mercoledì 22 febbraio 2017

L'implosione degli Smart Meters


L’Ontario toglie la spina su 36.000 contatori 'intelligenti': è l’implosione della grande energia?

Ieri sera ho visto The Big breve - forse il più importante film di Hollywood di tutti gli anni. Questa storia vera è un potente ed eloquente invito a svegliarsi dalla pura della depravazione che sta al centro del sistema di commercio.

Il fatto che il film abbia ottenuto nomination per 5 Oscar tra cui Miglior Film è un enorme segno che ci sono persone che si stanno svegliando, più di quello che si pensi. I torti subiti non possono essere sempre raddrizzati rapidamente come vorremmo, ma sta accadendo.

La realtà di questo cambiamento è chiaramente evidenziato da questa notizia della settimana scorsa in Ontario. Dopo anni di evidenti problemi, La Hydro One ha finalmente ammesso che i contatori  "intelligenti" non funzionano, e hanno deciso di staccare la spina a 36.000 di loro - per iniziare. Altri utili apparecchi di pubblica utilità cominciano a fare altrettanto. [AGGIORNAMENTO: la BC Hydro appena annunciato piani per rimuovere 88.000 contatori metrici sospettati di fallimento.] 

Questi apparecchi, costano ai contribuenti miliardi, i contatori intelligenti sono in realtà progettati per raccogliere dati dettagliati delle attività in-casa degli occupanti, senza il loro consenso, in violazione alla legge.
Come riportato dal National Post: 
"Sorprendente", è stata la reazione da parte della Lanark-zona MPP Randy Hillier, che ha inondato con denunce la Hydro One per sospette fatture intelligenti relative a questi contatori metrici.
"Sono stato a sbattere la testa contro il muro per gli ultimi cinque anni, dicendo che abbiamo problemi con i contatori intelligenti nel rurale Ontario." Dal 2007, nessuna attenzione è stato dato a questo problema.
Per fini di chiarezza: in questo momento la Hydro One non ha intenzione di disinstallare questi contatori intelligenti e sostituirli con analoghi - ma piuttosto di leggere manualmente i dati metrici trimestralmente dei clienti rurali e fare una stima dei mesi intermedi, perché il rilevamento wireless semplicemente non funziona. 

Più di 10.000 denunce di fatturazione sono state depositate presso il mediatore dell’Ontario, e il revisore generale dell'Ontario ha pubblicato un rapporto graffiante, dichiarando il programma dei contatori intelligenti come un flop totale. 

La Hydro One è stata la prima ad utilizzare un importante programma di utilità in Canada, distribuendo a clienti ignari i cosi detti contatori metrici “intelligenti”.
Il prezzo (fuori budget di $ 900M) è stato di di $ 2 miliardi di dollari, pagato dal popolo dell’Ontario. 

Progetto verde o progetto di avidità?
 
Per chi è nuovo a questo tema, ecco alcune delucidazioni. L’utilità dei contatori intelligenti vengono impiegati in tutto il mondo sotto la bandiera della salvaguardia del clima. Ma in generale aumentano il consumo di energia, lo ha ammesso un dirigente di alto livello di questo settore, dichiarando che i dati raccolti surrettiziamente hanno un costo superiore dell'elettricità stessa.
Il Portland State University ha recentemente pubblicato un brillante rapporto dove all'ordine del giorno parlava di contatori intelligenti, praticamente e moralmente riferiva che sono in bancarotta. 

L’eviscerazione del rapporto è intitolato "La politica neo-liberale degli 'Smart': Consumo Dell’elettricità, Monitoraggio delle famiglie, e il Modulo Aziendale”, potete leggere qui la Consapevolezza dello Smart Grid.

I clienti non vengono informati sui loro diritti costituzionali, anzi, vengono violati da una rete di sorveglianza a casa loro a mero scopo di lucro. Questa tecnologia ha causato migliaia di incendi che hanno provocato diversi decessi. I nostri corpi vengono colpiti da radiazioni a microonde pulsate esponenzialmente più forti dei telefoni cellulari, come mostrato nel: Prendete il vostro potere.

Se non ci fosse stata una valanga di fatti a sostenere tutto questo detto sopra, potrebbe sembrare troppo incredibile per essere vero. Ma purtroppo viviamo in tempi strani. 

