mercoledì 4 maggio 2016

Le nature immortali

  
 
I Registri Akashici - Cosa sono e esistono realmente?
"Tutta la materia percettibile proviene da una sostanza primaria o essenzialità che va aldilà del concepimento, che riempie tutto lo spazio, l'Akasha o etere luminoso che è pieno di Prana che dà la vita, o forza creativa che chiama all'esistenza per cicli infiniti tutte le cose o i fenomeni" Nikola Tesla Il Risultato più Grande dell'Uomo, 1907 
"Akasha", a seconda della filosofia o della religione, basicamente ha lo stesso significato.
 

E' sanscrito (lingua primaria sacra dell'Induismo), sta per "etere", sia nel significato elementale che in quello metafisico. L'esistenza di questa "sostanza", in mancanza di un termine migliore, è stata scelta da scienziati e filosofi delle antiche culture, tradizioni e religioni che risalgono a migliaia di anni.

Il tema è sempre stato presente dal misticismo/filosofia orientale fino ad arrivare all'Ovest con la filosofia esoterica.

Teniamo presente che adesso stiamo parlando di Akasha non dei "Registri Akashici".

"E permisero che Apollonio facesse domande; e chiese loro di cosa fosse composto il cosmo; ma risposero:

"Di elementi."
"Allora sono quattro?" domandò.
"No, non quattro", disse Larchas, "sino cinque."

"Come può essere che ce ne sia un quinto oltre l'acqua, l'aria, la terra e il fuoco?" disse Apollonio.

"C'è l'etere" rispose l'altro" che dobbiamo considerare come il materiale di cui sono fatti gli dei, mentre tutte le creature mortali inalano il filo, le nature immortali e divine inalano etere", rispose l'altro.

Apollonio disse allora: "Dovrei considerare l'Universo un essere vivo?"
"Si," rispose l'altro.
La Vita di Apollonio di TianaFilostrato, 220 d.C. (fonte)
E' la base di tutte le cose del mondo materiale, e in varie filosofie è considerata la forza che impulsa dietro la creazione invisibile della materia. Secondo molti è la fonte di energia per la manifestazione materiale.

Tutto ciò è interessante in quanto "la fisica quantica" ha dimostrato che i pensieri umani, le intenzioni, le emozioni, non potranno mai avere un effetto diretto di nessun tipo sul nostro mondo materiale fisico.

Le teorie scientifiche odierne non riconoscono l'esistenza reale di Akasha, però il fatto che la fisica quantica ha dimostrato che lo spazio non è vuoto, senza dubbio questo antico concetto si presta ad una credibilità maggiore. Questa è la mia opinione.

"L'Aakaash non è distruttibile, è il substrato primordiale assoluto che crea la materia cosmica e pertanto le sue proprietà non si trovano nelle proprietà della materia che hanno un significato relativo.

L'Aakaash è la realtà eterna superfluida esistente, a cui non è possibile applicare la creazione e la distruzione…

I nostri occhi sono ciechi davanti alla realtà dello spirito; gli esperimenti scientifici non possono individuarla direttamente, in quanto i nostri esperimenti possono vedere solo le proprietà dei materiali che non sono gli attributi di Akasha."
Idham thadhakshare vyoman pará. Parame vyoman
Paramahamsa Tewari, ingegnere, fisico e inventore.
"Fondamenti spirituali,"
www.tewari.org

I Registri Akashici

Cosa sono I Registri Akashici?

Secondo vari studi nell'ambito della teosofia (filosofia esoterica), i Registri Akashici sono una specie di dati base contenuti in un diario di viaggio dell'anima.

Secondo Alice A. Bailey, autrice di più di una dozzina di libri su temi teosofici:

Il libro Akashico è come una lunghissima pellicola cinematografica che registra tutti i desideri e le esperienze della terra del nostro pianeta.

