giovedì 17 ottobre 2013

Il nano-particolato di alluminio altera la funzione immunitaria

Come mai la Airforce USA indaga sugli effetti delle nanoparticelle 
di alluminio in atmosfera? 



by nogeoingegneria

L’alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla terra sotto forma di composti, tra cui la bauxite come fonte principale. L’uso dell’alluminio oltrepassa quello di tutti gli altri metalli ad eccezione del ferro ed è importante praticamente in ogni settore produttivo. In forma di nanoparticelle o nano-fibre troviamo questo metallo in molti prodotti: cosmetica, tessuti high tech, elettronica, materiali da imballaggio, medicinali, prodotti per l’agricoltura, per l’allevamento e in altro ancora.

“Il nano-particolato di alluminio altera la funzione immunitaria”, è il titolo di uno studio pubblicato dalla US Airforce. Da dove nasce l’interesse dei militari sugli effetti dei nano-particolati di alluminio in caso di inalazione? In vari contesti è stato proposto o è già stato effettuato il rilascio in atmosfera di questo tipo di particelle.

1. Possedere il clima. L’esercito americano ha dichiarato l’obiettivo di “possedere il clima” entro il 2025. Nel documento Weather as a Force Multiplier:Owning the Weather in 2025 troviamo un esplicito riferimento alla nanotecnologia come strumento di intervento. Questo approccio prevede la modificazione atmosferica via introduzione di aerosol (nano-particolato) in nubi, cicloni e correnti. Il brevetto US-Patent 5003186 “Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming” (1990) parla tra altre sostanze di ossido di alluminio.

2. Chaff. Sono note le estese operazioni chaff o flares (rilascio di fibre di vetro rivestite di alluminio in atmosfera ). Si tratta di meccanismi di difesa utilizzati da aerei militari per evitare il rilevamento e/o di attacco da parte di sistemi di difesa aerea avversari. La dispersione in grande quantità di chaff serve a riflettere i segnali radar e, formando una nube, nascondere temporaneamente velivoli al rilevamento radar.

3. Global warming. Per ovviare alle conseguenze del presunto global warming, si è proposto (in realtà si sta già effettuando da una decina d’anni) di spargere milioni di tonnellate di nanoparticolato di alluminio in stratosfera (Progetto Sun Radiation Management -SRM) con l’intento di termoregolare il pianeta.


 

4. Carburante aereo. I militari dell’Air Force promuovono (e forse già utilizzano) un carburante composto da nanoparticelle di alluminio e acqua ghiacciata, adatto non solo ai razzi e alle navicelle spaziali, ma anche agli aerei civili e militari (vedere qui). L’Air Force Lab presenta in questo VIDEO il suo”New Fuel from Aluminum Nanoparticles”. Aluminium come additivo nel carburante è stato testato addirittura già nel 1958, come mostra questo documento.

Ci sono motivi a sufficienza per poter temere un consistente inquinamento atmosferico con nano-particolato di alluminio (ed altro), ed un’indagine della Airforce su scelte e operato non può sorprendere, anzi è doveroso.
Lo studio dell’ “Applied Biotechnology Branch” dell’ “Air Force Research Laboratory” (1) presentato in forma sintetica, esamina gli effetti sul tessuto polmonare in caso di inalazione di nano-particolati di alluminio.

Il nano-particolato di alluminio altera la funzione immunitaria

Il nanoparticolato di alluminio altera la funzione immunitaria: questo è il titolo dell’articolo scientifico pubblicato nel 2010 dall’Applied Biotechnology Branch, dell’Air Force Research Laboratory.
Così inizia l’articolo del gruppo di ricerca della Air Force che ha esaminato gli effetti dei nanoparticolati di alluminio in un microambiente polmonare simulato:
“La via più probabile di esposizione ai nano-particolati di alluminio è l’inalazione, dato il loro utilizzo nei carburanti di jet e nelle munizioni.”

Secondo Braydich-Stolle et al., gli studi svolti sulla nano-tossicità sono pochi e molto limitati: nanomateriali diversi in vari modelli cellulari hanno dimostrato un effetto dose-dipendente, ma un limite è che non sono state valutate situazioni realistiche di esposizione umana, che descrivano quali interazioni avvengono dopo esposizione a basse dosi di nano-particolato.