Possiamo gestire la verità

Proprio come il sistema bancario, il sistema energetico è pure lui diventato marcio fino al midollo. Per modificare e revisionare tutto questo completamente, dobbiamo abbracciare la sfida confinata nella zona dei confort. 

Certamente è straziante scoprire che ci sono importanti programmi sociali che sono semplicemente menzogne fabbricate alimentate dalla mancanza di idee. Del tipo che non c'è abbastanza energia, cibo, risorse, denaro per tutti. Il fatto è che ne abbiamo a sufficienza per vivere e prosperare. Infatti queste verità sono state soppresse. 

Un caso in questione: un briefing dell'esercito americano del 1971 de-classificato, in realtà prevede la segretazione della tecnologia solare che ha un'efficienza più del 20% (vedi pagina 14). Questo è avvenuto nel 1971! E, naturalmente, è stato fatto in nome di interessi per la sicurezza nazionale e della proprietà.

Nel frattempo, In Nevada la mafia dell’energia ha decretato un aumento della tassa del 40% per i clienti che producono energie solari, riducendo l'importo pagato per eccesso di potenza venduta alla rete, uccidendo efficacemente lì l'industria solare. 

C'è una guerra in materia di energia. Le implicazioni sono enormi quando capiamo il livello di corruzione che è coinvolta. E dobbiamo agire per risolvere questo problema.

Credo che la soppressione delle soluzioni sia una diga pronta a scoppiare. E sono ottimista del nostro passaggio attraverso questa notte oscura con successo, come stiamo imparando a collegare e servire il bene più alto. Non c'è davvero altra scelta. 

fonti:


Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da

Articolo correlato: 

Nuovi contatori della luce intelligenti QUI 
Contatori per il gas 
Ora anche per i radiatori (caloriferi) delle case con valvole intelligenti qui 

Purtroppo NOI, non siamo il Canada ... 

martedì 21 febbraio 2017

Tra il lusco e il brusco - il crepuscolo dell'informazione


di Massimo Mazzucco -
Pubblicato: 19 Febbraio 2017

La Repubblica pubblica fake news 

Nella versione online di oggi La Repubblica ha publicato la seguente notizia, intitolando: "Usa, morto lo "sceicco cieco": la mente dell'attentato alle Torri Gemelle del '93 - È MORTO in un carcere di massima sicurezza in North Carolina lo "sceicco cieco" egiziano Omar Abdel Rahman. Era considerato la mente del primo attentato al World Trade Center, quello compiuto il 26 febbraio del 1993, quando nel parcheggio sotterraneo di una delle Torri gemelle fu fatto esplodere un pulmino imbottito con oltre 600 chili di esplosivo che provocò la morte di 6 persone." 

Omar Abdel Rahmannon fu affatto la mente dell'attentato al WTC del '93. Come si evince chiaramente da questo video, fu la stessa FBI ad organizzare l'attentato, tramite il proprio infiltrato Emad Salem, "dimenticandosi" poi di sostituire la bomba vera con una falsa. Un "errore" che costò la vita a 6 persone.


Da oggi denunceremo sistematicamente qualunque fake news pubblicata dalle testate mainstream.
 

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Fake news: ecco a voi la censura perfetta!
Il Grande Fratello sferra l’ultimo attacco
Marcello Pamio - 19 febbraio 2017

La mannaia della censura viene ogni tanto tirata fuori e fatta oscillata nell’aria, questo da almeno 15 anni senza risultati. Oggi purtroppo sembra che le cose stiano accelerando.

E’ di questi giorni infatti una proposta in Senato che farebbe concretizzare il più grande timore per i diritti e le libertà: il Grande Fratello di stampo orwelliano.

Prima però andiamo a fare un salto nella Commissione Europea, perché lo strumento nelle mani dei potentati economici è stato il primo a incitare alla “lotta contro le fake news”, ossia la lotta contro le notizie false.

Il tutto è iniziato con la guerra contro l’incitamento all’odio su internet, sfociata nel maggio 2016 in un codice di condotta concordato fra la Commissione e le grandi società tipo Youtube e Twitter. Questo era solo l’inizio…

Il passaggio dall’odio sul web alle fake news è stato immediato.

