma ciò che ha reso questa censura per omissione così ironicamente beffarda e scandalosa, che la cerimonia si è svolta nel Parlamento svedese - il cui vile silenzio sul caso Assange ha cospirato con il grottesco aborto giudiziario di Stoccolma.


"Quando la verità è sostituita dal silenzio", diceva il dissidente sovietico Yevtushenko, "il silenzio è una menzogna.”
È questo tipo di silenzio che noi giornalisti dobbiamo rompere. Dobbiamo guardare nello specchio. Dobbiamo far render conto ai media irresponsabili che servono il potere ed una psicosi che minaccia una guerra mondiale.
Nel 18° secolo, Edmund Burke descrisse il ruolo della stampa come Quarto Stato (nel senso di Ceto Sociale,ndt) che controlla il potente. È mai stato vero? Se… certamente non più oggidì. Ciò di cui abbiamo bisogno è di un Quinto Stato: un giornalismo che monitori, smonti e controbatta la propaganda e che insegni ai giovani ad essere agenti per la gente, non il potere. Abbiamo bisogno di ciò che i russi chiamarono perestroika: una insurrezione dalla conoscenza soggiogata. Io lo chiamerei vero giornalismo.


Sono trascorsi 100 anni dalla prima guerra mondiale. A quei tempi i reporter vennero premiati e fatti cavalieri per il loro silenzio e la loro collusione. Al culmine della strage, il primo ministro britannico David Lloyd George confidò a C.P. Scott, direttore del Manchester Guardian: "Se la gente sapesse [la verità] la guerra verrebbe interrotta domani, ma ovviamente non sa, e non può sapere."


È ora che la sappiano.


by John Pilger

Fonte: http://johnpilger.com/articles/war-by-media-and-the-triumph-of-propaganda
Traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

http://ningishzidda.altervista.org/

sabato 13 dicembre 2014

CONVENZIONALISTI & COMPLOTTISTI

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone 
oppresse e amare quelle che opprimono.” Malcom X.
 
https://www.youtube.com/watch?v=vQR2FmP7WVo
Clicca sull'immagine per vedere il video. 
 Il video dura circa 26 minuti, le appendici trascritte qui sotto fanno parte del video trascritto dall'autore.

Analizzando questi “credo popolare”, con un po’ di onestà, è evidente quanto siano fallaci, assurdi e di parte. Leggi all'interno dell'articolo QUI


Ognuno di questi punti si fonda su luoghi comuni talmente banali che sorprende il fatto che facciano tanta presa. Solo dando un’occhiata all’ultimo secolo possiamo trovare esempi pertinenti: leggi all'interno dell'articolo QUI


Michael J. Wood and Karen M. Douglas della Kent University) hanno dimostrato che è ormai la maggioranza delle persone a mettere in dubbio le verità ufficiali. E i cosiddetti “convenzionalisti” (sì, esiste una classificazione anche per quelli che credono nelle verità ufficiali, anche se non l’avete mai sentita suppongo… chissà perché) sono generalmente quelli che cercando di esporre le loro opinioni lo fanno in maniera più violenta, proprio perché fanaticamente attaccati alla loro irremovibile e accettata versione dei fatti. I cosiddetti complottisti, d’altra parte, non pretendono di avere una teoria che spiega completamente gli eventi, ma cercano di sfatare la versione ufficiale.
Lo studio ha determinato che i cosiddetti complottisti guardano al contesto storico più degli anti-complottisti.


La verità è una ricerca infinita e non è per tutti, ma è l’unica strada che porta ad un vero attivismo e ad un vero cambiamento. Una strada sulla quale non si muove un passo senza aver il coraggio di portarsi addosso una montagna di dubbi.

Se non riprendiamo in mano la situazione e ricostruiamo il nostro senso critico rifiutando di credere ciecamente a quello che ci viene detto, verificando le informazioni, confrontandoci con le persone, saremo sempre gli strumenti di questo orrore.