Tuttavia, proseguono i ricercatori, studi con microparticelle di alluminio hanno mostrato danni polmonari per brevi esposizioni settimanali. Altri studi hanno dimostrato che particelle più piccole (nanometriche) quando inalate si accumulano nei polmoni e la loro eliminazione è ostacolata in caso di esposizione cronica. 

Sulla base di questi risultati, il gruppo già si aspettava, per la propria ricerca, un certo effetto del nano-particolato di alluminio, molto reattivo e con la capacità di penetrare in profondità negli alveoli polmonari. Inoltre, si afferma che “l’effetto diverrà più pronunciato nel tempo, come risultato di un accumulo nei polmoni”.
Nel corso dello studio, il gruppo ha tenuto come riferimento per i propri test i limiti di esposizione riportati dall’OSHA (Occupational Safety and Health Administration).


La vitalità cellulare è stata verificata ed una lieve tossicità è stata osservata alle dosi più alte, con le cellule fagocitarie più colpite rispetto alle epiteliali. Le cellule fagocitarie (macrofagi) sono cellule immunitarie locali che inglobano materiale estraneo al fine di proteggere le altre cellule. Come era atteso, le cellule immunitarie hanno fornito qualche protezione alla tossicità dei nano-particolati (NP).


Sono state poi valutate le funzioni immunitarie esponendo il microambiente polmonare ad una concentrazione non tossica di NP, e successivamente infettandolo con il patogeno respiratorio Staphylococcus Aureus.
I test hanno mostrato che la funzione fagocitaria, dopo trattamento con gli NP, si sia ridotta.


Visto il cambiamento nella funzione dei macrofagi alla presenza del patogeno, il gruppo ha effettuato ulteriori indagini sulla normale risposta immunitaria.
Durante le infezioni, le cellule fagocitarie ed epiteliali locali secernono proteine specifiche: chemochine per reclutare cellule immunitarie adattative, e citochine per attivare le cellule reclutate per una risposta più fastidiosa al materiale estraneo. E’ stato scelto di valutare l’impatto che i nano-particolati di alluminio hanno sul sistema NFkB dei macrofagi, che è un regolatore chiave della funzione immunitaria, avendo il controllo della produzione di chemochine e citochine.


In condizioni normali, Staphylococcus Aureus innesca una forte attivazione del sistema NFkB.
Quando invece gli NP di alluminio sono presenti, le cellule immunitarie non sono in grado di attivare il sistema, generando degli effetti a cascata: tutti i meccanismi di attivazione immunitaria sono alterati, reprimendo ogni attivazione alternativa dei macrofagi, diminuendo così la capacità delle cellule immunitarie di combattere l’infezione e lasciando le cellule potenzialmente vulnerabili ai patogeni.


Il destino degli NP di alluminio potrebbe seguire due potenziali percorsi per la tossicità: gli NP potrebbero rimanere nei polmoni, oppure superare le barriere di scambio gassoso e incorporarsi nel circolo sanguigno (avendo poi la possibilità di essere eliminati, nda). In luce del fatto che studi precedenti hanno dimostrato che la rimozione degli NP dai polmoni è difficoltosa, la situazione più probabile è che l’alluminio persista nei polmoni e che continui ad essere inglobato dai macrofagi.

I ricercatori concludono: “Sebbene gli NP non siano particolarmente tossici per le cellule polmonari, essi hanno impoverito la naturale abilità di risposta ad un patogeno respiratorio”.




Gli scienziati di un Air Force Research Lab di Dayton, Ohio, hanno sviluppato un nuovo fantastico modo di sfruttare l'energia dell'idrogeno immagazzinato nella normale acqua di rubinetto.

Il segreto è nelle nanoparticelle di alluminio. Aggiungendo acqua alle nanoparticelle appositamente rivestite, gli scienziati possono produrre più di mille litri di gas di idrogeno da un litro di acqua. Questo nuovo combustibile è stato progettato per fornire energia in situazioni di emergenza - ma potrebbe anche essere utilizzato in motori a razzo o aerei.