Per le cosiddette notizie false l’establishment è preoccupato, e non è un caso infatti che esso abbia attribuito alle fake tre fatti alquanto sgraditi: la Brexit, cioè l’uscita dell’Inghilterra dall’euro la vittoria del no alla modifica costituzionale in Italia e l’inaspettata vittoria di Trump negli States.

Secondo il Sistema, almeno in questi tre casi i canali di informazione alternativi sul web avrebbero giocato un ruolo decisivo (sorvoliamo sul magistrale lavoretto fatto dagli hacker russi che hanno impedito brogli e manipolazioni dei voti alle presidenziali, cosa questa normalissima e frequente, permettendo così la vittoria di Trump)…

E’ bene ricordare che tutti i media inginocchiati al regime scrivevano all’unisono e a caratteri cubitale che la Gran Bretagna se usciva dall’euro sarebbe precipitata nel baratro economico, flagellata da cavallette e locuste; qui da noi se avesse vinto il no al referendum costituzionale saremo tornati in pieno medioevo, e negli States tutti avevano già pronti gli articoli per la vittoria scontata di Killary Clinton. Ma le cose sono andate diversamente… Continua QUI
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Le Fake News dei media contro Trump? Il Presidente USA aveva ragione sulla Svezia (Telegraph)! Sembra quasi propaganda fascista….

Il vaso è colmo, adesso basta! Queste sono le parole che disse mio nonno un giorno, nella mezzo della sua gioventù, quando decise di opporsi al nazifascismo.  Dunque, 75 anni dopo, con la redazione di Scenarieconomici.it abbiamo deciso di mettere in piedi una centrale sulle fake news, seria, documentata, fattuale, per evidenziare l’esistenza di un enorme problema. Vi faremo sapere gli sviluppi.
Quello che temo è scoprire che sono proprio i media mainstream a diffonderle, vedremo. La ragione? Mi dilungherei troppo, mi limito a dire che lo scopo facilmente è non fare comprendere alla gente che disastro hanno combinato i governi degli ultimi anni (…). Disastro che si traduce in crisi economiche a cui contribuiscono con loro miseria solo le classi media e bassa, invece le elites globali di stampo neofeudale esplodono di gioia e ricchezza.


Ho visto troppe bugie sui media in questi ultimi tempi, e lo dico senza partigianeria. Continua QUI

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Bufale giganti: per seppellire indizi sui “giganti” veri? 

Scheletri di giganti alti 4 metri, scoperti in America e subito occultati: scoperta clamorosa, ma “insabbiata” da una autorevolissima istituzione scientifica come la Smithsonian Institution, un glorioso organismo scientifico finanziato dal governo degli Stati Uniti. Una sentenza della Corte Suprema americana, si legge sul web in diversi blog, avrebbe «costretto la Smithsonian Institution a rilasciare i documenti classificati risalenti agli inizi del 1900 che dimostrano che l’organizzazione è stata coinvolta in una grande, storica copertura di prove». Documenti che proverebbero «la scoperta di migliaia di scheletri di giganti umani rinvenuti in tutta l’America: fu ordinato di distruggerli dagli amministratori di alto livello per proteggere la principale cronologia corrente dell’evoluzione umana». Davvero? Niente affatto: quegli scheletri non sono mai stati distrutti. E per un semplice motivo: non sono mai esistiti. Lo ripetono in coro altre fonti, sempre su Internet, secondo cui la storia rientrerebbe tra le classiche “fake news”, sempre più in voga per gettare discredito sulle vere notizie che circolano sul web, disturbando gli omertosi silenzi del mainstream. Continua QUI  
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La libertà è cosa per pochi  


In un Paese nel quale si vendono oltre centomila copie di È tutta vita di Fabio Volo o La dieta dei gruppi sanguigni (non un ricettario per vampiri, ma l’ennesima guida all’alimentazione sana) del dott. Mozzi, bisognerebbe costituire un comitato di pubblica igiene mentale che si incaricasse della diffusione dei libri di Aldo Busi. È chiaro che in un tale clima di sentimentalismo adolescenziale e isteria salutista, che altro non sono se non i baffi finti della gerontocrazia più cinica e dell’economia più cancerogena, questo resterà un auspicio vano. Quindi, mentre le folle continuano a ruminare idiozie languide e paraecologiche, noi ci accontentiamo di attirare l’attenzione di pochi lettori su una sola pagina dell’autobiografia non autorizzata che lo scrittore ha intitolato Vacche amiche. Una pagina, la numero 104 del volume, nella quale è racchiuso il nucleo dell’etica di Busi. 