Leggi QUI la trascrizione dell'intero video 

di Mason Massy James
http://ningishzidda.altervista.org/

Alcuni esempi pertinenti trovati in rete:

''LA RIFORMA'' DI RENZI DEL SENATO E' STATA CONSIGLIATA DALLA BANCA AMERICANA JP MORGAN: PAG.12 DEL ''REPORT 28.05 2013''


IL CORPO UMANO E’ DI PROPRIETÀ DELLO STATO

LA TORTURA E' UNA BUONA COSA ? 

CHI ATTENTA ALLA DEMOCRAZIA ITALIANA?
CHI ATTENTA ALLA DEMOCRAZIA ITALIANA?

SIBIALIRIA: la prima a morire in guerra è la Verità
- See more at: http://www.sibialiria.org/wordpress/#sthash.JTwOlRw5.dpuf

 

venerdì 12 dicembre 2014

Intervista a Josefina Fraile su CYL-Tv di Zamora



BISOGNA FERMARE QUESTI VOLI!





(traduzione a cura di Skyguards)
Spagna: Josefina Fraile Martín, presidente de l’Asociación Terra SOS-tenible, già tra i promotori lo scorso aprile (aprile 2013, ndt) di un’iniziativa pubblica sulla geoingegneria presso il Parlamento Europeo, intervistata da una televisione spagnola, illustra i motivi della denuncia presentata sulle attività di geoingegneria clandestina in atto nei cieli di Zamora (Spagna). Nell’intervista, oltre a rimarcare il lassismo delle istituzioni nel fornire risposte alle numerose denunce, parla del ruolo dei mass-media nel creare un clima di assuefazione verso certi fenomeni.


Intervista a Josefina Fraile su CYL-Tv di Zamora 

P (intervistatrice): Continuiamo qui in Zamora, è così,…Le faccio una domanda: E’ possibile che per ragioni di investigazione sul cambio climatico o il controllo delle comunicazioni si stia controllando o meglio, contaminando, il suolo agricolo, l’acqua e le piante ?

Con questa domanda si iniziava la conferenza di questa sera, che ha avuto luogo in Zamora, organizzata dal Fronte Civile di Zamora. E per rispondere alle domande e darci le risposte è con noi la relatrice, Presidente della Associazione Terra SOS-tenibile, signora Josefina Fraile, promotrice della Piattaforma Civile Guardacielos, laureata in scienze politiche e con diverse post-lauree.
 
VIDEO





Buona sera e benvenuta
Josefina Fraile: Buona sera, vi ringrazio per questa possibilità.

P: Un tema, la verità, abbastanza interessante e preoccupante se ci mettiamo ad investigare e che ha molte domande pendenti. Così, andiamo ad iniziare a rispondere ad alcune di loro.
Possiamo dire, come ci suggeriva il titolo di questa conferenza nella quale ha partecipato questa sera in Zamora, che esistono programmi di manipolazione climatica che presumibilmente stanno contaminando il nostro ambiente, la nostra Terra ?

J: E’ così, esistono e non sono una novità. I programmi di manipolazione climatica datano dagli anni ‘60 e sono un’arma bellica. Si utilizzarono per la prima volta per inondare il sentiero di Ho Chi Minh, utilizzato dai vietnamiti per rifornirsi. Il fine era di allungare l’epoca dei monsoni di 50 giorni rendendo questo sentiero totalmente intransitabile per qualsiasi tipo di rifornimento.
Fu tale la devastazione causata da questa arma, che finalmente, negli anni 76-77, si vietò, mediante due convenzioni delle Nazioni Unite. Si vietarono, a quella epoca, le armi climatiche con fini bellici ed ostili.

Pertanto, effettivamente, quest’arma esiste.
Che cosa provoca e cosa si ottiene con questa arma? Si possono generare piogge, tempeste, nubi, raggi, tempeste elettriche e precipitazioni in qualsiasi luogo del mondo…. però anche tutto il contrario, si può utilizzare per eliminare piogge, grandine, fronti nevosi e per generare siccità.