Guarda il video:

Just Add Water: New Fuel from Aluminum Nanoparticles 

 





In collaborazione con il blog di:

venerdì 11 ottobre 2013

“la NASA sta mentendo sulla Cometa ISON”

 
 

Il Fisico James McCanney:  
“la NASA sta mentendo sulla Cometa ISON” 

Il Fisico Maverick James McCanney ha parlato della venuta della cometa ISON nel 2013, che si prevede possa essere 15 volte più luminosa della luna piena di novembre e potrebbe essere di immensa grandezza.

 “Quando accade qualcosa di simile a questo, bisogna essere molto cauti, ma dopo aver esaminato i dati che ho visto … direi che sembra essere reale. Inoltre uno dei possibili compagni di viaggio,  sembra essere a circa due distanze lunari (mezzo milione di chilometri), e non ha formato un chioma per qualche strana ragione.

 

"Se l’oggetto è in orbita attorno al nucleo della cometa a quella distanza implica che il nucleo di questa cometa è forse più grande o più grande della Terra. Inoltre, con i miei colleghi saremo in grado di calcolare direttamente la massa e quindi la dimensione del nucleo cometario di ISON  utilizzando metodi astronomici standard. La NASA sta mentendo su tutto al riguardo ma noi sappiamo che dietro questa cometa si nasconde qualcos’altro” 

“Come ho detto prima che una delle più grandi bugie della NASA è relativa alla dimensione del nucleo della cometa, quindi tendono a minimizzare a quasi nulla le notizie in merito a ISON e poi cercano di promuovere il loro modello cometario come un a palla di neve sporca che possiede una orbita errante.Sappiamo di poter misurare direttamente i nuclei della cometa con i radiotelescopi, quindi perché si deve mostrare al mondo una cattiva scienza che effettua delle stime in base a delle sole opinioni?"


 
Con la recente interazione di questa cometa con la Terra, mentre la cometa era vicino all’orbita di Giove, abbiamo notato che sarebbe la seconda indicazione che si tratta di un oggetto cometario espulso dalla Nube di Oort per un motivo a noi sconosciuto.

La NASA è stata estremamente attiva nel controllo dei danni che potrebbero derivare dal vicino passaggio di ISON e su questa cometa, proprio oggi, ha rilasciato un video chiaramente evidente sul fatto che possa fare danni. Perché tutti gli annunci sono stati fatti quando la cometa (secondo la NASA) non sarà nemmeno visibile fino al prossimo mese di novembre?”





giovedì 10 ottobre 2013

Nemesis, Planet X o Death Star

Corpi spaziali colpiscono il Sole e creano una eruzione solare

Le immagini trasmesse dalla sonde spaziali SOHO sono abbastanza eloquenti e mostrano corpi spaziali che colpiscono il Sole, causando una vera e propria eruzione di plasma solare che ha colpito in questi giorni la Terra, causando piccole tempeste geomagnetiche e aurore boreali.

Nel video che potete vedere di seguito, si può osservare, come il Sole reagisce a due comete che penetrano all’interno della stella, come si è visto nelle immagini trasmesse da SOHO LASCO C3.

Cometa sconosciuta Sulle Immagini SOHO precipita al Sole  
Le immagini tratte dalla sonda in cui si osserva una Cometa sconosciuta precipitare sul Sole

L’Eruzione solare di classe M3 (avvenuta il  9 ottobre 2013) coincide con l’impatto della prima “Cometa”.  Gli esperti della NASA non hanno commentato questo avvenimento, anche perché l’ente spaziale ha chiuso per problemi economici, ma le sonde spaziali seguitano a registrare Comete, corpi e detriti spaziali che entrano nel nostro sistema solare, spinti per effetto gravitazionale, da un oggetto oscuro (Nemsis – Planet X ?). Le ultime immagini trasmesse sempre da SOHO il giorno 10 Ottobre 2013, ci mostrano una cometa sconosciuta che precipita sul Sole attratta appunto dalla forte gravità.  


Gli esperti ritengono che il Sole  sia parte di un sistema binario stellare, e questa stella, presumibilmente è legata alle periodiche estinzioni di massa delle specie terrestri. Gli stessi scienziati sono convinti sempre di più che i bombardamenti meteoritici, la comparsa di comete e nuovi asteroidi, che vagano nello spazio all’interno del nostro sistema solare, siano spinti dalla forza gravitazionale di Nemesis o Death Star.