La libertà non è un diritto, è un sapere costante nel tempo, una capacità di resistenza alla tentazione di asservirsi, una curiosità per le lande più inesplorate del cervello umano a contatto con il mondo ma innanzitutto a contatto con se stesso, a cui ritorna e a cui deve dare conto di quanto ha fatto fuori il suo portatore. Continua QUI

https://www.change.org/p/senato-della-repubblica-italiana-no-al-bavaglio-dell-informazione-on-line-no-al-ddl-gambaro

sabato 18 febbraio 2017

Le convinzioni che molte volte non rispettano la nostra naturale propensione.


Alimentazione: quello che ti hanno nascosto da sempre 
può salvarti la vita! 

Alimentazione e salute: un argomento molto spesso non contemplato. Pareri discordanti, di esperti e pseudo tali, non fanno altro che confonderci le idee e generare in noi delle convinzioni che molte volte non rispettano la nostra naturale propensione. 

Quali sono i cibi che generano disturbi più o meno gravi e malattie che ci colpiscono? Quali sono invece quegli alimenti che ci fanno vivere una vita longeva nel totale benessere di corpo e mente? 

Tutto questo lo scoprirai in questo eccezionale video – documentario, dove troverai risposte alle tue domande e ai tuoi dubbi. 

Un video supportato da dati e test scientifici, effettuati su decine di migliaia di persone e in anni di studi, che hanno avuto una grande rilevanza anche per la risoluzione di problemi molto gravi, cui sta andando incontro il nostro eco-sistema. 

“Insieme possiamo ancora salvare e il pianeta, ma per fare questo è essenziale prima, salvare noi stessi”. Guarda il video qui:


http://www.libertadiparola.com/

giovedì 16 febbraio 2017

CETA - Il tritacarne umano


IL CETA E' UN FRUTTO AVVELENATO DELLA GLOBALIZZAZIONE
di
Cinzia Palmacci

Il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), sul cui varo è impegnato il Consiglio europeo, è l’Accordo economico e commerciale globale tra la Ue e il Canada. Obiettivo del trattato è eliminare al 99% i dazi doganali e altri ostacoli alle reciproche esportazioni e all’accesso agli appalti pubblici, aprire il mercato dei servizi, offrire agli investitori condizioni prevedibili e prevenire le copie illecite di innovazioni e prodotti tradizionali dell’Ue. 

Il Ceta una volta applicato, sostiene la Commissione europea, offrirà alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada e sosterrà la creazione di posti di lavoro in Europa. Questa l'ambiguità del motivo per cui il 15 febbraio il Parlamento europeo ha ratificato l’accordo di libero scambio tra Canada e UE. Dopo il voto della Commissione e del Consiglio UE che avevano già approvato il CETA, adesso è arrivato anche il via libera da parte del Parlamento Europeo.

Gli eurodeputati hanno votato in gran segreto, approvando con 408 voti in favore, 254 voti contrari e 33 astensioni. La loro decisione avrà ripercussioni serie non solo sull'ambiente ma anche sulla nostra salute. Un accordo votato in segretezza, e ciò lascia pensare. Ma perché nascondere le votazioni? Perché i rischi per la salute e i vantaggi illusori di questo trattato scellerato non sono di poco momento. Consideriamone i principali:

·Il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati
·Importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita
·Equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie di Europa e Canada
·Glifosato, uno dei timori più fondati
·Nelle mani del controllore senza controllo
·Crescita economica irrisoria per l'Europa e perdita di posti di lavoro
·L'Investment Court System (ICS), il sistema di tutela degli investimenti delle multinazionali


“Questo accordo commerciale rischia di minare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, a vantaggio di una manciata di multinazionali”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia. Mentre Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia  dichiara “Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso.

La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente”. 