Quest’arma di controllo climatico concede a chi la possiede un dominio praticamente assoluto sulle risorse del pianeta e soprattutto sulle risorse alimentari. Questo vuol dire che quando un paese possiede questa tecnologia, si può dire che controlli il “rubinetto” del mondo. O fai quello che ti dice e hai acqua o, se non obbedisci, ti lasciano il paese completamente privo d’acqua: distruggendoti le risorse idriche, producendo siccità che logicamente porta all’incapacità di alimentare la popolazione di questo paese condannandolo alla carestia.

Questo esiste! Ci sono più paesi che oggi dispongono di questa tecnologia, però, diciamo che gli Stati Uniti sono giunti ad incorporarla come parte della loro politica estera. Nel documento delle Forze Aeree Nordamericane si chiama….(notate il titolo): “Possedere il clima entro il 2025”… Con questo titolo che e’ chiaro già per conto suo, rimaniamo veramente senza parole e senza fiato: che qualcuno possa vantare il potere di controllare il “rubinetto” del mondo è qualcosa che ci sbalordisce.

In questo rapporto si dice che la modificazione climatica sarà parte della politica estera degli Stati Uniti, che lo voglia o no il resto del mondo. E che questa politica si imporrà con azioni unilaterali, accordi bilaterali o tramite gli organismi come la NATO, che é quello che riguarda noi, o tramite le Nazioni Unite. Di fatto nell’ultima Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel punto D della sua 5.a Relazione sul Cambio climatico, l’IPCC, in ogni caso, legittima tutto ciò che viene chiamato GEOINGEGNERIA.
P: Vista così, la verità, ci provoca un pò di panico. Anche se,dall’altro lato, uno può pensare : “Alla fine non e’ tanto grave, se c’è questa evoluzione…., se si è potuto scoprire una tecnologia che ci aiuta, potrebbe risolvere la vita a molte persone in zone dove c’è siccità e dove, forse, c’è la necessità di applicarla.” Però usata in questa maniera può spaventare, perché: fino a che punto, gli Stati Uniti, o qualsiasi altro paese, potrebbero esercitare pressioni su altre nazioni con questa tecnologia ?

J: Bene, è chiaro che quando possiedi questa tecnologia puoi esercitare pressioni verso chiunque. Di fatto quest’anno ero molto preoccupata per la reazione di Pyong Yang, della Corea del Nord, che era in dubbio se iniziare o no una guerra nucleare e pensava di lanciare una testata nucleare verso gli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti hanno una lista di paesi, nel loro linguaggio di classificazione dei paesi, alcuni sono “Paesi Pariah” dove non si rispettano i diritti umani, etc. ed altri che sono “Paesi canaglia” che sono totalmente contrari al governo americano. Tra questi Paesi canaglia, è inclusa per esempio la Corea del Nord, dove è da un’eternità che non piove e di conseguenza hanno gravi problemi ad alimentare la propria popolazione. Quindi, arriva un momento nel quale non si giustifica l’attitudine dei suoi governanti però si arriva a comprendere la loro disperazione, e la disperazione di una nazione, sapendo che li stanno obbligando alla carestia solo perché sono stati etichettati come “canaglia”. Cuba, é un altro esempio, nonostante tutto sono riusciti a ristabilire le loro risorse idriche, per fortuna.

P: La gente, in casa, penserà: “Beh, questo avviene lontano da qui, à migliaia di chilometri da Zamora”. Però io so che anche qui (in Spagna) ci si inizia a preoccupare. Dove? In che zona sta iniziando a sorgere il sospetto di utilizzazione della geoingegneria?

J: Una cosa che devo chiarire è la seguente: dal momento che questi metodi, questa tecnologia bellica, è stata vietata da parte delle Nazioni Unite ci sorge un dubbio logico: un Paese che ha il controllo sul clima, che gli concede il dominio sulle risorse del pianeta, su tutti paesi del mondo…va’ a rinunciare a tutto ciò solo perché firma“ufficialmente”, per certo con moltissimo ritardo, un accordo delle Nazioni Unite?