Le prime pubblicazioni di questa misteriosa stella,  apparvero nei primi anni ’80, quando i paleontologi di Chicago hanno scoperto che l’estinzione di massa di organismi terrestri si verificano ogni 25 mila anni, che corrisponde con la convergenza del Sole con una doppia stella. L’ultima volta che il Sole e la “Morte Nera” si sono incontrati sulla Terra è venuta a mancare ogni forma di vita.
Ricordiamo che alcuni membri della NASA e del’US Army,  come Pattie Brassard, hanno dichiarato pubblicamente che gli scienziati militari e la NASA sono stati in grado di calcolare l’allineamento successivo del secondo sole (Planet X)  provocando forti  terremoti, eruzioni dei vulcani a livello globale, cosa che già sta succedendo.






Gli astronomi presso l’European Southern Observatory (ESO) hanno osservato un misterioso oggetto, una sorta di corpo planetario che si sta avvicinando al sistema solare, proveniente dalla nube di Oort e questo spinge verso di noi comete e altri detriti spaziali.


L’oggetto misterioso, secondo gli esperti, ha una rotazione insolitamente lenta, essendo stato espulso dalla sua orbita in modo anomalo e ora si sta dirigendo verso il nostro sistema solare. I ricercatori dell’ESO dicono che è un fatto insolito, cioè, qualcosa ha spinto questo oggetto spaziale fuori dalla sua orbita e fuori dalla Nube di Oort e ciò consente anche di avere una visione senza precedenti del corpo in fase di avvicinamento.

Redazione Segnidalcielo
Articolo correlato


"i 20 watt del cervello"

 
La morte non esiste! Il biocentrismo quantico del dott. Lanza 

Molti di noi, a buona ragione, temono la morte. Noi crediamo nella morte perché così ci è stato detto: “noi moriremo”!

Siccome identifichiamo la nostra persona con il corpo, e sappiamo che gli organismi biologici sono destinati a morire, ci siamo sempre più convinti che la morte del corpo sia anche la fine della nostra coscienza.

Ma una nuova teoria scientifica suggerisce che la morte corporale non è l’evento terminale che pensiamo. Scopriamo l’affascinante teoria del “Biocentrismo”.

Il dott. Robert Lanza è attualmente direttore scientifico presso l’Advanced Cell Technology ed è professore aggiunto presso la Wake Forest University School of Medicine.

Ha pubblicato centinaia di articoli scientifici e numerose invenzioni e ha scritto, fino ad ora, più di 30 libri, tra i quali “Principles of Tissue Engineering” (Principi di ingegneria dei tessuti) e “Essentials of Stem Cell Biology” (Fondamenti di biologia delle cellule staminali), due pubblicazioni che sono riconosciute come riferimenti definitivi in campo scientifico.


robert-lanzaIn un articolo scritto per l’Huffington Post, il dott. Robert Lanza descrive un’affascinante teoria scientifica che è stata definita “biocentrismo” e che potrebbe offrirci una visione completamente nuova, dal punto di vista scientifico, della morte e del destino della coscienza umana dopo la morte.

Come abbiamo già scritto in un recente post, la fisica quantistica è alla base di questa rinnovata attenzione che la scienza sta dedicando alla coscienza umana, tanto da far definire “l’anima” come una delle strutture fondamentali dell’Universo.


  
La coscienza non è più solo un problema per i biologi, i filosofi e i teologi, ma lo è diventata anche per la fisica. Ad oggi, nella fisica moderna non esiste nessuna spiegazione valida che giustifichi come un gruppo di molecole in un cervello possa creare la coscienza.

La bellezza di un tramonto, il sapore di un pasto delizioso o l’innamoramento, sono tutti misteri ai quali la scienza non è ancora in grado di dare una spiegazione convincente.

Certo, la biologia e la neurologia possono spiegare i meccanismi che regolano il funzionamento del cervello rispetto agli stimoli ricevuti dai sensi, ma non siamo ancora in grado di spiegare, dal punto di vista scientifico, la soggettività dell’esperienza sensoriale.

Quel che è peggio, è che nessuna disciplina scientifica è capace di spiegare in che modo la coscienza possa emergere dalla materia. La nostra comprensione dell’enigmatico fenomeno della coscienza è praticamente nulla.