L'accordo CETA dovrà essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali e regionali. Il trattato potrebbe applicarsi provvisoriamente dal primo giorno del mese successivo alla data cui entrambe le parti si sono reciprocamente notificate il completamento di tutte le procedure necessarie. Per i deputati tale data dovrebbe essere non prima del 1° aprile 2017. Intanto, sono in molti a pensare che il Ceta possa costituire un escamotage per superare i veti sul Ttip, l’accordo commerciale Usa-Europa tanto caldeggiato da Obama.
 
 
CETA prodotto insano della globalizzazione
 
Tutti i temi più importanti che riguardano la nostra vita, vengono decisi da pochi e a nostra insaputa. I governi cosiddetti democratici non si prendono la briga di chiedere il nostro parere e nemmeno di informarci. Ci mettono di fronte al fatto compiuto. Dai media la versione ufficiale è sempre tranquillizzante. Nulla di strano e tantomeno pericoloso, il CETA confermerebbe semplicemente l’abolizione delle dogane, l’accesso di imprese europee al mercato canadese con bandi e appalti in loco, e la salvaguardia della proprietà intellettuale nonché delle denominazioni di provenienza dei prodotti agricoli.

Questa la risposta ufficiale. In realtà si tratta di un’altra trappola che ha un solo scopo: mettere in atto il programma del TTIP. Se quest’ultimo, infatti, è stato soggetto a pesanti critiche e proteste in diverse nazioni che ne hanno bloccato l’entrata in vigore, invece il CETA è riuscito a sfuggire a qualsiasi controllo. Pochi ne hanno sentito parlare: sparute proteste, trattative in corso. Sarà quindi l’accettazione del CETA a farci accettare automaticamente anche il TTIP.

Il CETA è un’ulteriore arma segreta che ha il compito di preparare il terreno al TTIP. Ciò significa che le nostre leggi e regolamentazioni contro le tecnologie OGM di Monsanto, l’inquinamento dell’ambiente, la tecnica del fracking, la privatizzazione dell’acqua e delle istituzioni educative, culturali e sanitarie, l’eventuale diminuzione degli stipendi, e molte altre spiacevoli cose ancora, continuano ad essere in pericolo.

Infatti, qualora i regolamenti europei che riguardano l’ambiente, la sanità e gli ambiti sociali dovessero in qualche modo ostacolare gli affari delle grandi multinazionali, queste possono, per mezzo del CETA, citare in giudizio i governi europei tramite le loro filiali canadesi e il gioco è fatto. Il pacchetto CETA contiene anch’esso un meccanismo del tipo “Investor State Dispute Settlement” (ISDS), in base al quale un tribunale segreto internazionale può infliggere ai governi delle nazioni che non rispettino l’accordo delle punizioni draconiche in pagamenti di miliardi.

È ovvio che, alla fine, dovremo pagare noi, i contribuenti, tramite le tasse. Il sistema dell’ISDS sarà lo strumento più diabolico delle multinazionali, quello che ignora le leggi e calpesta le istituzioni delle nazioni democratiche. Di conseguenza è fuorilegge per sua natura e come tale non dovrebbe mai essere ammesso. Il che significa: se il CETA, o un altro di questi accordi segreti, dovesse entrare in vigore, le nazioni europee interessate sarebbero vittima di un colpo di Stato.

Questa non è che la punta dell’iceberg, di un vero complotto di banche e multinazionali sotto l’egida degli USA, caratterizzato da attacchi paralleli sferrati alle nazioni che vanno inquadrate nel loro piano di potere. Attacchi che si basano su: spionaggio ad alto livello con relative azioni di intercettazione; liberalizzazione e privatizzazione dell’economia; organizzazione di disordini intestini tramite i servizi segreti; destituzione di governi non amici con relativa sostituzione di governanti corrotti; interventi armati con conseguente violazione dei diritti sovrani delle nazioni interessate.