Non lo farà. L’unica cosa che gli rimane da fare è “cambiare il collare al cane”. Cioè, generare un problema globale per dopo presentarsi con una soluzione globale. Il problema globale è quello di creare la nuova “religione” del cambio climatico e del riscaldamento globale, dando la colpa all’eccesso di CO2 in atmosfera. Quindi la soluzione globale, come il pompiere piromane, è la geoingegneria. Che realmente non è la più logica delle soluzioni. La migliore ed unica soluzione sarebbe: diminuire drasticamente le emissioni di CO2. No, no! Quello che dicono loro: “la geoingegneria è una formula straordinaria, è quella di far volare migliaia di aerei nei cieli diffondendo particolato metallico in aerosol”. Con che fine? ”Per creare uno scudo solare, un filtro solare. Così si impedisce ai raggi solari di impattare direttamente sulla superficie terrestre, dato che saranno respinti da questo scudo verso l’esterno”.

Bene, questo e’ da pazzi! La fisica nucleare Rosalie Bertell, che per certo è religiosa e non difendeva nessun interesse corporativo, diceva che questo era matematicamente impossibile. Curiosamente, chi ebbe questa brillantissima idea (tutte queste proposte e formule provengono dal laboratorio delle bombe nucleari), fu il padre della bomba a idrogeno, Edward Teller, il più giovane del progetto Manhattan. Lui non credeva esistesse un riscaldamento globale, lo metteva in dubbio, ad ogni modo, creò la formula per contrastarlo.
P: Perchè sia chiaro, nel decennio degli anni ’60 si inventa una tecnologia, uno strumento che si utilizza per fini bellici, che si vieta per questo fine, però viene utilizzata lo stesso o la si sta usando per il controllo del cambio climatico, per contrastare le emissioni di CO2, in principio……

J: No. Non è così. Questo è quello che ci raccontano. Per poter continuare con le loro investigazioni ed applicazioni del controllo del clima come arma bellica, hanno mascherato queste attività con il nome di geoingegneria e ci viene detto che servono per mitigare il riscaldamento globale. Però, questa rimane sempre un’arma climatica con un impatto totalmente incalcolabile ed imprevedibile sulla natura e sulla vita delle persone. E cosi, la geoingegneria viene definita come la manipolazione DELIBERATA del clima a livello globale.

Tutto ciò è iniziato negli Stati Uniti nel decennio degli anni ’90 ed arrivò a noi, a mezzo della NATO, a partire dal 1999, anche se prima erano già stati fatti esperimenti, come ci risulta, fin dal 1985 sotto il governo socialista. Oggi giorno non sono più esperimenti, è un programma in tutta regola e che, essendo globale, influisce su tutta la Spagna. A parte questo programma “globale” esistono anche esperimenti particolari. Ed un esperimento, di cui non conosciamo esattamente il contenuto nè la finalità , si sta svolgendo in La Guareña.

P: Vorremmo concentrarci su questo tema. Sono già numerosi gli agricoltori che stanno iniziando a preoccuparsi per questa questione, perché hanno cominciato a trovare sulle loro terre cose/elementi che non ci dovrebbero stare, prove, no ? Andiamo a vedere in che cosa consistono questi segnali, quali sono questi indizi o queste prove che hanno dato la voce di allarme agli agricoltori di La Guareña.
J: Bene, queste prove… Accadde che un giorno mentre loro stavano visitando i loro campi videro sulle loro zolle un mucchio di fiocchi, di particelle che brillavano.

P: E che cos’è che vediamo cadere adesso, per esempio in questo video ?
J: Quello che sta precipitando in questo video prova anche che ci siano esperimenti particolari , guardi questo, sono fibre!, alcune sono lunghe e possono raggiungere persino 5 metri ed altre sono grovigli/matasse, come questa che abbiamo portato qui per mostrarvi.

P: Queste fibre, all’improvviso, cadono dal cielo….
J: Sì sì, gli aerei irrorano aerosol, ma rilasciano anche altri elementi e uno di questi sono queste fibre. Irrorano anche elementi nanotecnologici, ma essendo minuscoli è impossibile vederli. Questo sì lo abbiamo potuto vedere e filmare.
P: E queste fibre cosa contengono ?