La teoria scientifica, chiamata biocentrismo, cerca di raffinare queste considerazioni. Uno degli aspetti più noti della fisica quantistica sta nel fatto che certi fenomeni non possono essere previsti in maniera assoluta.

L’unica possibilità che abbiamo è quella di calcolare le probabilità che un determinato evento si verifichi. Secondo l’interpretazione offerta della Teoria del Multiverso, a ciascuno di questi eventuali eventi corrisponde un universo differente.

Esiste un numero infinito di universi, e tutto ciò che potrebbe accadere, si verifica in qualche universo. Tutti gli universi possibili esistono simultaneamente, indipendentemente da ciò che accade in ciascuno di essi.

Quindi significa che le leggi che regolano gli infiniti universi possono essere, appunto, infinite. Chi o cosa pone le regole che sono alla base di questi infiniti universi?

Ora, un noto esperimento di fisica quantistica, dimostra che l’osservatore è in grado di determinare il comportamento delle particelle. Cosa significa ciò? Qual è la relazione che c’è tra la percezione del mondo e il mondo in sé?

E’ possibile che il mondo che abbiamo sotto gli occhi sia determinato, in larga parte, dalla nostra mente? Lo spazio è il tempo sono dimensioni che esistono a prescindere dall’osservatore, oppure il nostro cervello, in qualche modo, li determina?

Secondo il biocentrismo, lo spazio e il tempo non sono quelle dimensioni immutabili e rigide che abbiamo sempre pensato. Secondo le considerazioni degli esperimenti di fisica quantistica, tutta la nostra esperienza sensoriale non è altro che un vortice di informazioni che si verificano nella nostra mente.

Lo spazio e il tempo sono semplicemente “regole” create dal nostro cervello attraverso le quali la nostra coscienza cerca di dare un “ordine” a quella esperienza che chiamiamo “realtà”.

Come già scriveva Ralph Waldo Emerson nel 1844 in Experience:

“Abbiamo capito che non vediamo la realtà direttamente, ma mediatamente e che non abbiamo alcuna possibilità di modificare o correggere le lenti colorate attraverso le quali vediamo il mondo, nè di calcolare l’entità dei loro errori. Forse queste lenti hanno un potere creativo, forse non esiste nessun oggetto”.


Chiaramente, tutto ciò trascende le nostre idee classiche di spazio e tempo. 

Già, ma allora che cosa è la coscienza?

Secondo Robert Lanza, sebbene i singoli corpi siano destinati alla morte e alla disintegrazione, la coscienza viva dell’individuo – il “chi sono” – esiste come forma di energia (circa 20 watt) che opera all’interno del cervello.



Siccome il Secondo principio della Termodinamica (uno degli assiomi più sicuri della scienza) afferma che l’energia non si può nè creare, nè distruggere, ma solo trasformare, dobbiamo concludere che questa “energia di coscienza” che opera nel cervello non scompare con la morte del corpo.


Se è vero che spazio e tempo sono “filtri” posti dal cervello alla nostra coscienza, dobbiamo concludere che in un territorio senza tempo e senza spazio la morte non può esistere. L’immortalità non significa una vita perpetua nel tempo, ma risiede piuttosto in una realtà totalmente al di là dello spazio e del tempo.

Conclusioni

Per molti secoli, a partire dal Rinascimento e con la rivoluzione scientifica, una visione rigida del cosmo ha dominato il pensiero scientifico. Questo modello ci ha portato innumerevoli intuizioni sulla natura dell’universo e numerose applicazioni tecnologiche che hanno trasformato ogni aspetto della nostra vita.

Ma questo modello, inizia a manifestare tutti i suoi limiti nel riuscire a spiegare in maniera esaustiva la complessità della realtà. Il vecchio modello cosmologico propone l’immagine di un universo come una immensa collezione senza vita di particelle che rimbalzano l’una contro l’altra, obbedendo a leggi fisiche predeterminate dalle origini misteriose.

L’avvento della fisica quantistica ha portato una ferita nel modello dell’universo-orologio, che da una prospettiva prevedibile dei fenomeni fisici, si sta addentrando in una prospettiva semi-prevedibile.

Tuttavia, con l’attuale paradigma cosmologico, rimangono aperti ancora molti problemi, alcuni ovvi, altri raramente citati, ma altrettanto fondamentali. Ma il problema di fondo riguarda la vita che, sin dalla sua comparsa, rimane ancora un processo scientificamente sconosciuto, sebbene alcuni meccanismi di sviluppo possono essere compresi tramite i meccanismi della Teoria di Darwin.