L’obiettivo è: divenire l’unica potenza incontrastata del pianeta. Il miliardario Warren Buffet diceva nel corso di un’intervista del 2006: “È in atto una guerra delle classi sociali, è vero. Ma è la mia classe, quella dei ricchi, che fa la guerra. E la stiamo vincendo noi.” L’autore Jürgen Roth scrive: "A Bruxelles non c’è soltanto l’European Round Table of Industrialists (ERT), ma anche il non meno potente Business Europe, dietro a cui si nascondono le lobbies delle associazioni dei datori di lavoro europei (…) L’ufficio si trova in una delle migliori zone della città, a Rond Point Schumann, dov’è la sede della Commissione Europea. (…) Quasi nessuno parla poi dell’ufficio dell’EFR European Financial Services Round Table. Questo è di certo il gruppo più influente di Bruxelles, soprattutto a causa del suo potere finanziario. I membri dell’EFR sono i dirigenti delle banche e delle compagnie assicurative più influenti". 

C'è altro da aggiungere per capire chi pilota veramente l'Unione Europea? E' questa l'Europa "unita" che vogliamo? Quella che fa l'interesse delle lobbies e delle multinazionali a discapito della democrazie e delle sovranità nazionali? Di questo passo la democrazia sarà solo una delle tante cose ad essere compromessa, oltre alla nostra salute, sicurezza e benessere.

Ci conviene ancora rimanere in questo tritacarne che chiamano Unione Europea? Già, perché l'unica unione rimasta è solo quella degli interessi delle lobbies e dell'oligarchia al potere. Guardare positivamente all'elezione di Trump come ad un'inversione di marcia è giusto, ma prima prenderemo delle contromisure per salvaguardare i nostri Paesi europei, e prima potremo riappropriarci della nostra sacrosanta sovranità nazionale. Questa globalizzazione che fa solo gli interessi di pochi ha fatto il suo tempo, e l'esperimento è fallito. 
 
di Cinzia Palmacci
Fonte:

mercoledì 15 febbraio 2017

Almanacco di febbraio 2017


COME SI MUOVEREBBE LA NUOVA MONETA NAZIONALE NEL CASO DI EUROBREAK (TU CHIAMALA, SE VUOI, LIRA)? E COME SI MUOVEREBBERO LE ALTRE? 

Ieri il sempre ottimo e preciso Ingegner Caustico ha dato una sua valutazione sul valore di una nuova ipotetica valuta nazionale. Possiamo chiamare questa nuova moneta Lira, Fiorino, Ducato, Zecchino, Baiocco, Meneghino, Grosso , come vogliamo, ma, comunque, non avrebbe nulla a che fare con la gloriosa Lira ereditata dal regno di Sardegna, poi dal Regno d’Italia e diventata la moneta della neonata Repubblica democratica. Si tratterebbe di un’unità di misura monetaria nuova, che partirebbe da una parità iniziale con l’Euro. 
Per analizzare la nuova moneta parto da un punto di vista completamente diverso: i saldi commerciali. Utilizzo questo punto di partenza perché:
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IL CREPUSCOLO DEL LAGER EUROPEO 

Il lager europeo, per fortuna, sta per esplodere. Il 2017 decreterà senza ombra di dubbio la fine di questa indegna e malvagia impalcatura comunitaria, governata da un manipolo di assassini in guanti bianchi. Merkel, Draghi, Juncker e Moscovici sono oramai entrati nei panni “dell’ultimo giapponese”, strenui difensori di un sistema di potere già morto e sepolto. Il vento del cambiamento non si può arrestare, favorito anche dalla miopia di personaggi di rara stoltezza che continuano a chiedere “sacrifici” e “aggiustamenti dei conti” mentre la casa brucia. Non bisogna avere pietà per i burocrati europei caduti in disgrazia, da processare in maniera inflessibile per “genocidio” appena le condizioni storiche e i rapporti di forza lo permetteranno (cioè presto). Parimenti non bisogna sottovalutare il ruolo svolto dalla grande stampa nel puntellare e difendere i moderni “nazisti tecnocratici”, protetti oltremisura e senza vergogna da una informazione completamente e spudoratamente asservita ai potenti. Le patetiche grida di dolore che i maggiordomi dell’oligarchia finanziaria come Laura Boldrini lanciano all’indirizzo dei nuovi media fanno sorridere. Smascherato e delegittimato da una impetuosa crescita della consapevolezza di massa, il circuito mainstream non trova di meglio da fare che organizzare crociate contro le presunte “notizie-bufala”, rievocando comicamente atmosfere degne del “ministero della Verità” immaginato dal genio di George Orwell.
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Anche l’India costringe Apple a produrre in loco (Noi, no). 