Coloro che lo percepiscono vi vedranno rappresentati le esperienze di ogni essere umano dall'inizio dei tempi, le reazioni all'esperienza di tutto il regno animale, l'aggregazione delle forme di pensiero di natura karmica (basato sul desiderio) di ogni unità umana del tempo. E' qui che mette radici il grande inganno dei libri.

Solo un occultista allenato può distinguere tra l'esperienza reale e quelle immagini astrali create dall'immaginazione e il vivo desiderio. 

Luce dell'Anima
"Gli Yoga Sutra di Patanjali - Libro 3"


Secondo Edgar Cayce, ormai morto, i Registri Akashici si possono considerare come il super computer dell'universo, una istallazione di stoccaggio centralizzata di ogni informazione di tutte le persone che hanno vissuto in tutto il cosmo.

Oltre a registrare gli eventi che succedono nella vita, essi registrano ogni atto, azione parola, pensiero, sentimento, emozione, intenzione e motivo. Sembra che i libri contengano tutta la storia di ogni anima dagli albori della creazione.

Sono i libri portati da un'anima dal momento in cui esce dal suo punto di origine.

"La lettura di Edgar Cayce ci suggerisce che ognuno di noi scrive la storia delle nostre vite attraverso i propri pensieri, azioni e interazioni con il resto della creazione.

Questa informazione ha su di noi un effetto immediato.

Infatti i Registri Akashici hanno un impatto tale sulle nostre vite, e le potenzialità e probabilità che attiriamo su di noi con una qualsiasi ricerca si di essi ne facciamo non smette di darci una visione della nostra natura e della nostra relazione con l'universo.

C'è molti di più delle nostre vite, delle nostre storie e la nostra influenza individuale sul nostro futuro di quanto noi possiamo mai immaginare".

(Fonte)
Charles Webster Leadbeater, un membro influente della Società Teosofica e autore di temi occulti, ha fatto delle affermazioni simili dicendo che i libri contengono la storia di Atlantide e di altre civiltà compreso Lemuria.

H.P. Blavatsky
(1831-1891), una immigrata russa, mistica e fondatrice della Società Teosofica, scrive che l'Akasha è,

"uno dei principi cosmici e un contenitore plastico, creativo nella sua natura fisica, immutabile nei suoi principi superiori. E' la quintessenza di tutte le forme possibili di energia materiale, psichica e spirituale e contiene in sé il germe della creazione universale che sorge poi sotto l'impulso dello Spirito Divino".(Fonte)
Il filosofo, l'educatore e fondatore della Società Antroposofica, Rudolf Steiner crede che gli esseri umani (e lui stesso) hanno la capacità di percepire l'informazione oltre il mondo materiale.

Steiner scrive:

"L'uomo può penetrare nelle origini dell'eterno delle cose che svaniscono con il tempo.

Un uomo amplia il suo potere cognitivo se non si limita alle prove che si riferiscono alla conoscenza del passato.

Poi può vedere negli eventi di ciò che i sensi non percepiscono, quella parte che il tempo non può distruggere. Egli penetra dalla storia transitoria a quella non transitoria. Questa storia è scritta con caratteri diversi da quelli della storia ordinaria.

Nella gnosi e nella teosofia si chiama la "Cronaca Akasha"...

Colui che ha acquisito la capacità di percepire il mondo spirituale arriva a conoscere eventi passati dal carattere eterno. Questi non si trovano davanti a lui come testimonianza morta della storia, ma appaiono pieni di vita.

In un certo senso, quanto è successo avviene davanti a lui."

(Fonte)
I Registri Akashici sono veri?

Con l'informazione precedente volevo solo darvi una descrizione molto basilare e breve dei Registri Akashici. Devo ancora fare molte ricerche per comprendere di più, ma per me l'idea essenziale è stata sempre chiara.

Allora, c'è qualche prova dell'esistenza dei Registri Akashici?

Abbiamo dei limiti oggi nel capire come si qualifica una "prova". Tutto quanto non può essere percepito dai nostri sensi fisici o qualcosa che è (per la maggior parte) impossibile percepire, è difficile convalidare la sua esistenza.