Il problema più grande è che in una particolare forma di vita, quella umana, esiste un fenomeno come quello della coscienza, la cui comprensione rimane ancora, a dir poco, un mistero.

Se il 20° secolo è stato dominato dalla fisica, il 21° secolo si configura come l’epoca della convergenza tra diverse discipline, fino ad oggi ancora in apparente conflitto tra loro, quali la fisica e la filosofia, la biologia e la teologia. Tutto sembra convergere in una unificazione dei saperi.

Forse è questo il tentativo più qualificante di una teoria come quella del biocentrismo, secondo la quale la vita precede l’esistenza dell’Universo. E’ un concetto semplice ma sorprendente: la vita determina l’universo, anziché il contrario.


Fonte:

martedì 8 ottobre 2013

Quod demostrandum erat.

Cos’é il Nuovo Ordine Mondiale 



[tratto da Conspirators Hierarchy: The Story of the Committee of 300 di John Coleman]
“Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. L’unica questione è se questo governo verrà realizzato tramite la conquista o il consenso” .
[Paul Warburg 17 Febbraio 1950, testimonianza dinanzi al Senato degli Stati Uniti]


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 Marte e le sue immense foreste


 

Forse non tutti sanno dell’esistenza di alcune sconvolgenti fotografie trasmesse a terra dalla MOC (Mars Orbiter Camera(MOC) a bordo della sonda MGS (Mars Global Surveyor) prima che smettesse di funzionare “morendo” il 2 novembre 2006.

Oltre alle fotografie di strutture rassomiglianti a tunnel trasparenti all’interno di canyon, osserviamo la presenza di “cose” che sembrano alberi riuniti in gruppi sparsi o intere foreste.
La possibilità dell’esistenza di vita extraterrestre ha sempre affascinato l’umanità. Per altro, tra gli scienziati si è fatta strada l’idea che se la vita esiste su Marte, questa debba essere allo stadio di batterio.

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Il prete che dal Vaticano annuncia alla guardiacostiera le coordinate dei barconi - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/#sthash.9nycFdcw.dpuf
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Il prete che dal Vaticano annuncia alla guardiacostiera 
le coordinate dei barconi 



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Un prete eritreo riceve una telefonata, l’ennesima. E’ sempre lui, Don Mosé Zerai, tutti i passeurs hanno il suo numero.

Dietro ogni sbarco con “telefonata”, c’è il prete eritreo. Prima c’era anche Boldrini, ora ha altri impegni. Il traffico funziona in questo modo.

Si prende il mare dalla Libia, poi si danneggia il barcone e si avvisa Don Mosè Zerai – il sacerdote eritreo responsabile dell’agenzia Habeshia – da quel momento parte la segnalazione del sacerdote alla Guardia Costiera: “mi hanno chiamato e stanno affondando, sono…”. 

Il resto lo immaginate: i nostri soccorsi corrono in acque libiche a prendersi i clandestini. In basso troverete una serie di screenshots che il “prete” pubblica sulla sua pagina Facebook, segnalando ai connazionali già presenti in Italia la sua attività. Tutto avviene alla luce del sole. Con la protezione del Vaticano. 
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Chi e cosa di cela dietro l'immigrazione



Di Giuli Valli, da: «Il vero volto dell’immigrazione: la grande congiura contro l’Europa», 1993 Un primo consistente indizio per sapere dove andassero cercati i meno occulti promotori di questo grandioso fenomeno ci fu offerto da un articolo apparso sul quotidiano «Alto Adige» del 10 agosto 1989, dal titolo: «Ondata di immigrati africani». Vi si riferiva l’intervista col presidente degli ambulanti trentini aderenti alla «Confesercenti», il quale, tra l’altro, dichiarava: «si calcola che nei prossimi anni, 30-40 milioni di africani verranno in Europa, e i governi centrali, su direttive dell’ONU, (il corsivo è nostro), hanno affidato a Italia, Spagna e Grecia il peso maggiore. 