Apple produrrà gli IPhone a Bangalore, la Silicon Valley indiana. Motivo: superare i dazi all’importazione che mantengono scarsissima la quota di mercato per gli smartphone della multinazionale di Cupertino – 2,7% – laddove Samsung ha il 24, la cinese Lenovo il 9,5; senza contare i produttori locali cresciuti dietro la protezione dei dazi, Micromax col 16,7% del mercato, Intex 10,8 %, Lava col 4,7 per cento. Ciò, in un mercato non ancora giunto a maturità, mentre le vendite Apple stanno rallentando in Cina. Apple non solo assumerà lavoratori indiani, ma dovrà utilizzare il 30 per cento di componenti fabbricati in loco, come è prescritto dalle leggi indiane per potere vendere manufatti esenti da dazi perché considerato prodotti nazionali.

Dunque anche la Federazione indiana, come già la Cina, e prima ancora Giappone e Corea, si servono del protezionismo strategico per far crescere le loro economie ed accaparrasi competenze e know how, obbligando le multinazionali, se vogliono vendere nel loro territorio, a produrre nel territorio. Anche il Brasile ha obbligato a produrre IPad localmente.  Continua QUI



Al voto a Strasburgo le leggi che i robot e le intelligenze artificiali dovranno rispettare

Il Parlamento Europeo si appresa a chiedere di disciplinare a favore del genere umano il dirompente avvento dei robot e delle intelligenza artificiali: per una volta, impedire i danni anziché affannarsi poi a ridurli e tamponarli. Ad esempio, se i robot distruggono i posti di lavoro e rendono inutili le nostre braccia ed i nostri cervelli bisogna contemplare l’eventualità che siano proprio i robot a sostenere il welfare ed e generare il nostro reddito: di qui, la richiesta che il Parlamento Europeo si appresta a votare perché sia tenuto sotto costante controllo l’impatto di robot ed intelligenze artificiali sul sistema sociale e fiscale, prendendo in considerazione un reddito universale di base finanziato attraverso le tasse pagate sui robot e sul loro lavoro.

Il rapporto Delvaux sulle norme di diritto civile nel campo della robotica (é il nome della deputata lussemburghese che ha svolto il ruolo di relatrice) é stato approvato a metà gennaio dalla commissione Giuridica e sarà votato mercoledì 15 febbraio dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo. E’ pubblicato per intero in fondo a questo post: vale davvero la pena di leggerlo essendo il il testo più interessante, completo e lungimirante cui ho avuto l’onore di contribuire in questi due anni e mezzo al Parlamento Europeo. Continua QUI

 

Le elites EU al massacro delle colonie europeriferiche: il caso Business Insider Italia, che ben spiega il rischio Mediaset diventata francese

Business Insider è una rivista online fondata nel 2009 dal proprietario di Doubleclick, il programma per ottimizzare pubblicità durante la navigazione internet (…). In pratica doveva occuparsi di divulgare notizie trovate sul web, con attenzione particolare ai movimenti societari e della Tech Economy, connotandosi come una “news agency” diciamo alternativa. Oggi ha circa 70 milioni di visitatori, fa profitti (pochi, ma li fa) ed ha il suo principale bacino di utenza in inglese. 

Almeno fino a qualche mese fa. 

Dal settembre 2015 è stata acquistata per la quasi totalità dal gruppo tedesco Axel Spinger, la casa editrice tedesca famosa per i suoi collegamenti passati (?) con il servizio segreto germanico post seconda guerra mondiale (vedasi il caso della spia del BND/Servizi Segreti della Repubblica Federale Tedesca Horst Mahnkes, ex nazista che proveniva dalla redazione di Axel Springer Verlag [capo redattore della rivista Kristall], senza dimenticare che W. Schauble fu a capo delle spie tedesche del BND) oltre che per le testate che solo apparentemente sono scandalistiche (la Bild tedesca per esempio), ma che invece parlano alla pancia della gente indirizzandola, parlo della popolazione germanofona di ceto medio-basso. A questo si aggiunga la proprietà di testate primarie e mainstream come Die Welt, giornale della destra conservatrice tedesca. Continua QUI


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