J: Non sapremo da cosa sono composte sino a quando non si analizzeranno. E io spero, veramente, che il SEPRONA (Corpo dei Carabinieri ambientali Spagnolo) raccolga campioni per analizzarli, è chiaro che tutto ciò ha un obiettivo. Stanno precipitando in una zona dedicata alla agricoltura biologica. E’ come se ci fosse un interesse nel distruggere il potenziale di un’area come La Guareña in quanto a coltivazioni biologiche. E’ chiaro che tutto questo avrà delle ripercussioni.

Vi è anche un effetto sulla salute umana perché queste fibre, non saprei se queste in concreto, quando cadono sulla pelle è come se penetrassero all’interno e producessero una malattia cutanea che si manifesta in primis sulla epidermide stessa, che alla fine entra in circolazione nel corpo, sono molto gravi e molto difficili da guarire. Sono malattie nuove, una di loro ha ricevuto il nome di Morgellons, le fibre penetrano nel corpo, si moltiplicano e si alimentano del ferro e dell’ossigeno del nostro sangue. E lì iniziano i problemi di deficienza di ferro, stanchezza, anemia…. E tuttavia non conosciamo quali altre implicazioni possa avere a livello interno e come agisca sugli organi.

Stiamo collaborando con un istituto americano che investiga su questo, si chiama Carnicom e, per certo, merita tutto il nostro rispetto perché non dipende da nessuna sovvenzione pubblica. Tutta la sua attività investigativa è supportata solo dalle donazioni, perché necessita di libertà per poter ricercare la verità.
P: Quindi, gli agricoltori di La Guareña stanno già denunciando questa situazione. Abbiamo visto come alcune riprese mostravano la caduta di queste particelle, queste fibre, ne abbiamo parlato prima….

J: Qui avete una matassa! Cadono pure in matasse.
P: Si commentava anche che gli aerei in volo irrorano alluminio, particelle di alluminio che si possono trovare nel suolo…
J: Insieme ad altri elementi. Le nostre analisi ci hanno confermato un alto indice in contenuto di alluminio. L’alluminio e’ uno dei minerali più abbondanti nella terra, ma non è mai isolato. No, viene in fiocchi, come quelli che abbiamo raccolto. Qui sta avvenendo una fumigazione di ossido di metalli in tutta regola e questo suppone un attentato all’ambiente e non solo contro la Natura ma anche contro l’Essere Umano, perché intossica tutta la nostra vita, dall’aria agli alimenti, all’acqua… E non c’è scappatoia. Non abbiamo opzioni.

P: Però quando ci si riferisce allo spazio aereo, per sorvolare il nostro paese (Spagna, ndt), è necessaria una serie di permessi, di autorizzazioni. Come è possibile che si stiano facendo questi voli di irrorazione aerea?

J: Rispetto a questi voli bisogna dire che la maggior parte di essi sono aerei militari, ma ultimamente abbiamo raccolto evidenze che esistono anche voli civili implicati in queste irrorazioni. Questi aerei non hanno nessun codice identificativo, non hanno numeri, non hanno insegna di stato e sono aerei che sono esclusi dal sistema ufficiale dei radar. Dall’altro lato, in Spagna e negli altri paesi europei, disgraziatamente, si sta perdendo la sovranità dei nostri cieli, la sovranità dell’alto spazio aereo non appartiene al governo spagnolo ma alla NATO. Ma come e’ possibile? In ogni caso, questi voli non stanno utilizzando l’alto spazio aereo nelle loro rotte, volano a 2000 metri o meno di altitudine. In questo momento il governo spagnolo è responsabile perché non si potrebbero effettuare questi voli senza la sua autorizzazione, inclusa quella a livello regionale, della Giunta di Castilla e Leon.