Sembra che l’Italia, nella spartizione internazionale, debba farsi carico dell’immigrazione senegalese, e si stima in 5 milioni la dimensione numerica: quasi una persona ogni dieci italiani»
Dunque l’ONU veniva indicata come la centrale da cui è partito l’ordine che è alle origini di questa vicenda e le si attribuiva un preciso programma che non potrà non incidere in maniera sconvolgente sul prossimo avvenire del popolo italiano, i cui destini, al di là dell’amena tavoletta della sovranità popolare, evidentemente sono in mano di lontani e sconosciuti padroni.

Successive ricerche confermano che la pista era quella giusta: l’Italia, con la legge 10 aprile 1981 n.158, ha ratificato la convenzione n.143 del 1975 della Organizzazione Internazionale del Lavoro (uno degli organi dell’ONU), recante il titolo: «sulle migrazioni in condizioni abusive e sulla promozione della parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti». 

Da qui si vede che già almeno dall’ormai remoto 1975 si venivano addensando sul capo degli ignari italiani fosche nubi foriere di tempesta. In obbedienza a quei patti, il Governo nazionale proponeva e il Parlamento approvava la legge 30.XII.1986 n.943 che sin da allora garantiva (art.1) «a tutti i lavoratori extracomunitari parità di trattamento e piena eguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori italiani», nonché il godimento “dei servizi sociali e sanitari” e il diritto “al mantenimento dell’identità culturale, alla scuola e alla disponibilità dell’abitazione”. E all’art.2 prevedeva, proprio come riferito dal citato articolo dell’”Alto Adige”, “accordi bilaterali e multilaterali previsti dalla convenzione dell’OIL n.143 del 24 giugno 1975…per disciplinare i flussi migratori» 
Continua a leggere QUI  e QUI


New York Times: Aaron Alexis era mentalmente controllato

 

New York Times: Aaron Alexis era mentalmente controllatoRapporto del New York Times – FBI riferisce che lo sparatore della Navy Yard ha detto che sono stati attacchi elettronici al cervello a spingerlo alla violenza.
Incredibile! FBI & Main Steam media hanno pubblicato rapporti che l’uomo armato delle rivendicazioni Massacre Navy Yard era sotto controllo mentale da parte della pubblica amministrazione.
 Pubblicato: 25 settembre 2013
WASHINGTON - L’uomo che ha ucciso 12 persone al Washington Navy Yard dieci giorni fa, ha lasciato dietro di sé documenti elettronici che dicono che il governo aveva attaccato il suo cervello per gli ultimi tre mesi con onde elettromagnetiche create dalla Marina, di una “frequenza estremamente bassa”, e che era questo il motivo per cui aveva bisogno di scatenarsi, hanno detto Mercoledì alti funzionari delle forze dell’ordine . 
Continua a leggere QUI  


 
Unico tema: DE-POPOLAZIONE - David Rockefeller 
pubblicamente in video - Agenda 21, Usa 


Politici, Governanti, economisti, militari e filosofi trovano un comune pensiero circa il tema della " Depopolazione" e/o del "controllo delle nascite".
Nel 1922, Margaret Sanger scrisse The Pivot of Civilization con una introduzione dell’eugenista H. G. Wells. Come vedremo, la Rockefeller Foundation «appoggiò fin da subito, entusiasticamente, il concetto di “eugenetica”, che incoraggia l’impegno riproduttivo di coloro che si ritiene abbiano geni buoni, mentre scoraggia o vuole bloccare del tutto la riproduzione di quelli indesiderabili.

Ma Rockefeller ed altri erano ansiosi di spingersi ancora oltre nel modellare la discendenza degli Americani

Fra i paladini del controllo della popolazione e degli studi eugenetici possiamo annoverare:
Theodore Roosevelt, Charles Wilson (presidente di Harvard) ed Irving Fisher (presidente di Yale e negli anni ’20 della Eugenics Research Association), più un bel numero di altre personalità di grande rilievo.

Gene Sharp, uno delle menti del movimento AGENDA 21 dell' Onu sulla decrescita felice e uno dei movimenti attivi a questo proposito.

Prima di leggere alcune fra le 20 citazioni più importanti sulla depopolazione da parte dell'elite , guardiamo questo inedito video tradotto in Italiano dove  David Rokefeller parla pubblicamente del problema e della necessita' del controllo della popolazione:
Continua QUI

 

 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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