La verità è che non c'è realmente una maniera di "provare" nella forma materiale come attualmente la definiamo, l'esistenza dei Registri Akashici perché non si possono vedere, toccare, udire o misurare.

Questo, però, non significa che non possiamo teorizzare e come ha detto una volta Albert Einstein:

"tutto quello che puoi immaginare è reale".
"Il giorno in cui la scienza comincerà a studiare i fenomeni non 
fisici ci sarà più progresso in un decennio 
che in tutti i secoli precedenti la sua esistenza"
Nikola Tesla

Lo stesso si può dire della coscienza o dei fattori che comunemente associamo alla coscienza:
  • pensieri
  • sentimenti
  • emozioni
  • percezioni
... e altro ancora sono in relazione diretta con il nostro mondo materiale fisico e questo è supportata dalla scienza.

Questo dimostrato dal quantum esperimento quantico della doppia fenditura, e dagli studi parapsicologici, che sono allegati all'articolo precedente. Cliccate qui per leggere altro.

E la natura stessa della coscienza è tema per un altro articolo.

Così sappiamo che solo perché qualcosa non si può vedere, udire o misurare, non significa che non possa avere un effetto diretto sul nostro mondo materiale fisico. E su questo sappiamo che (alcune) filosofie antiche e insegnamenti esoterici sono stati validati dalla scienza moderna.

Non sembra possibile avere una prova che i Registri Akashici esistano.

Un grande argomento, però, in favore della loro esistenza è il fatto che sia un concetto antico e l'occultismo (occultismo significa la ricerca della verità, sfortunatamente, questa parola ha una connotazione negativa) autori hanno scritto per anni.

Abbiamo visto altri concetti, come l'atomo o l'energia che esiste attorno a noi, o esperienze vicino alla morte (ECM) e esperienze fuori del corpo, che sono state scritte nell'antichità, e anche studiate dalla scienza odierna, con pochi risultati promettenti.

I popoli antichi possono non aver compreso "la scienza" dietro i fenomeni, però le loro teorie spesso si sono dimostrate corrette,

Avevano forse metodi migliori per raggiungere la saggezza? Ci sono innumerevoli esempi di quelle società antiche che sono considerate più avanzate di noi, ma viviamo in un tempo diverso.

Personalmente io credo che esiste una "base di dati" da qualche parte e tutti siamo collegati con lei e ci possiamo trovare tutto quello che ci riguarda (fisico e non fisico). Ma non posso dire con certezza che esiste. Quello che posso dire e che in cuor mio credo sia vero.

Mi piacerebbe anche aggiungere che questi "libri" non sono utilizzati in nessun modo per giudicare.

"La natura dell'energia è quella di essere compresa.

Le proprietà dello spazio devono essere intuitivamente derivate dai dati scientifici disponibili. Dobbiamo scegliere una sola particella materiale elementale per costruire l'universo materiale e stabilire l'unità dei mondi materiali.

Abbiamo bisogno di conoscere gli attributi della sostanza unica, quella non materiale, 'Akasha', per stabilire l'unità dietro i diversi fenomeni scientifici e spirituali. Dobbiamo realizzare l'agenzia della Coscienza, il principio della vita e e della morte e l'intelligenza dell'Universo.

E' vero che possiamo conoscere questi fenomeni per mezzo di una visione scientifica, ma la scienza che dovrà rispondere alle domande precedenti non è certo la scienza attuale. Sarà una nuova scienza con una base spirituale.