Bisogna fermare questi voli! Non si può permettere che questo
prosegua. Questo è un attentato con conseguenze genocide…e nulla si può salvare. Io, per esempio, posso decidere di non mangiare transgenico, se so quali alimenti lo sono, di conseguenza spendo un po’ di più e scelgo di comprare alimenti biologici. Però qui non si può scegliere, perché devi respirare, devi bere e mangiare pure. Se ci stanno avvelenando gli alimenti, l’acqua,… che cosa si può fare? Io ho molta fiducia e faccio un appello, veramente di tutto cuore, alla classe medica ed alla classe giudiziaria. Questo è gravissimo!! La salute pubblica è un bene giuridico che bisogna difendere ad oltranza e solo loro attuando in legge possono farlo. Voglio qui vendicare una frase di Napoleone: “Non esiste cosa che l’opinione pubblica non possa cambiare”. Io spero che così sia e grazie di tutto il cuore per questo spazio che ci avete dato, perché ci aiuta a formare l’opinione pubblica.

P: Si sta denunciando alle Amministrazioni pubbliche ed alla Giustizia ?

J: Noi abbiamo presentato una denuncia il 19 di luglio (2013, ndt) al SEPRONA. Siamo molto fiduciosi, crediamo e vogliamo credere che vada in porto e che il giudice che si occupa del caso prosegua fino alla fine. E abbiamo anche presentato una denuncia all’Unione Europea. Abbiamo portato il tema al Parlamento Europeo nel mese di aprile (2013, ndt) e lo abbiamo portato in questa sede perché noi, tutti cittadini dell’UE, siamo nella stessa situazione dato che tutti i governi lo negano. Si immagini, se lo ammettessero!! I costi e le responsabilità civili e legali…..non ci sarebbe modo di coprirlo, per tutti i danni materiali e di vite che provoca.

Quindi, abbiamo denunciato questi fatti al Parlamento Europeo e abbiamo chiesto la tutela effettiva del Parlamento per la cittadinanza europea. Abbiamo attivato giusto ora una adesione a questa petizione che si trova sul nostro web www.guardacielos.org. Confidiamo di raccogliere moltissime firme e, dato che si avvicinano le elezioni europee del 2014, poterle usare per fare pressione affinché si faccia un’indagine indipendente.

P: Abbiamo parlato del caso degli agricoltori de La Guareña, qui in Zamora in molti hanno iniziato a denunciare e raccogliere prove, però sta succedendo in tutto il territorio, ci sono altri luoghi di Castilla e Leon e del paese e degli altri stati europei ? Come dire, non e’ un caso isolato, di qui per esempio, di Zamora, perché sta succedendo in più luoghi ….

J: Sì sì. Qui nel dossier della Conferenza Europea abbiamo alcune foto di tutti i paesi partecipanti, che erano quindici, dove si vede come veramente sono azioni a livello globale. In Europa, non si salva nessun paese. Qui abbiamo una foto della pineta di El Maderal (Zamora), che è morta in un anno…e qui abbiamo una foto di un aereo della Compagnia degli Emirati che sta irrorando…e guardate il risultato di queste irrorazioni…queste sono foto allarmanti.

Noi conosciamo il maggior produttore di energia solare, in California, collaboriamo con lui, ed era una persona che non credeva in tutto questo. Poi cominciò a rendersi conto che i suoi pannelli solari stavano rendendo al 60%. Quindi iniziò ad investigare e disse: “Non sarà che questi pazzi che stanno denunciando tutto ciò, avranno ragione?”. Da allora non ha smesso di indagare, e sono già 10 anni di

militanza nel suo caso, denunciando questa barbarie.
http://www.geoengineeringwatch.org

Non esistono dibattiti pubblici su un tema tanto grave come questo, perché? Perché nei mezzi di comunicazione si parla solo di cambio climatico e CO2? Perché nei mezzi di comunicazione non si parla di geoingegneria o di manipolazione climatica? Perché questo dibattito lo hanno già perso. Perché la gente semplice, le persone comuni sono coerenti, sono ragionevoli. Quelli che sono irrazionali sono loro, per Dio! E lo sanno che questo dibattito lo hanno già perso perché la gente si è stancata di essere diretta da apprendisti stregoni. Questa è la ragione per la quale non aprono un dibattito, ma comunque stanno utilizzando pubblicità subliminale.

Nelle scuole stanno utilizzando il programma Globe. Gli insegnanti portano i bambini in giardino e insegnano loro a predire il tempo osservando le scie degli aerei. Ma non vi state rendendo conto che state cadendo in un programma di manipolazione, di indottrinamento di queste creature? Utilizzano anche Walt Disney, il suo ultimo film “Dusty” gira intorno ad un aereo che spruzza che ha paura dell’altitudine….E’ così che, poco a poco, vogliono normalizzare la geoingegneria introducendola nella testa delle persone.

Per questo stiamo pure denunciando tutta questa pubblicità subliminale e metterli tutti allo scoperto. Ma soprattutto speriamo che l’opinione pubblica ci accompagni per mettere fine a questo orrore, perché…non si può neppure qualificare!


P: Josefina, grazie per essere stata con noi, averci dato queste informazioni e che ognuno a casa sua possa formarsi un’opinione sui fatti, che stanno qui, che sono confermati dalle prove che hanno alcuni di questi agricoltori, che pensino e si riflettano, su tutto, molte volte, su quello che sorvola le nostre teste.
Il prossimo 31, tornerà a Zamora per un’altra chiacchierata a Toro (Zamora) e immagino sarà a porte aperte, perché tutto il mondo possa ascoltarla.

J: Esattamente. Io, che lo sappiano tutti, mi sposterò tutte le volte che sarà necessario, anche per un piccolo gruppo di persone. E’ il mio impegno con questa società e con le generazioni future. Molte grazie a voi.


Nota: Alcune parole sono state evidenziate in grassetto dalla redazione
DATI BIOGRAFICI
https://chemtrailsaroundtheworld.files.wordpress.com/2014/09/josefina-fumigacion-aviones.jpg
Josefina Fraile Martin, Laurea in Scienze Politiche all’Università di Los Angeles, California (USA); Specializzazione in Relazioni Internazionali al Johns Hopkins (Bologna – Italia); Master of Science in sviluppo rurale (Cum Laude) Istituto Agronomico di Montpellier (Francia); Master in Pubblica Amministrazione, Università di Burgos (Spagna).
– Esperienza a livello internazionale come ricercatrice in ambito delle scienze sociali; consulente freelance nello sviluppo rurale; rappresentante di movimenti della società civile; esperienza con gli organismi internazionali: FAO, ILO, UE.
– Attivista ambientale; candidato ufficiale spagnolo dei Verdi al Parlamento europeo nel 2004. Presidente dell’Associazione Terra SOS-tenible; promotrice e speaker della piattaforma Skyguards International e Guardacielos che si occupa di manipolazione climatica tramite irrorazione aerea clandestina e progetto HAARP connesso.

VEDI ANCHE:
VIDEO-RELAZIONE-SLIDESHOW DELLA CONFERENZA DI BRUXELLES
Lettera aperta ai candidati delle elezioni europee 2014
Géo-ingénierie et contrôle climatique
http://french.ruvr.ru/2014_09_17/Chemtrails-geo-ingenierie-et-controle-climatique-5376/
Cambiamento climatico e guerra ambientale. Un nuovo terrorismo?

Colonnello Luis Enrique Martín Otero Armi e strategi
I cambiamenti climatici sono sempre esistiti. Oggi assistiamo ad un cambiamento climatico globale senza precedenti, in cui le cause naturali giocano un ruolo secondario e dove la mano dell’uomo, attraverso il progresso tecnologico, può provocare enormi catastrofi. Il controllo climatico potrebbe diventare, in un futuro non molto lontano, un’arma di distruzione di massa, potendo essere utilizzata dagli Stati per conseguire i propri fini di sicurezza, di difesa o di potere. Così facendo si potrebbero verificare tutta una serie di effetti collaterali tali da influenzare la biosicurezza di animali, persone e piante.

Fonte Link

Articoli e video correlati:  
http://www.tankerenemy.com/
Guarda il video in lingua italiana QUI 
http://lesciechimicheagenova.blogspot.it/
http://www.skyderalert.com/
http://www.sauberer-himmel.de/
http://ningishzidda.altervista.org/
 
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