E tutto ciò getterà le basi per una fusione della scienza e della spiritualità".
Paramahamsa Tewari, ingegnere, fisico e inventore.
"Fondamenti spirituali," www.tewari.org
di Arjun Walia 19 Novembre 2015
dal Sito Web Collective-Evolution
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

martedì 3 maggio 2016

La ricerca dell’immortalità di Alessandro il Macedone


INCONTRI NEL GIGUNU

Più di 2.500 anni dopo che Gilgamesh andò alla ricerca dell'immortalità, un altro re leggendario, Alessandro il Macedone, emulò il re sumero e i faraoni egizi. Anche lui sosteneva di essere, almeno in parte, divino. E' probabile che Aristotele raccontasse al proprio discepolo delle precedenti ricerche; ma ciò che Alessandro probabilmente ignorava, era che la radice di questa sua pretesa si trovava nel GIPAR di Uruk ("Casa della Notte") e nel suo santuario interno, il GIGUNU.

Dopo l'assassinio di Filippo II, Alessandro fu incoronato re di Macedonia e si recò a Delfi, in Grecia, per consultare il famigerato oracolo. A quell'epoca, Alessandro aveva solo 20 anni e fu sconvolto nel sentire la prima di diverse profezie che gli annunciavano, sì, grandi successi, ma vita breve.

Le profezie servirono solo a fomentare la credenza nelle voci che circolavano all'interno della corte macedone, secondo il quale Filippo II non era realmente suo padre e che lui era figlio di un faraone egizio di nome Nectnanebus che, giunto in visita alla corte macedone, aveva sedotto in segreto sua madre, Olimpia.

E Nectnanebus - maestro di magia e divinatore - pare che fosse, in realtà niente meno che il dio egizio Ammone, travestitosi da essere umano per dare i natali al futuro conquistatore del mondo. Non appena Alessandro raggiunse l'Egitto (nel 332 a.C.), dopo aver reso omaggio agli dèi egizi e ai loro sacerdoti, si mise in viaggio verso l'oasi di Siwah nel deserto occidentale, , dove si trovava un famoso oracolo di Ammone. Lì (così raccontano gli storici che lo accompagnarono) il grande dio in persona gli confermò le origini divine.

A questo punto i sacerdoti egizi lo proclamarono faraone divino. Ma, anziché attendere la morte e ricevere l'immortalità nell'aldilà, Alessandro si mise alla ricerca delle famose Acque della Vita. Le sue ricerche lo portarono nella penisola del Sinai, in luoghi sotterranei, ricchi di magia e abitati da angeli, e, infine (su ordine di un uomo-alato) fino a Babilonia. Alla fine come aveva profetizzato l'oracolo di Delfi, morì famoso, ma ancora nel fiore degli anni.

Andando alla ricerca dell'immortalità, Alessandro lasciò le sue truppe ad aspettarlo e si avventurò verso la Terra dell'Oscurità, alla ricerca di una montagna chiamata Mushas. Al limitar del deserto lasciò i suoi pochi, fidati compagni e proseguì da solo.

Vide e seguì <<una strada diritta che non aveva mura e che non aveva né salite, né discese>>. La percorse per dodici giorni e dodici notti, quando poi <<avvertì la radianza di un angelo>>. Man mano che si avvicinava, la radianza divenne un <<fuoco fiammeggiante>> e Alessandro si rese conto di essere arrivato alla <<montagna che circonda il mondo>>.

Parlando ad Alessandro dall'interno del fuoco fiammeggiante, l'angelo gli pose delle domande: <<Chi sei, e per quale ragione sei qui, o mortale?>>. Gli chiese inoltre come aveva fatto a <<penetrare in questa oscurità, che nessun altro mortale è mai riuscito a superare>>. Alessandro spiegò che era stato il dio in persona a guidarlo e a dargli la forza necessaria per giungere in quel posto <<che è il Paradiso>>. Ma l'angelo gli disse che l'Acqua della Vita si trovava in un altro luogo, e che <<chiunque la beva, sia pure una sola goccia non morirà mai>>

Per trovare il pozzo dell'Acqua della Vita Alessandro aveva bisogno di un saggio che conoscesse tali segreti, e dopo molto cercare, infine lo trovò. Lungo la strada visse avventure magiche e miracolose. Per essere certi che il pozzo fosse davvero quello giusto, i due dovevano portare con sé un pesce essiccato.

Una notte raggiunsero una fontana sotterranea e, mentre Alessandro stava ancora riposando, la sua guida testò l'acqua e il pesce tornò in vita. Poi egli stesso si immerse in quelle acque, diventando così El Khidr "il sempreverde" - Colui che è per sempre giovane - delle leggende arabe.

Al mattino Alessandro si recò al luogo indicato <<Era intarsiato di zaffiri, smeraldi e zirconi rossi.>> Ma lì due uccelli con tratti umani gli sbarrarono il cammino. <<La terra sulla quale ti trovi appartiene a Dio e a Dio solo>> dissero. Comprendendo di non cambiare il proprio fato, Alessandro rinunciò alla ricerca e iniziò a erigere città che portavano il suo nome, così che restassero a sua imperitura memoria.

I numerosi particolari della ricerca di Alessandro, virtualmente identici a quelli di Gilgamesh - l'ubicazione, il nome della montagna, i dodici periodi del viaggio sotterraneo, gli uomini uccello alati, le domande delle guardie, l'immersione nel pozzo delle Acque della Vita - indicano una certa famigliarità con l'Epica di Gilgamesh; una famigliarità che non riguardava solo l'opera letteraria (che continua a sopravvivere ancora oggi), ma anche il motivo di fondo della ricerca: la discendenza semi-divina.

A dire il vero anche le affermazioni dei faraoni egizi di essere figli di divinità o, in mancanza d'altro, di essere stati allattati da una dea, si si possono far risalire all'epoca di Gilgamesh. Infatti fu a Uruk che ebbe inizio questa tradizione proprio con la dinastia dello stesso Gilgamesh.

Uruk

Il potere sovrano nacque a Uruk, la città era circondata esclusivamente solo da un recinto sacro. Lì secondo la Lista dei Re sumera, <<Meskiaggasher, il figlio del dio Utu divenne sommo sacerdote e poi re>>. Poi, dopo i regni di Enmerkar e di Lugalbanda e un regno intermedio del divino Damuzi, ascese al trono Gilgamesh. E di lui si dice fosse il figlio della dea Ninsun.

Queste sono affermazioni sorprendenti, in particolare alla luce dell'episodio nel quale si narra che i Nefilim avevano preso in moglie le figlie degli uomini, suscitando le ire di Enlil, che era giunto a desiderare di sterminare il genere umano.

All'umanità, agli Anunnaki e alla stessa terra ci vollero anni per riprendersi dalle devastazioni del Diluvio. Ci vollero millenni perché gli Anunnaki, passo dopo passo, gradatamente, con cautela, trasferissero al genere umano la conoscenza, la tecnologia, la domesticazione e, infine, la civiltà. Ci volle quasi un millennio per creare a Kish il potere sovrano. E poi inaspettatamente, questo potere venne trasferito a Uruk, dove ebbe inizio la prima dinastia con il figlio di un dio (Utu/Shamash) e una donna.


Mentre gli intrallazzi sessuali delle altre divinità (alcune già menzionate all'interno del blog e altre che citerò in altri post) sono stati riportati nei testi antichi, Utu/Shamash non sembra essere uno di questi libertini. La sposa ufficiale, nonché consorte era la dea Aia (vedi figura sopra) e i testi non gli attribuiscono alcuna infedeltà. 


Tuttavia qui incontriamo il figlio il cui nome, le cui funzioni e i luoghi che visita sono inequivocabili. Cosa significava allora? I tabù erano forse stati rimossi o solo ignorati dalla nuova generazione? E' ancora più peculiare il caso di Ninsun, madre di Gilgamesh (vedi figura a sinistra). La sua genealogia e i documenti relativi ai suoi figli sono esemplari della promiscuità che si stava diffondendo fra gli Anunnaki. 

Capitolo ottavo "La Bibbia degli Dei"
Titolo originale Divine Encounters
1995-2002 by Zecharia Sitchin 
p: 181-182-183-184-185
http://ningishzidda.altervista.org/
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